Schema cablaggio chitarra 2 pickup: 3 varianti essenziali
Ricordo ancora la prima volta che ho aperto il vano dell’elettronica di una chitarra. Ero lì, con il saldatore in mano, a fissare un groviglio di fili colorati che sembravano usciti dalla testa di un polpo impazzito. Il mio obiettivo? Sostituire un pickup. Il risultato? Ore di studio, un paio di cortocircuiti e un suono che, alla fine, era pure decente. Non sono un liutaio professionista, sia chiaro. Sono uno che, come te, si è sporcato le mani in garage, ha sbagliato, ha rifatto, e alla fine ha capito che l’elettronica di una chitarra non è magia nera. È solo un circuito, e con un po’ di pazienza, puoi farci quello che vuoi.
Oggi parliamo di un classico: lo schema di cablaggio di una chitarra elettrica a due pickup. Non solo il “come”, ma soprattutto il “perché”. Capire il funzionamento ti toglierà un sacco di ansia e ti darà la libertà di sperimentare. Ti darò tre varianti essenziali, quelle che trovi sulla maggior parte delle chitarre a due pickup, e ti spiegherò i trucchi del mestiere per non fare danni.
Perché il cablaggio non è un mostro a sette teste (ma ha le sue spine)
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In questa galleria: installazione, pickup, potenziometri, es339 e cablaggio.
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Prima di buttarci negli schemi, facciamo un piccolo ripasso sui pickup, perché il modo in cui sono costruiti influenza parecchio il cablaggio. Nelle chitarre a due pickup, di solito si trovano due humbucker, due single coil, o una combinazione.
I single coil hanno un solo avvolgimento di filo attorno a un magnete. Sono brillanti, definiti, ma anche soggetti a rumori di fondo (hum). I humbucker, invece, hanno due bobine avvolte in senso opposto e con polarità magnetica inversa. Questo trucco li rende “hum-cancelling”, cioè eliminano il rumore di fondo, e producono un suono più grosso e potente.
La cosa importante per il cablaggio è il numero di conduttori che escono dal pickup:
2 conduttori: Il più semplice. Un filo è il “caldo” (segnale) e l’altro è la massa. Tipico dei single coil o di humbucker più vintage.
3 conduttori: Spesso trovi un caldo, una massa e un terzo filo per il “tap” o la schermatura extra.
4 conduttori (+ massa): Questi sono gli humbucker moderni, quelli che ti danno più flessibilità. Ogni bobina ha il suo inizio e la sua fine. Questo ti permette di collegarle in serie (standard humbucker), in parallelo (suono più brillante e meno potente), o di usare solo una bobina (coil-split), trasformando l’humbucker in un single coil. Il quinto filo è la massa della schermatura.
Capire quanti fili ha il tuo pickup è il primo passo. Di solito, i produttori usano codici colore standard (es. Seymour Duncan, DiMarzio, Gibson), ma è sempre meglio controllare lo schema specifico del tuo pickup. A volte, basta una rapida ricerca online.
La questione della polarità e della fase è un altro punto cruciale. Se colleghi due pickup che sono “fuori fase” tra loro, quando li usi insieme (nella posizione intermedia dello switch), il suono sarà debole, sottile, quasi “nasale”. Questo succede perché le onde sonore generate dai due pickup si annullano a vicenda. Per risolvere, a volte basta invertire i fili caldo e massa di uno dei pickup. Ma attenzione: se è un humbucker a 4 conduttori e lo inverto, potresti invertire anche la polarità magnetica rispetto all’altro pickup e perdere l’effetto hum-cancelling. Di solito, se un pickup è fuori fase con l’altro, basta invertire i due fili di una bobina e poi ricollegare l’humbucker. È un po’ un casino, lo so, ma con un multimetro si può controllare la fase relativa.
Il cablaggio standard a 2 pickup: la base da cui partire
Ora che abbiamo le basi, tuffiamoci nei circuiti veri e propri. Vedremo tre configurazioni classiche, ognuna con le sue peculiarità e il suo “carattere” sonoro.
Variante 1: Il classico Gibson-style (2 Vol, 2 Tono, 3-way toggle)
Questa è la configurazione che trovi sulla maggior parte delle chitarre con due humbucker, come le iconiche Les Paul. È un setup che offre un ottimo controllo indipendente su ogni pickup.
Componenti tipici: 2 humbucker (o single coil, ma è meno comune in questo schema)
2 potenziometri volume (spesso 500kΩ per humbucker, 250kΩ per single coil)
2 potenziometri tono (stessi valori dei volume)
2 condensatori (di solito 0.022µF per humbucker)
1 switch a 3 posizioni (toggle switch)
1 jack di uscita mononnCome funziona (il percorso del segnale):
Immagina il segnale che esce dal pickup come un piccolo fiume.n1. Ogni pickup (Neck e Bridge) ha il suo potenziometro del volume dedicato. Il segnale del pickup entra nel terminale “input” del potenziometro, e il “output” va allo switch. La massa del potenziometro è collegata a terra.n2. Il potenziometro del tono è collegato in parallelo al volume del suo rispettivo pickup. Il condensatore è collegato tra il terminale “output” del potenziometro del tono e la massa. Quando giri il potenziometro del tono, il condensatore devia una parte delle frequenze alte verso massa, “addolcendo” il suono.n3. Lo switch a 3 posizioni ha un terminale comune che va al jack di uscita. Le altre due posizioni “attivano” il pickup al manico (neck) o al ponte (bridge) singolarmente. La posizione centrale unisce i segnali di entrambi i pickup, mandandoli insieme all’uscita.n4. Il jack di uscita riceve il segnale dallo switch sul suo terminale “tip” (segnale caldo) e la massa generale del circuito sul “sleeve”.
Perché funziona così:
La bellezza di questo schema è l’indipendenza. Puoi impostare volumi e toni diversi per il pickup al manico e quello al ponte. Ad esempio, potresti avere il neck pickup con un volume leggermente più basso e un tono più scuro per un suono jazz, e poi passare al bridge con volume e tono aperti per un assolo rock più brillante. Quando usi entrambi i pickup (posizione centrale), i loro segnali si uniscono dopo i rispettivi controlli. Questo significa che se abbassi il volume di un pickup, influenzi solo quel pickup, non l’altro.
Pro: Controllo indipendente e versatile su ogni pickup.
Possibilità di miscelare i suoni in modo preciso.
Classico e collaudato, suono iconico.
Contro: Più componenti, cablaggio leggermente più complesso.
Più punti di potenziale guasto o rumore.
Alcuni trovano i quattro controlli un po’ “ingombranti” o superflui.
Consiglio da garage: Quando saldi i condensatori, cerca di tenere i reofori (i “piedini”) corti. Non solo esteticamente è più pulito, ma riduce anche la possibilità di captare rumori. E occhio a non surriscaldare troppo i potenziometri, altrimenti rischi di danneggiare la pista resistiva interna. Mi è successo un paio di volte, e non è divertente doverli sostituire.
Variante 2: Il minimalismo della Telecaster-style (1 Vol, 1 Tono, 3-way blade)
Se la configurazione Gibson è un banchetto ricco, quella Telecaster è un pasto essenziale ma gustoso. Meno controlli, più immediatezza.
Componenti tipici: 2 single coil (o humbucker stile Telecaster, come i P90 o i mini-humbucker)
1 potenziometro volume (spesso 250kΩ per single coil)
1 potenziometro tono (stesso valore del volume)
1 condensatore (di solito 0.047µF per single coil)
1 switch a 3 posizioni (blade switch)
1 jack di uscita mononnCome funziona (il percorso del segnale):
Qui il flusso è più snello.n1. I pickup (Neck e Bridge) inviano i loro segnali direttamente allo switch.n2. Lo switch a 3 posizioni (blade switch) è il cuore di questo schema. Ha diverse linguette: due per i pickup (input), una per l’uscita che va al volume, e a volte altre per la massa o per schemi più complessi.
Posizione 1 (Bridge): solo il pickup al ponte è collegato all’uscita.
Posizione 2 (Middle): entrambi i pickup sono collegati in parallelo all’uscita.
Posizione 3 (Neck): solo il pickup al manico è collegato all’uscita.n3. Il segnale selezionato dallo switch arriva al potenziometro del volume. Questo potenziometro è l’unico controllo del volume per entrambi i pickup.n4. Il potenziometro del tono è collegato in parallelo all’uscita del volume, con il suo condensatore che devia le alte frequenze verso massa. Anche questo è un controllo unico per tutti e due i pickup.n5. Il jack di uscita riceve il segnale caldo dal tono/volume e la massa generale.
Perché funziona così:
La semplicità è la chiave. Non hai controlli separati, il che significa che qualsiasi regolazione di volume o tono influisce su entrambi i pickup (o sul pickup selezionato). Questo è ottimo per chi vuole un’esperienza di suono “set-it-and-forget-it” e non ama armeggiare con troppi potenziometri. È il sound iconico di molte Telecaster, diretto e senza fronzoli.
Pro: Cablaggio più semplice e meno componenti.
Estetica pulita, meno manopole sulla chitarra.
Suono diretto e senza compromessi (se ti piace quel sound).
Contro: Meno versatilità nel controllo del suono.
Non puoi bilanciare i volumi dei pickup individualmente.
Il tono agisce su entrambi i pickup quando sono combinati.
Tips pratici: Se stai usando single coil, la schermatura del vano elettronica è ancora più importante per ridurre il rumore. Io uso spesso del nastro di rame autoadesivo. È un lavoro un po’ noioso, ma fa una differenza enorme, credimi. Ho speso ore a cercare un hum di fondo che era dovuto solo a una schermatura fatta male.
Variante 3: Coil-split/tap per humbucker (extra versatilità)
Questa non è tanto una variante di schema base, quanto un’aggiunta che ti permette di espandere enormemente la palette sonora dei tuoi humbucker. Se hai un humbucker a 4 conduttori, puoi dividerlo (coil-split) e farlo suonare come un single coil.
Componenti tipici: 2 humbucker a 4 conduttori (+ massa di schermatura)
Potenziometri volume/tono (come nella Variante 1 o 2)
Condensatorin Switch a 3 posizionin 1 jack di uscita monon Aggiunta: un potenziometro push/pull (che integra un interruttore) o un mini-switch aggiuntivo per ogni humbucker che vuoi dividere.
Come funziona (il percorso del segnale con coil-split):
ormalmente, un humbucker a 4 conduttori è collegato in serie: l’uscita di una bobina è collegata all’ingresso dell’altra, e il segnale finale è preso dall’uscita della seconda bobina.
1. Per fare il coil-split, devi intercettare il collegamento tra le due bobine dell’humbucker. Questi due fili (spesso bianco e rosso, ma dipende dal produttore) vengono collegati insieme e poi mandati a massa tramite un interruttore (il push/pull o il mini-switch).n2. Quando l’interruttore è aperto, le due bobine sono in serie e l’humbucker funziona normalmente.n3. Quando l’interruttore è chiuso, i fili che collegano le due bobine vengono cortocircuitati a massa. Questo “spegne” di fatto una delle due bobine, lasciando attiva solo l’altra. Il tuo humbucker suona ora come un single coil.
Perché è utile:
Questa modifica trasforma radicalmente la tua chitarra. Con un semplice interruttore, puoi passare da un suono grosso e pieno di un humbucker a un suono più brillante e twangy di un single coil. Immagina una Les Paul che, con un click, suona quasi come una Stratocaster (ok, non esattamente uguale, ma ci si avvicina!). È l’ideale per chi vuole avere a disposizione una vasta gamma di suoni senza dover cambiare chitarra.
Considerazioni pratiche: Rumore: Quando fai il coil-split, stai usando solo una bobina. Questo significa che il pickup non sarà più hum-cancelling e sarà soggetto al rumore di fondo tipico dei single coil. È un compromesso da accettare per la versatilità.
Volume: Il volume percepito del pickup in modalità single coil sarà inferiore rispetto a quando è in modalità humbucker. Questo è normale, hai metà delle bobine attive.
Quale bobina splittare? Solitamente si splitta la bobina più vicina al ponte sul bridge pickup e quella più vicina al manico sul neck pickup. Questo tende a dare un suono più “classico” da single coil. Ma non ci sono regole fisse, puoi provare a splittare l’altra bobina per vedere come suona!
Aneddoto personale: La prima volta che ho installato un push/pull per un coil-split, ho collegato i fili sbagliati e il pickup smetteva di funzionare del tutto. Ho dovuto rifare tutto da capo, consultando lo schema del produttore del pickup e armandomi di pazienza. La lezione? Controlla, ricontrolla e, se non sei sicuro, controlla ancora i codici colore dei fili! È un attimo confondersi.
Componenti e valori: non tutto è uguale
Abbiamo parlato di potenziometri e condensatori, ma non tutti sono uguali. La scelta dei valori e dei tipi di questi componenti ha un impatto notevole sul suono finale della tua chitarra.
Potenziometri: 250kΩ vs 500kΩ (e taper)
I potenziometri sono misurati in Ohm (Ω). I valori più comuni nelle chitarre elettriche sono 250kΩ e 500kΩ.
250kΩ: Tipici per i single coil. Offrono meno resistenza al segnale, il che significa che “tagliano” meno le frequenze alte. Il suono è più caldo e meno brillante.
500kΩ: Tipici per gli humbucker. Offrono più resistenza, permettendo al segnale di passare con più frequenze alte. Gli humbucker, di per sé, sono più scuri dei single coil, quindi i potenziometri da 500kΩ aiutano a mantenere la brillantezza.
Perché la differenza?
Senza scendere troppo nel tecnico, un potenziometro è una resistenza. Più alta è la resistenza, meno segnale viene deviato a massa. Questo significa che con un 500kΩ, il segnale mantiene più frequenze alte rispetto a un 250kΩ. Se metti un 250kΩ su un humbucker, potresti trovare il suono troppo scuro. Se metti un 500kΩ su un single coil, potrebbe risultare troppo squillante. Non c’è una regola ferrea, è questione di gusti personali e di sperimentazione.
Poi c’è il “taper” del potenziometro, ovvero come la resistenza varia man mano che lo giri.
Audio Taper (Logaritmico): La resistenza varia in modo non lineare, simulando la percezione logaritmica dell’orecchio umano. Questi sono i migliori per il volume, perché ti danno una regolazione più graduale e naturale.
Linear Taper: La resistenza varia in modo uniforme. A volte usati per il tono, ma per il volume la regolazione risulta troppo brusca, con un “tutto o niente” a metà corsa.
Condensatori: valori e tipi
I condensatori sono misurati in microfarad (µF) o nanofarad (
F). I valori più comuni per i condensatori tono sono:
0.022µF (o 22nF): Il valore più comune per gli humbucker. Taglia una buona quantità di alte frequenze, ma lascia il suono ancora ben definito.
0.047µF (o 47nF): Tipico per i single coil. Taglia più frequenze alte rispetto al 0.022µF, dando un tono più “scuro” e pastoso quando abbassato.
Perché scegliere?
Il valore del condensatore determina quante frequenze alte vengono tagliate quando giri il potenziometro del tono. Un valore più alto taglierà più alte, rendendo il suono più scuro. Un valore più basso taglierà meno alte, mantenendo il suono più brillante.
Anche il tipo di condensatore può influenzare leggermente il suono e, diciamocelo, il portafoglio.
Ceramici: I più economici e comuni. Fanno il loro lavoro, ma alcuni audiofili li ritengono meno “musicali”.
Mylar/Poliestere: Un buon compromesso tra costo e qualità.
Paper-in-Oil (PIO): Spesso considerati i “migliori” per il tono vintage, sono anche i più costosi e ingombranti. Danno un taglio delle alte più morbido e graduale.
Orange Drop: Molto popolari, sono condensatori in polipropilene che offrono un suono pulito e affidabile.
Ho provato diversi tipi di condensatori nella mia chitarra. La differenza non è abissale come cambiare pickup, ma c’è. Per me, i PIO danno davvero una bella “rotondità” al tono quando lo abbassi, ma per iniziare, un buon Orange Drop o un Mylar vanno benissimo. Non farti prendere dalla “condensatorite” acuta, come è successo a me per un periodo!
Cavi schermati: l’importanza del silenzio
Un’altra cosa che spesso si sottovaluta è l’uso di cavi schermati all’interno della chitarra. I cavi che collegano i pickup, i potenziometri e lo switch trasportano segnali molto deboli e sono quindi suscettibili a interferenze elettromagnetiche (rumore, hum).
Usare cavi schermati per le connessioni più lunghe (ad esempio, dal pickup allo switch) aiuta a ridurre drasticamente questi rumori. La schermatura è un avvolgimento metallico attorno al conduttore centrale, collegato a massa, che funge da gabbia di Faraday per il segnale. Non è obbligatorio, ma è una buona pratica che ti risparmierà mal di testa.
Consigli pratici da garage per non impazzire
Ok, hai lo schema, hai i componenti, il saldatore è caldo. Prima di buttarti, ecco qualche dritta che ho imparato a mie spese.
1. Organizzazione è la chiave: Prepara il tuo spazio di lavoro. Pulisci il banco, metti tutti i componenti a portata di mano. Un piccolo contenitore per le viti e i dadi ti salverà dalla frustrazione di perderli.n2. Saldature pulite e veloci: Usa una punta del saldatore pulita e stagnata.
Scalda bene i due punti da saldare prima di applicare lo stagno. Lo stagno deve “fondersi” sui componenti, non sulla punta del saldatore.
Usa stagno di buona qualità con anima di flussante.
Una buona ventilazione è fondamentale: non respirare i fumi dello stagno!
Se sei alle prime armi, fai pratica su dei fili di scarto. Vedrai che dopo qualche tentativo, le tue saldature diventeranno lucide e solide.n3. Fili corti, ma non troppo: Cerca di mantenere i fili della giusta lunghezza. Troppo lunghi creano grovigli e aumentano il rischio di rumore. Troppo corti rendono difficile lavorare e rischiano di staccarsi se devi muovere qualcosa.n4. Controlla la massa: La massa è il “terreno comune” di tutti i componenti. Se un componente non è ben collegato a massa, avrai un ronzio infernale o non funzionerà affatto. Controlla ogni punto di massa con un multimetro in modalità continuità. Ogni componente metallico (retro dei potenziometri, ponte, schermatura) dovrebbe essere collegato a massa.n5. Testa prima di chiudere: Non avvitare subito il battipenna o il coperchio del vano elettronica. Dopo aver finito di saldare, collega la chitarra all’amplificatore e testa ogni pickup, ogni posizione dello switch, ogni potenziometro. Questo ti risparmierà di dover riaprire tutto per una saldatura fredda o un filo staccato.n6. Troubleshooting, i problemi più comuni: Nessun suono: Controlla il jack, le connessioni dei pickup, la massa generale. Molto spesso è un filo staccato o una saldatura fredda.
Solo un pickup funziona: Il problema è probabilmente nello switch o nelle connessioni di quel pickup specifico.
Ronzio forte (Hum): Problemi di massa, schermatura insufficiente, o un pickup fuori fase/coil-split (se non è un humbucker).
* Suono debole/sottile (soprattutto con due pickup): Quasi sicuramente problemi di fase tra i pickup. Inverti i fili caldo/massa di uno dei pickup e riprova.
Ricordo una volta che avevo finito di cablare una Squier che stavo modificando per un amico. Tutto perfetto, suono fantastico. Poi, appena ho chiuso il battipenna, un ronzio da paura. Ho riaperto, controllato tutto, ma niente. Alla fine, era una piccola linguetta di rame della schermatura che toccava il terminale caldo di un potenziometro. Un errore banale, ma mi ha fatto impazzire per un’ora. La morale? La pazienza è la tua migliore amica in questi lavori.
Risorse extra e dove cercare ispirazione
on fermarti a questo articolo. Il mondo del cablaggio delle chitarre è vastissimo e pieno di possibilità. Ci sono decine di varianti, modifiche, schemi per pickup diversi e configurazioni esotiche.
Per approfondire, ti consiglio caldamente di consultare i siti dei grandi produttori di pickup. Sono una min


