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Errori da evitare costruendo la chitarra

Quando decidi di costruire la tua prima chitarra elettrica, o anche la seconda o la terza, l’entusiasmo è alle stelle. Hai già in testa il suono, il colore, magari pure il primo riff che ci suonerai. È una sensazione fantastica, lo so bene. Ma l’entusiasmo, a volte, ci fa saltare qualche passaggio, e lì iniziano i guai. Parlo per esperienza, eh. Di chitarre ne ho fatte un po’ nel mio garage, e ti assicuro che ho collezionato una bella serie di “ehm, forse dovevo pensarci prima”. Questo non è un articolo per spaventarti, anzi. È qui per darti una mano, per farti evitare alcune delle mie stesse fesserie. Perché se ci sono riuscito io, con i miei mezzi da hobbista e la mia buona dose di testardaggine, puoi farcela anche tu. L’importante è sapere dove si annidano i tranelli più comuni, quelli che possono trasformare un bel pezzo di legno in un costoso soprammobile. Vediamo insieme quali sono gli errori da evitare costruendo la chitarra, quelli che ho imparato a mie spese.

La Pianificazione è Mezza Battaglia (e Mezza Rottura di Scatole)

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Ti sembrerà banale, ma la fretta di iniziare a segare e incollare è una delle cause principali di un sacco di problemi. Molti degli errori più comuni nel costruire una chitarra nascono molto prima che tu metta mano al primo attrezzo. Parlo della fase di progettazione, quella che ti fa stare ore davanti al PC a guardare schemi e specifiche, o a disegnare su un foglio di carta. È noiosa, lo so, ma è fondamentale.

Non Scegliere il Progetto Giusto per Te

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Il primo, enorme, passo falso. Ti innamori di una replica esatta di una Flying V con ponte Floyd Rose e circuitazione attiva, ma hai in mano solo un seghetto alternativo e un saldatore da due soldi? Ecco, fermati. Iniziare con un progetto troppo complesso per le tue capacità e i tuoi attrezzi è il modo più rapido per frustrarti e abbandonare tutto. Inizia semplice. Una Telecaster o una Stratocaster bolt-on sono ottime scuole. Hanno geometrie chiare, un’elettronica non troppo complessa e ti permettono di concentrarti sulle basi della lavorazione del legno e dell’assemblaggio. Non è un segno di debolezza, è intelligenza.

Ignorare le Misure e le Tolleranze

Questo è un classico. Compri un manico da un venditore, un body da un altro, e magari i pickup da un terzo. Ti aspetti che tutto si incastri alla perfezione, ma non è sempre così. Ogni produttore ha le sue tolleranze, i suoi standard. Un neck pocket, per esempio, può variare di qualche decimo di millimetro. E credimi, qualche decimo fa la differenza. Prima di fare qualsiasi acquisto, verifica le specifiche. Qual è la scale length (diapason) del manico che hai scelto? Il body è progettato per quella lunghezza? Il neck pocket è della misura giusta per il tallone del manico? E la profondità? Se il manico entra troppo stretto, rischi di spaccare il legno. Se è troppo largo, avrai problemi di stabilità e trasmissione delle vibrazioni. Una volta mi è capitato di comprare un body con il neck pocket leggermente più profondo del dovuto. Risultato? Il manico era troppo incassato, e il ponte non mi permetteva di ottenere un’action decente. Ho dovuto spessorare il manico con una placca di legno sottile, non il massimo dell’eleganza, ma ha salvato il progetto.

Acquistare i Componenti Senza un Piano Elettronico

Un altro degli errori da evitare costruendo la chitarra è l’acquisto compulsivo. Vedi un set di pickup fighissimo su un forum, un potenziometro “vintage correct” e un condensatore esotico, e li compri. Poi, quando arriva il momento di cablare, ti rendi conto che i pickup hanno quattro fili e tu hai i potenziometri a due, o che i valori non sono compatibili. Prima di spendere un euro, disegna il tuo schema elettrico. Decidi quanti volumi, quanti toni, quale tipo di switch. Poi, in base a quello, scegli i pickup (humbucker, single coil, P90?), i potenziometri (250k, 500k, 1M?), i condensatori (0.022uF, 0.047uF?). E non dimenticare i cavi schermati! Un buon cablaggio previene un sacco di rumori indesiderati.

Non Creare un Template Dettagliato

Anche se hai comprato un body e un manico pre-fresati, ci sarà sempre qualcosa da fare: i fori per il ponte, le meccaniche, i potenziometri, lo switch. Affidarsi solo al metro e alla matita è rischioso. La precisione è tutto. Un buon template in MDF, plexiglass o anche compensato ti salva la vita. Ti permette di marcare i punti esatti per i fori, di fare i routing dei cavity in modo pulito e simmetrico. Per i fori delle meccaniche, ad esempio, usa un template per assicurarti che siano tutti allineati e alla giusta distanza dal bordo della paletta. Un errore qui è evidente e difficile da correggere. Ricordo quando ho dovuto allargare il foro per un potenziometro che non entrava. Ho usato una punta troppo grande e ho scheggiato il top. Con un template, avrei segnato il centro esatto e usato la punta giusta, magari partendo da un diametro più piccolo e allargando gradualmente. La pazienza, in questi casi, è la tua migliore amica.

Il Taglio del Legno: Dove la Fretta Fa Danni Irreparabili

Ok, hai il tuo progetto, i componenti, i template. È il momento di mettere mano al legno. Qui, gli errori da evitare costruendo la chitarra sono spesso irreversibili. Un taglio storto, una fresatura troppo profonda, una scheggiatura… e il pezzo di legno pregiato che avevi tanto desiderato diventa legna da ardere. O, nella migliore delle ipotesi, un pezzo da rattoppare con stucco e tanta pazienza.

Sottovalutare la Sicurezza

Prima di tutto: la sicurezza. Sembra ovvio, ma quando si è presi dalla foga, si tende a dimenticare le basi. Occhiali di protezione, guanti, cuffie anti-rumore. E soprattutto, rispetto per gli attrezzi. Una fresatrice, una sega a nastro, un Dremel con le frese: non sono giocattoli. Possono fare male, e anche molto. Assicurati che il pezzo di legno sia sempre ben saldo, bloccato con morsetti robusti. Non tenere mai il pezzo con una mano sola mentre lavori con un attrezzo potente. Un attimo di distrazione e la mano finisce dove non deve.

Marcatura Imprecisa e Superficiale

“Tanto vado a occhio, ho la mano ferma.” È la frase che precede sempre un disastro. Ogni taglio, ogni foro, ogni routing deve essere marcato con estrema precisione. Usa una matita ben appuntita, un righello d’acciaio, una squadra. Verifica e riverifica le misure. E non limitarti a una sola linea. Se stai tagliando una forma, disegna la linea di taglio, e magari una linea “di sicurezza” all’interno, per avere un piccolo margine d’errore. È sempre meglio tagliare un po’ di più dopo, che aver tagliato troppo all’inizio. Per i routing dei cavity, usa i tuoi template. Fissali saldamente al body con biadesivo robusto o viti. Il template ti guiderà e ti garantirà bordi puliti e una profondità costante.

Scelta Sbagliata degli Attrezzi o Uso Improprio

Non tutti gli attrezzi sono uguali, e non tutti sono adatti a tutti i lavori. Per i tagli grossolani di un body, una sega a nastro è l’ideale. Per i routing precisi, una fresatrice (router) è indispensabile. Per i dettagli più piccoli, come i fori dei potenziometri o i canali per i cavi, il Dremel con le frese giuste fa miracoli. Evita di usare una sega circolare a mano libera per tagliare il profilo di un body. Il risultato sarà storto e irregolare. Non usare una fresatrice senza la guida giusta o un template. Il rischio di rovinare il legno è altissimo. Un errore che ho fatto all’inizio era usare frese poco affilate. Non solo il taglio era brutto, ma il legno si bruciava e la fresa si surriscaldava. Investi in frese di buona qualità e mantienile affilate. Fanno la differenza tra un lavoro da professionista e un pastrocchio.

Ignorare la Vena del Legno (Grain)

Il legno è un materiale vivo, e ha una sua direzione, la sua “vena”. Quando lo tagli o lo fresi, devi rispettare questa direzione. Andare contro la vena, specialmente con una fresatrice, può causare uno tear-out, cioè uno strappo di fibre che rovina la superficie e crea un bordo frastagliato. Quando fai un routing, cerca di lavorare sempre nella direzione in cui le fibre del legno vengono “sostenute” dalla fresa, non strappate. A volte questo significa fare più passaggi, con piccole asportazioni di materiale, invece di cercare di fare tutto in una volta. La pazienza paga, qui. Per i routing dei pickup o del neck pocket, inizia con passaggi poco profondi. Non cercare di raggiungere la profondità finale in una sola passata. Questo riduce lo stress sul legno e sulla fresa, e ti dà più controllo. E se vedi che il legno si sta strappando, fermati, cambia direzione o riduci la profondità di taglio.

Manico, Tasti e Intonazione: Il Cuore della Suonabilità

Il manico è l’anima della chitarra. Se il corpo è la sua voce, il manico è la sua capacità di parlare. Qui, gli errori da evitare nella costruzione di una chitarra possono trasformare uno strumento bellissimo in un oggetto quasi inusabile. Un manico storto, tasti mal posizionati o mal livellati, e addio suonabilità.

Fitting del Manico al Body: Il Matrimonio Perfetto

Il modo in cui il manico si accoppia al body è cruciale per la stabilità, la risonanza e l’intonazione. Il neck pocket deve essere preciso:
é troppo largo,
é troppo stretto. Un accoppiamento lasco riduce il trasferimento delle vibrazioni e può causare problemi di stabilità. Un accoppiamento troppo stretto può rendere difficile l’inserimento del manico e potenzialmente crepare il legno. Se hai comprato un manico e un body separati, è probabile che dovrai fare qualche piccola aggiustatura. Usa carta vetrata fine o una lima per legno per allargare delicatamente il neck pocket, se necessario. Fai prove continue, inserendo e rimuovendo il manico, finché non entra con una leggera pressione, senza gioco. L’allineamento è fondamentale. Prima di forare per le viti del manico, assicurati che sia perfettamente centrato rispetto al body e al ponte. Usa una corda tesa o un righello lungo per visualizzare l’allineamento. Un manico storto è un errore che si nota subito e che rende la chitarra quasi ingiocabile.

Installazione del Truss Rod: L’Anima Nascosta

Se stai costruendo il manico da zero, o se stai rimpiazzando un truss rod, la sua installazione è critica. Il truss rod serve a contrastare la tensione delle corde e a regolare la curvatura del manico. Deve essere posizionato correttamente nel suo canale, con la giusta curvatura (se è a singola azione) o piatto (se a doppia azione), e incollato in modo da non vibrare. Un errore comune è non incollare bene il truss rod, lasciando spazi vuoti. Questo può causare vibrazioni indesiderate o un funzionamento inefficace. Usa un po’ di colla e, se necessario, dei piccoli spessori di legno per riempire gli spazi e tenerlo fermo.

La Guerra dei Tasti: Fretwork Senza Compromessi

Questo è il campo di battaglia dove ho versato più sudore e imprecazioni. Il fretting, cioè l’installazione dei tasti, è forse la parte più delicata e che richiede più precisione. Se i tasti non sono installati correttamente, livellati e coronati, la chitarra avrà problemi di buzz (ronzio delle corde), dead spots (punti morti sulla tastiera dove la nota non suona) e intonazione.

Preparazione della Tastiera

Prima di inserire i tasti, la tastiera deve essere perfetta. I fret slots (le fessure per i tasti) devono essere puliti, della giusta larghezza e profondità. Se sono troppo stretti, i tasti non entreranno bene. Se troppo larghi, potrebbero muoversi. La tastiera stessa deve essere perfettamente piana (o con il giusto raggio, se preferisci una curvatura). Io uso una levigatrice orbitale con un blocco di legno con il raggio desiderato, o un blocco per levigatura dritto, per assicurarmi che sia tutto liscio e senza avvallamenti.

Installazione dei Tasti

I tasti possono essere pressati o martellati. Entrambi i metodi richiedono attenzione. Se li martelli, usa un martello da fret con la testa in plastica o gomma, e dai colpi decisi e uniformi, partendo dal centro e andando verso i bordi. Se li pressi, usa una pressa da fret o una morsa con gli inserti giusti. L’obiettivo è che ogni tasto sia perfettamente seduto nel suo slot, senza spazi sotto. Un errore tipico è non tagliare le estremità dei tasti alla lunghezza giusta, lasciandoli sporgere troppo. Questo non solo è antiestetico, ma può anche graffiare la mano del musicista. Usa una tronchesina da fret per tagliare l’eccesso e poi lima i bordi con attenzione.

Livellamento e Coronatura

Questo è il passaggio che separa una chitarra suonabile da una fenomenale. Anche con la massima cura, è quasi impossibile installare tutti i tasti alla stessa altezza perfetta. Devi livellarli. Usa una livella da fret (o un blocchetto dritto con carta vetrata incollata) e leviga delicatamente tutti i tasti finché non sono perfettamente piatti. Una volta livellati, i tasti avranno una superficie piatta. Devi “coronarli” (crowning), cioè ridargli la loro forma arrotondata. Questo si fa con una lima da coronatura. L’obiettivo è che il punto più alto del tasto sia al centro, per un contatto pulito con la corda e un’intonazione precisa. Infine, la lucidatura. I tasti devono essere lisci come uno specchio. Usa varie grane di carta vetrata finissima e poi paste lucidanti. Tasti lucidi non solo sono belli, ma riducono l’attrito con le corde e migliorano il bending. Ho passato ore a lucidare tasti, ma il risultato si sente sotto le dita.

Nut Slot: La Porta per la Suonabilità

Il capotasto (nut) è il punto di partenza delle corde. Se le sue scanalature (nut slots) non sono fatte bene, avrai problemi. Le corde devono scorrere liberamente, senza impigliarsi, e l’altezza delle scanalature deve essere corretta. Se sono troppo alte, la chitarra sarà dura da suonare ai primi tasti. Se troppo basse, le corde friggeranno. Usa lime specifiche per capotasto, con le giuste dimensioni per le corde che userai. Inizia con scanalature poco profonde e abbassale gradualmente, facendo prove continue. Ricorda che è più facile togliere materiale che aggiungerlo! La spaziatura delle corde è altrettanto importante: devono essere equidistanti e ben allineate con i pickup.

Finitura e Assemblaggio: Il Diavolo è nei Dettagli

Dopo tutto il lavoro di falegnameria e fretwork, si arriva alla parte che dà il volto alla tua creazione: la finitura. E poi l’assemblaggio finale, dove tutti i pezzi devono unirsi in un unico, armonioso strumento. Anche qui, gli errori più comuni nella realizzazione di una chitarra possono rovinare il lavoro di mesi.

Preparazione del Legno per la Finitura: La Base di Tutto

Una finitura bella e duratura dipende al 90% dalla preparazione del legno. Se la superficie non è perfettamente liscia, ogni imperfezione, ogni graffio, ogni segno di levigatura si vedrà attraverso la vernice. E ti assicuro, si vedrà tantissimo. Leviga il body e il manico con diverse grane di carta vetrata, partendo da una grossolana (tipo 120) e salendo gradualmente fino a una finissima (400, 600 o anche 800). Ogni passaggio deve rimuovere i segni del precedente. Sii metodico. E dopo aver levigato, pulisci bene la superficie dalla polvere. Io uso un panno antistatico e, a volte, un po’ d’aria compressa. Poi c’è il grain filling, o riempimento dei pori. Alcuni legni, come il frassino o il mogano, sono molto porosi. Se non riempi i pori, la finitura sarà irregolare e non avrà quell’aspetto liscio e profondo che cerchi. Esistono prodotti specifici per questo, da applicare e poi carteggiare via l’eccesso.

Scegliere la Finitura Sbagliata o Applicarla Male

Ci sono diverse opzioni per la finitura: poliuretanica, nitrocellulosa, olio, gommalacca. Ogni tipo ha i suoi pro e contro, i suoi tempi di asciugatura e le sue tecniche di applicazione. Poliuretanica: Molto resistente, facile da applicare (anche a bomboletta), ma può essere spessa e non far “respirare” il legno. Richiede meno mani. Nitrocellulosa: La finitura “vintage” per eccellenza. Sottile, permette al legno di risuonare meglio, invecchia bene (cracking). Ma è più delicata, tossica da applicare (richiede maschera e ambiente ventilato) e richiede molte mani sottili e lunghi tempi di asciugatura tra una mano e l’altra. Olio: La più naturale, facile da riparare, fa sentire il legno. Ma offre meno protezione e richiede applicazioni periodiche. Un errore comune è non rispettare i tempi di asciugatura tra le mani. La fretta di vedere il risultato può portare a una finitura che non indurisce bene, che si crepa o che rimane appiccicosa. Leggi le istruzioni del produttore e sii paziente. A volte ci vogliono giorni, o settimane, tra una mano e l’altra, specialmente con la nitro. Un’altra cosa da non sottovalutare è l’ambiente. Polvere, umidità, temperature estreme possono rovinare la finitura. Se non hai una cabina di verniciatura, cerca un ambiente il più pulito e controllato possibile. Una volta ho verniciato in garage un giorno di umidità pazzesca. Risultato? Buccia d’arancia garantita. Ho dovuto carteggiare tutto e ricominciare.

Cablaggi e Saldature: Il Cuore Elettrico

L’elettronica può sembrare intimidatoria, ma con un buono schema e un po’ di pratica, è alla portata di tutti. Gli errori da evitare nella costruzione di una chitarra qui sono spesso banali ma fastidiosi: saldature fredde, cablaggi sbagliati, masse mal collegate.

Saldature Pulite e Solide

Una saldatura “fredda” è una saldatura che non ha fatto buon contatto, o che si è rotta. Causa interruzioni intermittenti o rumori. Il segreto è un saldatore con la punta pulita e alla giusta temperatura, stagno di buona qualità e un contatto rapido e deciso.
Pulisci sempre le punte dei fili e dei componenti prima di saldare. Scalda il componente, non lo stagno. Lo stagno deve fondere a contatto con il componente caldo. Usa solo la quantità di stagno necessaria. * Lascia raffreddare la saldatura senza muoverla.

Schemi Elettrici e Masse

Segui lo schema elettrico alla lettera. Se non sei sicuro, cerca schemi online (ci sono risorse fantastiche su Seymour Duncan, DiMarzio e altri produttori di pickup). Un errore frequentissimo è una massa (ground) mal gestita. Tutti i componenti metallici (ponte, corde, schermature dei cavity, schermature dei cavi) devono essere collegati a massa. Una massa comune e ben collegata riduce rumori e ronzii. Se hai un ronzio che sparisce quando tocchi le corde o il ponte, è quasi certamente un problema di massa. Per chi volesse approfondire l’elettronica e magari fare qualche modifica, consiglio di dare un’occhiata anche alla sezione modifica e upgrade del sito. Lì troverete spunti per migliorare il sound della vostra chitarra anche dopo averla costruita.

Installazione Hardware: Allineamento è la Parola d’Ordine

L’installazione del ponte, delle meccaniche, dei pickup e di tutto l’hardware finale è l’ultimo passo. Qui, la precisione e l’allineamento sono cruciali.

Ponte

Il ponte deve essere posizionato esattamente alla giusta distanza dal capotasto, in base alla scale length. Un errore anche di un millimetro qui può compromettere l’intonazione. Usa un righello e calcola la distanza dal dodicesimo tasto (che dovrebbe essere esattamente la metà della scale length). Poi, segna i fori per le viti o i perni del ponte con la massima precisione. Se il ponte è di tipo tremolo, assicurati che sia centrato e che abbia lo spazio sufficiente per muoversi.

Meccaniche e Pickup

Le meccaniche devono essere installate in modo che siano dritte e allineate. I fori devono essere della misura giusta per i bushing (le boccole). I pickup devono essere centrati sotto le corde. Controlla che le pole pieces (i magneti) siano allineate con le corde. Questo assicura una risposta bilanciata e un buon volume da ogni corda. Regola l’altezza dei pickup con le viti laterali per trovare il giusto equilibrio tra volume e tono.

Setup Finale e Intonazione: Non Sottovalutare la Messa a Punto

Hai assemblato tutto, la chitarra è bellissima, l’elettronica funziona. Sei pronto a suonare, vero? Quasi. Molti degli errori nella costruzione di chitarre si palesano qui, nella fase finale di setup. Saltare questa parte significa avere uno strumento che, pur essendo ben costruito, suona male o è difficile da suonare.

Regolazione del Truss Rod: La Curva Giusta

Il truss rod non serve solo a tenere il manico dritto, ma a dargli la giusta curvatura (relief). Un manico troppo dritto o curvo troppo all’indietro (back bow) causerà buzz sui primi tasti. Un manico troppo curvo in avanti (forward bow) causerà un’action alta e difficoltà a suonare. Con le corde montate e accordate, tieni premuta la sesta corda al primo e all’ultimo tasto. Poi controlla lo spazio tra la corda e il settimo o ottavo tasto. Dovrebbe esserci un piccolo spazio, come lo spessore di un biglietto da visita. Regola il truss rod (generalmente si stringe per raddrizzare, si allenta per curvare in avanti) con piccole rotazioni e lascia riposare il manico per qualche ora, o anche un giorno, prima di fare un’altra regolazione.

Altezza delle Corde (Action): Il Compromesso Ideale

L’action, cioè l’altezza delle corde dalla tastiera, è una questione di preferenze personali, ma deve essere regolata correttamente. Un’action troppo alta rende la chitarra dura da suonare. Un’action troppo bassa causa buzz e note morte. Regola l’altezza delle sellette del ponte finché non trovi il giusto compromesso tra suonabilità e assenza di buzz. Ricorda che l’action deve essere regolata dopo aver settato il truss rod.

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