Guitar Frets: A Guide to the Best Materials
Quante volte ti è capitato di imbracciare una chitarra, magari un bel progetto DIY che ti ha preso notti intere, e di sentire che qualcosa non quadrava sotto le dita? Quel suono un po’ spento, quella fatica a fare un bending pulito, o peggio, quel fastidioso buzz che ti rovina l’assolo. Spesso, la colpa non è solo del setup, ma di quei piccoli, ma fondamentali, pezzi di metallo che chiamiamo tasti.Sì, proprio loro. I tasti della chitarra sono gli eroi silenziosi della suonabilità, e la loro scelta non è affatto un dettaglio. Ricordo la mia prima Strat replica, un body in ontano comprato online e un manico preso al mercatino. Ero tutto concentrato sui pickup, sul ponte, sui potenziometri… e i tasti? Boh, quelli che c’erano. Errore da principiante, lo so.
Quando ho iniziato a capire l’impatto del materiale e della dimensione dei fret sulla resa finale, è stato un po’ come scoprire un nuovo mondo. Sembra un’operazione da chirurgo, lo so, ritastare un manico. Ma ti assicuro che non è così impossibile come sembra, se sai cosa stai facendo e soprattutto, quali materiali scegliere. E se ci sono riuscito io, con i miei attrezzi da garage e un sacco di pazienza, puoi farcela anche tu.
In questa guida, voglio farti fare chiarezza tra i vari tipi di materiali per i tasti disponibili sul mercato, analizzando pro e contro di ciascuno, e soprattutto, raccontandoti la mia esperienza pratica. Vedremo come la scelta giusta possa fare la differenza tra una chitarra “decente” e una che ti invoglia a suonare per ore.
Perché i Tasti Contano Più di Quanto Pensi
When talking about migliori tasti per chitarra, la prima cosa da considerare è il materiale. Ogni opzione ha le sue peculiarità, e la scelta dipende molto dal tuo stile, dalle tue aspettative e, diciamocelo, anche dal tuo budget e dalla tua voglia di armeggiare con attrezzi specifici.
1. Nickel-Silver (Alpacca)
Questo è il materiale più tradizionale e diffuso. Nonostante il nome, non contiene argento, ma è una lega di rame, nichel e zinco. La percentuale di nichel è quella che ne determina la durezza; di solito si usa un 18% per i tasti. Pros: Facilità di lavorazione: È relativamente morbido. Questo significa che è più facile da tagliare, livellare e coronare. Per chi è alle prime armi con il ritastaggio, è un ottimo punto di partenza perché perdona qualche piccola imprecisione.Costo contenuto: È l’opzione più economica sul mercato. Se stai costruendo una chitarra con un budget limitato o vuoi fare pratica, è la scelta ideale.
Feeling tradizionale: Molti chitarristi amano il feeling dell’alpacca, la sua capacità di “grippare” le corde in un certo modo. È il suono e la sensazione che abbiamo associato alle chitarre per decenni. Against: Usura rapida: Essendo più morbido, si consuma più velocemente, specialmente se suoni molto o usi corde dure. Solchi e appiattimenti possono comparire dopo qualche anno di uso intenso, richiedendo livellature e coronature più frequenti.
Suono “standard”: Non aggiunge particolari brillanti o peculiarità timbriche che altri materiali possono offrire. La mia esperienza con l’alpacca:
La mia prima Strat replica l’avevo fatta con questi. Ho comprato un set di tasti Dunlop 6105 (Medium Jumbo) in alpacca e mi sono buttato. Ho sbagliato a tagliare un paio di pezzi, ho faticato un po’ con la coronatura, ma alla fine il risultato era dignitoso. Quello che ho imparato è che sono ottimi per imparare a lavorare, perdonano qualche errore di mano e non ti fanno sentire in colpa se ne rovini qualcuno. Per un progetto DIY entry-level, sono ancora la mia scelta preferita.
2. Stainless Steel (Acciaio Inossidabile)
Questo è il materiale che ha guadagnato popolarità negli ultimi anni, soprattutto tra i chitarristi moderni e quelli che cercano la massima durata. Pros: Durata estrema: L’acciaio inossidabile è incredibilmente resistente all’usura. Praticamente indistruttibile. Solchi e appiattimenti sono un ricordo lontano, anche con anni di uso intenso. Addio livellature frequenti!Scorrevolezza: La superficie è molto liscia, il che permette alle corde di scivolare con una fluidità incredibile. Bending e vibrato diventano un gioco da ragazzi.
Suono brillante: Molti sostengono che l’acciaio inossidabile conferisca un suono più brillante e definito alla chitarra. Against: Difficoltà di lavorazione: Questo è il vero tallone d’Achille. L’acciaio è molto duro. Richiede attrezzi specifici e di alta qualità (lime al diamante, tronchesi robuste) che si usurano comunque più velocemente. Se non hai l’attrezzatura giusta, rischi di fare un pasticcio o di rompere i tuoi attrezzi.
Costo più elevato: I tasti in acciaio inossidabile sono più costosi di quelli in alpacca, e così anche gli attrezzi necessari per lavorarli.
Feeling “freddo”: Alcuni chitarristi trovano il feeling sotto le dita un po’ troppo “liscio” o “freddo”, preferendo la maggiore aderenza del nickel-silver. La mia esperienza con l’acciaio:
Quando ho provato i primi tasti in acciaio su una chitarra che avevo ritastato per un amico, mi è sembrato di volare. La scorrevolezza è qualcosa di incredibile. Però, ho anche consumato una lima in un pomeriggio e ho capito che le mie vecchie tronchesi non erano adatte. Ho dovuto investire in attrezzi specifici. Se hai già esperienza con il ritastaggio e vuoi un upgrade definitivo per una chitarra che usi tantissimo, l’acciaio è una bomba. Ma preparati a faticare e a spendere un po’ di più per gli attrezzi.
3. EVO Gold (EVOgold)
Questo è un materiale relativamente nuovo, un’alternativa interessante che si posiziona a metà strada tra l’alpacca e l’acciaio inossidabile. È una lega di rame, ferro e titanio, sviluppata da Jescar, un nome di riferimento nel settore. Pros: Durata intermedia: Offre una durata decisamente superiore al nickel-silver, ma senza la durezza estrema e le difficoltà di lavorazione dell’acciaio inossidabile. Un ottimo compromesso.Aesthetics: Ha una caratteristica colorazione dorata che può dare un tocco estetico unico alla tua chitarra. Su manici in acero con finitura ambrata, fa la sua bella figura.
Lavorabilità migliorata: Pur essendo più duro dell’alpacca, è più semplice da lavorare rispetto all’acciaio. Non richiede attrezzi specifici al diamante, anche se lime di buona qualità sono comunque consigliate.
Suono bilanciato: Molti lo descrivono come un materiale che mantiene il calore del nickel-silver aggiungendo un pizzico di brillantezza e sustain. Against: Cost: È più costoso del nickel-silver, ma generalmente meno dell’acciaio inossidabile.
Estetica non per tutti: Il colore dorato potrebbe non piacere a tutti o non abbinarsi a tutti i progetti. La mia esperienza con l’EVO Gold:
L’ho usato su un paio di restore, per dare un tocco diverso a chitarre un po’ anonime. Esteticamente è molto bello, e devo dire che il feeling è ottimo. Un buon compromesso tra durata e lavorabilità. Se cerchi qualcosa di più resistente dell’alpacca ma non vuoi affrontare le rogne dell’acciaio, o se l’estetica dorata ti stuzzica, l’EVO Gold è una scelta eccellente. Non è un materiale che trovi in ogni negozio, ma vale la pena cercarlo. Jescar è uno dei produttori leader di fili per tasti, e la loro gamma EVO Gold è un ottimo esempio di innovazione nel settore. Ti consiglio di dare un’occhiata alle loro specifiche per farti un’idea più precisa.
Riepilogo Veloce Materiali Tasti
- Nickel-Silver (Alpacca): Tradizionale, facile da lavorare, economico. Si usura più in fretta.
- Stainless Steel (Acciaio Inossibile): Durata estrema, scorrevolezza top. Duro da lavorare, costoso.
- EVO Gold: Ottimo compromesso durata/lavorabilità, estetica dorata. Costo intermedio.
Dimensioni dei Tasti: Non è Solo Questione di Gusti
Oltre al materiale, la dimensione del filo per tasti è un altro fattore cruciale che influenza direttamente la suonabilità della tua chitarra. Non si tratta solo di preferenze personali, ma di come il tuo stile di suonata interagisce con l’altezza e la larghezza del tasto.Le dimensioni sono solitamente espresse in millimetri o in pollici, indicando altezza e larghezza della corona (la parte superiore del tasto). I produttori come Dunlop o Jescar hanno le loro numerazioni, ma si riconducono a tre categorie principali.
1. Vintage (Small/Narrow)
Questi sono i tasti più piccoli, tipici delle chitarre Fender e Gibson degli anni ’50 e ’60. Sono sottili e relativamente bassi. Pros: Accurate intonation: Essendo bassi, il tuo dito appoggia facilmente sulla tastiera, permettendo un controllo molto fine dell’intonazione.Feeling “old school”: Se stai restaurando una chitarra vintage o cerchi un feeling autentico, questi sono i tasti giusti.
Migliore aderenza: Alcuni chitarristi preferiscono la sensazione di maggiore contatto con il legno della tastiera. Against: Difficili da bendare: La superficie ridotta rende i bending più faticosi e meno fluidi, richiedendo più pressione.
Si consumano in fretta: Essendo più bassi, si livellano meno volte e si usurano più velocemente, specialmente se suoni con molta forza.
Fatigue alle dita: Per chi non è abituato, possono causare una maggiore fatica alle dita. Il mio pensiero sui tasti Vintage:
Se rifai una vecchia Telecaster o una Strat pre-CBS, ci stanno benissimo. Ma per suonare roba moderna, con bending estremi e vibrati ampi, ti stancano le dita in fretta. Li ho provati su una Squier Classic Vibe 50s e, sebbene il feeling fosse autentico, non erano per me.
2. Medium Jumbo
Questa è la dimensione più versatile e diffusa sulle chitarre moderne. Un ottimo compromesso tra i tasti vintage e i jumbo. Pros: Versatility: Si adattano a quasi tutti gli stili musicali e di suonata.Equilibrio: Offrono un buon equilibrio tra facilità di bending e controllo dell’intonazione. La corda scorre bene, ma hai comunque un buon feedback dalla tastiera.
Standard: Molte chitarre di fabbrica montano tasti in questa dimensione (es. Dunlop 6105 o 6150). Against: Nessuno particolare, è lo standard per una ragione. Se cerchi un’opzione sicura, questa è la tua scelta. La mia esperienza con i Medium Jumbo:
Per una chitarra che deve fare tutto – dal blues al rock, passando per il pop – è la mia scelta sicura. Non sbagli mai. Li ho usati su un sacco di progetti, sia rebuild che nuove costruzioni. Ti danno quel comfort che ti permette di suonare a lungo senza affaticarti troppo, ma senza perdere la sensazione di controllo.
3. Jumbo
Questi sono i tasti più grandi, larghi e alti. Molto popolari tra i chitarristi metal, shred e in generale chi cerca la massima velocità e facilità di bending. Pros: Bending facilissimo: La loro altezza fa sì che le corde non tocchino quasi mai la tastiera, riducendo l’attrito e rendendo i bending fluidi e senza sforzo.Speed: Permettono una maggiore velocità di esecuzione, in quanto le dita non devono premere fino al legno.
Durata percepita: Essendo più alti, possono essere livellati più volte prima di dover essere sostituiti. Against: Intonazione meno precisa: Se premi troppo forte, puoi facilmente “strangolare” la nota, rendendo l’intonazione meno precisa. Richiedono un tocco leggero e controllato.
Feeling “strano”: Per alcuni, suonare su tasti jumbo può dare la sensazione di suonare su dei binari, senza il feedback della tastiera.
Difficoltà per gli accordi: Accordi complessi o con voicing particolari possono risultare più difficili da eseguire con precisione. Il mio pensiero sui tasti Jumbo:
Ho un paio di chitarre con i jumbo, soprattutto quelle dedicate alle shreddate o ai riff più aggressivi. Ci vuole un po’ per abituarsi, all’inizio sembra davvero di suonare su dei binari, ma una volta che ci prendi la mano, la velocità e la facilità di bending sono impareggiabili. Se sei un chitarrista che ama spingere al massimo sulla tecnica, potresti trovarli molto interessanti. Modifying a guitar non significa solo cambiare pickup o ponte, ma anche osare con la componentistica più “strutturale”, come i tasti. Capire queste differenze è il primo passo per personalizzare davvero il tuo strumento.
Riepilogo Veloce Dimensioni Tasti
- Vintage (Small): Sottili e bassi. Per intonazione precisa e feeling tradizionale. Bending difficili.
- Medium Jumbo: Versatile, equilibrato. Lo standard per molti stili.
- Jumbo: Larghi e alti. Per bending facili e velocità. Richiede tocco leggero.
Scegliere i Tasti Giusti per il Tuo Progetto: Una Checklist Ragionata
Ok, ora che abbiamo sviscerato i materiali e le dimensioni, come si fa a mettere tutto insieme e scegliere l’opzione migliore per la tua chitarra? Non c’è una risposta universale, ma una serie di domande che ti possono guidare.Ecco la mia checklist, quella che uso ogni volta che mi trovo davanti a un nuovo progetto di ritastaggio o di costruzione:
- Che tipo di musica suoni?
- Blues, Jazz, Rock Classico (Vintage): Probabilmente ti troverai bene con tasti in Nickel-Silver, magari di dimensione Vintage or Medium Jumbo. Cercano il feeling tradizionale, un po’ di “grip” sotto le dita.
- Hard Rock, Metal, Shred (Moderno): Qui la durata e la scorrevolezza sono regine. I tasti in Stainless Steel sono quasi d’obbligo, spesso in formato Jumbo or Medium Jumbo. La velocità è fondamentale.
- Pop, Funk, Country (Versatile): Per chi spazia tra i generi, un buon compromesso è l’EVO Gold or the Nickel-Silver di buona qualità, con dimensioni Medium Jumbo. Non ti stanchi e hai un buon equilibrio.
- Qual è il tuo stile di suonata?
- Tocco leggero, poca pressione: Puoi permetterti tasti più piccoli o meno resistenti.
- Tocco pesante, molti bending e vibrati: Hai bisogno di tasti resistenti (Stainless Steel o EVO Gold) e che permettano alla corda di scorrere (Jumbo o Medium Jumbo). Ricordo quando ho provato a fare un bending di un tono e mezzo su una vecchia chitarra con tasti vintage usurati… un disastro, mi sono sbucciato il polpastrello!
- Qual è il tuo budget?
- Basso budget: Nickel-Silver è la scelta più economica. Ti permette di fare esperienza senza svenarti.
- Budget medio: EVO Gold è un’ottima via di mezzo, sia per il materiale che per gli attrezzi.
- Alto budget: Stainless Steel è l’investimento più grande, ma ti ripaga in durata e prestazioni.
- Quanto è importante la durata per te?
- Massima durata, zero manutenzione: Stainless Steel. Non ci sono paragoni.
- Buona durata, meno manutenzione del tradizionale: EVO Gold.
- Durata standard, pronto a livellare ogni tanto: Nickel-Silver.
- L’estetica conta?
- Se vuoi un tocco di classe o un look vintage, l’EVO Gold con la sua colorazione dorata è un’opzione da considerare. Altrimenti, i colori “argento” di Nickel-Silver e Stainless Steel sono lo standard.
- Che attrezzi hai a disposizione (o sei disposto a comprare)?
- Questo è un punto cruciale per l’hobbista. Se non hai lime specifiche e tronchesi robuste, lavorare l’Acciaio Inossidabile sarà un incubo. Potrebbe essere un deterrente, o un incentivo a investire in attrezzi migliori. Ricordo quando ho provato a tagliare i tasti in acciaio con le mie vecchie tronchesi da elettronica… una pessima idea, le ho rovinate irrimediabilmente.
Consigli Pratici per l’Installazione e la Manutenzione
La scelta dei migliori tasti per chitarra è solo metà dell’opera. L’altra metà è l’installazione e la successiva manutenzione. Anche i tasti più costosi e performanti possono suonare male se non sono installati correttamente.1. Preparazione della Tastiera
Rimuovere i vecchi tasti: Fallo con attenzione, scaldando se necessario per ammorbidire la colla e tirando delicatamente con delle tronchesi apposite per evitare di scheggiare il legno della tastiera.Pulizia e livellamento del legno: Una volta rimossi i tasti, la tastiera potrebbe avere delle piccole imperfezioni o essere leggermente storta. Livellala con un blocco radiale e carta vetrata di grana fine. Questo è fondamentale per una buona base.
Controllo del raggio: Assicurati che il raggio della tastiera sia quello corretto (es. 9.5″, 12″, 16″). I nuovi tasti devono avere lo stesso raggio, o uno leggermente più stretto per “abbracciare” meglio la tastiera.
2. Installazione dei Nuovi Tasti
Taglio e pre-bending: Taglia i nuovi fili un po’ più lunghi del necessario e, se non sono già pre-raggati, dagli una leggera curva per farli combaciare con il raggio della tastiera. Questo aiuta a farli aderire meglio.Cleaning the slots: Assicurati che gli slot dei tasti siano puliti e privi di residui di colla o legno. Un piccolo seghetto per tasti può aiutare a pulirli e ad allargarli leggermente se necessario.
Pressing o martellamento: Pressing: Io preferisco pressare i tasti con una pressa da liutaio. Mi dà un controllo maggiore sulla pressione e riduce il rischio di danneggiare il manico. È più lento, ma più preciso.
Martellamento: Se non hai una pressa, un buon martello da liutaio (con testa in plastica o nylon) può fare il suo dovere. Devi essere deciso ma delicato, e assicurarti che il tasto entri dritto e completamente.
Gluing (optional): Alcuni liutai usano una piccola goccia di cianoacrilato (Attack) negli slot per fissare i tasti. Io lo faccio solo se lo slot è un po’ largo o se voglio la massima stabilità. L’importante è non esagerare.
3. Livellamento, Coronatura e Lucidatura
Leveling: Questa è la fase più critica. Con un blocco livellatore e carta vetrata (dalla 220 alla 400), livella tutti i tasti in modo che siano perfettamente alla stessa altezza. Usa un pennarello sui tasti per vedere dove stai togliendo materiale.Crowning: Dopo il livellamento, i tasti saranno piatti sulla cima. Devi ridare loro la forma a “corona” (arrotondata) con una lima per coronatura. Questo è essenziale per l’intonazione e la suonabilità. Un tasto piatto produce un suono spento.
Polishing: Infine, lucida i tasti con carta vetrata a grana sempre più fine (dalla 600 alla 2000 o 3000) e poi con un composto lucidante. Devono essere a specchio per una scorrevolezza perfetta.
Common Mistakes to Avoid
Non controllare il raggio: Montare tasti con un raggio diverso da quello della tastiera è una ricetta per il disastro.*Non preparare bene gli


