Fanned frets: progettare una tastiera multiscale
La prima volta che ho visto una chitarra con la tastiera “a ventaglio”, quelle che chiamano fanned frets o multiscale, ho pensato fosse roba da liutai spaziali. Sembrava complicatissimo, quasi una sfida alle leggi della fisica applicate alle corde. E vi dirò, un po’ lo è, ma non nel senso che non potete farcela. È una di quelle cose che, una volta capito il trucco e avendo gli strumenti giusti (anche semplici, eh!), diventa accessibile. Non vi nascondo che i primi tentativi sono stati… interessanti. Diciamo che ho imparato molto dagli errori, tipo quando ho stampato il template con la scala sbagliata e ho segato i tasti su un bel pezzo di palissandro che poi è finito dritto nella spazzatura. Ma è proprio da lì che è nata la voglia di capire davvero come funziona, per evitare che altri facciano gli stessi miei sbagli. Se siete qui, probabilmente avete già qualche chitarra fatta in garage, magari avete già provato a modificare una chitarra elettrica o avete costruito il vostro primo manico. Questo è il passo successivo, e vi assicuro che la soddisfazione di suonare uno strumento con una tastiera multiscale fatta da voi è impagabile. Non serve una fresa CNC o macchinari da migliaia di euro. Serve pazienza, precisione e, soprattutto, capire i concetti base.
Perché complicarsi la vita con le scale multiple?
Ottima domanda. Quando si parla di fanned frets, non è solo una questione estetica, anche se ammetto che l’aspetto è decisamente figo. La vera ragione è puramente funzionale, e risponde a un’esigenza che molti chitarristi, soprattutto quelli che si avventurano in accordature basse, conoscono bene. Pensateci un attimo: una chitarra standard ha una sola lunghezza di scala. Questo significa che la corda del Mi basso e quella del Mi cantino hanno la stessa lunghezza, e di conseguenza, con la stessa muta di corde, avranno tensioni diverse. Se poi accordate la chitarra in Drop-D o addirittura più in basso, il Mi basso diventa una corda floscia, difficile da intonare e con un sustain scarso.
I vantaggi concreti di una tastiera multiscale
Tensione delle corde ottimizzata: Questo è il punto focale. Con una tastiera multiscale, le corde più basse (quelle del Mi e La, per intenderci) hanno una scala più lunga. Questo aumenta la tensione, rendendole più stabili, con una migliore intonazione, un attacco più deciso e meno “floppy” anche con accordature molto basse. Immaginate di non dover più combattere con quel Mi basso che sembra fatto di spaghetti! Intonazione migliorata:La lunghezza della corda è direttamente correlata alla sua intonazione. Con scale diverse, si riesce a ottimizzare l’intonazione su tutto il range dello strumento, specialmente sui registri più estremi dove le chitarre standard tendono a fare più fatica. Ergonomia per il bending e gli accordi: Le corde più alte (quelle del Sol, Si, Mi cantino) hanno una scala più corta. Questo le rende più facili da piegare (bending) e, in generale, più comode per gli assoli e per gli accordi complessi sulle posizioni alte del manico. La sensazione è quella di avere il meglio di due mondi: la potenza delle scale lunghe e la suonabilità delle scale corte. Chiarezza sonora: La maggiore tensione e stabilità delle corde basse contribuisce a una migliore definizione del suono, specialmente in contesti ad alto guadagno. Meno fango, più punch. Quando ho assemblato la mia prima chitarra multiscale, ricordo di averla accordata in Drop-C. Il Mi basso (o meglio, il Do basso) era una roccia. Non c’era paragone con la stessa accordatura su una chitarra a scala singola. La differenza non è sottile, è un’esperienza di suono completamente diversa che, una volta provata, difficilmente si abbandona.
Capire la logica dietro le scale multiple
Ok, abbiamo capito perché dovremmo voler costruire una tastiera multiscale. Ora vediamo come funziona, senza entrare troppo nel ginepraio della matematica avanzata, ma con la giusta dose di teoria per capire cosa stiamo facendo.
Cos’è una scala? Un ripasso veloce
Per chi si fosse perso qualche passaggio o per rinfrescare la memoria, la lunghezza della scala di una chitarra è la distanza tra il capotasto e il centro del dodicesimo tasto, moltiplicata per due. Oppure, più precisamente, la distanza vibrante della corda dal capotasto al ponte. Le scale più comuni sono 25.5 pollici (Fender) e 24.75 pollici (Gibson), ma ce ne sono molte altre. In una chitarra standard, tutti i tasti sono paralleli tra loro e perpendicolari all’asse del manico. Ogni corda ha la stessa lunghezza di scala. Semplice, no?
Il concetto di “perpendicular fret” (tasto perpendicolare)
Qui le cose si fanno interessanti. In una tastiera multiscale, i tasti non sono paralleli. Sono angolati, a formare un “ventaglio”. Ma c’è un punto, un tasto specifico, che rimane perpendicolare all’asse del manico, proprio come in una chitarra tradizionale. Questo è il perpendicular fret.
Il tasto perpendicolare è il vostro punto di ancoraggio. È il punto in cui la scala della corda più corta (di solito il cantino) e la scala della corda più lunga (di solito il Mi basso) si intersecano e, in un certo senso, si “allineano” temporaneamente. Tutti gli altri tasti si angoleranno rispetto a questo punto.
Se il perpendicular fret è al capotasto (0° tasto): tutti i tasti saranno angolati, con il fan che si apre verso il ponte. Le corde più basse avranno la loro scala massima, le corde più alte la loro scala minima, e l’angolo sarà distribuito lungo tutta la tastiera.
Se il perpendicular fret è al ponte (24° tasto, per esempio): il fan sarà concentrato verso il capotasto. Questa configurazione è meno comune e può risultare meno ergonomica.
La scelta più comune (e sensata): la maggior parte dei liutai e dei produttori posiziona il perpendicular fret tra il 7° e il 9° tasto. Questo bilancia bene l’angolo su tutta la tastiera, rendendola comoda sia per gli accordi al capotasto che per gli assoli sulle posizioni alte. Quando suonate, la mano tende a “ruotare” naturalmente attorno a quel punto, quindi un tasto dritto lì rende tutto più intuitivo.
La prima volta che ho dovuto scegliere il perpendicular fret, ero in crisi. Non capivo l’impatto. Ho provato a immaginarmi le mani che suonavano. Se lo metti al 12°, il fan è più gentile e distribuito. Se lo metti più in basso, diciamo al 5°, l’angolo al capotasto sarà più pronunciato, e quello al ponte meno. Per il mio primo progetto, ho scelto l’ottavo tasto, un buon compromesso che mi ha dato subito un buon feeling.
L’angolo dei tasti: come nasce e come varia
Immaginate due linee parallele che rappresentano le due scale, una per la corda più bassa e una per la corda più alta. Il perpendicular fret è il punto dove queste due scale sono “allineate” trasversalmente. Via via che ci si allontana da questo punto (verso il capotasto o verso il ponte), i tasti si inclinano.
L’angolo di ogni tasto non è casuale: è determinato dalla differenza tra le due scale e dalla posizione del tasto perpendicolare. Più grande è la differenza tra la scala lunga e la scala corta, e più il perpendicular fret è lontano dalle estremità del manico, più pronunciato sarà l’angolo dei tasti.
Non spaventatevi: non dovrete fare calcoli trigonometrici complessi. Per fortuna, c’è chi ha già pensato a software e generatori online che fanno tutto il lavoro sporco per noi. E fidatevi, usare un generatore è l’unico modo sensato per ottenere una precisione sufficiente per questo tipo di lavoro.
Progettare la tua tastiera multiscale: i numeri che contano
Ora che abbiamo capito la teoria, passiamo alla parte pratica: come si progetta effettivamente una tastiera fanned fret? Questa è la fase dove le decisioni che prendete avranno un impatto diretto sul risultato finale.
Scegliere le scale: non andare a caso!
La prima cosa da decidere sono le due lunghezze di scala: quella per la corda più bassa e quella per la corda più alta. Non c’è una “scala perfetta” per tutti, dipende dal tipo di chitarra che state costruendo, dall’accordatura che userete e dal vostro stile di suono.
Ecco qualche combinazione comune e le relative considerazioni:
25.5″ – 26.5″ (1 pollice di differenza): Un fan moderato, ottimo per chi si avvicina per la prima volta al multiscale. Permette di avere un po’ di tensione in più sulle corde basse senza stravolgere troppo l’ergonomia. Perfetto per accordature standard o un semitono sotto.
25.5″ – 27″ (1.5 pollici di differenza): Una combinazione molto popolare, offre un buon equilibrio. Le corde basse beneficiano di una scala decisamente più lunga, ideale per accordature come Drop-D, Drop-C o anche più estreme.
26″ – 28″ o 27″ – 29″ (2 pollici o più di differenza): Questi sono fan più estremi, pensati per chitarre a 7 o 8 corde e accordature molto, molto basse (tipo F standard). L’angolo dei tasti sarà significativo, e potrebbero richiedere un po’ di adattamento ergonomico. Per un primo progetto, ve lo sconsiglio.
Il mio consiglio spassionato, se è la vostra prima volta, è di non esagerare. Un fan di 1 o 1.5 pollici è più che sufficiente per apprezzare i benefici senza rendere il progetto inutilmente difficile o l’ergonomia troppo aliena. Ricordate, l’obiettivo è costruire una chitarra che suoni bene e che sia comoda da suonare!
Individuare il perpendicular fret: il vostro punto fermo
Come abbiamo detto, questo è il tasto che rimane dritto. La sua posizione è cruciale perché determina quanto “aperto” sarà il ventaglio sui due lati.
Tasto 0 (capotasto): Il fan è massimo al ponte. L’angolo al capotasto è zero. Rende gli accordi aperti più semplici, ma il fan può essere molto pronunciato sulle posizioni alte.
Tasto 12: Il fan è distribuito equamente tra capotasto e ponte. Questo crea un angolo più dolce su tutta la tastiera, ma potrebbe non essere l’ideale ergonomicamente se suonate molto sugli accordi aperti.
Tasto 7-9: Questa è la scelta più comune per un motivo. La mano sinistra, quando suona accordi o scale, tende a ruotare in modo naturale attorno a questa zona. Avere un tasto dritto qui rende la chitarra incredibilmente comoda da suonare, sia per gli accordi al capotasto (dove il fan è moderato) sia per gli assoli sulle posizioni alte (dove il fan è anch’esso gestibile).
Per i miei progetti, scelgo quasi sempre l’ottavo tasto. Mi sono trovato bene, e l’angolo che si crea è abbastanza “gentile” da essere quasi impercettibile dopo pochi minuti di pratica, ma abbastanza pronunciato da dare tutti i benefici del multiscale.
Il calcolo delle posizioni dei tasti: la magia del generatore
Ora, la parte che potrebbe farvi sudare freddo: calcolare la posizione di ogni singolo tasto, tenendo conto delle due scale e dell’angolo. Teoricamente, si può fare a mano con formule trigonometriche e un sacco di precisione. Praticamente… è un incubo. Le probabilità di errore sono altissime, e un errore anche minimo su un tasto compromette l’intonazione di tutta la chitarra.
Fortunatamente, viviamo nel 21° secolo. Non serve una laurea in ingegneria o un software da migliaia di euro. Esistono strumenti online, gratuiti e incredibilmente precisi, che fanno tutto il lavoro per voi.
Il mio preferito, e quello che uso per tutti i miei progetti, è il Multi-Scale Generator di Biafax. È uno strumento fantastico che vi permette di inserire le vostre due scale, il numero di tasti e la posizione del perpendicular fret. In pochi secondi, vi genera un diagramma dettagliato con tutte le misure e gli angoli di cui avete bisogno. Non solo, vi permette anche di stampare un template in scala 1:1, pronto per essere incollato sul legno.
Come usarlo al meglio:
Questo generatore vi salva ore di lavoro e, soprattutto, vi garantisce una precisione che a mano sarebbe quasi impossibile ottenere. È il vostro migliore amico in questo progetto.
Dal progetto al legno: preparare il template e tagliare i tasti
Abbiamo il nostro template stampato, preciso al millimetro (spero abbiate controllato la stampa!). Ora dobbiamo trasferire queste informazioni sul legno della tastiera. Questa è la fase dove la pazienza e la precisione sono tutto.
Creare il template fisico
Il foglio di carta, per quanto preciso, non è sufficiente per tagliare gli slot. Dobbiamo creare un template più robusto.
Quando ho fatto il mio primo template, l’ho incollato con la colla liquida. Risultato? Bolle d’aria e carta che si è gonfiata, rovinando la precisione. Da allora, solo spray adesivo di qualità. È un piccolo dettaglio, ma fa un’enorme differenza.
Trasferire le linee sulla tastiera
Ora abbiamo il nostro template di legno. È il momento di usarlo sulla tastiera vera e propria.
Tagliare gli slot dei tasti: il momento della verità
Questa è la parte più delicata e, se fatta male, la più difficile da correggere. Avete bisogno di una sega per tasti (fret saw) con la giusta larghezza di taglio (kerf) per il fretwire che userete. Di solito, 0.023 pollici (0.58mm) o 0.025 pollici (0.63mm) sono le misure più comuni.
Il vero problema è mantenere l’angolo e la profondità costante.
Un trucco che ho imparato dopo aver rovinato un paio di tastiere: fate sempre dei tagli di prova su un pezzo di scarto dello stesso legno della tastiera. Questo vi permette di settare la profondità della sega e di prendere confidenza con l’angolo prima di lavorare sul pezzo “buono”. È un piccolo spreco di legno, ma vi salva da potenziali disastri.
Ricordatevi che ogni tasto ha il suo angolo specifico. Il Multi-Scale Generator vi darà anche questi angoli, che potete usare per impostare la vostra guida.
é troppo stretto.
Considerazioni pratiche e consigli da “battlefield”
Finora abbiamo parlato di design e taglio, ma ci sono un sacco di altri dettagli che possono fare la differenza tra una chitarra multiscale ben fatta e un disastro ergonomico. Questi sono i “segreti” che si imparano solo sporcandosi le mani.
Materiali: non sottovalutate il legno
Per la tastiera, scegliete un legno stabile e denso. L’ebano e il palissandro sono scelte classiche e affidabili. L’acero offre un suono brillante, ma richiede una finitura più resistente per proteggerlo. La stabilità del legno è fondamentale, perché le tensioni delle corde sono diverse e una tastiera che si muove può compromettere l’intonazione.
Per il manico, un buon pezzo di acero o mogano, magari con rinforzi in grafite o due strisce di noce, aiuterà a mantenere la stabilità. Il manico di una multiscale deve resistere a forze di tensione leggermente più complesse rispetto a un manico tradizionale.
Truss rod: il cuore della stabilità
Con le scale multiple, il truss rod è ancora più importante. Un truss rod a doppia azione è quasi un must. Vi darà molta più flessibilità nel regolare il rilievo del manico e compensare le diverse tensioni delle corde. Posizionatelo con cura, assicurandovi che non interferisca con gli slot dei tasti.
Ponte e capotasto: i pezzi speciali
Qui è dove potreste aver bisogno di hardware specifico.
Ponte: Un ponte tradizionale non va bene. Avete bisogno di selle individuali per ogni corda, che possano essere angolate e intonate separatamente. Molti produttori offrono ponti specifici per chitarre fanned fret (tipo Hipshot, ad esempio). Se state costruendo una headless, i ponti individuali sono perfetti. Per un primo progetto, un ponte con sellette individuali tipo “monorail” può essere una soluzione più economica e versatile, permettendovi di angolare le sellette come serve.
Capotasto: Anche il capotasto non è dritto. Deve essere tagliato con un angolo che rifletta l’angolo del primo tasto. Questo è un lavoro delicato che richiede precisione. Potete farlo a mano con lime apposite, o farvi aiutare da una dima. La mia tecnica è di segnare le posizioni delle corde, poi usare una piccola sega per tasti per fare dei tagli guida angolati, e infine rifinire con le lime.
Ergonomia: la prova del nove
Una volta che avete montato il manico e la tastiera, prendetevi del tempo per “sentire” l’ergonomia. L’angolo dei tasti può sembrare strano all’inizio, ma la mano si adatta sorprendentemente in fretta.
Posizione della mano: Noterete che la vostra mano sinistra si adatta naturalmente all’angolo. Per gli accordi al capotasto, il fan sarà minimo e quasi impercettibile. Per gli accordi sulle posizioni centrali, la mano ruoterà leggermente. Sulle posizioni alte, il fan sarà più pronunciato, ma la scala più corta renderà i bending più facili.
Comfort: Se avete scelto bene il perpendicular fret, la chitarra dovrebbe risultare comoda. Se il fan è troppo estremo per voi, considerate un design più moderato per il prossimo progetto.
Personalmente, ho impiegato circa dieci minuti per abituarmi al feeling della mia prima multiscale. Dopo mezz’ora, mi sembrava la cosa più naturale del mondo. Il cervello è una macchina incredibile per l’adattamento!
Svantaggi e compromessi (perché nessuno è perfetto)
Nonostante tutti i vantaggi, le chitarre multiscale non sono prive di sfide:
Costo dell’hardware: I ponti specifici per multiscale tendono a costare di più rispetto ai ponti standard. Questo è un fattore da considerare nel budget.
Complessità del setup: L’intonazione e il setup generale richiedono più attenzione e pazienza. Ogni sella va intonata individualmente, e il processo può essere un po’ più lungo.
Re-fretting: Se un giorno dovrete rifare i tasti, il lavoro sarà più complesso. Non potete semplicemente riutilizzare la sega per tasti dritta.
Difficoltà iniziale: La curva di apprendimento per il costruttore è un po’ più ripida. Ma, ehi, è per questo che siete qui, no? Per imparare e superare le sfide!
Oltre la tastiera: intonazione e setup finale
Avete la vostra tastiera con i tasti angolati, il manico è montato, l’hardware è al suo posto. Ora manca il passo finale, ma non meno importante: l’intonazione e il setup completo. È qui che la vostra chitarra fanned fret prenderà vita e si trasformerà da un pezzo di legno e metallo a uno strumento musicale.
L’intonazione: un’arte di precisione
Con una tastiera multiscale, l’intonazione è ancora più critica. Ogni corda ha una lunghezza di scala leggermente diversa, e quindi ogni sella del ponte deve essere regolata individualmente per compensare questa differenza.
1. Accordatura di base: Accordate la chitarra all’accordatura desiderata.
2. Intonazione corda per corda: Suonate la corda a vuoto e poi al 12° tasto. Se la nota al 12° tasto è calante, spostate la sella in avanti (verso il capotasto). Se è crescente, spostatela indietro (verso il ponte). Ripetete finché le due note non sono perfettamente all’unisono.
3. Verifica: Dopo aver intonato tutte le corde, fate una ripassata. A volte la regolazione di una corda può influenzare leggermente le altre.
Non abbiate fretta. Questo processo può richiedere tempo, ma è fondamentale per la suonabilità dello strumento. Un’intonazione perfetta è ciò che distingue una chitarra ben fatta da una mediocre.
Action e relief: la sensazione sotto le dita
Una volta intonata, concentratevi sull’action (altezza delle corde) e sul relief (curvatura del manico).
Relief del manico: Regolate il truss rod per ottenere il giusto relief. Generalmente, si cerca una leggera curvatura concava per evitare il fret buzz. Premete la corda al primo e all’ultimo tasto, e controllate lo spazio tra la corda e il 7°/8° tasto. Dovrebbe esserci un piccolo spazio, equivalente allo spessore di un biglietto da visita.
* Action: Regolate l’altezza di ogni sella del ponte per ottenere l’action desiderata. Ricordate che, data la natura multiscale, l’altezza potrebbe variare leggermente da corda a corda per mantenere un feeling uniforme.
Un buon setup può fare la differenza tra una chitarra “strana” e uno strumento incredibile. La pazienza è la virtù del liutaio DIY, specialmente quando si tratta di fine-tuning. Ogni piccola regolazione contribuisce a rendere la vostra creazione un piacere da suonare.
Per approfondire i concetti di setup e intonazione, vi consiglio di consultare guide specializzate. Un’ottima risorsa, anche se in inglese, è il blog di StewMac, che offre tutorial dettagliati su quasi ogni aspetto della liuteria: StewMac – How to set up a fanned fret guitar.
Costruire una chitarra con fanned frets è un’esperienza gratificante che spinge le vostre abilità di liutaio hobbista al livello successivo. Richiede precisione, comprensione dei principi e tanta pazienza. Ma con gli strumenti giusti, come il Multi-Scale Generator di Biafax, e la volontà di imparare dagli errori (i vostri e i miei!), potrete creare uno strumento unico che vi darà anni di soddisfazione. Non lasciatevi intimidire dalla complessità apparente: se ci sono riuscito io nel mio garage, potete farcela anche voi. Iniziate a progettare, e buona fortuna!
Strumento gratuito correlato: Multi-Scale Generator — genera online la tastiera fanned fret per la tua chitarra.
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