Migliori Pickup Chitarra: Quale scegliere? Top 3

Scegliere un nuovo set di pickup per la propria chitarra è un po’ come decidere che motore mettere su una macchina sportiva che hai costruito pezzo per pezzo nel garage. Ti trovi davanti a un mare di opzioni, numeri, sigle, e promesse di “suoni iconici”. E, diciamocelo, la prima volta che ci si butta, la confusione è tanta. Ci sono passato anch’io, e più di una volta, fidati. Ho comprato pickup che sulla carta sembravano perfetti per il mio genere, salvo poi scoprire che sul mio strumento, con il mio amplificatore, suonavano come una sveglia rotta.

Il punto è proprio questo: non esiste un miglior pickup di ricambio per chitarra in assoluto. Esiste il pickup giusto per te, per il suono che hai in testa, per la chitarra che hai in mano e per l’amplificatore che usi. E soprattutto, esiste la voglia di sperimentare. Non ti preoccupare se all’inizio sembra una scienza missilistica; con un po’ di pazienza e qualche dritta da chi ha già fatto tutti gli errori possibili, vedrai che è più semplice di quanto pensi. L’obiettivo è farti capire cosa cercare e come scegliere, senza farti buttare via soldi come ho fatto io all’inizio.

Capire le basi: Cosa fanno i pickup e perché contano

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installazione pickup potenziometri componenti img 01st cablaggio pickup filo img 01

In questa galleria: installazione, pickup, potenziometri, cablaggio e filo.

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Ok, ora che abbiamo le basi, il passo successivo è il più importante: capire tu cosa vuoi. Qual è il suono che hai in testa? Qual è il tuo genere musicale? Che tipo di chitarra hai?

Il tuo genere musicale e lo stile di suono

Se suoni principalmente blues e rock classico, probabilmente cercherai un pickup dinamico, con un buon sustain e una risposta calda. Qui, un Alnico II o V, sia in single coil che in humbucker di ispirazione vintage, potrebbe essere la scelta giusta.

Se il tuo pane quotidiano è l’hard rock o il metal, avrai bisogno di un pickup con un output elevato, che spinga l’amplificatore in distorsione e mantenga la definizione anche con molto gain. I pickup ceramici o gli humbucker Alnico V “hot” sono i candidati ideali.

Per il jazz, la pulizia, il calore e la definizione sono prioritari. Un Alnico II o III, spesso con un output più basso, ti darà quel suono rotondo e vellutato.

on c’è niente di più frustrante che avere una chitarra che non ti dà il suono che vuoi. Ricordo la prima volta che ho montato un pickup “moderno” su una mia vecchia Telecaster, sperando di renderla più versatile. Il risultato? Ha perso tutto il suo carattere “twangy” e non suonava
é moderna
é vintage. Un disastro. Ho dovuto rifare tutto.

La tua chitarra e l’interazione con l’amplificatore

La chitarra stessa ha un ruolo enorme. Un pickup suonerà in modo diverso su una Strato in ontano rispetto a una Les Paul in mogano. Il legno del body, il manico, il ponte, tutto contribuisce al tono complessivo. Non aspettarti che un pickup trasformi una Squier Bullet in una Gibson Custom Shop. Migliorerà il suono, certo, ma il carattere intrinseco dello strumento rimarrà.

E poi c’è l’amplificatore. Un pickup ad alto output su un amplificatore già di suo molto “gainy” potrebbe risultare eccessivo, impastando il suono. Al contrario, un pickup vintage su un amplificatore pulito e brillante potrebbe non avere abbastanza “grinta” per i suoni distorti.

L’equilibrio è la chiave. Se hai un amplificatore valvolare che ami spingere in saturazione naturale, un pickup a medio-basso output potrebbe essere perfetto per farti lavorare con la dinamica. Se usi un amplificatore solid state e vuoi ottenere distorsioni potenti, un pickup ad alto output ti darà la spinta necessaria.

Il tuo stile di playing

Se sei un chitarrista che usa molto la dinamica, che varia l’attacco della plettrata per ottenere diverse sfumature, un pickup con un’ottima risposta dinamica (spesso Alnico) sarà la scelta migliore. Se invece il tuo stile è più uniforme, magari con accordi potenti e riff veloci, un pickup più compresso e con un output elevato potrebbe darti la stabilità tonale che cerchi.

Prenditi il tempo di ascoltare i tuoi chitarristi preferiti. Che strumenti usano? Che pickup hanno? Non per copiare, ma per avere un punto di riferimento. Non aver paura di sperimentare. Il bello del DIY è proprio questo: provare, sbagliare, e imparare.

La mia Top 3 dei pickup di ricambio che non ti deluderanno (e perché)

Dopo anni passati a comprare, montare, smontare e rivendere pickup, ho stilato una lista di quelli che, secondo la mia esperienza, sono i cavalli di battaglia. Non sono necessariamente i più costosi o i più esotici, ma sono quelli che offrono un ottimo rapporto qualità-prezzo e una comprovata affidabilità. Li ho montati su diverse chitarre e ho sempre avuto ottimi risultati, o almeno, ho capito subito se erano giusti o meno per quel progetto.

Ecco la mia personale Top 3, pensata per coprire un po’ di esigenze diverse:

1. Seymour Duncan SH-4 JB (Humbucker)

Tipo: Humbuckern Magnete: Alnico Vn Resistenza DC: Circa 16.4 kΩ
Suono: Il Seymour Duncan JB è un vero classico, uno dei pickup humbucker più venduti di tutti i tempi, e c’è un motivo. È versatile, potente, ma non eccessivo. Ha medi pronunciati, alti brillanti e bassi stretti. Non è un pickup ultra-moderno, ma è un cavallo di battaglia per il rock, l’hard rock, il blues-rock e anche un metal più classico.
Perché mi piace: L’ho montato sulla bridge position di una Les Paul Custom che volevo rendere più aggressiva, e ha trasformato il suono. Ha un crunch fantastico e un sustain eccezionale per i soli. Non è mai impastato, anche con tanto gain. È un pickup che ti dà quella “spinta” in più senza farti perdere il carattere dello strumento. Se cerchi un upgrade significativo per un humbucker di serie, questo è quasi sempre una scommessa vinta.
Ideale per: Chitarristi rock, hard rock, fusion. Ottimo per la posizione al ponte, dove si sposa bene anche con un pickup dal suono più vintage al manico.

2. Fender Custom Shop ’69 Strat Pickups (Single Coil)

Tipo: Single Coiln Magnete: Alnico Vn Resistenza DC: Circa 5.2 kΩ (Neck/Middle), 5.5 kΩ (Bridge)
Suono: Se hai una Stratocaster e vuoi quel suono iconico, cristallino, con tanto quack nelle posizioni intermedie, questi sono i pickup da considerare. Sono repliche fedeli dei pickup delle Stratocaster della fine degli anni ’60. Hanno un suono brillante, arioso, con medi scavati e bassi definiti. Perfetti per il blues di Hendrix, il rock di Gilmour, il funk e il surf rock.
Perché mi piace: Ho avuto una Stratocaster messicana che suonava un po’ “piatta”. Ho deciso di fare l’investimento e ho montato questo set. La differenza è stata abissale. La chitarra ha preso vita, con quel suono “vetroso” e quella dinamica che solo certi single coil sanno dare. Ogni nota ha una sua definizione e il sustain è incredibile per un single coil. Ti fa sentire ogni sfumatura della plettrata.
Ideale per: Chitarristi Strat-addicted che cercano il suono vintage, blues, rock classico, funk. Ottimo come set completo per chi vuole un upgrade di qualità su una Strato di fascia media.
Fonte esterna: Puoi trovare le specifiche dettagliate e ascoltare sample sul sito ufficiale di Fender, ad esempio qui: Fender Custom Shop ’69 Strat Pickups.

3. DiMarzio PAF 36th Anniversary (Humbucker)

Tipo: Humbuckern Magnete: Alnico Vn Resistenza DC: Circa 7.3 kΩ (Neck), 7.6 kΩ (Bridge)
Suono: Questo è il tentativo di DiMarzio di ricreare il suono del leggendario PAF (Patent Applied For) originale, ma con la consistenza e l’affidabilità della produzione moderna. Il risultato è un humbucker che offre un suono caldo, aperto, con un’ottima definizione e una dinamica sorprendente per un humbucker. Non è un pickup ad alto output, ma risponde magnificamente al volume dell’amplificatore e alla tua mano.
Perché mi piace: Cercavo un humbucker per una chitarra semi-acustica che mi desse calore e chiarezza senza essere troppo “scuro”. Il PAF 36th Anniversary è stato perfetto. Ha quel suono cremoso e armonico che ti aspetti da un grande humbucker, ma con una chiarezza che ti permette di sentire ogni singola corda anche in un accordo complesso. È un pickup incredibilmente espressivo, che si adatta a blues, jazz, rock classico e persino fusion. Non è “hot”, ma ha un carattere pazzesco.
Ideale per: Chi cerca un suono humbucker vintage, caldo, definito e dinamico. Perfetto per chitarre tipo Les Paul, ES-335, o qualsiasi strumento dove si voglia un suono ricco di armoniche e sustain. Ottimo sia al manico che al ponte.

Ricorda che questi sono solo dei suggerimenti basati sulla mia esperienza. Il mercato è pieno di ottimi produttori come Lollar, Fralin, Bare Knuckle, Mojotone, e tanti altri artigiani meno noti ma eccellenti. L’importante è che tu capisca cosa stai cercando prima di fare l’acquisto.

Montaggio e cablaggio: Consigli da chi ci è passato

Una volta scelti i tuoi nuovi componenti magnetici per chitarra, arriva il momento di metterli in pratica. Non ti preoccupare, non è così difficile come sembra, ma richiede pazienza e gli strumenti giusti. Ho visto amici farsi prendere dal panico davanti a due fili da saldare, ma ti assicuro che è molto più semplice di quanto si pensi.

Gli attrezzi indispensabili

Prima di iniziare, assicurati di avere:

Saldatore a stagno: Di buona qualità, con una punta fine e una potenza di 30-40W.
Stagno: Preferibilmente con anima di flussante.
Pompetta dissaldante o treccia dissaldante: Per correggere eventuali errori.
Spellafili: Per rimuovere l’isolamento dai cavi senza danneggiarli.
Cacciaviti: A croce e a taglio, della misura giusta per le viti dei pickup e del battipenna.
Multimetro: Indispensabile per controllare le saldature e la continuità del circuito.
Nastro isolante o termorestringente: Per isolare le connessioni.
Pinze a becco lungo: Utili per maneggiare i fili.

Il processo step-by-step (in breve)

1. Scollega la chitarra: Ovvio, ma fondamentale.n2. Rimuovi le corde e il battipenna/piastra: Accedi ai pickup e all’elettronica.n3. Fotografa il cablaggio esistente: Questa è la regola d’oro! Ti salverà da ore di frustrazione se ti perdi.n4. Dissalda i vecchi pickup: Con attenzione, scaldando la saldatura e tirando via il filo.n5. Pulisci i punti di saldatura: Rimuovi lo stagno vecchio per avere una base pulita.n6. Prepara i nuovi pickup: Spella i fili (se non sono già pronti) e stagnali leggermente le punte (pre-tinning).n7. Salda i nuovi pickup: Segui lo schema di cablaggio fornito con i pickup o quello della tua chitarra. Assicurati che le saldature siano lucide e solide (non “fredde”).n8. Controlla con il multimetro: Verifica la continuità di ogni connessione e l’assenza di cortocircuiti.n9. Testa il suono: Prima di richiudere tutto, collega la chitarra all’amplificatore e tocca i poli di ogni pickup con un cacciavite metallico. Dovresti sentire un “clack” forte e chiaro.n10. Richiudi tutto: Se il test è positivo, rimetti a posto il battipenna, le corde e goditi il tuo nuovo suono!

Per schemi di cablaggio più dettagliati e specifici, ti consiglio di dare un’occhiata alla nostra sezione dedicata alle modifiche. Lì troverai un sacco di risorse utili, inclusi diagrammi per diverse configurazioni di pickup e controlli.

Errori comuni da evitare

Saldature fredde: Sono quelle opache, non lucide, che non fanno un buon contatto elettrico. Possono causare interruzioni di segnale o ronzii.
Cavi non isolati: Se un filo “caldo” tocca la massa, hai un cortocircuito. Assicurati che tutte le connessioni siano ben isolate.
Polarità sbagliata: Alcuni pickup hanno un senso specifico per le connessioni “caldo” e “massa”. Invertirle può causare problemi di fase, specialmente con più pickup. Segui sempre lo schema.
Danneggiare il filo del pickup: Il filo dell’avvolgimento è sottilissimo. Stai attento a non romperlo o a non bruciare l’isolamento con il saldatore.
Tirare troppo i fili: Specialmente quelli che escono dai pickup. Sono delicati.

Il mio primo tentativo di cambiare un pickup è stato un disastro. Ho fatto una saldatura fredda e il pickup non suonava. Ho dovuto dissaldare, pulire, e rifare. Ma è così che si impara! Non avere fretta e non aver paura di sbagliare.

Non solo pickup: L’importanza di potenziometri e condensatori

Spesso ci si concentra solo sui trasduttori magnetici, ma l’elettronica passiva della tua chitarra (potenziometri e condensatori) ha un impatto enorme sul suono finale. È inutile montare i migliori pickup di ricambio per chitarra se poi li strozzi con componenti di scarsa qualità o dai valori sbagliati.

I potenziometri: Volume e Tono

I potenziometri (pots) sono resistenze variabili che controllano il volume e il tono. I valori più comuni sono 250kΩ e 500kΩ.

250kΩ: Tipicamente usati con i single coil. Offrono un suono leggermente più caldo e scuro, “addolcendo” gli alti a volte troppo squillanti dei single coil.
500kΩ: Solitamente usati con gli humbucker. Permettono di avere un suono più brillante e aperto, lasciando passare più alte frequenze. Se usi un 250kΩ con un humbucker, il suono potrebbe risultare troppo scuro e impastato.

Esistono anche potenziometri da 1MΩ (per suoni ancora più brillanti) o da 300kΩ (un buon compromesso per alcuni humbucker).

Poi c’è la curva di risposta, o taper:

Audio Taper (Logaritmico): È il più comune per il volume e il tono. La resistenza varia in modo non lineare, simulando la percezione umana del volume.
Linear Taper: La resistenza varia linearmente. A volte usato per il volume, ma la variazione percepita può essere troppo brusca.

Ho montato una volta un humbucker potente con potenziometri da 250kΩ, ed era come mettere un bavaglio alla chitarra. Il suono era cupo, senza vita. Cambiando i pot con dei 500kΩ, la chitarra si è aperta, ha ritrovato brillantezza e dinamica. È un upgrade semplice e relativamente economico che può fare una differenza enorme.

I condensatori: Il filtro del tono

Il condensatore nel circuito del tono funziona come un filtro passa-basso. Quando abbassi il controllo del tono, il condensatore devia le alte frequenze verso la massa, lasciando passare solo i bassi e i medi.

I valori più comuni sono:

0.022µF: Molto comune, soprattutto con gli humbucker. Offre una gamma di tono versatile, da brillante a caldo.
0.047µF: Spesso usato con i single coil. Filtra più alte frequenze, dando un suono più scuro e pastoso quando il tono è abbassato.

Anche il tipo di condensatore può influenzare il suono, anche se in misura minore rispetto al valore. I più comuni sono ceramici (economici e buoni), a poliestere, o i più “esoterici” paper-in-oil (PIO) che promettono un roll-off del tono più dolce e musicale.

on ti aspettare miracoli da un condensatore PIO da 30 euro rispetto a un buon ceramico, ma è un dettaglio che può affinare ulteriormente il tuo suono se sei un maniaco del controllo del tono. La cosa più importante è il valore in microfarad.

Questi dettagli tecnici possono sembrare noiosi, ma sono la chiave per sbloccare il vero potenziale dei tuoi pickup per chitarra elettrica. Un buon setup di elettronica passiva ti permette di sfruttare al meglio le caratteristiche sonore dei tuoi trasduttori, dandoti più controllo e versatilità.

Conclusioni: La tua chitarra, il tuo suono

Spero che questa guida ti abbia dato gli strumenti per navigare nel mondo dei pickup di ricambio per chitarra con un po’ più di sicurezza. Ricorda, il percorso per trovare il “tuo” suono è personale e pieno di sperimentazioni. Non aver paura di provare combinazioni diverse, di montare e smontare, di sbagliare e rifare. È così che si impara davvero.

Come dicevo all’inizio: non sono un liutaio professionista. Sono uno che ha passato ore nel garage con il saldatore in mano, che ha imparato a forza di prove ed errori. E se ci sono riuscito io, con un po’ di voglia e gli strumenti giusti, puoi riuscirci anche tu. La soddisfazione di sentire il suono che hai sempre desiderato uscire da una chitarra che hai “customizzato” con le tue mani non ha prezzo.

Prenditi il tempo necessario, fai le tue ricerche, ascolta i sample e, soprattutto, fidati del tuo orecchio. La tua chitarra ti ringrazierà!

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