Epiphone SG Standard: Recensione, Pro e Contro

Quella volta che mi è venuta la “scimmia” per una SG, lo ammetto, non avevo in tasca i soldi per una Gibson. La verità è che non li avrei spesi neanche se li avessi avuti, perché nel mio piccolo mondo del fai da te, la sfida è sempre stata trasformare qualcosa di buono in qualcosa di mio, di unico. E così, come tanti altri appassionati con il portafoglio un po’ più leggero ma la testa piena di idee, mi sono ritrovato a guardare la Epiphone SG Standard.
Non sono un liutaio professionista, lo sai. Sono uno che in garage ha costruito e riparato chitarre, ha sbagliato un sacco di volte, ha rifatto, ha scoperto che con un po’ di pazienza e gli attrezzi giusti (o anche solo quelli che hai a disposizione) si può fare quasi tutto. Ecco, questa Epiphone SG Standard è un po’ la tela bianca perfetta per chi ha questa mentalità. Non è una chitarra perfetta appena tirata fuori dalla scatola, ma non è nemmeno pensata per esserlo. È un punto di partenza, un pezzo di legno e metallo con un’anima rock che aspetta solo di essere risvegliata.
Se sei qui, probabilmente sei nella mia stessa situazione di qualche anno fa: stai pensando di comprarla, hai letto un po’ in giro, ma vuoi capire se ne vale davvero la pena. Vuoi sapere cosa rischi, cosa puoi migliorare, e soprattutto se quei soldi che stai per spendere sono ben investiti. Insomma, ti fai le domande che mi farei io, o che un amico mi farebbe davanti a una birra.
Parliamone, allora. Vediamo cosa ci offre questa riedizione Epiphone di un’icona del rock.

Caratteristiche tecniche della Epiphone SG Standard

Prima di tutto, mettiamo le cose in chiaro. Se stai per comprare una chitarra, devi sapere cosa c’è sotto il cofano. Non è un modello da collezione, ma le specifiche sono importanti per capire il potenziale e i limiti.
Corpo: Il body è in mogano. Specificamente, Epiphone usa mogano o, a volte, okoume, che è un legno africano dalle proprietà acustiche simili al mogano, leggero e risonante. La differenza, per un orecchio non super allenato, è minima. Il mogano è il legno classico delle SG, quello che dà quel calore e quella risonanza che cerchiamo.
Manico: Anche il manico è in mogano, incollato al corpo (set neck). Questa costruzione è fondamentale per il sustain e la trasmissione delle vibrazioni. Il profilo è un “SlimTaper D”, cioè un manico relativamente sottile e comodo, che facilita l’esecuzione veloce e non affatica la mano. È un profilo molto apprezzato da chi non ama i manici “da mazza da baseball”.
Tastiera: La tastiera è in alloro indiano (Indian Laurel), un’alternativa sostenibile al palissandro, con un buon feeling e una risposta sonora molto simile. I tasti sono 22, di tipo Medium Jumbo, un buon compromesso tra facilità di bending e durata. Il raggio della tastiera è il classico 12 pollici, che permette un’azione bassa senza problemi di buzzing.
Scala: La lunghezza della scala è la classica Gibson di 24.75 pollici (628.65 mm). Questa scala più corta rispetto alle Fender (25.5″) contribuisce a un feeling più morbido delle corde, bending più facili e un suono più “cicciotto”, con meno attacco ma più corpo.
Pickup: A bordo troviamo una coppia di humbucker Epiphone Alnico Classic PRO. Sono progettati per emulare il suono dei classici pickup PAF (Patent Applied For) di Gibson, con magneti Alnico V al ponte e Alnico II al manico per una maggiore versatilità. Non sono i pickup più definitivi del mondo, ma fanno il loro lavoro.
Hardware: Il ponte è un Epiphone LockTone Tune-o-matic, abbinato a un tailpiece Stopbar. Il sistema LockTone ha la particolarità di fissare ponte e tailpiece ai perni, impedendo che cadano quando si cambiano le corde, una piccola comodità che apprezzo. Le meccaniche sono Grover Rotomatic con un rapporto di 18:1, garantendo una buona stabilità dell’accordatura. Il capotasto è un Graph Tech NuBone, un materiale sintetico che migliora il sustain e la stabilità rispetto ai capotasti in plastica di bassa qualità.
Finitura: La finitura è in poliuretano lucido (gloss), disponibile in colori iconici come Cherry e Ebony. È una finitura resistente e ben applicata, anche se, come vedremo, a volte si possono trovare piccole imperfezioni.
Note costruttive rilevanti: L’incollaggio del manico è solido, una caratteristica importante per il sustain. Il wiring è standard, con due volumi e due toni, più un selettore a 3 vie.
Questa è la carta d’identità. Adesso vediamo come si comporta nel mondo reale, quello dei garage e dei palchi sudati.

Il Sentimento Popolare: Cosa Dicono gli Appassionati

Ok, le specifiche le abbiamo viste. Ma cosa ne pensa chi l’ha comprata, chi l’ha suonata, chi l’ha smontata e rimontata come me? Il sentimento comune sulla Epiphone SG Standard è abbastanza unanime, e si può riassumere così: è una chitarra con un potenziale enorme, ma che raramente è perfetta fuori dalla scatola.
Molti, me compreso, la comprano proprio per questo: perché è una base solida. Il corpo e il manico in mogano, l’incollaggio, la forma iconica… sono tutti elementi che ci sono e funzionano. Però, è come comprare un’auto sportiva senza le gomme giuste o con un’elettronica standard. Va, ma potrebbe andare molto meglio.

I Punti di Forza Riconosciuti

Estetica e Feeling: Tutti concordano che la forma SG è inconfondibile e affascinante. L’Epiphone la riproduce fedelmente. Il manico SlimTaper D è un vero punto a favore; molti lo trovano estremamente comodo per ore di pratica senza affaticamento. Quando l’ho provata la prima volta in negozio, l’impugnatura mi ha subito convinto. “Ok,” mi sono detto, “qui ci siamo quasi con la suonabilità.”
Rapporto Qualità/Prezzo: Questo è il cavallo di battaglia. Per il prezzo a cui viene venduta, avere un body e un manico in mogano, un set neck e meccaniche Grover è un affare. È una delle poche chitarre in questa fascia che ti dà un “pezzo di storia” così accessibile.
Suono “SG-ish”: Non sarà una Gibson da migliaia di euro, ma il suono base c’è. Quei pickup Alnico Classic PRO, pur non essendo eccelsi, riescono a tirare fuori un timbro caldo e roccioso, con un buon sustain. Perfetto per il rock classico, il blues-rock e l’hard rock. Quando l’ho attaccata al mio Marshall d’epoca, ho riconosciuto subito quel ringhio tipico. Non era il mio ringhio ideale, ma era un punto di partenza.
Piattaforma per il Modding: Questo è il punto che più interessa a noi del fai da te. Molti la vedono come una base eccellente per upgrade. “Se hai voglia di sporcarti le mani,” si legge ovunque, “questa Epiphone ti darà grandi soddisfazioni.” Ed è vero. Io stesso l’ho presa proprio con l’idea di metterci mano.

I Difetti Più Lamentati (e Veri)

Elettronica Standard: Questo è il primo punto dolente. I potenziometri (volume e tono) e il selettore dei pickup sono spesso di qualità economica. Possono essere rumorosi, poco progressivi e tendono a rompersi dopo un po’ di tempo. Mi ricordo quando ho aperto il vano controlli della mia… un casino di fili sottili, saldature un po’ così, e potenziometri minuscoli. Non il massimo per la trasparenza del suono.
Pickup Migliorabili: Gli Alnico Classic PRO non sono male, ma molti li trovano un po’ generici o “muddy” (fangosi), specialmente se paragonati a pickup di fascia più alta. Non hanno quel carattere, quella chiarezza o quella dinamica che molti cercano. È quasi sempre il primo upgrade che un acquirente attento fa.
Fretwork (Lavorazione dei Tasti): Ah, i tasti! Questo è un classico delle chitarre di fascia media. Non è raro trovare tasti non perfettamente livellati, con qualche spigolo vivo sui bordi della tastiera. Questo può portare a buzzing (frustate) su alcune note, o semplicemente a una sensazione meno confortevole mentre si suona. Non è un difetto che ti impedisce di suonare, ma un buon liutaio (o un hobbista paziente) può trasformare la suonabilità con un livellamento e una lucidatura dei tasti.
Hardware “Just Okay”: Se le meccaniche Grover sono generalmente buone, il ponte e il tailpiece, pur essendo funzionali, non sono sempre il massimo in termini di massa e risonanza. Non sono rari casi di ponti con selle non perfettamente lavorate o che si consumano più in fretta.
Neck Dive (Sbilanciamento del Manico): Questo non è un difetto di costruzione dell’Epiphone, ma una caratteristica intrinseca del design SG. Il corpo in mogano è relativamente leggero e sottile, mentre il manico è lungo e spesso ha teste delle meccaniche un po’ pesanti. Il risultato è che quando si suona in piedi con una tracolla standard, la paletta tende a “tuffarsi” verso il basso. Dopo un’ora in piedi, la spalla te lo ricorda, eccome! Non è un problema per tutti, ma è una lamentela frequente.
Piccole Imperfezioni Estetiche: A volte si possono trovare piccole sbavature nella vernice o imprecisioni minori nell’assemblaggio. Nulla di grave che comprometta la funzionalità, ma per chi è pignolo può essere un fastidio.
In sintesi, la community vede la Epiphone SG Standard come un diamante grezzo. Ha la forma, il legno, la risonanza, ma necessita di un po’ di lavoro per brillare davvero. Ed è proprio qui che entra in gioco il nostro spirito fai da te.

Pro e Contro in Relazione al Prezzo

Ora, mettiamo tutto sulla bilancia, considerando il prezzo di strada che si aggira tra i 400 e i 600 euro, a seconda delle offerte e del rivenditore.

I Grandi PRO

1. Accessibilità Economica per un’Icona: Questo è il punto focale. Avere una chitarra che richiama così fedelmente l’estetica e il feeling di una Gibson SG, con legni veri (mogano), a questo prezzo, è un enorme vantaggio. Ti permette di entrare nel mondo delle SG senza svuotare il conto in banca.
2. Base Solida per Upgrade: Se hai il pallino del modding come me, questa chitarra è un sogno. Il corpo e il manico sono il cuore della chitarra, e qui sono ben fatti. Cambiare pickup, elettronica e hardware è relativamente semplice e ti permette di personalizzare il suono e la suonabilità a tuo piacimento. Ho visto Epiphone SG modificate suonare e sentirsi come chitarre di fascia molto più alta.
3. Estetica Fedele e Riconoscibile: La Epiphone SG Standard non fa sconti sull’aspetto. Se ami la SG, qui trovi l’essenza visiva dell’originale. È una chitarra che “fa la sua figura” sul palco e in sala prove.
4. Manico Comodo e Veloce: Il profilo SlimTaper D è un vero plus. Molti lo preferiscono ai manici più cicciotti di alcune Gibson vintage. È un manico moderno, confortevole per chi ha mani di dimensioni medie o piccole, e permette di muoversi agilmente sulla tastiera.
5. Suono Rock Classico: Anche con i pickup di serie, il timbro è decisamente orientato al rock, con un buon crunch e sustain. È una chitarra che si trova a suo agio con amplificatori valvolari spinti, per riff potenti e assoli urlanti.

I CONTRO da Non Sottovalutare

1. Componentistica Elettronica da Rivoluzionare: Questo è il primo punto su cui ti consiglio di mettere mano. Potenziometri, condensatori e selettore dei pickup sono spesso il “collo di bottiglia” del suono. Montare dei potenziometri CTS, dei condensatori di qualità (Orange Drop o simili) e un selettore Switchcraft può trasformare radicalmente la chiarezza, la dinamica e la progressività dei controlli. Non è un lavoro difficile, e ti lascio un link per approfondire il discorso modifica chitarra. L’investimento è minimo, il risultato enorme.
2. Pickup “Adeguati” ma non “Ispirati”: Come detto, i pickup Alnico Classic PRO fanno il loro dovere, ma non hanno un carattere distintivo. Se cerchi il suono di Angus Young, Tony Iommi o Pete Townshend, probabilmente dovrai cambiarli. Fortunatamente, il mercato è pieno di ottimi humbucker per tutti i gusti e tutte le tasche, da Seymour Duncan a DiMarzio, fino ai pickup artigianali. È un upgrade che costa, ma che definisce il suono della tua chitarra.
3. Fretwork Spesso Necessita di Attenzione: Se non sei un liutaio, potresti dover portare la chitarra da uno per un “fret level and crown” (livellamento e bombatura dei tasti). Questo risolve i problemi di buzzing e rende la tastiera scorrevole come l’olio. Se invece ti piace sporcarti le mani, è un’ottima occasione per imparare una tecnica fondamentale. Io stesso, con la mia, ho passato qualche ora a livellare i tasti con la mia livella auto-costruita e la carta vetrata fine, e il risultato è stato un altro pianeta.
4. Neck Dive: Un Compromesso di Design: Se non ti piace che la chitarra ti tiri giù la spalla, preparati. È un problema che affligge quasi tutte le SG. Ci sono soluzioni: una tracolla molto larga e ruvida può aiutare, o potresti pensare di spostare il punto di attacco della tracolla, o addirittura aggiungere un po’ di peso nel vano controlli (un trucco che ho usato su una mia chitarra). Ma è qualcosa da tenere a mente.
5. Controlli di Qualità Variabili: Essendo una produzione di massa, la qualità del controllo finale può variare. Potresti trovare un esemplare perfetto, o uno con qualche piccolo difetto estetico o di assemblaggio. È sempre meglio provarla in negozio o acquistarla da un rivenditore con una buona politica di reso.
Insomma, la Epiphone SG Standard è un po’ come un buon motore in una carrozzeria senza optional. Funziona, ma con un po’ di tuning, diventa una bomba.

Per Chi È Adatta e Per Chi Dovrebbe Evitarla

Capire se una chitarra fa per te è fondamentale. Non esiste la chitarra perfetta per tutti.

Questa Chitarra È Perfetta Per Te Se…

Sei un Principiante Avanzato o un Intermedio con Obiettivi Chiari: Se hai superato la fase del “primo acquisto” e sai già che ti piace il suono e l’estetica SG, ma non vuoi spendere una fortuna, questa è la tua chitarra. Ti offre una base solida per crescere.
Sei un Appassionato di DIY e Modding: Se ti piace smontare, rimontare, saldare e sperimentare, la Epiphone SG Standard è una vera miniera d’oro. È una tela bianca su cui puoi esprimere la tua creatività, upgradando l’elettronica, cambiando i pickup, migliorando l’hardware. È così che ho iniziato io, e ti assicuro che non c’è soddisfazione più grande che suonare una chitarra che hai “fatto tua”.
Cerchi un Muletto Affidabile: Per chi suona dal vivo o fa molte prove, avere una chitarra robusta che suoni bene senza la preoccupazione di rovinare un pezzo da migliaia di euro è un vantaggio. La Epiphone SG Standard può essere un ottimo cavallo da battaglia.
Ami il Rock Classico, il Blues, l’Hard Rock: Il timbro di base della SG si sposa perfettamente con questi generi. Se ti piacciono i suoni caldi, corposi e con un buon sustain, sei sulla strada giusta.
Hai un Budget Contenuto ma Non Vuoi Compromessi sui Legni: Se non vuoi accontentarti di chitarre con body in compensato o manici bolt-on di bassa qualità, l’Epiphone ti offre mogano e set neck a un prezzo imbattibile.

Dovresti Probabilmente Evitarla Se…

Cerchi la Perfezione “Out of the Box”: Se vuoi una chitarra che sia impeccabile sotto ogni aspetto appena tirata fuori dalla scatola, senza bisogno di alcun intervento, allora questa Epiphone potrebbe deluderti. Le chitarre perfette costano molto di più.
Non Hai Voglia di Fare Setup o Piccole Modifiche: Se l’idea di mettere mano alla chitarra ti spaventa o non hai tempo/voglia, allora dovrai mettere in conto di spendere qualche soldo in più per un buon setup dal liutaio, e magari un cambio pickup in futuro.
Sei Abituato a Strumenti di Fascia Alta: Se le tue mani sono abituate a manici rifiniti al laser, tasti lucidati a specchio e un’elettronica boutique, le piccole imperfezioni dell’Epiphone SG Standard ti salteranno all’occhio (e al tatto) subito.
Il Neck Dive Ti Infastidisce Troppo: Se non sopporti che la chitarra si sbilanci quando suoni in piedi, questo modello potrebbe non fare per te. È una caratteristica fisica che, pur mitigabile, non si elimina del tutto.
Cerchi un Suono Molto Specifico e Moderno: Se il tuo genere è il metal estremo, il jazz fusion o il pop super pulito e cristallino, i pickup di serie e il timbro intrinseco della SG potrebbero non essere la tua prima scelta. Anche se, con i giusti pickup, anche una SG può diventare una macchina da metal.

Consiglio Finale e Alternative

Allora, Mimmo, vale la pena di comprare questa Epiphone SG Standard? La mia risposta è: assolutamente sì, se sai cosa stai comprando.
Non è una chitarra che ti darà tutto e subito. È una chitarra che ti chiede un po’ di impegno, un po’ di amore, un po’ di tempo nel tuo garage con un saldatore e qualche attrezzo. Ma se sei disposto a darglielo, ti ripagherà con gli interessi. Diventerà la tua chitarra, con il tuo suono, e la soddisfazione di averla fatta brillare tu stesso non ha prezzo.
Se hai un po’ di voglia di sporcarti le mani, come ho fatto io, questa chitarra ti darà un sacco di soddisfazioni. È una base fantastica per un progetto di modifica chitarra, il tipo di progetto che ti insegna tanto e ti lascia un pezzo unico tra le mani.

Alternative da Considerare

Se però non sei convinto o vuoi esplorare altre opzioni, ecco qualche alternativa nella stessa fascia di prezzo o leggermente superiore:
Yamaha Revstar (modelli RSE o RSS): Le Yamaha Revstar sono chitarre fantastiche, spesso sottovalutate. Hanno una qualità costruttiva eccezionale per il prezzo, un’ottima elettronica e pickup di serie molto buoni. Non hanno il look iconico della SG, ma offrono una grande versatilità e un feeling moderno. Sono chitarre che spesso non necessitano di upgrade immediati.
Squier Classic Vibe Series: Se il suono SG non è un must e ti piace il mondo Fender, le Squier Classic Vibe sono un’altra scelta eccellente. Che sia una Stratocaster o una Telecaster, offrono un rapporto qualità/prezzo incredibile, con un’ottima suonabilità e pickup che spesso non necessitano di essere cambiati. È un sound diverso, ma la qualità è lì.
Harley Benton (modelli SG-style): Se il tuo budget è ancora più stretto e sei un modder estremo, le Harley Benton offrono una base incredibilmente economica. La qualità è variabile, ma il prezzo è talmente basso che puoi permetterti di cambiare praticamente tutto e avere comunque una chitarra personalizzata a un costo irrisorio. Attenzione, però: qui il lavoro da fare è molto di più.
Epiphone SG di Fascia Superiore (es. 1961 Les Paul SG Standard): Se ti piace il marchio Epiphone ma vuoi qualcosa di più rifinito e con meno necessità di upgrade, puoi considerare i modelli più costosi, come la Epiphone 1961 Les Paul SG Standard (della serie Inspired by Gibson). Questi modelli hanno solitamente pickup Gibson P-90 o humbucker di qualità superiore, un fretwork più curato e un hardware migliore, ma il prezzo sale notevolmente.
* Gibson SG Special/Tribute (usato): Se il budget ti permette di salire un po’, e non ti spaventa l’usato, potresti cercare una Gibson SG Special o Tribute di qualche anno fa. Sono modelli più essenziali rispetto alle Standard Gibson, ma mantengono il DNA sonoro e costruttivo dell’originale. Qui il salto di qualità è evidente, ma anche il prezzo.
In conclusione, la Epiphone SG Standard è un’ottima scelta per chi vuole un’icona del rock a un prezzo ragionevole e ha la voglia (e il coraggio!) di metterci le mani. Non farti spaventare dai “difetti”: sono opportunità per imparare e per rendere la tua chitarra davvero unica. È stata la mia compagna di tante serate in garage, tra saldature e accordi potenti, e sono sicuro che potrebbe diventarlo anche per te.

Per ulteriori approfondimenti sulle modifiche che puoi apportare alla tua chitarra, ti consiglio di dare un’occhiata a questo articolo di Premier Guitar sulle modifiche e upgrade, sempre utile per prendere spunto.

Vedi anche

STRICH DIY Electric Guitar Kit, LP Style Mahogany Body & Maple Neck Guitar with HH Pickups, Easy to Assemble Kit with All Parts Included – Build Your Own Electric Guitar SLP-D30
STRICH DIY Electric Guitar Kit, LP Style Mahogany Body & Maple Neck Guitar with HH Pickups, Easy to Assemble Kit with All Parts Included – Build Your Own Electric Guitar SLP-D30
★ 4.1 (77 recensioni)
Vedi su Amazon

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

it_ITItaliano