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Setup chitarra elettrica: diagnosi e soluzione

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Se sei qui, è probabile che la tua chitarra ti stia dando qualche grattacapo. Magari le corde friggono, l’intonazione è un disastro, o semplicemente suonarla è diventata una fatica. Frustrante, vero? Ti viene voglia di portarla dal liutaio, ma poi pensi: “Cavolo, l’ho costruita io, possibile che non riesca a metterla a punto?”.

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Capisco benissimo quella sensazione. Ci sono passato anch’io, mille volte. La prima Strat che ho messo insieme, ricordo, aveva un’action così alta che sembrava di suonare un arco da caccia. E il truss rod? Un mistero. Temevo di spaccare il manico a ogni giro di chiave. Ma ti dico una cosa: se ci sono riuscito io, con un po’ di pazienza e gli attrezzi giusti (e qualche errore di percorso), puoi farcela anche tu a fare il tuo setup chitarra da solo.

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Quando una chitarra fa i capricci, la tentazione è di smanettare a caso. Non farlo. Ti dico subito che la messa a punto della chitarra elettrica non è magia nera, ma un processo logico. Serve metodo, pazienza e la giusta dose di umiltà per accettare che, magari, il primo tentativo non sarà perfetto. Ma se ci sono riuscito io nel mio garage, con attrezzi non proprio da professionista, puoi riuscirci anche tu.

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In questo articolo ti guiderò attraverso la diagnosi dei problemi più comuni e ti darò le soluzioni, partendo dagli interventi più semplici e meno rischiosi, fino a quelli che richiedono un po’ più di coraggio o l’intervento di un esperto. Questo non è un articolo per trasformarti in un liutaio professionista in un’ora. È una guida pratica, passo passo, per capire cosa stai facendo e perché lo stai facendo, così da risolvere i problemi più comuni e rendere la tua chitarra davvero suonabile. Non ti darò formule magiche, ma il metodo che ho imparato dopo aver sbagliato abbastanza da capire come evitarli, almeno i più grossi.

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L’obiettivo è ridarti una chitarra che sia un piacere da suonare, non una fonte di frustrazione. E, magari, farti imparare qualcosa di nuovo sulla tua compagna a sei corde.

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I sintomi e le prime indagini: cosa sta succedendo alla tua chitarra?

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Prima di toccare qualsiasi vite, dobbiamo capire cosa non va. Immagina di essere un detective: la tua chitarra è la scena del crimine e i sintomi sono gli indizi.

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L’action è troppo alta o troppo bassa?

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Questo è uno dei problemi più comuni. Se le corde sono troppo alte, suonare è faticoso, i bending sono difficili e la mano si stanca subito. Se sono troppo basse, invece, senti un fastidioso rumore metallico, il cosiddetto buzzing, o le note si “spengono” del tutto.

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L’intonazione è un disastro?

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Accordi la chitarra a vuoto e suona perfetta. Poi provi un accordo al settimo o dodicesimo tasto e ti sembra di suonare un’orchestra stonata. Questo è il classico segno di un’intonazione fuori fase.

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Senti un fastidioso buzzing o le corde “friggono”?

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Il fretting out, o il “friggere” delle corde, può capitare per vari motivi. A volte è solo un problema di action, altre volte è più profondo, legato alla curvatura del manico o all’usura dei tasti.

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Il suono è spento, senza sustain?

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Se la tua chitarra sembra aver perso vita, il suono è debole e le note muoiono in fretta, potrebbe esserci un problema di risonanza, di setup dei pickup, o semplicemente le corde sono vecchie.

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Prima di tutto: cambia le corde!

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Lo so, sembra banale. Ma quante volte mi sono scervellato per un problema che poi si è risolto con un set di corde nuove? Le corde vecchie non tengono l’accordatura, perdono intonazione e smorzano il suono. È il punto di partenza più economico e facile per ogni regolazione della chitarra elettrica.

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Controlla l’ambiente

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Non è magia, è fisica. Il legno è un materiale vivo, sensibile a umidità e temperatura. Un cambio stagionale, o anche solo spostare la chitarra da una stanza all’altra, può alterare leggermente il manico e il body. Tienilo a mente prima di disperare.

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Ispezione visiva e generale

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Prendi la chitarra, mettila in controluce. Guarda il manico: è dritto? È curvo? Ci sono tasti visibilmente più alti o più bassi? Dai un’occhiata al ponte, al capotasto (nut): sembrano a posto? Controlla che tutte le viti siano serrate (meccaniche, pickup, ponte). Verifica che i tasti non siano troppo consumati o sollevati. Un tasto sollevato può causare fret buzz anche con un setup perfetto. Dai un’occhiata al capotasto (nut): le corde scorrono bene? Le scanalature sono della giusta profondità? Un nut malfatto è una delle cause più comuni di problemi di accordatura e buzz. Questa prima occhiata ti darà già un’idea di dove concentrare gli sforzi per l’ottimizzazione della chitarra elettrica.

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Strumenti essenziali per un setup fai da te

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Non serve un’officina completa per fare un buon setup della chitarra elettrica. Con pochi attrezzi mirati, puoi fare quasi tutto. Non serve un laboratorio da migliaia di euro, ma qualche pezzo è indispensabile. E ti dirò, molti li ho recuperati con il tempo o li ho improvvisati.

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  • Accordatore (Tuner): Questo è non negoziabile. Ti serve un accordatore preciso, meglio se a clip o a pedale, che sia affidabile. Non usare le app gratuite del telefono per l’intonazione, non sono abbastanza precise. Io uso un PolyTune Mini, ma anche un buon Korg o Boss vanno benissimo. La precisione è tutto per un buon tuning fai da te.
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  • Capotasto (Capo): Fondamentale per controllare il relief del manico. Uno qualsiasi va bene, purché tenga bene le corde.
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  • Righello di precisione / Action Gauge: Un righello in millimetri con una buona precisione, o una action gauge specifica (tipo StewMac, ma anche quelle economiche su Amazon fanno il loro dovere). Ti serve per misurare l’altezza delle corde. In alternativa, puoi usare un righello di precisione, ma quelli specifici sono più comodi.
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  • Spessimetri (Feeler Gauges): Un set di spessimetri da meccanico. Sono quelle lamelle di metallo di diverso spessore. Indispensabili per misurare il relief del manico con precisione. Le trovi in ferramenta per pochi euro.
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  • Cacciaviti vari: A croce e a taglio, di diverse dimensioni, per pickup, mascherine, sellette, ecc.
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  • Chiavi esagonali (Allen Keys): Per il truss rod (se non è a taglio) e per le sellette del ponte (se sono a brugola, come su molti tremoli). Assicurati di avere le misure giuste per la tua chitarra. Spesso sono incluse quando compri un ponte o una chitarra.
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  • Tagliafili e avvolgicorde: Per tagliare le corde in eccesso e per avvolgerle più facilmente. Non sono strettamente per il setup, ma sono utili per il cambio corde, che è il primo passo.
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  • Olio per tastiera (Lemon Oil) e panno in microfibra: Per la pulizia e l’idratazione della tastiera.
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  • Fret Rocker: Utile per diagnosticare tasti dislivellati senza dover smontare nulla.
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  • Protezione per tastiera: Mascherine metalliche da mettere sui tasti per non rovinarli quando si lavora su capotasto o tasti.
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Consiglio di Mimmo: Non serve comprare tutto subito. Inizia con l’essenziale (accordatore, righello, chiavi) e aggiungi gli altri attrezzi man mano che ti senti più sicuro e affronti lavori più complessi. Molti di questi strumenti li trovi in kit specifici per liuteria, oppure puoi assemblarli un pezzo alla volta. Non farti spaventare dalla quantità di attrezzi. Molti li hai già in casa. L’unica cosa su cui ti consiglio di non tirare è l’accordatore. Uno scarso ti farà impazzire con l’intonazione. Per il resto, ho usato per anni un righello di plastica e dei vecchi spessimetri di mio nonno. Non è questione di avere gli attrezzi più fighi, ma di saperli usare.

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La sequenza giusta: un passo alla volta per non fare danni

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Questo è il cuore della manutenzione autonoma dello strumento. L’ordine in cui fai le cose è CRUCIALE. Se salti un passaggio o lo fai al momento sbagliato, rischi di dover ricominciare da capo. Impara questa sequenza, ti salverà da un sacco di mal di testa.

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1. Cambio corde e pulizia generale

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Prima di ogni cosa, cambia le corde. Un setup su corde vecchie e ossidate non ha senso. Scegli il calibro (gauge) che preferisci e che userai abitualmente. Questo è importante perché un cambio di calibro influenzerà tutto il resto del setup.

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Mentre le corde sono giù, approfittane per dare una bella pulita alla chitarra. Pulisci la tastiera con un prodotto specifico (io uso spesso un buon olio al limone, ma non esagerare) e un panno in microfibra. Pulisci i tasti. Se senti dei “gracchi” quando giri i potenziometri o muovi il selettore dei pickup, potrebbe essere ossido. Uno spray per contatti elettrici (tipo CRC o DeoxIT) spruzzato all’interno dei potenziometri e del selettore può fare miracoli. Basta una piccola spruzzata e qualche giro per far lavorare il prodotto. È un ottimo momento per ispezionare lo strumento e cercare eventuali problemi (tasti sollevati, viti allentate, ecc.).

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2. Regolazione del Truss Rod (Neck Relief)

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Questo è il primo, e forse il più delicato, passo della calibrazione casalinga. Il truss rod è una barra metallica all’interno del manico che serve a contrastare la tensione delle corde e a regolare la curvatura del manico (il “relief”).

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Cos’è il Neck Relief? Il manico della chitarra non deve essere perfettamente dritto. Deve avere una leggera curvatura concava, il cosiddetto relief, per permettere alle corde di vibrare liberamente senza toccare i tasti. Troppo dritto o addirittura convesso (backbow) = fret buzz. Troppo concavo = action alta e intonazione sballata.

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Sintomi: Se il manico è troppo dritto, le corde sbattono sui primi tasti, creando buzzing. Se è troppo curvo, l’action diventa alta sui tasti centrali e le note suonano “sorde”.

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Diagnosi: Premi la corda del Mi basso al primo tasto e, contemporaneamente, all’ultimo tasto (o dove il manico si unisce al body). Ora, guarda lo spazio tra la parte inferiore della corda e la parte superiore del tasto al VII o IX tasto. Dovresti vedere un piccolo spazio. Io uso uno spessimetro: cerco un valore tra 0.20mm e 0.30mm, ma dipende anche dalla tua scalatura di corde e dal tuo stile.

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Misura ideale: La misura tipica per la maggior parte delle chitarre elettriche è tra 0.2 mm e 0.3 mm (0.008″ – 0.012″). Le chitarre con radius più piatti o chi suona con un tocco leggero potrebbe preferire un relief minore, ma per iniziare, stai in questo range.

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Soluzione: Qui entra in gioco il truss rod. È una barra metallica che corre all’interno del manico. Avvitandola (di solito in senso orario) raddrizzi il manico; svitandola (in senso antiorario) lo curvi.

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⚠️ WARNING: Questa è la regolazione più delicata. Procedi con estrema cautela. Fai un quarto di giro alla volta, non di più. Aspetta 10-15 minuti (il legno ha bisogno di tempo per assestarsi) e ricontrolla. Ripeti finché non ottieni il relief desiderato. La prima volta che ho toccato il truss rod mi tremavano le mani, lo ammetto. Poi ho capito che non è un mostro, ma uno strumento potente se usato con giudizio.

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PAIN POINT: La paura di rompere il truss rod. Questa è la cosa che terrorizza di più chi fa il setup chitarra da solo per la prima volta. E ti capisco. Ho sudato freddo anch’io le prime volte. Il segreto è: piccoli passi. Gira la chiave di un quarto di giro alla volta. Poi accorda la chitarra e aspetta 5-10 minuti. Il legno ha bisogno di tempo per assestarsi. Poi ricontrolla. Se serve, fai un altro quarto di giro. Non avere fretta. Se senti resistenza eccessiva, FERMATI. Potrebbe esserci un problema più serio, o il truss rod è arrivato a fine corsa.

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Errore comune: Girare troppo in fretta o non aspettare. Sembra che non succeda nulla, giri ancora e poi all’improvviso il manico si muove troppo. Pazienza, amico.

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3. Regolazione dell’Action (Altezza delle Corde)

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Una volta che il relief del manico è a posto, possiamo passare all’action, ovvero l’altezza delle corde dal tasto. Questo influisce direttamente sulla suonabilità.

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Cos’è l’Action? È la distanza tra la parte inferiore delle corde e la parte superiore dei tasti. Un’action bassa rende la chitarra più facile da suonare, ma se è troppo bassa causa fret buzz. Un’action alta è più tollerante al buzz, ma richiede più forza per suonare.

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Sintomi: Action troppo alta = fatica a suonare. Action troppo bassa = buzzing eccessivo.

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Diagnosi: Misura l’altezza di ogni corda al XII tasto. Ci sono action gauge appositi, oppure un righello di precisione fa il suo dovere. Per una chitarra elettrica, io punto a circa 1.5mm-2mm per il Mi cantino e 2mm-2.5mm per il Mi basso. Ma anche qui, è una questione di preferenze personali.

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Misure ideali (punti di partenza, poi personalizzi):

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  • Corda Mi Cantino (High E): 1.5 mm – 2.0 mm (0.060″ – 0.080″)
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  • Corda Mi Basso (Low E): 2.0 mm – 2.5 mm (0.080″ – 0.100″)
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Queste sono solo indicazioni. Un chitarrista shredder potrebbe volerla più bassa, un bluesman con un tocco forte magari un po’ più alta.

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Soluzione: Agisci sulle sellette del ponte. Ogni tipo di ponte ha un sistema diverso:

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  • Tune-o-matic: Ci sono due viti (una per lato) che alzano o abbassano l’intero ponte. Regola entrambe per mantenere la stabilità.
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  • Tremolo (Stratocaster-style): Ogni selletta ha due piccole viti a brugola per regolare l’altezza di ciascuna corda singolarmente.
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  • Hardtail/Telecaster-style: Simile al tremolo, ma senza il meccanismo flottante.
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  • Ponti tipo Floyd Rose: Simile allo Strat, con viti esagonali per ogni selletta.
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