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Kit di Tasti Chitarra: 5 Cose da sapere prima dell’acquisto

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Kit di Tasti Chitarra: 5 Cose da sapere prima dell’acquisto

Arriva per tutti, prima o poi, quel momento. Quello in cui guardi la tua chitarra preferita, magari quella che ti ha accompagnato in mille serate, e capisci che i suoi tasti hanno detto basta. Sono piatti, scavati, pieni di solchi. Non intonano più come dovrebbero, e fare un bending è diventato un’impresa dolorosa. È lì che ti balena l’idea: “E se provassi a ritastarla da solo?”. Un pensiero che può generare un misto di entusiasmo e terrore. Ti capisco benissimo, ci sono passato anch’io. La prima volta che ho affrontato un lavoro di ritastatura, ho fatto più danni che altro. Ho imparato a mie spese che comprare un generico kit di tasti per chitarra non è come prendere un set di corde nuove. C’è molto, molto di più da sapere. Non sono un liutaio professionista, sia chiaro. Sono uno che ha distrutto e risistemato più chitarre di quante ne abbia comprate, nel suo garage. Ho sbagliato misure, ho usato la colla sbagliata, ho levigato troppo. Ma alla fine, ogni volta, ho imparato qualcosa. E se ci sono riuscito io, con un po’ di pazienza e le informazioni giuste, puoi farcela anche tu.

Quindi, prima di cliccare “aggiungi al carrello” per il primo set di tasti che ti capita, fermati un attimo. Ci sono almeno cinque cose fondamentali che devi assolutamente sapere. Ti risparmieranno mal di testa, frustrazioni e, soprattutto, soldi.

1. Non è solo “filo”: Materiale e Lega del Fretwire

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Qui entriamo nel vivo del feeling della tua chitarra. Quando cerchi un filo per tasti, ti imbatterai in una miriade di numeri e sigle: 6105, 6150, 6100, medium jumbo, vintage, jumbo… Sembra una roba da ingegneri, ma in realtà è più semplice di quanto pensi. Questi numeri si riferiscono alle dimensioni del tasto, in particolare la sua altezza e la sua larghezza.

Il profilo del tasto influenza direttamente la suonabilità. Un tasto più alto ti permette di premere la corda con meno sforzo, quasi senza toccare la tastiera, facilitando bending e vibrati. Un tasto più largo può dare più superficie di contatto per le dita, a seconda dello stile.

Vediamo le categorie principali: Vintage (es. Dunlop 6230): Sono i più piccoli e bassi. Tipici delle vecchie Fender e Gibson.

Pro: La tua mano sente di più la tastiera. Questo può piacere a chi ha una presa forte e cerca un feeling tradizionale. L’intonazione può sembrare più precisa per alcuni, perché il punto di contatto con la corda è più vicino alla tastiera.
Contro: Richiedono più forza per premere le corde. I bending sono più faticosi e, se hai un tocco pesante, potresti “strozzare” il suono premendo la corda contro la tastiera, specialmente dopo aver livellato i tasti più volte. Se sei abituato a tasti più grandi, ti sembreranno minuscoli.

Medium Jumbo (es. Dunlop 6105, 6150): Un ottimo compromesso e probabilmente la scelta più popolare oggi. Sono più alti e/o più larghi dei vintage. Il 6105, ad esempio, è stretto ma alto. Il 6150 è più largo e un po’ più basso.

Pro: Offrono un buon equilibrio tra facilità di suonabilità e contatto con la tastiera. I bending sono più semplici, e c’è meno rischio di strozzare le note. Permettono un’azione delle corde più bassa.

Contro: Potrebbero non essere abbastanza “grossi” per chi cerca il massimo comfort con i bending estremi.

Jumbo (es. Dunlop 6100): Sono i più grandi e alti. Molto popolari tra i chitarristi shred, metal e in generale chi cerca la massima velocità e facilità di esecuzione.

Pro: Offrono una sensazione “scivolosa”, quasi come suonare senza toccare la tastiera. I bending e i vibrati sono estremamente facili e richiedono pochissima forza. Ideali per chi ha un tocco leggero o suona molto veloce.
Contro: La tua mano sente meno la tastiera, il che può essere strano all’inizio. Se non sei abituato, potresti avere problemi di intonazione, perché è facile premere le corde con troppa forza e tirarle leggermente di tono. La prima volta che ho provato i jumbo, mi sembrava di suonare su una tastiera di marmo, tutta liscia e senza feedback. Ci vuole un po’ per abituarsi.

Come scegliere il profilo giusto?

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Il mio consiglio spassionato è: prova! Se hai amici con chitarre diverse, chiedi di farti fare un giro. Vai in un negozio e prova modelli con specifiche diverse. Non c’è una misura “migliore” in assoluto, c’è quella che si adatta meglio al tuo stile di suono e al tuo modo di suonare.

Ricorda che la scelta del profilo influenzerà anche il processo di installazione e livellamento. Tasti più larghi e alti richiedono un po’ più di attenzione nella coronatura, per assicurarsi che il punto di contatto della corda sia sempre al centro.

Un errore comune, nel panico della scelta, è andare sul “sicuro” con un medium jumbo senza averci mai suonato. Poi ti ritrovi con un feeling che non ti piace. Non avere fretta. Questa è una delle decisioni più importanti quando scegli un kit di tasti per chitarra.

2. Il Materiale Conta: Nichel-Argento, Acciaio Stainless e Altri

Oltre al profilo, il materiale del filo per tasti è un fattore cruciale che incide sia sulla sensazione sotto le dita che sulla durabilità. I più comuni sono:

Nichel-Argento (Nickel-Silver / German Silver)

Questo è il materiale “standard” per la maggior parte delle chitarre, sia vintage che moderne. È una lega composta principalmente da rame, nichel e zinco. La sua popolarità deriva da un buon compromesso tra costo, lavorabilità e sensazione. La sua durezza è moderata, il che significa che si consuma con l’uso, ma offre una sensazione abbastanza “morbida” e familiare sotto le dita.

Pro: Costo contenuto, facile da lavorare e modellare, sensazione tradizionale e confortevole per molti chitarristi.

Contro: Si usura relativamente in fretta, specialmente se si suona con un tocco pesante o si usano corde di calibro elevato. La corrosione (ossidazione) può verificarsi con sudore e umidità, portando a un aspetto opaco e a un feeling meno scorrevole.

Acciaio Stainless (Stainless Steel)

egli ultimi anni, l’acciaio stainless è diventato sempre più popolare, soprattutto tra i chitarristi che richiedono massima durabilità e un feeling scorrevole. È una lega di ferro, cromo e nichel, molto più dura del nichel-argento.

Pro: Estrema durabilità: i tasti in acciaio stainless possono durare molto più a lungo di quelli in nichel-argento, resistendo all’usura anche con un uso intensivo. Superficie molto liscia che facilita bending e vibrati, riducendo l’attrito. Resistente alla corrosione.

Contro: Costo maggiore. Più difficile da lavorare: richiede attrezzi più robusti e affilati per il taglio, la limatura e la coronatura. Alcuni chitarristi lamentano un suono leggermente più brillante o “metallico” rispetto al nichel-argento, anche se questo è spesso soggettivo e influenzato da molti altri fattori (pickup, amplificatore, legno).

La mia esperienza: Ho ritastato una mia vecchia Stratocaster con tasti in acciaio stainless e la differenza in termini di scorrevolezza e durabilità è stata notevole. I bending sono una passeggiata e, dopo anni, i tasti mostrano ancora pochissimi segni di usura. Però, ammetto che la prima volta che ho dovuto limare l’acciaio stainless, ho sentito i miei attrezzi sudare. Se scegli questa opzione, assicurati di avere lime e frese di buona qualità.

Altre Leghe (Bronzo, Ottone, Inconel)

Esistono anche tasti realizzati in leghe di bronzo o ottone, simili al nichel-argento ma con sfumature di durezza e colore leggermente diverse. L’Inconel è una lega super-dura, simile all’acciaio stainless, utilizzata per applicazioni estreme.

Per un hobbista che cerca un buon rapporto qualità-prezzo, il nichel-argento (spesso indicato con codici come 18% nickel-silver) è la scelta più comune e sicura. Se cerchi la massima durata e una scorrevolezza impareggiabile, e sei disposto a spendere un po’ di più e a lavorare con materiali più ostici, l’acciaio stainless è un’ottima opzione.

3. Il Dente del Drago: Spessore e Larghezza del Tang

Questo è un dettaglio che molti hobbisti, me compreso all’inizio, tendono a sottovalutare. E invece, credetemi, è fondamentale. Parliamo del “tang”, quella parte del filo del tasto che si inserisce nel fret slot (l’intaglio nella tastiera). È il “dente” del tasto, e la sua larghezza e il suo spessore sono critici per un’installazione corretta e duratura.

Cos’è il Tang?

Immagina il tasto come una “T” rovesciata. La parte superiore, quella che le tue dita toccano, è la “corona” (crown). La parte inferiore, quella che si infila nella tastiera, è il tang. Lungo il tang ci sono delle piccole barrette, le “barbs”, che servono a fare presa nel legno.

Perché la larghezza del Tang è Cruciale?

Il problema nasce quando il tang non si accoppia bene con il fret slot della tua tastiera. Tang troppo largo per il fret slot: Questo è il caso peggiore. Se forzi un tasto con un tang troppo largo in uno slot troppo stretto, rischi di spaccare la tastiera. Ho visto, e purtroppo causato, crepe sul legno, specialmente su tastiere in acero o con finiture delicate. Non è bello. I tasti entrano con una fatica tremenda, e la tensione che generano nel legno può portare a problemi futuri, come l’allentamento del truss rod o deformazioni del manico.
Tang troppo stretto per il fret slot: In questo caso, il tasto non farà abbastanza presa. Potrebbe non rimanere in sede, sollevarsi leggermente in alcuni punti o, peggio, muoversi liberamente, causando buzz e problemi di intonazione. Sarà necessario usare molta colla (CA glue, cianoacrilato) per fissarlo, ma non è mai la soluzione ideale. Un buon accoppiamento meccanico è sempre preferibile.

Come misurare e cosa fare?

Prima di comprare il tuo filo per tasti, devi misurare la larghezza dei fret slot della tua tastiera. Il modo migliore è usare un calibro digitale di precisione o, ancora meglio, un set di spessimetri per fret slot.

Calibro: Inserisci la punta del calibro nello slot e misura. Fai diverse misurazioni lungo tutta la tastiera, perché la larghezza degli slot può variare leggermente.
Spessimetri: Questi sono degli strumenti specifici, delle lamelle di metallo di spessore calibrato che inserisci nello slot fino a trovare quella che entra con una leggera resistenza.

La maggior parte dei produttori di fretwire specifica la larghezza del tang nelle loro schede tecniche. Ad esempio, Dunlop offre diverse larghezze di tang per lo stesso profilo di tasto. Un altro aspetto da considerare: il tang non deve estendersi oltre la larghezza della tastiera. Se la tua tastiera ha un binding (il bordo decorativo), il tang dovrà essere tagliato (o “nibbled”) in corrispondenza del binding per evitare che lo rovini o che non permetta al tasto di andare a battuta. Per questo si usano delle pinze specifiche chiamate “tang nippers” o “fret tang crimpers”. Senza questi attrezzi, o senza una buona lima di precisione, la rifinitura del binding può diventare un incubo.

Ricorda, la ritastatura è un lavoro di precisione. Non è solo questione di martellare il pezzo di metallo nel legno. Ogni dettaglio conta, e un buon accoppiamento del tang è la base per un lavoro solido. E non dimenticare che modificare una chitarra non è solo cambiare pickup, ma curare ogni piccolo elemento.

4. Il Raggio di Curvatura e la Scala: Non Sottovalutarli Mai

Bene, abbiamo parlato di materiale, profilo e tang. Ora affrontiamo due concetti che, se ignorati, possono trasformare la ritastatura in un disastro: il raggio di curvatura della tastiera e la lunghezza della scala.

Il Raggio della Tastiera (Fretboard Radius)

La maggior parte delle tastiere delle chitarre elettriche non è piatta, ma ha una leggera curvatura, un raggio. Questo raggio può essere costante (es. 9.5″, 12″, 16″) o composto (compound radius), dove il raggio cambia lungo il manico (es. da 10″ al capotasto a 14″ al ponte).

Il filo del tasto che acquisti deve avere lo stesso raggio della tua tastiera, o un raggio leggermente più stretto.

Fili pre-radiused: Alcuni produttori vendono il filo per tasti già pre-curvato al raggio desiderato. È comodo, ma ti devi assicurare che il raggio sia esattamente quello che ti serve.
Curvare il filo a mano: La maggior parte delle volte, il filo arriva dritto in spezzoni o in bobina. Sarà tuo compito curvarlo. Per fare questo, ti serve un “fret bender”, un attrezzo che ti permette di piegare il filo al raggio desiderato. Io all’inizio ho provato a farlo a mano, con pinze e tanta pazienza. Il risultato? Tasti curvi a “V” invece che a “U”, o con curve irregolari. Un fret bender, anche uno economico, ti salva la vita. Ti permette di curvare il filo a un raggio leggermente più stretto di quello della tastiera (tipo 1″ o 2″ più stretto), così quando lo premi, le estremità si sollevano leggermente, garantendo una pressione uniforme al centro e alle estremità una volta installato. Questo è fondamentale per evitare che i tasti si sollevino ai bordi. Il Pain Point: Se installi un tasto dritto su una tastiera curva, o un tasto con un raggio sbagliato, le sue estremità tenderanno a sollevarsi. Questo significa che il tasto non sarà ben saldo, causerà buzz e dovrai ricorrere a dosi massicce di colla, che non è mai la soluzione ottimale. Se invece curvi troppo il filo, potresti avere una gobba al centro del tasto che richiederà un’eccessiva livellatura. Come misurare il raggio? Ti serviranno dei “radius gauges”, delle sagome di metallo o plastica con i raggi più comuni. Le appoggi sulla tastiera per trovare quella che si adatta perfettamente. Fai questa operazione in più punti del manico, specialmente se sospetti un compound radius.

La Lunghezza della Scala (Scale Length)

on è un mistero, ma è un dettaglio che può farti rimanere senza filo per tasti a metà del lavoro. La lunghezza della scala della tua chitarra determina quanti tasti ti serviranno e, di conseguenza, quanto filo dovrai acquistare.

Fender-style (25.5″): Chitarre come Stratocaster e Telecaster hanno una scala lunga.
Gibson-style (24.75″): Chitarre come Les Paul e SG hanno una scala più corta.

Altre scale: Ci sono anche 25″, 25.3″, ecc.

Un tipico kit di tasti per chitarra viene venduto in spezzoni pretagliati (es. 24 spezzoni per una chitarra a 24 tasti) o in bobine da 2 o 3 metri. Se hai una chitarra a 24 tasti con scala lunga, ti servirà più filo che per una a 21 tasti con scala corta. Sembra ovvio, ma nell’entusiasmo dell’acquisto, è facile ordinare un kit troppo piccolo. Ho un amico che ha dovuto aspettare una settimana in più per un nuovo ordine perché il primo set di tasti che aveva preso non bastava per la sua 7 corde!

Assicurati sempre di avere un po’ di margine. È meglio avere qualche centimetro di filo in più che trovarsi con un tasto mancante.

5. Il “Kit” non è una Bacchetta Magica: Cosa Ti Serve Davvero

Questo è il punto in cui molti, me compreso all’inizio, cadono nell’errore. Quando si parla di kit di tasti per chitarra, la maggior parte delle volte ci si riferisce solamente al filo del tasto, magari pretagliato e pre-radiused. Raramente un “kit” include tutti gli strumenti necessari per fare il lavoro da zero. E credetemi, senza gli attrezzi giusti, la ritastatura è una tortura.

La prima volta che ho ritastato una chitarra, pensavo di cavarmela con un martello da falegname, un tronchese qualsiasi e un po’ di carta vetrata. Il risultato è stato un manico rovinato, tasti storti, e un sacco di frustrazione. Non fatelo.

Ecco un elenco degli strumenti indispensabili (o fortemente raccomandati) che ti serviranno, oltre al tuo set di tasti:

  1. Attrezzi per rimuovere i vecchi tasti: Saldatore a stagno: Per scaldare i tasti e ammorbidire la colla o l’umidità, rendendoli più facili da estrarre senza scheggiare la tastiera.
    Pinza per estrarre i tasti (Fret Puller): Specifiche pinze a testa piatta, progettate per fare leva sotto il tasto senza rovinare il legno. Non usare un tronchese normale, rovineresti la tastiera.
  2. Attrezzi per installare i nuovi tasti: Fret Bender: Per curvare il filo del tasto al raggio corretto (come discusso prima).
    Martello per tasti (Fret Hammer) o Pressa per tasti (Fret Press): Il martello ha una testa in ottone o plastica morbida, progettato per non segnare il tasto. Richiede una superficie di supporto solida e piana sotto il manico. La pressa, invece, è uno strumento che esercita una pressione uniforme. È più costosa ma rende il lavoro più facile e pulito, specialmente se hai intenzione di fare molte ritastature. Esistono anche versioni da banco o quelle che si montano su una pressa a colonna.
    Colla cianoacrilato (CA Glue): Per fissare eventuali tasti che non fanno presa perfetta o per riempire piccoli vuoti.
  3. Attrezzi per rifinire i tasti (la parte più critica): Straightedge (Riga Dritta): Una riga di precisione, solitamente in acciaio, per verificare la planarità del manico e dei tasti. Indispensabile per il livellamento.
    Blocco per livellare i tasti (Fret Leveling Beam): Un blocco rigido e perfettamente piatto, solitamente in alluminio, su cui si fissa della carta vetrata abrasiva. Serve a livellare la superficie dei tasti una volta installati, assicurandosi che siano tutti alla stessa altezza.
    Lime per coronare i tasti (Fret Crowning Files): Dopo il livellamento, i tasti saranno piatti in cima. Queste lime servono a ridare la forma a “corona” (arrotondata) al tasto, lasciando solo un piccolo punto di contatto per la corda. Sono disponibili in diverse dimensioni per adattarsi ai vari profili di tasto.
    Lime per smussare le estremità dei tasti (Fret End Dressing File): Per arrotondare e lisciare i bordi dei tasti, in modo che non sporgano e non taglino le dita. Un buon lavoro qui fa la differenza tra una chitarra comoda e una che non vedi l’ora di posare.
    Carta vetrata e pad di lucidatura: Di varie grane (da 400 fino a 2000 o più) per eliminare i segni delle lime e lucidare i tasti a specchio. I pad di lucidatura specifici per tasti sono ottimi.
    Radius Gauges: Per verificare il raggio della tastiera.
    Calibro digitale: Per misurare con precisione spessori, altezze e larghezze.
    Tang Nippers: Per tagliare il tang quando c’è il binding o per accorciare il filo.
    Proteggi tastiera (Fretboard Guards): Mascherine in metallo sottile che si posizionano sul tasto adiacente per proteggere la tastiera durante la limatura e la lucidatura.

Budget e alternative DIY:

Certo, l’elenco è lungo e può sembrare scoraggiante per il portafoglio. Molti di questi attrezzi sono costosi se acquistati dai marchi professionali (tipo StewMac, un’ottima fonte per attrezzi di liuteria, ma non economica: ecco un esempio di kit di attrezzi completo). Tuttavia, esistono alternative più economiche, spesso di produzione asiatica, che per l’hobbista vanno benissimo. La chiave è la pazienza e l’attenzione ai dettagli. Non aver paura di iniziare con un set di attrezzi più basilare e poi espandere man mano che acquisisci esperienza. L’importante è avere gli strumenti giusti* per le fasi critiche, soprattutto per livellamento e coronatura. Un buon livellamento è il segreto per un’intonazione perfetta e un’azione bassa.

Budget e Fasce di Prezzo dei Kit di Tasti

Veniamo al dunque: quanto costa un kit di tasti per chitarra e cosa aspettarsi in base al prezzo?

Fascia Economica (sotto i 20€)

In questa fascia troverai principalmente fili per tasti in nichel-argento, spesso venduti in spezzoni pretagliati o in bobine da 2-3 metri. La qualità può variare notevolmente. Alcuni prodotti sono sorprendentemente decenti per il prezzo, altri possono presentare difetti di lavorazione, come bordi taglienti o una lega non uniforme che si usura velocemente.

Cosa aspettarsi: Nichel-argento standard, profili comuni (medium jumbo, vintage). La lunghezza degli spezzoni potrebbe non essere sufficiente per chitarre con scale lunghe o con molti tasti (es. 24). La finitura potrebbe essere meno brillante o richiedere una lucidatura extra.

Ideale per: Riparazioni economiche su chitarre di poco valore, progetti “beater”, o se vuoi fare un tentativo senza spendere troppo, sapendo che potresti dover scendere a compromessi sulla durabilità o sulla finitura. Io personalmente ho usato questi kit per le mie prime sperimentazioni, e devo dire che alcuni mi hanno sorpreso in positivo. Bisogna solo saper scegliere.

Fascia Media (20€ – 50€)

Qui la qualità sale. Troverai set di tasti di marche più conosciute (Dunlop, Jescar, EVO Gold) in nichel-argento di buona qualità o anche in acciaio stainless entry-level. Spesso vengono offerti in bobine lunghe (3 metri o più), permettendo di tagliare gli spezzoni su misura per la tua tastiera, riducendo gli sprechi e garantendo una lunghezza ottimale per ogni tasto.

Cosa aspettarsi: Nichel-argento di alta qualità, acciaio stainless di buona fattura, una gamma più ampia di profili (inclusi jumbo e super jumbo), tolleranze dimensionali più strette e finiture più curate. La durabilità è significativamente migliore rispetto alla fascia economica.

Ideale per: Chitarre di medio valore, progetti di upgrade, o quando si cerca un buon equilibrio tra prestazioni e costo. Se vuoi fare un lavoro fatto bene e duraturo su una chitarra che ami, questa è spesso la fascia di prezzo da considerare.

Fascia Alta (oltre i 50€)

In questa categoria troviamo fili per tasti in acciaio stainless di altissima qualità, leghe speciali come l’EVO Gold (una lega di rame, stagno, ferro e nichel che offre durabilità e un colore dorato distintivo), o tasti con tolleranze micro-metriche.

Cosa aspettarsi: Acciaio stainless premium, leghe esotiche, profili molto specifici e di alta precisione, finiture impeccabili. Il prezzo elevato è giustificato dalla durabilità estrema, dalla scorrevolezza superiore e dalla facilità di installazione (grazie a tolleranze perfette). Alcuni brand offrono anche tasti “pre-radiused” con una precisione altissima.

Ideale per: Chitarre di alto valore, liutai professionisti, o per chi cerca il massimo delle prestazioni e della longevità. Se stai costruendo una chitarra da zero o vuoi dare il meglio alla tua chitarra custom, questi sono i materiali da considerare. Il costo iniziale è più alto, ma la durata e il feeling possono giustificare l’investimento.

Alternative ai Kit Completi: Acquisto al Metro o Spezzoni

Quando parli di “kit”, potresti pensare a un pacchetto completo. In realtà, la maggior parte dei venditori offre il filo per tasti in due modi principali:

  • Bobine (al metro): Solitamente vendute in lunghezze di 2, 3 o anche 5 metri. Questa è spesso l’opzione più economica e versatile se hai intenzione di ritastare più chitarre o se vuoi avere la libertà di tagliare gli spezzoni della lunghezza esatta per ogni tasto della tua tastiera. Ti permette di ottenere il massimo dal materiale e di evitare sprechi, tagliando ogni spezzone su misura.
  • Spezzoni pretagliati: Vengono venduti in set predefiniti, solitamente 24 o 25 pezzi, adatti per la maggior parte delle chitarre a 21, 22 o 24 tasti. Sono più comodi perché non richiedono tagli preliminari, ma devi assicurarti che la lunghezza degli spezzoni sia sufficiente per la scala della tua chitarra. Se la scala è lunga (es. 25.5″ o più) e hai una tastiera con molti tasti, potresti ritrovarti corto.

Consiglio: Per la maggior parte degli hobbisti, l’acquisto in bobina è la scelta migliore. Ti dà più flessibilità e, spesso, un miglior rapporto quantità-prezzo. Ti permette anche di ottenere spezzoni perfettamente dritti prima di curvarli, cosa che non sempre accade con i spezzoni pretagliati, che a volte arrivano leggermente piegati dalla confezione.

Per Chi è Adatto un Kit di Tasti?

Un kit di tasti per chitarra è adatto a:

  • Chitarristi hobbisti e “smanettoni”: Chi ama mettere le mani sulla propria strumentazione, fare manutenzione e modifiche.
  • Chi ha una chitarra con tasti usurati: Se i tasti sono piatti, scavati o presentano solchi, una ritastatura è necessaria per ripristinare suonabilità e intonazione.
  • Chi vuole personalizzare il feel della propria chitarra: Sperimentare con diversi profili di tasti (vintage, medium jumbo, jumbo) può cambiare radicalmente il feeling sotto le dita.
  • Costruttori di chitarre “partscaster” o custom: Se stai assemblando una chitarra da zero, avrai bisogno di tasti per il manico.

Non è adatto a:

  • Chi cerca una soluzione rapida e indolore: La ritastatura richiede tempo, pazienza, precisione e gli attrezzi giusti. Non è un lavoro da fare in un’ora.
  • Chitarristi che non hanno mai fatto lavori di manutenzione: Potrebbe essere un salto troppo grande. Meglio iniziare con interventi più semplici (cambio corde, pulizia, regolazione truss rod) prima di affrontare una ritastatura.
  • Chi possiede solo chitarre di altissimo valore e non vuole rischiare: Se hai una vintage rarissima o una chitarra da migliaia di euro, e non ti senti sicuro al 100%, il consiglio è di rivolgerti a un liutaio professionista. Il costo di un errore può superare di gran lunga il costo della manodopera.

Consiglio Finale e Rischi Comuni

Acquistare un kit di tasti per chitarra è il primo passo di un percorso che può portare a risultati incredibili, ma anche a frustrazioni se non affrontato con la giusta preparazione. La chiave è informarsi bene, scegliere il materiale e il profilo adatti al proprio stile, e soprattutto, assicurarsi di avere gli attrezzi necessari per un lavoro pulito.

on avere fretta nell’acquisto. Valuta bene le specifiche del filo del tasto (materiale, profilo, larghezza del tang) e confrontale con le caratteristiche della tua tastiera (raggio, scala). Se sei indeciso sul profilo, cerca di provarlo su altre chitarre, se possibile. Un tasto medium jumbo è spesso una scelta sicura per iniziare, ma non è detto che sia il migliore per te.

I rischi più comuni sono:

  • Danneggiare la tastiera: Estrazione maldestra dei vecchi tasti, frese che scivolano, o forzare tasti con tang troppo larghi.
  • Tasti che si sollevano o non fanno presa: Raggio della tastiera non rispettato, tang troppo stretto, o installazione non uniforme.
  • Suono “buzzante” o intonazione errata: Tasti non perfettamente livellati tra loro, o con estremità non ben assestate.
  • Finitura sciatta: Estremità dei tasti ruvide o taglienti che rendono la chitarra scomoda da suonare.

Ricorda che la ritastatura è un’arte che richiede pratica. Non scoraggiarti se i primi tentativi non sono perfetti. Ogni errore è un’opportunità per imparare. E se alla fine decidi che il fai-da-te non fa per te, avrai comunque imparato molto sul funzionamento della tua chitarra, il che ti renderà un cliente più consapevole quando ti rivolgerai a un liutaio.

FAQ

Devo per forza comprare un kit di tasti pretagliato?

o, anzi, spesso è più conveniente e flessibile acquistare il filo in bobina e tagliarlo da te. Questo ti permette di scegliere la lunghezza esatta per ogni tasto e di evitare sprechi, specialmente su chitarre con scale lunghe o un numero elevato di tasti.

Quanto durano i tasti in acciaio stainless rispetto a quelli in nichel-argento?

I tasti in acciaio stainless sono significativamente più duraturi. Possono durare anche 2-3 volte di più rispetto ai tasti in nichel-argento, specialmente se si suona con un tocco pesante o si usano corde di grosso calibro. Questo li rende un investimento interessante per chi suona molto e vuole minimizzare la manutenzione.

Vedi anche

Ricorda, scegliere e installare i tasti giusti è un passo fondamentale per dare nuova vita alla tua chitarra, e anche se può sembrare complicato, con le giuste informazioni e un po’ di pazienza, puoi ottenere risultati sorprendenti. Non aver paura di sbagliare, ogni errore è un maestro, e il risultato finale, una chitarra che suona e si sente come nuova, sarà una soddisfazione immensa.

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