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Push/pull pot: cos’è e come si cabla

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Push/pull pot: cos'è e come si cabla

Push/pull pot: cos’è e come si cabla

Ricordo ancora la prima volta che ho messo le mani su una chitarra con un push/pull pot. Era una Les Paul Custom che un amico aveva modificato, e onestamente, non capivo cosa fosse quel potenziometro che si tirava su e giù. Sembrava una cosa da nave spaziale. Poi, quando mi ha spiegato che tirandolo su gli humbucker si “splittavano” e diventavano single coil, mi si è aperto un mondo.

Fino a quel momento, per cambiare suono dovevo accontentarmi del selettore pickup e dei controlli di tono e volume standard. L’idea di avere un’opzione in più, nascosta in un controllo che già c’era, mi sembrava geniale. E, soprattutto, mi è sembrato subito un upgrade alla portata di chi, come me, ha imparato a saldare in garage.

on serve essere un liutaio professionista per modifica la tua chitarra con un componente così. Serve solo un po’ di pazienza, il saldatore giusto e la voglia di capire come funziona. Qui ti spiego tutto, dal “cos’è” al “come si fa”, con la speranza che tu possa evitare gli errori che ho fatto io quando ho iniziato a sperimentare.

Cos’è un Push/Pull Pot? Il cervello dietro lo switch

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Partiamo dalle basi. Un potenziometro, o “pot” per gli amici, è quel componente elettronico che ti permette di regolare il volume o il tono della tua chitarra. In pratica, è una resistenza variabile.

Girando la manopola, sposti un cursore su una pista resistiva, modificando il flusso del segnale. Semplice, no?

Il push/pull pot è una versione evoluta di questo componente. Immagina un potenziometro normale, ma con un piccolo interruttore meccanico montato sotto. Questo interruttore si attiva tirando su la manopola del pot e si disattiva premendola giù.

La magia sta proprio in questo interruttore integrato. Non è un semplice on/off. Nella stragrande maggioranza dei casi, i push/pull che trovi per chitarra sono interruttori di tipo DPDT.

DPDT sta per “Double Pole, Double Throw”. Cosa significa? Significa che ha due “poli” (due circuiti separati che può controllare) e ciascun polo ha due “lanci” (due posizioni in cui può connettersi).

In pratica, è come avere due interruttori singoli (SPDT) che si muovono contemporaneamente, azionati dallo stesso meccanismo. Questo ti dà una flessibilità enorme per modificare i circuiti della tua chitarra.

Se guardi la parte inferiore di un potenziometro push/pull, vedrai i tre terminali classici del pot (input, wiper, ground) e, sotto di essi, una serie di sei terminali per lo switch DPDT, disposti solitamente in due file da tre.

Questi sei terminali sono il cuore del suo funzionamento come interruttore. Ti permettono di deviare segnali, mettere a massa componenti o invertire fasi, il tutto con un semplice gesto.

Il grande vantaggio di questo design è che puoi aggiungere una funzione di switching senza dover forare il body della chitarra per installare un mini-toggle switch aggiuntivo. Mantieni l’estetica pulita e guadagni in versatilità.

È una soluzione elegante, molto apprezzata da chi vuole espandere le capacità sonore della propria chitarra senza stravolgere il look o riempire il top di switch.

Perché usare un Push/Pull? Le infinite possibilità timbriche

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Ok, abbiamo capito cos’è a livello tecnico. Ma a cosa serve nella pratica? Beh, le applicazioni sono davvero tante, e ti permettono di esplorare sonorità che altrimenti ti sarebbero precluse, o che richiederebbero circuiti molto più complessi.

Ecco alcune delle modifiche più comuni e utili che puoi fare con un controllo push/pull:

1. Coil Split (o Coil Tap) per Humbucker

Questa è probabilmente l’applicazione più diffusa. Gli humbucker sono pickup a doppia bobina, progettati per ridurre il rumore (hum) e fornire un suono più grosso e potente rispetto ai single coil.

Tirando il potenziometro a doppio interruttore, puoi “splittare” l’humbucker, disattivando una delle due bobine. Il risultato? Il tuo humbucker si trasforma in un single coil.

Avrai un suono più brillante, più sottile, con meno output, molto simile a quello di una Stratocaster o Telecaster. È perfetto per passaggi puliti o ritmiche funky, e ti dà una gamma sonora incredibile con la stessa chitarra.

on confonderlo con il “coil tap”, che è simile ma diverso: il tap si riferisce a un pickup con una bobina singola che ha un punto di “tappatura” a metà avvolgimento, permettendo di usare solo una parte della bobina per un output inferiore. Il coil split è specifico per gli humbucker.

La prima volta che ho provato a splittare gli humbucker sulla mia Epiphone SG, ho passato ore a sperimentare le nuove sonorità. Era come avere due chitarre in una, senza spendere un centesimo in più per nuovi pickup!

2. Switching di Fase

Questa è una modifica un po’ più “da intenditori”, ma molto interessante. Se hai due pickup (o anche due bobine di un humbucker) e li metti “fuori fase” l’uno rispetto all’altro, ottieni un suono molto caratteristico: più nasale, scavato sulle medie, con meno body.

on è un suono per tutti i gusti o per tutti i generi, ma in contesti specifici (blues, funk, suoni “strani”) può essere incredibilmente espressivo. Un pot con switch integrato ti permette di attivare o disattivare questa funzione al volo.

3. Cablaggio Serie/Parallelo

ormalmente, le bobine di un humbucker sono cablate in serie. Questo offre l’output più alto e il suono più denso tipico dell’humbucker.

Ma puoi anche cablarle in parallelo. Il suono sarà più brillante, con meno output e un po’ più di trasparenza, simile a un coil split ma con la cancellazione del rumore intatta. È un’ottima via di mezzo tra l’humbucker pieno e il single coil.

Un potenziometro versatile come il push/pull ti dà la possibilità di scegliere tra serie e parallelo per ogni humbucker, ampliando ulteriormente la tua tavolozza sonora.

4. Tone Bypass / Kill Switch

Un’altra applicazione semplice ma efficace. Puoi usare lo switch per bypassare completamente il circuito del tono. Questo significa che il segnale del pickup va direttamente all’output, senza passare attraverso il potenziometro del tono e il condensatore.

Il risultato è un suono più aperto, brillante e con un leggero aumento di output, perché non ci sono componenti che “succhiassero” una parte del segnale. È come avere un “turbo” per il tuo tono.

Oppure, puoi configurarlo come un “kill switch”, che mette a massa il segnale del pickup quando attivato, interrompendo completamente il suono. Ottimo per effetti ritmici o per eliminare il rumore tra un brano e l’altro.

5. Espansione del Selettore Pickup

Se hai una chitarra con un selettore a 3 vie, potresti voler aggiungere opzioni come l’attivazione del pickup al manico e al ponte contemporaneamente (in aggiunta alla posizione centrale che di solito attiva entrambi). Oppure, attivare tutti e tre i pickup su una Stratocaster.

Un componente switching come il push/pull può essere cablato per aggiungere queste combinazioni, trasformando un selettore standard in un vero e proprio centro di controllo.

Come vedi, le possibilità sono molteplici. La bellezza del DIY è proprio questa: puoi personalizzare il tuo strumento per renderlo unico e perfettamente adattato alle tue esigenze sonore. E un potenziometro a doppio interruttore è uno degli strumenti più efficaci per farlo.

Cominciamo a cablare: Materiali e prime saldature

Bene, ora che abbiamo capito il “perché”, passiamo al “come”. Cablare un push/pull pot non è difficile, ma richiede precisione e gli strumenti giusti. Non ti spaventare: la saldatura è una competenza che si acquisisce con la pratica. Ho bruciato un paio di potenziometri e fuso qualche filo prima di prendere la mano, e va bene così.

Cosa ti serve: La tua cassetta degli attrezzi da garage

  • Saldatore a stagno: Uno da 30-40W va benissimo. Assicurati che la punta sia pulita e stagnata.
  • Stagno: Con anima flussante, possibilmente senza piombo per la salute, ma quello con piombo è più facile da usare per i principianti. Un diametro sottile (0.6mm-0.8mm) è l’ideale.
  • Pompetta dissaldante o treccia dissaldante: Per correggere gli errori. Indispensabile.
  • Cavo elettrico: A singolo conduttore, 22-24 AWG (gauge). Colori diversi aiutano a non fare confusione.
  • Spelafili: Per togliere l’isolante dai cavi senza tagliare i fili interni.
  • Tronchesine: Per tagliare i fili.
  • Multimetro (tester): Fondamentale per controllare le continuità e diagnosticare problemi. Non lesinare su questo strumento.
  • Il tuo nuovo push/pull pot: Assicurati che sia del valore giusto (250kΩ per single coil, 500kΩ per humbucker sono i più comuni) e che sia un DPDT.
  • Schema elettrico: Trova quello specifico per la modifica che vuoi fare. Non andare a braccio le prime volte.

Saldare non è una scienza missilistica

Ricorda, la saldatura è questione di temperatura e pulizia. Scalda il componente, non lo stagno. Applica lo stagno sulla parte calda del componente e lascialo fondere. Dovrebbe formare una piccola “montagnetta” lucida e fluida. Se è opaco o “a palla”, hai fatto una saldatura fredda, e dovrai rifarla.

on tenere il saldatore sui componenti per troppo tempo, specialmente sui potenziometri, potresti danneggiarli internamente. Pochi secondi sono sufficienti.

Identificare i terminali del Push/Pull

Questa è la parte cruciale per capire come cablare. Un potenziometro multifunzione ha due sezioni distinte:

  1. La sezione potenziometro: Sono i tre terminali classici.
    • Il terminale a sinistra (guardando il pot da dietro, con i terminali verso l’alto) è solitamente l’input del segnale.
    • Il terminale centrale è il “wiper” (cursore), l’output del segnale variabile.
    • Il terminale a destra è solitamente collegato a massa (ground).
    Per i potenziometri di volume, il segnale entra sul terminale sinistro o centrale, e l’output va dal wiper. Per i toni, il segnale entra dal wiper e l’output è collegato a massa tramite un condensatore. Ma non divaghiamo troppo, segui sempre lo schema specifico.
  2. La sezione switch DPDT: Questa è la parte più interessante. Ci sono sei terminali, solitamente disposti su due file da tre.
    • Immagina due colonne verticali di tre terminali ciascuna.
    • I terminali centrali di ogni colonna (il secondo in alto e il secondo in basso) sono i “comuni” (Common). Sono i punti di ingresso/uscita che vengono commutati.
    • I terminali superiori e inferiori di ogni colonna sono i “lanci” (Throw). Sono i punti verso cui il comune può essere deviato.
    Quando il pot è “giù” (premuto), i comuni sono collegati a una coppia di lanci (es. quelli inferiori). Quando il pot è “su” (tirato), i comuni sono collegati all’altra coppia di lanci (es. quelli superiori). Capire questa disposizione è fondamentale per seguire qualsiasi schema di cablaggio.

Prima di saldare, usa il multimetro in modalità continuità per verificare il funzionamento dello switch. Collega i puntali tra un comune e i suoi due lanci, e vedrai che la continuità cambia quando tiri o premi il pot. Questo ti darà fiducia nel componente e ti aiuterà a capire la logica.

Schemi pratici: Coil Split per Humbucker (il classico)

Ok, mettiamoci al lavoro con l’applicazione più comune e richiesta: il coil split per un humbucker. Questo ti permetterà di trasformare il suono grosso dell’humbucker in quello squillante di un single coil con un semplice click.

Per fare questa modifica, hai bisogno di un humbucker a 4 conduttori (più la massa). Molti humbucker moderni sono già così, ma alcuni vintage style hanno solo due conduttori e non possono essere splittati in questo modo senza modifiche più invasive al pickup stesso (che non tratteremo qui).

Identificare i cavi del tuo Humbucker a 4 conduttori

Un humbucker a 4 conduttori ha solitamente cinque fili che escono: quattro conduttori per le due bobine e uno per la schermatura (ground). La codifica dei colori può variare a seconda del produttore (Seymour Duncan, DiMarzio, Gibson, ecc.), quindi è fondamentale consultare lo schema colori del tuo pickup specifico.

In generale, ci saranno due fili per la bobina “nord” e due per la bobina “sud”. Uno sarà l’inizio di una bobina, l’altro la fine. Per splittare, devi identificare i due fili che collegano le due bobine in serie tra loro.

Ad esempio, per Seymour Duncan, i colori tipici sono:

  • Verde: inizio bobina sud (ground)
  • Rosso: fine bobina sud
  • Bianco: inizio bobina nord
  • Nero: fine bobina nord (output del pickup)
  • Cavo nudo: massa (ground)

In questo caso, i fili Rosso e Bianco sono quelli che collegano le due bobine in serie. Questi sono i fili che useremo per il coil split.

Per DiMarzio, spesso il Nero e il Bianco sono i fili di giunzione. Ripeto, controlla lo schema del tuo pickup.

Procedura di cablaggio per Coil Split

Assicurati che la chitarra sia scollegata dall’amplificatore e che il saldatore sia caldo.

  1. Prepara il push/pull: Se il tuo push/pull pot è nuovo, dai una leggera stagnata ai terminali dello switch dove andrai a saldare. Questo facilita la saldatura successiva.
  2. Collega i fili di giunzione del pickup: Prendi i due fili del tuo humbucker che collegano le due bobine in serie (es. Rosso e Bianco per Seymour Duncan). Saldali insieme a uno dei terminali “comuni” (quelli centrali) dello switch DPDT del push/pull. Puoi scegliere uno dei due comuni, ad esempio quello superiore.
  3. Collega il ground: Prendi un pezzetto di filo e saldalo dall’altro terminale “comune” dello switch (quello inferiore) a massa. Questo può essere il retro del potenziometro stesso, o un altro punto di massa nel circuito. Questo è il trucco: quando lo switch è attivato, uno dei comuni va a massa, e portando a massa i fili di giunzione delle bobine, di fatto disattivi una bobina.
  4. Collega l’output del pickup: Il filo principale di output del tuo humbucker (es. Nero per Seymour Duncan) va collegato al terminale appropriato del potenziometro (di solito il terminale centrale se è un potenziometro di volume, o quello di input se è un potenziometro di tono dove vuoi il coil split). Il cavo nudo del pickup va sempre a massa.
  5. Completa il cablaggio del potenziometro: Se stai usando il push/pull pot come volume, collega l’input del segnale al terminale sinistro (guardando da dietro), il terminale centrale all’output del circuito (es. selettore pickup o jack), e il terminale destro a massa. Se è un tono, il segnale entra dal wiper (centrale), e il condensatore lo collega al terminale destro che va a massa.
  6. Testa la continuità: Prima di chiudere tutto, usa il multimetro. Con il pot in posizione “down”, dovresti avere continuità tra l’output del pickup e il ground quando il multimetro è sul comune dello switch collegato al ground. Con il pot in posizione “up”, non dovresti avere continuità tra il comune dello switch collegato ai fili di giunzione e il ground.
  7. Chiudi e prova: Rimonta tutto e collega la chitarra all’amplificatore. Prova le due posizioni del push/pull. Dovresti sentire una chiara differenza di volume e timbro. Se non funziona, non ti preoccupare! Riapri e controlla le saldature. La maggior parte dei problemi deriva da saldature fredde o fili collegati nel posto sbagliato. Mi è successo un sacco di volte.

Un piccolo trucco: Se non sei sicuro di quale bobina stai splittando (spesso si splitta quella più vicina al ponte o al manico per motivi di suono), puoi provare a toccare i poli del pickup con un cacciavite mentre ascolti. Sentirai un “clack” forte solo dalla bobina attiva.

Questo schema è il più comune e ti darà un’idea chiara di come funziona un potenziometro a doppio interruttore. Da qui, puoi iniziare a esplorare altre configurazioni.

Altre idee di cablaggio avanzate e considerazioni

Una volta che hai preso confidenza con il coil split, le porte si aprono. Il controllo push/pull è un vero jolly nel mondo dell’elettronica per chitarra. Vediamo altre applicazioni che potresti voler esplorare.

Cablaggio Serie/Parallelo per Humbucker

Come accennato, questa modifica ti permette di cambiare il modo in cui le due bobine dell’humbucker sono collegate tra loro. In serie (standard) hai più output e un suono più pieno. In parallelo, l’output è ridotto e il suono è più brillante e trasparente.

Per cablare un humbucker in serie/parallelo, avrai bisogno di un pot con switch integrato e di conoscere bene i quattro conduttori del tuo pickup. Lo switch DPDT verrà usato per reindirizzare i fili delle bobine in modo che possano essere collegate in serie o in parallelo.

È un po’ più complesso del coil split, perché devi gestire più fili e le loro connessioni ai terminali dello switch in modo specifico. Generalmente, uno dei “comuni” dello switch gestirà i fili di giunzione delle bobine (come nel coil split), mentre l’altro “comune” gestirà l’output di una delle bobine per metterla in parallelo o serie con l’altra.

La mia prima volta con il serie/parallelo mi ha fatto sudare freddo. Ho dovuto consultare tre schemi diversi e fare un sacco di prove con il multimetro, ma alla fine il suono che ho ottenuto mi ha ripagato di tutta la fatica. Un suono più “aperto” rispetto al solito humbucker, ma comunque senza il fastidioso rumore di fondo dei single coil.

Switching di Fase

Questo è un altro classico per chi cerca sonorità particolari. Per invertire la fase di un pickup rispetto a un altro (o di una bobina rispetto all’altra), devi invertire i fili di partenza e arrivo del pickup. In pratica, quello che era il “caldo” diventa “massa” e viceversa, ma solo per il segnale che arriva al mix con l’altro pickup.

Un potenziometro versatile può gestire questa inversione usando il suo switch DPDT. È un cablaggio che richiede attenzione a non creare cortocircuiti o loop di massa indesiderati. Il risultato sonoro, come dicevo, è un suono più “sottile” e “svuotato”, che piace o non piace.

Considerazioni sulla qualità del componente

Quando scegli il tuo potenziometro a doppio interruttore, non lesinare troppo sulla qualità. Un pot economico potrebbe avere un interruttore che si rompe facilmente, una corsa della manopola poco fluida o, peggio ancora, introdurre rumore nel circuito.

Marche come CTS, Bourns o Alpha sono generalmente affidabili. Controlla anche che l’albero (shaft) del pot sia della misura giusta per i fori della tua chitarra (spesso 3/8″ o 1/4″) e che sia compatibile con le manopole che vuoi usare (split shaft per manopole a pressione, solid shaft per manopole a vite).

L’importanza di una buona messa a terra (grounding)

Con l’aggiunta di switch e cablaggi complessi, la messa a terra diventa ancora più critica. Ogni punto del circuito che deve essere a massa deve esserlo in modo solido e con una buona saldatura.

Una messa a terra debole o “fluttuante” può introdurre ronzii e rumori indesiderati. Assicurati che il retro del pot, la schermatura del cavity e tutti i fili di massa siano ben collegati tra loro e al jack di output.

Un errore comune che ho fatto all’inizio era pensare che bastasse toccare un filo di massa con un altro. Invece, ogni connessione deve essere una saldatura solida. Un buon ground è la base per un suono pulito, soprattutto quando si aggiungono funzioni di switching.

Per schemi di cablaggio più dettagliati e varianti, ti consiglio di consultare risorse affidabili come la libreria di cablaggi di Seymour Duncan, che è un vero tesoro di informazioni: Seymour Duncan Wiring Diagrams. Lì troverai un sacco di idee e schemi specifici per quasi ogni combinazione di pickup e switch immaginabile.

Manutenzione e piccoli trucchi da garage

Anche i componenti più robusti hanno bisogno di un po’ di attenzione. I push/pull pot, avendo una parte meccanica in più rispetto ai pot standard, possono essere soggetti a usura nel tempo.

Pulizia e lubrificazione

Se senti che il meccanismo del push/pull diventa duro o “gratta” quando lo tiri o lo premi, potrebbe essere il momento di una pulizia. Puoi usare uno spray specifico per contatti elettronici (ad esempio, un deossidante senza residui) e spruzzarlo delicatamente all’interno dello switch, muovendo il meccanismo su e giù più volte.

Fai attenzione a non esagerare con lo spray, e lascialo asciugare completamente prima di ricollegare l’elettronica. A volte, un po’ di sporco o ossidazione può creare problemi di contatto o rendere il movimento meno fluido.

Sostituzione

Se dopo la pulizia il problema persiste, o se il potenziometro stesso inizia a fare rumori (fruscii o scricchiolii quando lo giri), potrebbe essere il momento di sostituirlo. I potenziometri sono componenti di consumo e non sono eterni.

La sostituzione è identica al cablaggio che abbiamo visto: dissaldi il vecchio, saldi il nuovo, prestando attenzione a ricreare le connessioni esattamente come erano.

Stringere i dadi

Sembra una banalità, ma un potenziometro push/pull allentato sul top della chitarra può essere fastidioso. Ogni tanto, controlla che il dado di fissaggio sia ben stretto. Fai attenzione a non stringere troppo, potresti danneggiare il pot o la finitura della chitarra, specialmente se usi una chiave inglese. Un leggero serraggio a mano e poi un quarto di giro con la chiave è di solito sufficiente.

Gestire gli spazi stretti

Molte chitarre hanno cavità elettroniche piuttosto piccole. Un potenziometro a doppio interruttore è leggermente più lungo di un pot standard a causa dello switch integrato.

Prima di acquistare, controlla che ci sia spazio sufficiente nel cavity della tua chitarra. A volte, bisogna essere un po’ contorsionisti con il saldatore e i fili, o riorganizzare leggermente il layout dei componenti per farci stare tutto.

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