Problemi di intonazione? Regola la selletta in 3 mosse

Quante volte ti è capitato di accordare la chitarra a vuoto, suonare un accordo di Sol al terzo tasto e sentire che qualcosa non quadra? Magari un bel power chord al settimo, e zac: stonatissimo. Ti prende un nervosismo che ti verrebbe voglia di appendere lo strumento al muro, vero? Ti capisco, ci sono passato anch’io. Tante volte.

All’inizio pensavo fosse colpa delle mie orecchie, o magari della luna storta. Poi ho capito: era un problema di intonazione, e la colpa non era della luna, ma delle sellette del ponte regolate male. E la cosa più bella è che, con un minimo di pazienza e gli attrezzi giusti, è una cosa che puoi risolvere tranquillamente nel tuo garage, proprio come ho fatto io.

on sono un liutaio professionista, sia chiaro. Sono uno che ha costruito e messo mano a un bel po’ di chitarre elettriche, ha sbagliato, ha rifatto, e ogni volta ha imparato qualcosa. Questa operazione, la regolazione della selletta della chitarra elettrica, è una di quelle che mi ha dato più soddisfazione, perché il risultato si sente subito, eccome! Ti cambia proprio l’esperienza di suonare.

Se la tua chitarra suona “slegata” o “falsa” quando premi i tasti, anche se le corde a vuoto sono perfettamente accordate, allora questo articolo fa per te. Ti guiderò passo passo, con tutti i trucchi e gli errori da evitare che ho imparato sulla mia pelle. Se ci sono riuscito io, puoi riuscirci anche tu.

La maledizione dell’intonazione: capiamo il problema alla radice

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Prima di mettere mano al cacciavite, è fondamentale capire cosa stiamo cercando di risolvere. L’intonazione della chitarra elettrica non è altro che la capacità dello strumento di suonare la nota corretta su ogni tasto e su ogni corda. Sembra banale, ma non lo è affatto.

Immagina di suonare un Mi basso a vuoto. Perfetto. Poi premi il dodicesimo tasto sulla stessa corda. Dovrebbe essere un altro Mi, esattamente un’ottava sopra. Se il tuo accordatore ti dice che è un Mi bemolle o un Mi diesis, ecco, l’intonazione è fuori fase.

Ma perché succede? La fisica dietro la produzione del suono di una corda è tutta una questione di lunghezza, tensione e massa. Quando premi un tasto, stai di fatto accorciando la lunghezza vibrante della corda. Se questa lunghezza “accorciata” non è esattamente quella che dovrebbe essere per produrre la nota desiderata, la chitarra suonerà stonata.

Il punto dolente è che la lunghezza della corda varia leggermente anche a seconda di come la si preme, della sua altezza dalla tastiera (l’action), e persino dello spessore delle corde stesse. Ecco perché la regolazione della selletta è una finezza, un aggiustamento di precisione che compensa tutte queste piccole variabili. È il modo in cui diciamo alla chitarra: “Ok, questa corda, a questa altezza, con questa tensione, suonerà giusta su ogni tasto”.

All’inizio, quando costruivo le mie prime chitarre, questa cosa mi mandava in palla. Montavo tutto, cablavo i pickup, davo la finitura, e poi al momento di suonare… un disastro. Mi sentivo un incapace. Poi ho scoperto che l’intonazione è l’ultimo tassello del puzzle, e se i pezzi precedenti non sono a posto, anche l’intonazione ne risente.

Il cuore di tutto questo processo è la selletta. Ogni corda della tua chitarra ha una selletta individuale sul ponte. Queste sellette non sono lì solo per tenere su le corde, ma sono il punto esatto in cui la corda “finisce” sul lato del ponte. Ogni selletta può essere spostata avanti e indietro, modificando la lunghezza totale della corda vibrante. Ed è proprio su questo movimento che andremo a lavorare.

Che tu abbia un ponte fisso tipo Tune-o-matic, un tremolo stile Stratocaster o un hardtail, il principio è lo stesso: c’è una vite per ogni selletta che ti permette di regolarne la posizione. A volte sono viti a croce, a volte a brugola, ma il loro scopo è identico: variare la lunghezza della corda dal capotasto alla selletta. È un meccanismo semplice, ma potentissimo.

Attrezzi del mestiere (e un po’ di pazienza)

Ok, basta teoria per ora. Mettiamoci al lavoro. Ma prima, come ogni buon artigiano (o pseudo-artigiano come me), assicuriamoci di avere gli attrezzi giusti. Non serve un’officina spaziale, ma un minimo di equipaggiamento sì. E ti dirò, non è solo questione di attrezzi fisici, ma anche di quello che hai in testa.

Ecco cosa ti serve per una corretta regolazione selletta chitarra elettrica:

1. Accordatore Cromatico di Precisione: Dimentica l’accordatore del cellulare per accordare al volo. Qui serve un accordatore serio, uno che ti dia una lettura precisa al cent. Io uso il mio vecchio Korg Pitchblack, ma anche un Polytune o un accordatore a pedale di buona qualità vanno benissimo. La precisione è tutto.n2. Cacciavite o Chiave a Brugola: Dipende dal tipo di ponte e dalle viti delle tue sellette. Sulle Stratocaster o Telecaster di solito sono viti a croce piccole. Sui Tune-o-matic o alcuni tremolo, possono essere brugole. Assicurati di avere la misura giusta per non spanare le viti. L’ho fatto una volta, e ho dovuto tirar giù il ponte. Non divertente.n3. Set di Corde Nuove: Questo è FONDAMENTALE. Corde vecchie, ossidate, usurate non terranno mai un’intonazione stabile e precisa. Cambiale prima di iniziare. È un investimento minimo che ti risparmierà un sacco di frustrazione.n4. Righello o Spessimetro per Action e Neck Relief: Anche se l’articolo è sulle sellette, l’intonazione dipende da una buona base. Avere un manico dritto e un’action impostata correttamente è il primo passo. Ti servirà per controllare queste cose prima di toccare le sellette. Non serve che tu sia un maniaco delle misurazioni, ma sapere se il manico è a banana o l’action è a mezz’aria, è importante.n5. Panno Morbido: Per appoggiare la chitarra e proteggerla da graffi. Non è un attrezzo, ma è buon senso.n6. Pazienza: Questo è l’attrezzo più importante. Non è un lavoro da fare di fretta. Ogni corda richiede attenzione e piccoli aggiustamenti. Se ti senti frustrato, fai una pausa. Non è una gara.

Pre-requisiti fondamentali (non saltarli!):

Prima di iniziare a toccare le sellette, ci sono due cose che devono essere a posto. Fidati di chi ti dice che saltare questi passaggi ti farà perdere ore e ti farà venire il mal di testa.

Corde Nuove: L’ho già detto, ma lo ripeto. Corde fresche, appena montate, ben stirate. Le corde vecchie non intonano bene, punto. Non sprecare il tuo tempo.
Neck Relief (Curvatura del Manico) Corretto: Se il manico è troppo curvo (troppo concavo) o troppo dritto (troppo convesso), la chitarra non intonerà mai correttamente. Controlla il neck relief con uno spessimetro o, se non ce l’hai, con il metodo “a occhio”: premi la sesta corda al primo tasto e poi al punto dove il manico si unisce al corpo (o all’ultimo tasto). A metà della corda, tra il settimo e il nono tasto, dovresti vedere un piccolo spazio, tipo lo spessore di un foglio di carta o un capello. Se non c’è, o ce
‘è troppo, devi agire sul truss rod. Non è l’argomento di oggi, ma è un passaggio obbligato. Se non sai come fare, dai un’occhiata qui per capire come modificare la chitarra, inclusa la regolazione del truss rod.
Action (Altezza delle Corde) Giusta: Anche l’altezza delle corde sopra la tastiera influisce sull’intonazione. Se le corde sono troppo alte, dovrai premere con più forza, e questo le farà suonare leggermente più diesis. Se sono troppo basse, potresti avere problemi di fret buzz. Regola l’action secondo le tue preferenze o le specifiche del costruttore, prima di intonare.

Una volta che questi tre punti sono a posto (corde nuove, neck relief e action), sei pronto per la vera e propria regolazione delle sellette. La base è solida, ora possiamo costruire il resto.

Il metodo Mimmo: Regolazione sellette passo-passo

Finalmente ci siamo. La chitarra è pronta, gli attrezzi sono sul tavolo, e tu hai la giusta dose di calma. Ricorda, non è una gara di velocità, è un’operazione di precisione.

Passo 0: Preparazione mentale e strumentale

Per prima cosa, appoggia la chitarra su una superficie stabile e morbida, tipo un tappeto o un panno spesso. Deve essere comoda da raggiungere e non deve muoversi.

Monta le corde nuove: Se non l’hai già fatto, monta le corde nuove e stirale per bene. Suona qualche accordo, fai dei bending, in modo che si assestino.
Accordatura di base: Accorda la chitarra perfettamente con il tuo accordatore cromatico. Fai un giro completo, poi riparti dalla sesta corda e ri-accorda tutto. Le corde tendono a calare all’inizio.
Verifica Neck Relief e Action: Come detto prima, fai un check veloce. Se sono a posto, prosegui. Se no, fermati e sistemali. Non ha senso intonare se la base non è corretta.

Ora sei pronto. Inizieremo con la sesta corda (il Mi basso) e procederemo verso la prima.

Passo 1: La nota aperta e il dodicesimo tasto

Questo è il cuore della regolazione selletta chitarra elettrica. Il principio è semplice: la nota suonata a vuoto e la nota suonata al dodicesimo tasto devono essere IDENTICHE.

1. Accorda la corda a vuoto: Prendi la sesta corda (Mi basso). Suonala a vuoto e accordala PERFETTAMENTE con il tuo accordatore cromatico. Deve essere al centro, senza sbalzi.n2. Controlla il dodicesimo tasto: Ora, premi delicatamente la sesta corda al dodicesimo tasto. Non premere con troppa forza, altrimenti la tirerai leggermente su di tono. Suonala e guarda il tuo accordatore.
Cosa vedi sull’accordatore? Se la nota al 12° tasto è diesis (sharp): Significa che la corda è troppo corta. Per farla suonare più bassa, devi allungarla. Per allungarla, devi spostare la selletta indietro, cioè verso il ponte.
Se la nota al 12° tasto è bemolle (flat): Significa che la corda è troppo lunga. Per farla suonare più alta, devi accorciarla. Per accorciarla, devi spostare la selletta avanti, cioè verso il manico.

Questo è il concetto chiave. Se te lo ricordi, sei già a metà dell’opera. “Diesis = sposta indietro”, “Bemolle = sposta avanti”.

Passo 2: Movimenti piccoli e iterativi

Ora che sai in che direzione muoverti, è il momento di agire sulla selletta.

1. Prendi il cacciavite/brugola: Inseriscilo nella vite di regolazione della selletta della sesta corda.n2. Fai un piccolo aggiustamento: Gira la vite di un quarto di giro, massimo mezzo giro alla volta. Non esagerare. Un piccolo movimento della vite corrisponde a uno spostamento significativo della selletta.n3. Ri-accorda la corda a vuoto: Ogni volta che tocchi la selletta, la tensione della corda cambia. Quindi, ri-accorda la corda a vuoto perfettamente.n4. Ri-controlla il dodicesimo tasto: Suona di nuovo la corda al 12° tasto e controlla l’accordatore.n5. Ripeti: Continua con questi piccoli aggiustamenti, ri-accordando e ricontrollando, fino a quando la nota a vuoto e la nota al 12° tasto sono identiche sul tuo accordatore (o quasi, un cent in più o in meno è accettabile per i comuni mortali come noi).

Questa è la parte che richiede pazienza. A volte ti sembrerà di non arrivare mai al punto. Farai un passo avanti e mezzo indietro. È normale. La prima volta che l’ho fatto, pensavo di impazzire. Poi ho capito che è questione di sensibilità e di non forzare.

Una volta intonata la sesta corda, passa alla quinta, poi alla quarta e così via, fino alla prima corda (il Mi cantino). Segui lo stesso identico procedimento per ognuna.

Passo 3: Verifica e affinamento

Quando hai finito tutte e sei le corde, non è ancora il momento di festeggiare del tutto.

1. Suona degli accordi: Prendi la chitarra e suona i tuoi accordi preferiti: Sol, Do, Re, Mi, La minore. Ascolta attentamente. Suonano puliti? C’è ancora qualche dissonanza fastidiosa?n2. Suona su e giù per il manico: Prova a suonare delle scale o dei riff in diverse posizioni. L’intonazione dovrebbe essere buona su tutto il manico.n3. Doppio controllo: A volte, la regolazione di una corda può influenzare leggermente le altre. Fai un secondo giro di controllo su tutte le corde, verificando di nuovo la nota a vuoto e quella al 12° tasto. Potresti dover fare qualche piccolo aggiustamento finale. Questo è particolarmente vero per i ponti tremolo, dove la tensione generale del ponte è più sensibile.

Se tutto suona bene, complimenti! Hai appena intonato la tua chitarra da solo. Hai fatto un lavoro che molti portano dal liutaio e hai capito un altro pezzo importante di come funziona il tuo strumento.

Un piccolo trucco che ho imparato:
A volte, dopo aver intonato, mi piace fare un bending al dodicesimo tasto e vedere se la nota regge bene. Se la selletta è troppo “spigolosa” o la corda non scorre bene, potresti avere problemi di stabilità. Ma questo è un altro capitolo. Per ora, l’importante è che le note siano giuste.

Errori da principiante (e come non ripeterli)

Come ti dicevo, ho fatto tanti errori. E la regolazione delle sellette non ha fatto eccezione. Ecco una lista di quelli più comuni, così tu non dovrai farli.

Non cambiare le corde: Questo è l’errore numero uno. Sembra una sciocchezza, ma corde vecchie, sporche o ossidate non vibrano in modo uniforme. Hanno punti di usura che alterano la loro massa e tensione lungo la lunghezza, rendendo impossibile un’intonazione precisa. È come cercare di accordare un pianoforte con i martelletti rotti. Non funziona. Spendi quei dieci euro per un set di corde nuove, ti risparmierai ore di frustrazione.
Saltare neck relief e action: Ti ho già stressato su questo, ma è davvero cruciale. L’intonazione è l’ultimo anello della catena di setup. Se il manico è troppo curvo, le corde avranno una lunghezza vibrante effettiva diversa da quella che dovrebbero, soprattutto nei primi tasti. Se l’action è troppo alta, la pressione extra necessaria per premere la corda la farà suonare più diesis. È come costruire un tetto senza aver messo le fondamenta: crollerà tutto.
Usare un accordatore impreciso: Ho visto gente provare a intonare con l’accordatore integrato nell’amplificatore o con app gratuite sul telefono che non sono poi così precise. Ti serve un accordatore cromatico che ti dia una lettura stabile e affidabile, con una precisione di almeno un cent. Se il tuo accordatore “balla” troppo, non sarai mai sicuro di dove ti trovi.
Movimenti bruschi e fretta: Questa è la parte dove la pazienza paga. Le viti delle sellette sono piccole e i loro effetti sono sensibili. Un giro completo può spostare la selletta di molto. Fare piccoli aggiustamenti, un quarto di giro alla volta, e poi ri-accordare e ricontrollare, è il modo giusto. Se provi a fare tutto in cinque minuti, finirai per fare avanti e indietro all’infinito o, peggio, spanare una vite.
Dimenticare di ri-accordare a vuoto: Ogni volta che sposti la selletta, cambi la tensione sulla corda. Questo significa che la nota a vuoto si sposterà. Se non la ri-accordi perfettamente prima di controllare il dodicesimo tasto, stai confrontando mele con pere. È un passaggio che non va mai saltato.
Non capire il “perché”: Se non hai chiaro il concetto che “diesis = corda troppo corta = spostare indietro” e “bemolle = corda troppo lunga = spostare avanti”, ti sentirai perso. Ripeti mentalmente questa regola finché non ti entra in testa. Ti guiderà in ogni aggiustamento.
Mancanza di fiducia: All’inizio, è facile farsi prendere dallo sconforto. “Non ci riuscirò mai”, “È troppo difficile”. Fermati, fai un respiro profondo. Non è un esame. È il tuo strumento. Stai imparando. Se ti senti bloccato, fai una pausa, prendi un caffè, e poi riprendi. Il senso di soddisfazione quando la tua chitarra suonerà perfettamente intonata ripagherà ogni sforzo.

Ricorda, il DIY è anche questo: imparare dai propri errori, capire il processo e, alla fine, godersi il frutto del proprio lavoro.

Quando la selletta non basta: i limiti dell’aggiustamento

A volte, dopo aver seguito tutti i passaggi con la massima cura, la chitarra continua a non intonare bene. E lì ti viene da pensare che sei tu che non ci capisci niente. Ti assicuro, non è sempre colpa tua. Ci sono dei limiti a quello che una semplice regolazione delle sellette può fare.

Ho avuto una chitarra economica, una di quelle che compri per smanettarci su, dove ho provato ogni trucco. Ho cambiato corde, regolato il manico, l’action, ma niente. L’intonazione era sempre un compromesso fastidioso. Alla fine, ho dovuto ammettere che il problema era più profondo.

Ecco alcune situazioni in cui le sellette non sono la soluzione, ma solo un palliativo:

Problemi al capotasto (nut): Se il nut (il pezzo di osso o plastica all’inizio della tastiera) è troppo alto o troppo basso, o se le scanalature sono tagliate male, l’intonazione dei primi tasti sarà sempre compromessa. Un nut troppo alto farà suonare le corde più diesis quando le premi nei primi tasti. Questo è un lavoro più delicato che spesso richiede un liutaio o attrezzi specifici per limare e sagomare il capotasto.
Fret consumati o dislivellati: Se i tasti (fret) della tua chitarra sono molto consumati in alcuni punti, o se non sono tutti alla stessa altezza, la corda non si appoggerà correttamente e l’intonazione sarà alterata. In questo caso, potresti aver bisogno di una rettifica dei tasti (fret leveling) o, in casi estremi, di una ritastatura (refret). Anche qui, siamo nel campo del liutaio professionista o di un hobbista molto esperto e ben attrezzato.
Problemi strutturali del manico: Un manico deformato, con “gobbe” o “avvallamenti” che non possono essere corretti con il truss rod, causerà problemi di intonazione irrisolvibili. È raro, ma può succedere, specialmente su strumenti molto economici o che hanno subito danni.
Ponte difettoso o troppo economico: Alcuni ponti di bassa qualità, specialmente quelli con sellette poco stabili o viti che si spanano facilmente, possono rendere impossibile un’intonazione precisa. Le sellette potrebbero muoversi da sole, o non mantenere la posizione. A volte, un upgrade del ponte è l’unica soluzione. Ho cambiato un ponte su una mia chitarra di fascia media e la differenza è stata abissale.
Angolo del manico (neck angle) errato: Questo è un problema più raro e grave, tipico di strumenti con manico incollato (set neck) o bolt-on montati male. Se l’angolo tra il manico e il corpo non è corretto, potresti non riuscire a ottenere un’action decente e un’intonazione adeguata, perché le sellette non avranno sufficiente escursione per essere regolate.

Quindi, se hai fatto tutto il possibile e la tua chitarra ancora non suona come dovrebbe, non disperare. Potrebbe non essere un limite tuo, ma un limite dello strumento stesso. A volte, il gioco non vale la candela e bisogna considerare interventi più drastici o, perché no, un nuovo progetto da zero!

Per approfondire i problemi di intonazione più complessi e come risolverli, ti consiglio di dare un’occhiata a risorse più tecniche. Ad esempio, il blog di StewMac ha spesso ottimi articoli dettagliati su questi argomenti, come la loro guida all’intonazione avanzata e alla risoluzione dei problemi, che puoi trovare qui: StewMac – Intonation Tips for Electric Guitar. È una risorsa affidabile, piena di consigli pratici anche per chi vuole andare più a fondo.

Considerazioni finali: il tuo suono, le tue mani

Eccoci alla fine di questo viaggio nella regolazione della selletta della chitarra elettrica. Abbiamo visto che non è una magia, ma un processo logico e meticoloso che richiede solo gli attrezzi giusti, un po’ di conoscenza e tanta pazienza.

Ricapitolando, i punti chiave sono:

Prepara la chitarra: Corde nuove, neck relief e action a posto sono la base.
Capisci il concetto: Diesis = corda corta = sposta selletta indietro. Bemolle = corda lunga = sposta selletta avanti.
Sii preciso e paziente: Piccoli aggiustamenti, ri-accorda sempre, controlla e ricontrolla.

La prima volta che ho intonato correttamente una mia chitarra, ricordo la sensazione di soddisfazione. Non era solo un suono più pulito e accordato, era la consapevolezza di aver capito un altro pezzo del puzzle della liuteria. E, soprattutto, di averlo fatto con le mie mani, nel mio garage, con i miei attrezzi.

on aver paura di provare. Il massimo che può succedere è che la chitarra suoni un po’ stonata per un’ora, ma imparerai tantissimo. E quando sentirai quel Sol maggiore suonare perfettamente cristallino in ogni posizione, saprai che ne è valsa la pena.

Se ci sono riuscito io, con i miei errori e i miei tentativi, puoi farcela anche tu. La tua chitarra suonerà meglio, e tu av

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