Regolare l’azione chitarra: risolvi i problemi
Ricordo ancora la prima volta che ho provato a mettere mano all’altezza delle corde della chitarra. Era la mia prima Stratocaster assemblata, un progetto nato tra mille speranze e qualche bestemmia contenuta. Suonava, sì, ma era un’impresa. Le corde sembravano cavi d’acciaio, le dita mi facevano male dopo dieci minuti, e i bending… beh, i bending erano un lusso per pochi eletti con mani d’acciaio. Ero lì, con un righello da scuola, a girare viti a caso, sperando nel miracolo. Il risultato? Buzz per tutta la tastiera, intonazione che pareva una barzelletta e un’azione così alta che ci passava un treno sotto le corde.
Quella scena, te lo dico, è un classico nel garage di chi inizia a smanettare. La regolazione dell’azione della chitarra è uno di quei passaggi che sembrano facili sulla carta, ma che nascondono un sacco di insidie. La paura di fare danni, di stringere troppo il truss rod e spaccare il manico, o di limare il capotasto fino a renderlo inutilizzabile, è reale. L’ho provata sulla mia pelle. Ma fidati, se ci sono riuscito io, con la mia dose di errori e ripartenze, puoi farcela anche tu. L’importante è capire la sequenza giusta e perché ogni passaggio è fondamentale. Non è solo questione di “altezza corde”, è questione di suonabilità, di feeling con lo strumento, di quanto ti diverti a imbracciare la tua sei corde. E un’azione ben settata fa una differenza abissale.
Cos’è l’azione e perché è così importante (davvero!)
Allora, partiamo dalle basi, senza troppi giri di parole. Quando parliamo di “azione della chitarra“, intendiamo la distanza tra la parte inferiore delle corde e la superficie dei tasti. Semplice, no? Ma la sua importanza va ben oltre questa definizione da manuale. Non è solo un numero. È il cuore della suonabilità del tuo strumento.
Un’altezza corde ideale non è un valore fisso, universale. Dipende da un sacco di fattori: il tuo stile esecutivo, il tipo di chitarra, il calibro delle corde che usi, e persino la marca dei pickup che hai montato. C’è chi preferisce le corde basse per shreddare senza fatica, chi le tiene un po’ più alte per avere più sustain e un suono più pulito senza buzz, specialmente se picchia forte con il plettro. Io, per esempio, con il mio stile un po’ grezzo, preferisco un’azione media, che mi dia spazio per le dinamiche senza farmi spaccare i polpastrelli.
Ma perché è così cruciale spendere tempo su questa regolazione dell’altezza delle corde?
Suonabilità: È il punto principale. Corde troppo alte rendono la chitarra difficile da suonare, i bending sono un incubo, e gli accordi barré ti faranno imprecare. Corde troppo basse, invece, rischiano di toccare i tasti durante l’esecuzione, producendo un fastidioso “buzz” o addirittura smorzando il suono (fret buzz). Trovare il giusto equilibrio ti permette di suonare per ore senza affaticarti.
Tono e Sustain: Sembra strano, ma l’azione influisce anche sul suono. Corde molto basse possono vibrare meno liberamente, perdendo parte del loro sustain e della ricchezza armonica. Corde troppo alte possono dare un suono un po’ “legnoso”. Un’azione bilanciata permette alla corda di vibrare al massimo del suo potenziale.
Intonation: Questo è un aspetto che molti sottovalutano. Un’azione scorretta, specialmente se le corde sono troppo alte, può causare problemi di intonazione. Per premere una corda molto alta, devi applicare più forza, e questo tende a “tirare” leggermente la corda, alterando la sua altezza tonale. Il risultato? La tua chitarra sarà intonata a vuoto, ma stonata sui tasti più alti. E ti assicuro che non c’è niente di più frustrante.
Ai miei inizi, quando facevo i primi esperimenti con un kit da assemblare, non capivo perché la chitarra suonasse sempre un po’ “sorda” e i bend non avessero quel sustain che sentivo nei dischi. Ho perso ore a cambiare pickup, a modificare l’elettronica, quando il problema era lì, sotto i miei occhi: un’altezza delle corde che era un disastro. Quindi, sì, questa è davvero la base di tutto. Una buona regolazione ti cambia la vita chitarristica.
Strumenti indispensabili (e qualche “trucco” da garage)
Ok, prima di tuffarci nel vivo della regolazione, dobbiamo parlare di attrezzi. Non ti preoccupare, non ti serve un laboratorio di liuteria super accessoriato. Io ho iniziato con il minimo indispensabile, e con qualche trucco che ho imparato stando ore a guardare video su YouTube e a leggere forum di appassionati. Però, su alcune cose, non lesinare: la precisione è tutto quando si tratta di millimetri.
Ecco la lista della spesa, diciamo così, per una corretta regolazione della chitarra:
Righello di precisione (specifico per liuteria): Questo è fondamentale. Un righello metallico da 15 cm, con le misurazioni in millimetri e, possibilmente, anche in frazioni di pollice (perché molti valori di riferimento sono americani), è un must. Quelli specifici per liuteria hanno anche dei riferimenti per l’altezza corde alle varie posizioni.
Calibro a corsoio (Vernier caliper): Non te lo aspettavi, vero? In realtà, è utilissimo per misurare con precisione lo spessore delle corde, l’altezza del capotasto, e in generale per tutte quelle misure dove il righello è troppo grossolano. Non serve quello digitale super costoso, uno buono in metallo fa il suo lavoro egregiamente.
Feeler gauges (spessimetri): Questi sono dei piccoli set di lamelle metalliche di spessore calibrato. Sono indispensabili per misurare il “relief” del manico, cioè la leggera curvatura. Sono economici e precisi. Non provare a farne a meno.
Set di chiavi a brugola (Allen keys): Ti serviranno per il truss rod e per le sellette del ponte, a seconda del modello. Assicurati di averne di varie misure, sia metriche che imperiali, soprattutto se lavori su chitarre di diverse provenienze.
Cacciaviti (a taglio e a croce): Per le viti delle sellette, dei pickup, dei copri-truss rod. Un buon set con punte magnetiche fa sempre comodo.
Capotasto (capo): Ti servirà per bloccare le corde al primo tasto durante la misurazione del relief.
Accordatore elettronico di precisione: Obbligatorio per l’intonazione. Un buon accordatore stroboscopico, o comunque uno molto preciso, è un investimento che ti ripagherà in tempo e frustrazioni evitate.
Panno morbido e pulito: Per non graffiare la chitarra e per pulirla mentre lavori.
Trucchi da garage (per chi non vuole spendere un capitale subito):
Per il righello: Se non hai quello specifico, un righello di metallo da ferramenta va bene, ma dovrai essere più attento e magari usare una lente d’ingrandimento per le letture più fini. Però, ti consiglio di investire nel righello da liutaio appena puoi. Fa davvero la differenza.
Per i feeler gauges: All’inizio, ho provato a usare gli spessori delle carte di credito o dei plettri. Funziona, ma è molto impreciso. Ti sconsiglio caldamente di farlo per il relief del manico. Meglio spendere quei 10-15 euro per un set di spessimetri.
Per limare il capotasto: Le lime per capotasto sono costose, lo so. All’inizio, ho usato delle lime per unghie finissime, o addirittura dei pezzetti di corda vecchia avvolti in carta vetrata fine. Funziona, ma è un lavoro da certosino e il rischio di fare danni è altissimo. Se intendi fare più di una chitarra, metti da parte i soldi per un set di nut files. Ti risparmierai un sacco di mal di testa e capotasti da sostituire.
Ricorda, la pazienza è l’attrezzo più importante che hai. Non avere fretta. Ogni regolazione va fatta con calma, controllando e ricontrollando.
La sequenza giusta: un passo alla volta per non fare danni
Questo è il cuore dell’articolo, la parte dove molti principianti inciampano. La regolazione dell’assetto della chitarra non è una serie di azioni casuali, ma una sequenza ben precisa. Se salti un passaggio o lo fai nell’ordine sbagliato, ti ritroverai a girare viti all’infinito senza mai ottenere un risultato soddisfacente. Te lo dico per esperienza: ho passato pomeriggi interi a rincorrere un setup decente perché facevo tutto a caso.
La regola d’oro è: il manico prima, poi il capotasto, poi il ponte, e infine l’intonazione. Ogni passaggio influenza il successivo, quindi è fondamentale seguirli nell’ordine.
Pronto? Iniziamo.
1. Verifica e regolazione del truss rod
Il truss rod è l’anima del manico della tua chitarra. È una barra metallica (o due) che corre all’interno del manico e serve a contrastare la tensione delle corde, mantenendo la giusta curvatura (o “relief”). Un manico troppo dritto o troppo curvo è la causa principale di molti problemi di buzz e suonabilità.
Perché è il primo passo?
Perché la curvatura del manico influenza direttamente l’altezza delle corde su tutta la tastiera. Se regoli l’azione del ponte o del capotasto prima di avere la giusta curvatura, dovrai rifare tutto da capo dopo aver aggiustato il truss rod.
Come si verifica il relief:
1. Tuning: Assicurati che la chitarra sia perfettamente accordata. La tensione delle corde è fondamentale per la misurazione.n2. Blocca il primo tasto: Con una mano (o un capotasto), premi la corda di Mi basso (la più spessa) esattamente sul primo tasto.n3. Blocca l’ultimo tasto: Con l’altra mano, premi la stessa corda di Mi basso sull’ultimo tasto libero (quello più vicino al body).n4. Misura a metà manico: Ora, guarda lo spazio tra la parte inferiore della corda e la parte superiore del tasto, all’incirca a metà manico (di solito tra il 7° e il 9° tasto). Qui userai i tuoi feeler gauges. Inserisci la lamella tra la corda e il tasto.
Quali sono i valori di riferimento?
on esiste un valore unico “perfetto”, ma ci sono delle linee guida. Per la maggior parte delle chitarre elettriche, un relief tra 0.20 mm e 0.30 mm (circa 0.008″ a 0.012″) è un buon punto di partenza. Chitarre acustiche o bassi richiedono valori leggermente maggiori. Se suoni con un tocco molto leggero e un’azione bassissima, potresti voler scendere un po’, ma fai attenzione al buzz.
Come si regola il truss rod:
Dove si trova: L’accesso al truss rod può essere alla paletta (sotto una placchetta) o alla base del manico (spesso bisogna smontare il manico, come in alcune Fender vintage-style).
Gira con cautela: Usa la chiave a brugola della misura corretta. Gira il truss rod sempre e solo di un quarto di giro alla volta.
In senso orario (stringere): Riduce il relief, raddrizzando il manico. Se il manico è troppo curvo (troppo spazio tra corda e tasto), stringi.
In senso antiorario (allentare): Aumenta il relief, incurvando il manico. Se il manico è troppo dritto o addirittura “gobbo” (la corda tocca il tasto a metà manico), allenta.
Lascia assestare: Dopo ogni quarto di giro, accorda la chitarra e lascia che il manico si assesti per qualche minuto (anche 15-20 minuti sono l’ideale). Poi ricontrolla il relief. Non avere fretta, questo è il passaggio più delicato. La paura di spezzare il manico è comune, ma se fai piccoli aggiustamenti e dai tempo al legno di reagire, non avrai problemi.
Ripeti il processo finché non raggiungi il relief desiderato sia sulla corda di Mi basso che su quella di Mi cantino. Spesso, non è necessario misurare su tutte le corde, ma una verifica su quelle esterne ti dà un’idea generale.
2. Regolazione dell’altezza del capotasto (nut)
Questo è il passaggio più sottovalutato, eppure è cruciale per la suonabilità sui primi tasti e per gli accordi aperti. Un capotasto troppo alto renderà difficile premere le corde sui primi tasti, rendendo gli accordi come il Do o il Re un’impresa.
Perché è importante?
Un capotasto settato male può rendere la chitarra difficile da suonare anche se il resto del setup è perfetto. È la prima vera “altezza” delle corde che incontri.
Come si verifica l’altezza del capotasto:
1. Premi sul terzo tasto: Premi la corda (una alla volta, partendo dal Mi basso) sul terzo tasto.n2. Controlla al primo tasto: Guarda lo spazio tra la parte inferiore della corda e la parte superiore del primo tasto. Dovrebbe esserci un piccolissimo spazio, appena percettibile.n3. Il test del “click”: Un buon modo per sentirlo è picchiettare leggermente la corda tra il capotasto e il primo tasto. Dovresti sentire un leggero “click” metallico. Se non senti nulla, o la corda è già appoggiata al tasto, il capotasto è troppo basso. Se lo spazio è troppo evidente, è troppo alto.
Come si regola l’altezza del capotasto (qui la parte “delicata”):
Lime specifiche: L’ideale è usare delle lime per capotasto (nut files) dello spessore corretto per ogni corda. Sono costose, lo so, ma sono l’unico strumento che ti garantisce precisione e un buon risultato senza rovinare il capotasto.
Limare con cautela: Se il capotasto è troppo alto, devi allargare e approfondire leggermente la fessura della corda. Fallo con movimenti lenti e uniformi, inclinando la lima leggermente verso la paletta per dare alla corda un piccolo angolo.
Pochi colpi alla volta: Lima un pochino, accorda, e ricontrolla. Ripeti finché non ottieni lo spazio minimo desiderato. Il rischio maggiore qui è limare troppo: se vai troppo in profondità, la corda frigge a vuoto e l’unica soluzione è sostituire il capotasto. L’ho fatto, ovviamente, e non è divertente.
Alternativa “economica” (ma rischiosa): Come dicevo, ho provato con lime per unghie o carta vetrata avvolta su una corda vecchia. Funziona, ma è un lavoro di precisione chirurgica e il rischio di rovinare la fessura o andare troppo a fondo è altissimo. Se è la tua prima volta, ti sconsiglio questa strada. Meglio lasciare il capotasto un filo più alto che troppo basso.
Una volta finito, tutte le corde dovrebbero avere un’altezza simile al primo tasto, con quel leggero “click” udibile.
3. Altezza delle sellette (saddles)
Questa è la regolazione che la maggior parte delle persone associa all’azione della chitarra. Qui decidi l’altezza finale delle corde sul resto della tastiera, dal 12° tasto in su.
Perché è il terzo passo?
Ora che il manico ha la giusta curvatura e il capotasto è settato correttamente, puoi impostare l’altezza delle corde dal ponte sapendo che questi valori non verranno stravolti.
Come si verifica l’altezza delle sellette:
1. Misura al 12° tasto: Accordatura perfetta. Usa il righello di precisione. Misura la distanza tra la parte inferiore delle corde e la parte superiore del 12° tasto. Misura sia il Mi basso che il Mi cantino, e se vuoi, anche le corde intermedie.
Quali sono i valori di riferimento?
Anche qui, dipenderà dal tuo stile, ma ecco dei buoni punti di partenza per chitarre elettriche:
Mi basso (corda spessa): Tra 1.5 mm e 2.0 mm (circa 0.060″ a 0.080″).
Mi cantino (corda sottile): Tra 1.2 mm e 1.7 mm (circa 0.048″ a 0.068″).
Spesso, l’azione è leggermente più alta sul lato dei bassi e più bassa sul lato dei cantini. Questo si chiama “radius matching”, perché la curvatura delle corde dovrebbe seguire il raggio della tastiera.
Come si regola l’altezza delle sellette:
Ponti tipo Stratocaster/Telecaster: Ogni selletta ha due piccole viti a brugola (o a taglio) che ne regolano l’altezza. Per alzare la corda, avvita entrambe le viti. Per abbassarla, svitale. Cerca di mantenere la selletta il più orizzontale possibile.
Ponti tipo Tune-o-matic (Gibson-style): Qui l’altezza del ponte è regolata da due viti più grandi (spesso a rotella) ai lati del ponte. Si alza o si abbassa l’intero ponte, non le singole sellette. Poi ci sono piccole viti per regolare l’altezza delle singole sellette. In questo caso, regola prima l’altezza generale del ponte, poi le singole sellette per il radius.
Regola gradualmente: Come per il truss rod, fai piccoli aggiustamenti. Avvita o svita di un quarto di giro alla volta, accorda la chitarra, e ricontrolla la misura.
Check out the buzz: Dopo ogni regolazione, suona la chitarra su tutta la tastiera, in ogni posizione, per assicurarti che non ci siano buzz indesiderati. Se senti del buzz, probabilmente hai abbassato troppo la corda e dovrai alzarla leggermente. Oppure, il problema potrebbe essere il relief del manico, o i tasti non a livello. In quel caso, dovrai tornare indietro e ricontrollare i passaggi precedenti.
on cercare la perfezione assoluta al primo colpo. L’obiettivo è trovare un’azione confortevole e senza buzz.
4. Regolazione dell’intonazione
Congratulazioni, sei quasi alla fine! L’intonazione è l’ultimo passaggio, e serve a fare in modo che la tua chitarra suoni intonata su tutta la tastiera, non solo a vuoto.
Perché è l’ultimo passo?
L’intonazione dipende dalla lunghezza vibrante della corda. Qualsiasi modifica all’altezza delle corde (truss rod, capotasto, sellette) altera leggermente questa lunghezza, quindi l’intonazione va sempre fatta alla fine.
Come si verifica l’intonazione:
1. Accordatura perfetta: Ancora una volta, accorda la chitarra con precisione.n2. Confronto: Suona la corda a vuoto e controlla l’accordatore. Poi, suona la stessa corda premuta al 12° tasto e controlla di nuovo l’accordatore.n3. Il test armonico: Per una precisione ancora maggiore, puoi confrontare l’armonico naturale del 12° tasto (sfiorando la corda senza premerla) con la corda premuta al 12° tasto. Dovrebbero essere identici.
Come si regola l’intonazione:
Vite di intonazione: Ogni selletta del ponte ha una vite (spesso a croce o a taglio) che sposta la selletta avanti o indietro.
Corda premuta al 12° tasto: Se è calante: Significa che la nota al 12° tasto è più bassa della corda a vuoto (o dell’armonico). La corda è troppo lunga. Devi accorciarla, quindi sposta la selletta after you (verso il manico).
Se è crescente: Significa che la nota al 12° tasto è più alta della corda a vuoto. La corda è troppo corta. Devi allungarla, quindi sposta la selletta backwards (lontano dal manico).
Regola gradualmente: Gira la vite di intonazione di piccole quantità, accorda la chitarra, e ricontrolla. È un processo iterativo.
Un consiglio pratico: L’intonazione può essere un po’ un rompicapo, specialmente se le corde sono vecchie o se il ponte ha dei problemi. Assicurati di avere corde nuove o relativamente nuove, perché quelle usurate possono rendere impossibile un’intonazione precisa. Inoltre, tieni presente che un’ottima modifica al tuo ponte o capotasto, magari con materiali migliori, può rendere l’intonazione più stabile e precisa nel tempo.
Una volta che ogni corda è intonata sia a vuoto che al 12° tasto, hai finito! Fai un giro di prova, suona qualche accordo, qualche scala, un bending. Senti come risponde lo strumento.
Errori da principiante (che ho fatto anche io, tranquillo!)
Ok, abbiamo visto la teoria e la pratica. Ora parliamo di quello che non devi fare, perché, credimi, l’ho già fatto io per te e ho imparato a mie spese. Evitare questi errori ti farà risparmiare tempo, frustrazione e, nel peggiore dei casi, qualche pezzo di ricambio.
1. Saltare il truss rod o regolarlo per ultimo: Questo è l’errore numero uno. Se regoli l’altezza delle sellette prima di aver impostato il relief del manico, quando poi toccherai il truss rod, tutte le tue regolazioni al ponte andranno a farsi benedire. È come costruire una casa senza le fondamenta. Ti ritroverai a fare e rifare.n2. Ignorare il capotasto: Molti si concentrano solo su manico e ponte, dimenticando che il capotasto è il punto zero dell’azione. Un capotasto troppo alto rovinerà la suonabilità sui primi tasti, rendendo gli accordi aperti un calvario, anche se il resto della chitarra è settato alla perfezione. E non ti parlo di quanto è facile abbassarlo troppo e doverlo cambiare. L’ho fatto, e non è un bel ricordo.n3. Fare aggiustamenti drastici: “Un giro intero al truss rod, tanto per vedere cosa succede!” No, per carità. Ogni regolazione, soprattutto al truss rod, va fatta con piccoli movimenti (un quarto di giro, al massimo mezzo), e dando il tempo al legno di assestarsi. I manici non sono fatti di gomma, e forzarli può causare danni permanenti.n4. Non riaccordare dopo ogni regolazione: Ogni volta che tocchi il truss rod o le sellette, la tensione delle corde cambia leggermente. Se non riaccordi, le tue misurazioni saranno imprecise e ti porteranno fuori strada. È un passo noioso, ma fondamentale.n5. Non dare tempo al manico di assestarsi: Come dicevo prima,
