Miglior pedale distortion: come sceglierlo
Ti è mai capitato di entrare in un negozio di musica, vedere quella parete infinita di pedali e sentirti completamente perso? Oppure di navigare online per ore, leggere recensioni entusiastiche per un pedale e poi, una volta provato, scoprire che non fa per te? Benvenuto nel club. Ci sono passato anch’io, e non una, ma parecchie volte. Soprattutto quando si parla di distorsori, il mondo è vastissimo e la scelta del miglior pedale distortion può sembrare un’impresa degna di Ercole.
Per me è stato un percorso a ostacoli, fatto di acquisti impulsivi, scambi su mercatini online e qualche delusione sonora. Ho comprato il DS-1 perché lo usava Kurt Cobain, e mi aspettavo di suonare come lui. Non è successo. Ho preso un Big Muff pensando fosse “più distortion”, e mi è arrivato un suono che era un muro di fuzz. Insomma, ho imparato che non basta il nome o il chitarrista famoso per trovare il suono giusto. Serve capire cosa c’è sotto il cofano, e come quel pedale interagisce con la tua chitarra e il tuo amplificatore.
Questo articolo non ti darà il nome del “distorsore definitivo”, perché non esiste. Ti darà però gli strumenti per capire cosa cercare, cosa provare e, soprattutto, cosa ascoltare quando sei alla ricerca del tuo prossimo pedale per la distorsione. Parleremo di come funzionano, dei controlli che trovi, degli errori comuni da evitare e, perché no, anche di come provare a costruirne uno.
Cos’è un pedale distortion e perché è importante capirlo
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In this gallery: installation, pickups, potentiometers, assembly and components.
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Ok, facciamo un piccolo tuffo nel “perché” un pedale suona in un certo modo. La magia della distorsione avviene principalmente attraverso il “clipping”, ovvero il taglio del segnale audio. Questo taglio può essere fatto in diversi modi, e ogni metodo ha un impatto enorme sul carattere finale del suono. Non serve essere ingegneri elettronici, ma capire i concetti base ti aiuta a decifrare le descrizioni dei pedali e a prevedere come potrebbero suonare.
Diodi al silicio (Silicon Diodes)
Sono i più comuni, i cavalli da battaglia di tantissimi distorsori.
Caratteristiche: Offrono un clipping “duro” (hard clipping), il che significa che tagliano il segnale in modo netto e aggressivo. Il suono che ne risulta è compresso, con un sustain marcato e una buona dose di mordente.
Famous examples: Il BOSS DS-1, il ProCo RAT. Se cerchi un suono rock classico, metal leggero o punk, è probabile che un pedale con diodi al silicio sia quello che fa per te.
My mistake: All’inizio pensavo che “duro” significasse “più gain”. In realtà, significa un taglio più netto che porta a un suono più compresso e con armonici più ricchi, ma non necessariamente un volume maggiore o più “cattiveria” intrinseca. È una questione di quality del taglio.
Diodi al germanio (Germanium Diodes)
Meno comuni nei distorsori puri, più presenti negli overdrive e nei fuzz vintage.
Characteristics: Producono un clipping più “morbido” (soft clipping). Il segnale viene arrotondato gradualmente anziché tagliato di netto. Il suono è più caldo, meno compresso, con una risposta dinamica migliore (reagisce di più al tuo tocco).
Famous examples: Molti fuzz degli anni ’60 (Fuzz Face, Tone Bender) e alcuni overdrive come il Tube Screamer (anche se usa diodi al silicio, il suo clipping è spesso paragonato al soft clipping per la sua natura).
Quando usarli: Se cerchi un suono più vintage, bluesy, o un overdrive che si pulisce bene con il volume della chitarra, i diodi al germanio sono interessanti. Nei distorsori puri sono rari, ma quando ci sono, danno un colore unico.
Diodi LED (Light Emitting Diodes)
Sì, i LED possono essere usati anche per il clipping!
Characteristics: Hanno una soglia di clipping più alta rispetto ai diodi al silicio o germanio. Questo significa che per iniziare a distorcere, il segnale deve essere più forte. Il risultato è un suono con meno compressione, più volume e una sensazione di “apertura” maggiore. Mantiene più la dinamica originale del tuo tocco.
Famous examples: Alcune versioni del RAT hanno un’opzione per il clipping con LED.
Quando usarli: Ottimi se vuoi un distorsore che mantenga una buona dinamica e non ti schiacci il suono in modo eccessivo, pur offrendo molta saturazione.
Transistor e Operazionali (Op-Amp Clipping)
Qui entriamo un po’ più nel tecnico, ma è un concetto importante.
Characteristics: Invece di usare solo diodi per tagliare il segnale, la distorsione può essere generata saturando gli stadi di amplificazione stessi, come i transistor o gli amplificatori operazionali (op-amp). Questo può portare a un clipping asimmetrico, dove una parte dell’onda del segnale viene tagliata in modo diverso dall’altra. Il risultato è un suono più complesso, ricco di armoniche dispari e pari, che può suonare più “musicale” o “organico”.
Famous examples: Molti pedali moderni usano op-amp per generare la distorsione, spesso combinandoli con diodi per modellare ulteriormente il suono. Il ProCo RAT, ancora lui, usa un op-amp LM308 (o suoi equivalenti moderni) come cuore del suo circuito di distorsione.
My advice: Non farti spaventare dai nomi strani dei chip. L’importante è capire che non tutti i clipping sono uguali e che ogni scelta ingegneristica ha un impatto diretto sul carattere del suono.
Valvole (Tube-like Clipping)
La distorsione valvolare è il Santo Graal per molti chitarristi.
Characteristics: Le valvole producono una distorsione molto complessa e armonica. Il clipping è morbido e graduale, ma può diventare molto saturo. La dinamica è eccellente e il suono è caldo, rotondo, con una risposta ricca alle sfumature del tocco. Nei pedali, si cerca di emulare questo comportamento, a volte inserendo valvole vere nel circuito (pedali “tube-driven”).
Famous examples: I pedali con valvole vere sono rari e spesso costosi (es. Ibanez Tube King, Mesa Boogie V-Twin). Molti altri pedali cercano di emulare il suono valvolare con circuiti a stato solido complessi (es. Fulltone OCD, Wampler Plexi-Drive).
Considerazioni: Un pedale valvolare richiede alimentazione specifica e le valvole hanno una vita utile. Un pedale “tube-like” può darti gran parte del carattere valvolare senza gli svantaggi.
La morale della favola? Non esiste un tipo di clipping “migliore” in assoluto. Esiste quello che si adatta al suono che hai in testa. La conoscenza di queste differenze ti permette di leggere tra le righe delle descrizioni dei pedali e di fare scelte più consapevoli. Mi ricordo quando ho capito che il DS-1 non suonava come un overdrive valvolare per via dei suoi diodi al silicio: è stato un momento “aha!” che mi ha risparmiato tante delusioni future.
Controlli comuni e cosa fanno davvero
Ok, abbiamo capito un po’ come nasce il suono distorto. Ora vediamo come lo puoi modellare con le manopole che trovi sul pedale. Spesso, i controlli sembrano semplici, ma nascondono delle sfumature che possono fare la differenza tra un suono mediocre e uno che ti fa venire la pelle d’oca.
Gain / Distortion / Drive
Questa è la manopola più ovvia, quella che tutti girano per prima.
Cosa fa: Controlla il livello di saturazione del segnale. Più lo alzi, più il segnale viene compresso e distorto.
Common mistake: Molti tendono a metterlo al massimo pensando di ottenere il suono più “cattivo”. Ma spesso, troppo gain può portare a un suono impastato, senza definizione, soprattutto se suoni accordi.
My advice: Sperimenta. A volte, un gain a metà o a tre quarti, combinato con un buon EQ, suona molto meglio di un gain sparato al massimo. Lascia un po’ di spazio per la dinamica, anche con la distorsione.
Tone / EQ
Questa è, a mio parere, la manopola più sottovalutata e, al tempo stesso, la più potente.
Cosa fa: Controlla la risposta in frequenza del suono distorto. Nei pedali semplici, un singolo controllo “Tone” agisce spesso come un filtro passa-basso o passa-alto, rendendo il suono più scuro o più brillante. Nei pedali più complessi, potresti trovare un EQ a due o tre bande (Bass, Mid, Treble).
Perché è cruciale: La distorsione aggiunge molte armoniche, e queste possono far sì che il suono diventi troppo acuto, troppo nasale, o troppo “impastato” nelle basse frequenze. Usare il controllo di tono in modo efficace ti permette di integrare il pedale nel mix della band o di bilanciare il suono con il tuo amplificatore.
My anecdote: Ricordo quando ho provato il ProCo RAT la prima volta. Il controllo “Filter” (che è un tipo di Tone control) mi sembrava strano. Invece di rendere il suono più brillante girandolo in senso orario, lo rendeva più scuro. Ci ho messo un po’ a capirlo, ma una volta che l’ho fatto, ho scoperto quanto fosse versatile per tagliare le frequenze più aspre e rendere il suono più rotondo. Non sottovalutare mai l’EQ.
Level / Volume / Output
Semplice, ma fondamentale per non farti odiare dal fonico o dai tuoi compagni di band.
Cosa fa: Controlla il volume d’uscita del pedale.
Il suo scopo: Serve a bilanciare il volume quando il pedale è attivato con quello del tuo suono pulito (o bypassato). L’idea è che, quando attivi il distorsore, il volume non cambi drasticamente a meno che tu non voglia un boost per un assolo.
Un errore da evitare: Non usare il Level per spingere l’amplificatore se hai bisogno di più volume generale. Quello si fa con il master volume dell’ampli o con un boost dedicato. Il Level del pedale serve per il bilanciamento.
Controlli extra (Scoop, Presence, Blend, ecc.)
Alcuni pedali offrono controlli aggiuntivi che possono ampliare notevolmente le possibilità sonore.
Scoop: Spesso trovato nei pedali metal. Taglia le frequenze medie, dando quel suono “a V” che rende i riff più massicci e le lead più taglienti.
Presence: Aggiunge brillantezza e attacco sulle frequenze più alte, spesso rendendo il suono più “presente” nel mix.
Blend: Ti permette di miscelare il segnale pulito della tua chitarra con il segnale distorto del pedale. Utile per mantenere la definizione delle note basse o per dare un tocco di chiarezza a suoni molto saturi. È un controllo fantastico per i bassisti, ma utile anche per i chitarristi che vogliono mantenere un attacco definito.
Voice / Mode Switch: Molti pedali moderni hanno switch che cambiano la configurazione dei diodi di clipping o la risposta dell’EQ, offrendo diverse “voci” o “modalità” di distorsione all’interno dello stesso pedale. Questo ti dà una versatilità incredibile.
Comprendere questi controlli ti trasforma da semplice utente a scultore del suono. Non aver paura di girare le manopole, anche quelle che ti sembrano meno intuitive. Ogni pedale è un piccolo laboratorio sonoro, e la sperimentazione è la chiave per trovare la tua voce.
Come scegliere il tuo pedale distortion: un approccio pratico
Ora che abbiamo un po’ di chiarezza su cosa c’è dentro e cosa fanno le manopole, passiamo al sodo: come diavolo si sceglie il miglior pedale distortion senza impazzire o svuotare il portafoglio per pedali che poi non usi? La risposta è semplice e complessa allo stesso tempo: devi provarli. Ma provarli con criterio.
Ascolta il tuo amplificatore
Questo è il punto di partenza più trascurato.
Il “problema”: Molti comprano un pedale basandosi su video YouTube o sui consigli di un amico, senza considerare che il pedale interagirà in modo diverso con il proprio amplificatore. Un pedale che suona da Dio con un Fender Twin Reverb pulito, potrebbe suonare malissimo con un Marshall JCM800 già in crunch.
Il consiglio: Il tuo amplificatore è parte integrante della tua catena del suono. Se hai un ampli che ha già un buon canale distorto, potresti aver bisogno di un distorsore che lo “spinga” ulteriormente o che offra un colore diverso. Se hai un ampli pulito e lineare, avrai bisogno di un pedale che generi tutta la distorsione da solo.
Test pratico: Quando provi un pedale, fallo con un ampli simile al tuo, o meglio ancora, con il tuo ampli se il negozio lo permette.
Il genere musicale che suoni (o vuoi suonare)
on esiste un distorsore universale.
Metal: Spesso richiede molta compressione, sustain, gain elevato e un EQ “scooped” (medie tagliate) per quel suono massiccio e potente. Pedali come il BOSS Metal Zone (controverso, ma iconico per alcuni), il Mesa Boogie Throttle Box, o l’ISP Decimator G-String (per il noise gate, ma spesso associato a suoni metal) sono pensati per questo.
Rock Classico / Hard Rock: Richiede un suono più organico, reattivo, con buone medie e meno compressione. Pedali come il ProCo RAT, l’MXR Distortion+, o distorsori “amp-in-a-box” che emulano amplificatori Marshall o Plexi.
Blues-Rock / Alternative: Qui spesso si va più verso gli overdrive spinti, ma anche distorsori con un clipping più morbido o la capacità di pulirsi con il volume della chitarra. Il già citato RAT è incredibilmente versatile anche qui.
My mistake: Ho comprato un Metal Zone pensando di fare grunge. Era troppo esagerato per il suono che cercavo. Poi ho scoperto che, con le giuste regolazioni e un amplificatore adatto, poteva essere interessante, ma non era il mio “go-to”.
Budget: non serve spendere un rene
Il mercato offre ottime soluzioni per tutte le tasche.
Economici ma validi: BOSS DS-1, ProCo RAT 2, MXR Distortion+, Behringer Ultra Metal (clone del Metal Zone, con tutti i suoi pregi e difetti, ma a un prezzo ridicolo). Questi pedali sono stati usati in innumerevoli registrazioni e live.
Mid-range: Ci sono tantissimi cloni di pedali boutique, o pedali di marche come Joyo, Mooer, Nux che offrono suoni sorprendentemente buoni a prezzi accessibili. Anche pedali di marche più blasonate come Ibanez, MXR o Electro-Harmonix hanno modelli in questa fascia.
Boutique / High-end: Pedali costruiti a mano, con componenti selezionati, circuiti complessi e spesso un suono unico. Valgono la pena se hai un’idea molto precisa del suono che cerchi e il budget per permetterteli. Ma non sono necessari per avere un gran suono.
True Bypass vs. Buffered Bypass
Una piccola nota tecnica che però incide sul tuo suono.
True Bypass: Quando il pedale è spento, il segnale della chitarra passa direttamente senza toccare la circuitazione del pedale.
Pros: Mantiene l’integrità del segnale.
Against: Se hai molti pedali in catena, il cavo lungo e i molti true bypass possono portare a una perdita di alte frequenze (capacità del cavo).
Buffered Bypass: Quando il pedale è spento, un buffer (un piccolo circuito di pre-amplificazione) mantiene il segnale forte e integro, prevenendo perdite di tono su lunghe catene di pedali.
Pros: Mantiene il segnale forte, utile per catene lunghe.
Against: Alcuni chitarristi percepiscono che un buffer “colori” leggermente il suono anche quando il pedale è spento.
My advice: Non ossessionarti. Se hai 2-3 pedali, un true bypass va benissimo. Se hai una pedaliera da astronauta, un buon buffer (anche un pedale dedicato solo a quello) è quasi indispensabile. Il BOSS DS-1, ad esempio, ha un buffered bypass ed è uno dei pedali più usati al mondo.
Testa, testa, testa!
Questo è il consiglio più importante di tutti.
How to do: Vai in negozio. Chiedi di provare i pedali. Porta la tua chitarra. Chiedi un amplificatore simile al tuo. Non aver paura di fare rumore.
What to look for: Reattività: Come il pedale risponde al tuo tocco? Se suoni piano si pulisce un po’? Se suoni forte, quanto diventa aggressivo?
Definizione: Se suoni accordi, le note rimangono definite o si impastano in un muro di rumore?
Armoniche: Il suono è ricco e interessante, o piatto e bidimensionale?
Interazione con l’ampli: Come suona con il canale pulito dell’ampli? E se l’ampli è già in crunch?
Noise: Quanto rumore di fondo (hiss) produce il pedale, soprattutto con il gain alto? Alcuni distorsori sono intrinsecamente rumorosi, e potresti aver bisogno di un noise gate nella tua catena.
Common mistake to avoid: Comprare un pedale perché lo usa il tuo idolo o perché è “di moda”, senza provarlo con la tua strumentazione e il tuo stile. Quello che funziona per un professionista con un setup da migliaia di euro e un tecnico del suono, potrebbe non funzionare per te nel tuo garage. Ricorda, il miglior pedale distortion è quello che suona bene for you.
Pedali iconici e le loro caratteristiche (con esempi pratici)
Parliamo di alcuni classici, quelli che hanno fatto la storia e che ancora oggi sono punti di riferimento. Conoscerli ti darà un’idea più chiara di cosa cercare e di quali sonorità sono associate a certi nomi.
BOSS DS-1 Distortion
Chi lo usa: Tantissimi, da Kurt Cobain a Steve Vai.
Characteristics: È forse il distorsore più venduto di tutti i tempi. Clipping a diodi al silicio (hard clipping). Suono brillante, aggressivo, con un buon sustain. Il controllo Tone è molto efficace, ma può rendere il suono un po’ “nasale” o “acido” se non regolato bene.
Sound: Un classico suono rock e punk. Funziona molto bene se hai un amplificatore pulito e vuoi aggiungere grinta. Meno ideale come boost per un ampli già distorto, dove può suonare un po’ troppo sottile.
My advice: Se lo compri, non aspettarti il suono di Kurt Cobain subito. Ci vuole un po’ di tweaking e un buon amplificatore. E non aver paura di tenere il Tone basso per un suono più grosso.
ProCo RAT 2
Chi lo usa: Molti, da David Gilmour a Thurston Moore.
Characteristics: Un vero jolly. È un distorsore, ma può sconfinare nel fuzz se il gain è al massimo. Usa un amplificatore operazionale (op-amp) LM308 (o suoi equivalenti) per la sua distorsione caratteristica. Il controllo “Filter” (che funziona al contrario di un normale Tone) è la sua arma segreta.
Sound: Incredibilmente versatile. Dal crunch blues-rock, al rock alternativo, al fuzz garage. È un pedale che ha una sua personalità, ricco di medie e con un buon punch.
My advice: Se cerchi un pedale che faccia tante cose diverse e abbia un carattere forte, il RAT è una scelta eccellente. Gioca con il Filter, è lì che si nasconde la magia.
MXR Distortion+
Chi lo usa: Randy Rhoads, Jerry Garcia, e tanti altri.
Characteristics: Uno dei primi distorsori a pedale. Circuito molto semplice, due diodi al germanio (soft clipping, anche se spinto) e un op-amp. Ha solo due controlli: Output e Distortion.
Sound: Più vicino a un overdrive molto spinto che a un distorsore moderno. Ha un suono vintage, caldo, con una buona dinamica e un sustain cremoso. Ottimo per il rock classico e il blues-rock.
My advice: Se cerchi un suono più “vecchio stile”, non eccessivamente compresso, e che si pulisca bene, il Distortion+ è una leggenda per un motivo. La sua semplicità è la sua forza.
Fulltone OCD (o i suoi cloni)
Chi lo usa: Molti chitarristi moderni, per la sua versatilità.
Characteristics: Tecnicamente è un overdrive, ma ha così tanto gain e un suono così corposo che molti lo usano come un vero e proprio distorsore. È noto per la sua risposta “amp-like”, ovvero si comporta come un amplificatore valvolare spinto. Ha uno switch HP/LP (High Peak/Low Peak) che cambia la risposta in frequenza e il carattere del clipping.
Sound: Dal crunch leggero a un high-gain ricco e dinamico. Mantiene la chiarezza delle note anche con molto gain. Ottimo per rock, blues-rock, hard rock.
My advice: Se cerchi un suono dinamico e reattivo, che si comporti quasi come un secondo canale del tuo amplificatore, l’OCD (o uno dei suoi tanti cloni) è un’ottima scelta.
Electro-Harmonix Big Muff Pi
Chi lo usa: Jimi Hendrix, David Gilmour, Jack White, Billy Corgan.
Characteristics: Questo è un fuzz, non un distorsore in senso stretto, ma è spesso confuso o usato per suoni heavy. Il suo clipping è estremo, creando un suono spesso descritto come un “muro di mattoni”. Ha un sustain quasi infinito e una compressione massiccia.
Sound: Ideale per suoni psichedelici, sludge, doom, o lead con un sustain esagerato. Non è un pedale per la definizione degli accordi puliti.
My advice: Se cerchi un suono “spesso” e “cremoso” che non si preoccupa troppo della definizione, il Big Muff è il re. Ma sappi che è un fuzz, non un distorsore classico.
Questi sono solo alcuni esempi, ma ti danno un’idea della varietà disponibile. Ognuno di questi pedali ha una storia, un suono iconico e un posto nel cuore di molti chitarristi. Ascoltali, cerca demo online e, se puoi, provali.
Il lato DIY: costruire il tuo distortion
Dopo aver speso un po’ di soldi e fatto qualche errore con i pedali commerciali, ho iniziato a guardarmi intorno. E se provassi a costruirmelo, il mio pedale di distorsione? All’inizio mi sembrava un’impresa titanica, ma poi ho scoperto che non lo è affatto. Anzi, è uno dei modi migliori per capire Really come funziona un distorsore e per trovare il tuo suono unico.
Perché costruire un distorsore?
Learn: È una scuola passiva. Ogni componente che saldi, ogni pista che controlli ti insegna qualcosa sull’elettronica. Capisci il ruolo dei condensatori, delle resistenze, dei diodi.
Customize: Non ti piace il tono originale di un DS-1? Puoi modificare i valori di alcuni componenti per cambiare la risposta in frequenza. Vuoi provare diodi diversi? Basta un saldatore e un po’ di pazienza.
Risparmiare: Un kit per un clone di un classico distorsore può costare molto meno del pedale originale, e spesso include componenti di qualità pari o superiore.
La soddisfazione: Attaccare il pedale che hai saldato tu, sentirlo suonare per la prima volta… è una sensazione impagabile.
Componenti chiave da conoscere
Se ti avventuri nel DIY, ti imbatterai in questi “amici”:
* Op-amp (Amplificatore Operazionale): Il “cervello” di molti distorsori. È un chip


