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Recensione Mayones Regius 6: Vale la Pena?

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Recensione Mayones Regius 6: Vale la Pena?

Allora, mettiamoci subito al tavolo, senza troppi giri di parole. Quando si parla di chitarre di fascia alta, quelle che ti fanno sognare ma che spesso costano come una macchina usata, c’è sempre la stessa domanda che frulla in testa: “Ma vale davvero la pena spendere tutti quei soldi?”. Oggi mettiamo sotto la lente d’ingrandimento una di queste bestie, la Mayones Regius 6. Non sono un liutaio professionista, lo sai. Sono uno che in garage ha montato, smontato, segato, saldato e, diciamocelo, ha anche sbagliato un bel po’ di volte. Ma proprio per questo, ho imparato a capire cosa conta davvero in uno strumento, e cosa è solo fumo negli occhi. La Mayones Regius 6 è un nome che nel giro degli appassionati di generi un po’ più spinti, dal metal progressivo al djent, risuona forte. È una chitarra che promette prestazioni al top, estetica mozzafiato e una cura costruttiva maniacale. Ma per chi come noi si sporca le mani col legno e l’elettronica, la domanda è più sottile: cosa c’è sotto quella vernice lucida? Cosa possiamo imparare da una chitarra così, e soprattutto, i soldi che chiede sono giustificati da qualcosa che un hobbista attento non potrebbe replicare o trovare in una soluzione più economica? Parliamoci chiaro, il lettore che è qui ora, probabilmente, sta accarezzando l’idea di fare il grande passo. Ha messo da parte qualche soldo, ha visto qualche video su YouTube e ora si chiede: “Ok, è bella, ma è la chitarra per me? E soprattutto, il mio portafoglio mi perdonerà?”. Cerchiamo di capirlo insieme, con la mentalità di chi sa che un buon setup può fare miracoli anche su una chitarra da due soldi, ma riconosce anche il valore di un lavoro fatto a regola d’arte fin dall’inizio.

Caratteristiche Tecniche: Cosa C’è Sotto il Cofano?

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[GRIGLIA FOTO] Prima di farci prendere la mano dalle sensazioni, mettiamo giù i dati. La Mayones Regius 6 non è una chitarra fatta a caso, ogni componente è scelto con un criterio preciso, spesso orientato alla performance e alla stabilità. Vediamo una configurazione tipica, tenendo presente che Mayones offre parecchie opzioni di personalizzazione, ma qui ci concentriamo su quello che si trova più spesso sul mercato. Corpo: Tipicamente si parla di Swamp Ash (frassino di palude) per il back, un legno leggero e risonante, che dà un bel sustain e una risposta equilibrata, con un attacco percussivo. Sopra, spesso troviamo un top in legni esotici come Flame Maple, Quilted Maple, o Buckeye Burl, che non sono lì solo per l’estetica. Certo, sono bellissimi, ma aggiungono anche una certa brillantezza e definizione al suono, comprimendo leggermente le frequenze più basse. È un classico abbinamento per chitarre moderne. Manico: Qui Mayones non scherza. Spesso si tratta di un manico multi-ply, cioè composto da diverse strisce di legni diversi, incollate insieme. Le combinazioni più comuni includono Wenge, Purpleheart e Maple (acero), a volte anche 11 pezzi. Questa costruzione non è una semplice scelta estetica; è una questione di stabilità. Un manico multi-ply è molto più resistente alle torsioni e ai cambiamenti di umidità e temperatura rispetto a un manico in un solo pezzo. Per chi come me ha lottato con manici che si muovono come anguille, capisce il valore di questa scelta. La costruzione è quasi sempre neck-through, cioè il manico attraversa l’intero corpo della chitarra, garantendo un sustain pazzesco e un accesso senza ostacoli agli ultimi tasti. Tastiera: Quasi sempre Ebony (ebano). Un legno duro, denso, che offre una superficie liscia e veloce, ideale per shredding e passaggi complessi. Contribuisce a un attacco rapido e una buona definizione delle note. I tasti sono spesso in Stainless Steel (acciaio inossidabile), un upgrade che, se hai mai ritastato una chitarra, sai quanto sia prezioso. Durano una vita, rimangono lucidi e non si consumano. Scala: La maggior parte delle Regius 6 ha una scala da 25.4″ (645mm). È leggermente più lunga della classica Fender (25.5″) e più lunga della Gibson (24.75″). Questa piccola differenza è pensata per dare più tensione alle corde, migliorando l’intonazione, la chiarezza delle note (specialmente in accordature basse) e il sustain. Non è una multi-scala, ma è un buon compromesso. Pickup: Mayones offre diverse opzioni, ma le più gettonate, e quelle che ho visto più spesso nelle configurazioni standard, sono i Bare Knuckle Pickups (BKP). Modelli come i Ragnarok, Aftermath o Juggernaut sono lì per un motivo: sono pickup di fascia alta, con un output elevato, grande chiarezza, attacco definito e ottima separazione delle note, perfetti per generi moderni e complessi. A volte si trovano anche Seymour Duncan, ma BKP sono quasi un marchio di fabbrica per Mayones. Hardware: Qui non si risparmia. Il ponte è quasi sempre un Hipshot Fixed Bridge (o, a richiesta, un Hipshot Tremolo), noto per la sua stabilità d’accordatura e la facilità di regolazione. Le meccaniche sono Hipshot Locking Tuners, bloccanti, il che significa massima stabilità e cambio corde rapidissimo. Tutta roba di prim’ordine, insomma. Finitura: Dalle finiture Transparent Matte (opache trasparenti) che esaltano le venature del legno, alle Gloss (lucide) impeccabili. La cura nei dettagli è altissima, e si vede. Note Costruttive Rilevanti: Oltre a quanto detto, quasi tutte le Regius hanno i Luminlay Side Dots, cioè i segnatasti laterali che si illuminano al buio. Una chicca per chi suona sul palco o in ambienti poco illuminati. L’accesso al truss rod è spesso ben integrato e facile da raggiungere, un dettaglio non da poco per chi fa il setup da sé. Insomma, sulla carta, la Regius 6 è un concentrato di quanto di meglio si possa mettere su una chitarra moderna. Legni selezionati, costruzione robusta, elettronica e hardware al top. Ma i dati sono una cosa, l’esperienza un’altra.

Sentimento Popolare: Cosa Dicono Quelli Che L’Hanno Provata?

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[BOX AFFILIAZIONE] Ok, la scheda tecnica è impressionante. Ma cosa dicono le voci di corridoio, i forum, i gruppi Facebook di appassionati? Quelli che la suonano, la possiedono, o l’hanno provata in negozio. Il “sentimento popolare” su una chitarra come la Mayones Regius 6 è abbastanza polarizzato, come spesso accade con strumenti di questo calibro. Partiamo dai pro, quelli che fanno battere il cuore: Costruzione Impeccabile: Questo è un punto su cui quasi tutti concordano. La qualità costruttiva è ai massimi livelli. Non si trovano sbavature nella vernice, giunzioni imperfette, tasti mal rifiniti. È uno strumento che trasmette solidità e precisione. Molti la definiscono “un’opera d’arte” e, devo ammetterlo, quando ne ho avuta una in mano per un setup veloce ad un amico, ho capito cosa intendono. Non è la mia solita partscaster, ecco. Playability Estrema: Il manico è un altro punto forte. Molti lo descrivono come “veloce”, “comodo”, “scorrevole”. Il profilo è solitamente sottile ma non eccessivamente piatto, il che permette sia di fare accordi che shredding senza affaticare la mano. La costruzione neck-through e la giunzione tacco-corpo praticamente inesistente rendono l’accesso agli ultimi tasti un sogno. Se sei abituato a manici un po’ più ciccioni, potresti trovarla diversa, ma la maggior parte la adora. Suono Potente e Definito: I pickup Bare Knuckle, combinati con i legni scelti, producono un suono che è quasi un riferimento per il metal moderno. Molta aggressività, ma con una chiarezza che ti permette di sentire ogni nota, anche con gain elevato. La separazione delle corde è ottima, fondamentale per riff complessi o accordi aperti distorti. Non è una chitarra che si perde nel fango sonoro. Estetica da Urlo: Beh, su questo c’è poco da discutere. I top in legni esotici, le finiture curate, la forma moderna ma elegante. È una chitarra che si fa notare, sia sul palco che appesa al muro. È il tipo di strumento che ti fa venire voglia di prenderla in mano solo per ammirarla. Ma, come ogni cosa, ci sono anche i contro o, per meglio dire, le considerazioni che emergono quando si parla di un acquisto così importante. E qui entra in gioco la nostra mentalità da hobbisti attenti al budget. Il Prezzo: Questo è il vero elefante nella stanza. Una Mayones Regius 6 nuova, in una configurazione standard, parte da cifre che superano abbondantemente i 3000-4000 euro e possono salire ancora con le personalizzazioni. Per molti, è semplicemente fuori portata. Molti si chiedono se una chitarra da 1500-2000 euro, magari con qualche modifica chitarra ben fatta, non possa offrire un’esperienza simile per una frazione del costo. È una domanda legittima, e ce la faremo anche noi. Suono Specializzato: Se da un lato il suono è potente e definito, dall’altro alcuni lo trovano un po’ troppo “moderno” o “specializzato”. Se cerchi il calore di una Les Paul vintage o il twang di una Telecaster, la Regius 6 potrebbe non essere la tua prima scelta. Eccelle nel high-gain, ma la sua versatilità in altri generi, pur essendo presente, non è il suo punto di forza. Non è una chitarra “tuttofare” nel senso più ampio del termine, anche se con i giusti pickup si può fare molto. Disponibilità e Tempi d’Attesa: Essendo strumenti semi-boutique, la disponibilità non è sempre immediata. Se vuoi una configurazione personalizzata, i tempi d’attesa possono essere lunghi, a volte anche diversi mesi. Non è come andare in negozio e prendere una Fender American Standard. Valore dell’Usato: Sebbene mantenga bene il valore, l’investimento iniziale è tale che la perdita, se decidi di rivenderla, è comunque significativa in termini assoluti. Non è una chitarra che si compra e si vende con leggerezza. In sintesi, la community la venera per la sua qualità costruttiva e le prestazioni, ma è ben consapevole del prezzo elevato e del suo orientamento sonoro specifico. Nessuno la definisce “perfetta” in assoluto, ma è unanimemente riconosciuta come uno strumento di altissimo livello nel suo segmento.

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Pro e Contro in Relazione al Prezzo: Il Vero Nodo della Questione

Eccoci al punto cruciale, quello che ci fa scervellare per ore. La Mayones Regius 6 è un investimento importante. Come si bilanciano i suoi innegabili pregi con il costo salato? Per noi, che spesso abbiamo il saldatore in mano e una pila di pezzi di ricambio in garage, la questione è ancora più sentita.

I PRO che Giustificano (in parte) il Prezzo

1. Qualità Costruttiva Senza Compromessi: Non è solo questione di legni belli. È la precisione degli incastri, la fresatura delle cavità, la finitura dei tasti, il setup di fabbrica. Tutte cose che, se hai mai assemblato una chitarra partendo da zero, sai quanto tempo e quanta perizia richiedano. Mayones offre un livello di artigianalità che si avvicina molto al custom shop, ma con la consistenza di una produzione più strutturata. Questo significa che la chitarra è uno strumento affidabile, progettato per durare e per rendere al massimo fin dal primo momento. 2. Stabilità e Affidabilità: Manico multi-ply, hardware Hipshot, tasti in acciaio inox. Questi non sono dettagli estetici. Sono scelte ingegneristiche che si traducono in uno strumento che tiene l’accordatura come un macigno, che non si muove con i cambi climatici e che richiede meno manutenzione nel tempo. Se sei un musicista che suona dal vivo, in tour, o semplicemente non vuole perdere tempo con micro-regolazioni continue, questa stabilità ha un valore enorme. Per chi come me ha passato serate intere a inseguire un’intonazione che non tornava mai, la tranquillità di uno strumento stabile non ha prezzo. 3. Componentistica Top di Gamma: Pickup Bare Knuckle, hardware Hipshot. Stiamo parlando di componenti che, acquistati singolarmente, costano un occhio della testa. In una Regius, sono integrati perfettamente e ottimizzati per lavorare insieme. Non devi preoccuparti di fare upgrade o modifiche, perché già di fabbrica hai il meglio disponibile. Certo, potresti assemblare una chitarra con gli stessi componenti, ma l’integrazione e il bilanciamento sono un altro paio di maniche. 4. Esperienza di Suono Superiore: Il risultato di tutto questo è un’esperienza di suono e di feeling che pochi altri strumenti possono offrire. La risonanza, il sustain, la definizione, la facilità con cui le note escono. Non è solo questione di avere un suono “bello”, ma di avere uno strumento che ti ispira, che ti permette di esprimere al meglio la tua tecnica e la tua creatività. E questo, per un musicista, è un valore inestimabile.

I CONTRO che Fanno Pensare (e Rimettere in Discussione) il Prezzo

1. Legge dei Rendimenti Decrescenti: Questo è il punto focale per chiunque abbia un budget. Arrivati a un certo livello di prezzo, i miglioramenti non sono più lineari. Passare da una chitarra da 500€ a una da 1500€ spesso comporta un salto qualitativo enorme. Passare da una da 1500€ a una da 4000€? Il salto c’è, è percepibile, ma è molto più sottile. Per un orecchio non allenatissimo o in un contesto di band, la differenza potrebbe non essere così “rivoluzionaria” da giustificare la spesa quadrupla. Molto di quel costo extra è per la perfezione estetica, la selezione maniacale del legno e la manodopera specializzata, che per un musicista “da garage” potrebbe non essere prioritaria. 2. Sovrapprezzo del Marchio e del “Boutique”: Una parte del costo è inevitabilmente legata al brand, alla reputazione, al fatto di essere un produttore “boutique”. È un po’ come comprare un orologio di lusso: paghi la qualità, certo, ma anche l’esclusività e lo status. Questo non è un difetto, ma è una realtà del mercato. Per noi che guardiamo al sodo, magari preferiremmo spendere quei soldi in un ottimo amplificatore o in un pedale boutique, che potrebbero avere un impatto più significativo sul nostro suono complessivo. 3. Alternative Valide a Minore Costo: Se l’obiettivo è avere una chitarra performante per generi moderni, ci sono sul mercato strumenti eccellenti in fasce di prezzo inferiori (ad esempio, Schecter, Ibanez Prestige, LTD Deluxe, Charvel). Magari non avranno il manico in 11 pezzi di wenge o il top in buckeye burl, ma offrono comunque pickup di qualità, hardware affidabile e una buona suonabilità. E con qualche modifica chitarra mirata, si possono portare a un livello ancora più alto. Ho visto partscaster assemblate con cura che, pur costando la metà, suonavano da paura e avevano un feeling incredibile. 4. Rischio di Sottoutilizzo: Se sei un hobbista che suona principalmente in casa o in sala prove con gli amici, una chitarra così costosa potrebbe essere “troppo”. Il rischio è di averla e non sfruttare appieno il suo potenziale, o peggio, di avere paura di portarla in giro per timore di rovinarla. Questo non è un difetto della chitarra, ma una considerazione pratica sul suo utilizzo nel tuo contesto. In conclusione, il prezzo della Mayones Regius 6 è giustificato dalla qualità oggettiva e dai materiali di prim’ordine. Non è un prezzo gonfiato per uno strumento scadente. Il punto è se tu hai bisogno di quel livello di perfezione e se il tuo budget può sopportarlo senza rimorsi.

Per Chi è Adatto il Mayones Regius 6? Chi Dovrebbe Evitarlo?

Dopo aver sviscerato le caratteristiche e le opinioni, proviamo a tirare le somme e a capire a chi si rivolge questa chitarra, e chi invece farebbe bene a guardare altrove. Il tuo problema, da lettore, è capire se questa soluzione è quella giusta per te.

Chi Dovrebbe Considerare Seriamente la Mayones Regius 6?

1. Il Professionista o il Semiprofessionista Esigente: Se fai della musica la tua vita, suoni dal vivo regolarmente, vai in studio e hai bisogno di uno strumento che sia una macchina da guerra, affidabile e performante in ogni situazione, allora la Regius 6 è una candidata fortissima. La sua stabilità, la sua suonabilità e il suo suono definito ti permetteranno di concentrarti sulla musica senza preoccuparti dello strumento. Qui, il costo è un investimento sul tuo lavoro. 2. L’Appassionato di Generi Moderni con Budget Consistente: Se ami il metal progressivo, il djent, il technical death metal, e hai sempre sognato uno strumento che ti dia il massimo in termini di velocità, definizione e potenza, e hai il budget per permettertelo, allora questa chitarra ti darà grandi soddisfazioni. Non è solo uno strumento, è un’esperienza. 3. Il Collezionista o l’Amante dell’Artigianato di Lusso: Se apprezzi la liuteria di alto livello, la cura maniacale dei dettagli, i legni esotici e l’idea di possedere un pezzo di artigianato moderno, allora la Regius 6 può essere un’ottima aggiunta alla tua collezione. È un oggetto bello da vedere e da suonare. 4. Chi Vuole il “Plug & Play” Perfetto: Se non hai voglia di fare modifiche, non ti interessa il fai da te per l’upgrade dei pickup o dell’hardware, e vuoi semplicemente una chitarra che suoni e si senta al top fin dal primo momento, senza compromessi, allora la Regius 6 è pensata per te.

Chi Dovrebbe Pensarci Due Volte (o Evitarla Del Tutto)?

1. Chi Ha un Budget Limitato (o Preferisce Spenderlo Altrove): Questo è il caso più comune. Se spendere 3000-4000 euro per una chitarra ti mette in difficoltà economica o ti fa sentire in colpa, allora non è la chitarra per te. Ci sono tantissime ottime alternative, anche con modifiche chitarra mirate, che ti daranno un risultato eccellente senza svuotare il conto in banca. Il piacere di suonare non deve essere un peso. 2. Il Principiante o il Musicista Occasionale: Se sei all’inizio del tuo percorso musicale o suoni solo per hobby qualche volta al mese, una chitarra di questo livello è un lusso eccessivo. Non sfrutterai il suo potenziale e potresti trovare alternative molto più economiche e adatte alle tue esigenze attuali. Meglio investire in lezioni o in un buon amplificatore. 3. Chi Cerca Versatilità Estrema o Suoni Vintage: Se il tuo repertorio spazia dal jazz al blues, dal rock classico al pop, e hai bisogno di una chitarra che possa coprire una vasta gamma di sonorità senza risultare troppo “specifica”, la Regius 6 potrebbe non essere la scelta ideale. Pur essendo capace di fare anche altro, il suo DNA è orientato al moderno e all’aggressivo. Esistono chitarre più versatili sul mercato. 4. L’Appassionato di DIY Estremo: Se il tuo divertimento è comprare una chitarra economica e trasformarla in una macchina da guerra con pickup nuovi, elettronica rifatta, capotasto in osso e un setup perfetto, allora comprare una Mayones Regius 6 è quasi uno spreco. È già perfetta. Non ti darebbe la stessa soddisfazione di aver “creato” qualcosa con le tue mani. Insomma, la Mayones Regius 6 è una chitarra per un pubblico specifico, con esigenze ben definite e un budget adeguato. Se rientri in quella categoria, potresti aver trovato la tua compagna di vita musicale. Se no, non scoraggiarti, il mondo delle chitarre è vastissimo e pieno di opzioni incredibili.

Consiglio Finale e Alternative

Allora, alla fine della fiera, la Mayones Regius 6 vale la pena? La risposta, come spesso accade nel mondo degli strumenti musicali, è un bel “dipende”. Se hai il budget, se i generi moderni sono il tuo pane quotidiano, e se cerchi uno strumento di altissima qualità, impeccabile sotto ogni punto di vista, che ti dia una sensazione di lusso e performance senza compromessi, allora sì, la Regius 6 è un investimento che ti ripagherà in termini di soddisfazione e affidabilità. Non ti farà suonare meglio di quanto sai già fare, ma ti darà tutti gli strumenti per esprimerti al meglio senza ostacoli. È un’esperienza diversa, quella di avere uno strumento dove non devi pensare a migliorare nulla, solo a suonare. Però, se il budget è un problema, o se non sei un professionista che ha bisogno di ogni minimo vantaggio competitivo, o se semplicemente preferisci un approccio più “manovale” alla tua attrezzatura, allora il mio consiglio è di pensarci bene. Non c’è nulla di male a sognare una Mayones, ma c’è tantissimo valore in soluzioni più accessibili.

Alternative da Considerare:

1. Ibanez Prestige/Axion Label/RG Series: Molte Ibanez di fascia alta offrono pickup di qualità (DiMarzio, Fishman Fluence), hardware affidabile e manici veloci. Sono spesso più economiche della Mayones e offrono un’ottima playability per generi simili. La serie Prestige, in particolare, è prodotta in Giappone con standard elevati. 2. Schecter Hellraiser/Banshee Elite/KM Series: Schecter offre un rapporto qualità-prezzo eccellente. Spesso montano pickup attivi EMG o passive Seymour Duncan, hardware Hipshot e legni interessanti, con manici sottili e veloci. Sono strumenti robusti e performanti, ideali per il metal. 3. LTD Deluxe Series (EC-1000, H-1000): La linea Deluxe di ESP LTD è un altro punto di riferimento per chi cerca qualità semi-boutique a un prezzo più abbordabile. Ottimi pickup (EMG, Seymour Duncan, Fishman) e una costruzione solida. 4. Partscaster o Chitarra “Moddata”: Questa è la mia preferita, lo sai. Prendi una buona base (un corpo e un manico di qualità decente, anche usati), investi in pickup di fascia alta (magari proprio dei Bare Knuckle usati), un buon hardware (Hipshot è ottimo, ma anche Gotoh o Schaller fanno il loro dovere), e poi metti le mani in pasta. Fai un setup impeccabile, livella e lucida i tasti, cura l’elettronica. Con 1000-1500 euro, se hai un po’ di tempo e pazienza, puoi tirare fuori una chitarra che ti darà un feeling e un suono incredibili, e che soprattutto sarà tua, fatta su misura dalle tue mani. L’ho fatto diverse volte, e la soddisfazione è impagabile. Non avrà il prestigio del marchio Mayones, ma avrà la tua anima. La scelta finale è sempre personale. La Mayones Regius 6 è una chitarra fantastica, un benchmark di qualità. Ma non è l’unica strada per la felicità sonora. Valuta bene le tue esigenze, il tuo budget e, soprattutto, quello che ti fa sentire bene quando metti le mani sul manico.

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FAQ (Domande Frequenti)

Ok, dopo tutta questa pappardella, magari ti sono venute in mente un paio di domande veloci. Proviamo a rispondere a quelle più comuni.

La Mayones Regius 6 è una chitarra versatile?

Dipende da cosa intendi per versatile. Eccelle nei generi moderni, ad alto gain, dove la chiarezza e la definizione sono fondamentali. Può fare anche clean e crunch, ma il suo carattere è decisamente orientato verso sonorità più aggressive e precise. Se cerchi una chitarra che suoni “bene” in ogni genere, dalla fusion al blues classico, potresti trovare alternative più adatte o che richiedono meno sforzo per adattarsi.

C’è molta differenza tra una Regius 6 e una Regius 7/8 corde?

Sì, ci sono differenze significative, anche se la filosofia costruttiva rimane la stessa. Le versioni a 7 o 8 corde sono pensate specificamente per accordature ancora più basse e per espandere il range sonoro, con manici più larghi e spesso scale più lunghe (o multi-scala). Questo influisce sulla tensione delle corde, sulla suonabilità e sul carattere sonoro generale. La Regius 6 è il modello “standard” che offre un’esperienza di chitarra moderna ad alte prestazioni.

I pickup Bare Knuckle sono l’unica opzione valida per la Mayones Regius 6?

o, Mayones offre diverse opzioni di pickup, inclusi Seymour Duncan e Fishman Fluence. I Bare Knuckle sono molto popolari e spesso associati al suono Mayones per il loro output e la loro chiarezza. La scelta dipende dai tuoi gusti personali e dal tipo di suono che cerchi. Ogni marca e modello di pickup ha le sue sfumature. Se hai l’occasione, prova diverse configurazioni.

Vale la pena comprare una Mayones Regius 6 usata?

Assolutamente sì! Anzi, per molti è il modo più sensato per accedere a strumenti di questo livello. Le Mayones sono costruite per durare, e anche un esemplare usato, se ben tenuto, può offrire prestazioni eccezionali. Il deprezzamento iniziale è già stato assorbito dal primo proprietario, quindi puoi fare un ottimo affare. Controlla sempre bene le condizioni del manico, dei tasti e dell’elettronica, come faresti con qualsiasi chitarra usata. Il mio consiglio è sempre quello: se puoi, provala prima di comprarla.

È difficile fare il setup su una Regius 6?

o, anzi. Grazie alla qualità costruttiva e all’hardware di fascia alta (ponte fisso Hipshot e meccaniche autobloccanti), il setup è generalmente molto stabile e semplice. Le regolazioni del truss rod sono accessibili e il ponte Hipshot permette un’accordatura e un’intonazione precise con relativa facilità. Se hai già fatto setup su altre chitarre, non avrai problemi.

Per ulteriori dettagli tecnici puoi consultare questa risorsa esterna.

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