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Guida alle Gibson elettriche principali

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Guida alle Gibson elettriche principali

Allora, mettiamoci comodi. Parlare di chitarre elettriche Gibson è un po’ come aprire il vaso di Pandora per un sacco di gente. C’è chi le venera, chi le critica ferocemente, chi le sognerebbe la notte e chi, come me, le ha smontate e rimontate in garage per capirci qualcosa di più. Se sei qui, probabilmente hai in testa una di quelle sei corde con la paletta a libro aperto, e ti stai chiedendo se ne vale la pena, quale scegliere, e soprattutto, se i soldi che ci butterai sopra sono spesi bene. Non sono un liutaio professionista, intendiamoci. Sono uno che, come te, ha imparato a forza di prove ed errori. Ho comprato legni sbagliati, ho saldato pickup al contrario, ho fatto routing che sembravano fatti da un castoro impazzito. Ma alla fine, ogni volta, ho imparato qualcosa. E quello che ho imparato, è che dietro al nome “Gibson” c’è un mondo di storia, di innovazione (e a volte di scelte discutibili), che va capito bene prima di tirare fuori la carta di credito. Il problema che vedo spesso è che si compra un nome, un’icona, senza capire davvero cosa si sta portando a casa. Magari ti piace il suono di Slash, o di Angus Young, e pensi che basti comprare una Gibson per avere quel suono. Non è così semplice. Ogni modello ha la sua anima, i suoi pregi e i suoi difetti, e il “sentimento popolare” che gira online, credimi, non è sempre campato per aria. Anzi. L’idea di questa guida è proprio quella di darti una bussola. Vediamo insieme i modelli più iconici, quelli che hanno fatto la storia e che ancora oggi sono i più desiderati. Analizziamo cosa c’è sotto il cofano, cosa dicono quelli che ci hanno messo le mani sopra (e i soldi), e cerchiamo di capire per chi è fatta una certa chitarra e per chi, invece, potrebbe essere un errore. Questo non è un catalogo patinato, ma una chiacchierata onesta, da uno che ha visto qualche trucco del mestiere e non ha paura di dire pane al pane.

Il mondo Gibson: cosa aspettarsi in generale

Prima di tuffarci nei singoli modelli, facciamo un passo indietro. Quando si parla di chitarre Gibson, ci sono alcune costanti, quasi dei “marchi di fabbrica”, che ritroverai un po’ ovunque. Capire queste caratteristiche generali ti aiuterà a inquadrare meglio ogni singola sei corde. Innanzitutto, la scala. La maggior parte delle Gibson elettriche ha una scala da 24.75 pollici (circa 62.86 cm). Questo è più corto rispetto allo standard Fender (25.5 pollici). Cosa significa per te? Una tensione delle corde leggermente inferiore, un feel più “morbido” al tocco e, per molti, un bending facilitato. Il suono tende a essere un po’ più caldo e con un sustain notevole, anche se a volte si perde un pizzico di brillantezza e definizione rispetto a chitarre con scala più lunga. I legni sono un altro punto cardine. Storicamente, Gibson ha fatto largo uso di mogano per body e manico, spesso accoppiato a un top in acero per le Les Paul. Questa combinazione di legni contribuisce a quel timbro caldo, corposo e risonante che è diventato sinonimo del marchio. Negli anni, ci sono state variazioni, come i body in noce o i manici in acero per alcuni modelli o serie specifiche, ma il mogano resta il re. I pickup, quasi sempre humbucker, sono un altro elemento distintivo. Dai P.A.F. storici ai Burstbucker, ’57 Classics, 490R/498T e altri, Gibson ha sempre puntato su humbucker che offrono un output generoso e un suono ricco di medie frequenze. Questo li rende perfetti per il rock, il blues e il jazz, ma anche capaci di sporcarsi bene con un po’ di gain. Infine, la finitura. Le chitarre Gibson sono quasi sempre rifinite con vernice nitrocellulosica. Questa finitura è più sottile rispetto alle moderne poliuretaniche, permettendo al legno di “respirare” e di invecchiare in modo più naturale, sviluppando il classico “checking” (le crepe nella vernice) nel tempo. Certo, è anche più delicata e meno resistente a urti e graffi.

Gibson Les Paul: L’Icona Indiscussa

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Iniziamo dal pezzo grosso, la Gibson Les Paul. Non c’è chitarra che urli “rock” più di lei. Nata negli anni ’50, ha attraversato decenni di musica, finendo tra le mani di leggende come Jimmy Page, Slash, Joe Perry e decine di altri. Ma dietro al mito, cosa c’è davvero?

Gibson Les Paul Standard

La Les Paul Standard è il punto di riferimento, quella che ti viene in mente quando pensi a “Les Paul”. Nel corso degli anni ha avuto diverse incarnazioni, ma il concetto di base rimane lo stesso: una macchina da rock e blues con un sustain da paura.

Caratteristiche tecniche

Legno del corpo: Mogano massello con top in acero figurato (flamed o quilted maple). Spesso, nelle versioni moderne, presenta un “weight relief” (camere tonali o fori) per ridurre il peso. Legno del manico:

Mogano. Tipo di manico: Varia a seconda dell’anno e della serie. Può essere un profilo ’50s vintage (più grosso e rotondo) o un ’60s Slim Taper (più sottile e veloce). Tastiera in palissandro (rosewood) o, in passato, ebano. Pickup: Tipicamente humbucker, come i Burstbucker (negli ultimi anni spesso Burstbucker 61R/T o Burstbucker Pro), progettati per replicare il suono dei P.A.F. originali. Configurazione HH. Scala: 24.75 pollici. Hardware: Ponte Tune-o-matic e Stopbar tailpiece in alluminio (o lega di zinco), meccaniche Grover o Kluson (vintage-style). Capotasto in Graph Tech o osso. Finitura: Nitrocellulosa lucida, spesso con colori “burst” iconici. Note costruttive rilevanti: Binding crema su corpo e manico, intarsi trapezoidali sulla tastiera. A volte, cablaggio ’50s style per una migliore interazione volume/tono.

Sentimento popolare

La Les Paul Standard è venerata per il suo suono grosso, caldo e il sustain quasi infinito. La comunità la considera la quintessenza del tono rock. Tuttavia, il suo peso è spesso oggetto di discussione: le versioni non-weight-relieved possono essere davvero pesanti, un problema per chi suona per ore in piedi. La versatilità sonora è buona, ma non è una chitarra che si adatta a tutti i generi con la stessa facilità di una Stratocaster. Il prezzo è elevato, e questo la rende spesso un acquisto “di una vita”. La qualità costruttiva è generalmente alta, ma in passato ci sono stati periodi in cui il controllo qualità di Gibson è stato criticato, specialmente su dettagli minori.

Pro e Contro in relazione al prezzo

PRO: Suono iconico e inconfondibile, sustain eccezionale, estetica classica e affascinante, valore di rivendita elevato. CONTRO:

Prezzo molto alto, peso considerevole (specialmente sui modelli non-weight-relieved), il profilo del manico ’50s non è per tutti, la finitura nitro è delicata.

Per chi è adatta / Per chi è meglio evitarla

Adatta a: Rocker, bluesman, jazzisti che cercano un suono corposo e caldo, musicisti che apprezzano l’estetica classica e il feeling di una chitarra storica. Chi ha un budget elevato e vuole un investimento a lungo termine. Meglio evitarla se:

Hai un budget limitato, preferisci chitarre leggere, cerchi una super-versatilità per generi moderni, o non ti trovi bene con manici più spessi.

Gibson Les Paul Studio

La Les Paul Studio nasce come versione più “spartana” e accessibile della Standard, pensata per i musicisti che cercano il suono e il feeling Les Paul senza le fronzoli estetiche e il costo elevato.

Caratteristiche tecniche

Legno del corpo: Mogano massello, spesso con top in acero, ma senza la figurazione estetica della Standard. Spesso con weight relief. Legno del manico:

Mogano. Tipo di manico: Generalmente un profilo Slim Taper ’60s, più comodo per molti. Tastiera in palissandro. Pickup: Spesso monta humbucker Gibson 490R (manico) e 498T (ponte), noti per essere un po’ più hot e moderni rispetto ai Burstbucker. Scala: 24.75 pollici. Hardware: Ponte Tune-o-matic e Stopbar tailpiece, meccaniche Grover o equivalenti. Finitura: Nitrocellulosa, spesso satinata o lucida, ma con meno opzioni di colore rispetto alla Standard e senza binding su corpo e manico. Note costruttive rilevanti: Assenza di binding sul corpo e sul manico, intarsi a punti (dot inlays) o trapezoidali semplici.

Sentimento popolare

La Studio è vista come la “working man’s Les Paul”. Molti la apprezzano per il rapporto qualità/prezzo, offrendo un suono e un feel molto vicini alla Standard a un costo significativamente inferiore. C’è chi la considera “meno prestigiosa” per la mancanza di binding e top figurati, ma la maggior parte concorda che il suono è quello giusto. È una delle Gibson elettriche più gettonate per chi vuole entrare nel mondo del marchio senza svenarsi.

Pro e Contro in relazione al prezzo

PRO: Ottimo rapporto qualità/prezzo per il suono Les Paul, più leggera (spesso) e comoda da suonare rispetto ad alcune Standard, il profilo del manico Slim Taper è molto apprezzato. CONTRO:

Estetica meno “premium” (mancanza di binding, top non figurato), i pickup 490R/498T sono ottimi ma potrebbero non piacere a chi cerca il suono vintage puro dei Burstbucker.

Per chi è adatta / Per chi è meglio evitarla

Adatta a: Musicisti che cercano il suono e il feel di una Les Paul autentica ma con un budget più contenuto. Ottima per i concerti dove non si vuole rischiare uno strumento più costoso. Meglio evitarla se:

L’estetica e il prestigio di una Les Paul “completa” sono fondamentali per te.

Gibson Les Paul Special e Junior

Queste due sono le sorelle minori, più spartane e dirette, ma con un carattere tutto loro.

Caratteristiche tecniche (generali)

Legno del corpo: Mogano massello, spesso senza top in acero (slab body). Legno del manico:

Mogano. Tipo di manico: Profili vari, spesso più robusti. Tastiera in palissandro. Pickup: Junior: Un singolo P90 al ponte. Special: Due P90 (manico e ponte). Scala: 24.75 pollici. Hardware: Ponte wraparound (compensato o non), meccaniche Kluson style. Finitura: Nitrocellulosa. Note costruttive rilevanti: Design semplice, senza binding, intarsi a punti.

Sentimento popolare

La Junior e la Special sono amate per la loro semplicità, il suono grezzo e potente dei P90, e il loro carattere “punk-rock”. La Junior, con il suo singolo P90, è la quintessenza del “less is more”, mentre la Special offre un po’ più di versatilità. Sono considerate ottime per generi che richiedono un suono diretto e aggressivo, dal blues al garage rock. Il ponte wraparound è a volte oggetto di discussione per l’intonazione, ma molti lo trovano parte del fascino vintage.

Pro e Contro in relazione al prezzo

PRO: Suono potente e unico dei P90, leggerezza, prezzo più accessibile rispetto ad altre Les Paul, look vintage e iconico. CONTRO:

Versatilità limitata (specialmente la Junior), l’intonazione del ponte wraparound può essere un compromesso, il suono dei P90 può essere rumoroso (single coil hum).

Per chi è adatta / Per chi è meglio evitarla

Adatta a: Musicisti punk, garage rock, blues che cercano un suono crudo, diretto e con tanto carattere. Chi ama la semplicità e la reattività dei P90. Meglio evitarla se:

Cerchi una chitarra versatile per molti generi, hai bisogno di humbucker silenziosi, o non ti piace il suono “ringhioso” dei P90.

Gibson SG: La Diavoletta Scattante

La Gibson SG, nata come “Les Paul Solid Guitar” negli anni ’60, è diventata presto un’icona a sé stante, associata a chitarristi come Angus Young, Tony Iommi e Pete Townshend. È una bestia completamente diversa dalla Les Paul, più leggera, più veloce e con un carattere distintivo.

Gibson SG Standard

La SG Standard è il modello più riconoscibile e desiderato della famiglia SG.

Caratteristiche tecniche

Legno del corpo: Mogano massello. Legno del manico:

Mogano. Tipo di manico: Profilo Slim Taper ’60s, veloce e sottile. Tastiera in palissandro. Pickup: Generalmente humbucker Gibson 490R (manico) e 498T (ponte) o ’57 Classics. Scala: 24.75 pollici. Hardware: Ponte Tune-o-matic e Stopbar tailpiece, meccaniche Kluson Deluxe o Grover. Finitura: Nitrocellulosa lucida. Note costruttive rilevanti: Doppio cutaway simmetrico, battipenna “batwing” (a pipistrello) o più piccolo. Intarsi trapezoidali.

Sentimento popolare

La SG è amata per la sua leggerezza, l’ottimo accesso agli ultimi tasti grazie al doppio cutaway e il manico veloce. È una chitarra che “si attacca” bene al corpo e permette grande libertà di movimento. Il suo timbro è spesso descritto come più “arioso” e con più sustain rispetto a una Les Paul, ma anche più “sottile” o meno corposo. Il famoso “neck dive” (il manico che tende a scendere quando si suona in piedi) è una lamentela comune, ma molti imparano a conviverci o usano cinghie più larghe. È una delle Gibson elettriche preferite da chi suona hard rock e metal.

Pro e Contro in relazione al prezzo

PRO: Leggerezza, eccellente accesso ai tasti superiori, manico veloce, look iconico e distintivo, suono aggressivo e chiaro. CONTRO:

Problema del neck dive, il suono potrebbe essere percepito come meno “grosso” di una Les Paul, la posizione del ponte può risultare un po’ scomoda per alcuni.

Per chi è adatta / Per chi è meglio evitarla

Adatta a: Chitarristi hard rock, blues-rock, metal che cercano una chitarra leggera, veloce e con un accesso facilitato ai registri alti. Perfetta per chi si muove molto sul palco. Meglio evitarla se:

on sopporti il neck dive, preferisci il suono massiccio e il sustain infinito di una Les Paul, o cerchi una chitarra da seduto molto bilanciata.

Gibson ES-335: L’Eleganza Semi-Hollow

La Gibson ES-335, introdotta nel 1958, è stata una vera rivoluzione. Univa la risonanza e il calore di una chitarra hollow-body con la resistenza al feedback di una solid-body, grazie al blocco centrale in acero. È diventata la scelta di jazzisti, bluesman e rock star, da B.B. King a Dave Grohl.

Caratteristiche tecniche

Legno del corpo: Acero laminato (3 strati) con un blocco centrale in acero massello. Legno del manico:

Mogano. Tipo di manico: Profili vari, spesso Slim Taper o ’50s rounded. Tastiera in palissandro. Pickup: Tipicamente humbucker, come i ’57 Classics o i Burstbucker, per un suono caldo e vintage. Scala: 24.75 pollici. Hardware: Ponte Tune-o-matic e Stopbar tailpiece, meccaniche Kluson vintage-style. Finitura: Nitrocellulosa lucida. Note costruttive rilevanti: F-holes sul top, binding su corpo e manico.

Sentimento popolare

La 335 è universalmente elogiata per la sua incredibile versatilità. Può passare da suoni jazz vellutati a crunch blues graffianti, fino a ruggiti rock. Il blocco centrale risolve gran parte dei problemi di feedback delle hollow-body pure, rendendola adatta anche a volumi più elevati. La sua dimensione è un fattore: è una chitarra grande, e non tutti la trovano comoda. Il prezzo è elevato, ma giustificato dalla complessità costruttiva e dalla qualità sonora. È una delle Gibson elettriche più sofisticate e apprezzate.

Pro e Contro in relazione al prezzo

PRO: Estrema versatilità sonora, sustain eccellente, suono caldo, risonante e ricco di armoniche, estetica elegante e iconica. CONTRO:

Dimensioni generose che possono risultare scomode per alcuni, prezzo elevato, può ancora soffrire di feedback ad altissimi volumi e gain estremo.

Per chi è adatta / Per chi è meglio evitarla

Adatta a: Musicisti jazz, blues, classic rock, fusion che cercano una chitarra versatile, con un suono ricco e una grande espressività. Chi apprezza la risonanza delle semi-hollow. Meglio evitarla se:

Cerchi una chitarra piccola e compatta, suoni generi ad altissimo gain (metal estremo), o hai un budget limitato.

Gibson Explorer e Flying V: Le Forme Audaci

Le Gibson Explorer e Flying V, introdotte anch’esse nel 1958, erano talmente avanti sui tempi che all’inizio non riscossero successo. Solo negli anni ’70 e ’80, con l’avvento dell’hard rock e del metal, queste forme radicali trovarono il loro pubblico, diventando simboli di aggressività e originalità.

Caratteristiche tecniche (generali per entrambi i modelli)

Legno del corpo: Mogano massello. Legno del manico:

Mogano. Tipo di manico: Spesso profili Slim Taper ’60s, veloci. Tastiera in palissandro. Pickup: Humbucker potenti, spesso i 490R/498T o modelli ancora più hot, pensati per il rock e il metal. Scala: 24.75 pollici. Hardware: Ponte Tune-o-matic e Stopbar tailpiece, meccaniche Grover. Finitura: Nitrocellulosa. Note costruttive rilevanti: Le forme estreme sono la caratteristica principale.

Sentimento popolare

Queste chitarre sono amate per il loro look unico e la loro attitudine da “ribelli”. L’Explorer è spesso elogiata per essere sorprendentemente comoda da suonare da seduti (il bordo inferiore si appoggia bene sulla gamba) e per il suo sustain. La Flying V, d’altro canto, è un’icona visiva ma può essere un po’ più scomoda da suonare da seduti a causa della sua forma. Entrambe offrono un suono potente e aggressivo, perfetto per il rock e il metal. Il “neck dive” può essere un problema più accentuato sulla Flying V.

Pro e Contro in relazione al prezzo

PRO: Look unico e distintivo che fa girare la testa, suono potente e aggressivo, ottimo sustain, sorprendentemente comode per alcuni (Explorer da seduti). CONTRO:

Le forme estreme possono essere scomode in alcune situazioni (Flying V da seduti), il neck dive può essere un problema (specialmente V), non sono le chitarre più versatili per generi “puliti”.

Per chi è adatta / Per chi è meglio evitarla

Adatta a: Chitarristi hard rock, metal, progressive che vogliono distinguersi e cercano un suono potente. Chi ha un debole per le forme “weird” e iconiche. Meglio evitarla se:

Preferisci l’anonimato, cerchi una chitarra estremamente ergonomica per ogni situazione, o suoni generi che richiedono toni molto puliti e delicati.

Consigli generali per l’acquisto di una Gibson

Dopo aver esplorato i modelli principali, vorrei darti qualche dritta che vale per tutte le chitarre Gibson, specialmente se sei in procinto di fare un acquisto importante.

Nuovo o Usato?

Le Gibson nuove sono costose, non ci giriamo intorno. L’usato può essere un’ottima opzione per risparmiare, ma richiede attenzione. Controlla sempre il seriale per l’anno di produzione, esamina bene il manico (curvatura, tasti usurati, truss rod funzionante), l’elettronica (potenziometri rumorosi, saldature fredde) e la paletta (punto debole per le rotture). Una buona Gibson usata può essere un affare pazzesco, ma una malandata può trasformarsi in un incubo.

Pickup e Sound

on fermarti al nome del pickup. Un Burstbucker non è uguale a un 490R/498T, che a sua volta è diverso da un P90. Ogni pickup ha il suo carattere. Se compri una Les Paul Studio e non ti piace il suono, non disperare. Cambiare i pickup è una delle modifiche più comuni e che dà più soddisfazione. Ho passato notti intere a provare diverse configurazioni, e credimi, fa una differenza abissale. Puoi esplorare un mondo di possibilità per modificare la propria chitarra, partendo proprio dai pickup.

Il Setup è Fondamentale

Qualsiasi chitarra, ma una Gibson in particolare, ha bisogno di un buon setup. Un’azione troppo alta, un’intonazione sbagliata o un truss rod non regolato possono rovinare l’esperienza. Se non sei pratico, portala da un buon liutaio. Un setup professionale trasforma lo strumento e lo rende davvero tuo. Ricordo la prima volta che ho regolato l’action su una mia Les Paul, sembrava di suonare un’altra chitarra!

Non Aver Paura di Sperimentare

on comprare una Gibson solo perché ce l’ha il tuo idolo. Prova i diversi modelli, senti come ti stanno addosso, come suonano con il tuo amplificatore. La chitarra perfetta è quella che ti ispira e ti fa venire voglia di suonare. E non aver paura di personalizzarla. Un ponte TonePros, dei condensatori di qualità, o un nuovo set di meccaniche possono fare miracoli.

Considerazioni finali e alternative

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio nel mondo delle Gibson elettriche principali. Spero che questa chiacchierata onesta ti abbia dato qualche strumento in più per orientarti. Le chitarre Gibson non sono perfette, hanno i loro difetti e le loro peculiarità, ma hanno un’anima e un suono che hanno plasmato la storia della musica. Se il tuo budget non te lo permette, o se semplicemente cerchi qualcosa di diverso, il mercato offre tantissime alternative valide. Epiphone, il “marchio sorella” di Gibson, produce repliche molto fedeli a prezzi accessibili. Aziende come Tokai, Greco, Heritage Guitars (formata da ex dipendenti Gibson) offrono strumenti di altissima qualità che spesso replicano o si ispirano ai classici Gibson, a volte con un rapporto qualità/prezzo sorprendente. Ma ricorda, nessuna di queste sarà “una Gibson” al 100%, e non è detto che debba esserlo. L’importante è trovare lo strumento che risuona con te. Scegliere una chitarra Gibson è spesso una questione di cuore, ma spero che questa guida ti aiuti a farla anche con la testa. Valuta bene le tue esigenze, il tuo budget, il tuo stile musicale e, soprattutto, prova, prova, prova. Solo così troverai la sei corde giusta per te. Ricorda che la musica la fai tu, non solo lo strumento, ma un buon compagno di viaggio fa sempre la differenza.

FAQ

Qual è la migliore Gibson per iniziare a suonare?

Per iniziare, un modello come la Gibson Les Paul Studio o la Gibson SG Standard può essere un’ottima scelta. Offrono il suono e il feel Gibson a un prezzo più accessibile rispetto ai modelli di punta, senza sacrificare troppo in termini di qualità. La loro versatilità le rende adatte a esplorare vari generi musicali.

Vale la pena comprare una Gibson usata?

Assolutamente sì, comprare una chitarra Gibson usata può essere un affare eccellente. Spesso si possono trovare strumenti di alta qualità a un prezzo significativamente inferiore rispetto al nuovo. Tuttavia, è fondamentale ispezionare attentamente la chitarra o farla controllare da un liutaio di fiducia per assicurarsi che sia in buone condizioni e non abbia problemi nascosti.

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