Intonazione ponte chitarra elettrica: risolvi in 3 passi
Hai appena finito di montare il tuo ultimo progetto chitarristico. Hai scelto il body, il manico, i pickup, hai saldato tutto con una precisione quasi chirurgica (o almeno, ci hai provato). Accendi l’ampli, attacchi il jack e… le corde a vuoto suonano un incanto. Poi provi un accordo al settimo tasto e ti sembra di aver sfasato l’intero universo musicale. Ti suona tutto storto, stonatissimo.
Benvenuto nel club! Quella sensazione la conosci bene, vero? Hai appena accordato la chitarra, le lancette dell’accordatore sono ferme sul verde, tutto sembra perfetto. Poi inizi a suonare un accordo di Sol al terzo tasto, e suona una schifezza. Un accordo di La al quinto, ancora peggio. Ti sembra che la tua chitarra sia sempre leggermente stonata, anche se l’hai accordata al millimetro. Non è un problema di orecchio (o non solo), ma di intonazione del ponte della chitarra elettrica. È una di quelle rogne che ti fa pensare “ho sbagliato tutto”, e invece è solo l’ultimo miglio da percorrere per avere uno strumento che suoni davvero bene.
Ricordo la mia prima Strato assemblata in garage. Suonava come un’orchestra di gatti litigiosi appena sopra il quinto tasto. Mi ci è voluto un po’ per capire che non ero io a essere sordo, ma la chitarra a essere “sbagliata” nella sua configurazione finale. Le prime volte che mi sono avventurato nella costruzione e nella modifica di una chitarra elettrica, l’intonazione mi sembrava una specie di magia nera, un rito che solo i liutai professionisti potevano compiere. Ho passato ore a girare viti a caso, a riaccordare, a impazzire, convinto che il problema fosse nella mia tecnica o, peggio, che avessi rovinato irrimediabilmente il manico. Invece, era solo una questione di metodo e di un po’ di pazienza.
Questo non è un problema da poco, anzi. Una chitarra non intonata bene non solo suona male, ma può demotivare chiunque, specialmente un hobbista che sta imparando. Ti fa dubitare del tuo lavoro, ti fa credere di non essere all’altezza. Ma ti assicuro, non è così. La correzione dell’intonazione di una chitarra elettrica è una delle operazioni di setup più importanti e, con la giusta guida, è assolutamente alla portata di chiunque abbia un minimo di manualità e voglia di sporcarsi le mani.
Oggi ti guido attraverso un processo in 3 passi per sistemare l’intonazione della tua chitarra elettrica. Non serve essere un liutaio professionista, ma un pizzico di pazienza e la voglia di capire perché si fa una cosa in un certo modo. Se ci sono riuscito io, con i miei strumenti da hobbista e la mia dose di errori, puoi farcela anche tu.
Cos’è l’Intonazione e Perché È Cruciale per la Tua Chitarra
L’intonazione è la capacità di uno strumento di suonare la stessa nota in diverse posizioni della tastiera con precisione. In pratica, se la tua corda di Mi basso suona perfettamente accordata a vuoto, ma quando la premi al 12° tasto (che dovrebbe essere un Mi un’ottava sopra) suona stonata, allora la tua chitarra non è intonata. Questo problema si manifesta con accordi che suonano ‘impastati’ o ‘sfasati’ e assoli che perdono brillantezza e precisione man mano che sali sul manico. Una buona intonazione è fondamentale per avere uno strumento che suoni bene e che ti permetta di esprimere al meglio la tua musica, senza stonature che rovinano l’esperienza.
Immagina di suonare un assolo in cui devi fare un bending al 15° tasto. Se la tua chitarra è intonata, il bending salirà in modo pulito verso la nota desiderata. Se non lo è, il bending potrebbe finire un po’ troppo alto o troppo basso, rovinando la melodia. Lo stesso vale per gli accordi: le singole note che compongono un accordo devono essere in perfetta relazione tra loro. Se una sola nota è leggermente fuori tono, l’intero accordo suona “sporco” e poco piacevole all’orecchio. Questo è particolarmente vero per gli accordi più complessi o per quelli suonati nelle posizioni più alte della tastiera.
La causa principale di una chitarra non intonata è la relazione tra la lunghezza vibrante della corda (la “lunghezza in scala”) e la sua tensione. La lunghezza in scala è la distanza tra il capotasto e il ponte. Quando premi una corda su un tasto, stai effettivamente accorciando la sua lunghezza vibrante, creando una nota più alta. Teoricamente, premendo una corda al 12° tasto, dovresti ottenere una nota esattamente un’ottava sopra quella suonata a vuoto, perché stai dimezzando la lunghezza vibrante della corda. Se le sellette del ponte non sono posizionate correttamente per compensare le caratteristiche fisiche di ogni singola corda (spessore, materiale, tensione), questa relazione matematica non sarà perfetta.
Ogni corda ha una sua “lunghezza effettiva” che deve essere leggermente diversa dalle altre per compensare queste differenze. È qui che entra in gioco la regolazione dei ponticelli del ponte. Il ponte della tua chitarra elettrica, che sia un Tune-o-matic, un tremolo tipo Stratocaster o un Floyd Rose, ha delle sellette individuali per ogni corda. Queste sellette sono generalmente regolabili avanti e indietro lungo la lunghezza in scala dello strumento. Spostando una selletta più avanti (verso il body) si accorcia la lunghezza vibrante della corda, alzando l’intonazione. Spostandola più indietro (verso il manico) si allunga la lunghezza vibrante, abbassando l’intonazione.
Perché è così importante per chi costruisce o modifica la propria chitarra? Perché ti permette di ottenere uno strumento che suona “giusto” in ogni situazione. Che tu stia suonando accordi aperti, power chords sul primo fret, o assoli complessi nelle ottave più alte, una chitarra ben intonata ti darà chiarezza, pulizia e un suono che non ti farà dubitare del tuo lavoro. È un passaggio che eleva il tuo progetto da una “bella chitarra che suona così così” a uno strumento performante e affidabile. E, diciamocelo, è una delle operazioni di setup più gratificanti da fare da soli.
Gli Attrezzi Essenziali (Niente di Esotico!)
Per affrontare l’operazione di intonazione del ponte non serve un’officina spaziale. Ti bastano pochi attrezzi che probabilmente hai già in giro, o che puoi trovare con pochi euro. L’idea è di essere pratici, non di spendere un patrimonio.
Ecco la lista della spesa:
- Accordatore di Precisione: Questo è il tuo migliore amico. Un accordatore a clip va benissimo per iniziare, ma se hai un accordatore a pedale o un’app sul cellulare con una buona risoluzione (che mostri i cent), è ancora meglio. La precisione qui è fondamentale. Non useremo l’orecchio assoluto, ma la tecnologia! Cerca un accordatore che ti dia una lettura entro 1-2 cent di errore. Quelli che indicano solo “flat”, “sharp” o “in tune” sono troppo grossolani per questo lavoro.
- Cacciavite (a Croce o a Taglio): Dipende dal tipo di viti che regolano le sellette sul tuo ponte. Assicurati che la punta sia della misura giusta. Non usare un cacciavite troppo piccolo o troppo grande, perché rovineresti la testa della vite. E credimi, rovinare una vite sul ponte è una delle cose più fastidiose che possano capitare. Ti tocca smontare tutto e cercare un ricambio. Ho visto colleghi “hobbisti” usare pinze o coltelli quando il cacciavite non era della misura giusta. Non fatelo! Procuratevi un set di cacciaviti di precisione.
- Chiave a Brugola (Esagonale): Alcuni ponti, specialmente quelli con sistema Floyd Rose o alcuni tremoli a due pivot, potrebbero avere viti di bloccaggio o regolazione che richiedono una chiave a brugola. Controlla il tuo ponte prima di iniziare. Le misure più comuni sono 1.5mm, 2mm e 2.5mm. Anche qui, un set di chiavi a brugola di buona qualità è un investimento che vale la pena.
- Plettro: Per pizzicare le corde in modo consistente. Non è un attrezzo, ma un accessorio indispensabile. Cerca di usare sempre lo stesso plettro e la stessa forza per pizzicare la corda, per avere letture più stabili sull’accordatore.
- Panno Morbido: Per appoggiare la chitarra e per pulire eventuali ditate o residui. Mantenere lo strumento pulito è sempre una buona abitudine.
- Opzionale: Un piccolo blocco di legno o un pezzo di plastica dura: A volte, soprattutto con ponti che hanno sellette molto piccole, può essere utile usare un piccolo oggetto rigido per spingere delicatamente la corda sul tasto, garantendo un contatto netto e preciso.
Visto? Niente di esotico. Non devi comprare strumenti da liuteria super specializzati. L’importante è che quello che hai sia in buone condizioni e ti permetta di lavorare con precisione. Ho fatto la mia prima intonazione con un accordatore a clip da 10 euro e un cacciavite preso dalla cassetta degli attrezzi di mio padre. Non era l’ideale, ma ha funzionato. L’importante è capire il principio dietro ogni strumento.
Preparazione: Il Terreno Fertile per un’Intonazione Perfetta
Prima di mettere mano alle viti del ponte, dobbiamo assicurarci che la chitarra sia nelle condizioni ideali. Saltare questi passaggi è l’errore più comune che vedo fare, e ti garantisco che ti farà perdere un sacco di tempo e ti farà venire il mal di testa. L’intonazione del ponte è l’ultimo tassello di un setup ben fatto.
Ecco cosa devi fare per preparare lo strumento:
- Corde Nuove (o Quasi Nuove): Non ha senso intonare una chitarra con corde vecchie, ossidate o usurate. Le corde vecchie non vibrano in modo uniforme e non tengono bene l’accordatura, rendendo l’operazione di intonazione imprecisa e frustrante. Se non le hai cambiate da un po’, mettine un set nuovo. È un piccolo investimento che fa una grande differenza. Se stai usando corde con un trattamento speciale (es. coated), assicurati che siano ancora in buone condizioni. Le corde vecchie tendono a “sedersi” e a perdere la loro capacità di mantenere l’intonazione, soprattutto dopo qualche bending o assolo spinto.
- Action e Relief del Manico Settati: Questo è FONDAMENTALE. L’intonazione dipende dalla tensione delle corde e dalla loro altezza sulla tastiera (action), e questi sono influenzati dal relief (o curvatura) del manico. Se il manico è troppo concavo o convesso, o se le corde sono troppo alte o troppo basse, l’intonazione sarà sempre un compromesso. Prima di intonare, assicurati che il truss rod e l’action siano regolati correttamente. Se non lo fai, stai inseguendo i fantasmi e dovrai rifare tutto da capo. Un manico con un relief eccessivo o troppo piatto influenzerà la “mordenza” della nota sui tasti, alterando l’intonazione. Un’action troppo bassa potrebbe causare “fretting out” (la corda che tocca il tasto successivo) in modo inaspettato, e un’action troppo alta renderà i bending più difficili e potrebbe influenzare l’intonazione.
- Accordatura Stabile: Accordare la chitarra e poi… tirare un po’ le corde. Non aver paura di tirarle leggermente verso l’alto, come se volessi piegarle un po’. Questo aiuta le corde ad assestarsi sui ponticelli e nel capotasto. Ripeti l’accordatura un paio di volte. Le corde devono essere stabili per un’ottima regolazione del ponte. Questo passaggio è cruciale perché le corde nuove, o anche quelle vecchie che sono state smosse, possono “stirarsi” leggermente nei primi momenti dopo essere state accordate. Tirarle un po’ simula questo stiramento, permettendoti di arrivare a un’accordatura più stabile fin dall’inizio.
- Posizione di Lavoro Confortevole: Non cercare di intonare la chitarra sulla coscia mentre guardi la televisione. Appoggiala su un banco stabile, magari con un panno morbido sotto per non graffiarla. Devi essere comodo e avere una buona visuale sull’accordatore e sul ponte. Questo lavoro richiede attenzione e un po’ di tempo. Se sei scomodo, tenderai a fare errori o a sbrigarti troppo. Una sedia comoda, un tavolo d’appoggio solido e una buona illuminazione fanno la differenza.
- Muta di Corde Definitiva: Intona la chitarra con la muta di corde che intendi usare regolarmente. Se passi da un calibro .009 a .011, la tensione e la flessibilità delle corde cambieranno, e dovrai rifare l’intonazione. Ogni cambio significativo di calibro richiede una nuova regolazione dell’intonazione. Anche cambiare marca o tipo di corda può avere un impatto minimo ma percepibile. Per un setup di precisione, è sempre meglio usare la muta di corde definitiva fin dall’inizio.
Ti sembrano tanti passaggi? Forse sì. Ma ti assicuro che è molto più rapido e meno frustrante fare queste preparazioni una volta, piuttosto che cercare di intonare una chitarra “a caso” e poi dover ricominciare da zero perché ti rendi conto che l’action era troppo alta o le corde vecchie. La pazienza in questa fase ti ripaga con un lavoro ben fatto e duraturo.
I 3 Passi per Regolare l’Intonazione del Ponte della Tua Chitarra
Ora che la chitarra è pronta, possiamo finalmente mettere mano al ponte. Questo è il cuore del processo di come regolare l’intonazione del ponte di una chitarra elettrica. Ti guiderò passo passo, corda per corda.
Passo 1: Accordare la Chitarra (e Ricontrollare)
Questo è il punto di partenza, sembra banale ma è il fondamento di tutto il lavoro.
- Accorda ogni corda con la massima precisione possibile. Usa il tuo accordatore e assicurati che ogni corda sia perfettamente in pitch quando suonata a vuoto.
- Pizzica la corda a vuoto e osserva la lettura sull’accordatore. Dovrebbe essere nel punto zero, al centro.
- Non dare nulla per scontato. Anche se hai accordato un minuto prima, ricontrolla. La tensione delle corde può cambiare leggermente anche solo muovendo la chitarra o agendo sulle altre corde. Questo è soprattutto vero se hai un ponte con tremolo, dove l’equilibrio tra le molle del tremolo e la tensione delle corde è cruciale.
Questo primo passo è la tua “linea di base”. Senza un’accordatura perfetta a vuoto, qualsiasi regolazione successiva sarà inutile. Se l’accordatore ti mostra che una corda è leggermente stonata a vuoto, non puoi basare la tua intonazione sul 12° tasto, perché già parti da un presupposto sbagliato. Correggi prima l’accordatura a vuoto.
Passo 2: Controllare l’Ottava (e Capire Cosa Vuol Dire)
Qui entriamo nel vivo della regolazione dell’intonazione. Dobbiamo confrontare la nota a vuoto con la stessa nota suonata un’ottava sopra, cioè al 12° tasto.
- Scegli una corda (ti consiglio di iniziare dalla sesta corda, il Mi basso, e procedere verso la prima).
- Pizzica la corda a vuoto e verifica che l’accordatore sia ancora a zero.
- Ora, premi delicatamente la corda al 12° tasto. Non premere con troppa forza, altrimenti potresti alterare la nota. Pizzica la corda al 12° tasto.
- Confronta la lettura dell’accordatore. La nota al 12° tasto dovrebbe essere la stessa della corda a vuoto, e l’accordatore dovrebbe indicare zero.
Ora, la parte cruciale: cosa fare se non è a zero?
- Se la nota al 12° tasto è diesis (sharp), significa che la corda è troppo corta. Il ponticello (selletta) di quella corda è troppo avanti, verso il manico. Devi allungare la corda. Per farlo, gira la vite di regolazione del ponticello in senso antiorario per spostare la selletta indietro, lontano dal manico. Questo aumenta la lunghezza vibrante della corda.
- Se la nota al 12° tasto è bemolle (flat), significa che la corda è troppo lunga. Il ponticello è troppo indietro. Devi accorciare la corda. Per farlo, gira la vite di regolazione del ponticello in senso orario per spostare la selletta in avanti, verso il manico. Questo diminuisce la lunghezza vibrante della corda.
Un consiglio da chi ci è passato: non girare la vite con foga. Fai piccoli aggiustamenti. Un quarto di giro, a volte anche meno, può fare una grande differenza. Ricorda che la vite avanza o arretra il ponticello in modo graduale. Se sei troppo brusco, potresti superare il punto giusto e dover tornare indietro. Se la nota è molto lontana dallo zero, potresti dover fare più giri, ma sempre in piccoli incrementi.
Una volta che hai identificato la direzione in cui devi muovere la selletta, fai una piccola rotazione (diciamo un ottavo o un quarto di giro), poi vai al passo successivo. Non cercare di “indovinare” la posizione giusta in una sola mossa. È un processo iterativo.
Passo 3: Affinare e Ripetere (La Pazienza è la Virtù dei Liutai Fai Da Te)
Questo è il passo dove la pazienza paga. Non otterrai la perfezione al primo tentativo.
- Dopo aver regolato il ponticello, RIACCORDA SUBITO la corda a vuoto. Questo è l’errore numero uno che vedo fare! Spostare il ponticello cambia la tensione della corda, quindi l’accordatura a vuoto non sarà più perfetta. Se non riaccordi, stai regolando in modo impreciso. Questo ciclo “regola-riaccorda-controlla” è la chiave del successo.
- Ripeti il confronto: pizzica la corda a vuoto, poi al 12° tasto, e controlla l’accordatore.
- Continua questo ciclo di “regola-riaccorda-controlla” finché l’accordatore non mostra la stessa nota (o una differenza minima, tipo un cent) sia per la corda a vuoto che per quella al 12° tasto. Per noi comuni mortali, un cent di differenza è perfettamente accettabile. Non impazzire per lo zero assoluto. L’obiettivo è rendere le differenze impercettibili all’orecchio, non raggiungere una precisione da orologio atomico.
- Procedi corda per corda. Una volta finita una corda, passa alla successiva. Non saltare tra le corde, fai una alla volta. Questo ti permette di concentrarti su ogni singola regolazione senza creare confusione.
- Attenzione ai ponti flottanti: Se hai un ponte tipo Floyd Rose o un tremolo a due pivot, il cambio di tensione su una corda può influenzare leggermente l’accordatura e l’intonazione delle altre. Potresti dover fare un secondo giro su tutte le corde per affinare ulteriormente. È un po’ più laborioso, ma il principio è lo stesso. Con un Floyd Rose, potresti anche dover regolare la tensione delle molle del tremolo per mantenere il ponte parallelo al body, il che influisce sull’accordatura. In quel caso, l’intonazione diventa un processo ancora più ciclico: accorda, controlla intonazione, regola sellette, riaccorda, verifica tremolo, regola molle, riaccorda… e così via.
Quando hai finito con tutte le sei corde, fai un test generale. Suona alcuni accordi in diverse posizioni della tastiera. Dovresti sentire un netto miglioramento. Se qualcosa non ti convince, non aver paura di ricominciare da capo su quella corda specifica. A volte, soprattutto sui ponti regolabili in altezza, una selletta potrebbe essere impostata in modo da creare un angolo strano con la corda, o una vite potrebbe essere leggermente allentata. Controlla che tutto sia stabile.
Per approfondire ulteriormente le tecniche di setup e manutenzione della chitarra, un’ottima risorsa è la guida di StewMac: StewMac – How to Set Up a Guitar. Lì troverai dettagli su ogni aspetto, dall’action al truss rod, che si integrano perfettamente con l’intonazione.
Errori Comuni e Consigli da Chi C’è Passato
Come ti ho detto all’inizio, sono qui per raccontarti la mia esperienza, e la mia esperienza include un sacco di errori. Non voglio che tu li faccia anche tu. Ecco un riassunto dei “tranelli” più comuni e come evitarli quando stai cercando di regolare l’intonazione del ponte della tua chitarra:
- Non riaccordare la corda a vuoto dopo ogni regolazione: Te l’ho già detto, ma lo ripeto perché è l’errore più frequente. Ogni volta che sposti un ponticello, la tensione della corda cambia. Se non riaccordi, stai confrontando mele con pere. Non essere pigro, riaccorda! È il passaggio che separa chi ottiene un risultato decente da chi si lamenta che “non funziona”.
- Fare aggiustamenti troppo grandi: Non devi girare la vite per mezzo giro. Inizia con un quarto di giro, poi un ottavo, poi ancora meno. Piccoli passi ti portano alla precisione. I grandi salti ti fanno solo perdere la bussola e ti costringono a ricominciare. La sensibilità è la chiave.
- Non controllare il relief del manico e l’action prima: Se il manico è un arco o le corde sono a mezz’aria, l’intonazione non potrà mai essere perfetta. È come cercare di costruire una casa su fondamenta instabili. Fai il setup completo prima di intonare. Punto. Se hai dubbi su come fare, cerca guide specifiche per il setup del manico e dell’action.
- Corde vecchie o usurate: Le corde sono la “voce” della tua chitarra. Se sono stanche, ossidate, o con segni di usura, non vibreranno correttamente. Non essere taccagno sulle corde, un set nuovo costa poco e ti salva da un sacco di frustrazione. Le corde con un trattamento speciale (come le Elixir) possono durare più a lungo, ma anche quelle alla fine cedono.
- Accordatore impreciso: Un accordatore da due soldi ti darà un’intonazione da due soldi. Non serve l’accordatore da studio da centinaia di euro, ma uno che mostri i cent di differenza è un minimo sindacale. Le app sul cellulare spesso vanno benissimo, a patto che siano calibrate e abbiano una buona risoluzione.
- Frets usurati o non livellati: Questo è un problema più avanzato, ma se i tuoi tasti sono molto consumati in certi punti (magari hai un “buco” sul terzo tasto del Mi cantino), l’intonazione ne risentirà. Quella è un’altra storia, per un livellamento della tastiera. Per ora, assicurati che i tuoi tasti siano in condizioni decenti. Un tasto usurato potrebbe non “bloccare” la corda nel punto giusto, causandone un’intonazione leggermente alterata.
- Dimenticare di bloccare i saddles (se presenti): Alcuni ponti, una volta intonati, hanno delle piccole viti per bloccare i ponticelli in posizione. Se il tuo ponte le ha, stringile delicatamente dopo aver finito l’intonazione di ogni corda. Altrimenti, con le vibrazioni, i ponticelli potrebbero spostarsi e tutto il lavoro andrebbe a farsi benedire. Sui ponti tipo Gibson, queste viti servono anche per regolare l’altezza delle sellette, quindi attenzione a non stringerle troppo da alterare l’altezza iniziale.
- Ignorare la lunghezza in scala: Ogni chitarra ha una sua lunghezza in scala fissa (es. 24.75″ per Gibson, 25.5″ per Fender). Questa lunghezza è un dato di fatto e influenza come le sellette dovranno essere posizionate. Se stai costruendo una chitarra da zero, assicurati che la lunghezza in scala sia corretta prima di montare il ponte.
- Non avere pazienza: Questo è forse l’errore più grande di tutti. L’intonazione richiede tempo e metodo. Se ti senti frustrato, fai una pausa. Torna dopo un’ora o il giorno dopo. Spesso, un po’ di riposo ti aiuta a vedere le cose con più chiarezza e a non fare errori dettati dalla fretta.
Ricorda che l’intonazione perfetta è un ideale. Anche le chitarre più costose hanno leggere imperfezioni. L’obiettivo è raggiungere un compromesso eccellente che renda lo strumento piacevole da suonare e che suoni bene in ogni posizione. Non puntare all’impossibile, ma al miglioramento tangibile. Un piccolo aggiustamento può fare una differenza enorme nella percezione generale dello strumento.
Il Tuo Suono, la Tua Soddisfazione
Mettere mano alla propria chitarra, capirne i meccanismi e migliorarla con le proprie mani è una delle soddisfazioni più grandi per un hobbista. L’intonazione del ponte della chitarra elettrica è uno di quei passaggi che, una volta imparato, ti farà sentire davvero padrone del tuo strumento.
Ci vuole pazienza, sì, e magari qualche tentativo. La prima volta che l’ho fatto, ci ho messo un pomeriggio intero, tra errori, ripartenze e imprecazioni. Ma quando ho sentito la chitarra finalmente suonare in modo armonioso su tutta la tastiera, la soddisfazione è stata impagabile. Era un suono mio, un suono che avevo “costruito” io, non solo assemblato. Non ti aspettare la perfezione assoluta al primo colpo. Ma un netto miglioramento lo sentirai subito. E sarai tu ad averlo fatto, con le tue mani, nel tuo garage. Questa è la vera magia del fai da te.
Ora hai tutte le informazioni per affrontare la regolazione dell’intonazione del ponte. Non aver paura di provarci. La tua chitarra (e le tue orecchie) ti ringrazieranno!
FAQ sull’Intonazione della Chitarra Elettrica
D: Devo fare l’intonazione ogni volta che cambio le corde?
R: Non necessariamente ogni singola volta, ma è una buona pratica farlo, specialmente se usi corde di marca o calibro diverso. Se cambi solo un set di corde dello stesso tipo e calibro, l’intonazione potrebbe rimanere abbastanza vicina all’originale, ma un controllo e un piccolo aggiustamento non fanno mai male.
D: La mia chitarra ha un ponte fisso (es. Tune-o-matic). È più facile intonarla?
R: Generalmente sì. I ponti fissi offrono meno variabili rispetto ai ponti flottanti o ai tremoli a due pivot. Ogni selletta è più indipendente dalle altre, semplificando il processo di regolazione corda per corda. Tuttavia, il principio base rimane esattamente lo stesso.
Scarica il Kit di sopravvivenza liutaio
PDF gratuito con checklist, tabella problemi-cause e template scheda progetto.




Ti è capitato qualcosa di simile?
Se hai incontrato lo stesso problema o vuoi chiedere qualcosa, scrivilo nei commenti. Leggo e rispondo a tutti.
Scrivi un commento