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Corde Chitarra Elettrica: 7 Recensioni per la Scelta Giusta

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Corde Chitarra Elettrica: 7 Recensioni per la Scelta Giusta

Quante volte ti sei trovato davanti allo scaffale del negozio, o peggio ancora, alla pagina di un e-commerce, con decine di pacchetti di corde e la stessa identica domanda in testa: “Ma quali prendo?”. Scommetto che ci siamo passati tutti. Io, di sicuro, più di una volta. E non parlo solo di quando compri la tua prima chitarra e non sai da che parte iniziare. Parlo di quando hai appena finito di montare il tuo ultimo progetto, magari un body relic con un manico roasted maple, e ti rendi conto che la scelta delle giuste corde per chitarra elettrica può fare la differenza tra un suono spento e una vera cannonata. Non sono un liutaio professionista, lo sai. Sono uno che, come te, si sporca le mani in garage, che ha imparato a fare un refret guardando video e sbagliando le prime due volte, che ha cablato circuiti con lo stagno che colava ovunque. E proprio per questo, so che dietro la scelta di un set di corde c’è molto più di un semplice “suonano bene”. C’è la sensazione sotto le dita, la risposta del pickup, la stabilità dell’accordatura, persino l’impatto sul setup del manico. Insomma, un mondo. egli anni, tra esperimenti sui miei prototipi e qualche modifica su chitarre già pronte, ho provato un’infinità di set. Alcuni mi hanno lasciato a bocca aperta, altri mi hanno fatto rimpiangere i soldi spesi. Ho imparato che la migliore corda non esiste, esiste quella giusta per te e per la tua chitarra. E spesso, per scoprirlo, bisogna sporcarsi le mani e provare. In questo articolo, ti porto nel mio laboratorio improvvisato per condividere le mie esperienze. Ho selezionato 7 tipi di corde per chitarra elettrica che ho usato e testato su diverse configurazioni, cercando di darti un’idea chiara di cosa aspettarti. Nessuna pubblicità, solo la mia onesta opinione da hobbista ad hobbista.

Cosa Cercare in un Set di Corde (Prima di Comprare a Caso)

Prima di tuffarci nelle recensioni specifiche, è fondamentale capire che non tutte le corde sono uguali. Ci sono diversi fattori che influenzano il suono, la sensazione e la durabilità. Scegliere a caso è come tirare a indovinare il colore del pickup senza sapere se è un single coil o un humbucker.

Il Calibro (Gauge): Non è Solo una Questione di Dita

Il calibro, o gauge, si riferisce allo spessore delle singole corde, misurato in millesimi di pollice. Un set tipico, come un .010-.046, significa che la corda più sottile (il Mi cantino) ha un diametro di 0.010 pollici e la più spessa (il Mi basso) di 0.046 pollici.

Generalmente, i set vanno da “extra light” (.008-.038) a “heavy” (.012-.052 o più). La scelta del gauge influisce su:

  • Suonabilità: Corde più sottili sono più facili da piegare (bend) e da premere, ideali per chi cerca velocità o ha mani meno robuste.
  • Tono: Corde più spesse tendono ad avere un volume maggiore, un sustain più lungo e un tono più ricco e corposo, soprattutto sulle frequenze basse.
  • Tensione: Un gauge maggiore comporta una tensione maggiore sul manico della chitarra, il che potrebbe richiedere un aggiustamento del truss rod e del setup generale.
  • Durata: Le corde più spesse sono spesso più resistenti alla rottura, ma non è una regola ferrea.

Materiali e Avvolgimento: Il Cuore del Suono

Il materiale con cui sono fatte le corde della chitarra elettrica è forse il fattore più determinante per il loro timbro. Ogni lega ha caratteristiche sonore uniche.

  1. Nickel Plated Steel (NPS): Queste corde hanno un nucleo in acciaio avvolto con filo di acciaio placcato nickel. Sono le più comuni e versatili, offrendo un buon equilibrio tra brillantezza e calore. Funzionano bene con la maggior parte dei generi musicali e dei pickup.
  2. Pure Nickel: Hanno un avvolgimento in nichel puro. Tendono a produrre un suono più caldo, meno brillante e con un attacco più morbido rispetto alle NPS. Sono spesso preferite per sonorità vintage, blues e jazz.
  3. Stainless Steel (Acciaio Inossidabile): Offrono un suono molto brillante, un sustain prolungato e una grande resistenza alla corrosione. Possono essere un po’ più dure sulle dita e sui tasti, e il loro tono “tagliente” non è per tutti.
  4. Cobalt: Alcuni produttori usano leghe di cobalto per l’avvolgimento. Promettono un output maggiore e una risposta dinamica più ampia, con un suono potente e definito.

Per quanto riguarda l’avvolgimento, il più comune è il roundwound (filo rotondo), che offre un tono brillante e un buon sustain, ma può generare più rumore durante lo scorrimento delle dita. Esistono anche le flatwound (filo piatto), che producono un suono più morbido, scuro e un feel estremamente liscio, quasi senza rumore di scorrimento, ideali per jazz. Le halfwound o groundwound sono una via di mezzo.

Corde Coated (Rivestite): Durata Extra, Ma a Che Prezzo?

Le corde rivestite hanno un sottile strato polimerico protettivo che le rende più resistenti alla corrosione causata dal sudore e dallo sporco. Questo prolunga significativamente la loro durata.

I vantaggi sono evidenti: meno cambi di corde, stabilità del tono più a lungo. Lo svantaggio principale è il costo più elevato. Inoltre, alcuni chitarristi percepiscono un suono leggermente diverso, a volte meno “aperto” o brillante, e una sensazione al tatto più scivolosa o meno “naturale”. È una questione di preferenze personali.

Se vuoi approfondire i materiali e i processi di produzione delle corde, ti consiglio di dare un’occhiata alle risorse tecniche di produttori affidabili come D’Addario, che spesso pubblicano articoli dettagliati sul loro sito. Ad esempio, qui puoi trovare alcune informazioni sulla scienza dietro le corde.

Le Mie 7 Scelte: Recensioni Oneste su Corde per Chitarra Elettrica

Dopo anni passati a montare, smontare, suonare e maltrattare chitarre nel mio garage, ho avuto modo di provare un sacco di set di corde. Qui ti presento quelle che, secondo la mia esperienza, meritano di essere considerate. Ho cercato di coprire un po’ tutte le fasce di prezzo e le tipologie, per darti un panorama completo.

1. Elixir Nanoweb Nickel Plated Steel (.010-.046)

Le Elixir sono un punto di riferimento per le corde rivestite. Ho usato la versione Nanoweb, che ha un rivestimento più sottile rispetto alla Polyweb, cercando di bilanciare durabilità e sensazione al tatto. Il calibro .010-.046 è il mio “standard” per le chitarre con scala Fender.

  • Pro: Durata eccezionale. Ho notato che mantengono il loro tono brillante e la sensazione di “corda nuova” molto più a lungo di qualsiasi set non rivestito. L’accordatura è stabile fin da subito. Il rivestimento Nanoweb è sottile e non altera troppo il feeling.
  • Contro: Il prezzo è decisamente più alto della media. Alcuni chitarristi trovano il suono leggermente meno “aperto” o con meno risonanza rispetto alle corde non rivestite. Il rivestimento, dopo un uso intenso, può iniziare a sfaldarsi, soprattutto dove si plettra di più.
  • Ideali per: Chi suona molto e non vuole cambiare le corde di continuo, chi ha sudorazione acida, chi cerca stabilità e un tono consistente nel tempo. Ottime per il touring o per chi semplicemente odia cambiare le corde.
  • La mia esperienza: Su una delle mie Stratocaster con humbucker al ponte, le Elixir mi danno una solidità sonora che mi piace. Le ho tenute su per mesi senza problemi, il che è un record per me. Per le mie mani, il feeling è buono, anche se preferisco la sensazione più “ruvida” delle corde non rivestite per alcuni generi.

2. D’Addario NYXL (.010-.046)

Le D’Addario NYXL sono state un game changer per molti, me compreso. Utilizzano un’anima in acciaio ad alto tenore di carbonio (NY Steel) e un avvolgimento in acciaio placcato nichel. Il loro punto di forza è la resistenza alla rottura e la stabilità dell’accordatura.

  • Pro: Estremamente resistenti, quasi impossibili da rompere durante l’uso normale (e anche in qualche bending esagerato, te lo assicuro). La stabilità dell’accordatura è impressionante, si assestano rapidamente e la mantengono a lungo. Il tono è brillante, con un’ottima risposta dinamica e un sustain notevole.
  • Contro: Il prezzo è nella fascia alta, anche se giustificato dalla qualità. Alcuni potrebbero trovarle leggermente più rigide al tatto rispetto ad altre corde dello stesso calibro, a causa della maggiore tensione dovuta al materiale.
  • Ideali per: Chitarristi che suonano in modo aggressivo, che fanno molti bending, o che cercano la massima affidabilità e stabilità dell’accordatura. Perfette per rock, metal, fusion.
  • La mia esperienza: Ho montato le NYXL sulla mia Ibanez con Floyd Rose. Lì, la stabilità dell’accordatura è fondamentale, e queste corde non mi hanno mai deluso. Ho notato che i bending sembrano quasi più facili, pur avendo un gauge standard, forse per la loro consistenza. Il suono è potente e definito, ideale per riff aggressivi.

3. Ernie Ball Regular Slinky (.010-.046)

Le Ernie Ball Slinky sono un classico intramontabile, probabilmente le corde più vendute al mondo. Sono in acciaio placcato nichel e offrono un ottimo equilibrio tra tono, feeling e prezzo.

  • Pro: Tono brillante e bilanciato, un vero “standard” con cui confrontare tutte le altre. Feeling morbido e confortevole sotto le dita, che le rende facili da suonare e da piegare. Prezzo accessibile, il che le rende un’ottima scelta per chi cambia spesso le corde.
  • Contro: Durata nella media. Non sono rivestite, quindi tendono a ossidarsi e perdere brillantezza più rapidamente, specialmente con sudorazione acida. La stabilità dell’accordatura è buona, ma non eccezionale come le NYXL.
  • Ideali per: Praticamente chiunque! Sono un’ottima scelta “all-around” per rock, blues, pop, e per chi cerca un buon rapporto qualità-prezzo. Perfette per iniziare a capire cosa ti piace.
  • La mia esperienza: Le Slinky sono state le mie corde per anni, le ho montate su innumerevoli chitarre. Sono il mio “porto sicuro” quando non so cosa mettere. Su una Telecaster con pickup single coil, mi danno il crunch e la brillantezza che cerco per il rock classico. Sono affidabili e oneste, senza fronzoli.

4. DR Pure Blues Pure Nickel (.010-.046)

Le DR Pure Blues sono un’alternativa interessante per chi cerca un suono più caldo e vintage. Come suggerisce il nome, sono avvolte con nichel puro, non placcato.

  • Pro: Tono caldo, rotondo e ricco di armoniche, con un attacco più morbido e meno brillantezza rispetto alle NPS. Ottime per il blues, il jazz e il rock classico. Sensazione al tatto morbida e confortevole.
  • Contro: Meno brillantezza e “snap” rispetto alle corde NPS o in acciaio inossidabile, il che potrebbe non piacere a chi cerca un suono moderno e aggressivo. Possono sembrare un po’ “spente” su alcune chitarre o con alcuni pickup.
  • Ideali per: Amanti del vintage, chitarristi blues, jazzisti. Chi cerca un suono morbido, caldo e un feel setoso.
  • La mia esperienza: Ho provato le Pure Blues su una Les Paul con humbucker PAF-style. Il risultato è stato un suono cremoso, con un midrange pronunciato e un sustain che sembrava non finire mai. Per il blues e il rock anni ’70, sono state una rivelazione. Però, su una chitarra più moderna o con pickup più “sparati”, ho trovato che perdessero un po’ di mordente.

5. GHS Boomers (.010-.046)

Le GHS Boomers sono un altro set classico, molto popolare dagli anni ’70. Sono corde in acciaio placcato nichel con un suono potente e bilanciato.

  • Pro: Tono potente e corposo, con un buon equilibrio tra brillantezza e calore. Sono note per la loro consistenza e affidabilità. Hanno un buon sustain e una risposta dinamica solida. Prezzo generalmente contenuto.
  • Contro: Durata nella media, simile alle Ernie Ball Slinky. Non offrono particolari innovazioni in termini di longevità o stabilità dell’accordatura rispetto alle corde di nuova generazione.
  • Ideali per: Rock, hard rock, metal. Chi cerca un suono “punchy” e affidabile senza spendere una fortuna.
  • La mia esperienza: Ho montato le Boomers su una mia chitarra con pickup attivi, e il risultato è stato un muro di suono. Mi piace il loro attacco aggressivo e la sensazione di robustezza sotto le dita. Non sono le più “raffinate”, ma fanno il loro lavoro egregiamente quando serve potenza.

6. Fender Super 250’s Nickel Plated Steel (.010-.046)

Le corde Fender Super 250’s sono le corde standard che spesso trovi sulle chitarre Fender di fabbrica. Sono corde in acciaio placcato nichel, pensate per dare il classico “twang” e la brillantezza tipica delle chitarre Fender.

  • Pro: Tono brillante e cristallino, con un buon sustain. Perfette per ottenere il suono tipico Fender, con quel “snap” e quella definizione sui singoli coil. Prezzo molto competitivo, spesso tra i più bassi.
  • Contro: Durata nella media, non eccellono per longevità. La stabilità dell’accordatura è buona ma non superiore alla media. Possono risultare un po’ troppo brillanti su chitarre già di per sé molto squillanti.
  • Ideali per: Chitarre Fender (Stratocaster, Telecaster) e per chi cerca il classico suono brillante e twangy. Ottime per pop, rock, country, blues.
  • La mia esperienza: Ovviamente, le ho provate su una Stratocaster. E lì, fanno il loro dovere. Il suono è quello che ti aspetti, brillante e definito. Non sono le mie preferite in assoluto, ma per il prezzo e la coerenza del tono, sono una scelta solida se hai una Fender e vuoi rimanere fedele al suono “di fabbrica”.

7. Rotosound Roto Yellows (.010-.046)

Le Rotosound Roto Yellows sono un altro set iconico, famose per essere state le corde di molti chitarristi rock britannici. Sono in acciaio placcato nichel e hanno un suono riconoscibile.

  • Pro: Tono brillante, potente e aggressivo, con un forte carattere rock. Hanno un buon sustain e un’ottima risposta ai pickup. Il feeling è robusto, ideale per chi plettra con forza.
  • Contro: Come le altre corde non rivestite, la durata è media. Il loro suono aggressivo potrebbe non adattarsi a generi più delicati o a chi cerca un tono più caldo e morbido. Possono essere un po’ più rigide al tatto rispetto ad altre corde dello stesso calibro.
  • Ideali per: Rock, hard rock, punk, metal. Chi cerca un suono con carattere e un’attitudine “british”.
  • La mia esperienza: Ho montato le Roto Yellows su una chitarra stile SG con humbucker ad alto output. Il suono era esattamente quello che cercavo per un certo tipo di rock anni ’70/’80, molto “in your face” e con un gran sustain. Mi hanno dato una sensazione di controllo e potenza, anche se per i passaggi più veloci ho preferito altre corde.

Il Gauge Giusto per Te: Non Solo Numeri

Abbiamo parlato dei calibri, ma la scelta non è solo una questione di preferenza personale o di quanto riesci a fare bending. Ci sono altri fattori importanti da considerare, che spesso vengono trascurati.

Lunghezza della Scala (Scale Length)

La lunghezza della scala della tua chitarra (la distanza dal capotasto al ponte) ha un impatto significativo sulla tensione percepita delle corde. Una scala più lunga (come le Fender Stratocaster e Telecaster, circa 25.5 pollici) eserciterà più tensione su un dato set di corde rispetto a una scala più corta (come le Gibson Les Paul, circa 24.75 pollici).

Questo significa che un set .010-.046 su una Les Paul si sentirà più morbido e facile da suonare rispetto allo stesso set su una Stratocaster. Molti chitarristi di Gibson usano calibri leggermente più spessi (es. .010-.046 o .011-.048) per ottenere una tensione simile a quella di un .009-.042 su una Fender.

Accordatura (Tuning)

Se suoni in accordature standard (E standard), i calibri più comuni (.009-.042 o .010-.046) vanno benissimo. Ma se ti avventuri in accordature ribassate (drop D, drop C, C standard, B standard), avrai bisogno di corde più spesse per mantenere una tensione sufficiente ed evitare che le corde “sferraglino” o perdano intonazione.

Per accordature molto basse, potresti considerare set ibridi con corde basse più spesse (es. .010-.052) o set specifici per baritone. L’obiettivo è sempre avere una tensione sufficiente per la suonabilità e l’intonazione, senza però stressare troppo il manico.

Stile di Suono e Tecnica

Il tuo stile di suono è probabilmente il fattore più personale. Se sei un shredder che fa sweep picking e tapping, potresti preferire corde più sottili per la velocità e la facilità di esecuzione. Se sei un bluesman che fa bending esagerati, potresti optare per un gauge leggermente più sottile per non affaticare troppo le dita, o un gauge standard ma con un’azione molto bassa.

Se sei un chitarrista ritmico che fa accordi potenti e riff aggressivi, un gauge più spesso può darti più corpo, sustain e un suono più “grosso”. Non c’è una risposta giusta o sbagliata, solo quella che si adatta meglio a te e alla tua musica.

Corde Coated vs. Non Coated: Vale la Pena Spendere di Più?

La battaglia tra corde rivestite e non rivestite è una di quelle che infiamma i forum di chitarristi. Ho avuto modo di testare a fondo entrambe le tipologie e ti posso dire che la risposta, come spesso accade, è “dipende”.

I Vantaggi delle Corde Coated

Il principale vantaggio, come abbiamo detto, è la durabilità. Il sottile strato polimerico (come Nanoweb, Cleartone, XT, ecc.) protegge le corde dall’ossidazione, dal sudore e dallo sporco. Questo significa che mantengono il loro tono brillante e la loro sensazione di “nuovo” per un periodo di tempo molto più lungo, a volte 3-5 volte di più rispetto alle corde tradizionali.

Questo è un enorme vantaggio per chi suona spesso, per chi ha una sudorazione acida che rovina rapidamente le corde, o per chi semplicemente non vuole stare a cambiarle ogni settimana. A lungo termine, anche se il costo iniziale è più alto, potresti finire per spendere meno o uguale, avendo però corde sempre fresche.

Inoltre, alcune persone trovano che il rivestimento riduca il rumore di scorrimento delle dita sulle corde, rendendole più silenziose, il che può essere utile in registrazione o per chi cerca un suono più pulito.

Gli Svantaggi (o Percepiti Svantaggi)

Il costo è il primo ostacolo. Un set di corde rivestite può costare il doppio o il triplo di un set non rivestito. Poi c’è la questione del tono. Molti chitarristi, me compreso, percepiscono un suono leggermente diverso. A volte viene descritto come meno “aperto”, con un po’ meno di risonanza armonica, o con un attacco leggermente più smorzato. È una differenza sottile, ma per alcuni è fondamentale.

Anche il feeling può essere diverso. Alcuni trovano le corde rivestite troppo “scivolose” o plasticose, preferendo la sensazione più “naturale” e tattile delle corde non rivestite. Ho avuto casi in cui il rivestimento si è sfaldato in punti specifici, lasciando piccole scaglie sul fretboard, anche se i produttori hanno fatto passi da gigante per minimizzare questo problema.

Il Mio Verdetto

Per me, le corde coated hanno un loro posto preciso. Le uso sulle chitarre che suono meno frequentemente, o quando so che non avrò tempo di cambiarle per un po’. Sono fantastiche per la stabilità e la consistenza. Tuttavia, per le mie chitarre principali, quelle che suono ogni giorno e su cui cerco il massimo della risonanza e del “mojo” timbrico, spesso torno alle corde non rivestite. Preferisco sacrificare un po’ di durabilità per quel pizzico di brillantezza e sensazione in più che, per me, fa la differenza.

Il mio consiglio è di provarle. Non c’è modo migliore per decidere se il compromesso tra durata e tono/feeling vale la pena per te.

Setup e Corde Nuove: Un Matrimonio Indissolubile

Un errore che vedo fare spesso, e che ho fatto io stesso all’inizio, è cambiare tipo o calibro di corde per chitarra elettrica senza rimettere mano al setup. È un po’ come cambiare le gomme dell’auto senza fare l’assetto: funziona, ma non al massimo delle prestazioni e con qualche rischio.

Perché il Setup è Fondamentale

Ogni volta che cambi il calibro delle corde, o anche il materiale, la tensione sul manico della chitarra cambia. Corde più spesse aumentano la tensione, corde più sottili la diminuiscono. Questa variazione influenza direttamente la curvatura del manico (neck relief).

Un manico troppo dritto o troppo curvo può causare problemi di buzzing (frustamento delle corde sui tasti), un’azione troppo alta o troppo bassa, e un’intonazione imprecisa.

Cosa Controllare e Regolare

  1. Truss Rod: Dopo aver montato le nuove corde e averle stabilizzate (suona un po’, fai qualche bending, accorda e riaccorda), controlla la curvatura del manico. Se è troppo dritto o troppo curvo, dovrai agire sul truss rod per riportarlo alla curvatura ideale (generalmente un leggero concavo).
  2. Altezza delle Corde (Action): Una volta regolato il manico, l’altezza delle corde potrebbe essere cambiata. Regola le sellette del ponte per ottenere l’altezza desiderata, bilanciando suonabilità e assenza di buzzing.
  3. Intonazione: Questo è cruciale. Corde di calibro diverso intonano in modo diverso. Anche se il tuo ponte era intonato perfettamente con il vecchio set, è quasi certo che dovrai intonare nuovamente ogni singola corda. Non saltare questo passaggio!
  4. Altezza dei Pickup: A volte, un cambio di corde (specialmente se passi a materiali diversi come il Pure Nickel) può leggermente alterare la percezione del volume o della risposta dei pickup. Potrebbe valere la pena fare un piccolo aggiustamento all’altezza dei pickup per ottimizzare il suono.

on devi essere un liutaio professionista per fare queste regolazioni. Con un po’ di pazienza, gli strumenti giusti (cacciaviti, chiavi a brugola, accordatore) e qualche tutorial online, puoi imparare a fare un setup di base. Ed è una delle cose più gratificanti che puoi fare per la tua chitarra, perché ti permette di personalizzarla davvero sulle tue esigenze.

Conclusioni: La TUA Scelta, le TUE Corde

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio nel mondo delle corde per chitarra elettrica. Spero di averti dato un po’ di chiarezza in un campo che può sembrare infinito. Come ho detto all’inizio, non esiste la corda “migliore” in assoluto, ma esiste quella giusta per te, per la tua chitarra e per il suono che cerchi. Il mio consiglio finale è: sperimenta. Non aver paura di provare set diversi, calibri diversi, materiali diversi. Ogni volta che provi qualcosa di nuovo, impari qualcosa sulla tua chitarra e sul tuo modo di suonare. Ascolta attentamente il suono, senti la risposta sotto le dita, e non fermarti alla prima impressione. A volte, ci vuole un po’ per abituarsi a un nuovo feeling. Che tu sia un fan della lunga durata delle Elixir, della stabilità delle D’Addario NYXL, o del classico feeling delle Ernie Ball Slinky, l’importante è che tu sia soddisfatto del suono e della sensazione che le tue corde ti danno. Alla fine, le corde sono il tuo punto di contatto diretto con lo strumento, e meritano tutta l’attenzione che gli dedichi.

FAQ

Ogni quanto devo cambiare le corde della chitarra elettrica?

on esiste una regola fissa, dipende da quanto suoni, dalla tua sudorazione e dal tipo di corde. Per un uso regolare, le corde non rivestite andrebbero cambiate ogni 2-4 settimane. Le corde rivestite possono durare 2-3 mesi o anche di più. Segni che è ora di cambiarle sono un suono spento, difficoltà a tenere l’accordatura, o visibile ossidazione e sporco.

Le corde flatwound sono adatte per la chitarra elettrica?

Assolutamente sì, ma offrono un suono e un feeling molto specifici. Le corde flatwound producono un tono più scuro, morbido e con un sustain più breve, quasi senza rumore di scorrimento delle dita. Sono la scelta preferita da molti chitarristi jazz o per chi cerca un timbro “vintage” e un feel estremamente liscio. Non sono ideali per generi che richiedono molta brillantezza o un attacco percussivo.

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