Rimozione pickup chitarra: 5 step facili

Ti è mai capitato di guardare la tua chitarra e pensare: “Quel pickup lì, beh, potrebbe suonare meglio”? O magari, il tuo fedele strumento ha iniziato a fare un rumore strano, un fruscio che prima non c’era, e sai che è ora di dare un’occhiata all’elettronica. È un classico. All’inizio, l’idea di mettere mano all’interno della chitarra, tra cavi, saldature e componenti delicati, può spaventare. Lo so bene, la prima volta che ho dovuto affrontare la rimozione pickup per chitarra, ho sudato freddo. Avevo paura di fare un disastro, di rovinare tutto con un saldatore rovente o di tagliare il filo sbagliato.

Ma ti dirò una cosa: se ci sono riuscito io, con un po’ di pazienza e gli attrezzi giusti (e qualche errore imparato a mie spese, ovviamente), puoi riuscirci anche tu. Non serve essere un tecnico elettronico o un liutaio professionista. Serve solo un approccio metodico e la voglia di imparare. Questo non è un intervento da poco, è vero, ma è un’operazione fondamentale per chiunque voglia spingersi oltre la semplice regolazione del truss rod. Ti apre un mondo di possibilità, dalla sostituzione di un magnete guasto all’upgrade per quel suono che hai sempre sognato.

Quindi, mettiti comodo, prendi nota. Ti guiderò attraverso i passaggi, quelli che ho affinato dopo averne sbagliati un bel po’. Vedremo insieme come smontare un pickup dalla tua chitarra in 5 passaggi chiari, con l’obiettivo di farti sentire sicuro e preparato per il tuo prossimo intervento.

1. Prepara il campo di battaglia: strumenti e sicurezza

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Prima di iniziare qualsiasi lavoro sulla tua chitarra, la preparazione è metà dell’opera. Non è solo una questione di efficienza, ma anche di sicurezza e di evitare danni inutili. Pensa al tuo banco da lavoro come a una sala operatoria: tutto deve essere a portata di mano, pulito e ordinato.

Il primo passo per un’efficace rimozione pickup per chitarra è radunare tutti gli strumenti necessari. Non serve l’officina di un liutaio, ma alcuni attrezzi sono indispensabili. E fidati, averli tutti prima di iniziare ti risparmierà un sacco di frustrazioni e corse all’ultimo minuto.

Ecco una lista di quello che ti serve, con qualche dritta basata sulla mia esperienza:

Saldatore a stagno: Non serve un modello da centinaia di euro, ma evita quelli troppo economici che non tengono la temperatura. Un saldatore da 30-40 watt con una punta fine è l’ideale. L’importante è che scaldi in fretta e mantenga una temperatura costante. Io ne ho bruciati un paio prima di capire che la qualità, qui, conta.
Stagno per elettronica: Usa stagno con anima flussante, preferibilmente senza piombo (per l’ambiente e la tua salute, anche se quello al piombo è più facile da lavorare). Un diametro di 0.8mm o 1mm va benissimo. Ho provato stagni troppo spessi che rendevano le saldature un macello.
Pompetta dissaldante o treccia dissaldante (wick): Entrambi servono per rimuovere lo stagno vecchio. La pompetta è più veloce per grandi quantità, la treccia è più precisa per i dettagli. Io di solito ne ho entrambe, perché non si sa mai.
Cacciaviti: Un set di cacciaviti a croce e a taglio, di varie misure. Assicurati che le punte siano in buono stato, per non rovinare le teste delle viti. Non c’è niente di più frustrante di una vite spanata. Ho imparato a mie spese che forzare non è mai la soluzione.
Pinze a becco sottile e tronchesine: Utili per maneggiare fili, tagliare l’eccesso e piegare i terminali.
Multimetro (opzionale ma consigliato): Non è strettamente necessario per la sola rimozione, ma è fondamentale per testare i pickup prima e dopo, o per diagnosticare problemi. Se non ce l’hai, prendine uno semplice, ti tornerà utile in mille altri progetti.
Tappetino in silicone antistatico o panno morbido: Per proteggere la finitura della chitarra e per non far scivolare i piccoli componenti. Non sottovalutare questo punto: una caduta dalla sedia e la chitarra si riga. Ho visto cose…
Nastro adesivo di carta (tipo da carrozziere): Utile per tenere fermi i fili o per etichettare i collegamenti.
Occhiali di protezione: Le schegge di stagno o i vapori non sono uno scherzo per gli occhi.
Ventola o aspiratore di fumi: I fumi dello stagno non sono salutari. Una piccola ventola che li allontani dal tuo viso fa un’enorme differenza.

Un consiglio da amico: Non avere fretta di comprare il saldatore più costoso. Inizia con un buon modello entry-level, magari con controllo della temperatura. L’importante è imparare a usarlo bene. E pulisci sempre la punta del saldatore, prima e dopo l’uso, con una spugnetta umida: ti ringrazierà e ti durerà di più.

2. Preparare la chitarra: smontaggio corde e protezione

Ok, hai tutti gli attrezzi. Ora è il momento di mettere mano alla chitarra. Questo passaggio è cruciale per la sicurezza dello strumento e per darti lo spazio necessario per lavorare.

Per prima cosa, dobbiamo rendere la chitarra “maneggevole” e proteggerla da eventuali danni durante l’operazione di smontaggio del pickup.

1. Rimuovi le corde: Allenta tutte le corde e tagliale. Non c’è bisogno di toglierle completamente dal ponte o dalle meccaniche, basta che siano allentate e rimosse dal percorso dei pickup. Questo ti darà accesso completo all’area di lavoro e ti eviterà di graffiare la vernice con le punte affilate delle corde. Personalmente, le tolgo sempre del tutto, così posso dare anche una bella pulita alla tastiera.n2. Proteggi la finitura: Appoggia la chitarra su un tappetino in silicone o un panno morbido e pulito. Questo eviterà graffi o ammaccature indesiderate. Se stai lavorando su una chitarra con finitura delicata (tipo nitrocellulosa), fai ancora più attenzione. Ho visto chitarre rovinarsi per una svista, e il cuore si stringe.n3. Rimuovi il battipenna o il coperchio posteriore: A seconda del tipo di chitarra (Stratocaster, Les Paul, Telecaster, ecc.), dovrai accedere all’elettronica.
Per chitarre con battipenna (Strat, Tele): Svitare tutte le viti che tengono fermo il battipenna. Fai attenzione a non perderle! Io uso sempre una piccola ciotola magnetica per tenere tutte le viti e i componenti piccoli. Ti assicuro che è un investimento che ti salverà la vita.
Per chitarre con accesso posteriore (Les Paul, SG): Svitare il coperchio del vano elettronica sul retro del body.
Per chitarre con pickup montati direttamente sul body (alcune Ibanez, Jackson): I pickup sono tenuti da viti che passano attraverso l’anello di montaggio.

Un punto fondamentale: documenta tutto!
Questo è un errore che ho fatto troppe volte all’inizio. Pensavo: “Ma sì, mi ricordo dove va questo filo!”. E poi, al momento di rimontare, il panico.
Prima di scollegare qualsiasi cosa, fotografa tutto.
Fai foto chiare da diverse angolazioni.
Zoomma sui punti di saldatura.
Usa il nastro di carta per etichettare i fili, se necessario. Ad esempio, “Bridge Hot”, “Neck Ground”, “Switch Pos 1”.
Questo ti salverà la vita quando dovrai ricollegare i fili, specialmente se i pickup hanno più di due conduttori (es. humbucker con coil splitting). La documentazione fotografica è il tuo migliore amico per evitare errori di cablaggio e problemi di fase.

Ho imparato a mie spese che ogni pickup ha il suo schema colori per i fili. Non dare nulla per scontato. Un Seymour Duncan ha colori diversi da un DiMarzio, che è diverso da un Fender. Avere le foto ti permette di confrontare con lo schema del nuovo pickup o di quello originale, se devi rimontarlo.

3. Sciogliere i nodi: l’arte della dissaldatura

Eccoci al punto che spaventa di più molti hobbisti: la saldatura e, in questo caso, la dissaldatura. Non è magia nera, è solo un po’ di tecnica e pratica. Il tuo obiettivo è rimuovere il pickup che hai deciso di sostituire o esaminare, e per farlo, dovrai scollegare i suoi fili dall’elettronica della chitarra.

I pickup sono solitamente collegati in due o più punti:
Il filo “hot” (segnale) va al selettore dei pickup o a un potenziometro.
Il filo “ground” (massa) va a un punto comune di massa, spesso sulla scocca di un potenziometro o a un terminale dedicato.
Se hai un humbucker con 4 conduttori (+ massa schermatura), avrai anche i fili per il coil splitting, solitamente collegati insieme e messi a massa, o portati a uno switch push-pull.

Come procedere per la dissaldatura:

1. Prepara il saldatore: Accendilo e lascialo scaldare bene. Pulisci la punta con la spugnetta umida. Una punta pulita e ben stagnata (cioè con un velo di stagno fresco) trasferisce meglio il calore.n2. Identifica i punti di saldatura: Consulta le tue foto! Individua dove sono saldati i fili del pickup che vuoi rimuovere. Di solito sono pochi punti, ma è facile confondersi.n3. Applica calore e rimuovi lo stagno: Con la pompetta dissaldante: Appoggia la punta del saldatore sul punto di saldatura (filo + terminale) finché lo stagno non si fonde. Appena vedi che diventa liquido e lucido, allontana il saldatore e, quasi contemporaneamente, posiziona la punta della pompetta sopra lo stagno fuso e premi il pulsante per aspirarlo. Fai pratica su un vecchio circuito se non l’hai mai fatto. L’importante è essere rapidi per non surriscaldare i componenti.
Con la treccia dissaldante: Appoggia la treccia sopra il punto di saldatura, poi appoggia la punta del saldatore sopra la treccia. Il calore scioglierà lo stagno, che verrà assorbito dalla treccia per capillarità. Questo metodo è più delicato e preciso, ottimo per i terminali piccoli o per pulire i pad.n4. Scollega il filo: Una volta rimosso lo stagno, il filo dovrebbe staccarsi facilmente dal terminale. Se non si stacca, non forzare. Ripeti l’operazione di riscaldamento e rimozione dello stagno.n5. Ripeti per tutti i fili: Fai lo stesso per tutti i fili del pickup. Ricorda di etichettare i fili che hai appena staccato, se non l’hai già fatto, specialmente se devi reinstallare lo stesso pickup in seguito.

Errori comuni e come evitarli:

Saldature fredde: Se lo stagno non si scioglie bene o sembra opaco, significa che non hai applicato abbastanza calore. Non tirare il filo, rischi di strappare la pista sul circuito o il terminale del potenziometro.
Surriscaldamento: Non tenere il saldatore troppo a lungo su un componente. I potenziometri, i condensatori e i selettori possono danneggiarsi con il calore eccessivo. Un paio di secondi sono di solito sufficienti. Se lo stagno non si scioglie, pulisci e ristagna la punta del saldatore, oppure aumenta leggermente la temperatura.
Filo rotto: A volte, il filo del pickup è vecchio o si è ossidato, e si rompe vicino alla saldatura. Non preoccuparti troppo, puoi sempre spelare un altro pezzetto di isolamento e riutilizzarlo, a patto che ci sia abbastanza lunghezza.

Un’intuizione solida: La saldatura è un’arte di equilibrio tra calore e velocità. Troppo poco calore e lo stagno non si fonde, troppo e bruci tutto. Troppo lento e surriscaldi, troppo veloce e non fai una buona giunzione. La pratica rende perfetti. Inizia con le saldature di massa, che sono meno critiche, e poi passa a quelle di segnale.

Ricorda che la pazienza è la tua migliore alleata in questa fase. Non avere fretta e, se ti senti frustrato, fai una pausa. Un caffè, una boccata d’aria fresca, e poi riprendi con calma.

4. Smontaggio fisico: liberare il pickup

Una volta che i fili del pickup sono stati scollegati dall’elettronica, il più è fatto. Ora si tratta di rimuovere fisicamente il pickup dal body della chitarra o dal battipenna. Anche qui, la procedura varia leggermente in base al tipo di montaggio.

Pickup montati su battipenna (Stratocaster, Telecaster):
Questo è il caso più comune per molte chitarre solid body. I pickup single coil e humbucker (se montati su battipenna) sono fissati al battipenna stesso con due o tre viti.

1. Svitare le viti di montaggio: Individua le viti che fissano il pickup al battipenna. Di solito sono piccole viti a croce, una per lato del pickup.n2. Attenzione alle molle e ai tubi in gomma: Sotto la testa di ogni vite, troverai una molla o un tubicino di gomma (o entrambi). Questi servono per regolare l’altezza del pickup e per ammortizzare le vibrazioni. Fai attenzione a non perderli! Quando sviti, il pickup potrebbe “saltare” via per la pressione delle molle. Tienilo fermo con una mano mentre sviti.n3. Rimuovi il pickup: Una volta svitate le viti, il pickup sarà libero. Tiralo delicatamente verso l’alto e fallo passare attraverso il foro nel battipenna. Fai attenzione ai fili, non tirare con forza.

Pickup montati su anelli (humbucker su Les Paul, SG, ecc.):
Molti humbucker sono montati su anelli di plastica o metallo (mounting rings) che sono a loro volta avvitati al body.

1. Svitare le viti dell’anello di montaggio: Queste sono le quattro piccole viti che tengono l’anello al body.n2. Accesso alle viti del pickup: Una volta rimosso l’anello, avrai accesso alle viti che tengono il pickup all’anello stesso. Sono le stesse viti con molle che abbiamo visto per i pickup su battipenna. Svitale con attenzione, tenendo fermo il pickup.n3. Rimuovi il pickup: Estrai il pickup dal body.

Pickup montati direttamente sul body (alcune Ibanez, Jackson, ecc.):
In alcuni casi, i pickup sono avvitati direttamente nel legno del body, senza battipenna o anelli intermedi.

1. Svitare le viti di montaggio: Le viti sono visibili sulla parte superiore del pickup, spesso a lato delle bobine. Anche qui, ci saranno molle o tubi in gomma sotto le viti.n2. Rimuovi il pickup: Una volta svitate, il pickup sarà libero di essere estratto.

Consigli utili per lo smontaggio fisico:

Organizza le viti: Usa la tua ciotola magnetica. Le viti del battipenna sono diverse da quelle dei pickup, che sono diverse da quelle degli anelli. Mescolarle è un errore comune che ti farà perdere tempo prezioso al rimontaggio.
Controlla i tubi/molle: Spesso, quando si svita, le molle o i tubi in gomma possono volare via. Fai attenzione e recuperali tutti. Se sono usurati o deformati, questo è il momento perfetto per sostituirli. Si trovano facilmente online e costano pochi euro.
Fili guida: Se il pickup ha un cavo particolarmente lungo o spesso, potresti avere bisogno di “guidarlo” delicatamente attraverso il vano elettronica per estrarlo completamente. Non tirare mai con forza.

A questo punto, il pickup è finalmente libero dalla chitarra. Puoi ispezionarlo, pulirlo, o metterlo da parte per il nuovo arrivato. Hai superato la fase più delicata!

5. Ispezione e pulizia: il momento del check-up

Il pickup è fuori. Ora, prima di pensare al rimontaggio (o all’installazione di un nuovo pickup), prenditi un momento per fare un’ispezione approfondita e una pulizia. È una cosa che molti trascurano, ma che può fare la differenza.

1. Ispezione visiva del pickup: Bobine: Controlla l’integrità delle bobine. Sono avvolte in filo sottilissimo e possono danneggiarsi. Cerca segni di rotture, fili scoperti o danni all’isolamento.
Poli magnetici: I poli (le piccole barrette o puntini metallici visibili sulla superficie del pickup) devono essere puliti e liberi da sporcizia o ossidazione.
Cablaggio: Esamina i fili del pickup. Sono ancora in buone condizioni? L’isolamento è intatto? Se vedi fili sfilacciati o isolamento rovinato, potresti aver bisogno di riparare o sostituire il cavo, se l’intenzione è reinstallare lo stesso pickup.
Baseplate: La base del pickup, dove sono saldati i fili, deve essere pulita e priva di cortocircuiti indesiderati.
Wax potting: Se il pickup è stato cerato (wax potted) per ridurre il microfonismo, la cera deve essere intatta e non crepata.

2. Pulizia del pickup e del vano: Pickup: Con un panno morbido e asciutto, pulisci delicatamente il pickup da polvere e sporco. Se c’è molta sporcizia incrostata, puoi usare un cotton fioc leggermente inumidito con alcool isopropilico, facendo attenzione a non bagnare le bobine. Pulisci anche i poli magnetici.
Vano elettronica: Questo è il momento perfetto per pulire l’interno del vano elettronica. Spesso si accumula polvere, peli, e a volte anche ragnatele! Usa una bomboletta di aria compressa per soffiare via la polvere e un panno umido per pulire le superfici.
* Potenziometri e selettore: Mentre hai tutto aperto, dai un’occhiata anche ai potenziometri e al selettore. Se noti rumori o scricchiolii quando li giri o li muovi, potrebbe essere il momento di pulirli con uno spray specifico per contatti elettronici (ma questa è un’altra storia, per ora concentriamoci sui pickup).

3. Verifica delle schermature:
Molte chitarre, specialmente quelle con battipenna, hanno una schermatura in alluminio o rame all’interno del vano elettronica per ridurre i rumori di fondo (hum). Controlla che sia intatta e ben collegata a massa. Se è danneggiata o assente, potresti considerare di aggiungerne una. È un intervento che ho fatto su diverse chitarre economiche e ha migliorato sensibilmente la riduzione del rumore. Puoi trovare consigli su come farlo nel nostro articolo sulla modifica chitarra.

Questo passaggio di ispezione e pulizia è come un tagliando per la tua chitarra. Ti permette di individuare problemi nascosti, migliorare le prestazioni e assicurarti che tutto sia in condizioni ottimali prima di procedere con l’installazione del nuovo pickup o il rimontaggio di quello vecchio.

Consigli extra e problemi comuni

Avere un approccio metodico è fondamentale, ma l’esperienza insegna che le cose non vanno sempre come da manuale. Ecco qualche dritta extra e come affrontare alcuni intoppi che mi sono capitati.

Il filo si è rotto troppo corto!
A volte, durante la dissaldatura o per via dell’età, un filo del pickup si rompe a filo con la base del pickup stesso. Panico? No. Se hai un po’ di margine, puoi provare a spelare delicatamente l’isolamento per esporre un nuovo pezzo di conduttore. Usa un bisturi affilato o un spelafili di precisione, con estrema cautela per non tagliare i sottilissimi fili della bobina. Se il filo della bobina si rompe, il pickup è da riparare o da buttare.

La vite del pickup è spanata!
Un classico. Non forzare mai una vite. Se la testa è rovinata e il cacciavite non fa presa, puoi provare con un cacciavite di una misura leggermente più grande e battere delicatamente sulla testa con un martelletto per cercare di creare una nuova presa. In casi estremi, dovrai usare un estrattore per viti o, se la vite è piccola e accessibile, praticare un piccolo foro e usare un cacciavite a punta fine. Questo è uno dei motivi per cui dico sempre: usa cacciaviti di qualità e della misura giusta!

Non riesco a far passare il pickup nel vano!
Alcuni pickup, specialmente gli humbucker, possono avere dimensioni leggermente diverse o un cavo molto spesso che rende difficile la manovra di estrazione attraverso i fori del body. Sii paziente. Guida delicatamente il pickup e il suo cablaggio. Non tirare con forza, potresti strappare i fili interni o danneggiare i bordi del vano. A volte, un po’ di lubrificante secco (tipo grafite in polvere) può aiutare a far scivolare il cavo attraverso i fori più stretti.

Qual è la temperatura giusta per il saldatore?

on c’è una risposta universale, dipende dallo stagno e dal tipo di saldatore. In generale, per l’elettronica delle chitarre, una temperatura tra i 350°C e i 400°C è un buon punto di partenza. L’importante è che lo stagno si fonda rapidamente e formi una giunzione lucida e liscia. Se lo stagno fuma troppo o diventa scuro, la temperatura è troppo alta. Se non si fonde bene, è troppo bassa. Fai delle prove su fili di scarto prima di attaccare la tua chitarra.

Dove trovo gli schemi di cablaggio?
Questo è fondamentale per l’installazione del nuovo pickup, ma anche per capire come era cablato l’originale. I siti dei produttori di pickup (es. Seymour Duncan, DiMarzio, Fender) sono una miniera d’oro per gli schemi. Anche forum specializzati come TDPRI (per i Telecaster) o MyLesPaul Forum sono pieni di informazioni e diari di bordo. Puoi dare un’occhiata anche a fonti come StewMac per guide generali di cablaggio e riparazione. Un buon punto di partenza è questo articolo: How to Wire Your Guitar – StewMac.

E se non ho un multimetro?
Per la sola rimozione, non è strettamente necessario. Ma se vuoi testare un pickup per vedere se funziona, o per misurarne la resistenza (un dato importante per capirne il suono), un multimetro è indispensabile. Ne trovi di decenti a pochi euro online o nei negozi di elettronica. È uno strumento base che ti servirà per tanti altri progetti DIY.

Ricorda, ogni problema è un’opportunità per imparare qualcosa di nuovo. Non scoraggiarti se il primo tentativo non è perfetto. L’importante è provarci, con pazienza e la giusta dose di curiosità.

Conclusione: un passo avanti nel mondo del fai da te

Eccoci alla fine di questo percorso. Abbiamo visto insieme i passaggi fondamentali per la rimozione pickup per chitarra, dall’organizzazione del banco di lavoro alla delicata fase di dissaldatura, fino allo smontaggio fisico e all’ispezione. Spero che questa guida ti abbia dato la sicurezza e le informazioni necessarie per affrontare questo intervento senza timore.

Come ti dicevo all’inizio, non sono un liutaio professionista. Sono uno che ha passato ore nel garage, ha sbagliato saldature, ha spanato viti, ha confuso i fili. Ma ogni errore è stato una lezione, e ogni lezione mi ha reso più capace. La soddisfazione di sentire il suono uscire dalla chitarra dopo un intervento fatto con le proprie mani è impagabile. È un suono che ha un sapore diverso, più tuo.

Quindi, non avere paura di metterti in gioco. La tua chitarra è un laboratorio di apprendimento. Questa operazione di smontaggio del trasduttore è solo il primo passo verso una maggiore autonomia e comprensione del tuo strumento. Che tu voglia cambiare il suono, risolvere un problema o semplicemente capire meglio come funziona la tua chitarra, ora hai gli strumenti mentali e pratici per farlo.

Prenditi il tuo tempo, sii metodico, e non esitare a consultare le tue foto e gli schemi se hai dubbi. E ricorda, se ci sono riuscito io, con un po’ di buona volontà e qualche attrezzo, puoi farcela anche tu. Ora non ti resta che decidere quale pickup monterai al posto di quello che hai appena tolto! Buon lavoro, e che il suono sia con te.

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