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Legni corpo chitarra elettrica: i 3 migliori e perché

Scegliere il legno giusto per il corpo di una chitarra elettrica è una di quelle decisioni che ti fanno sudare freddo, lo so. Ti ritrovi davanti a cataloghi pieni di nomi esotici, specifiche tecniche che sembrano scritte in aramaico antico, e il timore di fare la scelta sbagliata che rovinerà tutto il progetto. Ci sono passato anch’io, e non una, ma almeno tre o quattro volte.

La prima chitarra che ho provato a costruire, un body stile Stratocaster, l’ho fatta con un pezzo di compensato che avevo in garage. Sì, hai letto bene: compensato. Il risultato? Una specie di mattonella che suonava come una scatola di scarpe. Però mi è servito a capire una cosa: il materiale del corpo della chitarra elettrica non è un dettaglio. È il cuore pulsante dello strumento. Non sono un liutaio professionista, non ho un laboratorio super attrezzato con macchinari CNC e legni esotici stagionati per decenni. Io sono uno che ha imparato a forza di prove ed errori, nel garage, con gli attrezzi che aveva a disposizione. E ti dico, se ci sono riuscito io, puoi riuscirci anche tu. L’importante è capire perché certe cose funzionano e altre no, e quali sono i compromessi accettabili per un progetto fai da te.

Oggi parliamo dei tre legni che, secondo la mia esperienza e quella di tanti altri costruttori amatoriali che bazzicano forum e gruppi Reddit, sono i più versatili, affidabili e con cui si ottengono i migliori risultati, specialmente quando si è alle prime armi (o quasi). Non ti darò la formula segreta per il “suono perfetto”, perché quello non esiste. Ti darò gli strumenti per fare una scelta consapevole per la tua chitarra.

Il Punto della Situazione: Perché il Legno Conta (e non è solo marketing)

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Molti, soprattutto all’inizio, tendono a minimizzare l’importanza del legno del body. “Tanto ci sono i pickup, fanno tutto loro,” è una frase che sento spesso. Oppure: “È elettrica, il legno non risuona come un’acustica.” Beh, è un errore. Grosso.

Certo, i pickup sono fondamentali, sono loro a trasformare le vibrazioni in segnale elettrico. Ma cosa vibrano? Il legno! E il modo in cui il legno vibra, risuona, e trasmette quelle vibrazioni al manico e ai pickup, cambia radicalmente il suono finale. Non è solo un dettaglio, è la base.

Immagina il corpo della chitarra come la cassa armonica di uno strumento acustico, ma in versione “elettrica“. Ha una sua risonanza, una sua densità, un suo modo di assorbire e riflettere le vibrazioni delle corde. Queste caratteristiche si traducono in sustain, attacco, presenza di determinate frequenze (alti, medi, bassi) e anche in come lo strumento reagisce al tocco.

La densità di un’essenza lignea, ad esempio, influisce direttamente sul sustain. Un legno più denso tende a vibrare meno “liberamente” ma a mantenere la vibrazione più a lungo. Pensa al mogano. Un legno più leggero e risonante, come l’ontano, darà un attacco più vivace e una risonanza più aperta.

Poi c’è la questione del peso. Un body molto pesante può essere un incubo per la schiena, soprattutto se suoni in piedi per ore. E non è detto che un legno più pesante suoni sempre meglio. Anzi, a volte un buon bilanciamento tra peso e risonanza è la chiave.

Il PAIN POINT qui è proprio questo: la paura di scegliere una essenza lignea che suoni male, che non sia adatta al genere musicale che hai in mente, o peggio ancora, che sia un incubo da lavorare. Non ti preoccupare, non sei solo. Ho comprato un blocco di frassino pesantissimo una volta, pensando “più pesante = più sustain”. Risultato? Un body che mi faceva venire il mal di schiena dopo dieci minuti e un suono che non mi convinceva del tutto, troppo “rigido” per i miei gusti. Ho imparato che l’equilibrio è tutto.

Quindi, prima di tuffarti a capofitto nella scelta del tuo prossimo legno per il corpo della chitarra elettrica, prenditi un attimo per capire cosa cerchi davvero in termini di suono e di feeling.

Le basi del “tone wood” (termine che a volte mi fa ridere, ma tant’è)

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Non esistono legni “magici”. Esistono legni con proprietà diverse che si adattano a suoni diversi.
Ecco cosa devi considerare quando valuti un tipo di legno: Densità e peso: Influenzano il sustain e la brillantezza. Legni più densi spesso significano più sustain e un suono più brillante, ma anche più peso.
Stabilità: Quanto il legno si deforma o si muove con i cambiamenti di umidità. Fondamentale per la durata dello strumento.
Venatura: Non solo estetica, ma influenza anche la lavorabilità e la stabilità. Venature più aperte richiedono più lavoro di finitura.
Risonanza: La capacità del legno di vibrare e trasmettere il suono.
Lavorabilità: Quanto è facile da tagliare, fresare, carteggiare. Un legno troppo duro può essere un incubo senza gli attrezzi giusti.

Questi fattori, combinati con la scelta del manico, dei pickup, del ponte e dell’elettronica, creeranno il carattere unico della tua chitarra. Non è una scienza esatta, ma ci sono delle linee guida che ti aiutano a non brancolare nel buio. E ora, andiamo a vedere i nostri tre “cavalli di battaglia”.

I Tre Moschettieri del Body: I Legni che Fanno la Storia (e i Miei Preferiti)

Quando si parla di tipologie di legno per il body della chitarra elettrica, ci sono tre grandi nomi che dominano la scena da decenni. Non è un caso. Sono legni versatili, con caratteristiche timbriche ben definite e una buona lavorabilità. Perfetti per chi, come noi, si sporca le mani in garage.

1. Ontano (Alder)

L’ontano è il re indiscusso delle Fender Stratocaster e Telecaster, almeno per i modelli classici. Se hai in mente quel suono brillante, squillante, con medi pronunciati e bassi definiti, l’ontano è la tua scelta.
Caratteristiche: È un legno relativamente leggero e con una densità media. Questo si traduce in un buon sustain e una risonanza equilibrata, con una leggera enfasi sulle frequenze medie e medio-alte. Il suono è “aperto” e definito, senza essere troppo brillante o troppo scuro. Ha una venatura abbastanza chiusa e uniforme, che lo rende ottimo per finiture solide e trasparenti.
Uso Tipico: Come accennato, è il materiale di elezione per molte chitarre Fender classiche. Lo trovi anche in molti bassi e in alcune chitarre “boutique” che cercano quel timbro vintage.
Pro per il DIYer: Lavorabilità: È un sogno da lavorare. Si taglia, si fresa e si carteggia con relativa facilità, senza sfibrarsi o scheggiarsi troppo. I bordi rimangono puliti.
Stabilità: È un legno piuttosto stabile, meno propenso a movimenti eccessivi con i cambiamenti di umidità rispetto ad altri.
Finitura: La sua venatura chiusa lo rende facile da preparare per la verniciatura, sia solida che trasparente. Richiede meno grain filling rispetto a legni a poro aperto.
Disponibilità e Costo: È ampiamente disponibile e, in genere, ha un costo ragionevole per un blocco di qualità.
Contro/Sfide: Estetica: La venatura non è spettacolare come quella di un frassino figurato o un mogano fiammato. Per questo spesso viene coperto da finiture solide.
Peso: Anche se è considerato leggero, il peso può variare molto da un blocco all’altro. Controlla sempre prima di acquistare. La mia esperienza con l’ontano: La mia seconda chitarra, una Telecaster con un body in ontano, è stata la prima che ho sentito suonare “davvero bene”. Il suono era bilanciato, con quel “twang” classico ma anche una bella corposità sui medi. Lavorarlo è stato un piacere. Ho usato una fresa a tazza per i pickup e un template per il body, e l’ontano ha risposto benissimo, senza strappi. Ho fatto un errore col routing del vano elettronica, l’ho fatto troppo profondo, ma il legno ha retto senza problemi. Con l’ontano, è difficile sbagliare.

2. Frassino (Ash)

Il frassino, nelle sue varianti (Swamp Ash e Northern Hard Ash), è un altro pilastro della liuteria elettrica. È un legno che offre una gamma timbrica ampia e una grande risonanza, ma con alcune differenze importanti dall’ontano.
Caratteristiche: Swamp Ash (Frassino di palude): È la varietà più leggera e porosa. Ha un suono molto risonante, brillante e con un sustain notevole. I bassi sono pieni, i medi leggermente scavati e gli alti cristallini, con un attacco molto pronunciato. La sua venatura è aperta e molto marcata, spesso molto bella da vedere.
Northern Hard Ash (Frassino duro del nord): È più denso e pesante. Il suono è più brillante e focalizzato sugli alti, con meno risonanza sui bassi rispetto allo Swamp Ash. È un legno molto duro e resistente.
Uso Tipico: Anche il frassino è un classico Fender, specialmente per le Telecaster e Stratocaster degli anni ’50 e ’70. Lo si trova anche in chitarre di tipo più moderno che cercano un suono brillante e definito.
Pro per il DIYer: Tono: Offre un suono molto caratteristico e apprezzato, versatile per blues, country, rock.
Estetica: La venatura aperta dello Swamp Ash è spettacolare e si presta benissimo a finiture trasparenti o burst che ne esaltano la bellezza.
Disponibilità: Abbastanza facile da trovare, anche se lo Swamp Ash di buona qualità può essere più costoso.
Contro/Sfide: Lavorabilità: Soprattutto il Northern Hard Ash, può essere molto duro e mettere a dura prova le frese. Lo Swamp Ash è più tenero, ma la sua venatura aperta richiede attenzione per evitare strappi.
Finitura: La venatura aperta del frassino (specialmente Swamp Ash) richiede un lavoro accurato di grain filling. Se non lo fai bene, la superficie non sarà mai perfettamente liscia e la vernice si “affonderà” nei pori. Questo è un PAIN POINT comune per i principianti.
Peso: Il Northern Hard Ash può essere molto pesante. Anche lo Swamp Ash, sebbene più leggero, può variare. La mia esperienza con il frassino: Ho costruito un body Telecaster in Swamp Ash e ho adorato il suono: tanta risonanza e un attacco incredibile. Però, la finitura è stata un calvario. Non avevo capito bene l’importanza del grain filler. Ho carteggiato, applicato la vernice, e mi ritrovavo sempre con i pori visibili. Ho dovuto rifare il processo tre volte, carteggiando fino al legno nudo, prima di ottenere una superficie accettabile. Una lezione appresa a caro prezzo in termini di tempo e fatica. Quindi, se scegli il frassino, investi tempo e cura nel grain filling!

3. Mogano (Mahogany)

Il mogano è il fondamento del suono caldo, ricco e potente, tipico delle Gibson Les Paul, SG e di molte chitarre rock e blues. Se il tuo suono ideale è grosso, con un sacco di sustain e una gamma media potente, il mogano è la strada da percorrere.
Caratteristiche: È un legno di media densità, ma generalmente più pesante dell’ontano e dello Swamp Ash. Ha un suono caldo, pieno, con medi molto presenti e bassi corposi. Gli alti sono smussati, non squillanti, il che contribuisce a un tono morbido e “cremoso”. Il sustain è eccezionale. La venatura è mediamente aperta, ma più regolare e meno pronunciata del frassino.
Uso Tipico: Chitarre Gibson, PRS, e in generale strumenti che puntano a un suono rock, blues, jazz, o metal con grande sustain e corpo.
Pro per il DIYer: Tono: Il suono “grosso” e il sustain sono impareggiabili per certi generi.
Lavorabilità: È un piacere da lavorare. Si taglia e si fresa pulito, si carteggia bene. È più tenero del frassino duro, ma più compatto dell’ontano.
Estetica: Il suo colore rossastro e la venatura elegante lo rendono bellissimo con finiture trasparenti o oliate.
Contro/Sfide: Costo: Il mogano di qualità (specialmente il vero mogano honduregno) può essere molto costoso e difficile da reperire. Spesso si usano alternative come il Sapele o l’African Mahogany (Khaya), che hanno caratteristiche simili ma non identiche.
Peso: Può essere abbastanza pesante, soprattutto se si usa un blocco denso.
Finitura: Richiede un po’ di grain filling per ottenere una finitura perfettamente liscia, anche se meno impegnativo del frassino. La mia esperienza con il mogano: La mia prima chitarra tipo Les Paul, con un body in mogano africano, è stata una rivelazione. Quel sustain, quel calore… ho capito perché è così amato. Ho usato un olio-cera per la finitura, e il colore naturale del mogano è venuto fuori in modo incredibile. L’unico inconveniente è stato il peso. Dopo un’ora in piedi, la spalla si faceva sentire. Se scegli il mogano, considera di fare un body chambered (con cavità interne per alleggerirlo) o di cercare un pezzo meno denso. È un po’ più complesso da fare in casa, ma ne vale la pena per la schiena!

Oltre il Trio: Altri Legni Interessanti e Cosa Cercare in un Blocco

Abbiamo parlato dei tre grandi classici, ma il mondo delle essenze lignee per la costruzione di chitarre elettriche è vasto. Ci sono altri legni che meritano attenzione, e soprattutto, ci sono delle cose fondamentali da sapere quando vai a comprare il tuo blocco di legno.

Altri legni da considerare (ma con un occhio di riguardo)

1. Tiglio (Basswood):
Caratteristiche: Molto leggero e con una venatura quasi inesistente. Il suono è abbastanza neutro, con medi bilanciati e alti smussati. Spesso usato per chitarre metal, perché non ha una risonanza spiccata che possa entrare in conflitto con pickup ad alto output.
Pro: Super leggero, molto facile da lavorare (quasi come il burro), economico. Ottimo per finiture solide.
Contro: Manca di carattere timbrico proprio. La venatura è così insignificante che è quasi sempre verniciato in colori solidi. Non è il massimo per il sustain.
La mia nota: Se vuoi una chitarra leggera e il tuo obiettivo è un suono molto processato (tanti effetti, distorsioni), il tiglio è un’ottima base. Ma non aspettarti un gran suono “unplugged”. 2. Pioppo (Poplar): Caratteristiche: Simile all’ontano per densità e peso, ma con un costo inferiore. Il suono è bilanciato, con buoni medi e alti presenti, ma generalmente meno risonante dell’ontano. La venatura può essere un po’ irregolare e tendere al verdastro.
Pro: Molto economico, abbastanza leggero e facile da lavorare.
Contro: Il colore verdastro può essere un problema per finiture trasparenti. Spesso viene usato per body verniciati con colori solidi.
La mia nota: Un’ottima alternativa economica all’ontano se il budget è stretto e hai intenzione di verniciare il body con un colore coprente. 3. Korina (White Limba/Black Limba): Caratteristiche: Simile al mogano per densità e caratteristiche tonali (caldo, risonante, buon sustain), ma spesso con una risonanza leggermente più “aperta” e un attacco più vivace. La venatura è molto bella.
Pro: Tono fantastico, lavorabilità eccellente, estetica superba.
Contro: Costoso e difficile da trovare.
La mia nota: Se trovi un buon pezzo di Korina e il budget lo permette, non pensarci due volte. È un legno eccezionale, spesso considerato un “mogano migliorato”.

Come scegliere il blocco di legno giusto: la checklist del DIYer

Questo è un altro PAIN POINT enorme. Comprare il legno online può essere una lotteria. Andare in segheria o da un fornitore specializzato ti dà un vantaggio enorme: puoi toccare con mano. Ma cosa devi cercare?

Ecco una piccola checklist che uso io stesso quando vado a caccia del legname per il corpo della mia chitarra: 1. Stagionatura: Il legno deve essere
ben stagionato. Chiedi al fornitore il contenuto di umidità (MC). Dovrebbe essere tra il 6% e l’8% per un body di chitarra. Un legno non stagionato si muoverà, si torcerà, si spaccherà e ti darà un sacco di problemi in futuro. Non lesinare qui.n2. Venatura (Grain): Dritta e parallela: Cerca venature che corrano il più dritte e parallele possibile lungo la lunghezza del blocco. Questo indica stabilità.
Quartersawn vs. Flatsawn: Per i body, il flatsawn (taglio tangenziale) è il più comune e accettabile. Il quartersawn (taglio radiale) è più stabile ma quasi mai usato per i body (lo è per i manici).
Niente runout eccessivo: Il runout è quando le fibre del legno non sono parallele alla superficie, rendendolo più debole e difficile da lavorare. Guarda la testa del blocco e cerca di capire come corrono le fibre.n3. Difetti visivi: Nodi: Evita i nodi, soprattutto se grandi o “morti” (che possono cadere). Possono essere punti deboli o causare problemi di finitura.
Spaccature o crepe: Sembra ovvio, ma controlla bene. A volte sono superficiali, altre volte attraversano tutto il blocco.
Macchie o decolorazioni: Se hai intenzione di fare una finitura trasparente, le macchie scure o le strisce di colore anomalo possono rovinare l’estetica.n4. Peso: Solleva il blocco. Non c’è una scienza esatta, ma un body troppo pesante ti darà fastidio. Per un body standard (Strat/Tele), un peso finale tra 1.8 e 2.5 kg è generalmente considerato confortevole. Considera che il legno che compri sarà più pesante, perché ci sono gli scarti.n5. Dimensioni: Assicurati che il blocco sia sufficientemente grande per il tuo template, con un margine di sicurezza di almeno 1-2 cm per lato. Controlla anche lo spessore. La maggior parte dei body è spessa circa 45 mm (1.75 pollici). Un consiglio spassionato: Non aver paura di fare domande al fornitore. Chiedi della stagionatura, della provenienza, delle caratteristiche del singolo pezzo. Un buon fornitore sarà felice di darti tutte le informazioni. Se non lo è, forse è meglio cercare altrove.

E a proposito di scelte e modifiche, se un giorno ti trovi a voler modificare la tua chitarra, la scelta del legno originale influenzerà anche le opzioni future. Un body in ontano, ad esempio, si presterà bene a quasi ogni tipo di modifica elettronica o estetica, mentre un mogano molto denso potrebbe limitare le opzioni di alleggerimento. Pensaci prima.

Lavorare il Legno: Consigli Pratici e Errori da Non Rifare

Una volta scelto il tuo blocco di legno per la cassa armonica della chitarra, inizia la parte divertente (e a volte frustrante): lavorarlo. Ogni legno ha i suoi capricci, e imparare a conoscerli ti risparmierà un sacco di mal di testa.

1. Il taglio iniziale e la preparazione del body blank

Se hai comprato un blocco grezzo, il primo passo è squadrarlo e portarlo allo spessore finale.
Piallatura: Se non hai una pialla a filo e spessore, portalo da un falegname. È fondamentale avere le due facce perfettamente parallele e piane. Questo ti risparmierà problemi di allineamento e di neck pocket storti.
Squadratura: Taglia i bordi per avere un rettangolo pulito. Questo ti servirà come base stabile per fissare i template.
Incollaggio (se necessario): Molti body sono fatti da due o più pezzi incollati. Assicurati che le giunzioni siano perfette. Usa una colla specifica per legno (Titebond è un classico) e tanti morsetti. Lascia asciugare per almeno 24 ore, anche di più se l’ambiente è umido. Io una volta ho avuto fretta, ho smorsettato troppo presto, e la giunzione si è aperta mentre fresavo. Non fare il mio errore!

2. Il routing: precisione e pazienza

Il routing è il momento della verità. Qui si definiscono le forme, i vani per i pickup e l’elettronica, il neck pocket. Template: Usa sempre un template ben fatto. Compra quelli in MDF o acrilico di buona qualità, o fanne uno tu con precisione maniacale. È la tua guida.
Frese: Usa frese affilate. Una fresa spuntata non taglia, strappa il legno. Questo è particolarmente vero per legni come il frassino, che tendono a sfibrarsi. Per l’ontano e il mogano, le frese durano un po’ di più, ma la regola è sempre la stessa: affilata è meglio.
Profondità: Non cercare di fresare tutto in un colpo. Fai passate leggere, da 3-5 mm alla volta. Questo riduce lo stress sulla fresa e sul legno, e ti dà un risultato più pulito.
Direzione: Fresa sempre in senso orario (per una fresatrice che gira in senso orario) per i bordi esterni del template, e in senso antiorario per i bordi interni. Questo è il “climb cut” e il “conventional cut”. Una passata iniziale in “climb cut” leggerissima può aiutare a ridurre gli strappi sui bordi, ma fai attenzione, la fresa tende a “tirare”.
Errori comuni: Fretta: Il nemico numero uno. Un routing affrettato porta a bordi irregolari, scheggiature, o peggio, a rovinare il template.
Fresa spuntata: Vedi sopra. Strappi, surriscaldamento, e un lavoro orribile.
Mancanza di supporto: Assicurati che il body sia ben fissato al banco. Vibrazioni o movimenti possono rovinare tutto.
Il neck pocket: Questo è critico. Deve essere preciso al millimetro. Se è troppo largo, il manico si muoverà. Se è troppo stretto, non entrerà. Misura, rimisura, e fai passate incrementali. Ho avuto un neck pocket troppo largo sulla mia prima chitarra in ontano, ho dovuto riempirlo con pezzi di legno e colla per farlo tenere. Non è il massimo della professionalità, ma ha funzionato!

3. Carteggiatura: la base della finitura

La carteggiatura è la parte più noiosa ma anche la più importante. È qui che decidi la qualità della tua finitura.
Progressione: Non saltare le grane. Inizia con una grana grossa (80-100) per rimuovere i segni della fresa, poi passa gradualmente a 120, 150, 180, 220, e se vuoi una finitura impeccabile, anche 320 o 400. Ogni grana deve eliminare completamente i segni della precedente.
*Controluce

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