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Vale la pena una Yamaha Elettrica? Recensioni e Prezzi

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Vale la pena una Yamaha Elettrica? Recensioni e Prezzi

Allora, ragazzi. Oggi parliamo di un marchio che, diciamocelo, è un po’ come quel compagno di classe bravo in tutto ma che nessuno nota davvero, perché non fa casino. Sto parlando di Yamaha. Nel mondo delle chitarre elettriche, ci sono i nomi grossi, quelli che ti vengono in mente subito: Fender, Gibson, Ibanez. Poi c’è Yamaha, che magari associ più alle moto, ai pianoforti o agli impianti audio. E invece, nel campo delle sei corde, specialmente quelle elettriche, hanno sempre avuto qualcosa da dire. E spesso, lo hanno detto benissimo. Io, come sapete, sono uno che si sporca le mani in garage. Ho visto passare un sacco di chitarre, ne ho smontate e rimontate tante, ho sbagliato e ho imparato. E ho sempre avuto un debole per gli strumenti che ti danno tanto senza svuotarti il portafoglio. Le chitarre elettriche Yamaha rientrano spesso in questa categoria. Ma valgono davvero la pena? È la domanda che ci facciamo oggi. Quando un amico mi chiede “Mimmo, che ne pensi delle Yamaha elettriche?”, la mia risposta è quasi sempre la stessa: “Dipende da cosa cerchi, ma preparati a rimanere sorpreso”. Non sono chitarre perfette, intendiamoci. Nessuno strumento lo è. Ma hanno una loro onestà, una qualità costruttiva che spesso è superiore alla fascia di prezzo in cui si posizionano. E questo, per chi come noi ama mettere mano agli strumenti, è un punto di partenza mica da ridere. Quindi, bando alle ciance. Andiamo a vedere cosa ci offrono queste chitarre del sol levante, partendo dai modelli più famosi e capendo chi dovrebbe farci un pensierino serio e chi, invece, farebbe meglio a guardare altrove.

Yamaha Elettrica: Caratteristiche Tecniche, Modello per Modello

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Prima di addentrarci nelle opinioni e nelle sensazioni, è giusto dare un’occhiata a quello che una Yamaha elettrica ti offre sulla carta. La bellezza di Yamaha è che, anche nei modelli più accessibili, c’è una cura nei dettagli che non è scontata. Prendiamo come esempio due cavalli di battaglia, la Pacifica 112V e la Revstar Element RSE20. Due strumenti che, pur appartenendo a fasce di prezzo diverse, incarnano la filosofia Yamaha.

Yamaha Pacifica 112V

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★ 4.6 (1200 recensioni)
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Questa è LA chitarra che consiglio a chiunque inizi o cerchi una base solida ed economica. È un vero e proprio standard nel settore entry-level. Corpo: Ontano (Alder). Legno leggero, risonante, con un buon bilanciamento tonale. È lo stesso legno usato per molte Stratocaster classiche. Garantisce un suono aperto e definito. Manico: Acero (Maple). Profilo comodo a “C”, non troppo sottile
é troppo grosso, un vero tuttofare. La tastiera è solitamente in palissandro (Rosewood) o, su modelli più recenti, in amaranto (Sonokeling) o acero. La scala è la classica 25.5 pollici, tipica delle Fender, che conferisce brillantezza e tensione alle corde. Pickup: Configurazione HSS (Humbucker al ponte, Single coil centrale e al manico). L’humbucker Yamaha al ponte offre un suono più potente e definito per distorsioni e rock, mentre i due single coil danno quel classico “twang” e le sfumature pulite che si cercano in un suono stile Stratocaster. Spesso gli humbucker di serie sono ceramici, funzionali ma non spettacolari (come vedremo dopo). Hardware: Ponte tremolo standard a 6 viti. È un ponte funzionale, ma se siete utilizzatori intensivi del vibrato, potreste notare una certa “lentezza” nel ritorno all’accordatura. Le meccaniche sono die-cast, affidabili per la fascia di prezzo ma non autobloccanti. Finitura: Solitamente disponibili in colori classici come nero, bianco, blu e rosso, con finiture lucide e resistenti. Note Costruttive: L’assemblaggio è solitamente molto preciso per il prezzo. I tasti sono ben posati e rifiniti, il che non è sempre scontato su chitarre sotto i 300€.

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Yamaha Revstar Element RSE20

La serie Revstar è l’interpretazione moderna di Yamaha delle chitarre classiche a corpo solido, con un design distintivo e soluzioni sonore interessanti. La linea Element è quella più accessibile. Corpo: Mogano (Mahogany) con top in acero fiammato (Flamed Maple) su alcuni colori. Il mogano conferisce calore, sustain e un attacco più morbido, mentre il top in acero aggiunge un po’ di brillantezza e, ovviamente, un look accattivante. Molti modelli sono leggermente camerati (hollowed out) per ridurre il peso e aumentare la risonanza. Manico: Mogano (Mahogany) con tastiera in palissandro (Rosewood). La scala è la più corta da 24.75 pollici, tipica delle Gibson, che offre una sensazione di suonabilità più morbida e bend più facili. Il profilo è solitamente un “Slim Taper”, molto comodo. Pickup: Due humbucker Yamaha. Questi pickup sono progettati per offrire un suono corposo, caldo e con una buona spinta, ma spesso hanno una gamma media particolare che li rende versatili. La serie Element RSE20 include anche il sistema “Dry Switch”, che sostanzialmente agisce come un filtro passa-alto passivo, rendendo gli humbucker più brillanti e definiti, quasi come dei single coil, senza perdere corpo. È una trovata intelligente per aumentare la versatilità senza aggiungere elettronica attiva. Hardware: Ponte fisso “Wraparound” o un Tune-o-matic con stopbar. Questi ponti sono noti per il loro ottimo sustain e la stabilità dell’accordatura. Le meccaniche sono spesso autobloccanti, il che garantisce un’ottima tenuta dell’accordatura. Finitura: La serie Element offre finiture opache o semilucide molto eleganti, spesso con colori ispirati al mondo delle moto custom o delle auto classiche. Note Costruttive: La cura costruttiva è notevolmente superiore alla Pacifica base. Il fretwork è quasi sempre impeccabile, l’assemblaggio è solido e l’estetica è decisamente più ricercata. Questi sono solo due esempi, ma dimostrano come Yamaha cerchi di offrire strumenti ben costruiti e pensati, anche nella fascia di prezzo più bassa. Ora, passiamo alla parte più interessante, quella che unisce l’esperienza personale al coro di voci che si sentono sui forum, nei gruppi social e tra gli amici musicisti. Cosa si dice davvero delle recensioni di chitarre elettriche Yamaha?

I Punti di Forza Riconosciuti

Il consenso generale è piuttosto chiaro su alcuni aspetti: 1. Rapporto Qualità/Prezzo Imbattibile: Questo è il mantra che senti ovunque. Che sia una Pacifica 112 per 300 euro o una Revstar Standard per 800, la percezione è che stai ricevendo molto più di quanto paghi. “Per il prezzo, non trovi niente di meglio” è una frase che ho letto e sentito mille volte. E in tutta onestà, spesso è vero. Io stesso, quando ho messo le mani sulla mia prima Pacifica 112, sono rimasto colpito dalla cura con cui era assemblata. 2. Qualità Costruttiva Solida: Le Yamaha sono costruite come carri armati. Non sono strumenti fragili. Il legno è ben selezionato per la fascia di prezzo, l’assemblaggio è preciso, e la finitura è resistente. “Puoi farci la guerra e lei sarà ancora lì” è un altro commento tipico. Nonostante non siano chitarre “boutique”, la loro robustezza è un punto a favore enorme, specialmente per chi inizia o per chi cerca un muletto affidabile per i live. 3. Manici Comodi e Fretwork Decente: Un punto dolente di molte chitarre economiche è il fretwork. Tasti sporgenti, dislivelli, bordi taglienti. Con Yamaha, questo problema è molto meno comune. Anche sui modelli base, i tasti sono generalmente ben posati e rifiniti. I manici, poi, sono quasi universalmente apprezzati per la loro comodità. Non sono
é troppo spessi
é troppo sottili, un buon compromesso per la maggior parte dei chitarristi. 4. Ottime Piattaforme per Modifiche (Mod-Platform): Questo è un aspetto che a noi, amanti del fai da te, piace un sacco. Le Pacifica, in particolare, sono considerate delle basi fantastiche per upgrade. Il body in ontano è un’ottima base tonale, e il manico è solido. Cambiando i pickup, il ponte, le meccaniche, puoi trasformare una Pacifica da 300 euro in una chitarra che suona e si comporta come una da 1000 e passa. Ho un amico che ha completamente rifatto l’elettronica di una 112, montando dei pickup boutique, e ora non la scambierebbe per niente al mondo. Se volete approfondire il tema delle modifiche, vi lascio un link utile: modifica chitarra. 5. Versatilità Sonora: Specialmente per le Pacifica HSS e le Revstar con il Dry Switch, la versatilità è un grande pregio. Puoi passare da suoni rock potenti a puliti cristallini con facilità. Non sono chitarre “mono-genere”.

I Difetti e le Critiche Comuni

on è tutto oro quello che luccica, ovviamente. Anche le Yamaha hanno i loro punti deboli, o comunque aspetti che la community tende a criticare: 1. Pickup di Serie (sui Modelli Entry-Level): Questo è il difetto più citato, soprattutto per le Pacifica 012/112. I pickup ceramici Yamaha di serie sono “funzionali”, ma spesso mancano di carattere, profondità e dinamica. “Fanno il loro lavoro, ma non ti fanno innamorare” è la sintesi perfetta. Non sono brutti, ma non sono ispiranti. Questo è il primo upgrade che quasi tutti consigliano di fare su una Pacifica entry-level. 2. Estetica “Generica” (per le Pacifica): Alcuni criticano le Pacifica per avere un design un po’ troppo “standard”, senza quel “mojo” o quella personalità forte che si trova in altri marchi. Sono chitarre che non fanno girare la testa per il loro look. “Sembra una chitarra qualsiasi” è un commento che si sente. La serie Revstar ha cercato di ovviare a questo problema con un design molto più distintivo e, a mio parere, ci è riuscita. 3. Hardware Essenziale (sui Modelli Base): Anche se funzionale, il ponte tremolo a 6 viti delle Pacifica 012/112 non è il massimo per la stabilità dell’accordatura se usato in modo aggressivo. Le meccaniche, pur essendo decenti, non sono autobloccanti. Sono compromessi dettati dal prezzo, ma che si sentono se si è abituati a strumenti di fascia superiore. 4. Mancanza di “Blasone” o “Storia” per i Puristi: Questo è più un aspetto psicologico che tecnico. Alcuni chitarristi, specialmente i puristi o i collezionisti, non vedono Yamaha con lo stesso “status” di Fender o Gibson. Non hanno la stessa storia nel rock’
‘roll, o quel pedigree che molti cercano. È un peccato, perché la qualità c’è, ma il marketing e la percezione del marchio giocano un ruolo enorme. In sintesi, il sentimento popolare è di grande apprezzamento per il valore e la qualità costruttiva, con la consapevolezza che sui modelli più economici i pickup e l’hardware sono i primi candidati per un upgrade. Ma nessuno mette in discussione la bontà della liuteria di base.

Pro e Contro in Relazione al Prezzo

Analizzare i pro e i contro di una chitarra elettrica Yamaha senza considerare il prezzo sarebbe inutile. È proprio nel rapporto tra ciò che paghi e ciò che ottieni che queste chitarre brillano.

Fascia Entry-Level (es. Pacifica 012/112 – circa 200-350€)

PRO: Liuteria Incredibile per il Prezzo: Qui Yamaha fa scuola. Un corpo in ontano (sulla 112) o agathis, un manico in acero ben rifinito, tasti decentemente posati. Su questa fascia, è difficile trovare una qualità costruttiva così costante e affidabile. Ti permette di concentrarti sullo studio senza dover combattere con uno strumento che si scorda ogni tre minuti o ti taglia le dita. Affidabilità:

Sono chitarre robuste. Ideali per chi inizia e magari non ha ancora la massima cura dello strumento, o per chi cerca un “muletto” per le prove. Potenziale di Upgrade Enorme: Questo è un pro gigantesco per noi DIYer. Con un investimento relativamente piccolo (nuovi pickup, magari un ponte migliore e delle meccaniche autobloccanti), puoi trasformare una Pacifica 112 in uno strumento che suona e si comporta come chitarre da 700-800 euro. E la soddisfazione di averlo fatto tu… impagabile! CONTRO: Pickup Base (Ma Funzionali): I pickup ceramici Yamaha sono il tallone d’Achille di questi modelli. Hanno un suono generico, senza molta personalità. Non sono “brutti”, ma non ti ispirano. Se cerchi un suono distintivo, dovrai metterci mano. Hardware Essenziale: Il ponte tremolo standard e le meccaniche non bloccanti possono portare a problemi di stabilità dell’accordatura, specialmente se usi spesso il tremolo. È un compromesso accettabile per il prezzo, ma da tenere a mente.

Fascia Media (es. Pacifica 611/612, Revstar Element/Standard – circa 500-1000€)

PRO: Componentistica di Alto Livello: Qui Yamaha non lesina. Pickup Seymour Duncan (sulle Pacifica 600), ponti Wilkinson o Gotoh, meccaniche Grover autobloccanti. Sono componenti che trovi su chitarre di fascia ben più alta. Qualità Costruttiva Impeccabile: Il fretwork è solitamente perfetto, l’assemblaggio è curatissimo. Queste chitarre sono pronte per il palco o lo studio fin da subito, senza bisogno di modifiche immediate. Tono e Versatilità Notevoli: Grazie ai pickup di qualità e alle scelte di legno, queste chitarre offrono una gamma sonora ampia e definita. Le Revstar, con la cameratura e il Dry Switch, aggiungono un tocco di originalità sonora che non trovi altrove. Design Distintivo (Revstar): Le Revstar hanno un’estetica unica e accattivante, che si distingue dalla massa delle solite forme. CONTRO: Prezzo che Inizia a Farsi Sentire: Sebbene il rapporto qualità/prezzo sia ancora ottimo, su questa fascia ci sono più concorrenti validi. Marchi come Ibanez, Schecter, o Squier (con le sue serie Classic Vibe o J Mascis Jazzmaster) offrono alternative interessanti. Peso (per alcune Revstar): Nonostante la cameratura, alcune Revstar possono risultare un po’ pesanti per chi è abituato a chitarre più leggere. È una questione di preferenze personali, ma è un aspetto da considerare.

Fascia Alta (es. Revstar Professional – oltre 1500€)

PRO:
Produzione Giapponese di Eccellenza: Le Revstar Professional sono strumenti di altissima liuteria, costruite con una cura e una precisione maniacali. Possono competere con chitarre boutique di marchi ben più blasonati. Componentistica Premium: Materiali selezionati, hardware top di gamma, pickup progettati specificamente per il modello e cablati con la massima attenzione. Tono Raffinato e Unico: Il suono è ricco, risonante, con un sustain impressionante e una dinamica eccellente. Sono strumenti che “cantano”. CONTRO: Concorrenza Spaventosa: A questo prezzo, il mercato è affollato di opzioni incredibili: Fender American Performer/Professional, Gibson Les Paul Studio, PRS S2, Music Man Sterling e tantissimi costruttori boutique. Qui la scelta diventa molto personale, e il fattore “marchio” o “mojo” può giocare un ruolo più importante. Yamaha, pur offrendo uno strumento eccezionale, deve lottare contro la percezione del valore del blasone. In sintesi, Yamaha offre un valore eccezionale in tutte le fasce di prezzo, ma il suo vero punto di forza è la capacità di fornire una base solida e affidabile, perfetta per chi vuole uno strumento che funzioni subito o che sia una tela bianca per le proprie modifiche.

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Per Chi È Adatta e Per Chi È Meglio Evitarla

Capire a chi si rivolge una chitarra elettrica Yamaha è fondamentale per fare la scelta giusta. Non esiste la chitarra universale, e anche Yamaha ha il suo pubblico ideale.

Per Chi È Adatta:

1. Principianti con Budget Limitato: Se stai iniziando e non vuoi spendere una fortuna, ma cerchi uno strumento che non ti frustri, una Pacifica 012 o 112 è una scelta superba. Non si scorda subito, ha un manico comodo e, a differenza di tanti altri strumenti di pari prezzo, ha una liuteria di base solida. Ti permette di concentrarti sullo studio senza dover lottare con la chitarra. 2. Hobbisti e Modder Incalliti: Qui entriamo nel nostro campo! Le Pacifica, specialmente la 112, sono le regine delle mod-platform. Il corpo in ontano è una base tonale eccellente. Puoi cambiarci i pickup, il ponte, le meccaniche, l’elettronica… e ti ritroverai con una chitarra che suona da paura, fatta su misura per te, spendendo molto meno di uno strumento custom. È la tela bianca perfetta per i tuoi esperimenti. Io ho visto Pacifica modificate che facevano impallidire chitarre di fascia ben più alta. 3. Musicisti con Budget Medio che Cercano Affidabilità: Se sei un musicista che suona dal vivo o in studio e hai bisogno di uno strumento affidabile che suoni bene senza spendere un capitale, le Pacifica 600 o le Revstar Standard sono scelte eccellenti. Hanno componentistica di qualità, sono robuste e offrono una versatilità sonora che ti permette di coprire molti generi. Sono strumenti che non ti lasciano a piedi. 4. Chi Cerca un Suono e un Design Originale (Revstar): Se sei stanco delle solite Strat o Les Paul e vuoi una chitarra con una sua personalità estetica e sonora, le Revstar sono perfette. Il loro design unico, il corpo camerato e il Dry Switch offrono un’esperienza diversa e stimolante. 5. Chi Cerca il Massimo Valore per i Soldi: Indipendentemente dalla fascia di prezzo, Yamaha è quasi sempre sinonimo di un ottimo rapporto qualità/prezzo. Se il tuo obiettivo è massimizzare il valore del tuo investimento, Yamaha è una scommessa sicura.

Per Chi È Meglio Evitarla:

1. Collezionisti o Puristi del “Mojo”: Se stai cercando una chitarra con un pedigree storico, un “mojo” particolare o un valore di rivendita elevato nel lungo termine come pezzo da collezione, Yamaha potrebbe non essere la scelta giusta. Nonostante la qualità, non ha lo stesso “status” di un’annata Fender o Gibson. 2. Chi Cerca un Suono “Iconico” Specifico (senza Modifiche): Se il tuo sogno è il suono “stratocaster” puro e cristallino di un Fender American Vintage, o il “growl” inconfondibile di un humbucker Gibson PAF, e non hai intenzione di modificare i pickup, forse è meglio andare direttamente su quei marchi. Le Yamaha hanno un loro suono, ottimo, ma non sono copie esatte. 3. Chi Vuole una Chitarra Leggerissima a Tutti i Costi: Anche se le Revstar camerare sono più leggere di quanto sembrino, alcune Yamaha, specialmente i modelli più vecchi o le SG, possono essere piuttosto pesanti. Se hai problemi alla schiena o preferisci strumenti piuma, è un aspetto da verificare. 4. Chi Cerca Finiture “Boutique” o Estetica “Custom Shop”: Le finiture Yamaha sono impeccabili e resistenti, ma sono industriali. Non troverai quel feeling artigianale, quelle sfumature di colore uniche o quei dettagli estetici “custom shop” che si trovano su strumenti di fascia molto alta o boutique. In breve, le chitarre elettriche Yamaha sono per chi cerca sostanza, affidabilità e un ottimo rapporto qualità/prezzo, con un occhio di riguardo alla versatilità e, per i più smanettoni, al potenziale di modifica. Se il blasone o la ricerca di un suono ultra-specifico e non modificabile sono la tua priorità, potresti voler esplorare altre opzioni.

Consiglio Finale e Alternative

Allora, Mimmo, vale la pena una chitarra elettrica Yamaha? La mia risposta, dopo anni a smontare, rimontare e suonare queste chitarre, è un sonoro , con qualche piccola riserva, ovviamente. Yamaha offre un valore incredibile. Dal principiante all’hobbista, fino al musicista professionista con un occhio al portafoglio, c’è quasi sempre una Yamaha che può fare al caso tuo. La loro forza sta nella costanza della qualità costruttiva, che spesso supera di gran lunga quella di molti concorrenti nella stessa fascia di prezzo. Non ti ritrovi in mano un pezzo di legno storto che ti fa passare la voglia di suonare. Anzi. Se sei un principiante, una Pacifica 112 è un punto di partenza eccezionale. Non ti deluderà, te lo garantisco. Se sei come me, uno che ama mettere le mani sugli strumenti, la Pacifica è la tela bianca perfetta per creare la tua chitarra ideale. Cambi i pickup, magari un ponte e delle meccaniche, e hai uno strumento che suona come una chitarra da mille euro, ma con una frazione della spesa. È una soddisfazione impagabile. Se cerchi qualcosa di più distintivo, con un’estetica e un suono meno “standard”, le Revstar sono una scelta fantastica. La serie Element offre un pacchetto completo di qualità, suono e stile a un prezzo competitivo, mentre le Revstar più alte di gamma sono strumenti di liuteria eccelsa. Parlando di alternative, è giusto menzionare che il mercato offre altre opzioni valide, specialmente se il tuo budget si alza.
Fascia Entry-Level: Se cerchi qualcosa di simile alla Pacifica 112, potresti guardare alle Squier Affinity o Bullet Stratocaster/Telecaster, oppure alle Epiphone SG Special o Les Paul Special. Tuttavia, spesso la Pacifica 112 vince per la qualità costruttiva generale e la comodità del manico. Anche le Ibanez GRG/GRX sono valide, specialmente se preferisci un manico più sottile e veloce. Fascia Media: Qui la concorrenza si fa più agguerrita. Le Squier Classic Vibe offrono un feeling più vintage e pickup spesso più interessanti di serie. Le Epiphone (soprattutto le linee Inspired by Gibson) offrono look e suoni più orientati Gibson. Le Ibanez della serie RG e S sono ottime per chi cerca suonabilità e versatilità, soprattutto per generi più moderni. Le PRS SE, sebbene solitamente un po’ più costose, sono un gradino sopra in termini di finiture e componentistica. Fascia Alta: A questo livello, la scelta diventa estremamente personale. Le Fender Player Series o Vintera, le Gibson Les Paul Junior/Studio, le PRS Core o S2, le Music Man Sterling sono tutte opzioni eccellenti. La scelta dipenderà molto dal suono, dall’estetica e dal “feeling” che cerchi. In definitiva, una Yamaha elettrica vale assolutamente la pena, soprattutto se apprezzi la solidità, l’affidabilità e un rapporto qualità-prezzo che pochi altri marchi riescono a eguagliare. Non aspettarti il “mojo” di una vintage Fender o il “ruggito” di una Les Paul classica senza intervenire sui pickup, ma aspettati uno strumento che ti permetta di imparare, suonare e persino creare la tua chitarra ideale, senza farti dissanguare. E questo, per noi appassionati, è un valore inestimabile.

FAQ

Le chitarre elettriche Yamaha sono adatte per suonare generi come il blues o il rock?

Assolutamente sì. Le Pacifica, con la loro configurazione HSS, sono incredibilmente versatili e coprono bene sia il suono cristallino dei single coil per il blues e il rock pulito, sia la potenza dell’humbucker per i riff più carichi. Le Revstar, con i loro humbucker e il Dry Switch, offrono un suono caldo e definito, ottimo per blues-rock, indie e anche sonorità più moderne.

È facile trovare ricambi o assistenza per le chitarre Yamaha?

Sì, Yamaha è un marchio globale con un’ottima rete di distribuzione e assistenza. I ricambi per i modelli più diffusi come le Pacifica sono facilmente reperibili, e la qualità costruttiva generale fa sì che le riparazioni siano spesso necessarie solo per usura o per upgrade desiderati, piuttosto che per difetti intrinseci.

Per ulteriori dettagli tecnici puoi consultare questa risorsa esterna.

Vedi anche

Alla fine, la risposta alla domanda se una Yamaha elettrica valga la pena è un deciso sì, specialmente se cerchi un’affidabilità costruttiva granitica e un rapporto qualità-prezzo che pochi altri marchi possono eguagliare. Che tu sia un principiante che non vuole spendere una fortuna, un appassionato del fai-da-te pronto a mettere le mani sull’elettronica, o un musicista che cerca uno strumento solido per il palco, Yamaha offre una base eccellente e una tela bianca su cui costruire il tuo suono ideale. Non aspettarti il “mojo” di una vintage Fender o il “ruggito” di una Les Paul senza un upgrade, ma preparati a uno strumento che suonerà bene, durerà nel tempo e ti permetterà di crescere come musicista.

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