GUIDA GRATUITA
Costruisci la tua prima chitarra elettrica
Scarica l'ebook!

Tavola armonica chitarra: materiali e suono.

Vedi salvati

[BOX AFFILIAZIONE]

Tavola armonica chitarra: materiali e suono

Quante volte abbiamo sentito dire che per una chitarra elettrica, il legno del body non conta quasi nulla? Che tanto, con i pickup, l’ampli e i pedali, il suono lo fai tu? Beh, lasciatemi dire che è una delle prime grandi fesserie in cui sono caduto anch’io, lì nel mio garage, con la prima Stratocaster “fai da te” che non suonava come volevo. Pensavo bastasse avvitare i pickup giusti. Errore da principiante, ma è da lì che si impara. La verità è che la tavola armonica della chitarra, o più correttamente il body, anche in una elettrica, ha un ruolo importantissimo. Non è un altoparlante, certo, non amplifica il suono come in un’acustica. Ma è il cuore vibrante dello strumento, il punto di partenza da cui ogni singola nota prende forma, prima ancora che i pickup la trasformino in segnale elettrico. Se il body non risuona bene, se non ha il giusto sustain, se non reagisce come dovrebbe, nessun pickup potrà fare miracoli. Questo articolo è per chi, come me, ha provato a costruire o modificare una chitarra e si è trovato davanti al dubbio: “Ok, ma quale legno scelgo? E lo spessore? E se sbaglio tutto?”. Non preoccupatevi, ci sono passato anch’io. Vediamo di fare chiarezza, con un po’ di teoria e tanta pratica da officina.

Il ruolo del body in una chitarra elettrica: cosa c’è da capire

Partiamo da un presupposto: il body di una chitarra elettrica non è una cassa di risonanza come quella di un’acustica. Non è lì per proiettare il suono nell’ambiente. Il suo compito è più sottile, ma non meno cruciale. Pensateci un attimo: quando pizzicate una corda, questa vibra. Quella vibrazione non si ferma alla corda. Viene trasmessa al ponte, che a sua volta la trasferisce al body. Il legno del body assorbe e riflette questa energia vibratoria in modi diversi, a seconda della sua densità, della sua venatura, e della sua struttura cellulare. È questa interazione che plasma le caratteristiche fondamentali della nota: l’attacco, il sustain, la risonanza armonica e, in definitiva, il “colore” timbrico. I pickup, in fondo, sono solo dei microfoni. Registrano la vibrazione delle corde e, indirettamente, la risonanza del legno. Se la vibrazione di partenza è povera, se il legno “uccide” le armoniche o il sustain, i pickup non potranno inventare nulla di magico. Possono colorare, amplificare, ma non creare dal nulla. È una questione di sinergia. Il manico, il ponte, i pickup, la finitura… sono tutti elementi che interagiscono con il body. Ma il legno del body è la base, il “terreno” su cui tutto il resto si costruisce. Un buon terreno permette a una pianta di crescere forte e rigogliosa. Un body risonante fa lo stesso per il suono della vostra chitarra. Nella mia esperienza, le chitarre con un buon body “parlano” anche da spente. Le senti vibrare contro il petto. Quelle che non vibrano, che sembrano dei pezzi di legno morti, raramente suoneranno bene una volta attaccate all’ampli, a prescindere dai pickup da migliaia di euro che ci monterete. È una sensazione tattile, quasi istintiva, che col tempo si impara a riconoscere.

I legni più comuni per il body e le loro caratteristiche

Quando si parla di materiali per la tavola armonica della chitarra, la scelta è ampia, ma alcuni legni sono diventati degli standard per un motivo ben preciso: le loro caratteristiche acustiche e la loro lavorabilità. Vediamoli nel dettaglio, con pro e contro.

Ontano (Alder)

L’ontano è probabilmente il legno più iconico per le chitarre elettriche, specialmente per i modelli Fender-style. È un legno di media densità, abbastanza leggero e con una venatura discreta. Suono: Offre un suono bilanciato, con medi pronunciati, alti cristallini e bassi ben definiti ma non eccessivi. È un legno che “respira” bene, con una buona risonanza e un sustain adeguato. È molto versatile, si adatta bene a diversi generi musicali. Lavorabilità: È relativamente facile da lavorare, si taglia e si leviga senza troppi problemi. Accetta bene le finiture. Costo: Generalmente di fascia media. La sua reperibilità è buona, specialmente in Nord America. Esempio pratico: La mia prima Stratocaster DIY, quella che non suonava, aveva un body in tiglio. Quando l’ho rifatta con un body in ontano a due pezzi, ho sentito subito una differenza abissale nel sustain e nella chiarezza delle note. Era come se il legno stesso volesse cantare.

Frassino (Ash)

Il frassino è un altro classico, anch’esso associato a Fender. Esistono due varietà principali, con caratteristiche sonore diverse.

Frassino di Palude (Swamp Ash)

Cresce nelle zone umide del sud degli Stati Uniti. È un legno leggero e molto poroso. Suono: Estremamente risonante, con bassi profondi e alti brillanti. Spesso si parla di un “scoop” sui medi, cioè una minore enfasi in quella gamma, che lo rende perfetto per suoni puliti e brillanti, o per generi che richiedono chiarezza tra le note. Ha un sustain notevole. Lavorabilità: La sua porosità richiede spesso un riempimento dei pori (grain filling) prima della finitura, il che aggiunge un passaggio al processo. Costo: La reperibilità sta diventando più difficile, e di conseguenza il costo è aumentato, posizionandosi nella fascia medio-alta. Esempio pratico: Ho usato lo swamp ash per una replica di Telecaster vintage. Il suono era incredibilmente aperto e “twangy”, proprio quello che cercavo. La venatura, una volta riempita e finita con una lacca trasparente, era spettacolare.

Frassino Duro (Northern Hard Ash)

Cresce nelle regioni più fredde. È un legno molto più denso e pesante del frassino di palude. Suono: Più brillante e compresso, con un attacco molto rapido e un sustain quasi infinito. I bassi sono più stretti e gli alti più taglienti. Meno “arioso” rispetto allo swamp ash. Lavorabilità: Molto duro, richiede utensili affilati e più sforzo. Costo: Generalmente meno costoso dello swamp ash, ma comunque di fascia media.

Mogano (Mahogany)

Il mogano è il re indiscusso delle chitarre Gibson-style. È un legno di media densità, con una venatura dritta e uniforme, e un colore che va dal rossastro al marrone scuro. Suono: Caldo, ricco, con una forte enfasi sui medi e un sustain eccezionale. I bassi sono rotondi e gli alti morbidi, mai stridenti. È un legno che produce un suono “grosso” e potente, ideale per il rock, il blues e il jazz. Lavorabilità: Facile da lavorare, si taglia e si leviga bene. La sua venatura è meno porosa del frassino, quindi richiede meno riempimento. Costo: Il mogano dell’Honduras, il “vero” mogano, è diventato molto costoso e difficile da reperire a causa delle restrizioni di deforestazione. Spesso si usano alternative come il Sapele o l’African Mahogany (Khaya), che hanno caratteristiche simili ma non identiche, e sono di fascia media. Esempio pratico: La mia Les Paul custom-built ha un body in mogano Sapele. Il sustain è mostruoso, le note sembrano non finire mai. I medi sono ricchi e cantano, perfetti per i soli. Ho notato una leggera differenza rispetto a un vecchio body di una Gibson anni ’70 in mogano Honduras che ho restaurato, che aveva un suono ancora più “aperto” e tridimensionale, ma il Sapele si difende egregiamente.

Tiglio (Basswood)

Il tiglio è un legno leggero, morbido e con una venatura molto discreta. È spesso utilizzato nelle chitarre di fascia media e in quelle orientate al “shred”.
Suono: Ha un suono bilanciato, con una buona presenza sui medi e una risposta abbastanza piatta. Non ha gli estremi di bassi e alti che si trovano nel frassino o nell’ontano,
é la ricchezza di medi del mogano. Tende ad avere un sustain leggermente inferiore rispetto ai legni più densi. Lavorabilità: Estremamente facile da lavorare, è morbido e non danneggia gli utensili. Accetta bene le finiture opache. Costo: È uno dei legni più economici disponibili per i body, il che lo rende popolare tra i produttori di massa. Esempio pratico: Ho costruito una chitarra da shredding con un body in tiglio. L’ho scelto per il peso ridotto e per la sua neutralità sonora, che lasciava molto spazio ai pickup ad alto output che volevo usare. Funzionava bene, ma se cercate un suono con un “carattere” intrinseco dal legno, il tiglio potrebbe lasciarvi un po’ delusi.

Acero (Maple)

L’acero è un legno molto denso e duro, noto per la sua brillantezza e il suo attacco veloce.
Suono: Estremamente brillante, con un attacco rapido e un sustain molto lungo. I bassi sono stretti e gli alti molto presenti. Spesso è considerato troppo brillante se usato per un body intero. Lavorabilità: Molto difficile da lavorare a causa della sua durezza. Richiede utensili affilati e pazienza. Costo: Di fascia medio-alta, specialmente le varietà figurate come l’acero fiammato (flame maple) o occhiolinato (birdseye maple), spesso usate come top estetici. Uso tipico: Raramente usato per body interi (ad eccezione di alcune Telecaster degli anni ’70), ma è quasi uno standard per i manici e per i “top” di chitarre come le Les Paul, dove un sottile strato di acero viene incollato su un body di mogano per aggiungere brillantezza e attacco. Questo “maple cap” è fondamentale per il suono Les Paul.

Noce (Walnut)

Il noce è un legno denso e di colore scuro, con una venatura molto bella.
Suono: Spesso descritto come un incrocio tra mogano e acero. Caldo e risonante come il mogano, ma con un attacco più brillante e una maggiore chiarezza degli alti, simile all’acero. Ottimo sustain. Lavorabilità: Di media difficoltà, più duro del mogano ma meno dell’acero. Costo: Di fascia medio-alta, ma la sua estetica lo rende molto desiderabile.

Korina (Limba)

La Korina è un legno africano, simile al mogano in densità, ma con un colore più chiaro (white limba) o più scuro (black limba). È famosa per essere stata usata da Gibson per le Explorer e le Flying V originali. Suono: Molto simile al mogano, ma con una risonanza leggermente maggiore e medi più aperti e “ariati”. Grande sustain e una risposta molto dinamica. Lavorabilità: Facile da lavorare, simile al mogano. Costo: Estremamente costoso e difficile da trovare. È quasi un legno “boutique”. Esempio pratico: Ho avuto la fortuna di lavorare su una replica di Flying V in white limba. Il legno è semplicemente magnifico alla vista e al tatto, e il suono aveva una risonanza e una vivacità che non avevo riscontrato in nessun mogano. È un’esperienza che ti fa capire perché alcuni legni siano così ricercati.

Legni esotici e meno convenzionali: vale la pena sperimentare?

Oltre ai “soliti noti”, il mondo della liuteria sperimenta continuamente con altri legni e materiali. Alcuni sono usati per ragioni estetiche, altri per provare a ottenere sonorità diverse.

Pioppo (Poplar)

Un legno leggero ed economico, spesso usato per body di chitarre economiche. Suono: Molto simile all’ontano, ma leggermente più morbido e con meno risonanza. Spesso ha una tinta verdastra che lo rende meno attraente per finiture trasparenti. Considerazioni: Un’ottima scelta per progetti a basso costo o per body che verranno verniciati con colori solidi.

Koa

Un legno hawaiano, molto pregiato per la sua estetica mozzafiato, con venature ondulate e colori ricchi. Suono: Offre un suono caldo e risonante, simile al mogano, ma con un attacco più brillante e una maggiore chiarezza. Ottimo per acustiche, ma anche per body di elettriche. Considerazioni: Estremamente costoso e raro. Più una scelta estetica e di lusso che funzionale per la maggior parte dei progetti DIY.

Palissandro (Rosewood)

Il palissandro è un legno molto denso, scuro e oleoso, tradizionalmente usato per tastiere e ponti. Suono: Se usato per un body, offre un sustain incredibile e un suono molto scuro e compresso, con bassi profondi e alti smussati. Considerazioni: Estremamente pesante e costoso. Molto difficile da lavorare e da finire. La sua densità può rendere la chitarra poco maneggevole. La sua rarità e le restrizioni CITES lo rendono una scelta impraticabile per la maggior parte dei liutai.

Wenge, Bubinga, Ovangkol

Questi sono legni africani molto densi, spesso usati per manici di bassi o top di chitarre. Suono: Sono tutti legni che tendono a dare un suono brillante, con un attacco molto veloce e un sustain pronunciato. Considerazioni: Simili all’acero per durezza e difficoltà di lavorazione, ma con una venatura più esotica. Possono essere interessanti per body sperimentali, ma non sono scelte convenzionali.

Legni sostenibili e alternativi

La crescente consapevolezza ambientale ha spinto molti a cercare alternative. Legni come il noce nero americano, il ciliegio, o anche il bambù laminato, stanno guadagnando terreno. Le loro proprietà sonore sono ancora oggetto di studio e sperimentazione. La mia opinione è che la sostenibilità sia un fattore importante da considerare, ma per un progetto DIY, la reperibilità e il costo restano spesso prioritari.

Oltre il legno: costruzione, spessore e finitura

Il tipo di legno è solo una parte dell’equazione. Come viene lavorato e finito il body della chitarra ha un impatto enorme sul suono finale.

Costruzione del Body

Il modo in cui i pezzi di legno sono uniti per formare il body è fondamentale. Solid Body a pezzo unico: Il “Santo Graal” per molti. Un unico blocco di legno. Teoricamente, offre la massima risonanza e coerenza vibratoria. Difficile da trovare in dimensioni adatte e senza difetti, quindi molto costoso. La mia esperienza mi dice che un buon body a due o tre pezzi incollati bene può suonare altrettanto bene, se non meglio, di un pezzo unico di qualità inferiore. Solid Body a più pezzi: La norma per la maggior parte delle chitarre di qualità. Due o tre pezzi di legno incollati longitudinalmente. Se gli incollaggi sono ben fatti e i legni sono scelti con cura per la loro venatura e densità, il risultato è eccellente e indistinguibile da un pezzo unico per l’orecchio umano. Laminati/Plywood: Strati sottili di legno incollati tra loro. Molto stabili e resistenti alla deformazione, ma acusticamente meno risonanti. Spesso usati per chitarre economiche o per semi-hollow/hollow body per ridurre il feedback. Semi-Hollow e Hollow Body: Hanno delle camere di risonanza interne. Queste aumentano la risonanza acustica e il volume da spenta, dando un suono più “arioso” e con un attacco più morbido. Tuttavia, sono più suscettibili al feedback ad alti volumi.

Il Maple Cap (Top in Acero)

Un discorso a parte merita il “maple cap”, ovvero un sottile strato di acero (spesso fiammato o figurato per estetica) incollato sopra un body di mogano. Questa combinazione è iconica per le Les Paul. Influenza sul suono: L’acero, essendo molto denso e brillante, aggiunge attacco, chiarezza e sustain al suono caldo e ricco di medi del mogano. Crea un equilibrio sonoro unico, con la “botta” del mogano e la “scintilla” dell’acero. Spessore: Lo spessore del maple cap è importante. Un cap più spesso avrà un’influenza maggiore. Ho sperimentato con diversi spessori e ho notato che un cap troppo sottile (meno di 6-7mm) ha un impatto trascurabile sul suono, mentre uno troppo spesso (oltre 15mm) può rendere il suono eccessivamente brillante e “duro”. L’equilibrio è la chiave.

Spessore del Body

Lo spessore del body della chitarra è un altro fattore spesso sottovalutato. Sustain e risonanza: Un body più spesso tende ad avere più massa, il che generalmente si traduce in maggiore sustain e risonanza. Le vibrazioni hanno più materiale in cui propagarsi e dissiparsi più lentamente. Peso: Ovviamente, un body più spesso sarà anche più pesante. Questo è un compromesso da considerare, specialmente per chitarre che si suonano in piedi per ore. Comfort: Lo spessore influisce anche sul comfort. Le chitarre più sottili sono più comode da imbracciare e suonare.

Finitura

Ah, la finitura! Questo è un argomento che scatena dibattiti accesi tra i liutai. La domanda è: la finitura “soffoca” il legno? Finiture spesse (Poliuretanica, Poliestere): Sono molto durevoli, resistenti ai graffi e facili da applicare industrialmente. Tuttavia, tendono a creare uno strato spesso e rigido sulla superficie del legno. Molti sostengono che questo strato impedisca al legno di vibrare liberamente, “soffocando” il suono e riducendo la risonanza. Nelle mie prime chitarre, ho usato vernici poliuretaniche bicomponenti e ho notato che il suono era più “morto” e meno risonante rispetto a chitarre con finiture più sottili. Finiture sottili (Nitrocellulosa, Olio): La nitrocellulosa è la finitura tradizionale, usata su molte chitarre vintage. È più sottile, si “consuma” con l’uso (creando il famoso “relic naturale”) e permette al legno di “respirare” meglio, favorendo una maggiore risonanza. Le finiture a olio (come l’olio-cera) sono ancora più sottili e penetrano nel legno, lasciandolo quasi “a nudo”. Queste finiture tendono a esaltare le proprietà acustiche del legno, ma sono meno durevoli e richiedono più manutenzione. La mia opinione: Non sono un purista estremo, ma ho notato una differenza. Una finitura troppo spessa e dura, specialmente su un body già poco risonante, può peggiorare ulteriormente la situazione. Su un buon legno, una finitura sottile in nitro o olio permette al legno di esprimere al meglio il suo potenziale. È un compromesso tra durabilità e risonanza.

Guida alla scelta del legno per il tuo progetto DIY

Ora che abbiamo esaminato i principali materiali per la tavola armonica della chitarra, come scegliamo quello giusto per il nostro progetto? Ecco una guida pratica basata su budget, suono e difficoltà di lavorazione.

Budget Basso (fino a 100-150€ per il grezzo)

Tiglio (Basswood): È la scelta più economica. Facile da lavorare, leggero, suono bilanciato ma non molto “caratteristico”. Ottimo per i primi progetti o per chitarre da verniciare con colori solidi. Pioppo (Poplar)

: Un’alternativa all’ontano, leggermente più morbida ed economica. Simile al tiglio per le considerazioni. Ontano a più pezzi (Alder multi-piece): Se riuscite a trovare un buon pezzo di ontano a 3 o 4 pezzi, può rientrare in questa fascia di prezzo. Offre un ottimo rapporto qualità/prezzo per il suono.

Budget Medio (150-300€ per il grezzo)

Ontano (Alder): La scelta più sicura. Ottimo suono, buona lavorabilità, versatile. Frassino di Palude (Swamp Ash): Se lo trovate a un buon prezzo, è un’ottima opzione per un suono brillante e risonante. Richiede più attenzione nella finitura. Mogano Sapele/African Mahogany: Per chi cerca un suono caldo e ricco di medi senza spendere una fortuna. La lavorabilità è ottima. Noce (Walnut): Se cercate un suono bilanciato con un’estetica elegante, e siete disposti a spendere un po’ di più.

Budget Alto (Oltre 300€ per il grezzo)

Mogano Honduras: Se riuscite a trovarlo (e a permettervelo), è il top per un suono caldo e potente. Korina (Limba): Per un suono simile al mogano ma più aperto e risonante, e un tocco di esclusività. Frassino di Palude di alta qualità: Pezzi selezionati per leggerezza e venatura, con un suono eccezionale. Acero (Maple): Se volete un body intero in acero per un suono estremamente brillante e un sustain infinito, preparatevi a spendere e a faticare in lavorazione.

Consiglio per i principianti

Per il vostro primo progetto DIY, non puntate subito al legno più costoso o difficile. Iniziate con l’ontano o il tiglio. Sono più facili da lavorare, perdonano gli errori e vi permettono di concentrarvi sulle tecniche di fresatura, levigatura e finitura senza l’ansia di rovinare un pezzo di legno pregiato. Ricordate, l’esperienza si costruisce un pezzo alla volta. Un altro approccio valido è quello di modificare una chitarra esistente. Spesso si trovano chitarre economiche con un buon manico ma un body non eccellente. Sostituire il body o semplicemente rifinirlo può essere un ottimo modo per imparare e sperimentare le differenze sonore.

Durabilità e manutenzione della tavola armonica

Una volta scelto e lavorato il legno, è fondamentale pensare alla sua durabilità nel tempo. Il legno è un materiale vivo e reattivo all’ambiente circostante.

Influenza dell’umidità e della temperatura

Il legno assorbe e rilascia umidità. Questo porta a espansioni e contrazioni. Sbalzi eccessivi di umidità e temperatura possono causare crepe, deformazioni o scollature, specialmente in un body a più pezzi.
Consiglio pratico: Conservate la vostra chitarra in un ambiente con umidità controllata (idealmente tra il 45% e il 55% di umidità relativa) e temperature stabili. Un igrometro in casa è un piccolo investimento che può salvare i vostri strumenti.

Trattamenti del legno

Alcuni liutai trattano il legno grezzo prima della lavorazione, ad esempio con essiccazione controllata o stabilizzazione. Questo riduce la sua tendenza a muoversi in futuro. Tuttavia, per la maggior parte dei progetti DIY, si parte da legname già stagionato e pronto all’uso.

Finitura protettiva

La finitura non è solo estetica; è una barriera protettiva contro l’umidità e i danni fisici. Finiture a poro aperto (olio, cera): Offrono meno protezione dall’umidità e dai graffi, ma permettono al legno di “respirare”. Richiedono una manutenzione più frequente con oli e cere specifiche. Finiture a poro chiuso (poliuretanica, nitro): Offrono una protezione superiore. La poliuretanica è la più resistente. La nitro è più delicata ma può essere riparata più facilmente.

Cura generale

Pulite regolarmente il body con un panno morbido e prodotti specifici per chitarre. Evitate esposizioni prolungate al sole diretto o a fonti di calore. Un body ben curato vi ripagherà con anni di buon suono.

Il verdetto finale: il legno conta davvero?

Dopo tutte queste chiacchiere da officina, la domanda rimane: il legno della tavola armonica della chitarra conta davvero? La mia risposta, basata su anni di prove, errori e qualche successo, è un sonoro e inequivocabile SÌ. Il body non è un semplice supporto per i pickup. È il fondamento su cui si costruisce l’intera personalità sonora dello strumento. Influisce sull’attacco, sul sustain, sulla risonanza armonica e sulla sensazione tattile che si ha suonando. Un buon legno risuonante rende la chitarra viva sotto le dita, anche da spenta. Certo, i pickup, l’amplificatore, i pedali e, soprattutto, le mani del chitarrista, hanno un’influenza enorme sul suono finale. Ma il legno è il punto di partenza. Se la base è solida e risonante, tutto il resto può costruire su di essa. Se la base è “morta”, nessun effetto magico potrà rianimarla completamente. Non è una scienza esatta, e le sfumature sono infinite. Due pezzi di mogano identici non suoneranno mai esattamente allo stesso modo. È la bellezza e la sfida della liuteria. Ma conoscere le caratteristiche generali dei legni vi darà una bussola per orientarvi nelle vostre scelte. Il mio consiglio finale è di sperimentare. Non abbiate paura di provare legni diversi, di costruire, di sbagliare e di rifare. È così che si impara. E soprattutto, fidatevi delle vostre orecchie e delle vostre mani. Saranno loro a dirvi se il materiale del body che avete scelto è quello giusto per voi e per il suono che cercate. Per approfondire ulteriormente le proprietà acustiche dei legni usati in liuteria, potete consultare risorse specializzate come quelle offerte da fornitori di legname per liuteria, che spesso pubblicano dati tecnici e comparazioni. Ad esempio, la sezione “Tone Woods” di Stewart-MacDonald offre un’ottima panoramica sulle caratteristiche dei legni più usati: The Science of Tone Woods – StewMac.

FAQ

Il peso del body influisce sul suono?

Sì, generalmente un body più pesante tende a fornire un sustain maggiore e un suono più denso e compresso, poiché la maggiore massa permette alle vibrazioni di dissiparsi più lentamente. Tuttavia, un peso eccessivo può rendere la chitarra scomoda e non garantisce necessariamente un suono migliore, ma solo un tipo di suono diverso. L’equilibrio tra peso, risonanza e comfort è fondamentale.

Posso usare legni laminati o compensati per il body?

Tecnicamente sì, puoi usarli, ma il suono ne risentirà. I legni laminati o compensati (plywood) sono molto stabili e resistenti, ma la loro struttura a strati incollati tende a smorzare le vibrazioni e a ridurre la risonanza e il sustain rispetto a un body in legno massello. Sono più adatti per chitarre economiche o per le parti interne di semi-hollow body dove la stabilità è prioritaria.

Ti è capitato qualcosa di simile?

Se hai incontrato lo stesso problema o vuoi chiedere qualcosa, scrivilo nei commenti. Leggo e rispondo a tutti.

Scrivi un commento

Scarica il Kit di sopravvivenza liutaio

PDF gratuito con checklist, tabella problemi-cause e template scheda progetto.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

it_ITItaliano

Resta aggiornato su Biafax

Iscriviti alla newsletter per ricevere gli articoli più utili sulla costruzione e riparazione della chitarra elettrica, aggiornamenti sugli ebook e anteprime riservate.