Guida rapida: relic chitarra fai da te
Lo so, l’idea di prendere in mano la tua chitarra – o peggio, un body nuovo di zecca – e iniziare a “rovinarla” con l’intento di farla sembrare vecchia, suona un po’ folle. Te lo dico perché ci sono passato anch’io. La prima volta che ho pensato di fare un’operazione di relic chitarra fai da te, avevo il cuore in gola. La paura di fare un disastro, di renderla ridicola, era tanta.
Ma poi mi sono detto: “Mimmo, se non provi, non saprai mai.” E così, con un po’ di coraggio e un sacco di video tutorial visti e rivisti, ho iniziato. Ho sbagliato, certo. Ho creato qualche ding che sembrava fatto con l’accetta, e una volta ho quasi bruciato la vernice con la pistola termica. Ma ho imparato. E se ci sono riuscito io, con i miei attrezzi da garage e la mia dose di ottimismo, puoi farlo anche tu.
Questa non è una guida per trasformare una chitarra nuova in un esemplare da museo, ma per dare un’anima a uno strumento, renderlo tuo e fargli raccontare una storia, anche se quella storia l’hai scritta tu in un pomeriggio. Parliamo di come ottenere quell’aspetto vissuto, quel “mojo” che rende una chitarra irresistibile, senza spendere una fortuna per un Custom Shop.
Capire il “Perché” del Relic e la Preparazione Essenziale
Ora che abbiamo capito il “perché” e ci siamo preparati, è tempo di mettere le mani in pasta. L’usura meccanica è la parte più intuitiva del relic chitarra fai da te, ma anche quella dove si rischia di esagerare e rendere tutto poco credibile.
Ricorda: l’obiettivo è replicare l’usura naturale. Pensa a come una chitarra viene usata. Dove la tocchi? Dove sbatte?
Dings, Dents e Scratches: le cicatrici della storia
Questa è la parte dove ti sentirai un po’ un vandalo, ma è fondamentale per un buon effetto anticato. 1. I Dings (ammaccature): Non devono essere uniformi. I musicisti non colpiscono la chitarra con un righello.Usa oggetti diversi: il bordo di una chiave, una moneta, la punta arrotondata di un cacciavite.
Dove farli? Sui bordi del body, specialmente sul lato inferiore e sui “cornetti” della Strat/Tele. Nella zona del jack, dove si attacca e stacca il cavo. Sul retro, dove la fibbia della cintura potrebbe aver graffiato.
Tecnica: Invece di martellare, picchietta leggermente o premi e struscia. Le ammaccature devono sembrare il risultato di urti accidentali, non di un attacco mirato. Un trucco che ho imparato: lascia cadere un mazzo di chiavi sulla chitarra da un’altezza di 10-15 cm. Fa danni realistici.
Una volta creato un ding, puoi passare leggermente della carta vetrata fine (tipo 800-1000) sui bordi per ammorbidirli, come se il tempo li avesse smussati. 2. Gli Scratches (graffi): Graffi superficiali: Questi sono ovunque su una chitarra usata. Usa la paglietta d’acciaio 0000 o la carta vetrata finissima (2000 grit) per creare una miriade di micro-graffi che opacizzano la superficie e riflettono la luce in modo irregolare. Passali in direzioni diverse, non solo dritti.
Graffi profondi: Questi sono meno frequenti ma più evidenti. Pensa alla fibbia della cintura (sul retro del body), al plettro (sotto le corde, sul battipenna o sul body se non c’è il pickguard). Usa il taglierino (con estrema delicatezza!) o la punta di un cacciavite. Non fare linee perfette. Imita il movimento di una plettrata aggressiva o di una fibbia che striscia. Il mio errore più grande: all’inizio facevo dings e graffi troppo simmetrici, o troppo “puliti”. Sembrava che avessi usato un calibro e una squadra. Ricorda: l’usura è casuale, disordinata.
Hardware Aging: dare un tocco di ruggine e opacità
L’hardware lucido stona su un corpo reliccato. Dobbiamo dargli un aspetto invecchiato.
1. Parti cromate/nickelate (ponti, meccaniche, pickup cover): Opacizzazione: La paglietta d’acciaio 0000 è la tua migliore amica. Strofinala delicatamente sulla superficie per togliere la lucentezza a specchio. Concentrati sui bordi, dove il cromo si consumerebbe di più.
Ossidazione (leggera): Per dare un tocco di ruggine o patina, puoi usare una soluzione di aceto bianco e sale. Immergi le parti metalliche (viti, sellette, ecc.) per un tempo breve (5-15 minuti), poi sciacqua e asciuga bene. Controlla ogni minuto per non esagerare. Puoi anche applicare la soluzione con un panno e poi strofinare via l’eccesso.
Attenzione: non esagerare con l’ossidazione, specialmente su ponti delicati. E assicurati di pulire e asciugare bene per fermare il processo.
Link interno utile: Se vuoi approfondire come smontare e rimontare l’hardware per queste operazioni, qui trovi una guida su come modificare una chitarra.
2. Viti: Le viti sono perfette per un bagno in aceto e sale. Diventano opache e prendono una patina scura molto realistica. Puoi anche provare a immergerle nel caffè forte per un effetto più scuro e meno “rugginoso”.
Neck Wear: il feeling di un manico suonato per anni
Il manico è una delle parti più importanti per il “feeling” di una chitarra. Un manico reliccato non è solo bello da vedere, ma anche più piacevole da suonare per molti.
1. Retro del manico: Qui la vernice si consuma per il contatto costante con la mano. Usa carta vetrata fine (800-1200 grit) per opacizzare e poi, in alcune zone (dove la mano poggia di più), puoi usare grane più grosse (400-600) per rimuovere del tutto la vernice, lasciando il legno a vista.
Non fare una linea netta. Sfumala. Il passaggio dal lucido al satinato al legno nudo deve essere graduale.
Dopo aver rimosso la vernice, puoi passare un po’ di paglietta d’acciaio sul legno per renderlo liscio e al tatto “suonato”. Puoi anche sfregare un po’ di cera scura o olio di lino per scurire leggermente il legno e proteggerlo.
2. Tastiera (Fretboard): Su tastiere in acero con finitura lucida (maple neck), puoi opacizzare la vernice tra i tasti con paglietta d’acciaio o carta vetrata finissima. Ai bordi, dove le dita strisciano, la vernice si consuma.
Su tastiere in palissandro o ebano (rosewood/ebony), non c’è vernice da togliere. L’usura qui è più una questione di scurimento e leggero schiarimento nei punti di maggior pressione. Puoi usare un po’ di tè o caffè per scurire il legno, o un panno umido per simulare lo sporco accumulato.
Corpo della chitarra: dove la battaglia è più dura
Il body è il campo di battaglia principale. Pensa alle zone di contatto:
Zona del braccio (forearm contour): Qui la vernice si consuma per lo sfregamento continuo. Inizia opacizzando con paglietta d’acciaio, poi usa carta vetrata (dalla 600 alla 320) per rimuovere gradualmente la vernice, rivelando il primer o il legno.
Zona della pancia (belly cut): Simile al forearm contour, ma spesso con meno usura.
Bordi del body: I bordi sono i più esposti agli urti. Qui puoi fare dings e anche rimuovere pezzi di vernice con il taglierino, simulando scheggiature.
Zona dei potenziometri e switch: Le dita li toccano continuamente. Opacizza e crea piccoli graffi.
Un errore comune da evitare: non relicare la chitarra in modo uniforme su tutti i lati. Il lato posteriore (quello contro il corpo) e il lato superiore (quello che si vede) si useranno in modo diverso. Il retro avrà “buckle rash” (graffi da fibbia), il fronte usura da plettro e braccio.
Invecchiamento della Finitura: Cracking, Discoloration e il “mojo”
Questa è la parte più delicata del relic chitarra fai da te e quella che richiede più attenzione. L’invecchiamento della finitura è ciò che dà a una chitarra quel carattere “vintage” inconfondibile.
Il mistero del “Lacquer Checking” (o “finitura a ragnatela”)
Le famose crepature nella vernice, chiamate “checking”, sono uno dei segni più ricercati dell’invecchiamento. Si formano quando la vernice (specialmente la nitrocellulosa) si espande e contrae a causa di sbalzi di temperatura.
Nitrocellulosa vs. Poliuretanica: È fondamentale capire che la nitrocellulosa (nitro) è una vernice “morbida” che si crepa e si consuma. La poliuretanica (poly) è una finitura molto più dura e resistente, che non si crepa quasi mai in modo naturale, ma piuttosto si scheggia in blocchi. Se la tua chitarra ha una finitura poly, ottenere un checking realistico è quasi impossibile senza danneggiare seriamente lo strumento. Concentrati sull’usura meccanica e sull’opacizzazione.
Per approfondire le differenze tra queste finiture e come invecchiano, ti consiglio di leggere questo articolo su Reverb: Nitrocellulose vs. Polyurethane Guitar Finishes: What’s the Difference?.
Tecniche per il checking (solo su nitro!):
1. Shock termico con spray freezer: Questa è la tecnica più comune e relativamente sicura.
Metti la chitarra (o il body) in un ambiente caldo (non bollente, tipo 25-30°C) per qualche ora.
Applica lo spray freezer (quello per pulire i contatti elettronici, che crea un forte shock termico) su una piccola area, tenendo la bomboletta a circa 15-20 cm.
Vedrai le crepe formarsi quasi istantaneamente.
Attenzione: non spruzzare troppo a lungo nello stesso punto per evitare danni al legno o alla finitura. Fai piccole passate. Ripeti in diverse aree.
2. Shock termico con pistola termica e ambiente freddo: Questa è più rischiosa.
Scalda delicatamente una zona della chitarra con la pistola termica a bassa potenza, tenendola in movimento e a distanza (almeno 30 cm). Non scaldare troppo! La vernice deve essere calda al tatto, non bollente.
Immediatamente dopo, sposta la chitarra in un ambiente freddo (tipo un garage non riscaldato in inverno) o usa lo spray freezer.
Il mio errore: la prima volta ho tenuto la pistola termica troppo vicina e troppo a lungo, ho visto la vernice iniziare a bollire! Non fare come me. Vai piano, e se vedi bolle, FERMATI SUBITO.
Dopo il checking: Una volta che le crepe si sono formate, puoi strofinare delicatamente della cera scura (tipo cera d’api o cera per mobili) sulle crepe. Questo le evidenzierà, le farà sembrare più vecchie e le proteggerà.
Yellowing della vernice: il colore del tempo
Molte chitarre vintage, specialmente quelle con finitura bianca o chiara, sviluppano una tonalità giallastra nel tempo, a causa dell’esposizione ai raggi UV e all’ossidazione della vernice.
Per scurire una finitura chiara: Se hai una finitura chiara (bianca, gialla pallida), puoi usare del tè nero molto forte o del caffè per scurire leggermente la vernice. Applica con un panno, lascia agire per qualche minuto e poi rimuovi l’eccesso. Fai delle prove su un pezzo di scarto prima.
Lacquer con tinta ambrata: Se stai verniciando da zero, puoi aggiungere una piccola quantità di tinta ambrata alla tua lacca nitrocellulosa trasparente per simulare l’ingiallimento fin dall’inizio.
Opacizzazione e rimozione della lucentezza
Anche senza crepe o ingiallimenti, una chitarra usata perde la sua lucentezza a specchio.
Usa la paglietta d’acciaio 0000 su tutta la superficie della vernice per opacizzarla. Non strofinare troppo forte, l’obiettivo è togliere il “gloss”, non la vernice.
Per un look ancora più satinato, puoi usare carta vetrata finissima (2000-3000 grit) con acqua (wet sanding). Questo creerà una finitura molto liscia e opaca.
Dettagli che Fanno la Differenza e Errori da Evitare
Il diavolo, come si dice, sta nei dettagli. Un buon relic chitarra fai da te è convincente perché ogni elemento racconta la stessa storia. E, naturalmente, ci sono errori che è meglio evitare.
Il tocco finale: plastiche, corde e altri particolari
Non dimenticare le piccole cose, sono quelle che rendono il tuo lavoro credibile:
Parti in plastica (battipenna, manopole, pickup covers): Le plastiche nuove hanno un aspetto troppo pulito. Puoi immergerle in caffè o tè forte per qualche ora (o giorno, a seconda dell’effetto desiderato) per scurirle e ingiallirle.
Per i battipenna, puoi fare dei piccoli graffi con carta vetrata fine o paglietta d’acciaio, simulando l’usura del plettro. Sui bordi, puoi anche smussare leggermente con carta vetrata per simulare anni di sfregamento.
Le manopole possono essere opacizzate con paglietta d’acciaio e i numeri leggermente sbiaditi.
Corde: Anche le corde giocano un ruolo. Corde nuove e lucide stonano su una chitarra reliccata. Monta un set di corde che hai già usato per un po’, o strofina quelle nuove con un panno umido e un po’ di sporco (simulato) per togliere la brillantezza.
Fretboard (tastiera): Dopo aver reliccato il manico, se hai una tastiera in acero, potresti voler scurire leggermente le zone tra i tasti con un po’ di sporco simulato (caffè o tè applicato con un cotton fioc e poi pulito). Se è palissandro, un buon olio per tastiera scuro può aiutarla a sembrare più profonda e vissuta.
Fretwire (tasti): Anche i tasti si consumano. Non li devi abbassare, ma puoi opacizzarli leggermente con paglietta d’acciaio e poi lucidarli di nuovo per renderli suonabili. L’importante è togliere quella lucentezza “specchio” del nuovo.
Errori comuni da evitare come la peste
Ho commesso questi errori, e ho visto altri farli. Impara dalle nostre esperienze!
Esagerare: Questo è l’errore numero uno. La prima volta, ho reliccato così tanto una Telecaster che sembrava fosse caduta da un camion e poi trascinata per chilometri. “Less is more” è la regola d’oro del relicing. È più facile aggiungere che togliere.
Simmetria innaturale: L’usura vera è casuale. Non fare dings tutti della stessa dimensione o distribuiti uniformemente. Non fare graffi tutti paralleli. La natura non è simmetrica.
Usare gli attrezzi sbagliati: Un martello da carpentiere lascerà segni troppo netti e innaturali. Usa oggetti che potrebbero realmente entrare in contatto con la chitarra.
Dimenticare i dettagli: Una chitarra con un corpo heavy relic ma con viti e meccaniche nuove di zecca urla “finto”. Tutti i componenti devono essere coerenti.
Relicare una finitura Poly come una Nitro: Come detto, la poliuretanica non si crepa come la nitro. Se provi a forzare un checking su una poly, rischierai solo di scheggiare grosse porzioni di vernice in modo innaturale. Concentrati sull’usura meccanica e sull’opacizzazione.
Non pulire dopo: Dopo aver finito, pulisci bene la chitarra da residui di polvere, cera o soluzioni chimiche. Un panno umido e poi uno asciutto.
Quando NON fare il relic?
Ci sono situazioni in cui il relicing è una pessima idea:
Chitarre vintage di valore: Se hai in mano uno strumento d’epoca, autentico, non toccarlo! Ogni modifica ne distruggerà il valore storico e commerciale.
Chitarre nuove di alta gamma: Se hai appena speso migliaia di euro per una chitarra perfetta, pensaci bene. Non è reversibile.
* Se non ti piace davvero il look: Il relic è una questione di gusto personale. Se non sei convinto, non farlo. Meglio una chitarra immacolata che una con un relic che non ti soddisfa.
Il tuo strumento, la tua storia
Arrivati a questo punto, dovresti avere una buona idea di come affrontare il processo di relic chitarra fai da te. È un viaggio fatto di piccoli passi, di osservazione attenta e di qualche esperimento. Non è un lavoro da professionisti, ma da appassionati che vogliono mettere un po’ della loro anima nello strumento.
Ricorda il mio motto: se ci sono riuscito io, con i miei errori e le mie scoperte, puoi farcela anche tu. L’importante è armarsi di pazienza, studiare le chitarre vere e non avere paura di sporcarsi le mani.
La tua chitarra reliccata non sarà solo uno strumento, ma una vera e propria estensione di te, con una storia da raccontare. E la parte migliore è che quella storia, l’hai scritta tu. Ora prendi i tuoi attrezzi, e buon lavoro!
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