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Qual è la miglior chitarra prog? Guida pratica

Quando si parla di “chitarra prog”, la prima cosa che mi viene in mente è un coro di voci che urlano “dipende!”. E sapete una cosa? Hanno ragione. Non esiste la chitarra definitiva per la musica progressive. È come chiedere qual è l’attrezzo migliore per il fai da te: dipende se devi avvitare una vite o tagliare un pezzo di legno. Ma se siete qui, probabilmente avete una mezza idea in testa, un budget, e la voglia di capire cosa davvero serve per affrontare quelle ritmiche spezzate e quegli assoli che sembrano usciti da un’altra dimensione.

Ho passato anni a trafficare nel mio garage, a montare pickup, a fresare body e a farmi venire i nervi con i ponti flottanti. Ho comprato chitarre che sulla carta sembravano perfette per il prog, e poi ho scoperto che il manico non mi calzava a pennello o che i pickup di serie erano più “meh” che “wow”. L’idea è questa: voglio darvi una mano a evitare i miei stessi errori, o almeno a capire perché potreste fare un certo tipo di errore, così da trasformarlo in apprendimento.

Per me, una buona chitarra per il progressive rock o metal non è solo uno strumento. È un’estensione della vostra creatività, un coltellino svizzero che deve sapersi adattare a mille situazioni diverse: riff pesanti, arpeggi delicati, assoli veloci, passaggi puliti e distorti. Deve essere versatile, affidabile e, soprattutto, deve farvi venire voglia di suonarla per ore.

Cosa cerchiamo in una chitarra per il progressive?

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Questo è il classico dilemma. Vorremmo tutti una Kiesel custom o una Music Man JP, ma il conto in banca piange. La buona notizia è che il mercato offre tantissime opzioni valide anche senza svenarsi. Il trucco, secondo me, è cercare una chitarra che abbia una base solida e che sia “modificabile”. Una che magari non suona perfetta appena tirata fuori dalla scatola, ma che con qualche lavoretto di modifica e upgrade può trasformarsi in un vero mostro da prog. egli anni, ho visto che marchi come Ibanez, Schecter, Jackson, Cort, e Yamaha offrono strumenti con un rapporto qualità-prezzo davvero ottimo. Spesso hanno manici eccellenti, hardware decente e un’ottima liuteria di base. Il punto debole, quasi sempre, sono i pickup di serie. Ma quelli si cambiano!

La mia scelta per iniziare: Ibanez RG421EX (o simili della serie RG)

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★ 4.1 (2 recensioni)
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Se dovessi consigliare una chitarra a un amico che vuole addentrarsi nel mondo del prog senza ipotecare la casa, gli direi di guardare con attenzione alla serie RG di Ibanez, e in particolare a modelli come la Ibanez RG421EX. Perché? Perché è un cavallo di battaglia, un classico moderno, e offre una base solidissima su cui costruire. Non è la chitarra più costosa, non è quella con i pickup più fighi, ma è quella che ti permette di iniziare a suonare
veramente prog.

Caratteristiche tecniche della Ibanez RG421EX

Parliamo un attimo di cosa c’è sotto il cofano di questa Ibanez, dati alla mano.
Corpo: Meranti. È un legno che si posiziona tra il mogano e il tiglio in termini di densità e risonanza. Offre un suono bilanciato, con un buon sustain e una risposta in frequenza abbastanza neutra, il che lo rende una buona tela bianca per i pickup.
Manico: Wizard III Acero (Maple). Questo è il vero punto di forza di Ibanez per molti. Il profilo Wizard III è sottile, piatto e super veloce. L’acero offre stabilità e un attacco brillante.
Tastiera: Jatoba, 24 tasti Jumbo. La Jatoba è un legno denso e resistente, spesso paragonato al palissandro per le sue caratteristiche. I 24 tasti Jumbo sono perfetti per la velocità e l’espressività richieste dal prog.
Scala: 25.5″ (648mm). La scala standard Ibanez, ottima per la definizione delle note e la tensione delle corde.
Pickup: Quantum H-H (passivi). Sono gli humbucker di serie di Ibanez per le fasce di prezzo più accessibili. Offrono un output decente e sono versatili, ma come vedremo, sono spesso il primo componente che molti chitarristi cambiano.
Ponte: F106 (fisso). Un ponte fisso moderno, robusto e semplice. Garantisce un’ottima stabilità dell’accordatura e un buon sustain, senza i grattacapi di un Floyd Rose.
Meccaniche: Standard Ibanez. Funzionano, ma non sono bloccanti. Un potenziale upgrade futuro.
Finitura: Satin (opaca). Spesso si trova in nero o altri colori opachi. È resistente e offre una sensazione piacevole al tatto.
Note costruttive rilevanti: Il giunto manico-corpo è ben sagomato per un facile accesso ai tasti superiori. L’elettronica è semplice ma funzionale, con un selettore a 5 vie che permette diverse combinazioni di pickup (ponte, ponte+centrale splittato, centrale, centrale+manico splittato, manico).

Per le specifiche complete, potete dare un’occhiata alla pagina ufficiale Ibanez: [Ibanez RG421EX](https://www.ibanez.com/eu/products/detail/rg421ex_00.html) (Nota: i dettagli specifici come il legno del corpo possono variare leggermente in base all’anno di produzione o al mercato, ma il meranti è la scelta più comune per i modelli attuali).

Sentimento popolare: cosa dicono i chitarristi (e cosa ho notato io)

Ho spulciato forum, gruppi Facebook, recensioni su YouTube e parlato con un sacco di gente che come me traffica con le chitarre. Il consenso generale sulla serie RG entry-level, inclusa la RG421EX, è piuttosto chiaro: Il manico è una bomba: Quasi tutti lodano il manico Wizard III. “È velocissimo”, “ci voli sopra”, “comodo anche per ore”. È il motivo principale per cui molti la scelgono. E devo dire che, anche se ho mani abbastanza grandi, quel profilo sottile mi ha sempre permesso di fare cose che su altri manici mi risultavano più ostiche.
Ottima liuteria di base: Il corpo in meranti e la costruzione generale sono considerati solidi per il prezzo. “Un’ottima base per upgrade”, si legge spesso. Non ci sono grandi magagne strutturali, i tasti sono generalmente ben posati e rifiniti (anche se una limatina ai bordi, come in quasi tutte le chitarre di questa fascia, non guasta mai dopo un po’ di tempo).
I pickup Quantum… meh: Questo è il punto dolente quasi universale. Non sono cattivi, attenzione. Fanno il loro lavoro, hanno un output sufficiente e sono versatili grazie al selettore a 5 vie. Ma per suoni prog più definiti, articolati o aggressivi, molti li trovano “un po’ piatti”, “senza carattere”, o “impastati” sui gain elevati. La frase ricorrente è “sono la prima cosa da cambiare”. Io stesso, sulla mia prima Ibanez, ho messo subito un set di DiMarzio.
Ponte fisso: amore o odio: Per chi cerca stabilità e semplicità, il ponte F106 è un plus. Zero problemi di accordatura, zero sbattimenti con il setup. Per chi invece è abituato ai dive bomb e ai vibrati estremi, l’assenza di un tremolo può essere un limite. Ma per molti, specialmente chi si approccia al prog, un ponte fisso è una benedizione.
Rapporto qualità-prezzo: Il punto forte. La gente è sorpresa di quanto si ottenga per la cifra spesa. È vista come una chitarra da battaglia, affidabile, che ti permette di concentrarti sulla tecnica senza preoccuparti troppo dello strumento.

Pro e Contro della Ibanez RG421EX in relazione al prezzo

Mettiamo in chiaro le cose, senza troppi giri di parole.

PRO:

  • Manico Wizard III: Semplicemente eccezionale per la velocità e la comodità. Se vi piacciono i manici sottili, questo è un vero punto a favore e non lo trovate facilmente a questo prezzo.
  • Costruzione solida: La liuteria è ben fatta, i materiali sono onesti e il corpo in meranti offre un buon bilanciamento tonale. È una chitarra robusta.
  • Stabilità dell’accordatura: Il ponte fisso F106 e le meccaniche decenti (anche se non bloccanti) garantiscono una buona tenuta. Potete menare le mani senza che si scordi ogni tre per due.
  • Versatilità elettronica: Il selettore a 5 vie offre un buon range di suoni, dai puliti agli high gain, anche con i pickup di serie. È una buona base per esplorare.
  • Prezzo accessibile: Per quello che offre, il costo è davvero competitivo. È un investimento intelligente per chi cerca una chitarra performante senza spendere una fortuna.
  • Ottima base per upgrade: Se siete come me, che vi piace smanettare, questa chitarra è perfetta. Un cambio pickup, magari delle meccaniche bloccanti, e avrete uno strumento che suona e si sente molto più costoso.

CONTRO:

  • Pickup Quantum: Sono il tallone d’Achille. Se cercate timbriche estremamente definite, potenti o con un carattere specifico per il prog metal moderno, probabilmente sentirete il bisogno di cambiarli presto. Non sono un disastro, ma non eccellono.
  • Assenza di tremolo: Se il vostro stile prevede l’uso massiccio di un vibrato tipo Floyd Rose, questa chitarra non fa per voi. Il ponte fisso è un pregio per la stabilità, ma un limite per chi vuole il tremolo.
  • Meccaniche standard: Funzionano, ma le locking tuners sarebbero un bel passo avanti per la stabilità e la velocità nel cambio corde. È un upgrade che consiglio caldamente.
  • Finitura opaca: Sebbene sia resistente e bella, le finiture satinate tendono a “lucidarsi” nelle zone di maggiore contatto (sotto il braccio, dove poggia la mano) con l’uso intenso. È solo un fattore estetico, ma a qualcuno può dare fastidio.

Per chi è adatta la Ibanez RG421EX? Chi dovrebbe evitarla?

Facciamo un riassunto per capire se questo strumento fa al caso vostro.

Questa chitarra è perfetta per:

  • Il chitarrista prog che vuole iniziare (o fare un upgrade) con un budget limitato. Vi offre un ottimo punto di partenza senza spendere una fortuna.
  • Chi cerca un manico veloce e confortevole. Se amate i profili sottili, questa è la vostra arma.
  • Il DIYer e l’hobbista che ama personalizzare. È una tela bianca eccellente per sperimentare con pickup diversi, cablaggi custom o altre modifiche. Se vi piace mettere le mani in pasta, qui vi divertirete.
  • Chi preferisce la stabilità di un ponte fisso. Nessuno stress con l’accordatura e il setup.
  • Chi suona generi che richiedono versatilità sonora, ma non necessariamente il “top” del timbro out-of-the-box. Dal rock al metal, passando per fusion e progressive.

Meglio evitarla se:

  • Cercate il suono definitivo “plug-and-play” senza modifiche. I pickup di serie potrebbero deludervi se avete già un orecchio allenato a pickup più blasonati.
  • Non potete fare a meno di un tremolo tipo Floyd Rose. Non c’è e non si può aggiungere facilmente.
  • Avete mani molto grandi e preferite manici più cicciotti. Il Wizard III è sottile, potrebbe non essere per tutti.
  • Volete legni super pregiati o finiture lucide e brillanti. Questa è una chitarra da battaglia, non un gioiello da esporre (anche se è comunque bella nel suo genere).

Alternative da tenere d’occhio

Se la Ibanez RG421EX non vi convince del tutto, o volete esplorare altre opzioni nella stessa fascia di prezzo (o poco più su), ecco qualche alternativa che ho visto spesso raccomandata e che per esperienza personale o di amici sono valide.
Schecter Omen Extreme 6: Spesso dotata di pickup Schecter Diamond Plus (simili ai Quantum, ma con un loro carattere), top in acero figurato, e un manico leggermente più spesso dell’Ibanez ma comunque comodo. Ha un ponte fisso o un tremolo Floyd Rose Special, a seconda del modello. Ottimo rapporto qualità-prezzo, un look più aggressivo.
Jackson Dinky (JS32 DKA, o JS32Q DKA): Anche qui, manici veloci, 24 tasti, humbucker di serie (spesso Jackson High-Output) e spesso un Floyd Rose Licensed. Sono chitarre molto aggressive, orientate al metal, ma con un’ottima base per il prog. I pickup qui sono decisamente più orientati all’high gain.
Cort X300 o X500: Cort ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. Offrono modelli con pickup di marca (es. Duncan Designed o EMG) e hardware di qualità (es. ponti Floyd Rose Special) a prezzi incredibili. Le X300 e X500 sono molto popolari per il loro rapporto qualità-prezzo e le performance.
Charvel Pro-Mod San Dimas/So-Cal (usata): Se riuscite a trovarne una usata a buon prezzo, le Charvel sono fantastiche. Manici spettacolari, humbucker Seymour Duncan di serie e ponti Floyd Rose di qualità. Potrebbe essere un po’ fuori budget per l’acquisto nuovo, ma l’usato è una risorsa preziosa.

Ricordatevi che ogni chitarra, anche la più economica, può essere migliorata. Un buon setup, corde fresche e un po’ di attenzione ai dettagli possono fare miracoli.

Consiglio finale: prova, sbaglia, impara

Alla fine, la miglior chitarra prog per voi sarà quella che vi ispira a suonare di più. Non c’è una risposta univoca. La mia esperienza mi ha insegnato che è meglio partire da una base solida, come la Ibanez RG421EX, e poi, man mano che affinate il vostro orecchio e il vostro stile, investire in upgrade mirati. Non abbiate paura di sporcarvi le mani. Cambiare i pickup, regolare l’action, magari anche fare un refret più avanti… sono tutte esperienze che vi faranno capire meglio il vostro strumento. E se ci sono riuscito io, che ho combinato un sacco di pasticci prima di azzeccarci, potete farcela anche voi.

Il prog è un viaggio musicale, non una destinazione. E la vostra chitarra dovrebbe essere la compagna perfetta per quel viaggio, adattandosi e crescendo con voi. Quindi, scegliete con la testa, ma anche un po’ con il cuore. E poi, suonate, suonate, suonate.

Domande frequenti sulla chitarra prog

Qualche pensiero extra, perché so che le domande non finiscono mai.

Devo per forza avere una 7 o 8 corde per suonare prog?

Assolutamente no! Moltissimo prog è stato scritto e suonato con chitarre a 6 corde standard. Certo, le 7 o 8 corde aprono nuove possibilità timbriche e di range, specialmente nel djent o nel prog metal più moderno. Ma non sono un requisito. Se non le avete mai provate, iniziate con una buona 6 corde e poi, se sentite il bisogno di quelle note basse extra, potrete sempre esplorare. Io stesso sono tornato alla 6 corde dopo un periodo con una 7 corde, perché per il mio stile era più comoda.

I pickup attivi (EMG, Fishman Fluence) sono migliori per il prog?

Non c’è un “migliore” assoluto. I pickup attivi sono molto popolari nel prog metal per il loro output elevato, la compressione naturale e la chiarezza anche con gain estremi. Sono ideali per suoni super definiti e aggressivi. Tuttavia, i pickup passivi di qualità (es. DiMarzio, Seymour Duncan, Bare Knuckle) offrono una dinamica e una risposta al tocco che molti preferiscono. Sono più “organici” e reattivi. Dipende dal suono che cercate. Molti modelli moderni di pickup passivi riescono a essere estremamente incisivi e definiti, non fatevi ingannare dai vecchi stereotipi.

È vero che il legno del body non fa differenza?

Questa è una discussione infinita e molto accesa nei forum! La mia opinione, basata su anni di prove e modifiche: sì, il legno fa differenza, ma non è il fattore
primario* come molti credono. L’elettronica (pickup, potenziometri, cablaggio), il manico, il ponte e la scala hanno un impatto molto più evidente sul suono finale. Il legno del body contribuisce al sustain, alla risonanza e al carattere generale, ma in modo più sottile. Non fissatevi troppo sul legno, a meno che non siate a livelli di liuteria boutique. Un body in meranti ben fatto è più che sufficiente per la maggior parte dei chitarristi.

Quanto è importante un buon setup?

Fondamentale. Un buon setup può trasformare una chitarra economica in uno strumento piacevole da suonare, mentre un setup scadente può rendere insopportabile anche una chitarra di fascia alta. Regolazione del truss rod, altezza delle corde, intonazione, altezza pickup… sono tutti elementi cruciali. Se non sapete come fare, portatela da un buon liutaio (o imparate, ci sono mille guide online, e vi assicuro che è una soddisfazione immensa fare il setup da soli!). Un buon setup è la base per la suonabilità e l’intonazione, e non costa nulla se lo fai da te. Questo l’ho scoperto dopo aver speso soldi inutilmente per far regolare chitarre che avrei potuto sistemare in 10 minuti.

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