Monta le Meccaniche Locking Chitarra: Guida DIY
Allora, diciamocelo subito: quante volte vi è capitato di impazzire con l’accordatura? Magari dopo un bending un po’ spinto, o una leggera tirata di leva, la guitar è già calante. Oppure, peggio ancora, il cambio corde è un’agonia che ti porta via mezz’ora buona, con mille avvolgimenti sul piolo e la paura che la corda scappi via. Ci sono passato anch’io, mille volte. Ed è per questo che, a un certo punto, ho deciso di fare il salto. Ho montato le prime meccaniche locking chitarra su un vecchio manico che avevo in giro, quasi per scommessa. E vi dirò, è stata una delle modifiche più semplici ma più efficaci che abbia mai fatto in garage.
on sono un liutaio professionista, lo sapete. Sono uno che, come voi, si sporca le mani, sbaglia, impreca, e poi alla fine trova la quadra. Le meccaniche autobloccanti sono una di quelle cose che, una volta provate, ti chiedi come hai fatto a vivere senza. Non sono una magia, non trasformano una chitarra economica in una boutique da migliaia di euro, ma risolvono un bel po’ di grattacapi. E la buona notizia è che montarle non è affatto difficile. Con un po’ di pazienza e gli attrezzi giusti, potete farlo tranquillamente nel vostro angolo DIY.
Cosa sono e perché ci piacciono tanto (il “perché” pratico)
.biafax-photo-grid { display: grid !important; gap: 12px; margin: 24px 0; }
.biafax-photo-grid-3v { grid-template-columns: repeat(3, 1fr) !important; }
.biafax-photo-grid-2h { grid-template-columns: repeat(2, 1fr) !important; }
.biafax-photo-grid a { display: block; overflow: hidden; border-radius: 6px; line-height: 0; }
.biafax-photo-grid img { width: 100%; height: 100%; object-fit: cover; aspect ratio: 4 / 3; transition: transform 0.3s ease; }
.biafax-photo-grid a:hover img { transform: scale(1.03); }
.biafax-photo-grid br { display: none; }
.biafax-photo-grid-caption { text-align: center; font-style: italic; color: #555; margin: -12px 0 24px; }
.biafax-lightbox-overlay { position: fixed; inset: 0; background: rgba(0,0,0,0.92); display: flex; align-items: center; justify-content: center; z-index: 99999; cursor: zoom-out; }
.biafax-lightbox-overlay img { max-width: 92vw; max-height: 92vh; object-fit: contain; border-radius: 4px; }
@media (max-width: 768px) {
.biafax-photo-grid-3v { grid-template-columns: 1fr !important; }
.biafax-photo-grid-2h { grid-template-columns: 1fr !important; }
}
(function() {
if (window.biafaxGridLightbox) return;
window.biafaxGridLightbox = true;
document.addEventListener(‘click’, function(e) {
var a = e.target.closest(‘a[data-lightbox]’);
if (!a) return;
e.preventDefault();
var overlay = document.createElement(‘div’);
overlay.className = 'biafax-lightbox-overlay';
overlay.innerHTML = '‘‘';
document.body.appendChild(overlay);
overlay.addEventListener(‘click’, function() { overlay.remove(); });
document.addEventListener(‘keydown’, function handler(ev) {
if (ev.key === 'Escape') { overlay.remove(); document.removeEventListener('keydown', handler); }
});
});
})();
In this gallery: installation, headstock and mechanics.
.biafax-photo-grid { display: grid !important; gap: 12px; margin: 24px 0; }
.biafax-photo-grid-3v { grid-template-columns: repeat(3, 1fr) !important; }
.biafax-photo-grid-2h { grid-template-columns: repeat(2, 1fr) !important; }
.biafax-photo-grid a { display: block; overflow: hidden; border-radius: 6px; line-height: 0; }
.biafax-photo-grid img { width: 100%; height: 100%; object-fit: cover; aspect ratio: 4 / 3; transition: transform 0.3s ease; }
.biafax-photo-grid a:hover img { transform: scale(1.03); }
.biafax-photo-grid br { display: none; }
.biafax-photo-grid-caption { text-align: center; font-style: italic; color: #555; margin: -12px 0 24px; }
.biafax-lightbox-overlay { position: fixed; inset: 0; background: rgba(0,0,0,0.92); display: flex; align-items: center; justify-content: center; z-index: 99999; cursor: zoom-out; }
.biafax-lightbox-overlay img { max-width: 92vw; max-height: 92vh; object-fit: contain; border-radius: 4px; }
@media (max-width: 768px) {
.biafax-photo-grid-3v { grid-template-columns: 1fr !important; }
.biafax-photo-grid-2h { grid-template-columns: 1fr !important; }
}
(function() {
if (window.biafaxGridLightbox) return;
window.biafaxGridLightbox = true;
document.addEventListener(‘click’, function(e) {
var a = e.target.closest(‘a[data-lightbox]’);
if (!a) return;
e.preventDefault();
var overlay = document.createElement(‘div’);
overlay.className = 'biafax-lightbox-overlay';
overlay.innerHTML = '‘‘';
document.body.appendChild(overlay);
overlay.addEventListener(‘click’, function() { overlay.remove(); });
document.addEventListener(‘keydown’, function handler(ev) {
if (ev.key === 'Escape') { overlay.remove(); document.removeEventListener('keydown', handler); }
});
});
})();
Ok, siete convinti. Volete fare il passo. Ma quali hardware di accordatura locking scegliere? Non sono tutte uguali, e ci sono un po’ di cose da considerare prima di tirare fuori la carta di credito. Non fate come me che la prima volta ho comprato un set bellissimo, arrivato a casa ho scoperto che i fori delle viti non centravano niente. Era un set per Fender vintage, il mio era un manico moderno. Imparata la lezione.
Tipi e caratteristiche da valutare
1. Con o senza pin di posizionamento: Molte meccaniche moderne, come le Gotoh o alcune Schaller, hanno un piccolo pin (un pernetto) sul retro che si inserisce in un foro sulla paletta. Questo assicura che la meccanica non ruoti e non serve avvitare nulla. Altre, specialmente le repliche vintage o alcuni modelli Grover, si fissano con una o due viti. Le prime sono più facili da montare se la vostra paletta ha già i fori per i pin, o se siete bravi a farli. Le seconde richiedono più attenzione nell’allineamento e nella foratura delle viti.n2. Rapporto di demoltiplicazione (Gear Ratio): Questo valore indica quanti giri della chiavetta sono necessari per far fare un giro completo al piolo. Un rapporto 18:1 significa che servono 18 giri della chiavetta per un giro del piolo. Un rapporto più alto (es. 21:1) offre un’accordatura più fine e precisa, ma richiede più giri per raggiungere la nota desiderata. Per le meccaniche locking, un rapporto 18:1 o 19:1 è uno standard eccellente e offre un buon compromesso tra precisione e velocità.n3. Altezza del piolo (Post Height): Alcune meccaniche hanno il piolo più corto (short post), altre più alto (tall post). Quelle a piolo corto sono ideali per eliminare il bisogno di string tree (tendicorda) sulle palette di tipo Fender, perché la corda esce dal capotasto con un angolo già sufficiente per fare pressione. Se la vostra chitarra ha già gli string tree e vi piacciono, potete scegliere qualsiasi altezza. Se volete liberare la paletta, cercate i modelli “staggered” (a scalare) o “short post”.n4. Tipo di bloccaggio: La maggior parte usa una ghiera o una vite sul retro. Alcuni modelli più vecchi o economici potrebbero avere un sistema a “cam” interno. Preferite sempre quelli con ghiera o vite, sono più affidabili e duraturi.
Compatibilità: il vero scoglio
Questo è il punto cruciale. Prima di comprare, dovete misurare.
Diametro del foro sulla paletta: La maggior parte delle meccaniche moderne (Gotoh, Schaller, Sperzel, Grover) richiede un foro da 10mm (0.394 pollici). Se la vostra chitarra ha meccaniche vintage (tipo Kluson), i fori saranno probabilmente da 8.5mm o 9mm. In questo caso, avete due opzioni:
1. Allargare i fori a 10mm (richiede precisione e un attrezzo apposito, tipo un alesatore o una punta da legno affilata).
2. Cercare meccaniche locking specifiche per fori vintage, che sono meno comuni ma esistono (ad esempio, alcuni modelli Kluson Revolution Locking o Gotoh SD90-MG-T).
Schema dei fori delle viti: Se le vostre meccaniche attuali sono fissate con viti, misurate la distanza tra il centro del piolo e il centro dei fori delle viti. Le marche principali (Gotoh, Schaller, Grover) hanno schemi di foratura leggermente diversi. L’ideale è trovare un set che corrisponda esattamente ai vostri fori esistenti. Se non è possibile, dovrete fare nuovi fori (e tappare quelli vecchi, se visibili). Questo è il motivo per cui preferisco i modelli con pin di posizionamento, se possibile.
Marche e modelli affidabili (quelli che ho usato io)
el corso degli anni, ho provato diversi marchi. Ecco quelli che mi sento di consigliare, perché ho avuto esperienze positive:
Gotoh: Sono il mio cavallo di battaglia. Le serie SG381-MG-T (Magnum Lock-Trad) o SG360-MG-T sono fantastiche. Hanno un pin di posizionamento e sono robustissime. Spesso le trovate su chitarre di media-alta gamma.
Schaller: Le M6 Locking sono un classico. Precisione tedesca, affidabilità top. Anche loro offrono varie opzioni di post height e finiture.
Sperzel: Le Trim-Lok sono state tra le prime meccaniche locking ad arrivare sul mercato. Ottime, ma il sistema di bloccaggio è un po’ diverso (si bloccano ruotando il piolo da dietro) e richiedono un singolo foro di posizionamento anziché una vite.
Grover: Le Rotomatics Locking sono un’ottima scelta, specialmente se state sostituendo delle Grover tradizionali, perché lo schema dei fori delle viti è spesso compatibile.
Kluson Revolution Locking: Se avete una chitarra con fori vintage e non volete allargarli, queste sono una delle migliori opzioni. Mantenengono il look vintage ma aggiungono la funzione locking.
Un’ultima nota sulle repliche economiche: ne ho provate alcune. A volte funzionano, a volte no. Il rischio è che il meccanismo di bloccaggio non sia preciso, o che il rapporto di demoltiplicazione sia ballerino. Per un componente così importante per l’accordatura, il mio consiglio è di spendere qualche euro in più e andare sul sicuro con un marchio riconosciuto. Non è un punto dove risparmiare troppo. Potete trovare specifiche tecniche dettagliate e guide alla compatibilità sui siti dei produttori, ad esempio sulla pagina tecnica di Gotoh, che è sempre molto utile: [https://www.g-gotoh.com/product/sg381/](https://www.g-gotoh.com/product/sg381/)
Preparazione: la chiave per non fare danni (e non imprecare dopo)
Ok, avete scelto le vostre meccaniche, sono arrivate. Ora è il momento di preparare il banco. La fretta è il peggior nemico di ogni lavoro DIY, specialmente quando si tratta di forare un pezzo di legno che non è proprio economico.
Gli strumenti che vi servono (la mia lista essenziale)
on serve un’officina da liutaio, ma alcuni attrezzi sono indispensabili:
Screwdriver: A croce e a taglio, di varie misure, per rimuovere le vecchie meccaniche.
Pinze (opzionale): Utili per estrarre le vecchie boccole se sono molto strette.
Calibro a corsoio (digitale o analogico): FONDAMENTALE. Serve per misurare il diametro dei fori esistenti e delle nuove meccaniche. Non andate a occhio.
Drill: A colonna sarebbe l’ideale per la massima precisione, ma un buon trapano a mano con un po’ di attenzione va benissimo.
Punte da legno: Della misura esatta per i fori delle viti (se le vostre meccaniche le richiedono) e, se necessario, per allargare i fori esistenti (es. da 8.5mm a 10mm). Assicuratevi che siano affilate.
Masking tape: Prezioso per marcare la profondità di foratura e per proteggere la paletta.
Matita e righello: Per marcare i punti e controllare l’allineamento.
Punteruolo (opzionale ma consigliato): Per creare un piccolo invito nel legno prima di forare, evitando che la punta scivoli.
Panno pulito: Per pulire la paletta.
Guanti da lavoro: Per non lasciare impronte e per un po’ di grip extra.
Rimuovere le vecchie meccaniche: il primo passo
on c’è molto di misterioso qui.
1. Allentate tutte le corde e rimuovetele completamente.n2. Svitare le viti sul retro delle meccaniche. Tenetele da parte, magari vi serviranno per altro, o per rimettere le vecchie meccaniche un giorno.n3. Rimuovete le boccole (le ghiere che fissano la meccanica dalla parte anteriore della paletta). A volte si svitano a mano, a volte serve una pinza (con un panno per non graffiare). Se sono boccole a pressione, estraetele delicatamente.n4. Sfilate le meccaniche dalla paletta.
Pulizia e verifica dei fori esistenti
Ora che la paletta è nuda, prendetevi un momento.
1. Pulite bene la superficie della paletta, sia davanti che dietro. Togliete polvere, sporco, residui di colla o vernice. Un panno umido e poi asciutto va bene.n2. Misurate il diametro dei fori esistenti sulla paletta con il calibro a corsoio. Questo è cruciale.
Se il diametro è 10mm e le vostre nuove meccaniche sono da 10mm, perfetto.
Se il diametro è più piccolo (es. 8.5mm) e le nuove sono da 10mm, dovrete allargare. Fatelo con estrema cautela. Usate un alesatore specifico per fori di meccaniche, o una punta da legno da 10mm. Se usate la punta, fatelo da entrambi i lati della paletta per ridurre il rischio di scheggiature. Procedete lentamente e con pressione costante. Io la prima volta ho usato una punta da 10mm e un trapano a mano, ma ho fatto un po’ di “tear-out” sul retro. Ho imparato che l’alesatore è molto più pulito.
Se il diametro è più grande delle nuove meccaniche, avete un problema. Dovrete usare delle boccole di conversione (che riducono il diametro interno) oppure, in casi estremi, tappare i fori con dei tasselli di legno e riforare. Questa è una procedura più complessa e non la affronteremo qui, ma sappiate che è possibile.
Il Montaggio: Passo Passo, Senza Panico (fidatevi, è più facile di quanto sembri)
Bene, siamo al dunque. La paletta è pulita, i fori sono della misura giusta. Ora installiamo le vostre nuove chiavette autobloccanti.
1. Posizionamento preliminare delle meccaniche
Iniziate a inserire le nuove meccaniche nei fori della paletta, senza avvitare nulla. Inserite anche le boccole sulla parte anteriore, stringendole a mano, ma senza forzare.
Verificate l’allineamento: Guardate le meccaniche da dietro. Sono tutte allineate? Il corpo di ogni meccanica dovrebbe essere parallelo al bordo della paletta. Usate un righello o una squadra per aiutarvi. Questo è importante per l’estetica e per assicurare che il meccanismo funzioni correttamente. Se le meccaniche hanno i pin di posizionamento, l’allineamento sarà praticamente automatico, a patto che i fori per i pin siano stati fatti correttamente (o siano già presenti).
2. Marcatura dei fori per le viti (il momento critico)
Questo è il punto dove molti hobbisti si bloccano o fanno errori. Se le vostre meccaniche si fissano con viti (non hanno il pin di posizionamento), dovete marcare con precisione dove fare i buchi.
1. Assicuratevi che ogni meccanica sia perfettamente allineata. Tenetela ferma con una mano.n2. Con una matita appuntita, segnate il centro del foro della vite. Fate un segno leggero ma visibile.n3. Ora, il trucco da “garage”: prendete un punteruolo sottile e picchiettate leggermente sul segno della matita. Questo crea un piccolo “invito” nel legno, che impedirà alla punta del trapano di scivolare via quando inizierete a forare. Fidatevi, ho imparato questa lezione dopo aver fatto un foro leggermente decentrato sulla mia prima chitarra. Un piccolo invito fa una differenza enorme.
Se le vostre meccaniche hanno i pin di posizionamento, il lavoro è più semplice. Se i fori per i pin non esistono, dovrete crearli. Misurate il diametro del pin (solitamente 2-3mm), scegliete la punta giusta, e con la stessa cautela usata per le viti, fate i piccoli fori per i pin. Anche qui, un punteruolo aiuta.
3. Foratura dei fori per le viti (con estrema cautela)
Questa è la parte più delicata. Un foro storto o troppo profondo può rovinare il lavoro.
1. Scegliete la punta giusta: Deve essere leggermente più piccola del diametro della vite, in modo che la vite possa “fare presa” nel legno senza spaccarlo. Ad esempio, per viti da 2.5mm, usate una punta da 2mm. Fate una prova su un pezzo di legno di scarto se non siete sicuri.n2. Marcate la profondità: Avvolgete un pezzo di nastro adesivo di carta sulla punta del trapano, alla profondità massima che la vite dovrà raggiungere (misurate la lunghezza della vite). Questo vi darà un riferimento visivo e vi impedirà di forare troppo in profondità e magari trapassare la paletta!n3. Forate lentamente e dritto: Se avete un trapano a colonna, usatelo. È il modo più sicuro per ottenere fori dritti.
Se usate un trapano a mano, prendete fiato. Posizionate la punta nel piccolo invito che avete creato con il punteruolo. Iniziate a forare lentamente, mantenendo il trapano il più dritto possibile. Controllate l’angolo da diverse prospettive. Non mettete troppa pressione. Lasciate che la punta faccia il suo lavoro. Fermatevi quando il nastro adesivo tocca il legno.
Un consiglio extra: se vi sentite insicuri, potete usare una piccola dima di foratura o anche un blocco di legno con un foro preciso per guidare la punta del trapano.
4. Installazione finale e fissaggio
Ora che i fori sono pronti, il gioco è quasi fatto.
1. Posizionate le meccaniche nei rispettivi fori.n2. Avvitate le viti di fissaggio. Fatelo a mano, con un cacciavite adatto. Non usate il trapano avvitatore, a meno che non siate esperti e abbiate un controllo preciso della coppia. Stringete delicatamente. Sentirete la vite “fare presa”. Stringete fino a sentire una leggera resistenza, poi date un quarto di giro in più. Non stringete a morte! Il rischio è di spanare la vite, rovinare il legno o, peggio, crepare la paletta. Le viti servono solo a tenere la meccanica ferma e allineata, non a bloccarla con forza disumana.n3. Stringete le boccole sulla parte anteriore della paletta. Anche qui, a mano o con l’apposita chiave (se fornita), ma senza esagerare. Devono essere ben salde, ma non schiacciare il legno.
5. Stringatura corretta delle meccaniche locking
Questo è il momento di sfruttare il vero potenziale delle vostre nuove tuning machines locking. Il metodo è semplicissimo:
1. Inserite la corda nel foro del piolo.n2. Tirate la corda tesa. Non lasciate alcun allentamento.n3. Bloccate la ghiera (o la vite) sul retro della meccanica. Assicuratevi che la corda sia ben pinzata.n4. Tagliate l’eccesso di corda a circa 1-2 cm dal piolo. Non c’è bisogno di avvolgerla.n5. Accordate. Noterete subito che la corda raggiunge la nota molto più velocemente e che non ha bisogno di “assestarsi” con mille stiramenti.
Questo sistema elimina la necessità di avvolgere la corda più volte attorno al piolo, riducendo l’attrito e aumentando la stabilità dell’accordatura. È una delle modifiche più gratificanti che si possano fare a una chitarra. Per approfondire altre modifiche utili, date un’occhiata anche alla sezione guitar modification del blog.
Errori Comuni e Come Ho Imparato a Evitarli (le mie batoste)
Ho fatto tutti gli errori possibili, ve lo assicuro. E ogni volta ho imparato qualcosa. Ecco i più comuni, e come evitarli:
1. Forare senza marcare: Ho già detto del punteruolo, ma lo ribadisco. La prima volta che ho forato senza un invito, la punta del trapano ha “camminato” un po’ sul legno, e il foro è venuto leggermente storto. La vite è entrata storta, e la meccanica non era perfettamente allineata. Un piccolo punteruolo o anche un chiodo affilato risolvono il problema.n2. Non misurare i fori esistenti: Ho comprato un set di meccaniche da 10mm per una chitarra con fori da 8.5mm, convinto che “tanto ci vanno”. Ho dovuto allargare i fori con una punta da legno, e il risultato non è stato pulitissimo. Da allora, calibro a corsoio SEMPRE prima di ordinare.n3. Stringere troppo le viti/boccole: L’entusiasmo di finire il lavoro mi ha portato a stringere troppo le viti di fissaggio. Risultato? Ho spanato una vite (e ho dovuto usare uno stuzzicadenti con colla per tappare e riforare) e su un’altra chitarra ho visto una micro-crepa nel legno della paletta attorno alla boccola. Le viti servono a tenere, non a bloccare con la forza bruta. “Un quarto di giro dopo la resistenza” è la regola d’oro.n4. Non pulire la paletta: Sembra una sciocchezza, ma residui di colla, vernice, o polvere possono creare attrito o impedire alle nuove meccaniche di sedersi correttamente. Pulite sempre bene.n5. Non controllare l’allineamento: Una meccanica storta è brutta da vedere e può anche causare problemi di funzionamento. Usate sempre un righello per verificare che siano tutte in linea prima di marcare e forare. Ho


