Tasti basso elettrico: 3 materiali, quale scegliere?
Allora, diciamocelo. Quando si parla di costruire o modificare un basso, la testa va subito al pickup giusto, al body, magari al ponte super figo. Ma i tasti per basso elettrico? Spesso finiscono in fondo alla lista, quasi un dettaglio. Un errore, credimi.Ho passato anni a trafficare con manici, e ti assicuro che la scelta del materiale dei tasti è una di quelle decisioni che ti possono salvare o rovinare un progetto. Non è solo questione di quanto durano, ma di come suona il tuo basso, di come lo senti sotto le dita.
Quando mi sono ritrovato a dover rifrettare il mio primo manico di basso – un Jazz Bass che aveva visto tempi migliori – mi sono sentito un po’ perso. Nickel Silver? Acciaio inox? E che diavolo era ‘sto EVO Gold? Non volevo fare la scelta sbagliata, anche perché rifrettare non è proprio una passeggiata.
Questo articolo è per te che ti trovi nella stessa situazione. Voglio darti una mano a capire le differenze, i pro e i contro, e soprattutto, quando ha senso scegliere un materiale piuttosto che un altro. Non ti darò la risposta “giusta” universale, perché quella dipende solo da te e dal tuo progetto. Ti darò gli strumenti per fare la tua scelta giusta.
Perché i tasti contano più di quanto pensi (soprattutto sul basso)
Iniziamo dal cavallo di battaglia, il materiale più diffuso da decenni. Quando parliamo di tasti in Nickel Silver, non lasciarti ingannare dal nome: non c’è argento vero qui dentro. È una lega di rame, nichel e zinco. La percentuale di nichel è quella che fa la differenza, di solito si aggira attorno al 18% per i tasti di qualità. È il materiale che trovi sulla stragrande maggioranza dei bassi e delle chitarre in commercio, dai modelli economici a quelli di fascia alta. C’è un motivo se è così popolare.
Pro del Nickel Silver:
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Costo contenuto: È il materiale più economico tra i tre. Se sei al tuo primo esperimento di refret, o hai un budget limitato, questa è una scelta sensata.
Tono tradizionale: Molti musicisti e liutai sostengono che il Nickel Silver contribuisca a un tono più caldo e rotondo, con un attacco meno “aggressivo” rispetto ad altri materiali. Le differenze sono sottili, ma ci sono.
Disponibilità: Lo trovi ovunque, in mille misure e profili diversi.
Contro del Nickel Silver:
Usura: Questo è il rovescio della medaglia. I tasti in lega di nichel si consumano. Se suoni tanto, se usi corde roundwound con molta pressione, o se hai un tocco particolarmente aggressivo, vedrai comparire i “denti di sega” e gli avvallamenti (grooves) in un tempo relativamente breve. Questo porta a buzzing e problemi di intonazione.Manutenzione: A causa dell’usura, richiedono livellature e coronature periodiche. È normale, ma è un lavoro che va fatto.
Allergie: Contenendo nichel, potrebbe creare problemi a chi soffre di allergia a questo metallo.
Il mio take sul Nickel Silver:
Il mio primo refret, quello sul Jazz Bass di cui ti parlavo, l’ho fatto con tasti in Nickel Silver. Ho sbagliato il raggio un paio di volte, ho imparato a usare la lima per coronatura sul campo, e ho fatto qualche graffio di troppo. Ma il materiale mi ha perdonato. Non mi ha rovinato gli attrezzi e mi ha permesso di imparare la tecnica senza troppi drammi.Se è la tua prima volta, o se hai pochi attrezzi specifici, non complicarti la vita: vai di Nickel Silver. Imparerai le basi, prenderai confidenza con le fasi di lavorazione, e farai comunque un ottimo lavoro. Poi, magari, al prossimo progetto, potrai osare di più.
Il Moderno: Stainless Steel (Acciaio Inox)
Passiamo ora al “peso massimo” della durata: il Stainless Steel, o acciaio inossidabile. Negli ultimi anni ha guadagnato una popolarità enorme, soprattutto tra i bassisti e i chitarristi che cercano la massima resistenza all’usura.Come dice il nome, è una lega di acciaio con cromo (e altri elementi) che lo rende estremamente duro e resistente alla corrosione. È lo stesso materiale che trovi in un sacco di applicazioni industriali, e anche in cucina.
Pro del Stainless Steel:
Durata eccezionale: Questo è il motivo principale per cui si sceglie l’acciaio inox. Sono tasti che durano una vita, praticamente eterni. Dimenticati di livellature e coronature frequenti, a meno di non suonare per 10 ore al giorno con una mola al posto della mano.Superficie liscia: La loro durezza si traduce in una superficie estremamente liscia e lucida. Questo facilita i glissando, i bending e i vibrati. Le corde scorrono che è un piacere.
Resistenza alla corrosione: Il sudore acido, l’umidità, non sono un problema per l’acciaio inox. I tasti rimarranno brillanti e puliti molto più a lungo.
Tono brillante e definito: Molti musicisti percepiscono un tono più brillante, con più attacco e sustain, grazie alla maggiore densità e durezza del materiale. Anche qui, le differenze sono sottili, ma ci sono.
Contro del Stainless Steel:
Difficoltà di lavorazione: Questo è il vero pain point per il DIYer. I tasti in acciaio inox sono durissimi. Questo significa che:Richiedono tronchesi di altissima qualità, altrimenti le rovini dopo pochi tagli.
Piegare l’acciaio al raggio del manico è più faticoso e richiede più forza.
Livellare, coronare e lucidare è un incubo se non hai gli attrezzi giusti. Le lime tradizionali si consumano a vista d’occhio. Ti serviranno lime diamantate o al carburo, che costano un occhio della testa.
Qualsiasi errore, un graffio, un’imperfezione, è molto più difficile da correggere.
Costo più elevato: Sia i tasti in sé che gli attrezzi specifici per lavorarli hanno un costo superiore rispetto al Nickel Silver.
Usura degli attrezzi: Anche con gli attrezzi specifici, la lavorazione dell’acciaio inox ne accelera l’usura.
Il mio take sul Stainless Steel:
La prima volta che ho provato a livellare dei tasti in acciaio inox su un manico di prova, ho quasi buttato via le mie lime migliori. Non scherzo. Le ho rovinate in due passate. Ho dovuto investire in un set di lime diamantate e in tronchesi specifiche. È stata una spesa importante, ma necessaria.Se hai già esperienza con la rifrettatura e vuoi un basso che ti duri una vita, o se sei disposto a investire in attrezzi di qualità (o a delegare il lavoro a un liutaio professionista), l’acciaio inox è la scelta giusta. Ma sappi che non è un lavoro da prendere sottogamba. Ci vuole pazienza, precisione e gli strumenti adeguati.
L’Alternativa Esotica: EVO Gold (o Gold EVO)
E ora, l’outsider, il materiale che si è fatto strada negli ultimi anni offrendo una via di mezzo interessante: l’EVO Gold. È una lega proprietaria, prodotta principalmente da Jescar, composta da rame, ferro, stagno e titanio. La sua caratteristica più evidente è il colore dorato, che conferisce un look decisamente unico al manico.Pro dell’EVO Gold:
Durezza intermedia: Questa è la sua forza. I tasti EVO Gold sono significativamente più duri del Nickel Silver (circa il 20-30% in più), il che si traduce in una durata nettamente superiore, ma non sono così estremi come l’acciaio inox. Questo significa che si consumano molto meno rapidamente del Nickel Silver, avvicinandosi alla longevità dell’acciaio, senza essere un incubo da lavorare.Facilità di lavorazione migliorata: Rispetto all’acciaio inox, l’EVO Gold è molto più gestibile. Puoi usare le tue lime “normali” per livellare e coronare, anche se un po’ di attenzione in più e una maggiore frequenza di pulizia delle lime sono consigliate. È un compromesso eccellente.
Senza nichel: Per chi soffre di allergie al nichel, l’EVO Gold è una soluzione perfetta, dato che non ne contiene.
Tono caldo ma definito: Molti descrivono il suono dell’EVO Gold come caldo e risonante, con un ottimo sustain e una chiarezza notevole. Non ha la “brillantezza chirurgica” dell’acciaio,
é la morbidezza del Nickel Silver, ma un suo carattere distintivo.
Estetica unica: Il colore dorato è un fattore estetico importante. Può dare al tuo basso un aspetto davvero custom e elegante.
Contro dell’EVO Gold:
Costo elevato: Il prezzo dell’EVO Gold è paragonabile a quello dell’acciaio inox, quindi più caro del Nickel Silver.Meno diffuso: Essendo una lega più recente e proprietaria, non è così onnipresente come gli altri due. La scelta di profili e misure potrebbe essere leggermente meno ampia, anche se Jescar offre una vasta gamma.
Estetica non universale: Il colore dorato è distintivo, ma non a tutti piace o si abbina a tutti i progetti.
Il mio take sull’EVO Gold:
Ho usato i fret in EVO Gold su un basso che ho rifrettato per un amico allergico al nichel. Ero un po’ scettico all’inizio, pensando che sarebbe stato un calvario a metà tra il Nickel Silver e l’acciaio. Invece, sono rimasto sorpreso da quanto fossero gestibili. Non sono facili come il Nickel Silver, ma nemmeno un incubo come l’inox se non hai gli attrezzi specifici.Se cerchi una durata superiore al Nickel Silver, ma non vuoi affrontare la complessità (e il costo degli attrezzi) dell’acciaio inox, l’EVO Gold è una scelta fantastica. E se l’estetica dorata ti aggrada, tanto meglio! È un ottimo compromesso che offre il meglio di entrambi i mondi, con pochi compromessi reali.
Scegliere il materiale giusto: una questione di priorità (e di budget attrezzi)
Ok, abbiamo visto i tre contendenti principali. Ora viene il bello: come scegliere? Non esiste una risposta univoca, ma possiamo ragionare insieme sui fattori che dovresti considerare.Fattori decisivi per la scelta dei tasti:
1. Il tuo budget (e quello per gli attrezzi): Nickel Silver: I tasti sono economici, e puoi cavartela con attrezzi standard. Ottimo per iniziare.EVO Gold / Stainless Steel: I tasti costano di più. Ma soprattutto, per l’acciaio inox, il vero costo aggiuntivo sono le lime diamantate e le tronchesi specifiche, che non sono proprio a buon mercato. Considera questo aspetto se sei al tuo primo refret.n2. Frequenza d’uso e stile esecutivo: Suoni il basso tutti i giorni per ore? Hai una mano molto pesante? Usi corde roundwound aggressive? Allora la durata è una priorità. L’acciaio inox o l’EVO Gold ti daranno meno pensieri a lungo termine.
Se il basso è un progetto occasionale o suoni con un tocco leggero e corde flatwound, il Nickel Silver potrebbe durarti comunque a lungo.n3. Tono desiderato: Le differenze tonali sono sottili, ma ci sono. Se cerchi un suono molto tradizionale, il Nickel Silver è la scelta sicura. Per un suono più brillante e definito, l’acciaio inox o l’EVO Gold potrebbero darti quel qualcosa in più. Ma non aspettarti stravolgimenti epocali.n4. La tua esperienza DIY (e la tua pazienza): Se è il tuo primo refret: Non complicarti la vita più del dovuto. Il Nickel Silver ti perdona gli errori e ti permette di concentrarti sulla tecnica. Impara prima a camminare, poi a correre.
Se hai già qualche manico alle spalle: Puoi osare di più con l’EVO Gold o l’acciaio inox. Ma sii consapevole che il lavoro sarà più impegnativo, soprattutto con l’inox.n5. Estetica: Ti piace il look tradizionale? Vai di Nickel Silver.
Preferisci la brillantezza moderna dell’acciaio?
O ti affascina l’eleganza dorata dell’EVO Gold? A volte, l’occhio vuole la sua parte, e non c’è niente di male.n6. Allergie: Se tu (o chi suonerà il basso) soffri di allergia al nichel, l’EVO Gold è la soluzione più ovvia e pratica. L’acciaio inox è un’alternativa, ma con le sue difficoltà di lavorazione.
Scenari comuni e consigli:
Il tuo primo progetto di costruzione o refret: Consiglio: Nickel Silver. È il materiale didattico perfetto. Ti permette di imparare le tecniche senza rovinare attrezzi costosi e senza doverti frustrare troppo per la durezza del materiale. Non temere di sbagliare, è il modo migliore per imparare.Il basso “da battaglia” che usi ogni giorno sul palco o in studio: Consiglio: Stainless Steel se sei pronto all’investimento in attrezzi o a far fare il lavoro a un pro. La durata è impareggiabile. Altrimenti, EVO Gold è un’ottima alternativa che ti darà molta più longevità del Nickel Silver.
Il progetto “custom” o se cerchi un equilibrio: Consiglio: EVO Gold. Offre un’ottima durata, una buona lavorabilità e un’estetica distintiva. È un compromesso che molti trovano ideale.
Hai un budget limitato ma vuoi comunque un buon risultato: Consiglio: Nickel Silver. Con una buona tecnica e un po’ di manutenzione, un manico con tasti in Nickel Silver può suonare e durare benissimo.
Il vero pain point per molti di noi hobbisti è la paura di rovinare il manico o i tasti, magari dopo aver speso un bel po’. Il mio consiglio spassionato è: se puoi, fai pratica. Compra un pezzo di legno di scarto, taglia una fessura per un fret slot e prova a inserire, tagliare e coronare un pezzo di fret wire. Non è la stessa cosa di un manico vero, ma ti darà un’idea del feeling.
Consigli pratici per la lavorazione, qualunque sia la tua scelta
Indipendentemente dal materiale che sceglierai per i tuoi tasti per basso elettrico, ci sono alcune regole d’oro per una buona rifrettatura. Te le dico per esperienza, perché le ho imparate sulla mia pelle e su qualche manico “sacrificabile”.1. Preparazione del manico:
Prima di fare qualsiasi cosa, il manico deve essere perfetto. Significa che la tastiera deve essere pulita, priva di residui di colla o sporco. Se devi rifrettare un manico vecchio, rimuovi i vecchi tasti con cura, scaldandoli leggermente per ammorbidire la colla e usando un estrattore apposito. Controlla che i fret slots (le fessure dove vanno i tasti) siano puliti e della larghezza giusta. A volte, su manici vecchi, potresti doverli pulire o stringere leggermente.2. Misura e taglio:
Non tagliare mai i tasti a misura esatta subito. Lascia sempre un piccolo margine in più (un paio di millimetri per lato). È molto più facile rifilare l’eccesso dopo che il tasto è stato inserito, piuttosto che ritrovarsi con un tasto troppo corto.3. Piegatura del fret wire:
Questa è cruciale. Il fret wire (l’astina di tasto) deve essere piegato con un raggio leggermente più stretto di quello della tastiera. Questo assicura che le estremità del tasto premano bene contro la tastiera quando lo inserisci, evitando che si sollevino. Esistono appositi attrezzi per piegare i tasti, ma puoi anche farlo a mano con un po’ di attenzione, usando un pezzo di tubo o una dima.4. Inserimento dei tasti:
Puoi usare un martello per tasti (con una testa in nylon o plastica) o una pressa per tasti. Io preferisco la pressa, dà più controllo e riduce il rischio di rovinare il manico. Se usi il martello, cerca di dare colpi decisi e uniformi, partendo dal centro e andando verso le estremità.5. Incollaggio (opzionale, ma consigliato):
Molti liutai, me compreso, usano una goccia di colla cianoacrilica (super glue) negli slot prima di inserire i tasti. Questo li rende più stabili e previene che si sollevino col tempo. Se lo fai, pulisci subito l’eccesso con un panno umido prima che si secchi.6. Livellatura dei tasti:
Questa è la fase più critica e dove si gioca la suonabilità del tuo basso. Devi rendere tutti i tasti perfettamente allo stesso livello. Usa una barra per livellatura (fret leveling beam) e una lima per livellare. Armati di pazienza e controlla frequentemente con un fret rocker. Inizia con grane più grosse e poi affina.7. Coronatura dei tasti:
Dopo aver livellato, i tasti avranno una superficie piatta. Devi ridare loro la forma a “cupola” (coronatura). Questo è fondamentale per l’intonazione e per evitare il buzzing. Usa una lima per coronatura (fret crowning file). Ci vuole pratica, ma è un attrezzo che non può mancare.8. Lucidatura dei tasti:
Una volta coronati, i tasti saranno pieni di graffi. Devi lucidarli per renderli lisci come uno specchio. Usa carta vetrata a grana finissima (fino a 1500-2000), poi pasta abrasiva e un panno morbido. Più sono lucidi, più le corde scorreranno bene e meno si consumeranno.Attrezzi indispensabili (per iniziare):
Martello per tasti (o pressa)Tronchesi per tasti (di buona qualità, soprattutto per inox/EVO)
Blocchi raggio (per levigare la tastiera se necessario)
Barra per livellaturan Lima per coronaturan Fret rocker (per controllare il livello)
Carta vetrata di varie granen Olio per tastiera (per nutrire il legno dopo il lavoro)
Ricorda, la pratica rende perfetti. Non scoraggiarti se il primo tentativo non è impeccabile. Ogni errore è una lezione. E se hai bisogno di altri spunti su come mettere mano al tuo strumento, qui trovi altre guide su come modificare la tua chitarra o il tuo basso.
Per approfondire la composizione delle leghe e le loro proprietà specifiche, ti consiglio di dare un’occhiata alle risorse di produttori specializzati come Jescar, che sul loro sito (ad esempio, qui trovi una pagina sui loro materiali) spesso pubblicano dati tecnici interessanti.
Conclusioni: il tuo basso, le tue regole
Eccoci alla fine di questa panoramica sui materiali per i tasti del basso elettrico. Abbiamo visto che non esiste una scelta “migliore” in assoluto, ma solo quella più adatta alle tue esigenze, al tuo budget e alla tua voglia di metterti in gioco. Il Nickel Silver è il compagno fedele per chi inizia, perdona gli errori e ha un costo contenuto.L’Acciaio Inox è il guerriero instancabile, praticamente eterno, ma richiede attrezzi specifici e una mano esperta.
L’EVO Gold è l’equilibrio perfetto, durevole, lavorabile e con un’estetica che non passa inosservata.
Il mio consiglio finale? Non aver paura di sperimentare. Il bello del fai da te è proprio questo: provare, sbagliare, imparare e alla fine, creare qualcosa di tuo, con le tue mani. La soddisfazione di suonare un basso che hai rifrettato tu stesso non ha prezzo.
Quindi, scegli il tuo materiale, prepara gli attrezzi, e mettiti al lavoro. E non dimenticare di condividere la tua esperienza, magari con qualche foto del tuo capolavoro (o dei tuoi errori, che sono altrettanto preziosi!). Alla fine, l’importante è che suoni e che ti piaccia. E che non ti ritrovi con le dita a brandelli dopo due accordi. Buon lavoro!


