Riverniciare chitarra elettrica: guida pratica in 5 passi

Ok, siamo onesti. Quella chitarra che hai in garage, magari il tuo primo progetto DIY o un vecchio acquisto fatto in fretta, ha visto tempi migliori. La vernice è graffiata, magari scheggiata, il colore non ti dice più niente. E lì, in fondo al tuo cervello, inizia a frullare l’idea: “E se la riverniciassi?”.

Ti capisco benissimo. Ogni volta che guardo uno dei miei primi esperimenti, penso subito al caos di colori e alle finiture goffe. Il pensiero di dare una nuova verniciatura a un body è un misto di eccitazione e pura, semplice paura. Paura di rovinare tutto, di fare un pasticcio irreversibile, di spendere soldi e tempo per un risultato peggiore di prima. L’ho provato sulla mia pelle, fidati.

Ma la verità è che riverniciare una chitarra elettrica non è una missione impossibile. Non serve essere un liutaio professionista con una cabina di verniciatura da migliaia di euro. Serve pazienza, gli strumenti giusti (o quasi), e la voglia di sporcarsi le mani. E, soprattutto, la consapevolezza che qualche errore si farà. Fa parte del gioco. L’importante è imparare e andare avanti.

In questa guida, ti porto passo dopo passo attraverso il processo che ho affinato nel mio garage, tra un caffè e un imprecazione. Vedremo come affrontare ogni fase, quali materiali usare, e soprattutto, quali trappole evitare. Se ce l’ho fatta io, che ho fatto più errori di quanti ne possa contare, puoi farcela anche tu.

Passaggio 1: Smontaggio e Preparazione del Campo di Battaglia

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Prima di pensare a qualsiasi tipo di vernice, dobbiamo fare una cosa fondamentale: smontare tutto. E intendo tutto. Non lasciare nulla attaccato al body che non sia legno nudo.

Quando dico “smontare tutto”, intendo proprio tutto. Pickup, ponte, meccaniche, potenziometri, jack, strap buttons, battipenna. Anche il neck va rimosso dal body, ovviamente. L’obiettivo è avere un pezzo di legno completamente libero da qualsiasi altra componente.

Un errore che ho fatto le prime volte? Non organizzare bene i pezzi. Ti ritrovi con una marea di viti diverse, molle, rondelle, e alla fine non sai più dove va cosa. Credimi, è un incubo.

Il mio consiglio spassionato:

Bustine e pennarello: Prendi delle piccole bustine di plastica (quelle da congelatore vanno benissimo) e un pennarello indelebile. Ogni volta che smonti un componente (es. pickup al ponte, meccaniche del mi basso), metti tutte le sue viti e parti correlate in una bustina e scrivi sopra cosa contiene.
Foto a raffica: Prima di smontare, fai un sacco di foto. Da ogni angolazione. Ti sembrerà una scocciatura, ma quando dovrai rimontare tutto, quelle foto saranno oro colato. Ti aiuteranno a capire l’orientamento dei pickup, il cablaggio, la posizione delle rondelle.
Cablaggio: Se non sei un mago del saldatore, stacca i fili dai potenziometri o dai pickup uno alla volta, magari etichettandoli. Oppure, ancora meglio, sfila tutto il cablaggio con i pickup e i potenziometri attaccati e mettilo da parte come un unico blocco. Questo è utile se non vuoi rifare tutte le saldature da zero.

Una volta che hai il body nudo e il neck messo al sicuro, è ora di preparare l’area di lavoro. Non verniciare in un ambiente pieno di polvere, capelli o insetti. Te lo dico per esperienza: ogni granello di polvere si attacca alla vernice fresca come una calamita.

Cosa ti serve per la preparazione:

Un banco di lavoro stabile: O anche un tavolo robusto.
Teli di plastica: Per coprire tutto quello che non vuoi sporcare di polvere o vernice. E credimi, la vernice arriva ovunque.
Mascherine e occhiali di protezione: Fondamentali, soprattutto se userai sverniciatori chimici o vernici spray. Non scherzare con la salute.
Guanti: Per proteggere le mani e non lasciare impronte sul legno.
Un buon ricambio d’aria: Se lavori in garage, apri la porta. Se lavori in un’altra stanza, assicurati che sia ben ventilata.

Per tenere fermo il body mentre lavori, puoi usare un morsetto da banco con protezioni in gomma, o costruire un semplice supporto in legno. Io spesso uso un pezzo di legno avvitato al foro del neck pocket, che poi fisso in una morsa. Così posso girare il body facilmente senza toccare le superfici.

Ricorda, la fretta è la peggior nemica in questa fase. Prendi il tuo tempo per smontare e organizzare. Sarà tempo guadagnato dopo.

Passaggio 2: La Vecchia Finitura: Via Tutto, Ma Con Testa

Ecco, questa è la parte che molti temono. Togliere la vecchia vernice. È faticoso, sporco, e richiede attenzione. Ma è anche il passo più cruciale per assicurare che la nuova finitura aderisca bene e duri nel tempo. Se la base non è perfetta, ogni difetto si vedrà amplificato sotto la nuova vernice.

La prima cosa da capire è che tipo di finitura hai di fronte. Le chitarre moderne, specie quelle economiche o di fascia media, hanno quasi sempre una finitura in poliuretano (poly). È spessa, durissima, resistente agli urti, e un vero incubo da rimuovere. Le chitarre più vintage o quelle di fascia alta, a volte, usano la nitrocellulosa (nitro). È più sottile, più fragile, e si “consuma” con l’uso, ma è anche più facile da togliere.

Come identificare il tipo di finitura?

Test con acetone: Metti una goccia di acetone su un’area nascosta (ad esempio, nel vano elettronica). Se la vernice si ammorbidisce o si scioglie rapidamente, è probabilmente nitro. Se non succede nulla, è poly.
Spessore: Il poly è visibilmente più spesso, quasi come uno strato di plastica. La nitro è più sottile.

Una volta identificato il tipo, possiamo scegliere la strategia.

### Metodo 1: La pistola termica (per il Poliuretano)

Questo è il mio metodo preferito per il poly. È un lavoro sporco, ma efficace.

1. Imposta la pistola: Usa una pistola termica (heat gun) a temperatura media. Non esagerare, non vogliamo bruciare il legno.n2. Scalda e raschia: Scalda una piccola area (circa 10×10 cm) finché la vernice non inizia a fare bolle e a staccarsi. Non puntare la pistola troppo a lungo nello stesso punto, muovila costantemente.n3. Rimuovi: Con una spatola di plastica (o un raschietto in metallo con gli angoli arrotondati, per non graffiare il legno), raschia via la vernice ammorbidita. Non usare spatole affilate! Ho imparato a mie spese che è un attimo rovinare il legno sottostante.n4. Pazienza: Procedi per piccole sezioni. Questo processo richiede tempo e pazienza. Non cercare di staccare pezzi troppo grandi.

Attenzione: Il fumo che si produce bruciando il poliuretano non è salutare. Assicurati di avere una ventilazione eccellente e indossa una maschera respiratoria adeguata (non la semplice mascherina chirurgica, serve una FFP2 o FFP3).

Metodo 2: Sverniciatore chimico (per Poliuretano e talvolta Nitro)

Gli sverniciatori chimici possono essere efficaci, ma sono molto aggressivi e il loro uso richiede la massima cautela.

1. Protezione: Indossa guanti resistenti agli acidi, occhiali di protezione e una maschera. Lavora sempre all’aperto o in un’area estremamente ventilata.n2. Applica: Segui attentamente le istruzioni del produttore. Applica uno strato uniforme di sverniciatore sulla superficie.n3. Lascia agire: Attendi il tempo indicato. Vedrai la vernice fare bolle e ammorbidirsi.n4. Rimuovi: Raschia via la vernice con una spatola di plastica. Potrebbe essere necessario ripetere l’applicazione più volte.n5. Neutralizza: Una volta rimossa la vernice, pulisci accuratamente il legno con un panno umido per rimuovere ogni residuo di sverniciatore, come indicato dal prodotto.

Ho usato gli sverniciatori solo un paio di volte, e devo dire che la puzza è insopportabile e il rischio di rovinare il legno se non si neutralizza bene è alto. Li riservo solo per casi disperati o angoli difficili.

Metodo 3: La carteggiatura (per Nitro e rifinitura)

Se la finitura è nitro, o se devi rimuovere gli ultimi residui di poly dopo la pistola termica, la carteggiatura è la via.

1. Inizia con grana grossa: Parti con una carta vetrata con grana 80 o 100. Non andare più in basso, rischi di fare solchi profondi nel legno.n2. Blocco da carteggiatura: Usa un blocco da carteggiatura (sanding block) per mantenere la superficie piana. Carteggiare a mano libera può creare avvallamenti e irregolarità. Questo è un errore che ho fatto spesso all’inizio: il body sembrava liscio, ma poi con la luce radente si vedevano tutte le ondulazioni.n3. Progressione: Una volta rimossa la vernice, passa gradualmente a grane più fini: 120, 180, 220. L’obiettivo è eliminare tutti i graffi lasciati dalla grana precedente. Non saltare le grane! Se passi da 80 a 220, i graffi dell’80 saranno ancora lì, magari meno visibili, ma ci saranno.n4. Pulizia: Tra una grana e l’altra, pulisci sempre il body con un panno umido o un compressore per rimuovere la polvere. La polvere può graffiare la superficie se rimane sotto la carta vetrata.

Un piccolo trucco che ho imparato: Per vedere se hai rimosso tutti i graffi della grana precedente, dopo aver pulito, strofina la superficie con un panno appena inumidito di alcool. L’alcool evaporerà rapidamente, ma per qualche secondo ti mostrerà i graffi che non hai ancora eliminato.

La carteggiatura è la parte più noiosa e lunga. Ti sembrerà di non finire mai. Ma è qui che si costruiscono le fondamenta di una finitura eccellente. Non avere fretta, non risparmiare sulla carta vetrata (usa prodotti di qualità, durano di più e lavorano meglio). E soprattutto, non stancarti di carteggiare. Il risultato finale ti ripagherà di ogni fatica.

Passaggio 3: Preparare il Legno alla Nuova Vita (e Scegliere la Vernice Giusta)

Una volta rimosso ogni residuo della vecchia finitura e carteggiato il legno fino alla grana 220 (o 320, se vuoi essere pignolo), il body sarà nudo, liscio e pronto per i trattamenti successivi. Ma non è ancora ora di verniciare! Dobbiamo preparare la superficie per accogliere la nuova finitura.

### Riempire le imperfezioni e il poro del legnonnMolti tipi di legno, come il frassino (ash) o il mogano (mahogany), hanno una grana aperta, con pori visibili. Se vernici direttamente su questi legni, la finitura risulterà porosa e non perfettamente liscia. È qui che entra in gioco il grain filler, o riempitivo per pori.

Grain Filler: Applica il grain filler seguendo le istruzioni del produttore. Solitamente si stende con una spatola, riempiendo i pori, e poi si rimuove l’eccesso. Lascia asciugare completamente e carteggia leggermente con grana fine (320-400) per eliminare i residui superficiali. Ho imparato che è meglio applicarne due strati sottili che uno spesso. Il primo riempie i pori più grandi, il secondo affina il tutto.
Stuccature: Se ci sono piccoli buchi o ammaccature profonde nel legno (magari causate da una raschiata troppo energica nella fase precedente), usa uno stucco per legno. Fallo asciugare bene e carteggia fino a renderlo perfettamente liscio e a filo con la superficie.

Dopo aver usato il grain filler o lo stucco, pulisci di nuovo il body alla perfezione. L’aspirapolvere e un panno antistatico sono i tuoi migliori amici qui.

### Sigillare il legno: il primernnIl passo successivo è sigillare il legno. Questo serve a:

1. Isolare il legno: Impedisce che l’olio o i tannini del legno possano “sanguinare” attraverso la vernice, alterandone il colore.n2. Migliorare l’adesione: Crea una base uniforme e stabile per la vernice colorata.n3. Rivelare imperfezioni: Il primer, essendo solitamente opaco, evidenzia eventuali graffi o difetti che non avevi notato sul legno nudo.

Usa un primer specifico per legno o, ancora meglio, un primer compatibile con il tipo di vernice che intendi usare (ne parleremo tra poco). Applica 2-3 strati sottili, lasciando asciugare bene tra uno strato e l’altro. Una volta asciutto, carteggia leggermente con grana 400-600 per avere una superficie perfettamente liscia.

Consiglio da “Mimmo”: Non sottovalutare il primer. Ho provato a saltarlo una volta per fretta, pensando “tanto è legno chiaro, che vuoi che succeda?”. Il risultato è stato che il colore finale era leggermente spento e ho dovuto rifare tutto. Non ne vale la pena.

### Scegliere la vernice giusta: il bivio del liutaio hobbistannOra arriviamo al cuore della questione: che vernice usare? Ci sono diverse opzioni, ognuna con pro e contro, specialmente per il DIY.

1. Vernici Nitrocellulosa (Nitro): Pro: Finitura sottile, “respira” con il legno, si usura naturalmente (relic), look vintage, facile da riparare.
Contro: Meno resistente agli urti e agli agenti chimici, tempi di essiccazione lunghi (mesi per una completa polimerizzazione), richiede molte mani.
Perché usarla: Se vuoi un look e un feeling vintage autentico.
La mia esperienza: Ho usato la nitro su qualche progetto. Richiede molta pazienza e un ambiente controllato. L’odore è forte. Ma il risultato finale, una volta lucidato, è bellissimo e al tatto è impareggiabile.

2. Vernici Poliuretaniche (Poly) 2K (bicomponente): Pro: Estremamente resistente, duratura, finitura spessa e lucida, tempi di essiccazione più rapidi (ore/giorni).
Contro: Più difficile da applicare per l’hobbista (richiede catalizzatore, pistola a spruzzo professionale e maschera con filtri specifici), fumi tossici.
Perché usarla: Per una finitura indistruttibile, moderna.
La mia esperienza: Ho provato con bombolette 2K (esistono anche in versione spray, con catalizzatore da attivare al momento). Il risultato è solido, ma la gestione della pistola e della sicurezza è più complessa. Per un hobbista, è un investimento in attrezzatura e sicurezza.

3. Vernici Acriliche (in bomboletta): Pro: Facili da usare (bombolette spray), ampia gamma di colori, tempi di asciugatura ragionevoli, meno tossiche del 2K.
Contro: Meno resistenti all’abrasione e ai graffi rispetto al poly 2K, finitura meno “profonda” della nitro.
Perché usarla: Ottima per i primi progetti, per cambiare colore senza troppe pretese, per colori solidi.
La mia esperienza: Molti dei miei primi progetti sono stati fatti con acrilici in bomboletta. Sono facili da trovare e per imparare le tecniche di spruzzatura sono perfette. Non avrai la durata di un poly 2K, ma per un progetto DIY in garage, sono un ottimo compromesso.

Compatibilità: Attenzione alla compatibilità tra primer e vernice. Non mescolare prodotti a base diversa (es. primer acrilico e vernice nitro, o viceversa) senza essere sicuro che siano compatibili. Potresti ritrovarti con la vernice che fa le bolle o si raggrinzisce. Controlla sempre le schede tecniche dei prodotti.

Per chi inizia, o per chi vuole un risultato decente senza troppi grattacapi, le vernici acriliche in bomboletta, seguite da un buon trasparente acrilico, sono la scelta più sensata. Permettono di fare esperienza senza investire troppo in attrezzature e senza esporsi a rischi eccessivi. Se invece vuoi approfondire il mondo delle finiture più professionali, ti consiglio di leggere guide specifiche e di informarti bene sui dispositivi di protezione individuale. Ad esempio, qui trovi un’ottima risorsa sulle diverse tipologie di finiture per strumenti musicali e i loro pro e contro: [Understanding Guitar Finishes](https://www.stewmac.com/tonewoods/about-tonewoods/understanding-guitar-finishes/).

Passaggio 4: La Verniciatura: Strati, Pazienza e Niente Fretta

Bene, il body è liscio come la seta, il primer ha fatto il suo dovere e hai scelto la tua vernice. Ora arriva il momento di dare colore, e poi la protezione. Questa è la fase più delicata, quella dove la pazienza è davvero una virtù. Ho visto finiture rovinarsi per la fretta, per aver dato uno strato troppo spesso, o per non aver aspettato i tempi giusti.

### L’ambiente di lavoronnPrima di iniziare a spruzzare, assicurati che il tuo ambiente sia il più pulito possibile. La polvere è il nemico numero uno.

Pulisci: Aspira il pavimento, pulisci le superfici.
Controlla l’aria: Se possibile, spruzza in un momento in cui c’è poca polvere nell’aria (magari dopo aver lasciato decantare la polvere per un’ora, o con un po’ di umidità che la tiene a terra).
Sospendi il body: Io uso un filo di ferro robusto attaccato a un gancio nel neck pocket e lo appendo, in modo da poter verniciare tutte le superfici senza toccare il body.

Tecnica di spruzzatura (valida per bombolette e pistola)

Che tu usi bombolette spray o una pistola a spruzzo, i principi di base sono gli stessi:

1. Agita bene: Se usi bombolette, agita energicamente per almeno un minuto prima di iniziare e ogni tanto durante l’applicazione.n2. Distanza costante: Mantieni la bomboletta/pistola a una distanza costante dalla superficie (solitamente 20-30 cm). Se sei troppo vicino, rischi colature. Se sei troppo lontano, la vernice si asciugherà a mezz’aria e creerà una finitura ruvida (overspray).n3. Movimenti uniformi: Spruzza con movimenti lunghi, costanti e sovrapposti. Inizia a spruzzare prima di arrivare sul body e finisci dopo averlo superato. Sovrapponi ogni passata del 50% circa rispetto alla precedente.n4. Strati sottili: Questo è il mantra. Non cercare di coprire tutto con una sola passata. È molto meglio dare 3-4 strati sottili che uno spesso. Gli strati sottili si asciugano meglio, riducono il rischio di colature e ti danno un maggiore controllo.n5. Tempi di attesa: Rispetta scrupolosamente i tempi di attesa tra uno strato e l’altro indicati dal produttore. Solitamente si parla di 15-30 minuti per le vernici acriliche.

Il mio errore più frequente all’inizio: La fretta. “Dai, è quasi asciutto, un’altra mano!” No. Aspetta. Ho rovinato un paio di finiture perché lo strato sotto non era completamente evaporato e il solvente è rimasto intrappolato, creando bolle o opacità.

Vernice colorata

Applica 3-5 strati di vernice colorata, a seconda del potere coprente e del colore che vuoi ottenere. Ricorda sempre strati sottili e tempi di attesa. Dopo l’ultimo strato di colore, lascia asciugare per un tempo più lungo, almeno 24 ore, o anche di più se la vernice lo richiede.

Un “trick” che ho imparato: Dopo il primo strato molto leggero di colore, se vedi delle piccole imperfezioni o granelli di polvere, puoi carteggiare molto leggermente con carta vetrata finissima (grana 800-1000) e acqua. Questo serve a rimuovere le impurità e a rendere la superficie ancora più liscia per i successivi strati. Ma fallo con estrema cautela e solo se necessario.

Il trasparente (Clear Coat)

Una volta che il colore è completamente asciutto, è il momento di applicare il trasparente. Questo è lo strato protettivo che darà profondità, lucentezza e durabilità alla tua finitura. Il trasparente è fondamentale, non saltarlo!

Tipo di trasparente: Usa un trasparente compatibile con la vernice colorata che hai usato (es. trasparente acrilico per vernice acrilica, trasparente nitro per vernice nitro).
Molti strati: Il trasparente è quello che ti permette di lucidare in profondità. Applica 5-8 strati sottili, sempre con i tempi di attesa intermedi. Più strati hai, più puoi carteggiare e lucidare senza il rischio di arrivare al colore sottostante.
Lascia asciugare per bene: Questo è il momento critico. Il trasparente deve polimerizzare completamente. Per le vernici acriliche, parliamo di almeno 3-7 giorni. Per la nitro, anche un mese o più. Se cerchi di lucidare prima, la vernice sarà ancora troppo morbida e non otterrai una finitura a specchio, o peggio, la rovinerai.

Il dolore del “bruciare” il trasparente: Ho provato a lucidare troppo presto, e il risultato è stato che il trasparente si è “bruciato” sotto la lucidatrice, creando un pasticcio appiccicoso. Non ripetere il mio errore. Aspetta. La pazienza qui è la virtù del liutaio.

Durante questa fase di verniciatura, potresti voler dare un’occhiata a come altri hanno affrontato progetti simili di modifica chitarra. A volte vedere il processo di qualcun altro ti sblocca idee o ti aiuta a capire come risolvere un intoppo. Per approfondire l’argomento delle modifiche generiche, puoi dare un’occhiata qui: modifica chitarra.

Passaggio 5: Finitura e Lucidatura: Il Tocco del Maestro (o Quasi!)

Congratulazioni! Hai superato la fase più critica. Il tuo body ha ora il suo nuovo colore e diversi strati di trasparente. Ma non è ancora finito. Anzi, spesso il body in questa fase avrà un aspetto opaco, magari con un po’ di “buccia d’arancia” (orange peel) o qualche granello di polvere incapsulato. È perfettamente normale. Ora viene la magia: la lucidatura.

Questa è la fase che trasforma una buona verniciatura in una finitura splendida, a specchio. Ma è anche la fase dove, con un attimo di distrazione, puoi rovinare settimane di lavoro.

### Tempi di “Curing” (Polimerizzazione)

Prima di toccare qualsiasi cosa, assicurati che la vernice sia completamente polimerizzata. Non solo asciutta al tatto, ma dura e stabile.

Acrilico: Minimo 1 settimana, idealmente 2-3 settimane.
Nitro: 30-60 giorni, a volte di più.
Poly 2K: Dipende dal prodotto, ma solitamente 3-7 giorni.

Se provi a lucidare prima, la vernice sarà troppo morbida e non otterrai la lucentezza desiderata. Potresti anche “bruciare” la finitura, come è successo a me più di una volta, creando un pasticcio appiccicoso e rovinando il lavoro. Non aver fretta. Lascia riposare la chitarra in un luogo pulito e a temperatura ambiente.

### Carteggiatura a umido (Wet Sanding)

Questa è la fase che elimina la buccia d’arancia e i piccoli difetti, preparando la superficie alla lucidatura.

1. Materiali: Avrai bisogno di carta vetrata all’acqua (waterproof) di grane progressivamente più fini: 800, 1000, 1200, 1500, 2000, 2500 (o anche 3000, se vuoi la perfezione). E un secchio d’acqua con un po’ di sapone neutro.n2. Tecnica: Immergi la carta vetrata nell’acqua saponata. Inizia con la grana 800 o 1000. Carteggia con movimenti circolari o lineari, delicati e uniformi. Non applicare pressione eccessiva. L’acqua deve sempre scorrere sulla superficie. Lo scopo è eliminare la “buccia d’arancia” e i difetti, rendendo la superficie uniformemente opaca.n3. Pulizia: Tra una grana e l’altra, pulisci accuratamente il body con un panno pulito e acqua per rimuovere tutti i residui della carteggiatura precedente. Questi residui, se rimangono, possono creare graffi con la grana successiva.n4. Progressione: Passa gradualmente alle grane più fini. Ogni grana deve eliminare i graffi lasciati dalla grana precedente. Quando arrivi alla grana 2000-2500, la superficie dovrebbe essere liscia e opaca, senza graffi visibili.

Il mio errore classico: Saltare una grana o non carteggiare abbastanza con una grana. Sembra liscio, ma poi in controluce si vedono i graffi più grossi che non sono stati eliminati. Non avere paura di carteggiare, ma fallo con delicatezza e metodo.

### Lucidatura (Buffing e Polishing)

Ora arriva la parte più gratificante, dove la magia si compie.

1. Materiali: Pasta abrasiva (Compound): Inizia con una pasta abrasiva a grana più grossa (es. Menzerna 400, Meguiar’s Ultimate Compound).
Pasta lucidante (Polish): Poi passa a una pasta lucidante più fine (es. Menzerna 2500, Meguiar’s Ultimate Polish).
Tamponi: Avrai bisogno di tamponi in spugna specifici per lucidatrice, di diverse durezze (uno per la pasta abrasiva, uno per la lucidante).
Lucidatrice: Una lucidatrice rotorbitale è l’ideale per l’hobbista, perché riduce il rischio di “bruciare” la vernice rispetto a una rotativa pura. Se non hai una lucidatrice, puoi fare tutto a mano, ma sarà molto più faticoso e richiederà più tempo.
Panni in microfibra: Puliti e morbidi, per rimuovere i residui.

2. Tecnica con lucidatrice:
* Applica la pasta: Metti una piccola quantità di pasta abrasiva sul

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