Guida alle Gibson elettriche principali

Allora, mettiamoci comodi. Parlare di chitarre elettriche Gibson è un po’ come aprire il vaso di Pandora per un sacco di gente. C’è chi le venera, chi le critica ferocemente, chi le sognerebbe la notte e chi, come me, le ha smontate e rimontate in garage per capirci qualcosa di più. Se sei qui, probabilmente hai in testa una di quelle sei corde con la paletta a libro aperto, e ti stai chiedendo se ne vale la pena, quale scegliere, e soprattutto, se i soldi che ci butterai sopra sono spesi bene.

on sono un liutaio professionista, intendiamoci. Sono uno che, come te, ha imparato a forza di prove ed errori. Ho comprato legni sbagliati, ho saldato pickup al contrario, ho fatto routing che sembravano fatti da un castoro impazzito. Ma alla fine, ogni volta, ho imparato qualcosa. E quello che ho imparato, è che dietro al nome “Gibson” c’è un mondo di storia, di innovazione (e a volte di scelte discutibili), che va capito bene prima di tirare fuori la carta di credito.

Il problema che vedo spesso è che si compra un nome, un’icona, senza capire davvero cosa si sta portando a casa. Magari ti piace il suono di Slash, o di Angus Young, e pensi che basti comprare una Gibson per avere quel suono. Non è così semplice. Ogni modello ha la sua anima, i suoi pregi e i suoi difetti, e il “sentimento popolare” che gira online, credimi, non è sempre campato per aria. Anzi.

L’idea di questa guida è proprio quella di darti una bussola. Vediamo insieme i modelli più iconici, quelli che hanno fatto la storia e che ancora oggi sono i più desiderati. Analizziamo cosa c’è sotto il cofano, cosa dicono quelli che ci hanno messo le mani sopra (e i soldi), e cerchiamo di capire per chi è fatta una certa chitarra e per chi, invece, potrebbe essere un errore. Questo non è un catalogo patinato, ma una chiacchierata onesta, da uno che ha visto qualche trucco del mestiere e non ha paura di dire pane al pane.

Le chitarre elettriche Gibson: un’eredità pesante

Custom Telecaster FMT HH Electric Guitar, Features Seymour Duncan '59/Pearly Gates Humbuckers with Coil Tap, with 2-Year Warranty, Black Cherry Burst
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★ 4.5 (251 recensioni)
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Quando si parla di strumenti Gibson, si parla di storia del rock, del blues, del jazz. Dal 1902, quando Orville Gibson fondò la sua azienda, il marchio ha sfornato strumenti che hanno definito generi musicali interi. Ma l’eredità, a volte, può essere un peso. Negli ultimi anni, tra cambi di proprietà, problemi di controllo qualità e strategie di prezzo aggressive, il nome Gibson è stato al centro di discussioni animate.

Il punto non è se le Gibson siano buone chitarre. Lo sono, nella stragrande maggioranza dei casi. Il punto è se il rapporto qualità-prezzo sia sempre giustificato, specialmente per chi, come noi, non è un professionista con un budget illimitato. E, soprattutto, se il modello che ti affascina è davvero quello che ti serve per il tuo modo di suonare e il tuo setup.

Vedremo le principali chitarre elettriche Gibson, quelle che ti vengono in mente subito: la Les Paul, la SG, la ES-335. Sono i pilastri su cui si è costruita la fama di questo marchio.

Gibson Les Paul: La Regina Indiscussa

Iniziamo con lei, la Les Paul. Non c’è molto da dire che non sia già stato detto, ma proviamo a guardarla con l’occhio di chi deve decidere se è la chitarra giusta per il suo garage. È pesante, è potente, ha un sustain da paura. Ma ha anche le sue idiosincrasie.

Caratteristiche tecniche della Gibson Les Paul Standard (modello attuale di riferimento)

Per non fare confusione, prendiamo come riferimento una Les Paul Standard moderna, diciamo un modello dal 2019 in poi, che riflette le scelte costruttive attuali di Gibson per la serie “core”. Ovviamente, le varianti sono infinite, ma questa è la base.

Legno del corpo/manico: Il corpo è in mogano massello, spesso con un top in acero fiammato (flamed maple) o quilted maple, a seconda della finitura e del livello. Il mogano è un legno denso, che contribuisce al sustain e al suono corposo. Il manico è anch’esso in mogano.
Tipo di manico: Generalmente, un profilo “Rounded” anni ’50 o un “Slim Taper” anni ’60. Il Rounded è più cicciotto, riempie bene la mano. Lo Slim Taper è più sottile e veloce. Dipende dai gusti, ma è una delle prime cose da provare.
Pickup: Di solito monta una coppia di humbucker Gibson Burstbucker (ad esempio Burstbucker 61R al manico e 61T al ponte), progettati per replicare il suono dei celebri PAF (Patent Applied For) degli anni ’50. Sono pickup potenti ma con una buona chiarezza.
Scala: La scala Gibson è di 24.75 pollici (628.65 mm), più corta rispetto ai 25.5 pollici Fender. Questo rende la tensione delle corde più morbida e i bending più facili. Contribuisce anche al suono più “grosso” e al sustain.
Hardware: Ponte Tune-o-matic e Stopbar tailpiece, in nichel. Meccaniche Grover Rotomatic o simili, con un rapporto di 18:1. L’hardware è robusto e funzionale.
Finitura: Tradizionalmente, finitura alla nitrocellulosa (nitro lacquer). Questa finitura è sottile, permette al legno di “respirare” e invecchia in modo caratteristico, ma è anche più delicata e si riga facilmente.
Note costruttive rilevanti: Molte Les Paul moderne presentano un “weight relief”, ovvero delle cavità all’interno del corpo per ridurne il peso. Può essere “traditional”, “modern” o “ultra-modern”. Questo è un punto di discussione acceso tra i puristi, perché modifica leggermente la risonanza e il sustain rispetto a un corpo solid non camerato. I puristi preferiscono il corpo pieno, ma il peso può essere un problema per la schiena. Il manico è incollato al corpo con un “long tenon” o “short tenon”, anche questo un dettaglio che i puristi valutano per il sustain.

Sentimento popolare sulla Gibson Les Paul

Qui si apre un mondo. La Les Paul è amata e criticata con la stessa intensità.

I fan adorano: Il suono: Inconfondibile. Caldo, grosso, potente, con un sustain infinito. Perfetto per il rock, il blues, l’hard rock. Quando attacchi una Les Paul a un buon ampli valvolare, capisci perché è un’icona.
Il feel: Anche se è pesante, la sensazione di solidità e il manico che riempie la mano (specialmente i ’50s profile) danno una grande sicurezza.
L’estetica: Nessuno può negare che una Les Paul fiammata sia uno spettacolo per gli occhi. È un’opera d’arte.

Le critiche più comuni (e spesso fondate): Il peso: Le Les Paul non camerare sono dei macigni. Dopo un’ora in piedi, la spalla te lo fa sentire. Il weight relief ha mitigato il problema, ma non è amato da tutti.
L’ergonomia: La forma non è delle più comode da seduti, specialmente se hai una pancia importante o suoni con la chitarra molto alta. L’accesso agli ultimi tasti può essere un po’ macchinoso per via del tacco del manico.
Controllo qualità (storico): Negli anni passati, specialmente a cavallo del 2010-2018, ci sono state lamentele diffuse su finiture imperfette, binding che si staccavano, tasti non livellati. Gibson sembra aver migliorato molto, ma la reputazione è dura a morire.
Prezzo: È una chitarra costosa, punto. E il mercato dell’usato è pieno di Les Paul che tengono il prezzo, ma anche di modelli meno desiderabili che faticano a essere venduti.

Pro e contro in relazione al prezzo

PRO: Suono iconico e versatile: Se cerchi quel suono, lo trovi qui. Non è solo per il rock, si adatta bene a blues, jazz, e anche generi più moderni con l’elettronica giusta.
Sustain e potenza: Difficile trovare una chitarra con un sustain naturale così pronunciato.
Valore di rivendita: I modelli “Standard” o “Traditional” di annate buone tendono a mantenere bene il loro valore, a patto di tenerle in ordine.
Sensazione premium: Quando la prendi in mano, senti che è uno strumento di qualità, ben costruito (al netto delle lamentele sul controllo qualità di cui sopra).

CONTRO: Prezzo elevato: È un investimento importante. Per lo stesso prezzo, puoi comprare diverse ottime chitarre di altri marchi, o un’Epiphone Les Paul e modificarla a dovere (ecco, a proposito di modificare una chitarra, lì c’è un mondo da esplorare!).
Peso e ergonomia: Non per tutti. Provala a lungo prima di comprarla.
Manutenzione: La finitura nitro è bella ma delicata. Richiede cura.

Per chi è adatta / Per chi è meglio evitarla

Adatta a: Chi cerca il suono Gibson per eccellenza e non scende a compromessi.
Musicisti rock, blues, hard rock che hanno bisogno di sustain e spinta.
Chi non ha problemi di budget e vuole un pezzo di storia della musica.
Chi ha già una buona base tecnica e apprezza le sfumature di uno strumento di alto livello.

Meglio evitarla se: Il budget è limitato. Ci sono alternative fantastiche che costano un terzo.
Cerchi una chitarra leggera e super ergonomica.
Sei un principiante assoluto: il prezzo è eccessivo per imparare, e potresti non apprezzarne le sfumature. Meglio iniziare con qualcosa di più abbordabile e maneggevole.
Suoni generi che richiedono un suono cristallino e twangy (anche se si può fare, non è il suo forte).

Consiglio finale e alternative

Se la Les Paul è il tuo sogno, provala. Provala tanto, in piedi, seduto, con il tuo amplificatore se possibile. Non fidarti solo delle recensioni online. Se il budget è stretto, non disperare: le Epiphone Les Paul, specialmente i modelli “Inspired by Gibson”, sono ottime basi per modifiche. Con un cambio pickup e un buon setup, possono suonare davvero bene per una frazione del costo.

Un’altra alternativa, se cerchi un humbucker aggressivo ma con un’ergonomia diversa, potrebbe essere una PRS SE Custom 24/22. Sono strumenti fantastici e molto versatili. Oppure, per un vibe vintage ma più leggero, potresti guardare alle Greco o Tokai degli anni ’80, vere “lawsuit guitars” che replicano le Gibson in modo impressionante.

Gibson SG: Il Diavolo Rosso

La SG, o “Solid Guitar”, è nata per sostituire la Les Paul, che all’inizio degli anni ’60 non vendeva più come prima. È più leggera, più aggressiva, e con quel look da diavoletto che la rende inconfondibile. Se la Les Paul è la regina, la SG è la ribelle.

Caratteristiche tecniche della Gibson SG Standard (modello attuale di riferimento)

Anche qui, parliamo di una SG Standard moderna per avere un punto di riferimento.

Legno del corpo/manico: Corpo e manico in mogano massello. A differenza della Les Paul, non ha il top in acero, il che contribuisce al suo peso più contenuto. Il corpo è notevolmente più sottile.
Tipo di manico: Tipicamente un profilo “Slim Taper” anni ’60. Molto comodo e scorrevole per chi ha mani più piccole o preferisce un manico veloce.
Pickup: Spesso monta humbucker Gibson 61R (manico) e 61T (ponte), che sono un po’ più “hot” e moderni rispetto ai Burstbucker delle Les Paul, ma mantengono un carattere vintage. Perfetti per il rock.
Scala: Anche per la SG, la scala è di 24.75 pollici (628.65 mm).
Hardware: Ponte Tune-o-matic e Stopbar tailpiece, in nichel. Meccaniche Grover Rotomatic o simili.
Finitura: Finitura alla nitrocellulosa.
Note costruttive rilevanti: Il corpo sottile e il manico incollato al corpo con un “short tenon” la rendono molto più leggera della Les Paul. Il bilanciamento può essere un problema: la paletta tende a “head dive”, cioè a cadere verso il basso quando la si suona in piedi con la tracolla. Questo è un difetto di design noto e spesso lamentato. L’accesso ai tasti alti, grazie al doppio cutaway e al manico che si unisce al corpo più in alto, è eccezionale.

Sentimento popolare sulla Gibson SG

La SG ha i suoi fedelissimi, ma anche qui, non mancano le critiche.

I fan adorano: Il peso: Finalmente una Gibson leggera! Un sollievo per la schiena dopo anni di Les Paul.
L’accesso ai tasti alti: È una gioia. Non c’è ostacolo, puoi arrivare fino all’ultimo tasto senza contorsioni.
Il suono aggressivo: Ha un morso particolare, più tagliente e diretto rispetto alla Les Paul, pur mantenendo il calore del mogano e degli humbucker. È la chitarra di Angus Young per un motivo.
Il look: Il doppio cutaway e le corna le danno un’estetica unica e rock’
‘roll.

Le critiche più comuni: Head dive: Il problema del bilanciamento è reale. Può essere fastidioso e distrarre. A volte si può mitigare con una tracolla scamosciata che fa più attrito, o spostando i punti di attacco della tracolla, ma non sparisce del tutto.
Corpo sottile: Se da un lato è un pregio per il peso, dall’altro alcuni trovano che manchi della “sostanza” e della risonanza di un corpo più spesso. È una questione di gusti.
Fragilità del manico: Il tacco del manico è più esposto e sottile rispetto alla Les Paul. Le SG sono notoriamente più fragili in caso di cadute o urti violenti sulla paletta. L’ho visto succedere, e riparare un manico rotto è un bel lavoro.
Controllo qualità: Anche per le SG, le lamentele sul controllo qualità sono state simili a quelle delle Les Paul in certi periodi.

Pro e contro in relazione al prezzo

PRO: Leggera e comoda: Se il peso della Les Paul ti spaventa, la SG è la tua risposta.
Suono rock’
‘roll:
Perfetta per riff aggressivi, assoli pungenti e un suono che buca il mix.
Accesso superbo ai tasti alti: Un paradiso per i solisti.
Prezzo leggermente inferiore: Spesso costa un po’ meno di una Les Paul Standard, pur essendo un’icona.

CONTRO: Problema del head dive: Questo è un fattore che può davvero infastidire. Provala in piedi!
Fragilità: Richiede un po’ più di attenzione rispetto a strumenti più robusti.
Versatilità limitata: Pur essendo una Gibson, il suo suono è forse meno “morbido” e versatile di una Les Paul per generi più calmi.

Per chi è adatta / Per chi è meglio evitarla

Adatta a: Musicisti rock, hard rock, blues-rock che cercano aggressività e leggerezza.
Chi suona molto in piedi e vuole una Gibson comoda da indossare.
Solisti che sfruttano tutta la tastiera.
Chi apprezza un suono più “tagliente” rispetto al calore della Les Paul.

Meglio evitarla se: Il “head dive” ti infastidisce in modo insopportabile.
Cerchi una chitarra con il massimo sustain e risonanza di un corpo spesso.
Sei particolarmente maldestro o suoni in situazioni in cui gli strumenti rischiano urti.
Cerchi un suono molto caldo e rotondo per jazz o blues tradizionale.

Consiglio finale e alternative

La SG è una chitarra fantastica per quello che fa. Se ti piace il look e il suono, e non ti spaventa il bilanciamento, vai tranquillo. Se il budget è un problema, le Epiphone SG sono ottime. Anche qui, un cambio di pickup e un buon setup le trasformano. Oppure, se vuoi una chitarra leggera e aggressiva, potresti guardare a Ibanez o Schecter per soluzioni più moderne e magari più versatili, ma con un’estetica molto diversa.

Gibson ES-335: L’Eleganza Semi-Hollow

La ES-335 è un’altra pietra miliare di Gibson, ma è un animale completamente diverso. È una semi-hollow body, un ibrido tra una chitarra solid body e una hollow body. Questo le conferisce un suono e un feel unici, amata da jazzisti, bluesman e rocker.

Caratteristiche tecniche della Gibson ES-335 Standard (modello attuale di riferimento)

Concentriamoci su una ES-335 Standard attuale.

Legno del corpo/manico: Il corpo è una costruzione “sandwich” di acero/pioppo/acero laminato, con un blocco centrale in acero massello che corre per tutta la lunghezza del corpo, dal tacco del manico al ponte. Questo blocco centrale riduce il feedback tipico delle hollow body e aumenta il sustain. Il manico è in mogano.
Tipo di manico: Solitamente un profilo “Rounded C” o “Slim C”, confortevole e via di mezzo tra i manici più spessi e quelli più sottili.
Pickup: Spesso monta una coppia di humbucker Gibson Burstbucker 1 (manico) e Burstbucker 2 (ponte). Questi pickup sono progettati per offrire un suono caldo, ricco di armoniche, con una grande definizione.
Scala: La scala Gibson di 24.75 pollici (628.65 mm).
Hardware: Ponte ABR-1 Tune-o-matic e Stopbar tailpiece, in nichel. Meccaniche Grover Rotomatic o Kluson Deluxe.
Finitura: Finitura alla nitrocellulosa.
Note costruttive rilevanti: La costruzione semi-hollow è la sua caratteristica distintiva. Le “f-holes” (le aperture a forma di “f” sulla tavola armonica) non sono solo estetiche ma contribuiscono alla risonanza acustica. Il blocco centrale è fondamentale per il suono e per la riduzione del feedback.

Sentimento popolare sulla Gibson ES-335

La ES-335 è meno polarizzante delle solid body, ma ha le sue peculiarità.

I fan adorano: Il suono: È la sua forza. Caldo, arioso, con una risonanza acustica, ma anche capace di spingere e “urlare” con il gain. È incredibilmente versatile. Perfetta per il jazz, il blues, il rock classico.
Il comfort: Nonostante le dimensioni, è comoda da suonare sia in piedi che seduti. Il corpo è spesso, ma non è pesante come una Les Paul solida.
L’estetica: Un’eleganza senza tempo. Le f-holes, le linee sinuose, la rendono uno strumento di classe.

Le critiche più comuni: Dimensioni: È una chitarra grande. Per alcuni è un problema di ingombro, specialmente se si è abituati a Stratocaster o Telecaster.
Prezzo: Anche questa è una chitarra di fascia alta, con un prezzo che riflette la complessità costruttiva.
Feedback: Sebbene il blocco centrale aiuti, spinta a volumi molto alti con distorsioni estreme, una ES-335 può comunque generare feedback. Non è una chitarra da metal ultra-gain.
Manutenzione: Cambiare l’elettronica può essere un incubo, perché i potenziometri e i jack sono montati attraverso le f-holes. Ho provato una volta a sistemare i pot di una 335, e ti dico, ci vuole una pazienza da certosino e attrezzi specifici.

Pro e contro in relazione al prezzo

PRO: Versatilità sonora eccezionale: Dal jazz più pulito al rock blues più graffiante, la 335 si adatta a quasi tutto.
Suono unico: La combinazione di risonanza acustica e sustain del blocco centrale crea un timbro inconfondibile.
Comfort per le dimensioni: Anche se grande, è ben bilanciata e comoda.
Costruzione di alta qualità: Le ES-335 sono generalmente costruite con grande cura e attenzione ai dettagli.

CONTRO: Prezzo elevato: È un investimento significativo, giustificato dalla complessità costruttiva e dalla qualità.
Feedback a volumi estremi: Non è una chitarra adatta a generi che richiedono gain massiccio e volumi esagerati.
Difficoltà di manutenzione interna: Intervenire sull’elettronica richiede tempo e pazienza (o un bravo liutaio).

Per chi è adatta / Per chi è meglio evitarla

Adatta a: Jazzisti, bluesman, musicisti fusion, rock classic.
Chi cerca un suono caldo, risonante, ma con la possibilità di spingere.
Chi apprezza l’eleganza e la storia di uno strumento iconico.
Musicisti che suonano in contesti dove il feedback può essere gestito.

Meglio evitarla se: Il tuo genere principale è il metal estremo o il punk ad altissimo volume.
Hai un budget molto limitato.
Non ti piacciono le chitarre di grandi dimensioni.
Sei un “smanettone” che ama cambiare spesso pickup e potenziometri, a meno che tu non abbia una pazienza infinita e attrezzi specifici.

Consiglio finale e alternative

La ES-335 è una chitarra meravigliosa, un vero “must-have” se il suo suono ti chiama. Se il prezzo è proibitivo, anche qui Epiphone offre delle semi-hollow di tutto rispetto, come la Epiphone ES-335. Altre ottime alternative per il genere semi-hollow sono le Ibanez Artcore o le Gretsch Streamliner/Electromatic, che offrono un suono simile ma con un carattere tutto loro.

Gibson Explorer e Flying V: Le Forme Estreme

on possiamo parlare di principali chitarre elettriche Gibson senza menzionare le forme “radicali” che hanno sfidato le convenzioni. La Explorer e la Flying V, introdotte nel 1958, erano troppo avanti per i loro tempi e inizialmente furono un flop. Ma negli anni ’70 e ’80, con l’avvento dell’hard rock e del metal, hanno trovato la loro nicchia, diventando icone di ribellione e potenza.

Caratteristiche tecniche della Gibson Explorer e Flying V (modelli attuali di riferimento)

Questi due modelli condividono molte caratteristiche pur avendo forme diversissime.

Legno del corpo/manico: Corpo e manico in mogano massello. Non hanno top in acero.
Tipo di manico: Spesso un profilo “Slim Taper” anni ’60, veloce e comodo.
Pickup: Generalmente humbucker Gibson Burstbucker o ’57 Classic, per un suono potente ma con un’anima vintage. Non è raro trovare versioni con pickup più spinti per il metal.
Scala: La classica scala Gibson di 24.75 pollici (628.65 mm).
Hardware: Ponte Tune-o-matic e Stopbar tailpiece (per la Flying V, a volte il ponte è fissato direttamente al body senza tailpiece separato), in nichel o cromo. Meccaniche Grover Rotomatic.
Finitura: Finitura alla nitrocellulosa.
Note costruttive rilevanti: Il corpo massiccio in mogano offre un sustain notevole. La forma è l’elemento distintivo, ma porta con sé delle implicazioni ergonomiche.

Sentimento popolare su Explorer e Flying V

Queste chitarre sono per i coraggiosi e gli anticonformisti.

I fan adorano: Il look: Sono un’affermazione. Non passano inosservate e trasudano rock’
‘roll.
Il suono: Il mogano massello e gli humbucker offrono un suono grosso, potente, con un sustain notevole. Sono perfette per riff pesanti e assoli laceranti.
Comfort in piedi (Flying V): Sorprendentemente, la Flying V è molto comoda da suonare in piedi, con la gamba destra che si infila nel cutaway.
Accesso ai tasti alti (Explorer): Il cutaway ampio della Explorer permette un buon accesso anche ai tasti più acuti.

Le critiche più comuni: Ergonomia da seduti: Qui casca l’asino. La Flying V è quasi impossibile da suonare seduti in modo tradizionale. Bisogna appoggiarla tra le gambe. L’Explorer è un po’ più gestibile, ma comunque ingombrante.
Ingombro: Sono chitarre molto grandi e “scomode” da trasportare. Le custodie sono enormi.
Fragilità delle punte: Le “corna” e le “ali” sono esposte e si ammaccano facilmente. Riparare una punta rotta è un classico in questi modelli.
Versatilità estetica: Difficile suonare jazz con una Flying V, anche se tecnicamente il suono lo permetterebbe. Il look le lega a certi generi.

Pro e contro in relazione al prezzo

PRO: Suono potente e sustain: Ideali per hard rock, metal e rock classico.
Look iconico e distintivo: Se vuoi farti notare, queste sono le chitarre giuste.
Buona risonanza e feel: Sono chitarre solide e ben costruite.

CONTRO: Ergonomia limitata: Non sono chitarre per tutti, specialmente per chi suona molto seduto.
Ingombro e fragilità: Grandi, pesanti da trasportare, e con punti delicati.
Prezzo: Anche se spesso meno care di una Les Paul Standard, restano strumenti di fascia alta.

Per chi è adatta / Per chi è meglio evitarla

Adatta a: Musicisti hard rock, metal, punk che vogliono un look e un suono aggressivi.
Chi suona principalmente in piedi.
Collezionisti o appassionati di forme iconiche e non convenzionali.
Chi cerca un sustain massiccio.

Meglio evitarla se: Suoni principalmente seduto.
Hai problemi di spazio o di trasporto.
Preferisci un’estetica più tradizionale o sobria.
Sei un principiante: la forma può rendere l’approccio allo strumento più difficile.

Consiglio finale e alternative

Se l’estetica ti affascina e il sound ti convince, provale. Ma provale seduto e in piedi* per capire se ti trovi bene. Anche qui, Epiphone offre modelli Explorer e Flying V che sono ottime basi per modifiche, con un rapporto qualità-prezzo molto più accessibile. Marchi come Jackson, ESP/LTD o Dean offrono alternative con forme simili (o ancora più estreme) e un focus maggiore sul metal.

Il Dilemma Gibson: Prezzo, Qualità e il Tuo Garage

Abbiamo fatto un bel giro tra le chitarre elettriche Gibson principali. Ora, mettiamo insieme i pezzi. Il marchio Gibson ha un fascino innegabile, una storia che ti entra dentro. Ma c’è un elefante nella stanza che dobbiamo affrontare: il prezzo e, storicamente, la questione del controllo qualità.

egli anni, Gibson ha avuto alti e bassi. Ci sono state annate in cui il

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