Sostituzione pickup chitarra: come scegliere quello giusto.

Ricordo ancora la mia prima chitarra, una Stratocaster Squier entry-level. Suonava… beh, suonava. Ma c’era sempre quella sensazione di qualcosa che mancava, di un timbro un po’ sottile, poco “cattivo” quando volevo spingere l’ampli. All’inizio pensavo fosse colpa delle mie mani, poi dell’amplificatore, poi dei pedali. Alla fine, ho capito: i pickup della chitarra elettrica erano il collo di bottiglia.

Cambiare i pickup può trasformare una chitarra mediocre in uno strumento che ti ispira, che ti fa venir voglia di suonare per ore. Non è un’operazione da scienziati missilistici, ma nemmeno una cosa da prendere alla leggera. C’è un mondo di opzioni là fuori, e all’inizio può sembrare una giungla. Ho passato ore a leggere forum, a guardare video e, sì, anche a comprare pickup sbagliati. Ho saldato e dissaldato così tante volte che il mio saldatore ha quasi preso fuoco. Ma ogni errore è stata una lezione, e ora posso dirti che, con la giusta guida, puoi farcela anche tu. Il segreto è capire cosa stai cercando e perché.

Capire cosa c’è sotto il cofano: le basi dei pickup

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Prima di pensare a quale pickup comprare, dobbiamo fare un passo indietro e capire cosa sono e come funzionano. Non ti annoierò con la fisica quantistica, promesso. Quello che ci serve è il succo, la parte pratica.

Un pickup è in pratica un trasduttore: converte le vibrazioni meccaniche delle corde della chitarra in un segnale elettrico. È un po’ come un microfono per le corde. Lo fa tramite un magnete avvolto da una bobina di rame finissimo. Quando la corda metallica vibra nel campo magnetico, induce una piccola corrente elettrica nella bobina. Questo segnale, poi, va all’amplificatore. Semplice, no? La complessità sta tutta nei dettagli.

Tipi di pickup: Single Coil, Humbucker, e il “terzo incomodo” P90

Questi sono i tre grandi classici. Ognuno ha il suo carattere, il suo suono distintivo e, diciamocelo, i suoi difetti.

Single Coil: Sono i pickup iconici delle Fender Stratocaster e Telecaster. Immagina il suono cristallino, brillante, definito, quello che senti nel blues più classico o nel funky. Hanno una grande chiarezza e dinamica. Il rovescio della medaglia? Il “hum”, quel ronzio di fondo a 50/60Hz che può diventare fastidioso, soprattutto con gain elevato. Questo ronzio è dovuto al fatto che sono sensibili alle interferenze elettromagnetiche.
Humbucker: Brevettati da Seth Lover per Gibson negli anni ’50, nascono proprio per risolvere il problema del ronzio (da qui il nome: “hum-bucker” significa “anti-ronzio”). Sono composti da due bobine affiancate, cablate in controfase. Questo annulla il ronzio e produce un suono più grosso, caldo, con più output e meno acuti rispetto ai single coil. Perfetti per il rock, il metal, il jazz o qualsiasi genere dove serve un suono pieno e potente. Il contro? Meno brillantezza e meno dinamica rispetto a un single coil puro.
P90: Ah, i P90! Spesso li chiamo il “single coil con gli steroidi”. Sono tecnicamente dei single coil, ma con una bobina più larga e piatta, e magneti più potenti. Offrono un suono più grasso e rotondo di un single coil tradizionale, ma con più attacco e “grinta” di un humbucker vintage. Sono un po’ a metà strada: hanno il punch dei single coil, ma un corpo più robusto. E sì, ronzano anche loro, essendo single coil. Li trovi spesso su chitarre Gibson Les Paul Junior o Special, e sono un classico per il rock ‘
‘ roll più aggressivo.

I magneti: il cuore pulsante del suono

on è solo il numero di bobine a fare la differenza. Il tipo di magnete usato è un fattore cruciale che influenza il timbro, l’output e la risposta dinamica del pickup.

Alnico II (A2): Sono magneti con una potenza media, che producono un suono caldo, morbido, con un attacco più dolce e sustain vellutato. Hanno meno output rispetto ad altri magneti. Sono spesso usati per pickup dal sapore vintage, ideali per blues, jazz e rock classico. Se cerchi un suono che si “scioglie” e risponde bene al tocco, l’Alnico II è un’ottima scelta.
Alnico V (A5): Sono più potenti degli Alnico II. Producono un suono più brillante, con un attacco più deciso e maggiore output. Hanno una risposta più equilibrata tra bassi, medi e acuti. Sono i più comuni e versatili, adatti a generi che vanno dal rock al pop, fino al blues-rock moderno. Se vuoi un pickup che “spinga” un po’ di più e abbia un suono più diretto, l’Alnico V è il tuo amico.
Ceramici: Questi sono i magneti più potenti e con il maggior output. Il suono tende ad essere più aggressivo, con medi pronunciati e acuti taglienti. Spesso hanno una risposta più compressa e meno dinamica rispetto agli Alnico. Sono la scelta preferita per generi ad alto gain come hard rock e metal, dove serve tanta potenza e chiarezza anche sotto distorsioni pesanti. La mia prima chitarra metal montava dei ceramici, e la differenza rispetto agli Alnico V che avevo prima era abissale. Era come passare da un’utilitaria a un dragster!

DC Resistance (DCR): un numero che inganna (a volte)

Quando guardi le specifiche di un pickup, vedrai sempre un valore in Ohm, la DC Resistance (DCR). È la resistenza della bobina misurata in corrente continua. Molti hobbisti, me compreso all’inizio, tendono a pensare che un DCR più alto significhi automaticamente più output e un pickup più “hot”. Non è sempre così.

Il DCR ci dice quante spire di filo ci sono nella bobina e il calibro del filo. Più spire, più DCR. Generalmente, un DCR più alto tende a spostare la frequenza di risonanza del pickup verso il basso, risultando in un suono con più medi e bassi, e meno acuti. Ma l’output effettivo del pickup (il suo segnale in uscita) dipende anche dal tipo e dalla forza dei magneti, e dal modo in cui le spire sono avvolte (il “winding pattern”).

Un humbucker con 15k di DCR e magneti Alnico II suonerà molto diverso da uno con 15k di DCR e magneti ceramici. Il primo sarà più caldo e “vintage”, il secondo più aggressivo e moderno. Quindi, considera il DCR come un pezzo del puzzle, non l’intera immagine. È un buon indicatore per confrontare pickup dello stesso tipo e con gli stessi magneti, ma attenzione a non trarre conclusioni affrettate tra tipi diversi.

Identificare le tue esigenze: che suono cerchi?

Ok, ora che abbiamo le basi, il passo successivo è il più importante: capire tu cosa vuoi. Non esiste il “miglior pickup” in assoluto, ma solo il “miglior pickup per te”.

Analizza il tuo suono attuale e i tuoi “pain points”

Prendi la tua chitarra, collegala al tuo setup abituale (ampli, pedali) e suonala. Ascolta attentamente. Cosa ti piace? Cosa non ti piace?

Il suono è troppo sottile e manca di corpo? Forse ti serve più output e medi.
È troppo scuro e impastato, soprattutto con la distorsione? Magari hai bisogno di più chiarezza e acuti.
Senti troppo ronzio? Un humbucker potrebbe essere la soluzione, o un single coil “noiseless”.
Ti manca sustain? O la dinamica è piatta?
Il suono è troppo “moderno” e cerchi un vibe più vintage? O viceversa?

Queste domande sono fondamentali. Scrivile, se necessario. Il mio errore iniziale è stato rincorrere il suono di un chitarrista famoso, senza capire che la sua chitarra, il suo ampli e le sue mani erano diverse dalle mie. Ho finito per comprare un set di pickup super-hot per la mia Strat, volendo fare metal, ma il risultato era un suono impastato e senza personalità. Ho capito che dovevo prima capire cosa io volevo ottenere, non cosa voleva qualcun altro.

Matchare il pickup al genere musicale (con un pizzico di sale)

Sebbene non ci siano regole ferree (la musica è arte, non matematica!), ci sono delle linee guida che possono aiutarti.

Blues/Classic Rock: Qui di solito si prediligono pickup con output medio-basso.
Single coil: Fender Stratocaster o Telecaster con single coil vintage (Alnico V o II) sono un classico. Offrono chiarezza e quella “campanella” tipica.
Humbucker: Se preferisci un suono più grosso, cerca humbucker PAF-style (Patent Applied For), con magneti Alnico II o V e DCR intorno ai 7-9k. Sono caldi, dinamici e si puliscono bene con il volume della chitarra.
Hard Rock/Metal: Qui si va di solito verso l’alto output.
Humbucker: Magneti ceramici o Alnico V potenti, con DCR che può arrivare a 12-16k o più. Offrono compressione, attacco e una grande capacità di spingere l’amplificatore in distorsione. Marchi come DiMarzio (Super Distortion, X2N) o Seymour Duncan (JB, Invader, Duncan Distortion) sono un classico.
Single coil: Se proprio vuoi un single coil, cerca versioni “stacked” o “noiseless” ad alto output, che cercano di emulare il suono del single coil ma senza il ronzio, o humbucker in formato single coil.
Jazz: Suoni caldi, rotondi, puliti.
Humbucker: Spesso si usano humbucker Alnico II a basso output, per un suono morbido e vellutato.
P90: Possono essere un’ottima scelta per un jazz più “bluesy” o roots.
Funk/Pop: Chiarezza, attacco, brillantezza.
Single coil: Classici single coil Fender-style sono perfetti.
Humbucker: A volte si usano humbucker a basso output splittati o in parallelo per ottenere un suono più brillante.

Ricorda che il tuo amplificatore e i tuoi pedali hanno un ruolo enorme nel plasmare il suono finale. Un pickup “metal” su un ampli pulito suonerà solo potente, non necessariamente “metal”. E un pickup vintage su un ampli high-gain può dare risultati sorprendenti. Non fissarti troppo, ma usalo come punto di partenza.

L’influenza del legno (non è una scienza esatta, ma…)

Spesso si sente dire che il legno del body o del manico influenza tantissimo il suono della chitarra. È vero, ma fino a un certo punto, soprattutto con i pickup elettrici. La mia esperienza mi ha insegnato che l’impatto dei pickup e dell’elettronica è molto più significativo.

Un body in mogano tende ad avere un suono più caldo e risonante, mentre un body in frassino o ontano è più brillante. Questo può influenzare la percezione del pickup, ma non stravolgerà il suo carattere intrinseco. Se hai una chitarra in mogano e vuoi un suono brillante, non basterà un pickup super-brillante; forse dovrai giocare anche con i potenziometri e i condensatori. Consideralo un fattore, sì, ma non il fattore dominante.

Compatibilità fisica ed elettrica: non solo il suono conta

Hai un’idea del suono che cerchi? Ottimo. Ora dobbiamo assicurarci che il pickup che hai in mente ci stia fisicamente e sia compatibile elettricamente con la tua chitarra. Questo è un punto dolente per molti, me compreso all’inizio, quando ho provato a mettere un humbucker in un vano single coil senza fresare. Spoiler: non è finita bene.

Misurazione del vano pickup (routing)

La prima cosa da fare è aprire la chitarra e misurare. Non dare nulla per scontato, mai.

Humbucker vs. Single Coil: Se la tua chitarra ha i vani per single coil (come una Strat), non puoi semplicemente mettere un humbucker full-size. Dovrai allargare il vano con una fresa o un Dremel. È un lavoro delicato che richiede precisione e un buon template. Se non te la senti, esistono humbucker in formato single coil (come i Seymour Duncan Hot Rails o i DiMarzio Chopper).
Spaziatura dei poli (Pole Piece Spacing): Questo è cruciale per gli humbucker, ma anche per i single coil al ponte. I magneti (pole piece) devono essere allineati con le corde.
Standard (o “Gibson Spaced”): Circa 49.2mm (1.94 pollici) tra i centri dei poli più esterni. Tipico per chitarre con ponte fisso (Tune-o-matic) o tremolo vintage stretto.
F-Spaced (o “Trembucker” per Seymour Duncan, “Wide Spaced” per DiMarzio): Circa 51-53mm (2.01-2.08 pollici) tra i centri dei poli più esterni. Indispensabile per chitarre con ponti tremolo tipo Floyd Rose o Fender moderno, dove le corde sono più distanziate al ponte.
Montare un pickup standard su un ponte F-spaced farà sì che le corde esterne (Mi cantino e Mi basso) non passino esattamente sopra i poli, con una perdita di volume e definizione. Ho fatto questo errore una volta, e il suono era sottile e sbilanciato. Misura la distanza tra i Mi al ponte (centro corda-centro corda) per capire di cosa hai bisogno.

Dimensioni fisiche: Anche tra single coil o tra humbucker ci sono piccole variazioni. I P90, ad esempio, esistono in formato “Soapbar” (rettangolare) o “Dogear” (con le “orecchie”). Controlla sempre le dimensioni esatte del pickup che vuoi comprare e confrontale con il tuo vano. Un buon produttore avrà sempre le schede tecniche con le misure precise.

Numero di conduttori (wiring) e le sue implicazioni

Questo è un aspetto tecnico che un hobbista intermedio dovrebbe conoscere bene, perché apre un mondo di possibilità.

2 Conduttori (o 1 conduttore + massa): Questo è il cablaggio più semplice e comune per i pickup vintage. Hai un filo “hot” (segnale) e una treccia metallica che funge da massa. Con questo tipo di pickup, non puoi fare il coil-splitting (separare le due bobine di un humbucker per farlo suonare come un single coil) o altre modifiche complesse. È un suono “prendi o lascia”.
4 Conduttori (+ massa): Questo è il Santo Graal per chi ama smanettare. Ogni bobina dell’humbucker ha il suo inizio e la sua fine, portando a quattro fili separati (più la massa generale). Questo ti permette di:
Coil-splitting: Far suonare l’humbucker come un single coil (usando solo una delle due bobine). Ti dà più versatilità, passando da un suono grosso a uno più brillante.
Series/Parallel: Cablare le due bobine in serie (suono standard, più output) o in parallelo (suono più brillante e con meno output, simile a un single coil ma hum-cancelling).
Phase reversal: Invertire la fase di un pickup rispetto a un altro. Utile se hai problemi di suono sottile e “nasale” quando combini pickup diversi.
La mia prima esperienza con un humbucker a 4 conduttori è stata una rivelazione. Ho aggiunto un potenziometro push-pull e ho potuto splittare il pickup al ponte, ottenendo un suono da Strat che prima non avevo. Ha raddoppiato le possibilità sonore della mia chitarra!

Assicurati che il pickup che scegli abbia il numero di conduttori adatto alle modifiche che intendi fare. Se vuoi lo split, ti servono 4 conduttori. Punto.

Potenziometri (Pots) e Condensatori (Caps): i compagni silenziosi

Spesso ci si dimentica che i pickup non lavorano da soli, ma in un circuito. Potenziometri e condensatori sono fondamentali per plasmare il suono.

Potenziometri (Volume e Tono): 500k Ohm: Solitamente usati con gli humbucker. Permettono agli acuti di passare di più, per un suono più aperto e brillante.
250k Ohm: Usati con i single coil. Tendono a “tagliare” un po’ di acuti, addolcendo il suono e rendendolo meno stridulo.
Usare un potenziometro da 250k con un humbucker può rendere il suono troppo scuro, mentre un 500k con un single coil può renderlo troppo squillante. Non è una regola ferrea, ma una buona base di partenza. Io ho provato a mettere pot da 250k con un humbucker per avere un suono più scuro, e il risultato non era male, ma era una scelta consapevole.
Condensatori (Tono): Il valore del condensatore (es. .022µF, .047µF) determina la quantità di alte frequenze che vengono tagliate quando giri la manopola del tono. Un valore più alto taglierà più alte frequenze, rendendo il suono più scuro. Anche qui, non ci sono regole universali, ma .022µF è molto comune per gli humbucker e .047µF per i single coil.

Mimmo’s Tip: Spesso, prima di cambiare un pickup, prova a giocare con i valori dei potenziometri e dei condensatori. Potresti scoprire che un cambio da 250k a 500k sul pot del volume, o un condensatore diverso, ti dà già gran parte del suono che cerchi, con una spesa minima. È un ottimo punto di partenza per modificare la chitarra senza stravolgere tutto.

Polarità e fase: quando i pickup non vanno d’accordo

Se decidi di mescolare pickup di marche diverse o tipi diversi (ad esempio, un single coil al manico e un humbucker al ponte), potresti imbatterti in problemi di polarità e fase.

Polarità: Riguarda l’orientamento dei magneti (Nord o Sud in alto).
Fase: Riguarda il modo in cui le bobine sono avvolte (orario o antiorario) e cablate.

Se due pickup sono fuori fase quando usati insieme (ad esempio, nella posizione intermedia di un selettore a 5 vie), il suono sarà sottile, debole, “nasale” e con poca botta. È come se si annullassero a vicenda. È un classico “pain point” per chi inizia a sperimentare. La soluzione è invertire la fase di uno dei due pickup, solitamente scambiando i fili “hot” e “ground” di una delle bobine (se il pickup è a 4 conduttori) o, in casi estremi, invertendo la polarità del magnete (cosa più complessa e sconsigliata per i neofiti).

Il processo di sostituzione: dalla teoria alla pratica

Bene, hai scelto il tuo pickup, hai controllato le compatibilità. Ora si passa all’azione. Non ti nascondo che la prima volta che ho messo mano al saldatore per cambiare un pickup, avevo le mani che tremavano. Ma è più semplice di quanto sembri, se segui i passaggi con calma e attenzione.

Materiali e strumenti essenziali (la mia cassetta degli attrezzi)

Ecco cosa tengo sempre sul mio banco quando mi metto a trafficare con l’elettronica delle chitarre:

Saldatore a stagno: Uno da 30-40W è perfetto. Non serve un modello da mille euro, ma uno decente che mantenga la temperatura.
Stagno per elettronica: Con anima flussante, senza piombo (per chi ci tiene all’ambiente) o con piombo (più facile da usare per i principianti, ma attenzione ai fumi).
Pompa dissaldante o treccia dissaldante: Indispensabili per rimuovere le vecchie saldature. La treccia è ottima per le saldature più piccole, la pompa per quelle più grosse.
Cacciaviti: A croce e a taglio, di varie misure.
Tronchesi e spellafili: Per tagliare e preparare i cavi.
Multimetro (Tester): Fondamentale per controllare la continuità e la resistenza, e per diagnosticare problemi. Un modello economico va benissimo.
Nastro isolante elettrico o guaine termorestringenti: Per isolare i collegamenti.
Fascette stringicavo: Per tenere in ordine i fili all’interno del vano.
Guanti da lavoro: Non solo per la pulizia, ma anche per evitare di lasciare unto sulle parti elettroniche.
Panno pulito e alcool isopropilico: Per pulire il vecchio stagno e il flussante.
Pinzette a punta fine: Utili per maneggiare i piccoli fili.

Passaggi per la sostituzione pickup (checklist pratica)

Questa è la mia procedura collaudata. Segui ogni punto con calma.

1. Documenta tutto: Questo è il consiglio più importante che posso darti. Prima di toccare un filo, scatta una valanga di foto chiare del cablaggio esistente da diverse angolazioni. Fai uno schizzo. Annota dove va ogni filo. Questo ti salverà la vita se qualcosa va storto o se non ricordi come ricollegare. La prima volta ho saltato questo passaggio, e mi sono ritrovato con un groviglio di fili e un’ora persa a cercare schemi online.n2. Rimuovi le corde: Allenta le corde e toglile completamente. Ti daranno solo fastidio.n3. Smonta il battipenna/piastra di controllo: A seconda della tua chitarra, dovrai svitare il battipenna (Stratocaster) o la piastra di controllo (Telecaster) o il coperchio posteriore del vano elettronica (Les Paul, ecc.). Appoggia le viti in un contenitore, non perderle!n4. Scollega i vecchi pickup: Individua i fili dei pickup che vuoi sostituire. Di solito c’è un filo “hot” che va al selettore/potenziometro e un filo “ground” che va alla massa (la parte posteriore dei potenziometri, o un punto di massa comune).
Con il saldatore caldo, sciogli lo stagno sulle saldature e, usando la pompa o la treccia dissaldante, rimuovi il vecchio stagno e stacca i fili. Sii delicato, non tirare i fili con forza.
Rimuovi fisicamente i vecchi pickup dal battipenna o dal body.n5. Pulisci il cavity (facoltativo ma consigliato): Se il vano è impolverato o sporco, approfittane per dare una pulita. Puoi anche controllare se c’è una schermatura adeguata e, se manca, considerare di applicare del nastro in rame per ridurre i rumori.n6. Prepara i nuovi pickup: Taglia i cavi dei nuovi pickup alla lunghezza giusta, lasciando un po’ di margine. È meglio che siano un po’

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