{"id":278795,"date":"2026-06-27T19:00:00","date_gmt":"2026-06-27T19:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/biafax.it\/it\/?p=278795"},"modified":"2026-08-01T00:37:29","modified_gmt":"2026-07-31T22:37:29","slug":"storia-dellascolto-chitarra-elettrica-5-tappe-chiave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/biafax.it\/it\/storia-dellascolto-chitarra-elettrica-5-tappe-chiave\/","title":{"rendered":"Storia dell&#8217;ascolto chitarra elettrica: 5 tappe chiave"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"wp-block-heading\">Storia dell&#8217;ascolto chitarra elettrica: 5 tappe chiave<\/h1>Da quando ho iniziato a pasticciare con le chitarre nel mio garage, ho sempre avuto un&#8217;ossessione: il suono. Non solo &#8220;sentire&#8221; la chitarra, ma *capire* come quel suono si forma, come evolve, e come pu\u00f2 essere plasmato. \u00c8 un viaggio che mi ha portato a smontare pickup, a saldare cavi, a provare mille combinazioni di legni e circuiti. E ogni volta, mi rendo conto che l&#8217;<a href=\"\/it\/le-5-tappe-chiave-evoluzione-della-chitarra-elettrica\/\">evoluzione<\/a> della chitarra elettrica non \u00e8 solo una questione di tecnica o di design, ma di come noi, musicisti e ascoltatori, abbiamo imparato a percepirla.\n\nPensateci: la chitarra elettrica non \u00e8 nata con un suono predefinito. \u00c8 stata una continua ricerca, un&#8217;evoluzione dettata dalle esigenze dei musicisti, dalle scoperte dei progettisti e, diciamocelo, anche da un po&#8217; di sana testardaggine e fortuna. Oggi vi porto in un viaggio attraverso la storia di come abbiamo imparato a sentire la chitarra elettrica, dalle sue prime, timide voci fino alle esplosioni sonore che conosciamo. Non \u00e8 una lezione da enciclopedia, ma una storia da raccontare, magari davanti a una birra, al prossimo concerto.\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1. L&#8217;Alba dell&#8217;Elettrificazione: Sentire Oltre l&#8217;Acustico (Anni &#8217;20 &#8211; Primi &#8217;30)<\/h2>\nImmaginatevi un&#8217;orchestra jazz degli anni &#8217;20 o &#8217;30: fiati, batterie, contrabbassi, pianoforti. La chitarra acustica, per quanto suonata con vigore, si perdeva in quel muro di suono. Era un problema serio per i chitarristi che volevano emergere, essere uditi, e non solo fornire un accompagnamento ritmico quasi impercettibile. La necessit\u00e0, come sempre, \u00e8 stata la madre dell&#8217;invenzione.\n\nI primi tentativi di amplificazione erano rudimentali e spesso comici. Si provava con microfoni a contatto applicati alla tavola armonica, o addirittura si modificavano i fonografi per catturare le vibrazioni. Il suono era spesso sottile, pieno di feedback e quasi innaturale, ma era un inizio. Era il primo passo per l&#8217;<strong>ascolto della chitarra elettrica<\/strong> come strumento autonomo e udibile.\n\nIl vero punto di svolta arriv\u00f2 con George Beauchamp e Adolph Rickenbacker. Beauchamp, un chitarrista insoddisfatto della sua acustica, inizi\u00f2 a sperimentare con pickup magnetici. La sua idea era semplice ma rivoluzionaria: catturare le vibrazioni delle corde metalliche direttamente, senza passare per la risonanza del legno. Dopo vari prototipi, nel 1931-1932 nacque la &#8220;Frying Pan&#8221; (padella), ufficialmente la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rickenbacker_A-22\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rickenbacker A-22<\/a>.\n\nEra una lap steel guitar con un corpo in alluminio fuso e un pickup a ferro di cavallo che circondava le corde. Il suono era metallico, quasi stridente, con un sustain limitato, ma era *loud*. Era udibile sopra un&#8217;intera band. Per la prima volta, la chitarra non doveva pi\u00f9 competere: poteva dialogare, o addirittura dominare.\n\nRicordo la prima volta che ho avuto tra le mani una replica di un pickup di quel tipo, tentando di capire la sua logica. L&#8217;ingegneria era semplice ma efficace: un grosso magnete e una bobina che raccoglieva le variazioni del campo magnetico indotte dalle corde in movimento. Era un suono grezzo, lontano dalla ricchezza che associamo oggi alla chitarra elettrica, ma era il seme. Era il suono che diceva: &#8220;Ehi, sono qui!&#8221;.\n\nI limiti erano evidenti: il feedback era un incubo se si alzava troppo il volume, il timbro era spesso sottile e privo di corpo. Ma quella &#8220;padella&#8221; apr\u00ec la strada a un modo completamente nuovo di <strong>percepire il suono della chitarra<\/strong>. Non era pi\u00f9 solo un accompagnamento, ma una voce che poteva cantare.\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2. La Rivoluzione Solid Body: Il Suono Prende Corpo (Met\u00e0 Anni &#8217;40 &#8211; Primi &#8217;50)<\/h2>\nCon la fine della Seconda Guerra Mondiale, l&#8217;America era pronta per nuove sonorit\u00e0. I chitarristi, che avevano assaggiato l&#8217;amplificazione, volevano di pi\u00f9: pi\u00f9 volume, pi\u00f9 sustain, e soprattutto, meno feedback. Le chitarre hollow body amplificate erano belle, ma appena si spingeva un po&#8217; l&#8217;amplificatore, iniziavano a ululare come lupi affamati.\n\nQui entrano in scena due figure leggendarie: Les Paul e Leo Fender. Due approcci diversi, ma un obiettivo comune: risolvere il problema del feedback e dare alla chitarra elettrica una voce *sua*, non solo una versione amplificata di un&#8217;acustica.\n\nLes Paul, un genio della chitarra e dell&#8217;ingegneria sonora, aveva gi\u00e0 sperimentato nel 1941 con &#8220;The Log&#8221;. Prese un blocco di legno di pino 4&#215;4, ci mont\u00f2 un manico, due pickup, e seg\u00f2 a met\u00e0 una chitarra acustica Epiphone per incollarci le due ali laterali. L&#8217;aspetto era quello di una chitarra acustica, ma l&#8217;anima era puramente solida. Il risultato? Zero feedback, sustain incredibile e un suono denso e corposo che Les Paul amava. Era un prototipo rudimentale, ma dimostrava il potenziale della solid body.\n\nDall&#8217;altra parte del paese, in California, Leo Fender, un riparatore di radio senza alcuna esperienza come chitarrista, aveva una visione ancora pi\u00f9 radicale. Osservando le esigenze dei musicisti country e western che frequentavano il suo negozio, cap\u00ec che serviva uno strumento robusto, facile da produrre, da riparare e, soprattutto, che suonasse forte e chiaro. Nel 1950, la sua azienda present\u00f2 la Broadcaster (poi ribattezzata Telecaster per problemi di copyright).\n\nLa Telecaster era un pezzo di legno massiccio, spesso frassino o ontano, con un manico avvitato e due pickup single coil. Era spartana, essenziale, quasi brutale nella sua semplicit\u00e0. Ma il suono&#8230; il suono era qualcosa di mai sentito. Il pickup al ponte produceva un &#8220;twang&#8221; brillante, percussivo e penetrante, perfetto per il country e il blues. Il pickup al manico era pi\u00f9 caldo e rotondo. Era il suono della chitarra elettrica che si affermava, senza compromessi.\n\nQuando ho assemblato la mia prima Telecaster partendo da un kit, ho capito la genialit\u00e0 di Leo. Non c&#8217;era cassa di risonanza che potesse vibrare in modo incontrollato. Il legno era solo un supporto per l&#8217;hardware, ma il suo tipo e la sua densit\u00e0 influenzavano comunque il carattere generale. Era una vera e propria tabula rasa sonora su cui i pickup potevano esprimere il loro potenziale.\n\nPoco dopo, nel 1952, la Gibson, che inizialmente aveva snobbato l&#8217;idea della solid body, si un\u00ec alla festa con la Les Paul, progettata in collaborazione con l&#8217;omonimo chitarrista. Con il suo corpo pi\u00f9 spesso e i pickup P90 (single coil pi\u00f9 grandi e potenti), la Les Paul offriva un suono pi\u00f9 caldo, rotondo e con un sustain ancora maggiore rispetto alla Telecaster.\n\nL&#8217;<strong>ascolto della chitarra elettrica<\/strong> non era pi\u00f9 un compromesso per farsi sentire. Era un&#8217;esperienza sonora a s\u00e9 stante, con timbri e dinamiche uniche, che apriva le porte a generi musicali completamente nuovi. Il corpo solido aveva dato alla chitarra elettrica un&#8217;identit\u00e0 sonora inconfondibile.\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3. L&#8217;Esplosione del Tono: Humbucker, P90 e il Rock&#8217;n&#8217;Roll (Met\u00e0 Anni &#8217;50 &#8211; Primi &#8217;60)<\/h2>\nGli anni &#8217;50 videro l&#8217;esplosione del rock&#8217;n&#8217;roll, e con esso, una domanda incessante di chitarre pi\u00f9 potenti, pi\u00f9 rumorose e con un suono pi\u00f9 *grosso*. Le single coil Fender erano fantastiche, ma avevano un tallone d&#8217;Achille: il &#8220;hum&#8221; a 60 cicli (o 50, a seconda della rete elettrica). Quel ronzio di fondo, seppur caratteristico per alcuni, era un problema per molti.\n\nQui entra in gioco Seth Lover, un ingegnere della Gibson. Nel 1955, brevett\u00f2 il pickup &#8220;humbucking&#8221;, un&#8217;invenzione geniale che avrebbe cambiato per sempre il panorama sonoro della chitarra elettrica. L&#8217;idea era semplice: usare due bobine affiancate, avvolte in direzioni opposte e con polarit\u00e0 magnetiche opposte. In questo modo, il rumore di fondo captato da una bobina veniva annullato dall&#8217;altra, mentre il segnale delle corde si sommava.\n\nIl primo humbucker di Lover, spesso chiamato PAF (Patent Applied For) per l&#8217;etichetta sul retro, forniva un suono pi\u00f9 caldo, pi\u00f9 spesso e con un output maggiore rispetto ai single coil dell&#8217;epoca. Il sustain aumentava, il rumore diminuiva. Era perfetto per il blues e il rock&#8217;n&#8217;roll che stavano prendendo piede, con artisti come Chuck Berry e B.B. King che ne sfruttavano le potenzialit\u00e0.\n\nMa non era solo l&#8217;humbucker a definire il suono di quegli anni. I P90 della Gibson, introdotti gi\u00e0 prima, erano single coil con una bobina pi\u00f9 larga e piatta, che producevano un suono aggressivo, graffiante e con un bel &#8220;morso&#8221; che li rendeva perfetti per il rockabilly e il blues pi\u00f9 crudo. Erano un ponte tra il twang Fender e il calore dell&#8217;humbucker.\n\nAnche altre marche stavano esplorando nuove sonorit\u00e0. Gretsch, con le sue chitarre semi-hollow e i pickup Filter&#8217;Tron (anch&#8217;essi humbucker, ma con un design diverso), offriva un suono brillante, percussivo e con un&#8217;attacco distintivo, amato da artisti come Chet Atkins e poi da Malcolm Young degli AC\/DC. Rickenbacker, dal canto suo, con i suoi pickup &#8220;Toaster Top&#8221; e poi i &#8220;Hi-Gain&#8221;, creava quel suono &#8220;jangle&#8221; cristallino e squillante che divenne la firma sonora di band come i Byrds e i Beatles (nel loro periodo pi\u00f9 psichedelico).\n\nLa prima volta che ho cablato un humbucker in una mia chitarra, ho sentito immediatamente la differenza. Non era solo una questione di volume, ma di *densit\u00e0* sonora. Il suono era pi\u00f9 pieno, con pi\u00f9 armoniche, e quel fastidioso ronzio era sparito. Era come se la chitarra avesse finalmente trovato la sua voce pi\u00f9 profonda e potente.\n\nIn questo periodo, l&#8217;<strong>ascolto della chitarra elettrica<\/strong> divenne incredibilmente variegato. Non c&#8217;era pi\u00f9 un unico &#8220;suono elettrico&#8221;, ma una tavolozza di timbri distinti, ognuno con la sua personalit\u00e0, che si sposava perfettamente con i generi musicali emergenti. Dal twang cristallino della Telecaster, al &#8220;growl&#8221; dei P90, al calore degli humbucker, al jangle delle Rickenbacker: ogni pickup, ogni design, contribuiva a scolpire un&#8217;identit\u00e0 sonora unica.\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">4. L&#8217;Era della Distorsione e del Feedback Controllato: Il Suono come Espressione (Met\u00e0 Anni &#8217;60 &#8211; Anni &#8217;70)<\/h2>\nSe gli anni &#8217;50 avevano dato alla chitarra elettrica una voce, gli anni &#8217;60 la videro urlare, gemere e cantare con una passione mai sentita prima. L&#8217;era della distorsione non fu un&#8217;innovazione pianificata, ma piuttosto un&#8217;evoluzione accidentale, poi abbracciata e trasformata in arte.\n\nInizialmente, la distorsione era considerata un &#8220;difetto&#8221;. I chitarristi cercavano suoni puliti. Ma poi qualcuno, per errore o per necessit\u00e0 (si pensi ai coni rotti degli amplificatori di Link Wray o Dave Davies), scopr\u00ec che spingere un amplificatore al massimo, o usare un pedale che &#8220;sporcasse&#8221; il segnale, produceva un suono aggressivo, potente e incredibilmente espressivo.\n\nIl pedale fuzz fu uno dei primi artefici di questa rivoluzione. Il Maestro Fuzz-Tone, usato per la prima volta da Grady Martin nel 1961 e poi reso celebre da Keith Richards nel riff di &#8220;(I Can&#8217;t Get No) Satisfaction&#8221; (1965), apr\u00ec le porte a un mondo di sonorit\u00e0 graffianti e sature. Seguirono il Tone Bender, il Fuzz Face e una miriade di altri pedali che permettevano ai chitarristi di modellare attivamente il loro suono.\n\nMa fu Jimi Hendrix a elevare la distorsione e il feedback al rango di arte. Con la sua Stratocaster, i suoi amplificatori Marshall spinti al limite e una pedaliera che includeva Fuzz Face, Wah-Wah e Uni-Vibe, Hendrix non usava semplicemente la distorsione: la *suonava*. Il feedback, da fastidioso problema, divenne uno strumento espressivo, un&#8217;estensione della sua voce. Le sue chitarre non emettevano solo note, ma urla, gemiti, lamenti, capaci di evocare emozioni primordiali.\n\nEric Clapton con i Cream e i suoi amplificatori Marshall JTM45, Jimmy Page con i Led Zeppelin e le sue chitarre Les Paul sature di suono, Jeff Beck con le sue sperimentazioni timbriche: tutti contribuirono a definire un nuovo modo di <strong>ascoltare la chitarra elettrica<\/strong>. Non era pi\u00f9 solo uno strumento melodico o ritmico, ma una forza della natura, capace di creare paesaggi sonori immensi e carichi di emozione.\n\nRicordo la prima volta che ho montato il mio primo pedale fuzz, un clone di un Big Muff. Il suono era enorme, spesso, quasi un muro sonoro. Era un&#8217;esperienza quasi fisica. Ho capito che non c&#8217;erano regole, che il &#8220;bello&#8221; e il &#8220;brutto&#8221; nel suono erano concetti relativi, e che la vera arte stava nel plasmare quel rumore per creare qualcosa di significativo. \u00c8 qui che ho iniziato a interessarmi seriamente a <a href='\/it\/modifica-chitarra\/'>modificare la mia chitarra<\/a>, sperimentando con diversi tipi di circuiti e pickup per ottenere quel &#8220;growl&#8221; o quella &#8220;saturazione&#8221; perfetta.\n\nQuesto periodo ha insegnato ai chitarristi e agli ascoltatori che il suono della chitarra elettrica poteva essere malleabile, aggressivo, psichedelico e profondamente personale. La distorsione non era un errore, ma una scelta artistica consapevole, che ha ridefinito i confini di ci\u00f2 che una chitarra poteva esprimere.\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">5. Il Suono Senza Limiti: Versatilit\u00e0, Modellazione Digitale e Oltre (Anni &#8217;80 &#8211; Oggi)<\/h2>\nCon l&#8217;arrivo degli anni &#8217;80, la chitarra elettrica aveva gi\u00e0 dimostrato di poter essere uno strumento incredibilmente versatile. Ma la tecnologia non si \u00e8 fermata. L&#8217;esigenza di suoni ultra-puliti e definiti per il pop e il funk, e allo stesso tempo di gain estremo e chirurgico per l&#8217;heavy metal e il shred, ha spinto l&#8217;innovazione verso nuove frontiere.\n\nUna delle risposte a queste esigenze sono stati i pickup attivi. Aziende come EMG, con i loro modelli 81 e 85, hanno introdotto pickup che includevano un preamplificatore alimentato a batteria. Questo forniva un output molto pi\u00f9 alto, una risposta in frequenza pi\u00f9 piatta e una resistenza al rumore eccezionale. Il suono era potente, compresso e incredibilmente adatto a generi che richiedevano chiarezza anche sotto tonnellate di distorsione.\n\nParallelamente, l&#8217;elettronica digitale ha iniziato a fare passi da gigante. I primi multieffetti a rack degli anni &#8217;80, come quelli di Roland o Yamaha, permettevano di combinare riverberi, delay, chorus e distorsioni in sequenze programmabili. Chitarristi come Steve Vai e John Petrucci hanno fatto della versatilit\u00e0 sonora un&#8217;arte, passando da clean cristallini a lead distorti e pieni di effetti con un semplice cambio di preset.\n\nGli anni &#8217;90 e 2000 hanno visto l&#8217;ascesa della modellazione digitale di amplificatori ed effetti. Aziende come Line 6, con il suo Pod, hanno permesso ai chitarristi di emulare il suono di decine di amplificatori e pedali famosi, il tutto in un&#8217;unica unit\u00e0 compatta. Questo ha democratizzato l&#8217;accesso a una vasta gamma di timbri, rendendo possibile per chiunque sperimentare con suoni che prima richiedevano attrezzature costose e ingombranti.\n\nOggi, la modellazione ha raggiunto livelli di realismo sbalorditivi con prodotti come Kemper Profiler e Fractal Audio Axe-FX. Questi dispositivi non si limitano a *emulare* un amplificatore, ma possono *profilare* o *catturare* il suono di un setup specifico (amplificatore, cassa, microfono) con una fedelt\u00e0 incredibile. Il limite per l&#8217;<strong>ascolto della chitarra elettrica<\/strong> non \u00e8 pi\u00f9 tecnico, ma solo la nostra immaginazione.\n\nHo passato notti intere a smanettare con un vecchio Pod 2.0, cercando di replicare il suono di questo o quel chitarrista. Non era sempre perfetto, ma la possibilit\u00e0 di avere a portata di mano cos\u00ec tanti timbri era rivoluzionaria per un ragazzino che lavorava nel suo garage. Oggi, con i sistemi moderni, la capacit\u00e0 di scolpire il suono \u00e8 quasi infinita, e la distinzione tra un amplificatore valvolare e la sua controparte digitale \u00e8 diventata incredibilmente sfumata per l&#8217;orecchio comune.\n\nQuesta fase ha ridefinito la versatilit\u00e0. La chitarra elettrica pu\u00f2 ora adattarsi a qualsiasi contesto musicale, dal jazz pi\u00f9 puro al metal pi\u00f9 estremo, passando per l&#8217;elettronica sperimentale. Il suono \u00e8 diventato un&#8217;entit\u00e0 completamente manipolabile, plasmabile in ogni sua sfumatura, offrendo ai chitarristi un controllo senza precedenti sul loro timbro.\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Contesto Umano Dietro Ogni Suono<\/h2>\nDietro ogni singola tappa di questa <strong>storia dell&#8217;ascolto della chitarra elettrica<\/strong> non ci sono solo circuiti e legni, ma persone: ingegneri visionari come Leo Fender e Seth Lover, musicisti ribelli come Les Paul e Jimi Hendrix, e milioni di chitarristi anonimi che, nel loro garage o sul palco, hanno spinto i limiti del suono. Ogni &#8220;tappa chiave&#8221; non \u00e8 stata un interruttore che si accende, ma un lungo processo di tentativi, errori, successi e adattamenti.\n\nPensate a quante volte un chitarrista ha detto &#8220;vorrei un suono pi\u00f9&#8230;&#8221; e qualcuno ha provato a darglielo. O a quante volte un&#8217;innovazione tecnica ha aperto nuove possibilit\u00e0 espressive che nessuno aveva immaginato. Il nostro modo di *sentire* la chitarra elettrica \u00e8 il risultato di questa interazione dinamica tra creativit\u00e0 umana e ingegno tecnico. Non \u00e8 solo una questione di decibel o di frequenze, ma di emozioni, di cultura, di un desiderio profondo di esprimersi attraverso lo strumento.\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\nIl viaggio attraverso la storia di come abbiamo imparato a sentire la chitarra elettrica \u00e8 un promemoria potente: il suono non \u00e8 statico, ma un&#8217;entit\u00e0 viva e in continua evoluzione. Dalle prime, timide amplificazioni che a malapena si distinguevano in un&#8217;orchestra, siamo arrivati a strumenti capaci di generare paesaggi sonori complessi e infinitamente modellabili. Ogni innovazione, ogni nuovo pickup, ogni pedale, ogni amplificatore, ha aggiunto un nuovo colore alla tavolozza sonora, espandendo la nostra percezione e il nostro apprezzamento per questo strumento iconico. E il bello \u00e8 che il viaggio non \u00e8 ancora finito.\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">FAQ<\/h3>\n<h3>Qual \u00e8 stato il ruolo del feedback nella storia del suono della chitarra elettrica?<\/h3>\nInizialmente, il feedback era un problema indesiderato, un segno di un&#8217;amplificazione incontrollata. Tuttavia, a partire dagli anni &#8217;60, artisti come Jimi Hendrix hanno iniziato a usarlo intenzionalmente come strumento espressivo, trasformandolo in parte integrante del suono rock e psichedelico, aggiungendo sustain e un&#8217;intensit\u00e0 emotiva unica.\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come hanno influenzato i diversi tipi di pickup l&#8217;evoluzione del timbro?<\/h3>\nI pickup hanno avuto un ruolo fondamentale. I primi pickup magnetici erano sottili e metallici. L&#8217;introduzione dei single coil Fender ha portato chiarezza e &#8220;twang&#8221;, mentre i P90 hanno offerto un suono pi\u00f9 aggressivo. L&#8217;invenzione dell&#8217;humbucker ha eliminato il ronzio e fornito un timbro pi\u00f9 caldo e potente, essenziale per il rock, mentre i pickup attivi moderni hanno permesso suoni ultra-puliti o estremamente compressi e ad alto gain.","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia dell&#8217;ascolto chitarra elettrica: 5 tappe chiave Da quando ho iniziato a pasticciare con le chitarre nel mio garage, ho sempre avuto un&#8217;ossessione: il suono. Non solo &#8220;sentire&#8221; la chitarra, ma *capire* come quel suono si forma, come evolve, e come pu\u00f2 essere plasmato. \u00c8 un viaggio che mi ha portato a smontare pickup, a &#8230; <a title=\"Storia dell&#8217;ascolto chitarra elettrica: 5 tappe chiave\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/biafax.it\/it\/storia-dellascolto-chitarra-elettrica-5-tappe-chiave\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Storia dell&#8217;ascolto chitarra elettrica: 5 tappe chiave\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":278471,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"jetpack_seo_schema_type":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":true},"categories":[8],"tags":[],"cluster":[],"class_list":["post-278795","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-della-chitarra-elettrica"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7vwa6-1awH","jetpack-related-posts":[{"id":278740,"url":"https:\/\/biafax.it\/it\/quando-nacque-la-chitarra-elettrica-i-3-momenti-chiave\/","url_meta":{"origin":278795,"position":0},"title":"Quando nacque la chitarra elettrica? I 3 momenti chiave.","author":"","date":"23 Giugno 2026","format":false,"excerpt":"Quando nacque la chitarra elettrica? I 3 momenti chiave.Sapete, la storia di come la chitarra \u00e8 diventata \"elettrica\" \u00e8 una di quelle che ti fa capire quanto sia pazzesca la creativit\u00e0 umana quando c'\u00e8 un problema da risolvere. Noi, nel nostro garage, armeggiamo con pickup e potenziometri, ma ci siamo\u2026","rel":"","context":"In &quot;Storia della chitarra elettrica&quot;","block_context":{"text":"Storia della chitarra elettrica","link":"https:\/\/biafax.it\/it\/category\/storia-della-chitarra-elettrica\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=350%2C200&ssl=1 1x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=525%2C300&ssl=1 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=700%2C400&ssl=1 2x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=1050%2C600&ssl=1 3x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=1400%2C800&ssl=1 4x"},"classes":[]},{"id":278754,"url":"https:\/\/biafax.it\/it\/chitarra-elettrica-anni-50-5-modelli-che-hanno-fatto-la-storia\/","url_meta":{"origin":278795,"position":1},"title":"Chitarra elettrica anni &#8217;50: 5 modelli che hanno fatto la storia","author":"","date":"25 Giugno 2026","format":false,"excerpt":"Chitarra elettrica anni '50: 5 modelli che hanno fatto la storia Gli anni Cinquanta. Un decennio che, per chi come me ha le mani sporche di segatura e stagno, \u00e8 un po' come la Genesi. \u00c8 l\u00ec che \u00e8 nato tutto, o quasi. Non parlo solo di musica \u2013 il\u2026","rel":"","context":"In &quot;Storia della chitarra elettrica&quot;","block_context":{"text":"Storia della chitarra elettrica","link":"https:\/\/biafax.it\/it\/category\/storia-della-chitarra-elettrica\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cropped-verniciatura_corpo_chitarra_elettrica_img_01_15.webp?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cropped-verniciatura_corpo_chitarra_elettrica_img_01_15.webp?resize=350%2C200&ssl=1 1x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cropped-verniciatura_corpo_chitarra_elettrica_img_01_15.webp?resize=525%2C300&ssl=1 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cropped-verniciatura_corpo_chitarra_elettrica_img_01_15.webp?resize=700%2C400&ssl=1 2x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cropped-verniciatura_corpo_chitarra_elettrica_img_01_15.webp?resize=1050%2C600&ssl=1 3x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cropped-verniciatura_corpo_chitarra_elettrica_img_01_15.webp?resize=1400%2C800&ssl=1 4x"},"classes":[]},{"id":278986,"url":"https:\/\/biafax.it\/it\/storia-corde-chitarra-elettrica-3-innovazioni-chiave\/","url_meta":{"origin":278795,"position":2},"title":"Storia corde chitarra elettrica: 3 innovazioni chiave","author":"","date":"26 Giugno 2026","format":false,"excerpt":"Storia corde chitarra elettrica: 3 innovazioni chiaveQuando prendiamo in mano la nostra chitarra elettrica, spesso pensiamo al body, al manico, ai pickup, all'amplificatore che abbiamo davanti. Ma le corde? Quelle, le diamo quasi per scontate, vero? Le cambiamo quando sono morte, magari proviamo un set di una marca diversa, ma\u2026","rel":"","context":"In &quot;Storia della chitarra elettrica&quot;","block_context":{"text":"Storia della chitarra elettrica","link":"https:\/\/biafax.it\/it\/category\/storia-della-chitarra-elettrica\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=350%2C200&ssl=1 1x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=525%2C300&ssl=1 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=700%2C400&ssl=1 2x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=1050%2C600&ssl=1 3x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=1400%2C800&ssl=1 4x"},"classes":[]},{"id":278987,"url":"https:\/\/biafax.it\/it\/guida-rapida-cronologia-chitarre-elettriche-essenziale\/","url_meta":{"origin":278795,"position":3},"title":"Guida Rapida: Cronologia Chitarre Elettriche Essenziale","author":"","date":"28 Giugno 2026","format":false,"excerpt":"Guida Rapida: Cronologia Chitarre Elettriche Essenziale Amici chitarristi, benvenuti nel mio garage virtuale. Oggi non smonteremo un pickup o levigheremo un body, ma faremo un salto indietro nel tempo. Ci immergiamo nella storia della chitarra elettrica, un viaggio che per me \u00e8 sempre stato affascinante, quasi quanto il primo accordo\u2026","rel":"","context":"In &quot;Storia della chitarra elettrica&quot;","block_context":{"text":"Storia della chitarra elettrica","link":"https:\/\/biafax.it\/it\/category\/storia-della-chitarra-elettrica\/"},"img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":278813,"url":"https:\/\/biafax.it\/it\/storia-chitarra-elettrica-5-momenti-che-lhanno-cambiata\/","url_meta":{"origin":278795,"position":4},"title":"Storia chitarra elettrica: 5 momenti che l&#8217;hanno cambiata.","author":"","date":"26 Giugno 2026","format":false,"excerpt":"Storia chitarra elettrica: 5 momenti che l'hanno cambiata. Quante volte ci siamo trovati, con la chitarra in mano, a pensare a chi l'ha inventata? O meglio, a chi ha avuto l'idea di farla suonare forte. Non parlo di un volume da concerto metal, eh. Parlo di un suono che bucasse\u2026","rel":"","context":"In &quot;Storia della chitarra elettrica&quot;","block_context":{"text":"Storia della chitarra elettrica","link":"https:\/\/biafax.it\/it\/category\/storia-della-chitarra-elettrica\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cropped-verniciatura_corpo_chitarra_elettrica_img_01_15.webp?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cropped-verniciatura_corpo_chitarra_elettrica_img_01_15.webp?resize=350%2C200&ssl=1 1x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cropped-verniciatura_corpo_chitarra_elettrica_img_01_15.webp?resize=525%2C300&ssl=1 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cropped-verniciatura_corpo_chitarra_elettrica_img_01_15.webp?resize=700%2C400&ssl=1 2x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cropped-verniciatura_corpo_chitarra_elettrica_img_01_15.webp?resize=1050%2C600&ssl=1 3x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cropped-verniciatura_corpo_chitarra_elettrica_img_01_15.webp?resize=1400%2C800&ssl=1 4x"},"classes":[]},{"id":283759,"url":"https:\/\/biafax.it\/it\/tipi-chitarra-elettrica-sono-nati-sono-evoluti\/","url_meta":{"origin":278795,"position":5},"title":"Tipi di chitarra elettrica: Come sono nati e si sono evoluti","author":"Mimmo","date":"24 Giugno 2026","format":false,"excerpt":"Tipi di chitarra elettrica: Come sono nati e si sono evoluti Quante volte vi siete trovati davanti a un muro di chitarre, magari in un negozio, o anche solo online, e vi siete chiesti: \"Ma perch\u00e9 ce ne sono cos\u00ec tante? E che differenza fa una rispetto all'altra, oltre al\u2026","rel":"","context":"In &quot;Storia della chitarra elettrica&quot;","block_context":{"text":"Storia della chitarra elettrica","link":"https:\/\/biafax.it\/it\/category\/storia-della-chitarra-elettrica\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=350%2C200&ssl=1 1x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=525%2C300&ssl=1 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=700%2C400&ssl=1 2x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=1050%2C600&ssl=1 3x, https:\/\/i0.wp.com\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png?resize=1400%2C800&ssl=1 4x"},"classes":[]}],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/biafax.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cover_storia.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/biafax.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/278795","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/biafax.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/biafax.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/biafax.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=278795"}],"version-history":[{"count":28,"href":"https:\/\/biafax.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/278795\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":294318,"href":"https:\/\/biafax.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/278795\/revisions\/294318"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/biafax.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/278471"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/biafax.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=278795"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/biafax.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=278795"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/biafax.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=278795"},{"taxonomy":"cluster","embeddable":true,"href":"https:\/\/biafax.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/cluster?post=278795"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}