Epiphone elettriche: Modelli top per chi non vuole svuotare il portafoglio

Allora, ragazzi. Quante volte ci siamo trovati davanti allo scaffale delle chitarre, magari con un budget non proprio illimitato, a sognare quella Les Paul o quella SG che ci farebbe sentire come i nostri eroi, ma che costa un rene? Tante, troppe. È lì che entra in gioco Epiphone. Non sono chitarre perfette, non sono Gibson, e chi ve lo dice mente. Ma sono compagne di viaggio oneste, a volte sorprendenti, soprattutto se avete voglia di sporcarvi le mani.

In questo articolo, non vi farò la solita sfilata di modelli da catalogo. Voglio parlarvi delle principali chitarre elettriche Epiphone che, secondo la mia esperienza e quello che si sente in giro tra i forum e i gruppi di appassionati, valgono i soldi che costano. E, soprattutto, vi dirò per chi sono e per chi, magari, è meglio guardare altrove. Perché il punto non è solo comprare una chitarra, ma comprare la chitarra giusta per voi.

Sono anni che metto le mani su queste Epiphone, sia le mie che quelle degli amici. Ho cambiato pickup, sistemato ponti, rifatto l’elettronica. Ho visto modelli uscire dalla fabbrica con la tastiera asciutta come il deserto del Sahara e altri con un setup quasi perfetto. Insomma, ho imparato che con Epiphone, un po’ di fortuna e un po’ di lavoro, si può tirare fuori davvero tanto. Vediamo insieme quali sono i modelli che, per un chitarrista attento al budget e con un po’ di spirito DIY, possono fare la differenza.

Epiphone Les Paul Standard: Il classico alla portata di tutti

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Se la Les Paul vi sembra troppo statica, troppo “ingombrante”, o se semplicemente amate il diavolo rosso di Angus Young, la Epiphone SG Standard è la vostra chitarra. È un’altra icona, più leggera, più aggressiva e con un accesso ai tasti alti che fa invidia a molte.

Caratteristiche tecniche (serie Standard ’61 Maestro Vibrola o ’60s Standard)

Anche qui parliamo delle versioni “Inspired by Gibson”, che hanno fatto un bel salto di qualità. Legno del corpo: Mogano massello (Mahogany). È più sottile rispetto alla Les Paul, il che la rende molto più leggera.
Legno del manico: Mogano (Mahogany).
Profilo del manico: Generalmente un “SlimTaper D” o “SlimTaper C”, molto veloce e comodo per chi ha mani piccole o ama suonare shred.
Tastiera: Alloro indiano (Indian Laurel), a volte Palissandro (Rosewood) o Ebano (Ebony) sui modelli più recenti o specifici. Raggio di 12 pollici.
Pickup: Humbucker ProBucker-2 al manico e ProBucker-3 al ponte. Anche qui, onesti e con un buon output.
Scala: 24.75 pollici (628.65 mm), la classica scala Gibson.
Hardware: Ponte LockTone Tune-O-Matic e Stopbar tailpiece. Alcuni modelli, come la ’61 Maestro Vibrola, hanno un vibrato Maestro (che, diciamocelo, è più per l’estetica che per un uso intensivo). Meccaniche Grover Rotomatic 18:1.
Finitura: Gloss (lucida), colori classici come Cherry, Ebony, Vintage Worn.
Note costruttive rilevanti: Incollaggio del manico (Set Neck), capotasto Graph Tech NuBone. Elettronica cablata a mano con potenziometri CTS e condensatori Mallory.

Sentimento popolare: Cosa dicono gli appassionati e gli acquirenti

La Epiphone SG Standard è spesso vista come l’alternativa più “rock and roll” alla Les Paul. È una chitarra che ti spinge a suonare riff più aggressivi e assoli veloci.

I pregi che sento più spesso sono:
Leggerezza e comodità: È molto più leggera della Les Paul e la forma a doppia spalla mancante offre un accesso senza pari agli ultimi tasti.
Suono cattivo: I ProBucker si adattano benissimo al carattere più “aperto” e meno denso della SG, tirando fuori un bel crunch.
Suonabilità: Il manico sottile è un plus per molti, soprattutto per chi viene da chitarre più moderne.
Prezzo: Anche qui, un rapporto qualità/prezzo notevole per una chitarra con un pedigree così importante.

I difetti, simili a quelli della Les Paul, ma con una nota specifica:
Headstock dive: A causa del corpo leggero e del manico relativamente pesante, la paletta tende a “tuffarsi” verso il basso quando si suona in piedi senza tenere la chitarra. Un cinturino in pelle ruvida può aiutare, ma è una caratteristica strutturale.
Controllo qualità: Anche qui, ci possono essere imperfezioni nel fretwork o nel setup di fabbrica.
Vibrato Maestro: Se presente, non aspettatevi la stabilità di un Floyd Rose. È più un effetto leggero e decorativo che uno strumento per dive bomb.
Tastiera secca: Stesso discorso della Les Paul.

Pro e contro in relazione al prezzo (circa 500-700€)

PRO:
Ergonomia: Leggera e con un accesso ai tasti alti eccezionale.
Suono aggressivo: Perfetta per rock, hard rock, metal classico.
Manico veloce: Ideale per chi cerca velocità e comfort.
Estetica iconica: Un look che non passa inosservato. CONTRO: Headstock dive: Può essere fastidioso per alcuni.
Controllo qualità: Sempre da verificare attentamente.
Vibrato Maestro limitato: Se cercate un vibrato serio, non è quello che fa per voi.

Per chi è adatta / per chi è meglio evitarla

Adatta a: Chi cerca una chitarra leggera e comoda per lunghe sessioni.
Amanti del rock energico, blues-rock e hard rock.
Chi vuole una chitarra con un manico veloce e un accesso facile agli ultimi tasti.
Chi ha già una Les Paul e vuole un suono e un feeling diverso. Meglio evitarla se: Non sopportate il “headstock dive” e non volete soluzioni alternative.
Cercate un suono più rotondo e denso, magari per il jazz o blues più soft.
Avete bisogno di un vibrato che tenga l’accordatura per un uso intenso.

La SG è una chitarra con carattere. Se vi piace il suo sound e il suo look, e siete disposti a convivere con il “tuffo” della paletta, avrete una compagna fedele e grintosa. Anche qui, un buon setup iniziale è fondamentale.

Epiphone ES-335 / Dot / Casino: Il fascino del semi-hollow

Usciamo un attimo dal mondo delle solid body e andiamo sul campo delle semi-hollow. Qui Epiphone offre diverse opzioni, ma la Epiphone ES-335 (o la sua parente stretta, la Dot, o l’iconica Casino) è un altro cavallo di battaglia che merita attenzione. Non è solo per il blues o il jazz; con il giusto amplificatore e un po’ di fuzz, può ruggire come poche.

Caratteristiche tecniche (Epiphone ES-335 ‘Inspired by Gibson’)

Mi concentro sulla ES-335, ma molte considerazioni valgono anche per la Dot (spesso un po’ più economica e meno rifinita) e la Casino (che è una hollow body pura con P90).
Legno del corpo: Acero stratificato (Layered Maple) con blocco centrale in acero (Maple Center Block). Questo blocco centrale è fondamentale per ridurre il feedback e aumentare il sustain.
Legno del manico: Mogano (Mahogany).
Profilo del manico: Solitamente un “Rounded C” o “SlimTaper D”, a seconda del modello specifico.
Tastiera: Alloro indiano (Indian Laurel) o Palissandro (Rosewood). Raggio di 12 pollici.
Pickup: Humbucker Alnico Classic PRO (sulla ES-335), o ProBucker. Sulla Casino, invece, troviamo i classici P90.
Scala: 24.75 pollici (628.65 mm).
Hardware: Ponte LockTone Tune-O-Matic e Stopbar tailpiece. Meccaniche Grover Rotomatic 18:1.
Finitura: Gloss (lucida), in colori classici come Cherry, Ebony, Vintage Sunburst.
Note costruttive rilevanti: Costruzione semi-hollow con buche a “f”. Incollaggio del manico (Set Neck), capotasto Graph Tech NuBone. Elettronica cablata a mano con potenziometri CTS e condensatori Mallory.

Sentimento popolare: Cosa dicono gli appassionati e gli acquirenti

Le semi-hollow Epiphone sono apprezzate per il loro suono caldo, risonante e per la versatilità. Non sono chitarre per tutti, ma chi le ama, le ama davvero.

I pregi più citati:
Suono ricco e risonante: Il corpo semi-hollow dà un timbro unico, con una bella “aria” e un sustain naturale. Ottima per blues, jazz, rockabilly, ma anche per rock più grintoso.
Estetica: Sono chitarre eleganti, con un fascino vintage innegabile.
Versatilità: Possono passare da suoni puliti e jazzati a crunch bluesy e rock con facilità.
Qualità costruttiva (per il prezzo): Le versioni “Inspired by Gibson” sono ben fatte, con una buona cura dei dettagli.

I difetti comuni:
Feedback: Essendo semi-hollow, sono più inclini al feedback ad alti volumi, specialmente con distorsioni pesanti. Il blocco centrale aiuta, ma non fa miracoli. La Casino, essendo completamente hollow, ne soffre ancora di più.
Dimensioni: Sono chitarre piuttosto grandi e ingombranti, non per tutti.
Accesso agli ultimi tasti: Nonostante la doppia spalla mancante, l’attacco del manico e le dimensioni del corpo possono rendere l’accesso ai tasti più alti un po’ meno comodo rispetto a una SG.
Controllo qualità: Come sempre, attenzione al setup e al fretwork.

Pro e contro in relazione al prezzo (circa 550-800€)

PRO: Timbro unico: Il suono semi-hollow è inconfondibile e molto apprezzato.
Versatilità sonora: Si adatta a molti generi, dai puliti ai crunch.
Estetica di classe: Una chitarra che fa la sua figura sul palco.
Buona base per upgrade: Anche qui, un cambio di pickup può elevare ulteriormente il suono. CONTRO: Feedback: Richiede attenzione ai volumi e alle impostazioni dell’amplificatore.
Dimensioni: Non è la chitarra più comoda da trasportare o da suonare per chi ha una corporatura piccola.
Meno adatta a generi estremi: Per il metal o l’hardcore, ci sono opzioni migliori.

Per chi è adatta / per chi è meglio evitarla

Adatta a:
Chitarristi blues, jazz, rockabilly, indie rock.
Chi cerca un suono caldo, risonante e con un bel sustain.
Chi apprezza l’estetica vintage e le chitarre con un certo “carattere”.
Musicisti che suonano in contesti dove il feedback può essere gestito (o addirittura ricercato). Meglio evitarla se: Suonate generi ad alto volume e distorsione, dove il feedback sarebbe un incubo.
Cercate una chitarra piccola, leggera e maneggevole.
Avete bisogno di un accesso impeccabile agli ultimi tasti.
Non vi piace il look o il feeling delle semi-hollow.

Le semi-hollow Epiphone sono un acquisto di cuore. Se vi innamorate del loro suono e della loro estetica, sarete ripagati da una chitarra con una personalità unica. E fidatevi, anche qui, un buon setup fa miracoli.

Epiphone Prophecy Series: Quando Epiphone si fa moderna

Non tutte le Epiphone guardano al passato. Negli ultimi anni, la serie Prophecy ha dimostrato che il marchio sa anche innovare, offrendo chitarre con un’anima decisamente più moderna e aggressiva, pensate per i generi più pesanti. Se cercate qualcosa di diverso dalle solite Les Paul o SG, e vi piacciono le sonorità high-gain, date un’occhiata qui.

Caratteristiche tecniche (Epiphone Les Paul Prophecy come riferimento)

Prendiamo come esempio la Les Paul Prophecy, ma la filosofia si estende anche ad altri modelli Prophecy (SG, Extura, Flying V).
Legno del corpo: Mogano (Mahogany) con top in acero (Maple) impiallacciato in acero fiammato (Flame Maple Veneer) o radicale (Figured Maple). Spesso con “Ultra Modern Weight Relief” per renderla più leggera.
Legno del manico: Mogano (Mahogany) con tastiera in ebano (Ebony).
Profilo del manico: “Asymmetrical SlimTaper”, un profilo ergonomico che si assottiglia verso la paletta, pensato per la velocità.
Tastiera: Ebano (Ebony) con 24 tasti jumbo e intarsi “Block and Triangle” in abalone. Raggio di 12 pollici.
Pickup: Humbucker attivi Fishman Fluence Epiphone Prophecy. Spesso con funzioni push/pull per variare i voicing (Modern Active, Modern Passive, Single Coil).
Scala: 24.75 pollici (628.65 mm).
Hardware: Ponte LockTone Tune-O-Matic e Stopbar tailpiece, meccaniche Grover Rotomatic Locking Tuners (autobloccanti). Hardware nero o nichelato.
Finitura: Gloss (lucida), in colori più scuri e aggressivi come Black Aged Gloss, Red Tiger Aged Gloss.
Note costruttive rilevanti: Incollaggio del manico (Set Neck) con “contoured heel” per un migliore accesso agli ultimi tasti. Capotasto Graph Tech NuBone.

Sentimento popolare: Cosa dicono gli appassionati e gli acquirenti

La serie Prophecy è stata un bel colpo per Epiphone, dimostrando che possono competere anche nel segmento delle chitarre “metal-oriented” o comunque moderne.

I pregi che sento più spesso:
Pickup Fishman Fluence: Sono il vero punto di forza. Offrono una versatilità sonora incredibile, con voicing attivi e passivi, e sono perfetti per il high-gain. Suonano bene, punto.
Manico e suonabilità: Il profilo asimmetrico e la tastiera in ebano con 24 tasti jumbo la rendono una chitarra velocissima e confortevole per assoli e riff tecnici.
Hardware di qualità: Le meccaniche autobloccanti sono un plus enorme per la stabilità dell’accordatura.
Estetica moderna: Look aggressivo ma elegante, con finiture accattivanti.
Peso: Il “weight relief” rende queste Les Paul più gestibili rispetto alle Standard classiche.

I difetti comuni:
Prezzo: Sono le Epiphone più costose, e questo le avvicina pericolosamente a marchi che offrono alternative interessanti in quella fascia.
Suono meno “vintage”: Se cercate il suono caldo e organico di una Les Paul tradizionale, i Fishman Fluence potrebbero non essere la vostra tazza di tè.
Controllo qualità: Nonostante siano di fascia più alta, qualche difetto minore può ancora capitare, anche se meno frequentemente rispetto alle serie più economiche.

Pro e contro in relazione al prezzo (circa 800-1000€)

PRO: Pickup Fishman Fluence: Versatilità e qualità sonora eccezionali per il rock moderno e il metal.
Suonabilità superiore: Manico veloce, 24 tasti, tastiera in ebano.
Stabilità dell’accordatura: Meccaniche autobloccanti e capotasto Graph Tech.
Look aggressivo e curato: Finiture di alto livello per il segmento. CONTRO: Prezzo: È un investimento considerevole per un’Epiphone, e la competizione si fa sentire.
Mancanza di “mojo” vintage: Il suono è moderno, non classico.
Non per tutti: Chi cerca un suono tradizionale o generi più soft potrebbe trovarla eccessiva.

Per chi è adatta / per chi è meglio evitarla

Adatta a:
Chitarristi moderni, metal, djent, progressive rock.
Chi cerca una chitarra versatile con pickup high-output e diverse opzioni di voicing.
Chi apprezza la velocità e la suonabilità di un manico moderno.
Chi vuole un’Epiphone con specifiche di fascia alta e hardware affidabile. Meglio evitarla se: Il vostro budget è più limitato e cercate un entry-level o un’opzione intermedia.
Preferite il suono caldo e rotondo dei pickup passivi tradizionali.
Cercate un’estetica e un feeling puramente vintage.

La serie Prophecy dimostra che Epiphone può fare anche chitarre di alto livello, con un occhio al futuro. Se il vostro genere è il rock pesante o il metal, e il budget lo permette, sono chitarre da tenere d’occhio.

Considerazioni generali sulle chitarre Epiphone

Dopo aver parlato di modelli specifici, è giusto fare un discorso più ampio sulle chitarre elettriche Epiphone in generale. Perché, a prescindere dal modello, ci sono dei fili rossi che le uniscono. ### Il Controllo Qualità (QC)

Questo è il tallone d’Achille di Epiphone, e non si può negare. Non è che le chitarre siano fatte male, ma la consistenza del QC può variare. Potete trovare un esemplare che sembra uscito da una boutique, e un altro con tasti non perfettamente livellati, una finitura con qualche imperfezione o un capotasto tagliato in modo approssimativo. Cosa fare: Se possibile, provate la chitarra in negozio. Controllate i tasti (passate il dito lungo i bordi, premete le corde su ogni tasto per vedere se ci sono buzz), l’intonazione, il setup generale. Se comprate online, sappiate che potreste dover fare un reso o mettere mano voi stessi.

Il Setup di Fabbrica

Spesso, le Epiphone arrivano con un setup che lascia a desiderare. Action alta, intonazione da rivedere, truss rod che ha bisogno di un’aggiustata. Questo non significa che la chitarra sia cattiva, ma che non è stata ottimizzata.
Cosa fare: Un buon setup è la prima cosa da fare su qualsiasi chitarra nuova, specialmente una Epiphone. Non abbiate paura di imparare a farlo voi stessi. Ci sono un sacco di guide, e l’esperienza vi tornerà utile per tutte le vostre chitarre. Oppure, portatela da un buon liutaio. È un investimento che vale ogni centesimo.

I Pickup

I pickup Epiphone, specialmente i ProBucker e gli Alnico Classic PRO, sono buoni per il prezzo. Hanno un suono credibile e si difendono bene. Ma non sono i pickup di una Gibson, o di marche blasonate come Seymour Duncan o DiMarzio. Cosa fare: Se volete fare un upgrade sensato, i pickup sono la prima cosa su cui investire. Un buon set di pickup può trasformare una Epiphone onesta in una chitarra dal suono eccezionale. Ho visto Epiphone suonare alla grande con dei Seymour Duncan ’59 o JB, o con dei P90 di qualità. È una delle modifiche chitarra più gratificanti.

L’Hardware

L’hardware Epiphone è funzionale. Le meccaniche Grover sono solide. Ponte e tailpiece fanno il loro lavoro. Ma se cercate il massimo del sustain o della stabilità, specialmente su modelli molto usati, potreste voler fare un upgrade.
Cosa fare: Un ponte e un tailpiece di qualità superiore (tipo Gotoh o TonePros) possono fare la differenza. Anche qui, non è una spesa folle e l’installazione è relativamente semplice.

Chi è questo prodotto per? Chi dovrebbe evitarlo?

Le chitarre Epiphone sono, in linea di massima, per chi

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