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Recensione Yamaha Revstar RSP20: Voto finale
Allora, la Yamaha Revstar Professional RSP20. Una chitarra che, diciamocelo, ha fatto girare un bel po’ di teste da quando Yamaha ha deciso di rimetterci mano seriamente. Non è la solita Strat o la solita Les Paul, e già questo è un punto a suo favore, almeno per me che cerco sempre qualcosa di un po’ fuori dal coro. Quando mi è capitato di provarne una per bene, la prima cosa che ho pensato è stata: “Ok, Yamaha non scherza”. E ve lo dico io, che in garage ne ho viste e montate di ogni, dal kit più economico alla chitarra recuperata da un mercatino. Non sono un liutaio con la bottega in centro, ma uno che ha imparato a forza di smontare, saldare e, sì, anche sbagliare. E la Revstar RSP20, in questo senso, è un bell’esempio di come si possa fare una chitarra con un carattere tutto suo, senza per forza copiare i soliti noti. Il lettore di solito arriva qui con una domanda precisa: “Vale la pena spendere tutti quei soldi per una Revstar RSP20, o mi butto su qualcosa di più ‘classico’?” È una domanda lecita, e ti capisco benissimo. Il mercato è pieno di ottime chitarre, e a volte scegliere è un casino. Qui non ti dirò che è perfetta o che devi comprarla per forza. Ti dico quello che ho capito io, quello che si dice in giro tra chi le chitarre le suona e magari se le aggiusta pure, e poi tiriamo le somme. La Revstar Professional RSP20 non è una chitarra per tutti. E non lo dico in senso snob. Lo dico perché ha una sua estetica, un suo feeling, e un prezzo che la mette in una fascia dove la concorrenza è agguerrita, con nomi che fanno storia. Ma se cerchi un’alternativa valida, con una qualità costruttiva di alto livello e un carattere distintivo, allora forse siamo sulla strada giusta. Parliamo chiaro, non è una chitarra “economica” da assemblare la domenica pomeriggio. Ma se stai pensando di investirci, vuoi capire se quell’investimento è ripagato. E per capirlo, dobbiamo guardare sotto il cofano, sentire cosa ne pensa la gente, e mettere tutto sul piatto della bilancia.
Caratteristiche tecniche della Yamaha Revstar RSP20
Quando si parla di una chitarra di questa fascia, i dettagli costruttivi non sono solo numeri su una scheda, ma scelte precise che influenzano suono, feeling e durata nel tempo. La Yamaha Revstar RSP20, essendo il modello di punta della serie Professional, sfoggia una serie di accorgimenti che la distinguono.
Corpo e Legni
Il corpo della Revstar RSP20 è in mogano, un classico per il sustain e la ricchezza armonica. Ma la vera chicca è la sua struttura chambered, ovvero “camerata”. Non è un corpo solido pieno, ma presenta delle camere interne scavate. Questa tecnica serve a ridurre il peso complessivo della chitarra, rendendola più comoda da suonare per lunghe sessioni, e a migliorare la risonanza. Il mogano è poi accoppiato a un top in acero, spesso fiammato, che aggiunge brillantezza e attacco al suono. La combinazione mogano/acero è un pilastro della liuteria elettrica, nota per il suo equilibrio tra calore e chiarezza. Nel caso della RSP20, il design chambered contribuisce a un suono più “arioso” e risonante, senza sacrificare il sustain tipico del mogano.
Manico e Tastiera
Il manico è anch’esso in mogano, con un profilo che Yamaha descrive come “Revstar”. È un profilo comodo, non troppo spesso
é troppo sottile, che si adatta a diverse mani e stili di suonare.
La costruzione è set-neck, ovvero il manico è incollato al corpo, non avvitato. Questa scelta, tipica delle chitarre di fascia alta, migliora il trasferimento delle vibrazioni e, di conseguenza, il sustain.
Un dettaglio importante, che ho apprezzato molto quando l’ho avuta tra le mani, è il rinforzo in carbonio all’interno del manico. Questa è una soluzione moderna che aumenta la stabilità del manico e la sua resistenza ai cambiamenti di umidità e temperatura, riducendo la necessità di continue regolazioni del truss rod.
La tastiera è in palissandro (rosewood), con un raggio di 12 pollici. Questo raggio è un buon compromesso tra la comodità degli accordi e la facilità di bending, senza “fretting out” (le corde che si spengono) sui bend più ampi. I 22 tasti sono in acciaio inossidabile (stainless steel), una scelta eccellente per la durata e la scorrevolezza.
I tasti in acciaio inox sono più resistenti all’usura rispetto ai tradizionali in nickel, il che significa meno rettifiche e meno manutenzione nel lungo periodo. Per chi, come me, non ha sempre tempo di portare la chitarra dal liutaio, è un bel vantaggio.
Pickup
La Yamaha Revstar Professional RSP20 monta una coppia di humbucker proprietari Yamaha, specificamente i VH5. Questi pickup sono realizzati con magneti Alnico V, noti per la loro uscita moderatamente alta e un suono bilanciato, con buoni medi e acuti presenti ma non stridenti. Nelle mie prove, ho trovato che questi pickup sono incredibilmente versatili. Non sono ultra-hot come certi humbucker moderni, ma hanno abbastanza mordente per il rock e il blues, e si puliscono bene quando si abbassa il volume. La vera particolarità, però, sta nello “Switch Focus”, attivabile tramite il push-pull sul potenziometro del tono. Questo non è un coil-split o un phase switch, ma un filtro passivo che modifica la risposta in frequenza dei pickup, aumentandone l’output sui medi e abbassando leggermente gli acuti. È quasi come avere un boost passivo che rende il suono più grosso e compresso, perfetto per i lead o per spingere un amplificatore valvolare. È una soluzione intelligente che espande notevolmente la tavolozza sonora della chitarra, permettendo di passare da suoni più aperti e vintage a timbri più corposi e moderni con un semplice gesto.
Scala e Hardware
La scala della chitarra è di 24.75 pollici, la stessa lunghezza scala di una Gibson Les Paul. Questo contribuisce a una sensazione di corde leggermente più morbide e a un suono più caldo e rotondo rispetto alle chitarre con scala più lunga (come le Fender). L’hardware è di altissimo livello. Il ponte è un TonePros AVT-2, un ponte tune-o-matic leggero e robusto, abbinato a un tailpiece in alluminio. Questi componenti sono scelti per la loro stabilità e per il contributo al sustain e alla risonanza generale dello strumento. Le meccaniche sono Gotoh Locking Tuners, bloccanti. Questo significa una stabilità dell’accordatura eccellente, anche con bend aggressivi, e un cambio corde più rapido e semplice. Anche qui, un plus non da poco per chi suona spesso e non vuole perdere tempo con accordature continue.
Finitura e Note Costruttive
La finitura della RSP20 è una laccatura poliuretanica lucida, disponibile in diverse colorazioni che esaltano la venatura dell’acero sul top. La qualità della verniciatura è impeccabile, come ci si aspetta da una chitarra giapponese di questa fascia. Tutte le Revstar Professional sono prodotte in Giappone, un dettaglio che per molti chitarristi è sinonimo di altissima qualità e attenzione ai dettagli. La cura nell’assemblaggio, la rettifica dei tasti e il setup di fabbrica sono generalmente eccellenti. La chitarra viene fornita con una custodia rigida, che è un accessorio fondamentale per proteggere un investimento di questo tipo. Per chi volesse approfondire ulteriormente le specifiche, consiglio di consultare la pagina ufficiale Yamaha sul modello Revstar RSP20, una fonte affidabile per ogni dettaglio tecnico: Yamaha Revstar RSP20.
Sentimento popolare: cosa dicono gli appassionati e gli acquirenti
Dopo aver snocciolato le specifiche tecniche, è il momento di scendere nel mondo reale, quello fatto di forum, recensioni online e chiacchiere tra chitarristi. La Yamaha Revstar Professional RSP20, come ogni strumento che si rispetti, ha generato un bel dibattito. Il mio approccio è sempre stato quello di ascoltare chi le chitarre le suona e magari se le apre pure, non solo i venditori.
I pregi più acclamati
La qualità costruttiva è unanimemente riconosciuta come eccezionale. “Made in Japan” non è solo uno slogan per Yamaha, ma una garanzia. Molti utenti sottolineano l’attenzione ai dettagli, la perfezione della verniciatura e l’assemblaggio impeccabile.
- Suonabilità eccellente: Il manico, con il suo profilo Revstar, viene spesso descritto come estremamente comodo e veloce. I tasti in acciaio inossidabile contribuiscono a una scorrevolezza superiore e a una minore usura nel tempo. Ho notato anch’io che i bend sono fluidi e senza sforzo.
- Versatilità sonora: I pickup VH5, uniti al Focus Switch, sono un punto di forza. Molti apprezzano la capacità della chitarra di spaziare tra generi diversi, dal blues al rock, fino a sonorità più moderne. Il Focus Switch è spesso elogiato come una vera “arma segreta” per dare corpo e spinta al suono quando serve.
- Comfort e peso: Grazie al corpo chambered, la RSP20 è significativamente più leggera di molte chitarre in mogano solid body. Questo la rende molto più piacevole da suonare in piedi per lunghi periodi, un aspetto non da poco per chi fa live o prove lunghe.
- Estetica distintiva: Sebbene non sia per tutti, molti chitarristi sono attratti dal design unico e dal look “vintage ma moderno” della Revstar. Non è una copia, ma ha una sua identità forte, che la fa distinguere dalla massa.
- Stabilità dell’accordatura: Le meccaniche Gotoh bloccanti e il ponte TonePros garantiscono un’accordatura solida come una roccia. Questo è un fattore cruciale per chi suona e non vuole interruzioni.
I punti di discussione e i “difetti” percepiti
essuna chitarra è perfetta, e la Revstar RSP20 non fa eccezione. I “difetti” sono spesso più legati alle preferenze personali o al confronto con altri strumenti.
- Prezzo: Questo è il punto più caldo. La RSP20 si posiziona in una fascia di prezzo medio-alta, dove la concorrenza è agguerrita. Molti si chiedono se valga la pena spendere tanto per una Yamaha, quando con la stessa cifra si possono acquistare chitarre di marchi “storici” come Gibson, Fender o PRS. La mia risposta è che il prezzo è giustificato dalla qualità, ma capisco il dubbio.
- Estetica “non tradizionale”: Il design della Revstar, pur essendo apprezzato da molti, non convince tutti. Chi cerca il classico look Stratocaster o Les Paul potrebbe trovarla un po’ troppo “alternativa”. È una questione di gusti, ma è un fattore che influenza le vendite.
- Suono dei pickup: Sebbene versatili, alcuni chitarristi con preferenze molto specifiche potrebbero trovare i pickup VH5 un po’ generici o non abbastanza “caratteristici” per il loro stile. Ad esempio, chi cerca un suono PAF ultra-vintage o un output estremamente elevato per il metal, potrebbe voler considerare una sostituzione. Tuttavia, per la maggior parte dei generi, fanno un lavoro egregio.
- Accesso ai tasti alti: Sebbene il manico sia comodo, l’accesso agli ultimi tasti può essere leggermente meno agevole rispetto a chitarre con un cutaway più pronunciato o un design del tacco del manico più snello. Non è un problema grave, ma per i shredder estremi potrebbe essere una considerazione.
In generale, il consenso è che la RSP20 è una chitarra estremamente ben fatta e performante. Le critiche sono spesso sfumature o preferenze personali, piuttosto che veri e propri difetti di costruzione o design.
Pro e Contro in relazione al prezzo
Quando si valuta l’acquisto di una chitarra come la Yamaha Revstar RSP20, il prezzo è un fattore determinante. Siamo in una fascia dove ogni euro deve essere giustificato dalla qualità e dalle prestazioni. Mettiamo sul piatto della bilancia i pro e i contro, tenendo sempre d’occhio l’investimento richiesto.
I Pro che giustificano l’investimento
- Qualità costruttiva Made in Japan: Questo è il punto forte. La cura nei dettagli, la selezione dei legni (mogano chambered, acero fiammato), i rinforzi in carbonio nel manico, i tasti in acciaio inox. Sono tutti elementi che si trovano su strumenti di fascia molto alta e che garantiscono durabilità e prestazioni costanti nel tempo. Questo si traduce in meno problemi e meno visite dal liutaio, un risparmio indiretto.
- Hardware di livello superiore: Meccaniche Gotoh bloccanti, ponte TonePros. Non sono componenti economici, ma scelte di qualità che assicurano stabilità dell’accordatura e intonazione precisa. Quando ho messo le mani su una di queste Revstar, la sensazione di solidità e precisione era palpabile.
- Versatilità sonora con il Focus Switch: I pickup VH5 sono buoni, ma è il Focus Switch a fare la differenza. Permette di avere due voci diverse dalla stessa chitarra, espandendo enormemente la gamma di suoni disponibili senza bisogno di pedali aggiuntivi. È un’innovazione ben implementata che aggiunge valore.
- Comfort e ergonomia: Il corpo chambered la rende leggera e ben bilanciata. Il profilo del manico è studiato per essere comodo per la maggior parte dei chitarristi. Questo è fondamentale per chi suona molto, perché una chitarra comoda ti invoglia a suonare di più.
- Carattere distintivo: La Revstar RSP20 non è una chitarra per chi vuole “fare come tutti”. Ha una sua estetica e una sua voce. Per chi cerca uno strumento con personalità e non teme di distinguersi, è un enorme pro.
I Contro da considerare attentamente
- Il prezzo d’acquisto: È innegabile che la Revstar Professional RSP20 abbia un costo elevato. Questo la mette in diretta competizione con modelli iconici di marchi blasonati. Per molti, il budget è una limitazione, e a parità di spesa, la tentazione di optare per un classico è forte.
- Valore di rivendita: Storicamente, le chitarre Yamaha, pur essendo di altissima qualità, tendono a mantenere un valore di rivendita inferiore rispetto a Gibson o Fender. Questo non è un difetto dello strumento in sé, ma una realtà del mercato che chi pensa a un futuro upgrade dovrebbe considerare.
- Estetica non universale: Il design è soggettivo. Se non ti piace l’estetica Revstar, anche la qualità costruttiva non basterà a farti cambiare idea. È uno strumento con una forte identità visiva, che può essere un pro o un contro a seconda dei gusti.
- Pickup non “iconici”: I pickup VH5 sono ottimi e versatili, ma non hanno la stessa “aura” di un PAF storico o di un single coil Fender. Per chi cerca un timbro molto specifico e riconoscibile, potrebbe essere necessario un upgrade, aggiungendo ulteriori costi all’investimento iniziale.
In sintesi, il prezzo della Yamaha Revstar RSP20 è giustificato dalla qualità dei materiali, dalla costruzione impeccabile e dall’hardware di alta gamma. Il vero nodo sta nel capire se si è disposti a pagare per queste caratteristiche in un marchio che, pur eccellente, non ha lo stesso “peso storico” di altri nel segmento premium. Dal mio punto di vista di “smanettone da garage”, la qualità c’è tutta, e si sente.
Per chi è adatta la Yamaha Revstar RSP20? Chi dovrebbe evitarla?
Capire a chi è destinata una chitarra è fondamentale per fare una scelta d’acquisto informata. La Yamaha Revstar RSP20, con le sue peculiarità, non è uno strumento universale, ma brilla nelle mani del chitarrista giusto.
Per chi è la Revstar RSP20?
- Il chitarrista professionista o semi-professionista: Chi cerca uno strumento affidabile, costruito per durare e con prestazioni costanti. La qualità Made in Japan, l’hardware di alto livello e la stabilità del manico la rendono una chitarra da palco e da studio su cui contare.
- Chi cerca versatilità sonora: Grazie ai pickup VH5 e, soprattutto, al Focus Switch, la RSP20 offre una vasta gamma di timbri. È perfetta per chi suona in band che spaziano tra generi diversi (rock, blues, pop, funk) e ha bisogno di adattarsi rapidamente senza cambiare chitarra.
- Chi apprezza il comfort e l’ergonomia: Il corpo chambered riduce il peso e la rende meno affaticante. Il manico è comodo e i tasti in acciaio inox facilitano la suonabilità. Se suoni per ore, questo è un fattore cruciale.
- Chi vuole distinguersi: Con il suo design unico, la Revstar non passa inosservata. È la scelta ideale per chi non vuole la solita Strat o Les Paul, ma uno strumento con una sua forte identità estetica e sonora.
- L’appassionato di liuteria di qualità: Se sei attento ai dettagli costruttivi, alla scelta dei legni e alla componentistica, la RSP20 ti darà grandi soddisfazioni. È un esempio di come la liuteria moderna, anche fuori dai canoni tradizionali, possa raggiungere livelli altissimi.
Chi dovrebbe evitarla (o pensarci due volte)?
- Il purista del vintage: Se cerchi il suono e il feeling esatto di una chitarra degli anni ’50 o ’60, la Revstar, pur avendo un’anima rock-blues, non è quella che fa per te. Ha un carattere moderno e le sue soluzioni tecniche (tasti inox, rinforzi in carbonio) non sono “vintage-accurate”.
- Chi ha un budget molto limitato: Il prezzo della RSP20 è significativo. Se il tuo budget non lo permette, ci sono ottime alternative nella serie Revstar Element o Standard, o in altri marchi, che offrono comunque un buon rapporto qualità-prezzo.
- Chi cerca un suono ultra-specifico: Se il tuo genere è il metal estremo e hai bisogno di pickup ad altissimo output, o se cerchi un clean cristallino e brillante tipico di certi single coil, i pickup VH5 potrebbero non essere la tua prima scelta. Potrebbe essere necessario un upgrade, aumentando il costo totale.
- Chi preferisce l’estetica classica: Se sei innamorato delle forme tradizionali e non riesci a digerire un design più moderno e “diverso”, la Revstar RSP20 ti lascerà freddo, a prescindere dalla sua qualità.
- Chi è preoccupato dal valore di rivendita: Se l’idea di dover rivendere la chitarra in futuro e recuperare una buona parte dell’investimento è una priorità, strumenti di marchi più “storici” potrebbero essere una scommessa più sicura.
In definitiva, la Revstar Professional RSP20 è una chitarra di altissima qualità, ma richiede un chitarrista che ne apprezzi le innovazioni e il carattere distintivo. Non è una scelta “sicura” come una Strat o una Les Paul, ma proprio per questo può essere quella giusta per chi cerca qualcosa di più.
Consiglio finale e alternative
Allora, dopo averla sviscerata pezzo per pezzo, aver sentito il parere della gente e averla messa sul banco di prova, è tempo di tirare le somme sulla Yamaha Revstar Professional RSP20. Se mi chiedessi “la compro o no?”, la mia risposta non sarebbe un semplice sì o no, ma un “dipende”.
Il mio consiglio finale sulla Revstar RSP20
Se sei un chitarrista che apprezza l’innovazione, la qualità costruttiva senza compromessi e un design con una forte personalità, la Revstar RSP20 è un investimento che ti ripagherà in termini di suonabilità, versatilità e durata. Non è una chitarra che ti annoia dopo un mese; ha un carattere tutto suo e ti spinge a esplorare nuovi territori sonori. Dal punto di vista di uno che in garage ha smontato e rimontato di tutto, posso dirti che la componentistica e l’assemblaggio sono di prim’ordine. Non troverai saldature fatte male, tasti sporgenti o legni di bassa qualità. È uno strumento pensato per essere suonato seriamente, e questo si sente in ogni dettaglio. Il prezzo, sebbene alto, è giustificato dalla qualità Made in Japan e dalla componentistica premium. Non stai pagando solo un marchio, ma un’attenzione maniacale alla costruzione. Se hai il budget e cerchi qualcosa di diverso dai soliti cliché, provala. Potrebbe essere la tua prossima chitarra preferita.
Alternative da considerare
Se la RSP20 non ti convince del tutto, o se il budget è una variabile più stringente, il mercato offre comunque delle valide alternative.
- Yamaha Revstar Standard/Element: Se ti piace il look e il feeling della Revstar ma vuoi spendere meno, le serie Standard (Made in Indonesia) e Element (Made in Cina) offrono un’ottima qualità per il loro prezzo. Ovviamente ci sono dei compromessi (legni diversi, hardware meno blasonato, niente tasti in acciaio inox), ma il DNA Revstar c’è tutto.
- Gibson Les Paul Studio/Special: Se cerchi un suono Les Paul “classico” e l’estetica Gibson è irrinunciabile, modelli come la Les Paul Studio o la Special (spesso con P90) si trovano nella stessa fascia di prezzo, o poco più. Avrai un suono iconico, ma con un peso maggiore e magari meno versatilità “onboard”.
- PRS SE Custom 24/22: Le PRS SE (Made in Indonesia/Corea) sono un’alternativa eccellente per qualità e versatilità. Offrono un look raffinato, ottima suonabilità e pickup versatili, spesso con coil-split. Sono chitarre molto ben bilanciate e adatte a molti generi.
- G&L Tribute ASAT/Legacy: Se cerchi qualcosa di più orientato ai suoni Fender ma con un tocco di modernità e una qualità costruttiva solida a un prezzo competitivo, le G&L Tribute (Made in Indonesia) sono spesso sottovalutate. Offrono un hardware eccellente e un suono di carattere.
- Reverend Guitars: Per chi cerca un design distintivo e un’ottima qualità a un prezzo simile, Reverend offre una gamma di modelli con un carattere unico, spesso dotati di pickup proprietari e controlli di tono innovativi (come il Bass Contour).
La scelta finale, come sempre, deve essere dettata dalle tue mani, dalle tue orecchie e dal tuo cuore. La Yamaha Revstar RSP20 è una chitarra che merita di essere provata, perché potrebbe sorprenderti e offrirti un’esperienza sonora e tattile che non ti aspetti. Non fermarti ai pregiudizi o ai marchi più blasonati; a volte, le gemme si trovano dove meno te lo aspetti.
FAQ
Qual è la differenza principale tra la Revstar RSP20 e gli altri modelli Revstar (Standard, Element)?
La Revstar RSP20 è il modello di punta della serie Professional, prodotta in Giappone con legni e hardware di qualità superiore, come i tasti in acciaio inossidabile, i rinforzi in carbonio nel manico e il ponte TonePros. I modelli Standard ed Element, pur mantenendo il design iconico, sono prodotti in Indonesia e Cina rispettivamente, con materiali e componenti più economici per offrire un prezzo più accessibile.
Il Focus Switch è un vero boost o un semplice filtro?
Il Focus Switch della Revstar RSP20 è un filtro passivo che modifica la risposta in frequenza dei pickup, enfatizzando i medi e riducendo leggermente gli acuti, il che si traduce in un aumento percepito dell’output e un suono più corposo e compresso. Non è un boost attivo nel senso di un circuito elettronico che amplifica il segnale, ma la sua azione è molto efficace nel dare un “punch” aggiuntivo al suono, rendendolo più adatto per i lead o per saturare ulteriormente l’amplificatore.
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