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Miglior Chitarra Jazz: Guida all’Acquisto

GROTE Jazz Electric Guitar Hollow Body Chrome Hardware P90 pickup (Vintage Sunburst)
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★ 4.5 (377 recensioni)
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Miglior Chitarra Jazz: Guida all’Acquisto

Allora, ragazzi, parliamoci chiaro: quando si parla di “chitarra jazz”, molti pensano subito a strumenti da migliaia di euro, archtop intarsiate e legni esotici. Certo, sono strumenti da sogno, ma non è che per suonare due accordi di settima diminuita e qualche walking bass devi per forza ipotecare la casa. Anzi.

Da quando ho iniziato a smanettare con chitarre e saldatore nel mio garage, ho imparato una cosa fondamentale: spesso, con la giusta conoscenza e un po’ di olio di gomito, una buona base economica può trasformarsi in uno strumento che ti dà grandi soddisfazioni. E per il jazz, il discorso non cambia.


Non sono mica un liutaio professionista, ve l’ho detto mille volte. Sono uno che ha comprato, sbagliato, rifatto, e alla fine ha capito che certe cose si possono fare anche senza un laboratorio da NASA. Questa volta, voglio guidarvi nella scelta di una chitarra che, pur non costando un rene, vi permetta di addentrarvi nel mondo del jazz, con la consapevolezza che, se ci sarà da mettere mano, saprete dove e come.

Oggi mettiamo sotto la lente d’ingrandimento un modello che, secondo me, è un punto di partenza eccellente per chi cerca la sua miglior chitarra jazz senza svenarsi: l’Ibanez Artcore AS73. Un classico intramontabile per chi vuole un sound caldo e versatile, senza spendere una fortuna.

Cos’è una “chitarra jazz”? Facciamo chiarezza

Prima di addentrarci nei dettagli tecnici della nostra candidata, facciamo un passo indietro. Cosa intendiamo quando parliamo di “chitarra jazz”? Non esiste una definizione univoca, il jazz è un genere vastissimo. Però, ci sono delle caratteristiche che, solitamente, ritroviamo negli strumenti preferiti dai jazzisti.

Parliamo spesso di chitarre con un suono caldo, rotondo, con un buon sustain ma anche una certa “aria”, una risonanza particolare. Questo si ottiene principalmente con due tipi di costruzione: le chitarre archtop (completamente cave, come le vecchie Gibson L-5 o le Gretsch White Falcon) e le semi-hollow body, che sono cave ma con un blocco centrale in legno.

Le archtop pure hanno un suono molto acustico, un attacco morbido e un sacco di sustain, ma tendono a fischiare (feedback) ad alti volumi o con distorsioni. Le semi-hollow, invece, grazie al blocco centrale, riducono il feedback e aumentano il sustain, rendendole più versatili e adatte anche ad altri generi come il blues o il rock.

E i pickup? Spesso si preferiscono humbucker con un output moderato, per un suono pieno ma non troppo aggressivo. Oppure, per chi cerca un timbro più brillante e definito, si usano P90. Il manico, poi, è un altro fattore chiave: molti jazzisti apprezzano manici comodi, non troppo sottili, che facilitino accordi complessi e passaggi veloci. La lunghezza della scala, l’hardware… insomma, c’è un mondo.

L’Ibanez Artcore AS73 si inserisce perfettamente in questo contesto, offrendo un mix di queste caratteristiche a un prezzo davvero interessante. Vediamo nel dettaglio.

Caratteristiche tecniche dell’Ibanez Artcore AS73: La radiografia

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Quando si valuta una chitarra, la scheda tecnica è il punto di partenza. Non è tutto, certo, ma ci dà un’idea chiara di cosa abbiamo tra le mani. L’Ibanez Artcore AS73 è una semi-hollow body che, nel corso degli anni, ha avuto piccole variazioni nei materiali, ma la filosofia costruttiva è rimasta la stessa. Qui vi riporto le specifiche più comuni e recenti. Corpo: La cassa è in Sapele su fasce, fondo e top. Il Sapele è un legno africano simile al Mogano, con un suono caldo, risonante, e un buon attacco sulle medie frequenze. Non è il Mogano “vero” di una Gibson storica, ma per il prezzo, è un’ottima scelta che contribuisce a quel timbro rotondo e pieno che cerchiamo per il jazz. La costruzione è, come detto, semi-hollow, con un blocco centrale in acero. Questo riduce il feedback e aumenta il sustain rispetto a una full-hollow.
Manico: Il manico è in Nyatoh, un altro legno con caratteristiche simili al Mogano, noto per la sua stabilità e il suo timbro caldo. È un manico incollato (set-in neck), non avvitato, cosa che favorisce il sustain e la risonanza complessiva dello strumento. Il profilo è il classico “Artcore”, solitamente comodo, non troppo spesso
é troppo sottile, che si adatta bene a diversi stili.
Tastiera: La tastiera è in Laurel (alloro indiano), un’alternativa al Palissandro, con un colore e una sensazione molto simili. Ha 22 tasti medium, un raggio di 12 pollici, abbastanza piatto da facilitare i bending ma non così tanto da rendere scomodi gli accordi.
Scala: La lunghezza della scala è la classica Gibson style, 24.7 pollici (628 mm). Una scala più corta rispetto alle Fender (25.5 pollici) significa meno tensione delle corde, bending più facili e un timbro leggermente più caldo e compresso. Perfetta per il jazz.
Pickup: Monta due humbucker passivi Ibanez Classic Elite. Sono pickup ceramici di fascia economica, progettati per essere versatili. Non aspettatevi il sound di un PAF vintage, ma per il prezzo fanno il loro dovere, offrendo un suono pulito e bilanciato, con una buona definizione.
Hardware: Il ponte è un Ibanez ART-1, un Tune-o-matic standard, e il tailpiece (fermacorde) è il Quik Change III, che facilita il cambio delle corde. Le meccaniche sono Ibanez die-cast, cromate. Sono funzionali, ma, come vedremo, spesso sono uno dei primi punti su cui un chitarrista smanettone mette mano.
Finitura: La finitura è solitamente in poliuretano lucido. Robusta e resistente, ma a volte un po’ spessa, cosa che può “soffocare” leggermente la risonanza naturale del legno, secondo alcuni puristi.
Note costruttive rilevanti: La cura costruttiva, per il prezzo, è generalmente buona. Ibanez ha una lunga esperienza con la serie Artcore, e il controllo qualità è decente. La presenza del blocco centrale in acero è, come detto, la chiave della sua versatilità, permettendo di spingere un po’ di più con il volume senza troppi problemi di feedback.

Il Sentimento Popolare: Cosa dicono davvero gli appassionati?

Ok, la scheda tecnica è una cosa, ma l’esperienza sul campo è un’altra. Quando si parla di chitarre di questa fascia di prezzo, il “sentimento popolare” sui forum e tra gli acquirenti è fondamentale. Ho passato ore a leggere recensioni, commenti e discussioni sulla AS73, e l’opinione generale è piuttosto chiara.

La prima cosa che salta all’occhio è l’ottimo rapporto qualità-prezzo. Molti la definiscono una “best buy” per chi cerca una semi-hollow versatile. Non è una chitarra perfetta, e nessuno se lo aspetta, ma la base è solida.

I difetti più comuni (e cosa farci)

Le meccaniche: Questo è forse il punto più criticato. Le meccaniche Ibanez die-cast di serie, pur essendo funzionali, non sono il massimo in termini di stabilità dell’accordatura e precisione. Non sono terribili, ma non sono neanche eccellenti. Molti utenti, me compreso, consigliano di sostituirle con un set di Gotoh o Grover, che fanno una differenza enorme. L’investimento è contenuto (50-70 euro), e il risultato è un’accordatura che tiene molto meglio. È una delle prime modifiche che farei.
Il capotasto (nut): Spesso, il capotasto in plastica di serie non è tagliato perfettamente. Questo può causare problemi di intonazione, corde che si incastrano e un sustain non ottimale. È un lavoro di fino, ma con un po’ di pazienza e le lime giuste, si può rettificare o, ancora meglio, sostituire con uno in osso o TUSQ. Se non vi sentite sicuri, un buon liutaio lo fa in pochi minuti. Ma se vuoi imparare a modificare la tua chitarra, questo è un ottimo punto di partenza.
I pickup Classic Elite: Qui si apre un dibattito. Per il prezzo, sono più che dignitosi. Offrono un suono pulito e caldo, versatile per blues, rockabilly e, sì, anche jazz. Ma per i puristi del jazz, o per chi cerca un timbro più “boutique” o vintage, possono risultare un po’ generici, mancando di quel carattere e di quelle sfumature che si trovano in pickup più costosi. L’upgrade dei pickup è una delle modifiche più popolari per questa chitarra. Molti montano Seymour Duncan SH-2 Jazz, P.A.F. ’59, o addirittura P90 per un timbro diverso.
I tasti: Generalmente ben rifiniti, ma non è raro trovare qualche spigolo vivo sui bordi della tastiera, specialmente sui modelli più economici. Un rapido passaggio con una lima per i bordi dei tasti (fret end file) e una lucidatura possono migliorare notevolmente la scorrevolezza. Non è un difetto grave, ma un segno che la produzione di massa non è sempre perfetta.

I pregi indiscussi

La suonabilità: Nonostante i piccoli difetti di rifinitura, la AS73 è una chitarra estremamente comoda da suonare. Il manico Artcore è un punto di forza: veloce, confortevole, si adatta bene sia agli accordi che ai passaggi solistici.
Il suono acustico: Anche da spenta, la AS73 ha una bella risonanza. Il corpo in Sapele e la costruzione semi-hollow le conferiscono un volume acustico sorprendente e un timbro caldo, che si traduce bene quando amplificata.
La versatilità: Questa non è solo una chitarra jazz. Grazie al blocco centrale, si comporta egregiamente anche nel blues, nel rockabilly, nel rock leggero. I pickup di serie, pur non eccellendo, contribuiscono a questa versatilità.
La base per le modifiche: È una tela bianca perfetta per chi ama smanettare. Con pochi interventi mirati (meccaniche, capotasto, pickup), si può trasformare in uno strumento che suona ben al di sopra della sua fascia di prezzo. E per noi del fai da te, questo è un enorme punto a favore!

Insomma, la comunità è d’accordo: la Ibanez Artcore AS73 è una signora chitarra per il prezzo che ha, ma richiede un po’ di attenzione e, volendo, qualche piccolo intervento per tirare fuori il meglio di sé.

Pro e Contro in relazione al prezzo

Quando si valuta una chitarra, specialmente in una fascia economica, è fondamentale mettere sul piatto della bilancia pro e contro, sempre tenendo a mente quanto si è speso. Non possiamo aspettarci la perfezione di uno strumento da 3000 euro da una chitarra che ne costa 400-500.

PRO:

1. Prezzo accessibile: È uno dei punti di forza principali. Offre un’ottima introduzione al mondo delle semi-hollow senza svuotare il portafoglio. Per un budget limitato, è difficile trovare di meglio.n2. Qualità costruttiva generale: Ibanez ha una reputazione solida, e anche nella fascia Artcore, la costruzione è robusta e affidabile. Il body è ben assemblato, il manico è stabile. Non ci sono grossolani errori di fabbricazione.n3. Suonabilità e comfort: Il manico Artcore è un punto di forza. È comodo, veloce e si adatta a mani diverse e stili di esecuzione variegati. La leggerezza del corpo semi-hollow la rende piacevole anche per sessioni prolungate.n4. Versatilità sonora: Dal jazz al blues, dal rockabilly al pop, questa chitarra si difende bene. Non è un “one trick pony”. Il blocco centrale la rende più gestibile ad alti volumi rispetto a una full-hollow.n5. Potenziale di upgrade: È una base fantastica per il tuning. Sostituendo i componenti “deboli” (meccaniche, capotasto, pickup) con pezzi di qualità superiore, si ottiene uno strumento che compete con fasce di prezzo molto più alte.

CONTRO:

1. Componenti hardware economici: Le meccaniche e il capotasto sono i punti più deboli. Non sono disastrosi, ma sono il primo collo di bottiglia per la stabilità dell’accordatura e l’intonazione. Richiedono attenzione o un upgrade.n2. Pickup “neutri”: I Classic Elite sono versatili, ma mancano di un carattere distintivo, specialmente per chi cerca un suono jazz più specifico o vintage. Funzionano, ma non ispirano.n3. Finitura spessa: La verniciatura in poliuretano, seppur robusta, è spesso applicata in strati generosi, il che può limitare la risonanza naturale del legno. È un compromesso per la durabilità e i costi di produzione.n4. Piccoli dettagli di rifinitura: Non è raro trovare qualche spigolo vivo sui tasti o piccole imperfezioni estetiche. Niente che comprometta la funzionalità, ma un segno della produzione di massa.n5. Non è una “vera” archtop: Per i puristi del jazz che cercano il suono acustico e arioso di una full-hollow body, la AS73, essendo una semi-hollow, potrebbe non soddisfare pienamente. Ha un suono più compresso e meno “legnoso” rispetto alle sorelle maggiori completamente cave.

In sintesi, la AS73 offre un valore incredibile per il suo prezzo. I suoi difetti sono quasi tutti risolvibili con interventi relativamente economici e alla portata di chi ha un po’ di manualità, trasformandola in una chitarra di ben altro livello.

Per chi è adatta l’Ibanez Artcore AS73? E chi dovrebbe evitarla?

Capire a chi è destinato un certo strumento è fondamentale. Non esiste la chitarra perfetta per tutti. La AS73, con le sue caratteristiche, si rivolge a un pubblico ben preciso, ma non è adatta a chiunque.

Per chi è adatta:

Il principiante o l’intermedio che vuole iniziare a suonare jazz: Se stai muovendo i primi passi nel jazz o vuoi espandere il tuo repertorio, questa è una porta d’ingresso fantastica. Ti dà il suono giusto senza chiederti un mutuo.
Il bluesman o il rocker che cerca un timbro diverso: Se suoni blues, rockabilly o rock classico e vuoi aggiungere un po’ di calore e risonanza al tuo sound, la AS73 è perfetta. La sua versatilità la rende un’ottima seconda chitarra.
L’hobbista del fai da te e il modder: Se ti piace mettere mano agli strumenti, cambiarli, migliorarli, questa chitarra è una miniera d’oro. I suoi punti deboli sono i suoi punti di forza per chi ama personalizzare. Un cambio pickup, un nuovo capotasto, delle meccaniche migliori… e avrai uno strumento unico e performante.
Chi ha un budget limitato ma non vuole rinunciare alla qualità: Se non puoi spendere cifre a tre o quattro zeri, ma vuoi comunque uno strumento ben costruito e suonabile, l’Artcore AS73 è una scelta intelligente.

Per chi è meglio evitarla:

Il purista del jazz tradizionale: Se cerchi il suono acustico, profondo e arioso di una vera archtop full-hollow, la AS73 (essendo semi-hollow) non ti darà quella sensazione. Potresti voler puntare a modelli come la Ibanez AF95 o Epiphone Broadway, che sono full-hollow, ma con un budget leggermente superiore.
Il professionista che cerca un suono ultra-specifico: Se sei un professionista e hai bisogno di un timbro molto particolare, con sfumature e dinamiche che solo pickup di altissima qualità e legni selezionati possono dare, probabilmente dovrai orientarti su strumenti di fascia molto più alta (es. Gibson ES-335, D’Angelico, Heritage). La AS73, anche con upgrade, non raggiungerà quel livello.
Chi non vuole mettere mano allo strumento: Se compri una chitarra e vuoi che sia perfetta fuori dalla scatola, senza dover fare aggiustamenti o upgrade, potresti rimanere un po’ deluso dai dettagli di rifinitura o dalle performance dei componenti di serie.

In sintesi, l’Ibanez Artcore AS73 è una eccellente chitarra jazz economica per chi è disposto a capirne i limiti e, eventualmente, a superarli con qualche piccolo intervento.

Consiglio Finale e Alternative Interessanti

Ok, abbiamo sviscerato la Ibanez Artcore AS73 in lungo e in largo. La mia conclusione è chiara: se cerchi la tua miglior chitarra jazz in una fascia di prezzo accessibile, e sei disposto a sporcarti le mani per farla suonare al meglio, la AS73 è una candidata fortissima.


Non è la chitarra che ti farà suonare come Joe Pass dalla sera alla mattina, ma è un ottimo attrezzo per studiare, per imparare, per esibirti in contesti non troppo esigenti. E soprattutto, è una base fantastica per sperimentare. Ricordo ancora la prima volta che ho cambiato i pickup su una delle mie chitarre, o quando ho imparato a limare un capotasto: è un’esperienza che ti lega allo strumento in un modo completamente diverso. Ti fa capire come funziona, perché suona in un certo modo.

Cosa fare appena la compri (o quasi):

1. Setup completo: La prima cosa in assoluto. Un buon setup (altezza corde, intonazione, curvatura manico) fa miracoli su qualsiasi strumento. Se non sai farlo, investi in un liutaio per la prima volta e fatti spiegare come funziona. Poi, col tempo, imparerai a farlo da solo.n2. Verifica del capotasto: Controlla che le corde scorrano bene senza incastrarsi e che l’altezza sia giusta. Se necessario, valuta una limatura o la sostituzione con uno in osso.n3. Controllo delle meccaniche: Se l’accordatura non tiene, non pensarci due volte: un set di Gotoh o Grover fa una differenza abissale. È un investimento che ripaga subito.n4. Valuta l’upgrade dei pickup: Questa è la modifica più costosa, ma anche quella che cambia di più il carattere della chitarra. Se il sound di serie non ti convince, inizia a cercare dei buoni humbucker usati. Potresti trovare delle occasioni incredibili.

Alternative da considerare:

Se la AS73 non ti convince del tutto, o vuoi esplorare altre opzioni nella stessa fascia o leggermente superiore, ecco qualche nome che ti consiglio di tenere d’occhio.
Epiphone Dot: Un’altra semi-hollow iconica, spesso un po’ più economica della AS73. È la “cugina” della Gibson ES-335. Ha un suono caldo e rotondo, un buon manico e un potenziale di upgrade simile. A volte si trova a prezzi stracciati sull’usato.
Gretsch Streamliner Series: Se cerchi un’estetica un po’ più vintage e un suono che strizzi l’occhio al rockabilly e al blues, le Streamliner (come la G2622) sono ottime. Molte sono semi-hollow, alcune full-hollow, e offrono un carattere sonoro distintivo con i loro pickup Broad’Tron.
Harley Benton HB-35Plus: Non stiamo parlando di un marchio blasonato, ma per il prezzo, Harley Benton offre strumenti sorprendentemente buoni. La HB-35Plus è una semi-hollow che si ispira alla ES-335, con un buon hardware e a volte anche pickup Roswell di discreta qualità. Ideale per chi ha un budget davvero risicato ma vuole una base per smanettare.
* Ibanez AF75 (full-hollow): Se il tuo cuore batte per una full-hollow e vuoi un suono più acustico e meno compresso, la AF75 è la sorella full-hollow della serie Artcore. Ha un suono più “legnoso” e risonante, ma è più incline al feedback ad alti volumi. Ottima per il jazz tradizionale a volumi moderati.

Ricorda, la scelta della chitarra è personale. Non c’è una risposta universale alla domanda “qual è la migliore chitarra jazz“. C’è lo strumento che ti fa sentire bene, che ti ispira, e che, con un po’ di cura e attenzione, può diventare una vera estensione della tua musica. E se ci sono riuscito io a far suonare decentemente qualche pezzo di legno e fili, puoi riuscirci anche tu. Basta provarci.

Per ulteriori dettagli tecnici sulle specifiche dell’Ibanez Artcore AS73, puoi consultare la pagina ufficiale del produttore Ibanez Artcore AS73 (sito esterno).

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