Standard single coil: how to wire it correctly
Ok, gente. Parliamoci chiaro. Il single coil standard: come cablarlo correttamente, non è una roba da ingegneri aerospaziali. È una questione di capire due o tre concetti base, avere un po’ di pazienza e non aver paura di sbagliare. Perché sì, sbaglierai. Anch’io ho sbagliato, e pure tante volte. Ma è così che si impara.
Vi ricordate la prima volta che avete preso in mano un saldatore? Io sì. Sembrava uno strumento di tortura medievale. Poi ho capito che è solo un “ferro caldo” che serve a unire fili. E il bello è che, se sbagli, stacchi e rifai. Non crolla il mondo. Quindi, mettiamo via le ansie e rimbocchiamoci le maniche. Oggi vi spiego come far suonare quel pickup singolo come si deve.
Quel ronzio familiare: cos’è un single coil e perché suona così
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In this gallery: es339, wiring, jacks and electronics.
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Partiamo dalle basi, perché capire il “perché” aiuta un sacco a non fare pasticci con il “come”. Un single coil è, come dice il nome, una singola bobina di filo avvolta attorno a dei magneti. Semplice, no? La magia sta qui: quando le corde della chitarra vibrano, interrompono il campo magnetico creato da questi magneti. Questa interruzione genera una minuscola corrente elettrica nella bobina. Quella corrente, amplificata, è il suono della vostra chitarra.
Il suono tipico di un pickup a bobina singola è brillante, cristallino, con un attacco preciso. Pensate a un suono Stratocaster o Telecaster: quel “twang” inconfondibile, quella chiarezza che buca il mix. È il DNA del rock and roll, del blues, del country. È un suono che amo, anche con i suoi difetti.
Il difetto principale, lo sapete tutti, è il ronzio. Il famoso “hum”. Perché? Perché un pickup singolo è, in pratica, un’antenna molto efficiente. Cattura interferenze elettromagnetiche da tutto quello che lo circonda: luci, monitor, alimentatori, persino il vostro cellulare. Non è un difetto di fabbricazione, è proprio la sua natura. Se non fosse così sensibile, non raccoglierebbe nemmeno il segnale delle corde.
Per anni ho cercato di eliminare del tutto quel ronzio. Ho schermato cavità, usato cavi di ogni tipo, persino cambiato l’orientamento della chitarra sul palco. Poi ho capito che fa parte del gioco. O lo accetti come parte del carattere del suono, o passi a un humbucker (che, come dice il nome, “cancella il ronzio”). Ma oggi parliamo di single coil, e del suo fascino un po’ “rumoroso”. Quindi, se sentite un po’ di hum, non disperatevi subito, potrebbe essere normale. L’importante è che non sia un ronzio esagerato o un fischio assordante. Quelli, sì, sono problemi da risolvere.
Capito il principio? Bene. Ora vediamo cosa ci serve per far suonare il nostro pickup nel circuito della chitarra.
Gli ingredienti per un cablaggio a regola d’arte: cosa ti serve
Prima di iniziare a saldare come pazzi, facciamo l’inventario. Non serve avere un laboratorio spaziale, ma un minimo di attrezzatura è fondamentale. Ho iniziato con un saldatore da pochi euro e lo stagno del ferramenta, e vi assicuro che si può fare. Ma avere gli strumenti giusti, anche se economici, rende tutto più facile e meno frustrante.
Attrezzi indispensabili (e qualche consiglio da chi li ha usati)
Soldering iron: Non serve una stazione da 200 euro. Un saldatore da 30-40W con punta fine va benissimo. Assicuratevi che sia a temperatura controllata o almeno che abbia una buona punta conica o a scalpello. La punta deve essere sempre pulita e “stagnata” (coperta da un sottile strato di stagno). Questo è cruciale per saldature pulite. Ho bruciato più di un potenziometro con un saldatore troppo freddo che doveva stare appoggiato troppo a lungo sul componente.
Pond: Usate stagno con flussante. Quello al 60/40 (stagno/piombo) è il più facile da usare per i principianti. Ora si trova anche senza piombo, ma è un po’ più ostico da lavorare. Il diametro? 0.8mm o 1mm è perfetto per l’elettronica delle chitarre.
Wire stripper: Non usate i denti, per favore. Un buon spellafili vi salva tempo e nervi. Quelli automatici sono una manna dal cielo, ma anche un modello manuale economico fa il suo dovere. L’importante è che non tagliate i fili di rame mentre spellate l’isolante.
Fine-nose pliers: Per tenere i fili, piegare i terminali, recuperare viti cadute. Indispensabili.
Screwdrivers: A taglio e a croce, di varie misure. Per le viti del pickup, del battipenna, del jack.
Tester (multimetro): Non serve un modello da laboratorio, un tester digitale da 15-20 euro è sufficiente. Vi servirà per controllare continuità, resistenza e per diagnosticare problemi. È il vostro migliore amico quando qualcosa non suona.
Electrical tape or heat shrink tubing: Per isolare connessioni e prevenire cortocircuiti. La guaina termorestringente è più pulita e professionale, ma il nastro funziona benissimo.
Goggles: Una scheggia di stagno fuso o una punta di filo che salta via non è divertente. Prevenire è meglio che curare.
Spugnetta per saldatore (o lana metallica): Per pulire la punta del saldatore. Fondamentale per saldature pulite.
Componenti elettrici (e il loro ruolo nel suono)
Ora che abbiamo gli attrezzi, vediamo cosa andremo a collegare.
Pickup singolo (single coil): Ovviamente! È lui il protagonista. Di solito ha due fili: uno “hot” (segnale) e uno “ground” (massa). A volte ce
‘è anche uno di schermatura della bobina, che va sempre a massa. I colori variano tra i produttori (nero/bianco per Fender, nero/giallo per Gibson P90, ecc.), quindi controllate sempre lo schema specifico del vostro pickup. Un buon punto di partenza è consultare gli schemi di cablaggio Seymour Duncan, sono una risorsa fantastica per quasi tutti i marchi.
Potentiometers (pots): Sono le manopole del volume e del tono. Sono delle resistenze variabili.
Volume: Controlla l’ampiezza del segnale. Per i single coil, si usano quasi sempre potenziometri da 250kΩ (kilo-Ohm). Perché 250kΩ? Perché un valore più alto (tipo 500kΩ) lascerebbe passare più alte frequenze, rendendo il suono troppo “brillante” o “stridente” con i single coil. Un valore più basso lo renderebbe più scuro.
Tone: Lavora in combinazione con un condensatore per tagliare le alte frequenze. Anche qui, 250kΩ è lo standard.
Tipo di pot: Esistono potenziometri lineari (B taper) e logaritmici (A taper o audio taper). Per il volume, i logaritmici sono preferibili perché l’orecchio umano percepisce il volume in modo logaritmico. Per il tono, entrambi possono funzionare, ma i logaritmici danno una progressione più graduale.
Condensatore (capacitor): Questo piccolo componente è il segreto del controllo del tono. Quando girate la manopola del tono, state variando la resistenza che il segnale incontra prima di arrivare al condensatore. Il condensatore, in pratica, “scarica a massa” le alte frequenze.
Per i single coil, i valori più comuni sono .022uF (microFarad) o .047uF. Un .022uF taglierà meno alte frequenze, lasciando un suono più aperto anche a tono zero. Un .047uF taglierà di più, dando un suono più scuro e “jazz”. Sperimentate! Io ho passato anni a provare condensatori diversi, e la differenza si sente.
Tipo di condensatore: Ceramici, poliestere, carta e olio… ci sono mille teorie sui “toni” dei condensatori. Per iniziare, un buon condensatore in poliestere (come un “Orange Drop”) è un ottimo compromesso tra costo e qualità. I ceramici a disco sono economici ma a volte meno precisi.
Switch (se hai più pickup): Se stai cablando una Stratocaster o una Telecaster, avrai uno switch per selezionare i pickup. Questi switch sono il cuore della versatilità sonora. Per una Strat, di solito è a 5 posizioni; per una Tele, a 3 posizioni. Ogni posizione collega un pickup o una combinazione di pickup all’uscita.
Output jack: È dove colleghi il cavo all’amplificatore. Ha due terminali: uno per il segnale “tip” e uno per la massa “sleeve”. Un jack di buona qualità previene rumori e interruzioni.
Cables: Usate cavi schermati per le connessioni lunghe o sensibili (ad esempio, dal jack al circuito principale, o tra switch e pot). Per le connessioni più corte all’interno del circuito (tra pot e pot, o pickup e pot) vanno bene anche cavi singoli non schermati, ma assicurati che siano di buona qualità e ben isolati.
Con tutti questi “ingredienti” sul tavolo, possiamo iniziare a capire come si collegano tra loro.
Lo schema elettrico non è il diavolo: capiamo le connessioni
Lo so, a molti lo schema elettrico fa paura. Sembra arabo, pieno di simboli strani e linee che vanno ovunque. Ma pensatelo come una mappa stradale. Se sapete dove volete andare e quali sono le strade principali, il resto viene da sé. Il nostro obiettivo è semplice: prendere il segnale dal pickup, farlo passare attraverso i controlli di volume e tono, e mandarlo fuori dal jack. Tutto questo, assicurandoci che la massa sia collegata ovunque per evitare il ronzio.
Il circuito base: un pickup, un volume, un tono, un jack
Immaginiamo di dover cablare un single coil su una chitarra con il setup più semplice possibile. Niente switch, niente altri pickup. Solo il nostro pickup singolo, un potenziometro del volume, uno del tono, un condensatore e il jack. Questo è il punto di partenza per capire il flusso del segnale.
1. Il pickup: Ha due fili. Uno è il “segnale caldo” (hot), l’altro è la “massa” (ground).
Il filo hot del pickup va collegato al terminale “input” del potenziometro del volume. Di solito è uno dei terminali laterali.
Il filo ground del pickup va collegato a un punto di massa comune. Questo è cruciale.
2. Il potenziometro del volume:
Il filo hot del pickup arriva al terminale di input (spesso quello più a sinistra, guardando il pot dal retro con i terminali verso l’alto).
Il terminale centrale (wiper) è il segnale in uscita che va verso il tono e poi al jack.
Il terminale rimanente (quello più a destra) viene solitamente piegato e saldato al corpo del potenziometro stesso, che è a massa. Questo crea un percorso di massa per il pot.
3. Il potenziometro del tono e il condensatore:
Il segnale in uscita dal potenziometro del volume (il filo dal terminale centrale) va all’input del potenziometro del tono (anche qui, spesso un terminale laterale).
Il condensatore è collegato tra il terminale centrale del pot del tono e la massa. Quando giri la manopola del tono, stai variando quanta resistenza c’è tra il segnale e il condensatore. Più resistenza, meno alte frequenze vengono “scaricate” a massa.
Il terminale rimanente del pot del tono va anch’esso a massa, solitamente saldato al corpo del pot.
4. Il jack di uscita:
Il segnale “caldo” finale (che viene dal terminale centrale del pot del volume, magari dopo essere passato per il tono) va collegato al “tip” del jack.
Tutti i punti di massa del circuito (corpi dei potenziometri, filo ground del pickup, un eventuale filo dal ponte della chitarra) si collegano insieme e poi vanno al “sleeve” del jack.
La massa è tutto: non sottovalutatela!
Ho imparato a mie spese quanto sia importante la massa. Se non è fatta bene, la vostra chitarra ronzerà come un alveare impazzito. La massa è il punto di riferimento a zero volt del vostro circuito. Tutti i componenti devono essere collegati alla massa per funzionare correttamente e per scaricare le interferenze.
Punti di massa comuni: I corpi dei potenziometri sono spesso usati come punti di massa. Saldate tutti i fili di massa lì.
Schermatura delle cavità: Se la cavità dei pickup e dell’elettronica è schermata con nastro di rame o vernice conduttiva, anche questa schermatura deve essere collegata alla massa. Questo crea una “gabbia di Faraday” che aiuta a ridurre le interferenze.
Massa del ponte: Un filo dal ponte della chitarra (che è a contatto con le corde) deve essere collegato alla massa del circuito. Questo è fondamentale per ridurre il rumore quando toccate le corde. Se non lo collegate, toccherete le corde e sentirete un ronzio fortissimo. È uno degli errori più comuni per chi cabla per la prima volta.
Il concetto chiave è che tutti i punti di massa devono essere collegati tra loro e poi al “sleeve” del jack. Questo crea un percorso comune per le interferenze indesiderate e un punto di riferimento stabile per il segnale.
Practical tip: Dopo aver saldato un punto di massa, usate il tester per verificare la continuità tra quel punto e il corpo di un altro potenziometro o il “sleeve” del jack. Se il tester suona, siete a posto. Se no, c’è una saldatura fredda o un filo staccato.
Le mani sul saldatore: la procedura passo-passo
Ok, la teoria l’abbiamo capita. Ora si passa all’azione. Non abbiate fretta. La fretta è nemica delle buone saldature. Ho imparato che è meglio fare una pausa di cinque minuti e tornare con la mente più lucida piuttosto che continuare a saldare quando si è frustrati.
Preparazione del campo di battaglia
1. Organizza lo spazio: Pulite il banco di lavoro. Avere tutto a portata di mano, ma non in mezzo, vi aiuterà.
2. Ispeziona i componenti: Controllate che i potenziometri, il condensatore e il jack siano nuovi e senza difetti.
3. Prepara i fili: Spellate circa 3-5mm di isolante da ogni filo che andrete a saldare. Per i fili del pickup, seguite le istruzioni del produttore.
4. Pre-tin the tips: È una buona pratica “stagnare” leggermente le punte dei fili prima di saldarli ai componenti. Immergete la punta spellata nel flussante (se lo usate, altrimenti lo stagno con flussante va bene) e poi toccatela brevemente con il saldatore e lo stagno. Il rame si impregnerà di stagno, rendendo la saldatura finale più facile e robusta.
5. Pre-stagna i terminali: Mettete un po’ di stagno anche sui terminali dei potenziometri o del jack dove andrete a saldare i fili. Questo aiuta a unire velocemente i due elementi.
La sequenza di saldatura (per un singolo pickup, volume, tono, jack)
Questa è una delle configurazioni più semplici e didattiche. Se capite questa, potete affrontare quasi tutto.
1. Monta i componenti: Inserisci i potenziometri e il jack nei buchi predisposti sul battipenna o nel body. Avvita i dadi per tenerli fermi. Monta anche il pickup singolo nella sua sede.
2. Connetti il pickup al pot del volume:
Prendi il filo “hot” del tuo pickup (solitamente nero o bianco, controlla lo schema del produttore!). Saldalo al terminale di input del potenziometro del volume. Questo è uno dei due terminali esterni. Io di solito lo metto a sinistra guardando il pot da dietro.
Prendi il filo “ground” del pickup (solitamente verde o non isolato). Saldalo al corpo del potenziometro del volume. Questo è il nostro primo punto di massa comune.
3. Cablaggio del potenziometro del volume:
Piega il terminale esterno del pot del volume (quello opposto a dove hai saldato il filo hot del pickup) e saldalo al corpo del pot. Questo lo mette a massa.
Il terminale centrale del pot del volume è l’uscita del segnale. Da qui uscirà il segnale controllato dal volume.
4. Cablaggio del potenziometro del tono e del condensatore:
Prendi un piccolo pezzo di cavo e salda un’estremità al terminale centrale del pot del volume. L’altra estremità la saldi a un terminale esterno del potenziometro del tono (l’input del tono).
Saldare il condensatore: un’estremità del condensatore va saldata al terminale centrale del potenziometro del tono. L’altra estremità del condensatore va saldata al corpo del potenziometro del tono (che è a massa).
Piega il terminale esterno rimanente del pot del tono e saldalo al corpo del pot. Anche questo pot è ora a massa.
5. Connessione delle masse:
Prendi un filo e saldalo tra il corpo del potenziometro del volume e il corpo del potenziometro del tono. Questo assicura che entrambi i pot siano sulla stessa massa.
Se hai la schermatura della cavità, salda un filo dalla schermatura a uno dei corpi dei pot.
Collega il filo di massa del ponte (quello che viene dal ponte della chitarra) a uno dei corpi dei pot.
6. Cablaggio del jack di uscita:
Prendi un filo e salda un’estremità al terminale centrale del potenziometro del volume (lo stesso punto da cui parte il filo per il tono, o puoi farlo partire da lì). Questo è il segnale “caldo” finale. L’altra estremità va saldata al terminale “tip” del jack di uscita.
Prendi un altro filo e salda un’estremità a uno dei corpi dei potenziometri (la massa comune). L’altra estremità va saldata al terminale “sleeve” del jack di uscita.
L’arte della saldatura: non serve essere un chirurgo
Non serve la mano ferma di un chirurgo, ma una buona saldatura è fondamentale.
Calore, non tempo: Scalda il componente e il filo at the same time per 2-3 secondi, poi applica lo stagno al giunto, non alla punta del saldatore. Lo stagno dovrebbe sciogliersi e fluire sul giunto, formando una piccola “montagnetta” lucida e liscia.
“Cold” welds: Se lo stagno è opaco, grumoso o forma una palla, è una saldatura fredda. Non conduce bene e si staccherà facilmente. Sciogliila e rifai.
Patience: Dopo aver saldato, non muovere il filo per qualche secondo, finché lo stagno non si è raffreddato e solidificato.
Cleaning: Pulisci la punta del saldatore spesso con la spugnetta umida o la lana metallica. Una punta pulita e stagnata è essenziale.
Checklist post-saldatura:
Controllo visivo: Ogni saldatura è lucida e ben fatta? Non ci sono fili scoperti che toccano altri componenti?
Controllo con il tester: Controlla la continuità tra i punti di massa. Controlla che non ci siano cortocircuiti tra il segnale caldo e la massa.
Prova sonora: Collega la chitarra all’amplificatore. Suona? Ci sono ronzii eccessivi? Le manopole del volume e del tono funzionano correttamente?
Quando le cose non vanno come dovrebbero: troubleshooting da garage
Anche i migliori sbagliano, e io sono la prova vivente. La prima volta che ho cablato una chitarra, non suonava. Silenzio tombale. Ho passato ore a controllare e ricontrollare. Poi ho scoperto che avevo saldato il filo hot del pickup direttamente a massa. Ops! Quindi, se qualcosa non funziona, non è la fine del mondo. È il momento di tirare fuori il tester e la pazienza.
Problemi comuni e come risolverli
No sound:
Controlla il jack: È collegato correttamente? Il filo hot al “tip”, il ground allo “sleeve”? Le saldature sono buone?
Controlla il filo hot: Segui il percorso del segnale dal pickup al jack. Ogni connessione è salda? Non ci sono interruzioni?
Check the mass: Se la massa del jack non è collegata, non suonerà. Assicurati che tutti i punti di massa siano interconnessi e collegati al “sleeve” del jack.
Cortocircuito: A volte un filo hot tocca accidentalmente un punto di massa. Usa il tester in modalità continuità per controllare tra il “tip” e lo “sleeve” del jack. Se c’è continuità (il tester suona), hai un cortocircuito. Trovalo e isolalo.
Ronzio/Hum eccessivo:
Verifica tutte le masse: Questo è il 90% dei casi. Ogni componente (pickup, pot, jack, ponte, schermatura) deve essere a massa. Usa il tester per verificare la continuità tra tutti i punti di massa.
Cold welds: Una saldatura che sembra buona ma non lo è, può causare ronzii. Rifai le saldature sospette.
Unshielded cables: Se hai usato cavi non schermati per lunghe distanze all’interno della cavità, potrebbero raccogliere rumore.
Shielding: La cavità è schermata? Se no, considera di farlo. Nastro di rame o vernice conduttiva possono fare miracoli.
External interference: A volte il ronzio non è colpa tua. Prova la chitarra in un’altra stanza, lontano da monitor, alimentatori switching o luci fluorescenti.
Suono debole o ovattato:
Valori errati: Hai usato potenziometri o condensatori con valori troppo alti o troppo bassi? Per i single coil, 250kΩ e .022/.047uF sono lo standard.
Fili invertiti: Raramente, ma può succedere. Se hai invertito i fili hot e ground del pickup, il segnale potrebbe essere debole o fuori fase.
Manopole del volume/tono non funzionanti:
Connessioni errate: Controlla che i fili sui pot siano collegati ai terminali giusti (input, output, massa).
Condensatore difettoso: Se il tono non fa nulla, il condensatore potrebbe essere staccato o difettoso.
Personal anecdote: La volta che Mimmo ha dimenticato di collegare la massa del ponte. Ho finito di cablare una Telecaster che sembrava perfetta. L’ho collegata all’ampli, e un ronzio infernale! Appena toccavo le corde, silenzio. Lasciavo le corde, ronzio. Ci ho messo un’ora a capire che non avevo saldato il filo di massa dal ponte al circuito principale. Una volta collegato, silenzio assoluto (o quasi, per un single coil!). È un errore banale, ma ti fa impazzire.
Non abbiate paura di staccare e rifare una saldatura. È il modo migliore per imparare. E se proprio non ne uscite, un buon modify your guitar è anche chiedere aiuto a qualcuno più esperto, o cercare online. Ci sono migliaia di diagrammi e tutorial.
Piccoli trucchi da chi ci è passato: ottimizzare il tuo single coil
Una volta che il vostro cablaggio del single coil funziona, potete iniziare a pensare a come ottimizzarlo. Non si tratta solo di far suonare la chitarra, ma di farla suonare bene*. Questi sono trucchi che ho imparato dopo aver passato ore a smontare e rimontare chitar
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