La migliore borsa chitarra elettrica: guida acquisto
Hai appena finito la tua ultima creazione. Ore passate a carteggiare, a saldare, a rifinire. Hai montato il manico, intonato, e finalmente quel riff suona come deve. La tua chitarra elettrica, quella che hai costruito con le tue mani, è pronta. E ora? Ora devi portarla in giro, o semplicemente riporla senza che prenda polvere o, peggio, qualche botta.
Questo è il momento in cui l’ansia da prestazione del liutaio hobbista si sposta dalla costruzione alla conservazione. Quante volte ho visto chitarre bellissime, frutto di un lavoro certosino, finire con un’ammaccatura sul body o una scheggiatura sulla paletta per una leggerezza nel trasporto? Troppe.
on ti serve essere un professionista in tour mondiale per capire che la protezione del tuo strumento è fondamentale. Serve solo un po’ di attenzione e le informazioni giuste. Non sono un esperto di logistica, ma di chitarre che hanno preso botte per mia negligenza sì, e ti assicuro che il dolore è forte.
Questa guida non è per chi deve imbarcare la chitarra in stiva su un volo intercontinentale – lì il discorso cambia drasticamente, e si va di flight case che costa più della chitarra stessa. Questa è per noi, i ragazzi del garage, quelli che portano lo strumento in sala prove, a casa dell’amico, o semplicemente lo tengono in un angolo dello studio.
Il punto è questo: hai investito tempo, fatica, e un bel po’ di soldi (anche se fai da te, i materiali costano!) in quel pezzo di legno e metallo. Lasciarlo senza una protezione adeguata è come costruire un’auto da corsa e poi parcheggiarla sotto la grandine. Non ha senso.
Vediamo insieme come scegliere la migliore borsa chitarra elettrica per le tue esigenze, senza farci fregare dal marketing e puntando solo su quello che serve davvero.
Custodia rigida o borsa morbida (Gig Bag)? Il primo vero dilemma.
.biafax-photo-grid { display: grid !important; gap: 12px; margin: 24px 0; }
.biafax-photo-grid-3v { grid-template-columns: repeat(3, 1fr) !important; }
.biafax-photo-grid-2h { grid-template-columns: repeat(2, 1fr) !important; }
.biafax-photo-grid a { display: block; overflow: hidden; border-radius: 6px; line-height: 0; }
.biafax-photo-grid img { width: 100%; height: 100%; object-fit: cover; aspect-ratio: 4 / 3; transition: transform 0.3s ease; }
.biafax-photo-grid a:hover img { transform: scale(1.03); }
.biafax-photo-grid br { display: none; }
.biafax-photo-grid-caption { text-align: center; font-style: italic; color: #555; margin: -12px 0 24px; }
.biafax-lightbox-overlay { position: fixed; inset: 0; background: rgba(0,0,0,0.92); display: flex; align-items: center; justify-content: center; z-index: 99999; cursor: zoom-out; }
.biafax-lightbox-overlay img { max-width: 92vw; max-height: 92vh; object-fit: contain; border-radius: 4px; }
@media (max-width: 768px) {
.biafax-photo-grid-3v { grid-template-columns: 1fr !important; }
.biafax-photo-grid-2h { grid-template-columns: 1fr !important; }
}
(function() {
if (window.biafaxGridLightbox) return;
window.biafaxGridLightbox = true;
document.addEventListener(‘click’, function(e) {
var a = e.target.closest(‘a[data-lightbox]’);
if (!a) return;
e.preventDefault();
var overlay = document.createElement(‘div’);
overlay.className = ‘biafax-lightbox-overlay’;
overlay.innerHTML = ‘‘;
document.body.appendChild(overlay);
overlay.addEventListener(‘click’, function() { overlay.remove(); });
document.addEventListener(‘keydown’, function handler(ev) {
if (ev.key === ‘Escape’) { overlay.remove(); document.removeEventListener(‘keydown’, handler); }
});
});
})();
In questa galleria: verniciatura e paletta.
.biafax-photo-grid { display: grid !important; gap: 12px; margin: 24px 0; }
.biafax-photo-grid-3v { grid-template-columns: repeat(3, 1fr) !important; }
.biafax-photo-grid-2h { grid-template-columns: repeat(2, 1fr) !important; }
.biafax-photo-grid a { display: block; overflow: hidden; border-radius: 6px; line-height: 0; }
.biafax-photo-grid img { width: 100%; height: 100%; object-fit: cover; aspect-ratio: 4 / 3; transition: transform 0.3s ease; }
.biafax-photo-grid a:hover img { transform: scale(1.03); }
.biafax-photo-grid br { display: none; }
.biafax-photo-grid-caption { text-align: center; font-style: italic; color: #555; margin: -12px 0 24px; }
.biafax-lightbox-overlay { position: fixed; inset: 0; background: rgba(0,0,0,0.92); display: flex; align-items: center; justify-content: center; z-index: 99999; cursor: zoom-out; }
.biafax-lightbox-overlay img { max-width: 92vw; max-height: 92vh; object-fit: contain; border-radius: 4px; }
@media (max-width: 768px) {
.biafax-photo-grid-3v { grid-template-columns: 1fr !important; }
.biafax-photo-grid-2h { grid-template-columns: 1fr !important; }
}
(function() {
if (window.biafaxGridLightbox) return;
window.biafaxGridLightbox = true;
document.addEventListener(‘click’, function(e) {
var a = e.target.closest(‘a[data-lightbox]’);
if (!a) return;
e.preventDefault();
var overlay = document.createElement(‘div’);
overlay.className = ‘biafax-lightbox-overlay’;
overlay.innerHTML = ‘‘;
document.body.appendChild(overlay);
overlay.addEventListener(‘click’, function() { overlay.remove(); });
document.addEventListener(‘keydown’, function handler(ev) {
if (ev.key === ‘Escape’) { overlay.remove(); document.removeEventListener(‘keydown’, handler); }
});
});
})();
on tutte le gig bag sono uguali. L’errore più comune è pensare che “tanto è solo una borsa”. No, non è solo una borsa. È un guscio protettivo, e come ogni guscio, la sua efficacia dipende dai materiali e dalla costruzione. Ecco i punti su cui devi concentrarti.
1. L’imbottitura (Padding): il cuore della protezione
Questo è il fattore numero uno. Non basta che la borsa sia “imbottita”, deve esserlo con criterio.
Spessore: Cerca un’imbottitura di almeno 15-20 mm. Sotto questa soglia, la protezione è minima. I modelli più robusti arrivano a 25-30 mm.
Densità: Lo spessore da solo non basta. Una schiuma morbida e poco densa si comprime facilmente e non assorbe gli urti. Devi cercare una schiuma ad alta densità. A volte la chiamano “memory foam” o EVA (Etilene Vinil Acetato). Quando la premi con il pollice, deve opporre una certa resistenza e tornare lentamente alla sua forma originale. Se affonda come un cuscino, non va bene.
Distribuzione: L’imbottitura deve essere uniforme su tutti i lati, non solo sul fronte e retro. I fianchi sono altrettanto importanti.
Il mio consiglio da chi ha visto troppe chitarre ammaccate: non lesinare sull’imbottitura. Un’imbottitura di qualità è la tua polizza assicurativa più economica.
2. Materiali esterni: la pelle della tua borsa
Il tessuto esterno deve essere robusto e resistente.
Cordura o Nylon Balistico: Sono i materiali più comuni e affidabili. La loro densità si misura in Denari (D). Cerca tessuti da almeno 600D, meglio se 900D o 1200D. Più è alto il numero, più è resistente allo strappo e all’abrasione.
Resistenza all’acqua: Un trattamento idrorepellente è un plus non da poco, specialmente se ti muovi a piedi e potresti incontrare qualche acquazzone. Non sono impermeabili come un k-way, ma reggono bene la pioggia leggera.
Cuciture: Devono essere doppie e rinforzate, soprattutto nei punti di maggiore stress (attacchi degli spallacci, maniglie). Controlla che non ci siano fili che spuntano o cuciture lasche.
3. Cerniere: il tallone d’Achille
Le cerniere sono spesso il primo elemento a cedere in una sacca per chitarra economica.
Robustezza: Cerca cerniere grandi, con denti metallici o in plastica resistente. Le cerniere YKK sono uno standard di qualità.
Doppia cerniera: Praticamente essenziale per una facile apertura e chiusura.
Scorrimento: Devono scorrere fluidamente, senza impuntarsi.
Un avvertimento: se le cerniere ti sembrano fragili o si bloccano già in negozio, lascia perdere. Non dureranno.
4. Protezione del manico e della paletta (Headstock)
Questa è una delle aree più critiche. Il manico è la parte più vulnerabile della chitarra, specialmente all’attaccatura del body e sulla paletta.
Supporto interno per il neck: La borsa deve avere un blocco imbottito (spesso rimovibile e regolabile con velcro) che sostenga il manico e lo tenga fermo. Questo impedisce che il manico “balli” all’interno della borsa e assorbe gli urti verticali.
Fascia di sicurezza: Una cinghia interna con velcro che blocca ulteriormente il manico al supporto è fondamentale. Questa è la vera protezione contro i colpi laterali o le cadute.
Rinforzi sulla paletta: L’area della paletta dovrebbe avere un’imbottitura extra e, in alcuni casi, dei rinforzi rigidi per proteggere le meccaniche e la paletta stessa.
Il mio aneddoto di dolore: ho visto un amico rompere la paletta della sua Les Paul per una caduta stupida, perché la sua gig bag non aveva un sistema di blocco del manico. La chitarra è scivolata, la paletta ha preso la botta e crack. Non farti trovare impreparato.
5. Protezione del fondo (Endpin e strap button)
Il fondo della borsa, dove poggia l’endpin (il bottone per la tracolla sul fondo del body), è un altro punto debole.
Rinforzi in gomma o materiale anti-shock: Il fondo dovrebbe avere dei piedini in gomma o un’imbottitura extra rinforzata per assorbire gli urti quando appoggi la borsa a terra.
Base robusta: Alcune borse hanno una base semi-rigida per maggiore stabilità.
Quante volte la chitarra scivola quando la appoggi in verticale? Troppe. Un buon rinforzo sul fondo può salvare la vita all’endpin.
6. Maniglie e Spallacci: ergonomia e resistenza
Devi portare questa borsa, quindi deve essere comoda e affidabile.
Spallacci: Devono essere imbottiti, larghi, regolabili e, soprattutto, cuciti saldamente. Le cuciture devono essere rinforzate. Idealmente, dovrebbero essere a scomparsa o rimovibili, per non impigliarsi.
Maniglie: Almeno una maniglia laterale e una superiore. Anche queste devono essere robuste e ben cucite. Una maniglia imbottita è un plus per il comfort.
Controlla sempre le cuciture degli spallacci. Ho visto spallacci cedere con la chitarra dentro. Non è un bello spettacolo.
7. Tasche e Scomparti: l’organizzazione è tutto
oi hobbisti ci portiamo dietro di tutto: plettri, corde di ricambio, accordatore, cavi, a volte un saldatore portatile e un multimetro. Le tasche sono fondamentali.
Capienza: Devono essere abbastanza grandi per contenere quello che ti serve.
Organizzazione: Scomparti interni, tasche con cerniera, retina. Tutto quello che ti aiuta a tenere in ordine il tuo kit.
Posizionamento: Le tasche non devono intralciare l’accesso alla chitarra o creare sporgenze che potrebbero danneggiare lo strumento.
Per chi si porta dietro il kit di emergenza per le modifiche al volo o per i piccoli interventi in sala prove, le tasche ben pensate sono vitali. Non avere spazio per i tuoi attrezzi essenziali è un vero pain point.
Dimensioni e forme: la tua chitarra è unica
Ok, hai capito cosa cercare. Ma c’è un altro aspetto fondamentale: la forma della tua chitarra. Non tutte le chitarre sono Stratocaster o Les Paul, e non tutte le borse sono universali. Questo è un errore che ho fatto, e che ti eviterei volentieri.
Chitarre Standard: Strat, Tele, Les Paul, SG
Per queste forme classiche, la vita è relativamente semplice. La maggior parte dei produttori di borse offre modelli specifici o “universali” che si adattano bene a queste sagome.
Stratocaster/Telecaster: Sono generalmente simili in dimensioni, con body più sottili.
Les Paul/SG: Hanno body più spessi e spesso una paletta angolata, quindi serve una borsa con spazio adeguato.
Chitarre Offset e Particolari: Jazzmaster, Jaguar, Flying V, Explorer, Baritone
Qui la faccenda si complica. Se hai costruito una chitarra con una forma particolare, come una Jazzmaster, una Flying V, una Explorer, o una Baritone (che è semplicemente più lunga), non puoi prendere una borsa “generica”.
Jazzmaster/Jaguar: Hanno un body più largo e spesso una paletta più lunga. Necessitano di borse specifiche per “offset guitars”.
Flying V/Explorer: Sono le più problematiche. La loro forma estrema richiede borse fatte apposta. Non ci sono scorciatoie qui.
Baritone/Multi-scala: Sono chitarre più lunghe. Devi misurare la lunghezza totale del tuo strumento, dal bottone della tracolla inferiore alla punta della paletta. Poi confronta con le specifiche della borsa.
Il mio errore da principiante: ho costruito una Baritone una volta, bella lunga, con un suono corposo e un sustain da paura. Ho dato per scontato che entrasse in una borsa per Les Paul che avevo in più. Ovviamente no. Era troppo lunga di una decina di centimetri. Ho dovuto rivenderla e prenderne una specifica, perdendo tempo e un po’ di soldi nel processo. Impara dai miei errori!
Chitarre DIY/Custom: quando la misura è tutto
Se hai realizzato un body shape completamente tuo, o hai modificato pesantemente una forma esistente, la cosa migliore è prendere le misure precise della tua chitarra.
Lunghezza totale: Dal bottone della tracolla inferiore alla punta della paletta.
Larghezza massima del body: Il punto più largo del corpo.
Altezza massima del body: Considera anche l’altezza del ponte, se sporge molto.
Lunghezza della paletta: Dalla fine del capotasto alla punta.
Con queste misure in mano, puoi confrontarle con le specifiche dettagliate fornite dai produttori di borse. Molti siti affidabili indicano le dimensioni interne precise delle loro borse. Se non le trovi, contatta il negozio o il produttore. Non comprare a scatola chiusa.
Il Budget e i Brand: dove investire i tuoi sudati risparmi
Ora parliamo di soldi. Quanto devi spendere per una buona custodia da trasporto per chitarra elettrica? La risposta, come al solito, è: dipende. Dipende da quanto valore attribuisci al tuo strumento (e non parlo solo di valore economico, ma anche affettivo e di tempo speso) e da quanto spesso lo sposti.
Fascia bassa (30-60€): Per chi non ha alternative
Queste borse offrono una protezione minima. Sono ideali per stoccaggio casalingo, per proteggere la chitarra dalla polvere o da piccoli urti accidentali in un ambiente controllato. Oppure per trasporti molto brevi e con la massima attenzione.
Cosa aspettarsi: Imbottitura sottile (5-10mm), materiali esterni base (spesso nylon leggero), cerniere non eccezionali. Tasche limitate.
Warning: Gli spallacci tendono a cedere, le cerniere si rompono, l’imbottitura si appiattisce in fretta. Non aspettarti miracoli.
Brand tipici: Spesso marchi generici o sottomarche di negozi online.
Se scegli questa fascia, sii consapevole dei limiti. Va bene per un trasporto dall’auto alla sala prove a 5 metri, ma non di più. La tua chitarra merita di più, te lo dico da amico.
Fascia media (70-150€): Lo “sweet spot” per l’hobbista
Questa è la fascia dove la maggior parte di noi dovrebbe puntare. Qui trovi un ottimo equilibrio tra costo, protezione e funzionalità.
Cosa aspettarsi: Imbottitura da 15-25 mm di buona densità, materiali esterni resistenti (Cordura 600D-900D), cerniere robuste (spesso YKK), buoni sistemi di protezione per manico e paletta. Spallacci imbottiti e affidabili. Tasche generose.
Per chi è: Perfetta per musicisti che si spostano regolarmente per prove, lezioni o piccoli concerti. Ideale per proteggere la tua chitarra DIY.
Brand tipici: Ritter: Hanno un’ampia gamma, con modelli di fascia media molto validi.
Thomann/Harley Benton: Le loro sottomarche offrono spesso un rapporto qualità-prezzo imbattibile, con borse sorprendentemente ben fatte per il costo.
Gator: Molti modelli base e intermedi sono solidi e affidabili.
RockBag (Warwick): Anche loro hanno buone proposte in questa fascia.
Personalmente, ho avuto diverse gig bag di questa fascia e mi sono trovato sempre bene. Sono robuste, funzionali e non ti fanno sentire in colpa per la spesa.
Fascia alta (150-300€+): Il quasi-hard case
Qui entriamo nel regno delle gig bag “premium”. Offrono una protezione che si avvicina molto a quella di un hard case, ma con la flessibilità e la leggerezza di una borsa morbida.
Cosa aspettarsi: Imbottitura spessa (25-30mm) con schiuma ad altissima densità e rinforzi in EVA o ABS in punti strategici. Materiali esterni di altissima qualità (Nylon balistico 1200D+), cerniere indistruttibili. Protezione del manico e della paletta avanzatissima. Spallacci ergonomici e ultra-confortevoli. Moltissime tasche e dettagli di design.
Per chi è: Musicisti professionisti, chi ha strumenti di grandissimo valore (anche affettivo), chi si sposta molto e vuole il massimo della tranquillità senza il peso di un hard case.
Brand tipici: Mono M80: Sono il punto di riferimento. Design eccezionale, protezione incredibile, prezzo elevato. Se cerchi il top, è difficile sbagliare con Mono.
Reunion Blues: Un altro nome storico nel settore delle borse premium, con prodotti di altissima qualità.
Ibanez Powerpad (modelli avanzati): Alcuni modelli Powerpad di Ibanez offrono una protezione eccellente, specialmente se hai una chitarra Ibanez.
Gruv Gear: Innovativi e super protettivi.
Se la tua chitarra è un pezzo unico, frutto di mesi di lavoro e ha un valore inestimabile per te, questa fascia di prezzo potrebbe essere giustificata. È un investimento, ma ti fa dormire sonni tranquilli.
Per farti un’idea più precisa e magari confrontare i modelli di punta, ti consiglio di dare un’occhiata a recensioni comparative su siti specializzati. Una buona risorsa potrebbe essere Gearnews, che spesso pubblica guide all’acquisto ben fatte e aggiornate.
L’usato: un’opportunità da valutare
Mercatini dell’usato, gruppi Facebook, Subito.it… a volte si trovano ottimi affari. Magari qualcuno vende una borsa di fascia alta a un prezzo di fascia media.
Cosa controllare: Fai attenzione alle cerniere (sono il primo punto debole), all’integrità dell’imbottitura (non deve essere schiacciata o strappata), alle cuciture degli spallacci e delle maniglie. Controlla che non ci siano odori strani o muffa.
Vantaggio: Puoi ottenere una qualità superiore a un prezzo ridotto.
Svantaggio: Richiede un controllo accurato prima dell’acquisto.


