Gibson SG Standard Recensione: Pro e Contro

Allora, parliamoci chiaro: la Gibson SG Standard è un’icona. Punto. Non c’è molto da discutere su questo. È quella chitarra che vedi in mano a Angus Young, Tony Iommi, e un’infinità di altri che hanno scritto pagine di storia del rock. Ha un look inconfondibile, un sound che buca il mix e una leggerezza che, almeno sulla carta, la rende super comoda.

Ma qui su biafax.it, non ci limitiamo a guardare le foto patinate. Noi le chitarre le prendiamo in mano, le smontiamo, ci mettiamo le mani, e soprattutto, ascoltiamo quello che dice la gente che le compra e le suona davvero. Non sono un liutaio professionista, l’ho detto mille volte. Sono uno che in garage si è fatto le ossa, ha sbagliato, ha rifatto, e alla fine ha capito che, con un po’ di pazienza e le dritte giuste, si possono fare grandi cose anche senza un laboratorio super attrezzato.

Quando uno pensa alla Gibson SG, spesso ha in mente l’immagine di una chitarra perfetta, senza difetti. La verità è un po’ più complessa. Come ogni strumento, ha i suoi pregi che la rendono unica, ma anche qualche lato oscuro che è giusto conoscere prima di tirare fuori i soldi. Specialmente quando parliamo di cifre importanti.

Questo articolo è per te che stai pensando di fare il grande passo, di mettere le mani su una vera Gibson SG Standard. Magari hai già qualche chitarra, hai smanettato un po’ con pickup e ponticelli, e ora vuoi capire se questo modello fa al caso tuo. Ti dico subito: non è una chitarra per tutti. E non perché sia difficile da suonare, ma perché ha un carattere tutto suo, con cui devi imparare a convivere.

Andiamo a sviscerare questa diavoletta dal manico sottile, cercando di capire cosa c’è sotto quella vernice nitro e se vale davvero l’investimento.

Caratteristiche tecniche della Gibson SG Standard

Epiphone SG Special Electric Guitar, Cherry
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★ 4.5 (726 recensioni)
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Prima di buttarci nelle sensazioni e nelle opinioni, facciamo un po’ di chiarezza sulle specifiche tecniche. È fondamentale sapere cosa stai comprando. Le Gibson SG Standard degli ultimi anni (parliamo dei modelli attuali, diciamo dal 2019 in poi, quelli della serie “Original Collection”) hanno delle caratteristiche abbastanza definite.

Corpo (Body): Il corpo è in mogano massello. Questa è una delle chiavi di volta del suono SG. Il mogano è un legno medio-leggero, risonante, che contribuisce a un tono caldo, con un buon sustain e una bella enfasi sulle medie frequenze. È anche il motivo per cui la SG è generalmente più leggera di una Les Paul.
Manico (Neck): Anche il manico è in mogano. La giunzione al corpo è al 19° tasto, non al 22° come su molte chitarre, e questo è un dettaglio cruciale per l’accesso agli ultimi tasti (ne parleremo). Il profilo è di solito uno “Slim Taper”, che è più sottile rispetto ai profili più cicciotti di alcune Les Paul o delle SG degli anni ’60. Per me, con mani non proprio gigantesche, è un profilo comodo, veloce.
Tastiera (Fretboard): In palissandro (Rosewood), con 22 tasti Medium Jumbo. Il palissandro è un classico, offre una buona sensazione al tatto e contribuisce alla rotondità del suono. Il raggio della tastiera è di 12 pollici, uno standard che si adatta bene a bending e vibrati senza “fretting out”.
Scala (Scale Length): 24.75 pollici. La scala corta è un marchio di fabbrica Gibson. Significa meno tensione sulle corde, bending più facili e un suono leggermente più “morbido” e pastoso rispetto a una Fender con scala 25.5 pollici.
Capotasto (Nut): Spesso in Graph Tech, un materiale sintetico che garantisce una buona scorrevolezza delle corde e una certa stabilità dell’accordatura. La larghezza è di circa 1.695 pollici (43.05 mm), una misura classica per Gibson.
Pickup: Di solito monta una coppia di humbucker Burstbucker 61R (manico) e Burstbucker 61T (ponte). Questi pickup sono progettati per replicare il suono dei PAF (Patent Applied For) originali di fine anni ’50, ma con un output leggermente più elevato. Il 61R al manico è caldo e definito, il 61T al ponte è più aggressivo, con un bel morso.
Controlli: Due volumi e due toni separati (uno per pickup), con un selettore a 3 vie. Il cablaggio è solitamente “hand-wired” con condensatori Orange Drop, un tocco di qualità che molti apprezzano per la gestione dei toni.
Hardware: Ponte ABR-1 Tune-O-Matic e stopbar in alluminio. Questi sono i classici componenti Gibson. Le meccaniche sono Grover Rotomatics, affidabili e precise. Tutto l’hardware è nickelato.
Finitura: Gloss Nitrocellulose Lacquer. La nitro è una finitura più sottile rispetto al poliuretano moderno, che permette al legno di “respirare” meglio e in teoria di risuonare di più. Si usura anche in modo diverso, sviluppando una patina che molti amano.
Note costruttive rilevanti: Spesso le Gibson moderne sono Plek’d in fabbrica, un processo di scansione e livellamento dei tasti che assicura un’action bassa e senza buzz. La SG Standard ha anche il binding crema su manico e corpo, e intarsi a trapezio sulla tastiera.

Queste sono le basi. Ogni dettaglio contribuisce al carattere unico di questa chitarra. Ma le specifiche sono una cosa, l’esperienza di suonarla è un’altra.

Il Sentimento Popolare: Voci dal Campo di Battaglia

Ok, ora che abbiamo messo giù i dati nudi e crudi, vediamo cosa si dice in giro. Quando si parla di Gibson SG Standard, il dibattito è sempre acceso. Non è una chitarra che lascia indifferenti.

I Lati Positivi, quelli che fanno innamorare

Molti appassionati, me compreso, quando imbracciano una SG, sentono subito un’attrazione.

Il Suono: La prima cosa che colpisce. Il mogano e i Burstbucker 61 producono un suono grosso, potente, con un midrange che taglia il mix come un bisturi. Per rock, blues, hard rock, è semplicemente perfetta. Il pickup al manico è cremoso e caldo per i soli, quello al ponte ha un attacco pazzesco per i riff. Ho provato un sacco di chitarre, ma quel roar tipico della SG è difficile da replicare.
L’Accesso agli Alti Tasti: Questo è un punto di forza indiscutibile. Il design del corpo con le due “corna” e la giunzione del manico al 19° tasto rende gli ultimi tasti incredibilmente accessibili. Se sei uno che si avventura spesso in quelle zone della tastiera, la SG è una goduria. Mi ricordo la prima volta che ho provato un bending al 22° tasto su una SG: una roba che sulle mie Strat sembrava di dovermi slogare il polso.
Leggerezza: Rispetto a una Les Paul, la SG è una piuma. Questo la rende molto comoda per chi suona in piedi per ore, o per chi ha problemi alla schiena. Quando la metti sulla tracolla, quasi non la senti. Questa è una cosa che apprezzo molto, soprattutto dopo aver passato serate intere con chitarre pesanti.
Estetica Iconica: Non c’è molto da dire, è bellissima. Quel look aggressivo e allo stesso tempo elegante, quelle due corna appuntite. È una chitarra con una presenza scenica enorme. E che dire del rosso Cherry, un classico intramontabile che fa sempre la sua figura.
Semplicità: È una chitarra senza fronzoli. Due humbucker, quattro pot, un selettore. Plug and play. Ti concentri sulla musica, non su mille switch e settaggi.

I Lati Oscuri, le Fregature Nascoste (o quasi)

Poi ci sono i difetti, quelli che spesso i forum e le community tirano fuori. E non sono chiacchiere da bar, sono problemi reali che possono far storcere il naso a molti.

Neck Dive (Sbilanciamento): Questo è IL problema della Gibson SG. A causa del corpo leggero e del manico relativamente lungo e pesante, quando la metti sulla tracolla, la paletta tende a puntare verso il basso. È fastidioso, te lo assicuro. Devi tenerla su con la mano sinistra mentre suoni, e questo ti stanca. Ho provato mille soluzioni: tracolle in pelle scamosciata che “fanno attrito”, spostare il bottone della tracolla (un classico del fai da te, ma non risolve del tutto), ma il problema rimane. È una caratteristica intrinseca del design. Se non sopporti il neck dive, la SG potrebbe non essere la tua chitarra.
Fragilità della Paletta: La giunzione tra manico e paletta nelle Gibson è storicamente un punto debole. Il mogano è un legno morbido, e l’angolo della paletta, unito alla mancanza di “volute” (un rinforzo alla base della paletta che Gibson ha usato e poi tolto su alcuni modelli), la rende vulnerabile alle cadute. Basta un urto e crack. Ho visto troppe SG con la paletta riparata. Non è un difetto di fabbrica, è una debolezza strutturale del design.
Qualità Costruttiva e Controllo Qualità (QC): Questo è un tasto dolente per Gibson da anni. Molti utenti lamentano piccole imperfezioni su strumenti di questa fascia di prezzo: verniciature non perfette, binding sbavato, fret-ends (bordi dei tasti) non rifiniti alla perfezione. Certo, Gibson ha fatto passi avanti negli ultimi anni, ma la sensazione è che a volte si paghi il marchio più che la perfezione artigianale. Non è raro trovare una Epiphone o una Squier di fascia alta con un QC migliore su certi dettagli.
Manico Sottile (per alcuni): Il profilo Slim Taper è comodo per molti, ma c’è chi preferisce manici più “cicciotti”, più pieni in mano. Se sei abituato a un manico anni ’50 o a un baseball bat, lo Slim Taper della SG ti sembrerà troppo esile. È una questione di preferenze personali, ma è bene saperlo.
Posizione del Bottone della Tracolla: Il bottone della tracolla sul retro del corpo, dietro al tacco del manico, è un altro fattore che contribuisce al neck dive e a volte rende la chitarra un po’ “avanti” rispetto al corpo. Alcuni lo spostano sulla “corna” superiore, ma questo richiede di fare un buco nel body, e non tutti se la sentono.

Insomma, la Gibson SG Standard è un po’ come un amico con un carattere forte: o lo ami con tutti i suoi difetti, o non fa per te.

Pro e Contro in Relazione al Prezzo

Ora arriviamo al punto dolente per molti: il prezzo. Una Gibson SG Standard nuova, di questi tempi, si aggira sui 1800-2000 euro (controlla sempre i prezzi attuali, possono variare). È una cifra importante, che ti porta a porti la domanda: ne vale la pena?

I PRO che Giustificano il Prezzo (in parte)

Il Tono Inconfondibile: Non giriamoci intorno, il suono Gibson è un suono Gibson. Quei Burstbucker sul mogano, la scala corta, la finitura nitro. È un pacchetto che ti dà un timbro che nessun’altra chitarra replica perfettamente. Se cerchi quel suono, specifico e iconico, allora stai pagando per quello. E quel suono, per certi generi, è oro.
Valore di Rivendita: Le Gibson, in generale, tengono bene il valore. Non è un investimento che ti farà ricco, ma se un giorno decidessi di venderla, recupereresti una buona parte dei soldi spesi, specialmente se la tieni bene. È un marchio con una storia e un prestigio che si pagano.
Status Symbol e Presenza Scenica: Ammettiamolo, suonare una Gibson ha il suo fascino. Sul palco, la SG attira gli sguardi. È una chitarra che parla da sola, che trasmette una certa attitude. Se per te questo è importante, allora il prezzo include anche questo “valore aggiunto”.
Comfort (se ti adatti): Nonostante il neck dive, la leggerezza e l’accesso agli alti tasti la rendono una chitarra estremamente comoda per suonare a lungo. Se impari a gestirla, ti accorgerai che è uno strumento molto ergonomico.

I CONTRO che Fanno Pensare (molto) al Prezzo

Controllo Qualità vs. Prezzo: Questo è il punto più critico. Spendere quasi 2000 euro e trovare piccole imperfezioni nella finitura, nei fret-ends o nel setup di fabbrica è frustrante. Ti aspetti la perfezione a quella cifra. Ho visto di persona SG con binding non allineato o con piccoli difetti di verniciatura. Non sono difetti che ne compromettono la suonabilità, ma per il prezzo che paghi, ti aspetti di più.
Il Neck Dive: È un difetto di design che non è mai stato risolto. Per una chitarra di fascia alta, è un compromesso importante. Se non lo sopporti, ogni volta che la imbracci sentirai quella sensazione di sbilanciamento.
Versatilità Limitata: La SG è una chitarra rock. Fa quello che deve fare in quel contesto, e lo fa divinamente. Ma se cerchi uno strumento super versatile, che passi dal jazz pulito al metal estremo con un cambio di pickup, potresti rimanere deluso. I Burstbucker sono ottimi, ma hanno un carattere ben definito.
Alternative Valide: A quella cifra, o anche a meno, ci sono un’infinità di alternative valide. Chitarre di altri marchi (e anche alcune di Gibson stessa, come le Tribute o le Studio) che offrono un ottimo rapporto qualità-prezzo, con meno difetti e magari più versatilità. Ci sono Epiphone che, pur non essendo Gibson, hanno fatto passi da gigante nel controllo qualità e offrono un’esperienza simile a un costo decisamente inferiore.

Per me, che ho sempre avuto un occhio al portafoglio e uno al cacciavite, il prezzo di una Gibson SG Standard è un po’ alto per quello che offre in termini di “perfezione” costruttiva. Paghi tanto il marchio e la storia. Questo non significa che sia una cattiva chitarra, assolutamente no. Significa che devi essere consapevole di cosa stai comprando e dei compromessi che comporta.

Per Chi È Adatta la Gibson SG Standard? E Chi Dovrebbe Evitarla?

Ok, mettiamo giù una specie di checklist per capire se questa chitarra fa per te.

La Gibson SG Standard è la Tua Chitarra Se:

Sei un Rocker nell’Anima: Ami il suono di Angus Young, Tony Iommi, Pete Townshend. Cerchi quel crunch iconico, quel sustain rabbioso e quel midrange che ti fa venire la pelle d’oca. La chitarra SG è nata per questo.
Suoni Live per Ore: La leggerezza è un fattore per te. Non vuoi spaccarti la schiena dopo tre set. La SG ti permette di muoverti liberamente sul palco senza sentirti appesantito.
Hai Bisogno di Spazio per i Soli: L’accesso agli alti tasti è una priorità. Se i tuoi assoli si spingono spesso oltre il 17° tasto, adorerai la facilità con cui la SG ti permette di arrivarci.
Non Ti Spaventa il Neck Dive (o sai come gestirlo): Sei consapevole del problema e hai già in mente una soluzione, o semplicemente non ti disturba più di tanto. Magari suoni prevalentemente da seduto, o hai una tracolla super-grip.
Apprezzi il Design e la Storia: Per te, avere una vera Gibson è importante. Non è solo uno strumento, è un pezzo di storia del rock da appendere al muro e da suonare.
Vuoi un Suono con Carattere: Non cerchi una chitarra “neutra” o ultra-versatile. Vuoi un timbro con una forte personalità, che si faccia sentire.

Dovresti Evitare la Gibson SG Standard Se:

Sei Sensibile al Neck Dive: Se il solo pensiero di una chitarra che ti punta la testa verso il basso ti fa venire l’orticaria, lascia perdere. Ci sono troppe altre chitarre fantastiche che non hanno questo problema.
Il Tuo Budget è Stretto e Cerchi la Perfezione: Se 2000 euro sono il massimo che puoi spendere e ti aspetti uno strumento impeccabile in ogni dettaglio, potresti rimanere deluso dal controllo qualità. A quel prezzo, ci sono chitarre di altri marchi (o anche Gibson di fasce inferiori) che offrono una qualità costruttiva più consistente.
Cerchi Massima Versatilità: Se hai bisogno di passare dal jazz leggero al pop pulito, dal funk al metal moderno con la stessa chitarra, la SG potrebbe non darti tutte le sfumature che cerchi. I Burstbucker sono ottimi, ma non sono camaleontici.
Preferisci Manici “Cicciotti”: Se hai mani grandi o semplicemente ti trovi meglio con manici più pieni, il profilo Slim Taper della SG potrebbe sembrarti troppo sottile e poco confortevole.
Sei un Principiante Assoluto: Non che la SG sia difficile da suonare, ma per le prime esperienze, forse è meglio iniziare con qualcosa di meno costoso, che ti permetta di capire cosa cerchi senza l’ansia di aver speso una fortuna.

Consiglio Finale e Alternative

Allora, alla fine della fiera, la Gibson SG Standard è una chitarra pazzesca. Ha un’anima, un suono, una storia che pochi altri strumenti possono vantare. Ma non è perfetta. Ha i suoi difetti, e sono difetti che, per certi versi, sono parte del suo DNA.

Se sei innamorato del suono e del look, e sei disposto a convivere con il neck dive o a trovare un modo per mitigarne gli effetti (una buona tracolla in pelle scamosciata a volte aiuta, o spostare il bottone posteriore – anche se questa è una modifica chitarra che va fatta con cognizione di causa), allora la SG ti darà anni di gioia. Non c’è niente come il feeling di una vera Gibson.

Però, se il budget è una preoccupazione o se i difetti che ho elencato ti fanno storcere il naso, ci sono alternative eccellenti che vale la pena considerare:

1. Epiphone SG Standard / SG Prophecy: Le Epiphone hanno fatto passi da gigante. Le SG Standard sono ottime repliche, con un rapporto qualità-prezzo eccellente. Le Prophecy, con pickup attivi e hardware più moderno, offrono un’esperienza diversa ma altrettanto valida, specialmente per chi cerca sonorità più aggressive. Non avrai il “logo”, ma avrai un grande strumento.n2. Gibson SG Tribute / SG Special: Se vuoi rimanere in casa Gibson ma risparmiare, questi modelli sono un’ottima via di mezzo. Spesso hanno finiture satinate, hardware meno pregiato (ma comunque funzionale) e pickup diversi, ma mantengono il feeling e il suono di base della SG a un costo inferiore.n3. Chitarre Simili di Altri Marchi: Molti marchi producono chitarre in stile SG. Penso a LTD (ESP), Schecter, o anche Harley Benton per chi ha un budget super-ridotto. Spesso risolvono il problema del neck dive e offrono un controllo qualità più consistente a prezzi più bassi. Non avranno il “mojo” di una Gibson, ma possono essere strumenti molto validi. Un esempio interessante è la linea di chitarre della Duesenberg, che pur avendo un costo elevato, offre una qualità costruttiva e un’attenzione ai dettagli impeccabili, spesso superando le aspettative anche dei chitarristi più esigenti. Un’occhiata al loro catalogo può far capire come si possano interpretare design classici con un tocco di modernità e una qualità superiore.n4. L’Usato: Non sottovalutare il mercato dell’usato! Puoi trovare delle Gibson SG Standard in ottime condizioni a prezzi più accessibili. Però, qui l’occhio del falegname (o dell’hobbista esperto) ci vuole: controlla bene il manico, i tasti, l’elettronica, e soprattutto la paletta per eventuali riparazioni.

In conclusione, la Gibson SG Standard è una chitarra con un carattere forte, un suono inconfondibile e un’estetica che non passa inosservata. Non è una chitarra da comprare a scatola chiusa. Provala, imbracciala, suonala per un po’. Vedi se i suoi pregi superano i suoi difetti per te*. Solo così potrai capire se è la compagna giusta per le tue avventure musicali. E se decidi di prenderla, sappi che avrai tra le mani un pezzo di storia che ti farà divertire un mondo.

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