GUIDA GRATUITA
Costruisci la tua prima chitarra elettrica
Scarica l'ebook!

Prima chitarra fai da te: guida rapida e pratica.

Vedi salvati

Prima chitarra fai da te: guida rapida e pratica.

Ti è mai capitato di guardare la tua chitarra e pensare: “Cavolo, ma come è fatta dentro? E se provassi a farmene una io?” Beh, se sei qui, la risposta è quasi certamente sì. E ti capisco benissimo. L’idea di costruire la propria chitarra, di vederla prendere forma dalle tue mani, è una roba che ti prende dentro. Ti dirò, la prima volta che ho messo insieme i pezzi di quella che sarebbe diventata la mia prima chitarra fai da te, ero eccitato come un bambino. E terrorizzato allo stesso tempo. Il fatto è che molti si bloccano prima ancora di iniziare. Paura di sbagliare, di sprecare soldi, di non avere gli attrezzi giusti o le competenze necessarie. “Non sono un liutaio professionista,” pensano. E indovina? Nemmeno io lo sono. Sono uno che, come te, ha imparato a forza di prove, errori e qualche pezzo di legno rovinato. Ma ti assicuro che l’esperienza di creare il tuo strumento, anche se non sarà perfetto, è impagabile. E se ci sono riuscito io nel mio garage, con attrezzi normalissimi, puoi riuscirci anche tu. Questa non è una guida per costruire una chitarra da zero, sgrezzando il legno e avvolgendo i pickup. Quella è un’altra storia, e forse la affronteremo più avanti. Qui parliamo della tua prima chitarra artigianale, di come assemblare un kit o dei pezzi pre-finiti per avere uno strumento suonabile e personalizzato. L’obiettivo è farti capire che è un progetto alla tua portata, senza troppi fronzoli e con i piedi ben piantati per terra. Iniziamo a sporcarci le mani, che dici?

Perché costruire la tua prima chitarra? I vantaggi che non ti aspetti

Ok, la prima domanda che mi sento fare spesso è: “Ma non mi conviene comprarne una già fatta?” Certo, se il tuo unico obiettivo è avere una chitarra da suonare e basta, probabilmente sì. Ma stiamo parlando di qualcosa di più profondo. Stiamo parlando di un’esperienza che va oltre il semplice possesso. Il primo vantaggio, e forse il più ovvio, è la personalizzazione. Quante volte hai desiderato un colore specifico, un tipo di pickup particolare, o un hardware che trovi solo su modelli di fascia alta? Con una chitarra fai da te, sei tu a decidere. Dal body al manico, dall’elettronica alle meccaniche, ogni scelta è tua. Poi c’è la comprensione profonda dello strumento. Montando pezzo per pezzo la tua chitarra, impari come funziona ogni componente. Capisci l’importanza di un buon neck joint, di un’elettronica ben saldata, o di un setup accurato. Questa conoscenza ti sarà preziosa per futuri upgrade o riparazioni. E credimi, dopo aver montato una chitarra, smontarne e rimontarne un’altra per fare delle modifiche sarà un gioco da ragazzi. A proposito, se ti interessa approfondire come dare nuova vita a uno strumento che già possiedi, dai un’occhiata alla nostra guida su come modificare la tua chitarra. E non dimentichiamo la soddisfazione. La prima volta che collegherai il tuo strumento all’amplificatore e sentirai il suono uscire, sapendo che l’hai creata tu con le tue mani, beh, è una sensazione che non ha prezzo. Sarà la tua compagna di avventure musicali, un pezzo unico che porta la tua impronta. Non sarà una Stratocaster vintage, ma sarà la TUA chitarra.

Kit o componenti sfusi? La scelta del percorso giusto per te

Bene, ora che abbiamo chiarito il “perché”, passiamo al “come”. La prima grande decisione che ti troverai ad affrontare è se partire da un kit completo o assemblare i componenti sfusi. Entrambe le opzioni hanno i loro pro e i loro contro, e la scelta dipende molto dalla tua esperienza, dal budget e dal livello di personalizzazione che desideri.

I kit per chitarra fai da te: la via più semplice

Un kit chitarra fai da te è, senza dubbio, il punto di partenza più accessibile. Di solito include tutto il necessario: body, manico, hardware, pickup, elettronica, a volte anche le corde. Il body e il manico sono pre-finiti, spesso già forati e pronti per l’assemblaggio. Vantaggi dei kit:

  • Semplicità: Tutte le parti sono pensate per combaciare. Le istruzioni (seppur a volte basilari) ti guidano passo passo.
  • Costo contenuto: Generalmente, un kit è più economico che acquistare ogni componente singolarmente, specialmente per i modelli base.
  • Meno scelte da fare: Meno decisioni significa meno stress, soprattutto per la tua prima chitarra artigianale.
Svantaggi dei kit:
  • Qualità variabile: Il rovescio della medaglia del costo contenuto. Molti kit economici usano legni meno pregiati, hardware di bassa lega ed elettronica scadente.
  • Personalizzazione limitata: Sei vincolato ai componenti forniti. Certo, puoi sempre fare upgrade in futuro, ma il punto di partenza è fisso.
  • Mancanza di istruzioni dettagliate: A volte, le guide fornite sono solo un foglio con un diagramma generico. Preparati a cercare tutorial online.
Il mio consiglio sui kit:

Se scegli un kit, non lesinare troppo sul prezzo. Un kit da 80 euro su Amazon ti darà probabilmente un risultato frustrante. Punta a una fascia media, diciamo dai 150 ai 300 euro, per avere legni decenti (tiglio, mogano economico, acero) e un hardware che non si disintegri dopo due settimane. Controlla le recensioni, cerca video unboxing e assembly. Marchi come Harley Benton (Thomann), o alcuni kit di aziende più piccole dedicate al DIY, possono essere buoni punti di partenza.

Componenti sfusi: libertà ma anche complessità

L’assemblaggio da componenti sfusi significa comprare body, manico, pickup, ponte, meccaniche, potenziometri, cavi e tutto il resto separatamente. Questa è la strada per la massima personalizzazione. Vantaggi dei componenti sfusi:

  • Massima personalizzazione: Puoi scegliere ogni singolo pezzo in base alle tue preferenze di suono, estetica e budget. Vuoi un body in frassino swamp, un manico roasted maple e dei pickup P-90? Nessun problema.
  • Qualità superiore: Puoi investire in legni migliori, hardware di marca (Gotoh, Wilkinson, Schaller) ed elettronica di qualità (CTS, Switchcraft).
  • Apprendimento approfondito: Ti costringe a capire ancora meglio ogni componente e come interagisce con gli altri.
Svantaggi dei componenti sfusi:
  • Costo più elevato: Sommare i prezzi dei singoli componenti porta quasi sempre a un costo finale più alto rispetto a un kit.
  • Complessità: Devi assicurarti che tutte le parti siano compatibili tra loro (ad esempio, un manico Fender-style con un body Fender-style, o un ponte tremolo con le giuste dimensioni dei fori).
  • Più ricerca e pianificazione: Richiede più tempo per la ricerca e la selezione dei componenti.
Il mio consiglio sui componenti sfusi:

Per la tua prima chitarra fai da te, a meno che tu non abbia già una buona conoscenza delle specifiche e compatibilità, ti suggerirei di partire da un kit. Se invece sei ambizioso e hai voglia di studiare, scegli un body e un manico pre-forati di un formato standard (Strat, Tele, LP) da un rivenditore affidabile. Questo ti risparmierà un sacco di grattacapi con le tolleranze e i fori.

L’attrezzatura minima indispensabile (e qualche extra per i più esigenti)

Uno dei timori più grandi per chi inizia è: “Mi servirà un’officina super attrezzata?” La risposta è un categorico no. Per assemblare la tua prima chitarra artigianale, la maggior parte degli attrezzi che ti serviranno probabilmente li hai già in casa o sono facilmente reperibili con poca spesa. Ecco una lista di base:

  • Cacciaviti: Un set di cacciaviti a croce (Phillips) e a taglio di varie dimensioni. Ti serviranno per viti di meccaniche, battipenna, pickup, ecc.
  • Saldatore a stagno: Essenziale per l’elettronica. Non serve un modello professionale, uno da 30-40W con punta fine è perfetto. Non dimenticare lo stagno di buona qualità e, se possibile, un aspiratore di fumi o almeno una buona ventilazione.
  • Tronchesine e pinze a becco fine: Per tagliare fili, piegare terminali.
  • Chiavi a brugola e a tubo: Spesso incluse con l’hardware (ponte, meccaniche), ma un piccolo set generico è sempre utile.
  • Carta vetrata: Di varie grane (da 220 a 2000) per preparare il legno, rifinire bordi, lucidare.
  • Strofinacci e panni in microfibra: Per pulire, applicare finiture.
  • Metro a nastro o righello in acciaio: Per misurazioni precise, allineamenti.
  • Punte da trapano: Se il body non è pre-forato per tutto l’hardware. Usa sempre punte adatte al diametro delle viti e fai un foro pilota per evitare di spaccare il legno.
  • Livella a bolla o righello dritto: Utile per verificare l’allineamento del manico.
  • Nastro adesivo di carta (masking tape): Per proteggere le aree durante la finitura o per tenere fermi i componenti.

Qualche extra per chi vuole andare oltre

Se ti appassioni e vuoi fare un lavoro ancora più curato, ecco alcuni attrezzi che potresti considerare in futuro, ma che non sono strettamente necessari per la tua prima chitarra fai da te:

  • Dremel (o attrezzo rotante simile): Con i giusti accessori, può essere utile per rifinire i bordi dei fret, levigare piccole aree o allargare fori con precisione.
  • Lime per tasti (fret crowning files): Se i tasti del manico non sono perfetti e vuoi livellarli e arrotondarli. Un lavoro delicato che richiede pratica.
  • Set di calibri per setup: Spessimetri per l’action, calibro per il radius della tastiera, righello per misurare l’altezza delle corde. Ti aiuteranno a fare un setup impeccabile.
  • Morsetti (clamps): Di diverse dimensioni, utili per tenere in posizione le parti durante l’incollaggio (se necessario) o la finitura.
  • Stazione saldante: Offre un controllo più preciso della temperatura e spesso include un supporto per il saldatore.

Ricorda, l’importante è iniziare. Con gli attrezzi base e un po’ di ingegno, puoi fare miracoli. Io ho montato la mia prima chitarra con un saldatore da pochi euro e un set di cacciaviti del supermercato.

Montaggio passo-passo: dalla scatola alla prima pennata

Ora che abbiamo il kit (o i componenti) e gli attrezzi, è tempo di sporcarci le mani. Questa sezione sarà una guida pratica, passo dopo passo, su come assemblare la tua chitarra fai da te. Ricorda, la pazienza è la tua migliore alleata. Non avere fretta.

1. Ispezione e preparazione dei componenti

Appena apri la scatola, tira fuori tutto e controlla.

  1. Verifica l’integrità: Ci sono ammaccature, crepe, o parti mancanti? È il momento di contattare il venditore se c’è qualcosa che non va.
  2. Pulisci i fori: A volte, i fori pre-forati possono avere residui di legno o vernice. Usa una punta da trapano leggermente più piccola o un cacciavite per pulirli con delicatezza.
  3. Prepara il legno: Se il body e il manico non sono ancora finiti, questo è il momento di levigare. Inizia con una grana media (220-320) per rimuovere eventuali imperfezioni, poi passa a grane più fini (400-600) per una superficie liscia. Ricorda di levigare sempre nella direzione delle venature del legno.
Pain Point:

Molti trascurano la levigatura, pensando che la finitura coprirà tutto. Sbagliato! Ogni imperfezione si vedrà, e anche di più. Prendi il tuo tempo qui.

2. Finitura del legno (se non pre-finita)

Questa è la parte dove la tua chitarra prende vita esteticamente. Puoi scegliere di verniciare, tingere (stain) o oliare il legno.

  • Verniciatura: Richiede più passaggi e attrezzatura (spruzzatore o bombolette spray), con strati sottili e lunghe attese tra una mano e l’altra. Una finitura alla nitrocellulosa o poliuretanica darà un aspetto professionale, ma è un processo lungo.
  • Tingitura (stain): Penetra nel legno, esaltandone le venature. È più semplice della verniciatura. Dopo lo stain, puoi applicare un top coat trasparente (lacca, poliuretano, olio) per protezione.
  • Olio (es. tru-oil, olio danese): La finitura più semplice e naturale. Protegge il legno e gli dà un aspetto satinato, esaltando la sensazione tattile del legno. Richiede diverse mani, applicate con un panno e lucidate. Per la tua prima chitarra fai da te, l’olio è spesso la scelta più indulgente e con risultati sorprendenti.
Consiglio:

Fai delle prove su un pezzo di legno di scarto prima di applicare la finitura sul body della chitarra. Ogni legno reagisce in modo diverso.

3. Montaggio del manico (neck joint)

Questo è uno dei passaggi più critici per la stabilità e il sustain della tua chitarra.

  1. Allineamento: Appoggia il manico nel neck pocket del body. Senza avvitare, allinealo con il centro del body, assicurandoti che sia dritto. L’occhio è il tuo primo strumento, ma un righello può aiutarti a verificare.
  2. Fori pilota: Se il body non ha fori per le viti del manico, dovrai farli. Posiziona il manico, contrassegna i punti per le viti (solitamente quattro), rimuovi il manico e pratica i fori pilota con una punta leggermente più piccola del diametro delle viti. Questo previene crepe nel legno.
  3. Avvitamento: Inserisci le viti del manico (spesso con una piastra metallica sul retro del body). Stringile gradualmente e in modo incrociato, un po’ alla volta, per assicurare una pressione uniforme. Non stringere a morte, potresti spanare le viti o rovinare il legno. Devono essere ben salde, ma non esagerare.
Errore comune:

on allineare correttamente il manico. Una volta avvitato storto, raddrizzarlo può essere complicato. Prendi il tuo tempo.

4. Installazione dell’hardware

Ora è il momento di montare tutte le parti meccaniche.

  1. Meccaniche (tuners): Monta le meccaniche sulla paletta. Di solito si avvitano con una ghiera frontale e una vite sul retro per evitare la rotazione. Assicurati che siano tutte allineate.
  2. Ponte (bridge): Posiziona il ponte sul body. Se ci sono fori pre-forati, usali. Altrimenti, dovrai misurare attentamente la distanza dalla fine della tastiera (scala della chitarra) per posizionarlo correttamente e segnare i punti per le viti o i perni. Questo è fondamentale per l’intonazione.
  3. String tree (se presente): Per chitarre Fender-style, il string tree (guidacorde) aiuta a mantenere la giusta angolazione delle corde sulle meccaniche. Posizionalo tra le prime due corde, vicino al capotasto.
  4. Strap buttons (reggicinghia): Avvitali alle estremità del body.
Tip:

Per le viti che vanno nel legno, puoi mettere una piccola goccia di cera d’api o sapone sulla filettatura per facilitare l’inserimento e prevenire danni al legno.

5. Cablaggio dell’elettronica

Questa è la parte che spaventa di più molti principianti, ma con un po’ di attenzione è fattibile.

  1. Identifica i componenti: Pickup (neck, middle, bridge), potenziometri (volume, tono), selettore (switch), jack d’uscita.
  2. Diagramma di wiring: Ogni kit o set di pickup ha un suo schema. Trova il diagramma specifico per la tua configurazione (es. single coil, humbucker, 3 vie, 5 vie). È la tua bibbia. Cerca online “wiring diagram [tipo di pickup] [configurazione]” se non l’hai. Di solito, i siti dei produttori di pickup (Seymour Duncan, DiMarzio, ecc.) offrono schemi dettagliati.
  3. Preparazione: Taglia i fili alla giusta lunghezza, spelali alle estremità.
  4. Saldatura:
    • Punta pulita e stagnata: Assicurati che la punta del saldatore sia pulita e che ci sia un po’ di stagno fuso su di essa per un buon trasferimento di calore.
    • Riscalda il componente, non lo stagno: Appoggia la punta del saldatore sul punto da saldare (es. un terminale di un potenziometro), aspetta un secondo che si scaldi, poi avvicina lo stagno. Lo stagno deve fondersi e fluire sul componente, creando un giunto lucido e liscio.
    • Giunti freddi: Un giunto freddo è opaco, grumoso e non farà un buon contatto. Significa che il componente non si è scaldato abbastanza. Rifai la saldatura.
    • Metti a terra tutto: Il “ground” (terra) è fondamentale per evitare ronzii. Tutti i componenti metallici (potenziometri, jack, ponte) devono essere collegati a terra, solitamente al retro dei potenziometri stessi.
  5. Montaggio finale: Una volta saldati tutti i componenti, avvitali al battipenna o al body. Fissa i pickup nelle loro sedi.
Warning:

Testa l’elettronica prima di chiudere tutto! Collega la chitarra all’amplificatore e tocca i pickup con un cacciavite metallico. Dovresti sentire un “thump” distintivo. Prova tutte le posizioni del selettore e i potenziometri. Se c’è silenzio o un ronzio eccessivo, c’è un problema di cablaggio o di messa a terra.

6. Corde e setup iniziale

Siamo quasi alla fine!

  1. Incordatura: Inserisci le corde nel ponte e nelle meccaniche. Avvolgi le corde sulle meccaniche in modo ordinato, non più di 2-3 spire per le corde più spesse, 3-4 per quelle più sottili.
  2. Accordatura: Porta le corde all’accordatura standard. Il manico si fletterà un po’ sotto tensione, è normale.
  3. Regolazione del truss rod (sgrossatura): Controlla la curvatura del manico (neck relief). Tieni premuta una corda (es. la sesta) al primo tasto e all’ultimo tasto. Guarda lo spazio tra la corda e la parte superiore del settimo/ottavo tasto. Dovrebbe esserci un piccolo spazio, come lo spessore di un biglietto da visita. Se è troppo dritto (o addirittura convesso), allenta il truss rod (svita in senso antiorario). Se è troppo curvo (concavo), stringi (senso orario). Fai piccole regolazioni (1/4 di giro alla volta) e aspetta qualche minuto tra una regolazione e l’altra per far assestare il legno.
  4. Altezza delle corde (action): Regola l’altezza delle corde agendo sulle sellette del ponte. L’obiettivo è avere un’altezza confortevole senza “frustare” (buzzing) i tasti. Inizia con un’altezza media e poi affina.

Questo è solo un setup iniziale. La chitarra avrà bisogno di assestarsi per qualche giorno.

Setup e intonazione: il tocco finale per una chitarra suonabile

Una volta assemblata, la tua chitarra artigianale potrebbe anche suonare, ma per renderla veramente piacevole e intonata, serve un setup accurato. Questo è un passaggio cruciale che molti sottovalutano, ma che fa la differenza tra uno strumento giocattolo e uno strumento vero.

Cos’è il setup?

Il setup è l’insieme delle regolazioni meccaniche che permettono alla chitarra di suonare al meglio:

  • Action: L’altezza delle corde dalla tastiera.
  • Neck Relief: La leggera curvatura del manico, regolata dal truss rod.
  • Altezza dei pickup: Influisce sul volume e sul timbro.
  • Intonazione: Assicura che la chitarra sia accordata su tutta la tastiera.

Regolazione passo-passo del setup

  1. Regolazione del Truss Rod (Neck Relief): Come accennato prima, questo è il primo passo. Accordare la chitarra. Premere la sesta corda al primo tasto e contemporaneamente al tasto dove il manico si unisce al body (solitamente il 17° o 19°). Dovrebbe esserci un leggerissimo spazio tra la corda e il 7°/8° tasto. Se la corda tocca, il manico è troppo dritto (allenta il truss rod). Se lo spazio è eccessivo, è troppo concavo (stringi il truss rod). Fai sempre piccole modifiche e lascia riposare il legno.
  2. Altezza delle corde (Action): Con il neck relief corretto, regola l’altezza delle sellette del ponte. L’obiettivo è trovare un compromesso tra comodità e assenza di fruscii. Puoi usare un righello per misurare l’altezza al 12° tasto. Le specifiche variano, ma un buon punto di partenza per una elettrica è circa 1.5-2.0mm per le corde basse e 1.2-1.7mm per le corde alte. Regola una corda alla volta.
  3. Altezza dei Pickup: L’altezza dei pickup influisce sul volume e sul sustain. Se sono troppo vicini alle corde, il campo magnetico può “tirare” le corde, causando un suono strano e meno sustain. Se sono troppo lontani, il suono sarà debole. Un buon punto di partenza è circa 2-3mm tra la parte superiore del pickup e la corda (premuta all’ultimo tasto). Regola le viti laterali per trovare il tuo equilibrio.
  4. Intonazione: Questo è il passo finale e cruciale. Accordare la chitarra. Poi, controlla l’intonazione corda per corda.
    • Suona la corda a vuoto e verifica l’accordatura.
    • Suona la stessa corda al 12° tasto (armonico) e verifica l’accordatura.
    • Suona la stessa corda al 12° tasto (fretted) e verifica l’accordatura.
    Se la nota al 12° tasto fretted è calante rispetto alla nota a vuoto, la selletta del ponte deve essere spostata in avanti (verso il manico). Se è crescente, deve essere spostata indietro (verso il ponte). Regola la selletta con un cacciavite e ricontrolla. Ripeti per tutte le corde. Questo processo può richiedere un po’ di avanti e indietro.
Risorsa Esterna Utile:

Per approfondire il setup, ti consiglio di consultare guide dettagliate da fonti affidabili. Un ottimo punto di partenza può essere la guida completa al setup di Sweetwater, che offre tutorial video e scritti per diversi tipi di chitarre: Guida al Setup della Chitarra Elettrica di Sweetwater. Un setup ben fatto può trasformare una chitarra mediocre in uno strumento piacevole da suonare. Non scoraggiarti se non riesci al primo colpo, è una questione di pratica.

I primi accordi (e i prossimi passi): goditi il tuo capolavoro

Hai fatto un lavoro incredibile. Hai preso un mucchio di pezzi e li hai trasformati in uno strumento musicale. Collega la tua chitarra fai da te all’amplificatore, accordala con cura per l’ultima volta e suona i tuoi primi accordi. Non importa se non è perfetta, non importa se c’è un piccolo difetto estetico. Quella chitarra è tua, creata dalle tue mani, e il suono che produce è il frutto della tua dedizione. Ricordo ancora la prima volta che ho sentito la mia creazione suonare. Era una Telecaster con un body in tiglio non verniciato, finita solo ad olio, e dei pickup economici. Il suono non era il più raffinato del mondo, ma era MIO. E quella sensazione, quel mix di orgoglio e un pizzico di incredulità, è qualcosa che non dimenticherai. Ora che hai la tua prima chitarra artigianale, non fermarti qui. Suonala, esplorala, e impara a conoscerla. Ogni chitarra ha una sua anima, e la tua, in particolare, l’hai plasmata tu. Cosa fare dopo?

  • Suona, suona, suona: La migliore ricompensa per il tuo lavoro è usare lo strumento.
  • Affina il setup: Dopo qualche giorno o settimana, il legno si assesterà. Potresti dover fare piccole regolazioni al truss rod o all’action.
  • Considera gli upgrade: Magari i pickup del kit non ti soddisfano, o vorresti un ponte diverso. Ora che sai come è fatta la tua chitarra, gli upgrade saranno molto più semplici. È qui che inizia il vero divertimento del “modding”.
  • Condividi la tua esperienza: Racconta la tua storia, mostra il tuo strumento. La community del fai da te è fatta per questo.

on avere paura di smontare e rimontare. La bellezza del DIY è proprio questa: la possibilità di sperimentare, di capire, e di migliorare continuamente. Magari la prossima volta ti cimenterai con un kit più avanzato, o con la costruzione da zero di un body. Le possibilità sono infinite. Costruire la tua prima chitarra non è solo un progetto di bricolage, è un viaggio nell’universo della liuteria, un’esperienza che ti connetterà ancora di più con la musica e con il tuo strumento. È la prova che con un po’ di pazienza, ricerca e voglia di fare, puoi creare qualcosa di unico e di cui essere veramente fiero. E se ci sono riuscito io nel mio garage, con attrezzi normalissimi, puoi riuscirci anche tu.

FAQ sulla costruzione della prima chitarra fai da te

Quanto tempo ci vuole per assemblare una chitarra da un kit?

Il tempo varia molto in base alla tua esperienza e al tipo di finitura. Per l’assemblaggio puro (avvitare le parti e saldare l’elettronica), potresti impiegare una giornata intera o un weekend. Se includi la finitura del legno (verniciatura o oliatura), i tempi si allungano a diverse settimane a causa dei tempi di asciugatura tra una mano e l’altra.

È difficile saldare l’elettronica per un principiante?

Saldare l’elettronica non è difficile, ma richiede un po’ di pratica per ottenere giunti puliti e solidi. Guarda qualche tutorial online, usa un saldatore di potenza adeguata (30-40W) e stagno di buona qualità. L’errore più comune è il “giunto freddo”, dove lo stagno non si fonde correttamente con il componente; con un po’ di pazienza e i giusti accorgimenti, imparerai in fretta.

Ti è capitato qualcosa di simile?

Se hai incontrato lo stesso problema o vuoi chiedere qualcosa, scrivilo nei commenti. Leggo e rispondo a tutti.

Scrivi un commento

Scarica il Kit di sopravvivenza liutaio

PDF gratuito con checklist, tabella problemi-cause e template scheda progetto.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

it_ITItaliano

Resta aggiornato su Biafax

Iscriviti alla newsletter per ricevere gli articoli più utili sulla costruzione e riparazione della chitarra elettrica, aggiornamenti sugli ebook e anteprime riservate.