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Tipi di pickup chitarra: Cablaggi e suoni

Tipi di pickup chitarra: Cablaggi e suoni

Ogni volta che vedo una chitarra, la prima cosa che mi viene in mente non è il legno, la forma o il colore. Penso al suono, a come quel pezzo di legno prenderà vita. E la voce di una chitarra elettrica, lo sappiamo bene, non viene dal legno, ma dai suoi pickup. Sono loro che trasformano le vibrazioni delle corde in un segnale elettrico, e credetemi, c’è un mondo intero dietro a quei piccoli magneti e bobine di rame. Quando ho iniziato a smanettare con le mie prime chitarre in garage, l’elettronica mi sembrava magia nera. Fili, saldature, resistenze, condensatori… un casino. La paura di fare un disastro era tanta, ma la curiosità di capire perché una chitarra suonasse in un certo modo, e come potevo cambiarla, era ancora più forte. Ho bruciato qualche potenziometro, ho fatto qualche saldatura fredda che mi ha fatto impazzire, ma alla fine ho capito. E se ci sono riuscito io, con un saldatore da pochi euro e tanta pazienza, ci puoi riuscire anche tu. In questo articolo, non voglio solo dirti quali sono i principali tipi di trasduttori magnetici. Voglio farti capire il perché suonano in quel modo, e soprattutto, come i loro cablaggi possono aprire un universo di possibilità sonore. Dimentica la paura dello schema elettrico: lo leggeremo insieme come una mappa del tesoro.

Il Cuore Elettromagnetico: Come Funzionano i Pickup (e Perché)

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Prima di addentrarci nei vari tipi, capiamo il principio base. Un pickup è fondamentalmente un trasduttore elettromagnetico. Funziona grazie a due componenti chiave: i magneti e una bobina di filo di rame avvolta attorno ad essi. Immagina le corde della chitarra come delle piccole leve magnetiche. Quando vibrano nell’aria sopra i magneti del pickup, disturbano il campo magnetico circostante. Questa perturbazione del campo magnetico, a sua volta, induce una corrente elettrica nel filo di rame avvolto nella bobina. Più la corda vibra velocemente o con maggiore ampiezza, più forte è la corrente indotta. Questo segnale elettrico, seppur debole, è ciò che viene poi inviato all’amplificatore per essere trasformato nel suono che sentiamo. La differenza tra i vari tipi di pickup risiede principalmente nel numero di bobine, nel tipo di magneti usati, nel numero di spire di filo di rame, e nel modo in cui questi elementi sono assemblati. Ognuna di queste variabili influenzerà la risposta in frequenza, l’output, la dinamica e la tendenza a raccogliere rumori esterni.

Com’è Fatto un Pickup Single Coil?

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Ah, il single coil. Il suono della Stratocaster, della Telecaster, il blues, il funk, il rock classico. Brillante, cristallino, con un attacco percussivo e una chiarezza che pochi altri pickup possono eguagliare. È il pickup che ha fatto la storia. Un pickup single coil è composto da una singola bobina di filo avvolta attorno a sei magneti (i “pole pieces”) o una barra magnetica. La sua semplicità costruttiva è la sua forza e, allo stesso tempo, la sua debolezza. Il suo carattere sonoro distintivo – quella brillantezza, quella “campana” nelle Stratocaster – deriva proprio dalla sua costruzione. La singola bobina cattura un ampio spettro di frequenze, con un picco di risonanza abbastanza alto che esalta gli alti e i medio-alti. Il numero di spire e il tipo di magnete determinano ulteriormente queste caratteristiche: più spire e magneti più forti tendono a dare un output maggiore e un suono leggermente più compresso, mentre meno spire e magneti più deboli offrono maggiore brillantezza e dinamica.

Il “Hum”: Il Lato Oscuro del Single Coil

Il problema principale dei single coil è quel fastidioso ronzio a 50 o 60 Hz (a seconda della frequenza di rete del tuo paese) che compare quando alzi il gain o ti avvicini troppo all’amplificatore. È il famoso “hum”. Perché succede? Semplice: una singola bobina di filo è, di fatto, un’antenna molto efficiente. Non solo cattura il segnale delle corde, ma anche le interferenze elettromagnetiche presenti nell’ambiente: luci, monitor, trasformatori, cavi di alimentazione. Tutti questi campi elettromagnetici inducono una corrente indesiderata nella bobina, che noi sentiamo come ronzio. Il primo Stratocaster che ho assemblato suonava da dio pulito, ma appena accendevo un overdrive, iniziava il concerto di ronzii. Ho passato ore a capire cosa non andava, finché non ho realizzato che era proprio la natura del single coil. Non era un difetto del mio cablaggio (per una volta!). La vicinanza a fonti di interferenza, come alimentatori switching o neon, amplificava il problema.

Cablaggi Base dei Single Coil

La maggior parte dei pickup single coil ha solo due fili: Il “caldo” (hot): Questo è il segnale che va al potenziometro del volume. La massa (ground): Questo filo va collegato a massa, solitamente al retro del potenziometro o a un punto di massa comune. A volte, il filo di massa è schermato con una guaina metallica che serve a ridurre ulteriormente le interferenze. È un cablaggio semplicissimo, il punto di partenza per ogni avventura nell’elettronica della chitarra. La qualità di questi due collegamenti è fondamentale: saldature fredde o fili scoperti possono causare rumori e perdite di segnale.

Varianti e Soluzioni al Hum

L’industria non è rimasta a guardare. Per mitigare il ronzio, sono nate diverse soluzioni: Single Coil “Stacked” (Impilati): Questi pickup assomigliano a un single coil, ma in realtà sono due bobine impilate verticalmente, una sopra l’altra. Le bobine sono avvolte in modo inverso e con polarità inversa (RWRP) l’una rispetto all’altra. Funzionano come un humbucker, cancellando il ronzio, ma cercano di mantenere il timbro brillante di un single coil. Il suono è un po’ più compresso e meno “arioso” di un vero single coil, ma il silenzio è d’oro! Noiseless Single Coil: Varianti più sofisticate, come i Fender Noiseless o i Lace Sensor. Questi usano design complessi, a volte con bobine più piccole e schermature interne, per ridurre il rumore mantenendo il più possibile il carattere single coil. I Lace Sensor, ad esempio, usano un design a “lama” con magneti ceramici e una schermatura metallica per ridurre al minimo le interferenze. Quando si lavora con questi pickup, anche se il cablaggio di base può sembrare simile, è fondamentale seguire lo schema del produttore. Ogni casa ha le sue particolarità, e improvvisare con i colori dei fili è il modo più rapido per ritrovarsi con un suono strano o nessun suono affatto. La ricerca dello schema corretto per il modello specifico del pickup è il primo passo.

Humbucker: La Forza del Silenzio (e del Grinta)

Se i single coil sono la voce cristallina, gli humbucker sono i muscoli. Introdotti da Gibson negli anni ’50, questi pickup sono stati una rivoluzione, risolvendo il problema del ronzio e offrendo un suono più potente, spesso più caldo e corposo.

Com’è Fatto e Perché Cancella il Hum

Il nome “humbucker” deriva proprio dalla sua funzione: “to buck the hum”, ovvero “contrastare il ronzio”. L’idea è geniale nella sua semplicità: si prendono due bobine single coil, si avvolgono in direzioni opposte e si magnetizzano con polarità opposta (Reverse Wound/Reverse Polarity, RWRP). Il segnale delle corde: Quando le corde vibrano, il segnale indotto nelle due bobine è in fase tra loro. Quindi, i due segnali si sommano, risultando in un output più elevato. Il ronzio (hum): Le interferenze esterne (il ronzio a 50/60 Hz) inducono un segnale in entrambe le bobine. Ma, poiché le bobine sono avvolte in direzioni opposte e hanno polarità opposta, il ronzio che raccolgono è fuori fase tra loro. Il risultato? Si cancellano a vicenda. Ed ecco il silenzio! Questo design non solo elimina il ronzio, ma modifica anche il timbro. Il suono dell’humbucker è tipicamente più grosso, con medi più pronunciati e un attacco più morbido rispetto a un single coil. La frequenza di risonanza è più bassa, il che significa meno alti “taglienti” e più calore. È il suono del rock classico, del metal, del jazz più corposo.

Cablaggi Comuni degli Humbucker

Qui le cose si fanno interessanti, perché gli humbucker, specialmente quelli moderni, offrono molte più opzioni di cablaggio rispetto ai single coil tradizionali.

Humbucker a 2 Conduttori (+ massa)

Questo è il cablaggio più semplice e tipico degli humbucker vintage (come i PAF originali). Le due bobine sono già cablate in serie internamente dal produttore. 1 filo caldo: Porta il segnale combinato delle due bobine al potenziometro del volume. 1 filo di massa: Serve a collegare la schermatura del pickup a massa, riducendo le interferenze. Questo setup offre un suono classico e potente, senza possibilità di modifiche interne al cablaggio delle bobine. È un take-it-or-leave-it, ma spesso è esattamente quello che si cerca per un suono vintage.

Humbucker a 4 Conduttori (+ massa)

Questo è il pane quotidiano del DIY e della personalizzazione. Gli humbucker moderni, come molti Seymour Duncan o DiMarzio, offrono quattro fili che escono dalle due bobine, più un filo di massa per la schermatura. Questi quattro fili rappresentano l’inizio e la fine di ogni bobina: Filo A (Start Coil 1) Filo B (Finish Coil 1) Filo C (Start Coil 2) Filo D (Finish Coil 2) Filo M (Massa schermatura) Con questi cinque fili, le possibilità si moltiplicano! Schema Concettuale: Cablaggio Standard (Serie) Per ottenere il classico suono humbucker, le due bobine vanno collegate in serie. Immagina i fili come un circuito: 1. Collega il “finish” della prima bobina (Filo B) allo “start” della seconda bobina (Filo C). Questo è il punto di giunzione tra le due bobine. 2. Il “start” della prima bobina (Filo A) diventa il tuo filo caldo (segnale). 3. Il “finish” della seconda bobina (Filo D) va collegato a massa. 4. Il filo di massa della schermatura (Filo M) va anch’esso a massa. Importante: I colori dei fili variano da produttore a produttore! Un rosso Seymour Duncan non è un rosso DiMarzio. Consulta sempre lo schema di cablaggio fornito dal produttore del tuo pickup! Ti assicuro che non c’è niente di più frustrante che cablare tutto e scoprire che il suono è debole o in fase sbagliata perché hai sbagliato un colore.

Opzioni di Cablaggio Avanzate per Humbucker a 4 Conduttori

Ecco dove si apre un mondo per chi ama sperimentare e vuole tirare fuori il massimo dalla propria chitarra. Con un humbucker a 4 conduttori e uno switch adeguato (un potenziometro push/pull, un mini-toggle, o uno switch a levetta a più posizioni), puoi ottenere diverse sonorità.

1. Coil Splitting (Splittaggio della Bobina)

Questa è probabilmente la modifica più popolare. Permette di “spegnere” una delle due bobine dell’humbucker, trasformandolo di fatto in un single coil.
Come si fa: Si prende il punto di giunzione tra le due bobine (i fili B e C del nostro esempio) e lo si manda a massa tramite uno switch. La bobina che non è a massa viene utilizzata, mentre l’altra viene bypassata. Suono: Ottieni un suono più brillante, con meno output e più simile a un single coil. Però, attenzione: un humbucker splittato tornerà a ronzare, perché hai eliminato la sua funzione di cancellazione del rumore. Non sarà un single coil “puro”, ma un’ottima alternativa per chi cerca versatilità. Praticità: Un potenziometro push/pull è la soluzione più elegante, integrando lo switch nel potenziometro esistente. Oppure, un mini-toggle switch. La prima volta che ho splittato un humbucker, mi sembrava di aver scoperto l’acqua calda. Poi ho capito che era solo l’inizio. Ti dà subito un’altra opzione sonora senza dover cambiare pickup.

2. Parallel Wiring (Cablaggio in Parallelo)

Invece di collegare le bobine in serie (una dopo l’altra), le si collega in parallelo. Come si fa: I “start” delle due bobine vanno insieme al filo caldo, e i “finish” delle due bobine vanno insieme a massa. Suono: Il suono è più brillante e con meno output rispetto al cablaggio in serie, ma più corposo di un single coil splittato. Mantiene la cancellazione del ronzio. È una via di mezzo interessante, spesso usata per ottenere un suono più “aperto” ma comunque hum-cancelling. Praticità: Richiede uno switch DPDT (Double Pole, Double Throw) per selezionare tra serie e parallelo.

3. Phase Switching (Inversione di Fase)

Questa opzione è un po’ più di nicchia ma può creare suoni molto particolari. Consiste nell’invertire la fase di una delle due bobine rispetto all’altra. Come si fa: Si inverte il collegamento dei fili “start” e “finish” di una delle due bobine. Ad esempio, se prima avevi Filo A come caldo e Filo D a massa, e Filo B collegato a Filo C, ora potresti collegare Filo A come caldo e Filo C a massa, e Filo B collegato a Filo D. Dipende dalla configurazione. È più facile a farsi che a dirsi, seguendo uno schema specifico. Suono: Se si usa un solo pickup, il suono diventa molto sottile, nasale, quasi un “wah” bloccato. Questo perché il segnale delle due bobine si cancella parzialmente. La magia avviene quando si combina un pickup fuori fase con un altro pickup (in fase) della chitarra. Si creano suoni unici, molto “funky” o da “out of phase blues”. Praticità: Richiede uno switch DPDT. Queste modifiche non sono solo per i tecnici. Sono per chiunque voglia esplorare il potenziale sonoro della propria chitarra. Magari non userai sempre il cablaggio in parallelo, ma averlo a disposizione per un passaggio specifico o un’atmosfera diversa può fare la differenza. Per approfondire le possibilità di personalizzazione della tua chitarra, ti consiglio di dare un’occhiata alla nostra guida su Modificare la chitarra: da dove iniziare?, troverai un sacco di spunti pratici.

Pickup Attivi: La Spinta e la Chiarezza

Se i pickup passivi sono come un microfono che cattura il suono così com’è, i pickup attivi sono come un microfono con un preamplificatore integrato. Hanno una storia più recente, ma hanno conquistato una fetta importante del mercato, soprattutto nel metal e in generi dove la chiarezza e l’output elevato sono prioritari.

Come Funzionano e Cosa Li Rende Diversi

La differenza fondamentale tra un pickup passivo e uno attivo è la presenza di un preamplificatore alimentato esternamente, solitamente da una batteria da 9V. Costruzione: I pickup attivi hanno bobine con un numero molto inferiore di spire rispetto ai passivi. Questo significa che di per sé generano un segnale molto debole e ad alta impedenza. Il Preamplificatore: Il segnale debole e ad alta impedenza viene subito inviato al preamplificatore integrato nel pickup. Questo circuito amplifica il segnale e lo converte in un segnale a bassa impedenza, molto più forte e pulito. Il preamplificatore è spesso un piccolo circuito stampato integrato nel pickup o posizionato vicino ad esso, a volte direttamente nel vano elettronica. Questo circuito contiene transistor, resistori e condensatori che lavorano in sinergia per modellare il segnale grezzo del pickup.

Vantaggi: Potenza e Pulizia

I pickup attivi offrono diversi vantaggi che li rendono la scelta preferita per molti chitarristi: Meno rumore: Grazie al preamplificatore e al design a bassa impedenza, i pickup attivi sono incredibilmente silenziosi. Il ronzio e le interferenze sono ridotti al minimo, anche con gain elevato. Questo è il loro punto di forza principale. Più output: Il segnale amplificato è molto più potente. Questo significa che “spingono” di più l’amplificatore, ottenendo più sustain e un suono più compresso, ideale per lead e riff potenti. Suono consistente: Essendo a bassa impedenza, il segnale è meno influenzato dalla lunghezza e dalla qualità del cavo della chitarra. Il tono rimane più costante e definito. EQ onboard: Molti pickup attivi (o i loro circuiti) includono un’equalizzazione attiva, che permette di scolpire il suono direttamente dalla chitarra, con controlli di bassi, medi e alti. Ho montato un set EMG su una chitarra da shred, e lì ho capito cosa volesse dire “botta” senza rumore. Il suono era chirurgico, preciso, con ogni nota che usciva definita anche sotto una valanga di distorsione. La possibilità di tagliare o enfatizzare certe frequenze direttamente dalla chitarra è incredibilmente utile in studio o sul palco.

Svantaggi: La Batteria e il Tono

on è tutto oro quello che luccica, e anche i pickup attivi hanno i loro compromessi: La batteria: Richiedono una batteria da 9V (o a volte due, per 18V e maggiore headroom). La batteria si scarica, e se muore a metà concerto, sei fregato. È una buona abitudine cambiarla ogni 6-12 mesi o avere una di scorta. Il tono “sterile”: Alcuni chitarristi trovano il suono degli attivi troppo “perfetto”, “pulito” o “sterile”, mancando della dinamica e della risposta organica dei pickup passivi. La compressione intrinseca può ridurre la sensibilità al tocco. Potenziometri specifici: I pickup attivi richiedono potenziometri con valori di resistenza molto più bassi rispetto ai passivi (solitamente 25k o 50k Ohm, contro i 250k o 500k Ohm dei passivi). Warning: Non mischiare potenziometri passivi con pickup attivi! Se provi a usare un potenziometro da 250k o 500k Ohm con un pickup attivo, il suono sarà debole, inscatolato e privo di vita. Il potenziometro passivo presenterebbe un carico troppo elevato per il circuito attivo, soffocando il segnale.

Cablaggi dei Pickup Attivi

I cablaggi dei pickup attivi sono spesso più semplici di quanto si pensi, specialmente con i sistemi moderni che usano connettori plug-and-play. Alimentazione: Il punto chiave è l’alimentazione della batteria. La massa della batteria viene collegata a un jack stereo. Quando inserisci il cavo della chitarra, il tip del jack stereo chiude il circuito, collegando la batteria e accendendo il pickup. Quando scolleghi il cavo, la batteria viene disconnessa, risparmiando energia. Questo è fondamentale per non scaricare la batteria inutilmente. Se il jack della tua chitarra è mono, dovrai aggiungere uno switch per controllare l’alimentazione della batteria, altrimenti si scaricherà continuamente. Filo caldo e massa: Come nei passivi, c’è un filo caldo per il segnale e un filo di massa. Potenziometri: Come detto, vanno usati potenziometri a bassa resistenza. Per il resto, il cablaggio segue logiche simili ai passivi per quanto riguarda gli switch e la selezione. Ma la gestione della batteria è l’aspetto distintivo. Se stai passando da passivi ad attivi, dovrai cambiare anche potenziometri e jack. Non è difficile, ma va fatto.

Pickup P-90: Il Ponte tra Single Coil e Humbucker

Prima di passare ai consigli pratici, parliamo di un tipo di pickup che occupa un posto speciale nella storia della chitarra elettrica: il P-90. Spesso trascurato, è in realtà un pickup incredibilmente versatile che offre un carattere sonoro unico, un ponte tra la brillantezza dei single coil e la potenza degli humbucker.

Caratteristiche Distintive del P-90

Il P-90 è essenzialmente un pickup single coil, ma con alcune differenze cruciali che ne definiscono il suono: Bobina più larga: Rispetto ai single coil tradizionali come quelli delle Stratocaster, i P-90 hanno una bobina più larga e più corta. Questo significa che il filo avvolto è più sottile e le spire sono meno concentrate. Magneti Alnico: Utilizzano magneti Alnico (spesso Alnico V o Alnico II), che sono noti per il loro suono caldo e ricco di armoniche. Chiusura parziale della bobina: Alcuni P-90 hanno una copertura metallica che non sigilla completamente la bobina, permettendo una certa dispersione del campo magnetico e contribuendo al loro suono aperto. ### Il Suono del P-90 Il risultato di questa combinazione è un suono che ha la chiarezza e l’attacco di un single coil, ma con una maggiore corposità, un output più elevato e una gamma media più pronunciata. Sono noti per la loro “grinta” e per quel particolare “growl” quando vengono spinti verso la distorsione. Sono perfetti per blues rock, garage rock, e generi dove si cerca un suono che sia sia definito che potente. Molti li trovano più “organici” e dinamici dei pickup attivi, ma meno inclini al ronzio dei single coil tradizionali (anche se un po’ di hum è presente). #### Cablaggio del P-90 I P-90, nella loro configurazione più comune, sono pickup a 2 conduttori, proprio come i single coil base e gli humbucker a 2 conduttori. Filo caldo: Il segnale principale. Filo di massa: Per la schermatura e il collegamento a terra. Alcuni produttori offrono P-90 con 4 conduttori, permettendo opzioni come lo splittaggio, ma sono meno comuni. La loro semplicità di cablaggio li rende un’ottima opzione per chi vuole cambiare i pickup senza complicarsi troppo la vita. #### P-90 vs Single Coil vs Humbucker P-90 vs Single Coil (Strat/Tele): I P-90 sono più potenti, con più medi e un suono più “grosso”. I single coil standard sono più brillanti e con meno output. P-90 vs Humbucker: I P-90 sono meno potenti e più brillanti degli humbucker, con un carattere più “aperto” e dinamico. Gli humbucker sono più caldi, più compressi e con più sustain. Il P-90 è una scelta eccellente per chi cerca un suono che sia un compromesso, o semplicemente un carattere sonoro tutto suo.

Consigli Pratici e Considerazioni per il Tuo Progetto

Ok, abbiamo visto la teoria e le differenze tra i vari tipi di pickup. Ora passiamo alla pratica, perché alla fine, è quello che conta. Mettere le mani in pasta può sembrare intimidatorio, ma con gli strumenti giusti e un po’ di pazienza, vedrai che è fattibile.

Togli la Paura della Saldatura!

La saldatura è la bestia nera di molti, ma è una competenza fondamentale per chiunque voglia mettere le mani sull’elettronica della chitarra. Non è un’arte mistica, è una tecnica.
Attrezzatura minima: Saldatore a punta fine: Non serve una stazione da mille euro. Un saldatore da 30-40W con una punta sottile va benissimo. Io ho iniziato con uno da 15 euro. Stagno: Preferisci stagno con anima di flussante (di solito 60/40 o 63/37 con 0.8mm di diametro). Aspirafumo (anche artigianale): I fumi dello stagno non fanno bene. Una ventolina di computer che aspira via il fumo è un ottimo inizio. Pinze e pinzette: Per tenere fermi i fili e i componenti. Tagliafili: Per tagliare i fili con precisione. La Tecnica: 1. Prepara i fili: Se devi saldare un filo a un terminale (come quello di un potenziometro), prima “stagna” il filo (coprilo con un sottile strato di stagno fuso) e poi “stagna” il terminale stesso. 2. Scalda il punto di giunzione: Appoggia la punta del saldatore sul punto dove vuoi che lo stagno fluisca (ad esempio, sul filo stagnato e sul terminale stagnato). 3. Applica lo stagno: Una volta che la giunzione è calda, avvicina lo stagno al punto di contatto (non alla punta del saldatore direttamente!). Lo stagno dovrebbe fluire fluidamente e creare una giunzione lucida e uniforme. Evita di usare troppo stagno. 4. Lascia raffreddare: Una volta che hai applicato abbastanza stagno, rimuovi il saldatore e lascia raffreddare il tutto senza muoverlo. Una saldatura fredda (opaca, granulosa) è causa di molti problemi. Esercitati: Prendi dei vecchi fili, dei pezzi di metallo e fai pratica. Più saldi, più diventi bravo. Non avere paura di “bruciare” qualcosa, è parte del processo di apprendimento. ### Schemi Elettrici: Non Più un Incubo La prima volta che ho visto uno schema elettrico di una chitarra, mi è sembrato un diagramma di un reattore nucleare. Poi ho capito che sono solo rappresentazioni grafiche, e una volta che impari a leggerli, diventano la tua guida. Leggere i simboli: Ogni componente (pickup, potenziometro, condensatore, switch, jack) ha un simbolo standardizzato. Impara a riconoscerli. Seguire i fili: Gli schemi usano linee per rappresentare i fili. Segui queste linee con il dito o con una matita, dal punto di partenza al punto di arrivo. Capire le connessioni: Vedrai punti che indicano una connessione saldata, e linee che si incrociano senza un punto che indicano che non c’è connessione. Orientarsi: Gli schemi per pickup specifici (come quelli che si trovano sui siti di Seymour Duncan o DiMarzio) sono il tuo miglior amico. Sono disegnati per quel particolare pickup o configurazione. Se proprio sei in difficoltà, ci sono tantissimi tutorial video online che mostrano passo passo come leggere e seguire uno schema. E ricorda, la maggior parte dei produttori di pickup offre schemi dettagliati sui loro siti web. ### Scegliere i Componenti Giusti Non tutti i potenziometri, condensatori e switch sono uguali. La scelta giusta può fare una differenza notevole nel suono e nella funzionalità della tua chitarra. Potenziometri: Valore (Ohm): Per pickup passivi, si usano tipicamente 250k Ohm per single coil (tonalità più brillante) e 500k Ohm per humbucker (tonalità più aperta). Per pickup attivi, usa sempre 25k o 50k Ohm. Linear vs Logarithmic (Audio Taper): I potenziometri lineari (B) hanno una variazione di resistenza uniforme lungo la corsa. Quelli logaritmici o “audio taper” (A) sono più adatti per il controllo del volume perché la variazione di resistenza è più graduale all’inizio e più rapida alla fine, permettendo un controllo più fine del volume nelle posizioni basse. Per i controlli di tono, spesso si usano potenziometri logaritmici, anche se alcuni preferiscono quelli lineari per una risposta più prevedibile. Tipo (Split Shaft vs Solid Shaft): I potenziometri con albero diviso (split shaft) sono ideali se usi manopole con viti di fissaggio. Quelli con albero pieno (solid shaft) sono più comuni nei pickup attivi o in configurazioni più professionali. Condensatori (per il Tono): *Valore (Farad): Il valore del condensatore influenza quanto alti vengono tagliati quando giri il potenziometro del tono. Per pickup single coil, si usano valori più bassi (0.022uF o 0.033uF) mentre per humbucker si usano spesso valori leggermente più alti (0.047uF). Valori più bassi preservano più alti quando il tono è al massimo. Tipo: I condensatori ceramici sono economici e comuni, ma possono introdurre un po’ di rumore. I condensatori in poliestere sono una buona via di mezzo. I condensatori in carta e olio (PIO) sono i preferiti da molti puristi per il loro suono caldo e organico, ma sono più costosi e ingombranti. Switch: Pickup Selector Switch: A 3 vie (ponte, misto, manico) è il più comune. Esistono anche switch a 5 vie (per Stratocaster con posizioni intermedie) o switch a più vie per configurazioni particolari. Push/Pull o DPDT: Per funzioni extra come coil splitting, phase switching o serie/parallelo. I potenziometri push/pull integrano uno switch nella loro base, mentre gli switch DPDT sono componenti separati. ### Il Routing e lo Spazio Disponibile Quando cambi i pickup, assicurati che i nuovi pickup entrino fisicamente nel vano (cavity) della tua chitarra. Alcuni humbucker, specialmente quelli più moderni o con coperture particolari, potrebbero essere più ingombranti dei pickup originali. Allo stesso modo, verifica che ci sia abbastanza spazio nel vano elettronica per ospitare eventuali nuovi potenziometri, switch o la batteria per i pickup attivi. A volte, potresti dover allargare leggermente il vano con uno scalpello o una fresa. Fai attenzione e procedi con calma, lavorando sempre con piccoli incrementi. ### Il “Grounding” è Fondamentale Un buon collegamento a massa (grounding) è la chiave per una chitarra silenziosa. Tutti i componenti metallici che possono entrare in contatto con l’elettricità (come le corde, il ponte, il corpo del pickup, la schermatura dei cavi) devono essere collegati a un punto di massa comune. Il filo verde o marrone: Spesso, il filo di massa della schermatura di un pickup è di colore verde o marrone. Questo va collegato al retro di un potenziometro del volume o a un bus di massa comune. Il ponte e il tremolo: Un filo va collegato dal retro di un potenziometro a una molla del tremolo o a un punto di massa sul ponte. Questo garantisce che anche le corde siano a massa. Controlla le continuità: Dopo aver cablato tutto, usa un multimetro per verificare che ci sia continuità tra tutti i punti di massa e il terminale di massa del jack di uscita. Un cablaggio accurato e un buon grounding possono fare la differenza tra una chitarra che ronza come un’ape impazzita e una che suona pulita e potente. ### Il Suono Finale: Non Solo i Pickup Ricorda che i pickup sono solo una parte dell’equazione sonora. Il suono finale è una combinazione di: I pickup stessi (il loro design, magneti, bobine). Il cablaggio (serie, parallelo, splittato, fase). I componenti elettronici (potenziometri, condensatori, switch). La costruzione della chitarra (legno, ponte, hardware). L’amplificatore e gli effetti che usi. Non aspettarti che sostituire i pickup trasformi magicamente una chitarra economica in una Les Paul Custom. Ma può sicuramente avvicinarti al suono che desideri e, soprattutto, ti permette di capire meglio come funziona la tua chitarra. ### FAQ

Posso usare un Humbucker a 4 conduttori come se fosse a 2 conduttori?

Assolutamente sì. Se vuoi semplicemente il suono classico dell’humbucker in serie, puoi semplicemente isolare i due fili della seconda bobina (in genere il filo “start” e “finish” della seconda bobina, seguendo lo schema del produttore) e collegare solo il filo caldo della prima bobina e il filo di massa/fine della seconda bobina all’elettronica, proprio come faresti con un pickup a 2 conduttori. Assicurati di isolare correttamente i fili non utilizzati con del nastro isolante o guaina termorestringente per evitare cortocircuiti.

Che differenza c’è tra un condensatore da 0.022uF e uno da 0.047uF per il controllo del tono?

Un condensatore con un valore di capacità più basso (come 0.022uF) taglierà meno frequenze alte quando giri il potenziometro del tono. Questo preserva più brillantezza, rendendolo ideale per pickup single coil che tendono ad essere già brillanti. Un condensatore con un valore di capacità più alto (come 0.047uF) taglierà più frequenze alte, offrendo un suono più scuro e “morbido” quando il tono è abbassato. È una scelta comune per gli humbucker, che sono già più caldi e potenti, per evitare che il suono diventi troppo aspro quando il tono è al massimo. La scelta migliore dipende spesso dal tuo gusto personale e dal tipo di pickup installato. Quando si parla di tipi di pickup per chitarra, è facile perdersi tra le mille opzioni. Ma capire le differenze fondamentali tra single coil, humbucker e P-90, e come i loro cablaggi influenzano il suono, ti dà una prospettiva preziosa. Non aver paura di sperimentare: ogni modifica, anche quella che sembra un piccolo passo, ti avvicina alla comprensione profonda della tua chitarra e ti apre a nuove possibilità sonore.

Per ulteriori dettagli tecnici puoi consultare questa risorsa esterna.

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