Principali Chitarre Elettriche PRS: La Guida

PRS SE Custom 24 Exclusive, Lake Blue with Gigbag
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★ 4.7 (26 recensioni)
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Principali Chitarre Elettriche PRS: La Guida

Ogni tanto, quando si parla di chitarre elettriche, salta fuori un nome che scatena dibattiti accesi: PRS. C’è chi le venera come il non plus ultra della liuteria moderna, chi le considera un po’ troppo “perfettine” e chi, come me, le guarda con un misto di curiosità e pragmatismo. Da uno che ha passato più tempo con il saldatore in mano che a lucidare vernici nitro, la questione è sempre la stessa: ma queste chitarre valgono davvero i soldi che costano? E soprattutto, sono adatte a chi, come noi, non ha paura di metterci le mani sopra?

Il lettore di solito si trova lì, con il mouse puntato su un annuncio o con lo sguardo perso tra le vetrine online, chiedendosi se la leggenda PRS sia solo marketing o pura verità. Il dubbio è legittimo: c’è un sacco di gente che ne parla, ma cosa dicono quelli che le suonano davvero, magari dopo averle modificate o dopo averle confrontate con altri strumenti? E se il budget non è quello di un rockstar, si può comunque portare a casa un pezzo di questa storia?

In questo articolo, ci mettiamo a smontare un po’ il mito. Vediamo le principali chitarre elettriche PRS, quelle che contano di più per noi che non abbiamo paura di un cacciavite o di una lima. Non ti prometto che ti dirò che sono perfette, perché nulla lo è. Ti dirò, però, cosa aspettarti, dove le trovi, e se, alla fine, vale la pena fare l’investimento. Anzi, ti dirò anche quando è meglio lasciar perdere e guardare altrove.

PRS: Quando l’Innovazione Incontra la Tradizione

Paul Reed Smith ha iniziato la sua avventura con un’idea chiara in testa: creare una chitarra che prendesse il meglio di Fender e Gibson. Voleva la brillantezza e la versatilità di una Stratocaster, ma con il sustain e la potenza di una Les Paul. Non un compito facile, credimi. Ho provato a mescolare pickup diversi su un body che non era nato per quello, e il risultato non è sempre stato all’altezza delle aspettative.

Ma Paul ci è riuscito. Le prime PRS, nate negli anni ’80, erano un concentrato di innovazione. La scala da 25 pollici, un compromesso tra i 24.75″ Gibson e i 25.5″ Fender, offriva un feel unico e una tensione delle corde bilanciata. I manici scolpiti, i top in acero fiammato che sembravano opere d’arte, e un’attenzione maniacale ai dettagli costruttivi hanno subito catturato l’attenzione.

on erano chitarre per tutti, soprattutto all’inizio. Il prezzo era, e in molti casi è ancora, da capogiro. Ricordo quando vidi la prima Custom 24 in un negozio, anni fa. Era fuori dalla mia portata, ma la curiosità di capire cosa la rendesse così speciale era tanta. Da lì è nata un po’ la mia ossessione per capire il “perché” dietro certe scelte di design e costruzione.

Le Famiglie Principali di PRS: Dalla Boutique al Garage

Prima di addentrarci nei modelli specifici, facciamo chiarezza sulla struttura dell’offerta PRS. Non tutte le chitarre con il logo “PRS” sul palettone sono uguali, e la differenza non è solo nel prezzo, ma anche nella filosofia costruttiva e nei materiali. Capire queste distinzioni è fondamentale se stai cercando la tua prossima compagna di riff.

1. Core Series (USA Made)

Queste sono le PRS originali, quelle che hanno costruito la leggenda. Prodotte negli Stati Uniti, a Stevensville, Maryland, rappresentano il top di gamma per qualità dei materiali, cura artigianale e innovazione. I legni sono selezionati con criteri maniacali, le finiture sono spesso sottili e risonanti (come la nitrocellulosa), e l’hardware è proprietario e di altissimo livello. Se hai in mano una Core, senti subito la differenza. Il prezzo è elevato, parliamo di migliaia di euro, ma la qualità è indiscutibile. Sono strumenti per chi cerca il massimo e ha il budget per permetterselo.

2. S2 Series (USA Made, Produzione Streamlined)

La serie S2 (che sta per “Stevensville 2”) è stata introdotta per offrire chitarre USA-made a un prezzo più accessibile. L’idea era quella di ottimizzare i processi produttivi, usando meno manodopera e macchinari più efficienti, senza compromettere troppo la qualità. I legni sono ancora buoni, ma magari non così “esotici” come quelli delle Core. Le finiture sono più standard, e alcuni dettagli estetici sono semplificati. Sono comunque ottime chitarre, con un feel e un suono molto “PRS”, ma con un costo che si aggira intorno alla metà di una Core. Sono un ottimo punto di ingresso per chi vuole un’autentica PRS americana senza svenarsi.

3. SE Series (Import, Value for Money)

Ed eccoci alla serie che ci interessa di più qui su biafax.it: la SE. Prodotte in Asia (principalmente in Indonesia e Corea del Sud), queste chitarre sono il cavallo di battaglia di PRS per il mercato di massa. L’obiettivo è offrire il design iconico e le caratteristiche principali delle PRS Core a un prezzo estremamente competitivo. E devo dire che ci riescono alla grande. Certo, i legni non sono di prima scelta, le finiture sono più spesse (poliuretano) e l’hardware non è proprietario PRS al 100%, ma il rapporto qualità-prezzo è spesso imbattibile. Molti di noi hanno iniziato con una SE, o ne hanno una come “muletto” da modificare. Sono il punto di partenza ideale per chi vuole sperimentare il mondo PRS senza sacrificare un rene.

4. Private Stock (Custom Shop)

Queste sono le chitarre dei sogni. Realizzate su ordinazione, con legni scelti personalmente dal cliente (spesso con l’aiuto di Paul Reed Smith stesso), finiture custom e dettagli unici. Sono opere d’arte, il massimo della personalizzazione e dell’artigianalità. I prezzi sono proibitivi per la maggior parte di noi, ma è bello sapere che esistono. Le ho viste solo in foto o dietro le teche di vetro alle fiere, e ogni volta mi viene voglia di provare a replicare qualche intarsio, anche se so che il risultato sarebbe un po’ diverso…

Per noi, il focus sarà sulle serie SE e S2. Sono quelle che offrono il miglior compromesso tra qualità, prezzo e il potenziale per metterci le mani sopra e personalizzarle.

Le Principali Chitarre Elettriche PRS: Analisi Dettagliata

Ora entriamo nel vivo della questione. Vediamo alcuni dei modelli più rappresentativi e popolari, con un occhio ai dettagli tecnici, al feedback della community e, ovviamente, al rapporto qualità-prezzo per chi non è un professionista milionario.

1. PRS SE Custom 24

La Custom 24 è la PRS per eccellenza, la chitarra che ha definito il marchio. La versione SE è probabilmente la chitarra elettrica PRS più venduta e apprezzata, un vero best-seller che ha introdotto migliaia di chitarristi al mondo di Paul Reed Smith.

Caratteristiche Tecniche

Corpo: Mogano con top in acero (spesso impiallacciatura in acero fiammato o quilted, chiamata “figured maple veneer”). Questa combinazione conferisce calore e sustain al suono, con un tocco di brillantezza dall’acero.
Manico: Mogano, set-neck (incollato al corpo), con profilo “Wide Thin”. Questo profilo è veloce e comodo, ideale per chi ha mani di dimensioni medie o preferisce un feel moderno. La tastiera è in palissandro.
Pickup: Di solito monta due humbucker proprietari PRS SE (spesso i “85/15 S”). Questi pickup sono versatili, capaci di sonorità pulite e brillanti, ma anche aggressive e potenti quando distorti. Molti modelli SE Custom 24 includono un push/pull sul potenziometro del tono per lo split dei coil, trasformando gli humbucker in single coil per suoni più cristallini e strat-like.
Scala: 25 pollici. Il “sweet spot” di PRS, che offre un buon equilibrio tra la tensione delle corde di una Fender e la suonabilità di una Gibson.
Hardware: Ponte tremolo PRS brevettato (spesso chiamato “PRS Designed Tremolo”) e meccaniche PRS Designed Tuners. Il tremolo è generalmente stabile e affidabile, se usato con moderazione.
Finitura: Poliuretano spesso, lucido. Protegge bene, ma può limitare leggermente la risonanza rispetto a finiture più sottili.
Note Costruttive Rilevanti: Il set-neck assicura un ottimo sustain. La forma del corpo, con il suo doppio cutaway e il top scolpito, è ergonomica e comoda sia in piedi che da seduti. I famosi intarsi “bird” sulla tastiera sono un marchio di fabbrica PRS.

Sentimento Popolare

Sui forum e nelle community, la PRS SE Custom 24 è quasi sempre elogiata per il suo incredibile rapporto qualità-prezzo. Molti la definiscono “la migliore chitarra sotto i 1000 euro”. I punti di forza più citati sono la suonabilità eccezionale, il manico comodo e i suoni versatili. È una chitarra che si adatta a quasi ogni genere, dal blues al metal.

Tuttavia, non mancano le critiche, e sono quelle che ci interessano di più. Le meccaniche “PRS Designed” sono spesso considerate il primo punto debole; molti le sostituiscono con delle locking tuners per una maggiore stabilità dell’accordatura, specialmente se si abusa del tremolo. Anche i pickup, pur essendo buoni, a volte vengono sostituiti con modelli più blasonati (Seymour Duncan, DiMarzio, o veri PRS Core) per chi cerca un suono più specifico o una maggiore articolazione. La finitura in poliuretano, sebbene robusta, è a volte percepita come “spessa” e meno “vibrante” di quelle nitro.

Pro e Contro in Relazione al Prezzo (circa 800-1000€ nuove)

PRO: Suonabilità: Il manico Wide Thin è un sogno per molti, e l’action è spesso ottima di fabbrica.
Versatilità sonora: Dai puliti cristallini ai distorti potenti, copre un’ampia gamma di generi. Lo split coil è un plus.
Estetica: Il top in acero fiammato e gli intarsi bird le conferiscono un look da chitarra di fascia molto più alta.
Costruzione solida: Nonostante sia una “import”, la qualità costruttiva è generalmente eccellente e affidabile.

CONTRO: Hardware: Le meccaniche e a volte i potenziometri possono essere il primo target di un upgrade.
Finitura: Il poliuretano spesso è resistente ma non accontenta tutti i puristi del suono.
Pickup: Buoni, ma non eccezionali. Molti sentono il bisogno di un upgrade per raggiungere il “loro” suono.
Tremolo: Sebbene stabile per un uso moderato, non è un Floyd Rose e non regge abusi estremi senza scordare.

Per chi è adatta / Per chi è meglio evitarla

Adatta a: Chitarristi intermedi o avanzati che cercano una chitarra versatile, affidabile e ben costruita per palcoscenico o studio, senza spendere una fortuna.
Amanti del DIY che vogliono una base solida su cui sperimentare upgrade di pickup, meccaniche ed elettronica. Ho visto trasformazioni incredibili con un budget relativamente contenuto.
Chi cerca un look “premium” senza il prezzo di una Core.
Chitarristi che suonano generi diversi e hanno bisogno di uno strumento che si adatti facilmente.

Meglio evitarla se: Cerchi il suono e la risonanza di una chitarra con finitura nitro e legni super selezionati (dovrai salire alla serie Core).
Sei un purista Fender o Gibson e non riesci a “digerire” il compromesso della scala da 25″ o l’estetica PRS.
Hai un budget molto limitato (sotto i 500€), in quel caso dovrai guardare ad altre marche o a modelli SE usati.
Hai bisogno di un tremolo che sopporti dive bomb estremi senza perdere l’accordatura (ti servirà un Floyd Rose).

2. PRS SE Standard 24/22

La serie “Standard” di PRS si distingue per la sua costruzione più essenziale, spesso con un corpo completamente in mogano, senza il top in acero fiammato. Questo si traduce in un prezzo ancora più accessibile, pur mantenendo la qualità costruttiva e la suonabilità PRS. Le versioni 24 e 22 si riferiscono al numero di tasti.

Caratteristiche Tecniche (Focus sulla SE Standard 24)

Corpo: Mogano monoblocco. Questo dà un suono più caldo, rotondo e focalizzato sui medi rispetto ai modelli con top in acero. Meno attacco brillante, più sustain e “punch”.
Manico: Mogano, set-neck, profilo “Wide Thin” (per la 24) o “Wide Fat” (per la 22, che è più piena in mano e ricorda un po’ i manici Gibson degli anni ’50). Tastiera in palissandro.
Pickup: Due humbucker proprietari PRS SE (spesso gli “85/15 S” o equivalenti). Anche qui, versatilità e possibilità di split coil (a seconda del modello specifico).
Scala: 25 pollici.
Hardware: Ponte tremolo PRS Designed e meccaniche PRS Designed Tuners.
Finitura: Poliuretano lucido.
Note Costruttive Rilevanti: L’assenza del top in acero semplifica la costruzione e riduce i costi, ma non la qualità generale. La risonanza del mogano è evidente.

Sentimento Popolare

La PRS SE Standard è apprezzata come una vera “cavallo da battaglia”. Meno appariscente della Custom 24, ma altrettanto affidabile e suonabile. Molti la preferiscono per la sua estetica più sobria e per il suono più “legnoso” e caldo del mogano puro. È spesso consigliata come prima PRS per chi ha un budget ancora più ristretto.

Le stesse critiche rivolte alla Custom 24 si applicano qui: meccaniche e pickup sono i primi candidati all’upgrade. Tuttavia, dato il prezzo inferiore, il “valore” percepito di questi upgrade è ancora più alto, rendendo la Standard una base eccellente per un progetto di personalizzazione.

Pro e Contro in Relazione al Prezzo (circa 600-800€ nuove)

PRO: Prezzo: È una delle chitarre elettriche PRS più economiche, offrendo un accesso ancora più facile al marchio.
Suono caldo: Il corpo in mogano offre un timbro ricco, pieno e con un grande sustain, ideale per rock, blues e jazz.
Suonabilità: Manico e action eccellenti, come ci si aspetta da PRS.
Base per upgrade: A questo prezzo, spendere 100-200€ per meccaniche e pickup di qualità superiore la trasforma in uno strumento che può competere con chitarre di fascia ben più alta.

CONTRO: Meno “bling”: Manca il top in acero fiammato, il che la rende meno appariscente della Custom 24, ma questo è soggettivo.
Hardware e Pickup: Stessi punti deboli della Custom 24.
Versatilità: Il suono è un po’ meno brillante e “aperto” rispetto alla Custom 24, il che potrebbe non piacere a tutti.

Per chi è adatta / Per chi è meglio evitarla

Adatta a: Principianti avanzati o intermedi che cercano una chitarra di qualità superiore alla media, con un budget limitato.
Chitarristi che preferiscono un suono più caldo e corposo del mogano.
Chi cerca una chitarra solida e affidabile da portare in giro, magari come “backup” o per le prove.
Progettisti DIY che vogliono un’ottima base per un progetto di modifica chitarra significativa, partendo da un costo contenuto.

Meglio evitarla se: Vuoi l’estetica fiammata e la brillantezza sonora del top in acero (in quel caso, la SE Custom 24 è la scelta migliore).
Non ti interessa l’idea di fare upgrade in futuro e vuoi tutto “perfetto” out of the box (difficile a questa fascia di prezzo per qualsiasi marca).

3. PRS S2 Custom 24

Se la serie SE è un antipasto eccellente, la S2 è il piatto principale per chi vuole un’autentica PRS americana senza dover ipotecare la casa. La PRS S2 Custom 24 è il ponte tra le chitarre import e le Core di fascia alta, offrendo un vero Made in USA con un occhio al portafoglio.

Caratteristiche Tecniche

Corpo: Mogano con top in acero (spesso un “beveled” top, ovvero smussato, meno scolpito delle Core, ma comunque un vero pezzo di acero). Questo mantiene la combinazione tonale classica PRS con un processo di produzione più efficiente.
Manico: Mogano, set-neck, con profili “Pattern Regular” o “Pattern Thin”. Questi profili sono simili ai Core, offrendo un feel estremamente confortevole. Tastiera in palissandro.
Pickup: Spesso monta humbucker proprietari PRS S2 (es. “85/15 S” o “HFS S2”), progettati specificamente per questa serie. Hanno un carattere più vicino ai pickup Core rispetto ai SE, con maggiore chiarezza e dinamica. Anche qui, push/pull per lo split coil.
Scala: 25 pollici.
Hardware: Ponte tremolo PRS brevettato (spesso lo stesso design delle Core, ma con materiali leggermente diversi) e meccaniche PRS S2 Locking Tuners. Le meccaniche bloccanti sono un enorme vantaggio per la stabilità dell’accordatura.
Finitura: Poliuretano, ma spesso più sottile e con un processo di applicazione più curato rispetto alle SE, il che contribuisce a una migliore risonanza.
Note Costruttive Rilevanti: Made in USA. Processo produttivo ottimizzato per ridurre i costi senza sacrificare troppo la qualità dei materiali e la suonabilità. Il top beveled è una caratteristica distintiva.

Sentimento Popolare

La PRS S2 Custom 24 è vista come un’ottima via di mezzo. Molti la considerano un vero affare per una chitarra USA-made. Il feeling è innegabilmente “PRS”, con una qualità costruttiva e sonora superiore alle SE. Le meccaniche bloccanti di serie sono un plus molto apprezzato. La critica principale, se vogliamo trovarne una, è che non ha lo stesso “mojo” o i legni visivamente spettacolari di una Core, ma è un compromesso accettabile per il prezzo. Alcuni puristi del suono preferiscono comunque i pickup Core, ma quelli S2 sono già un ottimo punto di partenza.

Pro e Contro in Relazione al Prezzo (circa 1800-2500€ nuove)

PRO: Made in USA: La qualità costruttiva e l’attenzione ai dettagli sono di un livello superiore rispetto alle SE.
Hardware migliorato: Le meccaniche locking di serie sono un grande vantaggio per la stabilità dell’accordatura. Il tremolo è eccellente.
Suono: I pickup S2 sono più raffinati e dinamici, avvicinandosi al carattere delle Core.
Suonabilità: I profili del manico sono estremamente confortevoli e rifiniti.
Estetica: Anche se non a livello Private Stock, i top in acero sono comunque belli e curati.

CONTRO: Prezzo: È un investimento significativo, quasi il doppio di una SE.
Non è una Core: Non ha i legni più esotici o le finiture nitro delle Core,
é lo stesso livello di artigianalità “boutique”.
Finitura: Anche se migliore delle SE, è comunque poliuretano.

Per chi è adatta / Per chi è meglio evitarla

Adatta a: Chitarristi professionisti o amatoriali seri che cercano una chitarra USA-made di alta qualità senza raggiungere i prezzi delle Core.
Chi vuole una PRS “vera” ma non ha bisogno del top di gamma assoluto o delle finiture più elaborate.
Musicisti che suonano in contesti live o in studio e hanno bisogno di affidabilità e un suono di alto livello.
Chi apprezza la filosofia PRS e vuole unire qualità costruttiva, design e un tocco di esclusività Made in USA.

Meglio evitarla se: Il tuo budget è limitato; in quel caso, una SE rappresenta un valore migliore.
Cerchi il massimo della risonanza e del “mojo” vintage, che spesso si trova solo con finiture nitro e legni super selezionati (Core o Private Stock).
Non ti interessa l’origine “Made in USA” e preferisci massimizzare il rapporto qualità/prezzo puro (le SE offrono ancora un valore eccezionale a un costo inferiore).

Considerazioni sul “Fai Da Te” e Upgrade

Qui casca l’asino, o meglio, qui entra in gioco la nostra filosofia di biafax.it. Le chitarre elettriche PRS, soprattutto le SE, sono una tela fantastica per il fai da te. Ho visto con i miei occhi SE Custom 24 trasformate in macchine da guerra con pochi interventi mirati.

La verità è che, per la fascia di prezzo delle SE, qualche compromesso ci deve essere. Spesso, questi compromessi riguardano componenti facilmente sostituibili.

1. Meccaniche: Le meccaniche PRS Designed, pur essendo funzionali, non sono sempre le più precise o le più stabili. Un upgrade a un set di locking tuners (tipo Grover, Gotoh o Hipshot) è una delle modifiche più comuni e con il miglior rapporto costo/beneficio. Migliora drasticamente la stabilità dell’accordatura, specialmente se usi il tremolo. L’installazione è abbastanza semplice per chi ha un minimo di manualità.n2. Pickup: I pickup PRS SE sono buoni, ma un paio di humbucker di fascia alta (Seymour Duncan JB/Jazz, DiMarzio PAF Pro/Super Distortion, o anche dei veri PRS Core 58/85/15) possono elevare il suono a un livello superiore. Non è una modifica da poco, richiede saldature e un po’ di attenzione, ma il risultato può essere sorprendente. Ho montato un set di Seymour Duncan su una SE Standard di un amico, e il suono si è aperto in un modo che non ti as aspetti.n3. Elettronica: Potenziometri e condensatori spesso sono standard sule SE. Sostituire i pot con dei CTS o Bourns di qualità e i condensatori con dei Orange Drop o carta e olio può migliorare la reattività dei controlli di tono e volume e la chiarezza generale del segnale. È un intervento relativamente economico e che può fare la differenza.n4. Capotasto: Un capotasto in Tusq o osso, ben intagliato, migliora la stabilità dell’accordatura e il sustain. È un lavoro di precisione, ma fattibile con gli attrezzi giusti.

Questi upgrade non solo migliorano le prestazioni della chitarra, ma ti danno anche la soddisfazione di averla personalizzata. E non sottovalutare l’importanza di un buon setup: regolazione del truss rod, altezza delle sellette, intonazione. Un buon setup può rendere una chitarra economica molto più suonabile di una costosa mal settata. Se ti interessa approfondire, ho scritto un sacco di cose su come migliorare il tuo strumento nella sezione modifica chitarra del blog.

Consiglio Finale e Alternative

Allora, alla fine della fiera, vale la pena prendere una chitarra elettrica PRS? La risposta è un sonoro “dipende”.

Se hai un budget limitato ma vuoi una chitarra versatile, suonabile e con un’estetica accattivante, la PRS SE Custom 24 o la SE Standard sono scelte eccellenti. Sono strumenti solidi, che ti dureranno anni e che, con qualche upgrade mirato, possono competere con chitarre di fascia superiore. Sono la mia raccomandazione per la maggior parte dei chitarristi intermedi che vogliono fare un passo avanti.

Se cerchi un vero Made in USA, con una qualità costruttiva e un feeling ancora più raffinato, ma senza svenarti, la PRS S2 Custom 24 è un’opzione fantastica. È un investimento più consistente, ma ti porta a casa una chitarra americana di alto livello, pronta per qualsiasi situazione.

Chi dovrebbe evitarle? Se sei un purista assoluto di Fender o Gibson, e non riesci a sopportare l’idea di una “via di mezzo”, potresti non trovare la tua felicità con PRS. Anche se cerchi il suono ultra-vintage o ultra-moderno e specifico, potresti preferire marche più specializzate in quel campo.

Alternative da considerare: Ibanez: Per chi cerca velocità, manici sottili e suoni moderni, Ibanez offre un’ampia gamma di chitarre di qualità eccellente a prezzi competitivi, specialmente nelle serie Premium e Prestige.
Schecter: Un’altra marca che offre un ottimo rapporto qualità-prezzo, con un focus sul rock e metal, ma con modelli versatili. Spesso con hardware e pickup di marca già di serie.
Epiphone Les Paul/SG: Se il tuo cuore batte per le forme classiche Gibson ma il portafoglio dice no, le Epiphone moderne (specialmente le serie Inspired by Gibson) sono migliorate tantissimo e offrono un valore incredibile.
* Kit fai da te: E non dimentichiamoci l’opzione più divertente di tutte! Se hai voglia di sporcarti le mani, un buon kit chitarra può darti un risultato sorprendente, personalizzabile al 100%, e ti insegna un sacco di cose sul funzionamento del tuo strumento. Ho costruito la mia prima telecaster da un kit, e da lì non ho più smesso.

Il mio consiglio finale? Prova. Vai in un negozio, prendi in mano una SE Custom 24, una S2, e magari anche una Core se ne hanno una. Senti il manico, ascolta il suono, prova i controlli. Ogni chitarra è un’estensione di chi la suona.

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