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Rifrettatura chitarra elettrica: costi e 3 cose da sapere
Ti è mai capitato di prendere in mano la tua chitarra preferita, quella che ti ha accompagnato in mille serate, e sentire che qualcosa non va? Magari il suono è spento, l’action è un incubo da regolare, o peggio, senti le corde friggere su tasti consumati che ormai sembrano valli e montagne. Ecco, a me è successo più di una volta. Specialmente con quella vecchia Squier Stratocaster che ho recuperato in un mercatino: era quasi un pezzo di legno da ardere, ma aveva un non so che. I tasti erano piatti, scavati, e l’intonazione era un disastro. Sembrava un lavoro da liutaio professionista, roba da mani d’oro e attrezzi da migliaia di euro, vero? Ti dico subito che non è così. O almeno, non del tutto. La rifrettatura della chitarra elettrica è un’operazione complessa, sì, ma assolutamente alla portata di chi, come noi, ha voglia di sporcarsi le mani e imparare. E se ce l’ho fatta io, che ho combinato i miei bei disastri le prime volte, puoi farcela anche tu. In questo articolo, ti spiego cosa devi sapere prima di affrontare questa avventura. Parleremo dei costi della rifrettatura chitarra elettrica, sia che tu decida di farla fare a un professionista, sia che tu voglia provare a farla in garage. E poi, ti darò quelle tre dritte fondamentali che, se le avessi avute io all’inizio, mi avrebbero risparmiato un sacco di mal di testa e qualche fretboard scheggiato. Preparati, perché è un viaggio lungo, ma alla fine, quando la tua chitarra rinascerà sotto le tue dita, capirai che ne è valsa la pena.
Quando la tua chitarra ti chiede aiuto: i segnali di allarme dei tasti consumati
Prima di pensare a un intervento così drastico come la sostituzione dei tasti, è fondamentale capire se la tua chitarra ha davvero bisogno di un’operazione del genere. Non tutti i problemi di intonazione o di “fret buzz” (il fastidioso ronzio delle corde sui tasti) richiedono una rifrettatura completa. Spesso, si può risolvere con interventi meno invasivi.
I sintomi: quando le corde non suonano come dovrebbero
Immagina di suonare un accordo e sentire una nota “soffocata”, oppure di fare un bending e la corda si spegne a metà strada. Questi sono segnali inequivocabili. Fret buzz diffuso: Se le corde ronzano su più tasti, specialmente al centro della tastiera, potrebbe indicare un’irregolarità. Note che si spengono (choking out): Quando una nota suona per un istante e poi muore, spesso accade sui tasti più alti e indica che il raggio della tastiera non è uniforme o che i tasti sono troppo bassi in alcuni punti. Intonazione precaria: Nonostante un setup accurato e l’ottavatura regolata al ponte, la chitarra suona stonata su alcune posizioni o accordi. Tasti consumati o di altezze diverse possono falsare i punti di contatto della corda. Solchi visibili sui tasti: Se guardi i tuoi tasti contro luce e vedi delle piccole valli, dei veri e propri solchi dove le corde hanno martellato per anni, è un chiaro segno di usura. Questi solchi impediscono alla corda di appoggiarsi in modo uniforme. Difficoltà nel bending: Se fare un bending risulta faticoso o la corda “scatta” nei solchi, l’esperienza di suonare ne risente pesantemente. Bordi dei tasti taglienti: A volte, a causa dell’umidità o di una cattiva installazione, i bordi dei tasti possono sporgere dalla tastiera, rendendo scomoda la suonata e persino tagliando le dita. Questo non è usura, ma un problema di finitura o stabilità.
Le cause più comuni dell’usura dei tasti
L’usura dei tasti è un processo naturale. Il materiale di cui sono fatti (generalmente nichel-argento, più raramente acciaio inossidabile o EVO Gold) si consuma a causa della frizione costante delle corde e della pressione delle dita. Stile di esecuzione: Chi suona con molta forza, usa spesso il bending, o pratica tecniche percussive, consumerà i tasti più velocemente. Materiale dei tasti: I tasti in nichel-argento si consumano più rapidamente di quelli in acciaio inossidabile, ma sono anche più facili da lavorare. Frequenza d’uso: Ovviamente, una chitarra suonata per ore ogni giorno avrà i tasti consumati prima di una che sta sempre nella custodia. Umidità e temperatura: Sbalzi possono causare il restringimento o l’espansione del legno della tastiera, portando i tasti a sporgere o a disallinearsi.
Diagnosi prima della cura: cosa fare prima di rifrettare
on tutti i problemi richiedono una rifrettatura completa. A volte, un semplice fret level and crown (livellamento e coronatura dei tasti) può fare miracoli. Questo intervento consiste nel rimuovere una piccola quantità di materiale dai tasti esistenti per renderli perfettamente planari, poi ripristinare la loro forma a cupola (coronatura) e infine lucidarli. È meno invasivo e molto meno costoso. Per capire se basta un level and crown o serve la rifrettatura, puoi fare alcuni test: 1. Il test del bilanciere: Prendi una “fret rocker” (una piccola barretta di metallo con bordi di diverse lunghezze, specifica per questo scopo) o anche una tessera rigida. Appoggiala su tre tasti adiacenti. Se la barretta “dondola” (fa da bilanciere) sul tasto centrale, significa che quel tasto è più alto o più basso degli altri. Ripeti il test su tutta la tastiera. 2. Ispezione visiva: Come detto, cerca solchi profondi. Se i solchi sono molto pronunciati e profondi, un leveling potrebbe non essere sufficiente, perché ridurrebbe troppo l’altezza dei tasti, rendendoli scomodi da suonare e limitando la loro vita utile. 3. Misurazione dell’altezza: Se hai un calibro di precisione, puoi misurare l’altezza dei tasti. Se sono troppo bassi (sotto i 0.8-0.9 mm, a seconda del tipo di tasto), anche un leveling leggero potrebbe renderli insuonabili. Un buon liutaio, o tu stesso con gli strumenti giusti, sarà in grado di fare una diagnosi accurata. Ricorda, l’obiettivo è sempre la soluzione meno invasiva ed efficace.
Rifrettatura chitarra elettrica: cosa c’è dietro un lavoro ben fatto (e uno fatto male)
Una volta appurato che la tua chitarra ha bisogno di nuovi tasti, il viaggio inizia. La rifrettatura di una chitarra elettrica non è un’operazione da prendere alla leggera, ma è un processo affascinante che, se eseguito con cura, può trasformare uno strumento quasi inutilizzabile in una macchina da guerra. Ho imparato a mie spese che la fretta è la peggiore nemica in questo contesto.
Il processo passo dopo passo: non è magia, è metodo
Ogni passaggio è cruciale e richiede precisione. Vediamo le fasi principali:
1. Rimozione dei vecchi tasti: Questa è la prima prova di coraggio. I tasti sono solitamente inseriti in un solco (fret slot) nella tastiera e possono essere incollati. L’obiettivo è rimuoverli senza scheggiare il legno circostante.
Si usano pinze specifiche per tasti (fret nippers) che hanno una punta piatta per fare leva.
Spesso, si scalda il tasto con un saldatore a punta fine per ammorbidire l’eventuale colla e far dilatare leggermente il metallo, facilitando l’estrazione.
Tirare i tasti con cautela, poco alla volta, oscillando leggermente per evitare strappi. Se si strappa il legno, non è la fine del mondo, ma significa più lavoro dopo.
2. Preparazione della tastiera: Una volta rimossi i vecchi tasti, la tastiera deve essere immacolata.
Si puliscono i fret slot da residui di colla e legno.
Si controlla la planarità della tastiera. Se ci sono avvallamenti o gobbe, è il momento di correggerli levigando il legno con blocchi radiati (radiused sanding blocks) della curvatura corretta. Questo è fondamentale per un’action bassa e senza problemi.
Eventuali scheggiature o buchi lasciati dalla rimozione dei tasti vengono riempiti con polvere di legno e colla cianoacrilica (super glue) o stucco epossidico.
3. Scelta e preparazione dei nuovi tasti: Non tutti i tasti sono uguali.
Materiale:
Nichel-argento: Il più comune, facile da lavorare, offre un feel tradizionale. Si consuma più velocemente.
Acciaio inossidabile (stainless steel): Estremamente resistente all’usura, ma molto più difficile da lavorare (richiede attrezzi specifici e più affilati) e può dare una sensazione diversa al tocco (alcuni lo trovano “scivoloso”, altri lo adorano). Il suono è leggermente più brillante.
EVO Gold: Una via di mezzo, colore dorato, ottima resistenza all’usura e più facile da lavorare dell’acciaio.
Dimensioni: I tasti variano in altezza e larghezza.
Vintage: Piccoli e stretti, per chi ama il tocco tradizionale.
Medium-Jumbo: Un buon compromesso, i più diffusi.
Jumbo: Alti e larghi, facilitano il bending e il vibrato, ma possono rendere più difficile l’intonazione per i principianti.
I tasti vengono tagliati a misura, leggermente più lunghi della larghezza della tastiera, e i loro bordi (tang) vengono smussati per evitare che vadano a sbattere contro il binding (il bordo in plastica della tastiera, se presente).
4. Installazione dei nuovi tasti: Questo è il cuore dell’operazione.
I tasti possono essere installati “a martello” (con un martello specifico per tasti, con testa in plastica o ottone) o “a pressa” (con una pressa per tasti, che garantisce una pressione uniforme). La pressa è generalmente preferita perché riduce il rischio di scheggiature e assicura un’installazione più uniforme.
Spesso si usa una piccola quantità di colla cianoacrilica nei fret slot per assicurare i tasti e migliorare il sustain, ma non è sempre strettamente necessario, specialmente con una pressa.
5. Livellamento (Leveling): Anche se installati con cura, i tasti non saranno mai perfettamente livellati al primo colpo.
Si usa una pietra per livellare (leveling beam) per levigare la parte superiore dei tasti, rendendoli tutti alla stessa altezza. Questo è il passaggio più importante per eliminare il fret buzz.
Si lavora con delicatezza e attenzione, verificando costantemente con una straight edge (riga metallica di precisione).
6. Coronatura (Crowning): Dopo il livellamento, i tasti avranno una superficie piatta. Devono essere ripristinati alla loro forma a cupola (corona) per garantire un punto di contatto preciso con la corda e un’intonazione corretta.
Si usano lime specifiche per coronatura (fret crowning files) che hanno una forma concava per modellare la parte superiore del tasto.
7. Lucidatura (Polishing): Tasti lisci e lucidi sono essenziali per un buon feel e per ridurre l’attrito durante il bending.
Si usano abrasivi di grana sempre più fine, fino a paste lucidanti, per eliminare i segni delle lime e rendere i tasti brillanti come specchi. Si protegge la tastiera con apposite maschere (fretboard guards).
8. Setup finale: Dopo tutto questo lavoro, la chitarra avrà bisogno di un setup completo: regolazione del truss rod, altezza delle corde (action), intonazione e pulizia generale. È il momento in cui tutto il lavoro si concretizza e la chitarra prende vita.
I rischi di un lavoro fatto male
Un errore in uno qualsiasi di questi passaggi può compromettere l’intera operazione. Tasti installati storti, una tastiera non livellata correttamente, o una coronatura malfatta possono portare a un’esperienza di suonare peggiore di prima. Scheggiare il legno della tastiera, rovinare il binding, o tagliare i tasti troppo corti sono tutti errori comuni per chi è alle prime armi.
Ricorda che la rifrettatura di una chitarra elettrica è un investimento di tempo e, se fatta male, può svalutare la tua chitarra o renderla insuonabile. Se non ti senti sicuro, è sempre meglio fare un passo indietro e considerare l’opzione professionale.
Gli strumenti indispensabili (e qualche dritta per risparmiare)
Affrontare la rifrettatura significa dotarsi di un arsenale di attrezzi specifici. Non è un lavoro che si può improvvisare con gli strumenti della cassetta degli attrezzi di casa. Tuttavia, non è nemmeno necessario ipotecare la casa per comprare tutto, soprattutto se sei un hobbista e non un professionista.
L’attrezzatura di base per il DIY
Ecco una lista degli strumenti che considero indispensabili per un lavoro di rifrettatura ben fatto. Ho imparato che investire in buoni attrezzi di base ti evita frustrazioni e danni maggiori.
Dove comprare e come risparmiare
Non devi comprare tutto subito e nuovo di zecca.
Kit base: Alcuni rivenditori specializzati come StewMac (una fonte autorevole per attrezzi da liuteria StewMac Refretting Guide) o Crimson Guitars offrono kit per rifrettatura che includono gli strumenti essenziali. Possono essere un buon punto di partenza, ma spesso sono costosi.
Acquisto singolo: Puoi acquistare gli strumenti uno per uno. Cerca attrezzi usati o di marchi meno noti ma comunque validi su piattaforme come Amazon o eBay. Fai attenzione però, la qualità degli attrezzi da liuteria è fondamentale. Una lima per coronatura di scarsa qualità ti farà solo perdere tempo e rovinare il lavoro.
Fai da te “creativo”: Alcuni strumenti, come i blocchi per raggio, possono essere realizzati con un po’ di ingegno (es. un pezzo di legno sagomato) se hai la manualità e gli attrezzi adatti. Le straight edge possono essere sostituite da righe di precisione da falegnameria, purché siano veramente dritte.
Materiali di consumo: Carta abrasiva, colla, panni lucidanti sono relativamente economici. Investi invece in lime e pinze di buona qualità, sono gli attrezzi che faranno la differenza.
Ricorda che una buona modifica chitarra, anche se non include una rifrettatura, spesso richiede attrezzi simili. Magari hai già qualcosa in garage! Se ti interessa approfondire, puoi dare un’occhiata a come modificare la tua chitarra.
Un consiglio da amico: non lesinare sugli attrezzi che vanno a contatto diretto con i tasti e la tastiera. Un buon leveling beam e una buona lima per coronatura ti risparmieranno ore di fatica e risultati mediocri. Ho provato a cavarmela con lime generiche le prime volte, e il risultato è stato un disastro di tasti piatti e non intonati.
Quanto costa rifrettare una chitarra elettrica: fai da te vs. liutaio
Arriviamo al punto dolente, o forse no, dipende dalla prospettiva: il portafoglio. La questione dei costi della rifrettatura chitarra elettrica è centrale per molti, e la scelta tra il fai da te e il professionista spesso si riduce a questo. Ti dico subito che non esiste una risposta unica, ma ti darò un quadro chiaro per aiutarti a decidere.
I costi del fai da te: un investimento in tempo e attrezzi
Quando decidi di rifrettare la chitarra da solo, il costo monetario diretto può sembrare inferiore rispetto a quello di un liutaio, ma devi considerare diversi fattori.
Costo dei tasti (Fret Wire):
Un set di tasti pre-tagliati per una chitarra a 22 tasti, in nichel-argento, può costare tra i 20 e i 40 euro.
Se scegli l’acciaio inossidabile o l’EVO Gold, il prezzo sale, dai 40 agli 80 euro per un set.
Puoi anche comprare il fret wire in bobine (bulk), che è più economico per metro ma richiede di tagliare e piegare i tasti da solo.
Costo degli attrezzi: Questo è il grosso dell’investimento iniziale.
Per un kit base decente (pinze, martello, lime, blocchi raggio, straight edge, protezioni) potresti spendere tra i 200 e i 500 euro.
Se vuoi attrezzi professionali (come una pressa per tasti o lime di fascia alta), il costo può facilmente superare i 500-800 euro.
Ricorda, molti di questi attrezzi sono un investimento una tantum e li potrai usare per futuri progetti o setup.
Costo dei materiali di consumo: Carta abrasiva, colla, paste lucidanti, panni pulenti. Si parla di qualche decina di euro per un set completo.
Il costo del tuo tempo: Questo è un fattore spesso sottovalutato. Una rifrettatura completa, per un hobbista, può richiedere dalle 8 alle 20 ore di lavoro, se non di più. Il tempo che impieghi per imparare, per correggere errori, per eseguire ogni passaggio con la dovuta calma. Il tuo tempo ha un valore, non dimenticarlo.
Costi nascosti: Errori! Ho comprato due set di tasti la prima volta perché ho rovinato il primo. Ho dovuto riacquistare una lima perché la prima era di scarsa qualità. Questi sono “costi nascosti” che possono far lievitare il budget.
In sintesi, per una prima rifrettatura fai da te, con l’acquisto di strumenti di qualità media, potresti ritrovarti a spendere tra i 250 e i 600 euro, a cui devi aggiungere il valore inestimabile del tuo tempo e della tua pazienza.
I costi dal liutaio: manodopera specializzata e garanzia
Affidarsi a un liutaio professionista elimina la necessità di acquistare attrezzi specifici e ti garantisce un lavoro eseguito a regola d’arte, spesso con una garanzia. I costi variano molto a seconda della reputazione del liutaio, della regione, del tipo di chitarra (con o senza binding, tastiera in acero, ecc.) e del materiale dei tasti.
Rifrettatura completa (tasti in nichel-argento): Generalmente, il costo varia tra i 250 e i 450 euro. Questo include la rimozione dei vecchi tasti, l’installazione dei nuovi, il livellamento, la coronatura, la lucidatura e un setup completo.
Rifrettatura completa (tasti in acciaio inossidabile o EVO Gold): Il costo può salire a 350-600 euro o più. Il motivo è che questi materiali sono molto più duri e richiedono attrezzi specifici che si usurano più velocemente, aumentando i tempi di lavorazione.
Chitarre con binding o tastiere complesse: Se la tua chitarra ha il binding (la striscia di materiale che corre lungo i bordi della tastiera) o una tastiera in acero con finitura lucida (che richiede una mascheratura e protezione extra), il costo può aumentare di 50-100 euro.
Fret level and crown (senza rifrettatura): Se i tuoi tasti sono solo un po’ usurati e non necessitano di essere sostituiti, un semplice livellamento e coronatura costa molto meno, generalmente tra gli 80 e i 180 euro.
Quando scegliere il liutaio e quando il fai da te
La decisione dipende da diversi fattori:
Budget: Se il tuo budget è limitato e hai già una buona base di attrezzi, il fai da te può farti risparmiare sul lungo periodo.
Valore della chitarra: Se stai lavorando su una chitarra economica o un progetto da “battaglia”, il rischio del fai da te è più accettabile. Se si tratta di una chitarra di pregio, magari una vintage o un modello costoso, l’investimento in un professionista è quasi d’obbligo. Non vuoi rischiare di svalutarla.
Tempo e pazienza: Hai la pazienza e il tempo per imparare e dedicarti a un lavoro meticoloso? Se la risposta è no, il liutaio è la scelta migliore.
Esperienza e manualità: Se hai già esperienza con lavori di precisione e sei confidente con gli attrezzi, il fai da te è un’opportunità fantastica per approfondire la tua conoscenza dello strumento.
Personalmente, ho iniziato con una chitarra di poco valore, proprio la Squier Stratocaster che ti ho menzionato. Ho fatto i miei errori, ma ho imparato tantissimo. Ora, se devo rifrettare una chitarra di valore, valuto sempre l’opzione del liutaio, o mi prendo tutto il tempo necessario per fare un lavoro impeccabile. La soddisfazione di un lavoro fatto da sé è impagabile, ma la tranquillità di un lavoro professionale è altrettanto valida.
Le 3 cose che avrei voluto sapere prima di iniziare (e che tu saprai ora)
Quando ho affrontato la mia prima rifrettatura, ero carico di entusiasmo ma decisamente a corto di esperienza. Ho commesso errori, alcuni banali, altri che mi hanno costretto a ricominciare da capo. Se avessi avuto queste tre dritte, ti assicuro che avrei risparmiato tempo, denaro e qualche imprecazione.
1. Non sottovalutare mai la diagnosi: a volte basta meno
La prima volta che ho avuto a che fare con tasti consumati, ho pensato subito al peggio: “Devo rifrettare tutto!”. Ho smontato la chitarra, ho iniziato a studiare il processo… per poi scoprire, dopo un consulto con un amico liutaio, che i miei tasti erano solo leggermente usurati e bastava un buon level and crown.
Questo è il punto cruciale: non tutti i problemi di fret buzz o intonazione sono risolvibili solo con una sostituzione completa dei tasti. Un fret level, crown and polish è un intervento molto meno invasivo, più rapido e significativamente più economico. Se i tuoi tasti hanno ancora un’altezza sufficiente e i solchi non sono troppo profondi, un livellamento potrebbe essere tutto ciò di cui hai bisogno per riportare la chitarra in vita. Non partire dal presupposto che “devo rifrettare” senza prima aver fatto un’analisi approfondita con gli strumenti giusti (come il fret rocker) e, se possibile, un occhio esperto. Risparmierai un sacco di fatica e soldi.
2. Investi negli strumenti giusti (o nel liutaio giusto): la qualità paga sempre
All’inizio, ho cercato di risparmiare su tutto. Ho comprato lime economiche, un martello generico, e ho improvvisato con attrezzi non specifici. Il risultato? Tasti mal coronati, scheggiature sulla tastiera e un lavoro finale che non mi ha soddisfatto. Ho dovuto spendere di più per comprare gli attrezzi giusti e rifare parte del lavoro.
Il mio consiglio è questo: se decidi di affrontare la rifrettatura da solo, investi in attrezzi di qualità. Non devi comprare il top di gamma di StewMac per ogni cosa, ma scegli bene gli strumenti chiave: pinze per tasti, una buona lima per coronatura, un leveling beam affidabile e una straight edge precisa. Questi sono gli attrezzi che faranno la differenza tra un risultato mediocre e uno professionale. Se non puoi o non vuoi fare questo investimento iniziale, allora il “liutaio giusto” diventa l’investimento migliore. Un professionista ha già tutti gli attrezzi necessari, l’esperienza e la manualità per fare un lavoro impeccabile, e spesso ti darà una garanzia. Non è un costo, ma un valore aggiunto per la tua chitarra.
3. La pazienza è la tua migliore amica: ogni fase richiede calma e precisione
La rifrettatura non è una gara di velocità. È un processo che richiede pazienza certosina, attenzione ai dettagli e la capacità di non affrettare i passaggi. La prima volta, ero così ansioso di vedere la mia chitarra “rinata” che ho cercato di accelerare il processo di livellamento e coronatura. Il risultato? Ho creato nuove irregolarità, ho dovuto riprendere il lavoro più volte e alla fine ho impiegato il doppio del tempo.
Ogni fase, dalla rimozione dei vecchi tasti alla lucidatura finale, deve essere eseguita con calma.
Prenditi il tempo per scaldare bene i tasti prima di rimuoverli.
Sii meticoloso nel pulire e preparare i fret slot.
Controlla e ricontrolla la planarità della tastiera e l’installazione dei nuovi tasti.
* Soprattutto, non avere fretta durante il livellamento e la coronatura. Questi sono i passaggi che determinano la suonabilità finale.
Usa i tuoi strumenti di misurazione costantemente. Fai delle pause se ti senti frustrato. La fretta è la nemica della precisione in liuteria. Un lavoro ben fatto richiede tempo, ma la soddisfazione di suonare una chitarra con tasti perfetti ripaga ogni singolo minuto investito.
La rifrettatura è un’esperienza che ti insegna molto sulla tua chitarra e sulla tua manualità. Non aver paura di provarci, ma fallo con la giusta preparazione e la mentalità corretta. La tua chitarra (e le tue dita) ti ringrazieranno.
Conclusione
Abbiamo percorso un lungo cammino attraverso il mondo della rifrettatura della chitarra elettrica. Abbiamo visto come diagnosticare i problemi, quali sono i passaggi cruciali di questo intervento e quanto può costare, sia che tu scelga di sporcarti le mani in garage, sia che tu preferisca affidarti a un professionista. Ricorda, il processo, per quanto complesso, è alla portata di chiunque abbia passione, pazienza e gli strumenti giusti. La soddisfazione di riportare in vita uno strumento, migliorandone notevolmente la suonabilità e l’intonazione, è impagabile. Che tu decida di affrontare questa sfida o di delegarla, sapere cosa comporta ti rende un chitarrista più consapevole e un proprietario di strumento più informato.
FAQ
Rifrettatura in acciaio inox vs. nichel-argento: quali sono le differenze principali?
I tasti in nichel-argento sono il tipo più comune, sono più morbidi, facili da lavorare e offrono un feel tradizionale. Si consumano però più velocemente. I tasti in acciaio inossidabile (stainless steel) sono molto più duri, resistono all’usura per molto più tempo e offrono un feel “scivoloso” che facilita il bending, ma sono più difficili da installare e richiedono attrezzi specifici e più costosi.
Posso rifrettare solo alcuni tasti, o devo fare l’intera tastiera?
Sì, è possibile rifrettare solo alcuni tasti, specialmente quelli più usurati nelle posizioni più usate, come i primi 5-7 tasti. Questo è un intervento meno invasivo e meno costoso di una rifrettatura completa. Tuttavia, è fondamentale che i nuovi tasti siano dello stesso materiale e altezza degli altri per garantire uniformità e una buona suonabilità.
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