Miglior pickup chitarra: guida alla scelta

Allora, parliamoci chiaro: scegliere il miglior pickup chitarra è un casino. Te lo dico io che ci sono passato. La prima volta che ho provato a cambiare un pickup sulla mia vecchia Squier, ho comprato una roba a caso solo perché mi piaceva il colore. Risultato? Un suono che faceva schifo, altro che miglioramento. Ho buttato via i soldi e mi sono pure demoralizzato. Ma è proprio da lì che ho iniziato a capirci qualcosa. Perché se l’ho capito io, che ero un disastro con il saldatore, puoi capirlo anche tu.

on è che ci voglia una laurea in ingegneria elettronica per capire come funziona un pickup. Serve solo un po’ di pazienza, voglia di sporcarsi le mani e, soprattutto, la volontà di non aver paura di sbagliare. Ho fatto tanti errori, fidati. Ho saldato fili al contrario, ho rovinato potenziometri, ho persino montato un pickup al ponte dove doveva andare quello al manico. Ma ogni volta, ho imparato qualcosa.

Questo è il punto di partenza: capire che il suono della tua chitarra non è un mistero insondabile. È una questione di componenti che lavorano insieme. E il pickup, beh, è il cuore di tutto. È quello che prende le vibrazioni delle corde e le trasforma in un segnale elettrico. Se scegli quello giusto, la tua chitarra prende vita. Se sbagli, beh, suonerà come una radiolina rotta.

Quindi, non ti preoccupare. In questa guida, ti porto per mano attraverso il labirinto dei trasduttori magnetici. Vedremo cosa sono, come funzionano, quali tipi ci sono e, soprattutto, come scegliere quello giusto per te e per la tua chitarra, senza finire per buttare via tempo e denaro. Pronti? Si comincia!

Le basi del suono: come funziona un pickup e perché è importante

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st cablaggio pickup filo img 01installazione pickup potenziometri componenti img 01

In questa galleria: cablaggio, pickup, filo, installazione e potenziometri.

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Ok, adesso che abbiamo inquadrato le macro-categorie, è ora di sporcarsi le mani con i dettagli. Quando cerchi un pickup per chitarra, ti imbatterai in una serie di specifiche tecniche. Non ignorarle! Sono la chiave per capire come suonerà quel componente sonoro. Non sono lì per confondere, ma per informare. E io ti spiego cosa vogliono dire.

Output e Resistenza DC: non è solo questione di volume

Questi sono i primi numeri che vedi spesso.

Output (Uscita): Indica la “potenza” del segnale che il pickup invia all’amplificatore. Un pickup ad alto output spingerà di più l’amplificatore, facendolo saturare prima e ottenendo più gain. Un pickup a basso output (vintage-style) avrà un suono più pulito e dinamico, ma meno “spinta”. Non confondere l’output con il volume percepito, è più una questione di quanto facilmente il segnale manda in overdrive il tuo ampli.
Resistenza DC (DC Resistance – DCR): Misurata in kilo-ohm (kΩ). È la resistenza del filo di rame avvolto attorno al magnete. In generale, più alta è la resistenza, più spire ci sono, e più alto sarà l’output e il medio-basso. Però, attenzione: non è l’unica misura e non è sempre un indicatore diretto dell’output o del tono. Due pickup con la stessa DCR possono suonare molto diversi a causa del tipo di magnete, del filo, del metodo di avvolgimento. È un punto di partenza, non la Bibbia.

Un esempio pratico: ho avuto un humbucker con una DCR altissima, tipo 16kΩ. Mi aspettavo un mostro di gain. Invece, era un po’ sordo e impastato. Poi ho provato un altro con 12kΩ che suonava dieci volte più aggressivo. Il motivo? Magneti diversi, e probabilmente un avvolgimento più “caldo” anche con meno spire. La DCR è un indizio, non una sentenza.

I magneti: l’anima del pickup

Il tipo di magnete è forse l’elemento più sottovalutato, ma è cruciale. I magneti più comuni sono Alnico (II, III, IV, V) e Ceramico.

Alnico II: Magnete più debole. Suono caldo, morbido, con medi pronunciati e attacco morbido. Ottimo per suoni vintage, blues, jazz. Meno sustain ma più “musicalità”. Pensa ai PAF originali.
Alnico III: Ancora più debole dell’Alnico II, ma con un suono più aperto e cristallino. Meno comune, usato per pickup dal suono molto vintage e delicato.
Alnico IV: Un buon equilibrio tra II e V. Ottimo per una risposta bilanciata e un suono “trasparente”. Non altera troppo il carattere della chitarra.
Alnico V: Il più comune tra gli Alnico. Magnete più forte. Suono più brillante, maggiore output, più attacco e un po’ più di sustain. Ideale per rock, blues-rock, hard rock. È il “cavallo di battaglia” per molti produttori.
Ceramico: Magnete molto forte. Suono potente, aggressivo, con alti brillanti e bassi potenti. Ottimo per l’alto gain, metal, hard rock. Spesso associato a un suono più “moderno” e meno dinamico degli Alnico.

Ho scoperto l’importanza dei magneti a mie spese. Ho sostituito un pickup ceramico con un Alnico II sulla mia Les Paul. Il suono è passato da “macchina da guerra” a “bluesman intimo”. Entrambi buoni, ma per scopi diversi. Non c’è un magnete migliore in assoluto, solo quello più adatto al suono che cerchi.

Il filo e l’avvolgimento: dettagli che contano

on andremo troppo nel tecnico, ma sappi che anche questi dettagli fanno la differenza.

Gauge del filo: Il diametro del filo di rame. I più comuni sono AWG 42 e AWG 43. Un filo più sottile (AWG 43) permette più spire nello stesso spazio, aumentando la DCR e spostando la frequenza di risonanza verso il basso, con un suono più scuro e medioso. AWG 42 è più brillante.
Metodo di avvolgimento: Avvolgimento a macchina: Più uniforme, più facile da riprodurre, suoni più consistenti.
Avvolgimento a mano (hand-wound): Ogni pickup è leggermente diverso. Le piccole irregolarità nell’avvolgimento creano un suono più “aperto”, complesso e dinamico, spesso ricercato per i pickup boutique. Non significa necessariamente “migliore”, ma “diverso”.

Potted vs. Unpotted: una questione di feedback

Questa è una cosa che un hobbista spesso scopre nel modo più duro: il feedback acustico indesiderato.

Potted (cerato): La maggior parte dei pickup moderni viene immersa in cera calda (paraffina) per riempire ogni spazio tra le spire e tra il pickup e la cover. Questo impedisce alle spire di vibrare (microphonics) e riduce il rischio di feedback acustico ad alto volume o con gain elevato.
Unpotted (non cerato): Alcuni pickup vintage o repliche fedeli non sono cerati. Hanno un suono più “aperto” e “ariato”, ma sono molto più soggetti a feedback, specialmente se usi molta distorsione o suoni ad alto volume. Se la tua chitarra fischia come un treno quando alzi il volume, potrebbe essere un pickup non cerato.

Ho imparato questa lezione quando ho montato un set di repliche PAF unpotted su una chitarra da hard rock. Ad alti volumi, era un fischio continuo. Ho dovuto cerarli io, con un pentolino e tanta pazienza. Un lavoro sporco, ma necessario. Se suoni generi aggressivi, vai di potted. Se cerchi il suono più puro e vintage possibile, e suoni a volumi contenuti, gli unpotted possono dare grandi soddisfazioni.

Trovare la tua voce: abbinare il pickup al tuo stile e alla tua chitarra

Ora arriva la parte più divertente, ma anche la più soggettiva: come scegliere il miglior pickup per chitarra che si adatti al tuo suono e alla tua chitarra. Non c’è una formula magica, ma ci sono delle linee guida che ti aiuteranno a restringere il campo. È come scegliere gli ingredienti per una ricetta: devi sapere cosa vuoi cucinare.

Il tuo genere musicale: il punto di partenza

Questo è il primo filtro. Un pickup progettato per il metal non suonerà bene per il jazz, e viceversa.

Blues/Jazz/Funk: Qui cerchiamo chiarezza, dinamica, calore e una buona risposta al tocco. Spesso si prediligono single coil vintage (Alnico II o V, bass-medium output) o humbucker con Alnico II/III (tipo PAF, medio-basso output). La capacità di “pulirsi” abbassando il volume della chitarra è un plus.
Rock/Hard Rock: Serve più spinta, più sustain, e meno rumore. Humbucker con Alnico V (medium-high output) o single coil “hot” (sovra-avvolti) sono ottimi. Si cerca un buon equilibrio tra attacco e sustain, con medi presenti che bucano il mix.
Metal/Shred: Qui l’output è re. Si va di humbucker ad alto output, spesso con magneti ceramici o Alnico V molto potenti. I pickup attivi sono una scelta popolare per la loro silenziosità e la compressione naturale. L’obiettivo è un suono aggressivo, stretto, con bassi potenti e alti precisi, anche con gain estremo.

on devi essere rigido, eh. Angus Young dei AC/DC usa humbucker PAF vintage, che non sono ad alto output, ma il suo ampli è sempre a undici. È il sistema che conta. Ma per un hobbista che non ha un Marshall stack da 100W a casa, un pickup più potente può aiutare a raggiungere quel suono.

Il legno della tua chitarra: un fattore spesso dimenticato

Il legno con cui è fatta la tua chitarra ha un impatto enorme sul tono acustico, e il pickup lo amplifica. Non può “creare” un suono che non c’è, ma può esaltare o mitigare certe frequenze.

Mogano: Legno caldo, con medi pronunciati e sustain lungo. Un pickup brillante può bilanciare il calore del mogano, mentre uno caldo potrebbe renderlo troppo scuro.
Acero: Legno brillante, con attacco veloce e alti definiti. Un pickup più caldo e medioso può arrotondare un po’ il suono, mentre uno troppo brillante potrebbe renderlo stridulo.
Ontano/Frassino: Suono bilanciato, con buoni medi e bassi. Sono legni versatili che si adattano a molti tipi di pickup.

Ho montato un pickup super brillante su una chitarra in acero con tastiera in ebano. Il risultato era un bisturi sonoro, tagliente come non mai, ma anche un po’ freddo. Ho dovuto cambiare i potenziometri e i condensatori per addolcirlo un po’. Considera sempre il carattere intrinseco del legno.

Posizione del pickup: manico, centro, ponte

I pickup suonano in modo diverso a seconda della loro posizione.

Pickup al manico (Neck): Il suono è più caldo, rotondo, con più bassi e sustain. Ideale per soli fluidi, arpeggi, suoni jazz. Le corde vibrano con un’ampiezza maggiore qui, generando più armoniche basse.
Pickup centrale (Middle): Spesso il più bilanciato, un buon compromesso tra calore e brillantezza. Suona bene per ritmiche pulite o leggermente crunch. Nelle Strato, la posizione “2” e “4” (manico+centro, centro+ponte) sono famose per i loro suoni “quacky” e per il “funk”.
Pickup al ponte (Bridge): Il suono è più brillante, tagliente, con più attacco e meno bassi. Le corde vibrano con meno ampiezza qui. È la posizione per il rock, il metal, i riff potenti e i soli che devono bucare il mix. Ha più presenza e punch.

Molti set di pickup sono venduti con versioni specifiche per ogni posizione, calibrate per bilanciare l’output e il tono. Un humbucker al ponte spesso ha più output di quello al manico, per compensare il minor segnale delle corde in quella posizione e bilanciare il volume quando si cambia pickup.
Ho provato a mettere lo stesso pickup sia al ponte che al manico una volta. Al manico era fantastico, al ponte era sottile e stridulo. Non è una buona idea, a meno che non sia specificamente progettato per quello.

Fare ricerca: ascolta, leggi, confronta

Questo è il consiglio più pratico che ti posso dare.

1. Ascolta demo online: YouTube è pieno di demo di pickup. Cerca video che mostrano il pickup che ti interessa montato su chitarre simili alla tua, con ampli simili al tuo. Ascolta con attenzione le differenze tra i modelli.n2. Leggi recensioni: Forum, blog, siti specializzati. Cerca opinioni di altri chitarristi. Reddit, ad esempio, è una miniera d’oro per le discussioni sui pickup. Le domande più frequenti che mi sono posto io, le ho trovate spesso lì.n3. Consulta i siti dei produttori: Seymour Duncan, DiMarzio, EMG, Bare Knuckle, Lollar, Fralin… tutti hanno guide dettagliate e selettori di pickup che ti aiutano a trovare il modello giusto in base al genere e al suono desiderato. Spesso trovi anche le specifiche tecniche complete. Un’ottima risorsa per approfondire i concetti di magneti e avvolgimenti è la sezione “Tech Tips” di Seymour Duncan, ad esempio questa pagina sui tipi di magneti: Magnet Types and Their Effect on Tone. Lì trovi spiegazioni chiare e dettagliate.n4. Parla con altri chitarristi/liutai: Se conosci qualcuno che ha già fatto queste modifiche, chiedi consigli. L’esperienza diretta vale oro.

on aver fretta. La scelta del dispositivo di captazione giusto richiede tempo. Non è un acquisto da fare d’impulso.

Il momento della verità: installazione e cablaggio

Hai scelto il tuo miglior pickup chitarra, è arrivato a casa, lo hai disimballato con la trepidazione di un bambino a Natale. Bene, ora viene la parte pratica: montarlo e cablarlo. Questo è il momento in cui molti hobbisti si bloccano, temendo di fare danni. Ma ti assicuro che con un po’ di attenzione e gli strumenti giusti, è un lavoro fattibile. L’ho fatto io, e ho fatto disastri peggiori.

Controlli preliminari e misure

Prima di prendere il saldatore, fai un paio di controlli.

1. Spaziatura dei poli (Pole Piece Spacing): Verifica che la distanza tra i poli del pickup corrisponda a quella delle corde al ponte. Ci sono due standard principali per gli humbucker:
Standard Spacing (o Gibson Spacing): Circa 49.2mm-50mm. Tipico per chitarre tipo Gibson con ponti Tune-o-matic.
F-Spaced (o Trembucker per Seymour Duncan, o Spaced per DiMarzio): Circa 52mm-53mm. Per chitarre con ponti tipo Fender Stratocaster o Floyd Rose, dove le corde sono più larghe al ponte.
Se i poli non si allineano con le corde, il segnale sarà più debole e sbilanciato. Ho fatto l’errore di montare un pickup standard su una chitarra F-spaced e il suono era fiacco sulle corde esterne. Ho dovuto smontare tutto.n2. Dimensioni del pickup: Assicurati che il pickup entri negli scassi (routing) della tua chitarra. I single coil standard (Fender) e gli humbucker standard (Gibson) hanno dimensioni abbastanza uniformi, ma esistono varianti. Alcuni pickup P90, ad esempio, hanno dimensioni diverse dai single coil o humbucker.

Gli attrezzi che ti servono

on serve una bottega da liutaio, ma questi sono indispensabili:

Saldatore a stagno: Di buona qualità, con una punta fine. Un 30-40W è perfetto.
Stagno: Senza piombo (per le normative attuali) o con piombo (se lo trovi e ti senti più a tuo agio, salda meglio), di buon diametro (0.6mm-1mm).
Pompetta dissaldante o treccia dissaldante: Per correggere gli errori. E fidati, farai errori.
Cacciaviti: Di varie dimensioni, a croce e a taglio.
Pinze a becco fine e tronchesine: Per tagliare e maneggiare i fili.
Multimetro (opzionale ma consigliato): Per controllare la continuità e la resistenza. Ti salva da un sacco di grattacapi.
Nastro isolante o guaina termorestringente: Per isolare i contatti.
Schema elettrico: FONDAMENTALE. Ogni produttore ha il suo. Scaricalo dal loro sito.

Il cablaggio: un passo alla volta

Questa è la parte più delicata. I pickup possono avere 2, 3 o 4 conduttori (+ massa).

2 conduttori (+ massa): Il più semplice. Un filo caldo (hot), un filo di massa (ground). Tipico dei single coil vintage e di alcuni humbucker.
4 conduttori (+ massa): Il più versatile. Ogni bobina dell’humbucker ha il suo inizio e fine. Questo permette opzioni come coil splitting (trasformare l’humbucker in un single coil), coil tapping (non è la stessa cosa, ma spesso confuso), phase reversal (invertire la fase per suoni particolari) o cablaggio in parallelo.
Coil Splitting: Con un interruttore (push/pull pot o mini-toggle), puoi spegnere una delle due bobine di un humbucker, ottenendo un suono più vicino a quello di un single coil. Meno potente, più brillante, ma anche più rumoroso. È una modifica che ho fatto su diverse chitarre ed è fantastica per la versatilità.
Cablaggio in parallelo: Le due bobine dell’humbucker vengono cablate in parallelo anziché in serie. Il suono è più brillante e con meno output, ancora hum-cancelling.

Procedura step-by-step (generica):

1. Scollega la chitarra: Ovvio, ma non si sa mai.n2. Togli le corde: Rimuovi le corde per lavorare meglio.n3. Rimuovi il vecchio pickup: Dissalda i fili dal potenziometro del volume e dalla massa. Svitare le viti che lo tengono al body o all’anello.

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